Se è vero che sempre più gente oggigiorno dice che la maggior parte dei politici che ci governano sono degli psicopatici, allora come mai non ne sappiamo niente? Perché non è diventata conoscenza comune, e/o argomento discusso in famiglia, nelle aule delle scuole e delle università di tutto il mondo? Perché il mondo accademico non sta informando la gente? In breve, perché un'idea così semplice e tanto rivoluzionaria è tenuta in segreto? La risposta la troviamo nella domanda: perché è rivoluzionaria, ma non nel senso in cui la intendete! Vedete, la maggior parte delle rivoluzioni o sono causate, influenzate, o dirottate dagli psicopatici, e molto spesso questo viene fatto attraverso un metodo chiamato "abuso della psichiatria".

Le azioni e le reazioni di una persona normale, le sue idee e criteri morali, stupiscono l'individuo anormale, che le considera anormali. Se una persona con un disturbo di personalità come la psicopatia considera sé stessa e gli altri come lei normali, il che è ovviamente molto più semplice se lui e i suoi amici sono al potere, allora considererebbe una persona normale come diversa, e quindi anormale.

Questo spiega perché, quando gli psicopatici salgono al potere, in quanto tendono naturalmente a farlo, i loro sistemi sociali - tra cui l'istruzione e la medicina/psichiatria - hanno sempre la tendenza a trattare eventuali dissidenti - o potenziali dissidenti - come "mentalmente anormali". Come ha scritto Lobaczewski, "Una persona normale colpisce lo psicopatico con la sua ingenuità, la sua fede in teorie a stento comprensibili; quindi considerarlo "pazzo" non dovrebbe stupirci."

Per questo, tali governi generalmente controllano la psicologia e la psichiatria attraverso il controllo dei finanziamenti ed istituiscono una sorta di "polizia del pensiero" nel mondo accademico, e la miriade di modi in cui le persone normali rispondono inconsciamente ad un ambiente patologico cominciano ad essere definite come una malattia e si viene costretti a ricorrere a varie "cure psichiatriche", tra cui l'utilizzo di farmaci che permette di accettare l'ambiente patologico come cosa normale.

La verità sulla psicopatia deve essere offuscata ed emarginata per evitare che metta a repentaglio il sistema stesso, e questa stessa pratica viene poi utilizzata come strumento espediente nelle mani delle autorità patologiche. Chiunque sia troppo informato sulla psicopatia verrà accusato di tutto ciò che può essere inventato, tra cui l'anormalità psicologica. Gli verrà dato del "pazzo", del "paranoico", del "mentalmente instabile" e "pericoloso".

Questo, dunque, sta alla base delle differenze tra chi detiene il potere e le masse di persone che vengono oppresse, che prima o poi si rivoltano contro i loro oppressori. Il senso di oppressione vissuto in un mondo patologico si può reprimere a forza di farmaci e di panem et circenses fino ad un certo punto. Allo stesso tempo, gli altri psicopatici - non ancora al potere - sfruttano le emozioni violente dei rivoluzionari fanatici e del popolo oppresso, incitandoli a cavalcare le onde di malcontento popolare nelle stanze del potere, eventualmente schiacciando i loro "nemici". E' sempre utile sbarazzarsi di molte persone normali, traumatizzare tutti gli altri e fargli credere che ora che gli oppressori sono stati sconfitti, tutto andrà di nuovo bene!

Quindi, ora capite, l'idea è rivoluzionaria perché se si viene a sapere ampiamente che la vera questione riguarda i patologici vs le persone normali, e non le varie ideologie che vengono utilizzate dagli psicopatici per prendere il potere, gli psicopatici saranno impotenti. Non avendo più la possibilità di manipolare e convincere la gente ad andare in guerra contro falsi nemici, la loro rete di sostegno crollerà, e tutti vedranno che gli imperatori sono senza vestiti.

