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mar, 01 dic 2020
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Come sappiamo che loro sanno che i virus mortali arrivano dallo spazio

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Nei primi giorni dell'esplorazione spaziale, la NASA elaborava le nuove procedure al volo. Con poca conoscenza del mondo al di fuori della nostra atmosfera, i medici dell'agenzia erano preoccupati per quello che gli esseri umani potevano incontrare nello spazio. Forse John Glenn sarebbe andato bendato su nello spazio. O forse l'equipaggio dell'Apollo 11 avrebbe rintracciato un ceppo virale Andromeda per mezzo del Modulo Lunare, rilasciando un letale virus della Luna su una Terra indifesa.

Meglio sicuri che dispiaciuti, pensarono alla NASA. Ecco come gli scienziati cercarono di proteggere il nostro pianeta - ed il resto del sistema solare - dalla minaccia di microbi extraterrestri.

I primi giorni di decontaminazione

Prima di tutto, la NASA ha sempre trattato il tema della protezione del pianeta molto seriamente. L'Ufficio della Protezione Planetaria - Office of Planetary Protection (OPR) venne costituito nel 1967, come parte del Trattato delle Nazioni Unite sui Principi che Governano le Attività degli Stati nell'Esplorazione e Utilizzo dello Spazio Esterno, Inclusa la luna e Altri Corpi [Celesti]. Questo trattato stipula che le nazioni partecipanti "dovranno promuovere studi sullo spazio esterno, inclusa la luna ed altri corpi celesti, e condurre esplorazioni per evitare dannose contaminazioni provenienti da questi".

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..."una tale occasione non arriva senza rischi."

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Una Nuova Luce sulla Peste Nera: Il Collegamento Virale e Cosmico


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Io, Virus: Perché sei solo per metà umano

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Quando, nel 2001, il genoma umano è stato sequenziato per la prima volta, ci siamo trovati di fronte a diverse sorprese. Uno era la pura mancanza di geni: dove ne avevamo previsti forse 100.000, ce n'erano in realtà solo 20.000. Una sorpresa più grande è venuta dall'analisi delle sequenze genetiche, che ha rivelato che questi geni costituivano solo l'1,5 per cento del genoma. Ciò è vanificato dal DNA derivante dai virus, che ammonta a circa il 9 per cento.

Inoltre, enormi pezzi del genoma sono costituiti da misteriose entità simili a virus chiamate retrotransposoni, pezzi di DNA egoistico che sembrano non avere altra funzione se non quella di fare copie di sé stessi. Questi rappresentano non meno del 34 per cento del nostro genoma.

Nel complesso, i componenti simili ai virus del genoma umano rappresentano quasi la metà del nostro DNA. Questo una volta sarebbe stato respinto come semplice "DNA spazzatura", ma ora sappiamo che alcuni di essi svolgono un ruolo critico nella nostra biologia. Per quanto riguarda le origini e la funzione dei rimanenti geni, semplicemente non ne sappiamo ancora nulla.

Il genoma umano ci presenta quindi un paradosso. Come nasce questo DNA virale? Che ruolo ha giocato nella nostra evoluzione, e cosa sta facendo per la nostra fisiologia? Per rispondere a queste domande dobbiamo destrutturare le origini del genoma umano - una storia più fantastica di qualsiasi cosa avessimo immaginato in precedenza, con i virus che giocano un ruolo più importante di quanto ci si possa aspettare.

Snowflake

Una corrente di virus attorno alla Terra, a miliardi cadono dal cielo ogni giorno

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© Biophoto Associates/Science Source
Virus attaccati a un frammento di una parete cellulare batterica. "I virus modulano la funzione e l'evoluzione di tutti gli esseri viventi", hanno scritto gli scienziati l'anno scorso. "Ma in che misura rimane un mistero".
Sulle montagne della Sierra Nevada, in Spagna, un team internazionale di ricercatori ha allestito quattro secchi per raccogliere una pioggia di virus che cadevano dal cielo.

Gli scienziati hanno ipotizzato che ci sia un flusso di virus che circonda il pianeta, al di sopra dei sistemi meteorologici della Terra, ma al di sotto del livello dei viaggi aerei. Pochissimo si sa di questo regno, ed è per questo che il numero di virus depositati ha sorpreso la squadra in Spagna. Ogni giorno, hanno calcolato, circa 800 milioni di virus cadono su ogni metro quadrato del pianeta.

La maggior parte dei virus che fanno il giro del globo vengono spazzati nell'aria dagli spruzzi d'acqua, e un numero minore arriva con le tempeste di sabbia.

"Senza attrito con la superficie della Terra, si possono viaggiare grandi distanze, e quindi il viaggio intercontinentale è abbastanza facile per i virus", ha detto Curtis Suttle, un virologo marino presso l'Università della British Columbia. "Non sarebbe insolito che le cose spazzate via in Africa si depositassero in Nord America".