Come ho già scritto negli articoli precedenti di questa serie, gli psicopatici vedono il mondo in un modo particolare. Loro sanno di essere diversi e riconoscono facilmente gli altri come loro, anche in mezzo ad una folla. Sono loro quelli illuminati, noi siamo la plebe; loro sono i degni, noi siamo i mangiatori inutili; loro sono i lupi, noi siamo le pecore. E sanno che, se quegli spregevoli altri - cioè, tutti noi normali - venissero a scoprire di che pasta sono fatti realmente, verrebbero rinchiusi o peggio. Questa "ingiustizia" - di vivere in un mondo dove non possono vittimizzare gli altri a loro piacimento - è ciò che li sprona a creare un mondo da incubo per il resto di noi, con tanto di sfumature distopiche alla Orwell e assurde condizioni Kafkiane. E una volta che hanno ottenuto il potere, hanno intenzione di tenerselo. La scienza obiettiva diventa un pericolo per gli psicopatici politici e perciò deve essere soppressa a tutti i costi.

Da una parte, gli psicopatici politici beneficiano dagli sforzi degli individui ben intenzionati, ignari però dei fattori psicologici in gioco, che sono tuttavia molto legati emotivamente alle proprie teorie per quanto riguarda le cause dei problemi che, secondo loro, affliggono il mondo. Così, ironicamente, queste sono le idee che vengono cooptate e promosse dagli psicopatici. "Conosci il tuo nemico", sostienilo e fagli pensare che l'ideologia cooptata è ancora sua, il tipico modus operandi dello psicopatico politico. Con una base di idee oggettive sulla psicopatologia, è abbastanza facile da individuare questo tipo di teorie. Sono quelle teorie che si concentrano esclusivamente su una particolare ideologia (che sia "il capitalismo!", " il socialismo!", "il fondamentalismo cristiano!", "l'islamo-fascismo!"), o si basano su ipotesi che sminuiscono il ruolo della psicopatologia nei problemi gravi che affliggono il mondo.

Ho menzionato altrove alcuni dei problemi nel campo della psicologia, in particolare nello studio della psicopatia. A parte i problemi di diagnosi che il "disturbo di personalità antisociali" presenta, c'è il semplice problema della specializzazione. I ricercatori della psicopatia per la maggior parte trattano questioni che possono studiare da vicino: il cervello, i criminali, i comportamenti semplici. Rimangono fuori dalla politica, perché è difficile da studiare, e anche perché si rischia di perdere i finanziamenti. La politica è per gli scienziati politici e gli storici. Per quanto riguarda gli psicologi politici, la maggior parte di loro non sono consapevoli dei problemi della psicopatia a causa della natura di specializzazione (e una moltitudine di teorie fasulle) all'interno della psicologia stessa. Si potrebbe dire che la specializzazione è di per sé uno dei più grandi doni fatti agli psicopatici di tutto il mondo. Ci sono poche possibilità per gli scienziati di mettere in comune le loro conoscenze e formare un fronte unito da poter minacciare lo status quo, quando nessuno di loro parla nella medesima lingua!

Ma ci fu un tempo in cui gli psicopatici politici - patocratici, per essere più precisi, perché in un sistema patologico più di un tipo di patologia può essere presente nella rete di controllo - potevano essere studiati da vicino ed individualmente, e lo erano. Tuttavia, i patocratici che dirigono un carcere, che hanno fatto di questa opportunità una realtà, hanno soppresso rapidamente ogni futura possibilità di ottenere i dati così tanto necessari che potevano essere raccolti dai loro prigionieri. Mi riferisco a quel periodo subito dopo che gli Alleati vinsero la Seconda Guerra Mondiale, quando si svolsero una serie di processi presso il Tribunale Militare Internazionale di Norimberga dove vennero processati una selezione rappresentativa di alti funzionari di Hitler per crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

I più malvagi degli accusati furono giustiziati in breve tempo. Mentre molti hanno considerato questo atto come vera giustizia, le generazioni future sono state private di ciò che avrebbe potuto costituire un tesoro di conoscenza sulla vera natura del nazismo e dei suoi protagonisti. Per fortuna, mentre gli imputati erano ancora in vita, un paio di psicologi americani furono in grado di raccogliere quel minimo di informazioni che potevano, e uno di loro - Gustav M. Gilbert, psicologo del carcere di Norimberga - scrisse anche un libro, La Psicologia della Dittatura, che avrebbe potuto diventare il fondamento di una nuova scienza.

Ma non è quello che è successo. Non solo sono stati giustiziati immediatamente i criminali che destavano particolare interesse, il libro scritto su di loro non è mai stato ristampato e solo i dati più discutibili (Il Protocollo Rorschach che Gilbert aveva condotto) sono stati analizzati in seguito.