Lo studio ad opera del Dr. Suttle e dei suoi colleghi, pubblicato all'inizio dell'anno nel International Society of Microbial Ecology Journal, è stato il primo a contare il numero di virus che cadono sul pianeta. Tuttavia la ricerca non è concepita per studiare la febbre o altre malattie, ma per dipingere un quadro più chiaro della "virosfera", il mondo dei virus sul pianeta Terra.

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Health

Virus letali dallo spazio potrebbero essere più comuni di quanto si pensi

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© Public Domain
Potrebbe arrivare un virus alieno dallo spazio esterno e cancellare la razza umana? Può sembrare la trama di un film di serie B, ma un gruppo internazionale di scienziati sta ora formalmente esplorandone la possibilità per la prima volta.

In uno studio pubblicato sulla rivista Astrobiology, il gruppo esprime la convinzione che, mentre la NASA continua a concentrare la sua ricerca di vita extraterrestre sulla caccia di altri microrganismi alieni, i virus spaziali rimangono criticamente sottostimati. Il team, guidato dal biologo Kenneth Stedman della Portland State University, sta chiedendo agli scienziati di sviluppare strategie per rilevare questi virus - e per vedere se possono diffondersi agli esseri umani dallo spazio esterno.

"È passato più di un secolo dalla scoperta dei primi virus", ha detto Stedman in un comunicato. "Entrando nel secondo secolo della virologia, possiamo finalmente iniziare a concentrarci oltre il nostro pianeta".

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Colosseum

Città senza auto diesel? Roma potrebbe essere la prima a vietarle già dal 2024

Smog auto traffico
I Comuni possono vietare la circolazione delle auto diesel nelle città: succede in Germania ma la rivoluzione arriva anche in Italia. A Roma sarà vietato l'uso di veicoli privati alimentati a diesel a partire dal 2024. L'annuncio di Virginia Raggi al convegno sul clima

Una sentenza della corte federale di Lipsia per combattere l'inquinamento atmosferico cambia lo scenario in tema di omologazioni: i Comuni tedeschi potranno imporre il divieto alla circolazione dei veicoli diesel più inquinanti. La decisione della Corte amministrativa federale tedesca ha respinto il ricorso dei Land del Baden-Wuerttemberg e del Nord Reno-Westfalia secondo cui la materia non sarebbe di competenza comunale ma federale.

Di diverso avviso i giudici amministrativi, che con la sentenza pronunciata oggi aprono la strada a restrizioni locali sui motori diesel.

Inquinamento, sempre più restrizioni per auto a diesel

La sentenza era attesa con il fiato sospeso, perché schiude la possibilità che le città che superano i limiti massimi di biossido di azoto (NO2) ai sensi della normativa europea, possano applicare questo divieto (divieto che potrebbe riguardare anche automobili più recenti.

Commenta: Saranno davvero le auto a motore a diesel la causa della crescita delle fatidiche PM10? Sarà davvero questo il 'duro colpo' necessario per liberarci sempre più dall'inquinamento? Più in generale e a livello globale, per capire meglio cosa sta accadendo attorno al tema dell'impatto dell'uomo sul clima, l'inquinamento ed i livelli di CO2, e sul perché ci siano sempre più episodi di clima estremo, leggete il nostro libro che spiega come tutti questi eventi facciano parte di un cambiamento climatico naturale, e perché sta accadendo adesso: Earth Changes and the Human-Cosmic Connection.


Magic Wand

Levitazione acustica: un'antica "tecnologia" ritrovata?

Levitazione acustica gocce
Nel mare d'informazioni in cui ci troviamo immersi e nel quale spesso annaspiamo, ci sono notizie straordinarie che passano in secondo piano con una facilità estrema. Come è successo, ad esempio, con la scoperta di un nuovo metodo di levitazione acustica "in movimento". L'esperimento, descritto sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, è stato sviluppato dal gruppo di ricerca del Politecnico di Zurigo, guidato dall'italiano ventinovenne Daniele Foresti.

Le proprietà del suono, come la pressione esercitata dalle onde acustiche, erano già state sfruttate per mantenere in aria piccoli oggetti , ma si è sempre trattato di levitazione statica. Daniele Foresti, invece, è riuscito a manipolare e muovere piccole quantità di oggetti solidi e liquidi, senza alcun tipo di contatto con altri strumenti. Evitando così interazioni o contaminazioni come quelle che avvengono in chimica e nella produzione di farmaci. Per "muovere" gli oggetti sospesi il ricercatore italiano ha utilizzato "tanti levitatori, l'uno vicino all'altro, come per far passare la palla da uno all'altro, guidando in questo modo il movimento di un oggetto".