Non è una coincidenza il fatto che la maggior parte delle sue conclusioni sono state ignorate e solo le parti più deboli promosse (ad esempio La mente di Norimberga di Miale & Selzer). E' la classica gestione della percezione. Quei riferimenti letterari basati sull'opera di Gilbert, che raggiungono conclusioni valide anche se utilizzando prove discutibili (il test di Rorschach è quasi completamente screditato nei campi della psicologia sperimentale e psichiatria odierna, in particolare quando si tratta di psicopatia), hanno danneggiato la reputazione e la credibilità del suo intero lavoro. Ironicamente, Gilbert fa solo dei minimi accenni ai test di Rorshach nel suo libro, e tuttavia, tutta l'attenzione è stata focalizzata a loro quando qualcuno parla o scrive sulla psicologia dei criminali di guerra di Norimberga. Allora, che cosa ha detto veramente Gilbert?

Il suo libro è stato pubblicato nel 1950, nove anni dopo che Hervey Cleckley pubblicasse il suo libro La Maschera della Sanità, nel 1941. A quel tempo, era comune tra gli storici e gli altri studiosi di minimizzare il ruolo degli individui nella formazione della storia. Riporto un esempio tratto da un libro dell'epoca: "Con alcune eccezioni notevoli, i singoli individui hanno un impatto insignificante sullo sviluppo delle condizioni sociali... il successo [di un leader] dipenderà principalmente dal dirigere le circostanze esistenti verso la loro naturale direzione". 1 Come se le condizioni sociali siano una forza nebulosa completamente indipendente dalle motivazioni umane! Purtroppo questo pensiero è ancora prevalente tra gli storici contemporanei. Oggi si chiama "strutturalismo" - Hitler non era il problema di per sé, l'intera struttura nazista lo era.

Questo è corretto solo in parte, ma, grazie ad una piccola distorsione della teoria, le azioni distruttive dello psicopatico passano inosservate (probabilmente è questo il motivo per cui questo tipo di pensiero è così popolare in questi giorni). Se viene minimizzato il ruolo dell'individuo, il problema risiede nei fattori economici, sociali e strutturali ovviamente! (Non importa che gli psicopatici ed altri individui patologici hanno inter-penetrato il tessuto sociale con una rete ramificata di cospirazioni patologiche reciproche e stanno attivamente causando quegli stessi problemi!) Se la mente dello storico è guidata da tali supposizioni sbagliate, allora tutte le caratteristiche rilevanti degli individui che fanno parte di quella struttura sociale, dandole forza e significato, vengono escluse estemporaneamente. Così, qualsiasi azione patologica intrapresa dallo psicopatico che occupa posizioni di potere chiave non vengono notate. Sminuendo le caratteristiche del singolo individuo (ad esempio Hitler), la teoria è volutamente cieca ai risultati causati da una rete di individui patologici (ad esempio gli psicopatici all'interno dell'intera rete nazista: le SS, avvocati, banchieri, imprenditori, militari, ecc...).

Se solo non ci fossero quelle dannate anomalie!

Secondo la teoria, Hitler era un'anomalia del sistema. Un uomo i cui interessi corrispondevano alla natura delle forze "strutturali" in gioco. Ma nonostante la loro popolarità, queste teorie non possono spiegare la natura sorprendentemente straniera dei tempi che cercano di studiare e spiegare. Nella mente di molti, la Germania di Hitler fu una di quelle "eccezioni". La natura brutale e anti-umana del regime nazista - la "nuova realtà" alla quale i tedeschi e le loro vittime sono stati sottoposti - divenne chiara al mondo intero durante il corso della guerra, e fece inorridire l'umanità. Wilhelm Keitel, un feldmaresciallo nazista processato a Norimberga riferì a Gilbert, "Egli [Hitler] ha cercato di invertire i valori di Wermacht a 180 gradi: la brutalità e l'ingiustizia sono diventate virtù della 'durezza', la decenza e l'onore divennero debolezze spregevoli".2 Quando Gilbert ha chiesto a Rudolf Höss, comandante di Auschwitz, se avesse mai pensato se quei milioni di vittime avessero meritato il loro destino", egli ha cercato pazientemente di spiegare che tali domande per lui erano prive di senso, perché egli viveva in un altro mondo."3 In questo mondo, i leader possedevano qualità di "durezza e brutalità senza compromessi", erano nazionalisti con sfumature paranoiche, leali al gruppo appartenente e ostili verso tutti gli altri. L'inganno, il tradimento, la persecuzione e l'omicidio venivano perdonati a questo militante, cornice etnocentrica di riferimento, e il leader era colui che eccelleva in queste virtù". 4

Come Gilbert scrisse in seguito, i processi del dopoguerra portarono alla "speculazione diffusa riguardante la sanità mentale o la mancanza di essa da parte dell'intera leadership nazista".5 Questa speculazione da parte del pubblico era semplicemente buon senso, perché è impossibile comprendere un sistema come il nazismo senza una buona comprensione della psicologia individuale e sociale. I tedeschi hanno provato sulla loro pelle tutta la forza del pugno di ferro di una realtà psicopatica macrosociale.

Com'era prevedibile, le opinioni accademiche rapidamente si sono divise in 2 campi, entrambi i quali sostenevano conclusioni estreme e altrettanto insostenibili. I primi sostenevano che i nazisti (tutti quanti) fossero totalmente psicotici (si pensi al personaggio di Norman Bates nel film Psycho), e i secondi sostenevano che tutte le persone normali stavano "solo eseguendo gli ordini". Questo errore cognitivo (anche esso preso direttamente dal manuale dello psicopatico) è ancora prevalente oggi. E come al solito, la verità non è così semplice; le opzioni concorrenti non si escludono a vicenda. Come lo storico delle idee José Brunner osserva, "si può notare un ampio accordo basilare" tra le opinioni opposte sui leader nazisti, ovvero, se erano "sani di mente o psicopatici" .6 Grazie al lavoro di Gilbert (e più tardi, al lavoro di Lobaczewski), è stato possibile comprendere meglio la psicopatia e la psicopatologia in generale, e la sua influenza sulla società, collocando la discussione ad un livello più realistico ed obiettivo. "Anomalie" come il nazismo sono avviluppate da una complessa rete di individui psicopatici che ispirano il sistema nel suo complesso, individui con varie patologie mentali, e persone normali che vengono "ipnotizzate" dalla loro influenza collettiva. Mentre i leader possono e giocano un ruolo cruciale nella storia, Gilbert scrive:
[...] Ciò non implica in alcun modo che i leader creano la storia da soli. ... Le forze socioeconomiche, politiche e storiche... non esistono come semplici astrazioni, ma si manifestano solo attraverso il comportamento degli esseri umani... l'interazione delle persone e dei processi sociali... le usanze culturali contribuiscono a determinare la natura della leadership politica, e quest'ultima, a sua volta influenza lo sviluppo del modello culturale.7
Come ufficiale e psicologo tedesco responsabile di interrogare i prigionieri di guerra, a Gilbert fu dato accesso senza precedenti e senza limiti a tutti gli imputati; come diceva lui, "un'opportunità unica per analizzare la mente fascista".8 Vennero processati nazisti altamente posizionati, come il vice di Hitler, Rudolf Hess; il filosofo nazista Alfred Rosenberg; il Reichsminister per gli armamenti e munizioni, Albert Speer; il comandante di Auschwitz e colonnello delle SS, Rudolf Höss; e il Maresciallo di campo, capo della Luftwaffe, e presidente del Reichstag, Hermann Göring. I criminali di guerra nazisti detenuti a Norimberga fornirono un'occasione unica per gli psicologi e psichiatri di studiare i leader di un regime politico corrotto e criminale. Purtroppo, come abbiamo già visto, è stata una breve opportunità.

Quindi, quali furono le conclusioni di Gilbert, e che cosa ci fosse di così pericoloso da vederle poi ignorate, distrutte e travisate? Prima di citare alcune delle sue conclusioni più importanti, è opportuno analizzare alcune conclusioni sul nazismo fatte da altri scienziati dell'epoca.

Prima dell'arrivo di Gilbert, il capo della psichiatria per il Teatro Europeo delle Operazioni Militari, Douglas M. Kelley ha avuto accesso ai detenuti per un breve periodo di cinque mesi e ha scritto un libro sulle sue esperienze e conclusioni, intitolato, 22 celle a Norimberga, pubblicato nel 1947. Come Hannah Arendt, che all'epoca seguiva da vicino il processo di Adolf Eichmann in Israele, coniando il termine "la banalità del male" per descrivere l'apparente normalità di Eichmann, la sua noncuranza e apatia, Kelley ha visto i nazisti come persone fondamentalmente comuni coinvolte nel meccanismo di ordini militari e burocrazia. Non trovando alcun segno di patologia evidente negli imputati, li ha etichettati come "sani" e ha considerato il nazismo una malattia strettamente "socio-culturale".9 Gli psicopatici, occupando quella misteriosa linea di mezzo tra la sanità mentale e la follia, sono volati sotto il radar di Kelley. In breve, Kelley è stato ingannato da una maschera collettiva di sanità mentale, e non è riuscito a vederne attraverso.