Solar Flares

Si è verificata una nuova esplosione sul Sole

tempesta magnetica
© flickr.com/ NASA Goddard Space Flight Center
E' stata registrata un'esplosione di livello x, riferisce l'istituto di Fisica dell'Accademia delle Scienze.

All'esplosione, di classe x, è stato assegnato il grado X8.2. L'indice di attività ha registrato 9,8 punti sui 10 massimi. Questa è già la quarta potente esplosione, dopo una serie di forti scoppi registrati sul Sole da lunedì scorso, con emissioni di energia di classe M. Due giorni fa c'è stata una nuova esplosione, la più potente degli ultimi 12 anni, che ha raggiunto il grado di X9.3.

Il sette settembre è stata nuovamente registrata un'esplosione, di classe x, poi sulla Terra c'è stata una tempesta geomagnetica che ha provocato black out di sistemi satellitari della comunicazione. Le reti dei computer hanno smesso di funzionare in tutto il pianeta.

Il ministero della Difesa russo ha riferito che l'esplosione solare non incide sull'attività dei satelliti militari russi e sullo scudo antimissile.

Blue Planet

Un sistema extrasolare con sette pianeti

TRAPPIST-1 Planets
© NASA/JPL-Caltech
Rappresentazione grafica del sistema TRAPPIST-1
Una stella non troppo distante da noi, e intorno sette pianeti di dimensioni simili a quelle della Terra, sei dei quali si trovano in una zona "temperata", cioè in orbite tali che le temperature superficiali rimangono tra 0 e 100 gradi Celsius.

La scoperta è di Michaël Gillon, dell'Università di Liegi, in Belgio, e colleghi di una collaborazione internazionale, che la annunciano oggi sulle pagine di "Nature", e suggerisce che nella Via Lattea questo tipo di sistema potrebbe essere comune.

Le misurazioni indicano che i sei pianeti interni hanno masse simili a quella della Terra e probabilmente hanno una composizione rocciosa. Inoltre, quelli intermedi hanno probabilmente un'atmosfera di tipo terrestre e acqua liquida sulla loro superficie.

Negli ultimi decenni, la ricerca di pianeti al di fuori del sistema solare ha avuto un successo incredibile: se ne contano ormai a migliaia. Il metodo più utilizzato per la "caccia" è la fotometria di transito, basata sul fatto che la luce emessa da una stella diminuisce quando un pianeta passa di fronte al disco della stella stessa rispetto alla direzione di vista dalla Terra. La variazione è minima, ma può essere misurata con gli strumenti attuali, che consentono anche di stimare anche la massa planetaria.

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Il 31 dicembre il tempo si fermerà: tutto per colpa di un secondo di troppo

NASA
Sarà una vigilia di Capodanno unica quella tra 2016 e 2017. Se c'è una cosa certa, è che ogni giorno è scandito da 86400 secondi. Eppure il prossimo 31 dicembre non sarà così, ce ne saranno 86401. Un "leap second" verrà infatti aggiunto alle 23:59:59 UTC, e gli orologi segneranno 23:59:60 e solo dopo le 00:00:00.

E' al contempo un evento straordinario e non: è più o meno dal 1820 che la durata del giorno ha infranto la barriera degli 86400 secondi. Dal 1972 sono stati aggiunti 26 leap second agli orologi atomici, e come noto, l'ultima volta è accaduto il 30 giugno 2015. La colpa non è degli orologi ma del nostro pianeta: a causa dell'attrazione gravitazionale con il Sole e con la Luna, la Terra ruota su se stessa sempre più lentamente. Rispetto a due secoli fa per fare un giro completo impiega in media due millisecondi in più: giorno dopo giorno, si accumula un secondo ogni 500-750 giorni. Proprio quel secondo che occorre aggiungere per non perdere il ritmo degli orologi atomici e mantenere allineati i due clock che segnano il trascorrere del tempo. Quando si rende necessario, le date in cui si conta un secondo in più sono sempre il 30 giugno o il 31 dicembre di un dato anno.

Display

CNR: I computer del futuro? Saranno di diamanti

Realizzati per la prima volta circuiti fotonici in diamante per computer quantistici in grado di fornire una potenza di calcolo infinitamente superiore rispetto ai pc tradizionali. Lo studio internazionale, coordinato congiuntamente dall'Ifn-Cnr e dal Dipartimento di fisica del Politecnico di Milano, è pubblicato su Nature Scientific Reports. Gli innovativi strumenti consentirebbero di risolvere problemi dall'elevata complessità di calcolo come le previsioni dei cambiamenti climatici o le variazioni del mercato azionario e troverebbero impiego anche nella diagnostica medica.