Anche se Kelly non è stato in grado di diagnosticare la psicopatia (a suo parere, che è comune anche oggi, tutti siamo normali, il "grado di normalità" varia da persona a persona), egli ha fatto alcune osservazioni preveggenti:
Individui egocentrici, forti, dominanti, aggressivi come Göring, che differiscono dalle persone normali soprattutto per la loro mancanza di coscienza, non sono rari. Essi possono essere trovati in tutto il paese [cioè, gli Stati Uniti] - dietro imponenti scrivanie a decidere grandi affari come uomini politici, d'affari o mafiosi.10
Egli scrisse anche che tali personalità "potrebbero essere trovate in qualsiasi paese del pianeta" e che "ci sono indubbiamente alcuni individui che ucciderebbero volentieri la metà della popolazione degli Stati Uniti, se così facendo permettesse loro di controllarne la seconda metà".11 Oggi, siamo testimoni di quanto sia vera questa affermazione.

Inoltre Gilbert scrisse:
[...] Inculcando paura e ostilità verso gruppi nemici e incoraggiando la persecuzione sui capri espiatori, aiuta a soffocare l'empatia umana ed eventualmente a "desensibilizzare" un numero maggiore di individui all'aggressività estrema. Questa repressione dell'empatia in combinazione con l'"imperativo categorico" militare e la scarsa percezione della realtà dovuta ad una ideologia corrotta, produce ostilità irrazionale organizzata che non solo è illimitata nel suo potenziale distruttivo, ma precipita in una reazione autodistruttiva. ... La tendenza di un tale sistema è chiara: la distruzione della coscienza umana e della percezione obiettiva della realtà, che consente all'individuo irrazionale e psicopatico di diventare la nuova normalità, e l'individuo normale a diventare un membro sventato di una società propensa all'aggressione irrazionale. 12
È interessante notare che, Kelley ha stabilito un forte rapporto con Göring, il creatore della Gestapo e dei campi di concentramento, affascinato dalla sua intelligenza, "coraggio", fascino, e l'immagine di padre di famiglia, in altre parole, alcune delle stesse qualità scambiate da molti dirigenti aziendali come buone "qualità di leadership". Kelley si suicidò nel 1958 usando lo stesso metodo di Göring il giorno prima della sua esecuzione pianificata - inghiottendo una capsula di cianuro.13 Cleckley osservò una volta che i suoi segretari potevano sempre dire quali dei loro pazienti fossero degli psicopatici - erano gli unici che potevano convincerli a farsi prestare del denaro - e sembra che anche Kelly sia caduto sotto l'influenza di un viscido manipolatore. Questo non vuol dire che Cleckley o Kelley non fossero abbastanza perspicaci, ma piuttosto sottolinea fortemente le capacità di uno psicopatico "bravo"!

Gilbert, invece, chiamò le cose con il loro vero nome. Ha diagnosticato Göring come uno psicopatico "amabile" e "narcisistica".14 Nelle sue molte conversazioni con Göring, Gilbert è stato in grado di fare diverse osservazioni penetranti e spesso divertenti - anche se altrettanto inquietanti - che vengono raccontate nel suo libro. Libro che è inestimabile da questo punto di vista, perciò ho compilato alcune delle citazioni e aneddoti più importanti che illustrano la psicopatia di Göring.

Il Profilo di uno Psicopatico

Göring si presentò come impulsivo, egocentrico, aggressivo, in cerca di sensazioni forti, in grado di tollerare la frustrazione, superficialmente affascinante, loquace, spietato, e insensibile - tutte le caratteristiche tipiche della psicopatia. Ha mostrato insensibilità di fronte al pericolo, ammettendo che "non ha mai avuto il senso del pericolo"; e l'aggressione sadica per il quale "le punizioni di [suo] padre si dimostrarono inutili." La madre, presumibilmente, disse, "Hermann diventerà un grande uomo o un grande criminale!" Il primo ricordo di Göring, raccontato a Gilbert, fu quello di quando "colpì la madre in faccia con entrambi i pugni quando lei andò ad abbracciarlo dopo una sua prolungata assenza, all'età di tre anni." Come bambino, quando giocava ai soldati con i suoi coetanei, spesso picchiava allo stesso modo chiunque mettesse in discussione la sua leadership, per "far sapere loro dannatamente subito chi era il capo."15

Come descritto da Gilbert, Göring aveva "una personalità aggressiva e spietata", "una insensibilità emotiva e un umorismo perverso rappresentavano la fonte del suo coraggio fisico e della sua depravazione morale".16 Tuttavia, egli "spesso presentava un'immagine di persona gentile con un buon senso di umorismo", ovvero, un'affascinante "maschera di sanità mentale", che indossava ogni qual volta gli serviva. Al test di intelligenza aveva ottenuto un punteggio molto alto, 138 punti, e quando gli "è stato fatto credere che aveva ottenuto il più alto quoziente d'intelligenza tra i criminali di guerra nazisti [a Norimberga] ha elogiato l'eccellente discriminazione dei metodi psicometrici americani. [In seguito] Quando ha sentito che Schacht e Seyss - Inquart avevano ottenuto un quoziente d'intelligenza più alto di lui, si lamentò dell'inaffidabilità del test". Tuttavia, Gilbert ha osservato che la sua intelligenza era più caratterizzata da "realismo superficiale e pedonale, piuttosto che intelligenza brillante e creativa."17

Da giovane, si è unito alle forze armate naturalmente, in quanto gli forniva la possibilità di mostrare liberamente la sua aggressività, la tendenza al dominio, e la spettacolarità. Consapevole della natura della gerarchia militare, era rigidamente asservito ai suoi superiori, sapendo che "arriverà il giorno quando egli stesso esigerà totale obbedienza dai suoi inferiori." Proprio come uno psicopatico aziendale moderno, Göring identificava quelli con cui aveva bisogno di ingraziarsi (ad esempio gli istruttori ufficiali dell'accademia militare) e quelli che poteva trattare con disprezzo (ad esempio gli insegnanti civili)."Göring ha spiegato molto semplicemente... che gli ufficiali potevano punirti, mentre gli insegnanti civili potevano solo minacciarti o, ciò che è ancora più stupido, fare appello al vostro senso morale". Come un politico corrotto, Göring prendeva bustarelle per esenzione fiscale e gestiva con successo i suoi "interessi commerciali" (ad esempio, il traffico di armi). Gilbert ha osservato che, "durante la Prima Guerra Mondiale Göring ha fatto la pericolosa e fatale scoperta che la guerra potesse portare sia gloria e profitto per uno che era abbastanza spericolato, privo di scrupoli e affascinante". Come Göring stesso disse a Gilbert, "L'idea di democrazia mi ripugnava assolutamente... mi sono iscritto al partito proprio perché era rivoluzionario, non per la sua ideologia. Altri partiti avevano fatto rivoluzioni in passato, così ho pensato che non sarebbe stato male far parte di un partito simile !"18

In breve, Göring ha sfruttato l'ideologia e la struttura del nazismo per la propria ambizione personale, avidità, e il bisogno sadico di potere. E tuttavia ha sostenuto ciecamente Hitler. Perché? Questa è una domanda che lascia perplessi molti ricercatori di psicopatia e addirittura li induce a dubitare della possibilità che gli psicopatici possano mantenere una posizione stabile in ogni sistema politico o aziendale per lungo tempo. Dopo tutto, gli psicopatici sono notoriamente egoistici ed impulsivi. Sono leali a sé stessi e pronti in qualsiasi momento a tradire i loro "associati" e "amici". Ma per gli psicopatici intelligenti come Göring, la sottomissione ai loro superiori non è lealtà di per sé. Si tratta semplicemente di una questione di convenienza che permette loro di sfruttare al massimo l'ambiente nel quale operano. Pensate a Karl Rove e George Bush - Rove ha giocato la sua parte da subalterno astuto e così facendo ha guadagnato la maggior parte dei benefici. Proprio come gli psicopatici che spesso rispettano le regole della prigione per ottenere la libertà condizionale o punizioni più leggere, simulando addirittura la conversione religiosa, essi lavoreranno all'interno di una struttura politica come il nazismo perché è nel loro interesse farlo. Mentre in una società normale gli psicopatici vengono perseguitati dai normali a causa dei loro atteggiamenti e comportamenti antisociali, in un sistema come la dittatura nazista, le regole cambiano. In una società dove loro sono le autorità, hanno l'interesse di mantenerla a tutti i costi, anche se questo significa diventare dei fanatici paranoici.

Tuttavia, mentre in un tale sistema le alleanze vengono create e mantenute, vi è un'altra motivazione in atto. L'auto-promozione e le pugnalate alle spalle fanno parte del gioco, cosa che per lo psicopatico è molto importante. E Göring era un esperto in questi giochi. A Norimberga, ha mostrato ripetutamente la sorprendente facilità con la quale si scaricava di dosso la responsabilità incolpando gli altri, dimostrando la vera natura della sua "lealtà". Durante la sua testimonianza faceva affermazioni contraddittorie e mentiva spesso ed era pronto ad ogni occasione a denunciare i suoi compagni nazisti, gridando esclamazioni violente come la seguente:
"Roehm! Non mi parlare di quel porco sporco omosessuale! Quelli erano una vera cricca di rivoluzionari sanguinosi e perversi! Per colpa loro il Partito somigliava ad un branco di teppisti, con le loro orge selvagge e picchiando gli ebrei per strada e rompendo le vetrine! ... l'SA era solo una banda di pervertiti violenti! E' una dannata buona cosa il fatto che di averli scaricati, perché altrimenti ci avrebbero portati alla rovina! "
Come Gilbert fa notare, tuttavia, "Questi erano, ovviamente, gli stessi teppisti che Göring aveva addestrato al combattimento da strada".19 Questa tattica mi fa pensare agli americani che attualmente "combattono" i terroristi che loro stessi finanziarono negli anni '70, '80. Le alleanze si mantengono fin quando c'è un interesse comune. Quando gli interessi cambiano, le alleanze non valgano più niente. Gilbert ha osservato da vicino il modus operandi manipolativo "divide et impera" di Göring:
E' stato utile condividere i miei dati di ricerca con i dati degli altri "colleghi" che lo stavano interrogando in questo momento, è stato interessante notare come Göring parlava male dello psicologo allo psichiatra e vice versa, come parlava male dello psicologo e dello psichiatra ai loro cappellani, mentre manteneva un ottimo rapporto con tutti loro. Nel cortile della prigione, che era l'unico posto dove poteva incontrare altre persone, ha ripetuto lo stesso processo con militaristi contro i civili, prussiani contro bavaresi, protestanti contro cattolici, e sempre viceversa, cercava di vincere la simpatia di ciascuno di loro parlando male dei membri del gruppo opposto. ... Infine, quando Speer ha fatto la sua spettacolare denuncia contro Hitler e Göring, Göring ha reagito in tipico stile mafioso, minacciandolo di uccidere se mai sarebbe uscito di prigione vivo.20
Dopo aver visto a video le atrocità perpetrate dal regime, molti degli imputati scoppiarono in lacrime per la vergogna, ma Göring ha avuto una reazione diversa.
"Era una giornata cosi bella, finché non mostrarono quel film. Stavano leggendo le mie conversazioni telefoniche sulla vicenda austriaca, e tutti ridevamo. E poi hanno mostrato quel film terribile, e hanno rovinato tutto."21
Il 18 aprile 1946, Göring ha mostrato a Gilbert il vero volto che sta dietro la maschera psicopatica del fascismo, citato nell'ultima puntata di questa serie. ("Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono stati attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo e di esporre il paese al pericolo. Questo metodo funziona in tutti i paesi."). E in un altra occasione, egli disse:
"Cosa intendi per la morale... parola d'onore? "sbuffò Göring." Certo, si può parlare di parola d'onore quando si promette di consegnare le merci nel mondo degli affari. - Ma quando si tratta degli interessi della nazione!? - Uffa! La morale non esiste. Questo è ciò che l'Inghilterra ha fatto per secoli; Anche gli Stati Uniti; e la Russia lo sta facendo ancora! ... Quando un paese ha la possibilità di migliorare la propria posizione a causa dello stato di debolezza del paese vicino, pensi che non lo sfrutterà solo perché ha fatto una promessa di pace? E' il dovere del capo di stato approfittare di una tale situazione per il bene del suo paese!"22
Goring ha abbracciato interamente la visione del mondo competitivo e psicopatico. Per lui, come per gli psicopatici di oggi che dettano la politica estera sulla "guerra al terrore", termini come "guerra preventiva, guerra di aggressione, politica e pace erano soltanto eufemismi per la lotta per la supremazia, un aspetto che fa parte della loro natura, con le ricompense che vanno alla nazione più forte e ai leader più intelligenti."23 Questa è la dura realtà che sta dietro la propaganda politica di "interessi nazionali" diffusa in tutto il mondo per il consumo pubblico. La conclusione più importante di Gilbert è stata altrettanto agghiacciante:
"Le personalità psicopatiche giocano senza dubbio un ruolo importante nelle principali manifestazioni di patologia in una società, soprattutto quando raggiungono posizioni di leadership in gruppi e movimenti sociali. È fin troppo evidente che abbiano giocato un ruolo decisivo nel nucleo rivoluzionario del movimento nazista, e quindi hanno determinato la struttura e il modus operandi del governo della Germania nazista."24
Questo è quello che ha concluso e scritto nel suo libro. Questo è il motivo per cui nessuno ha sentito parlare di lui, perché nessuna delle sue ricerche o conclusioni sono state implementate nella pratica della politica di tutto il mondo, e perché gli imputati di Norimberga dovevano morire. E' il motivo per cui gli psicologi politici di oggi sono ancora concentrati sui test per i "pregiudizi politici tra gli elettori" e altre curiosità che conducono ad un vicolo cieco, quando potrebbero trattare questioni veramente importanti. Ed è questo il motivo per cui l'unica cosa che qualcuno ricorda dei nazisti a Norimberga sono i loro protocolli Rorschach!

Il Nuovo Capo Uguale a quello Vecchio

Praticamente tutte le teorie attuali che tentano di spiegare la fonte del male - o di mostrarci il "nemico" che si nasconde tra di noi - sono sbagliate. Non esiste nessuna unica "mente nazista", così come non esiste una "mente islamica" o addirittura una "mente occidentale o americana", che rappresenti la fonte di tutti i mali. Combattere l'"Islam" o l"l'imperialismo americano" non ci porta da nessuna parte. Il fatto è che esistono psicopatici in tutti i gruppi sociali che svolgono un ruolo essenziale nella corruzione della politica, essendo sostenuti sia da individui normali che da quelli che manifestano vari gradi di patologia. In breve, le qualità che spesso attribuiamo ad un politico sono quelle di uno psicopatico. Essi sono presenti in tutti i governi, e grazie alle giuste condizioni creano e mantengono sistemi di oppressione conosciuti sotto molti nomi: fascismo, dittatura, autoritarismo, comunismo, teocrazia, e anche la democrazia. Fino a quando ci concentriamo sul nome e ignoriamo la causa, giochiamo al loro gioco.

Note
  1. Quotato dal libro di Gustav Gilbert The Psychology of Dictatorship (New York: Ronald, 1950), 298.
  2. Ibid., 220.
  3. Ibid., 255.
  4. Ibid., 294.
  5. Quotato dal libro di Miale & Selzer The Nuremburg Mind: The Psychology of the Nazi Leaders (New York: New York Times Book Co., 1975), xi.
  6. Jose Brunner, "Oh Those Crazy Cards Again": A History of the Debate on the Nazi Rorschachs,1946 - 2001," Political Psychology 22(2), 2001, 237.
  7. Gilbert, op cit., 303, 4, 5, 7.
  8. Ibid., xii.
  9. D. Kelley, 22 Cells in Nuremberg: A Psychiatrist Examines the Nazi War Criminals (New York: Greenberg, 1947), 12.
  10. Ibid., 171.
  11. Quotato dal libro di Brunner, op cit., 240.
  12. Gilbert, op cit., 309.
  13. Brunner, op cit., 242.
  14. McCord e McCord, The Psychopath (New York: D. Van Nostrand., 1964), 34-35.
  15. Gilbert, op cit., 84 - 88.
  16. Ibid., 109, 88.
  17. Ibid., 107-8.
  18. Ibid., 89-93.
  19. Ibid., 96.
  20. Ibid., 115.
  21. Ibid., 110.
  22. Ibid., 116.
  23. Ibid., 116.
  24. Ibid., 286.