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mar, 19 set 2017
Il Mondo per Coloro che Pensano

Maestri Burattinai
Mappa


Evil Rays

Prima vennero per i nazisti e i pedofili...


Prima vennero per i comunisti e io non alzai la voce perché non ero un comunista. Poi vennero per i socialdemocratici e io non alzai la voce perché non ero un socialdemocratico. Poi vennero per i sindacalisti e io non alzai la voce perché non ero un sindacalista. Poi vennero per gli ebrei e io non alzai la voce perché non ero un ebreo. Poi vennero per me e non era rimasto nessuno ad alzare la voce per me.

Martin Niemöller (1892 - 1984)
Devo iniziare questa analisi chiedendo la vostra comprensione per il fatto che includerà un sacco di citazioni complete. In circostanze normali avrei semplicemente fornito i link, ma considerando l'argomento di cui discuterò, e come alcune cose improvvisamente "spariscono" da Internet, le citazioni complete sono probabilmente l'opzione migliore. L'argomento che voglio affrontare è la brutale repressione della libertà di espressione da parte dell'Impero AngloSionista per mezzo delle sue "fedeli corporazioni".

Prima vennero per il Daily Stormer

Inizierò questa discussione da una sintesi di ciò che è accaduto di recente al sito nazista The Daily Stormer, come descritto da Wikipedia. Il motivo per cui sto utilizzando Wikipedia è per la sua chiara ostilità verso il The Daily Stormer, quindi non può essere accusata di simpatie o di esagerare quel che è successo. Ecco il suo resoconto: (grassetto e corsivo aggiunti)
Il The Daily Stormer ha contribuito ad organizzare il raduno Unite the Right, una manifestazione di estrema destra a Charlottesville, Virginia, l'11 e il 12 agosto 2017, durante il quale una contro-manifestante, Heather Heyer, è stata uccisa dopo essere stata investita da un'auto. Weev [importante membro dello staff del Daily Stormer] ha chiesto ai lettori del The Daily Stormer di individuare e partecipare al funerale della Heyer, chiamandola "grassa sciattona".

Il 13 agosto, il sito è stato informato da GoDaddy, il registrar del suo dominio, di aver violato i termini di servizio deridendo la Heyer, e ad Anglin [l'editore] sono state date 24 ore per individuare un nuovo registrar per il sito. Il giorno successivo si è trasferito su Google, che ha quasi immediatamente annullato la registrazione per violazione dei termini, chiudendo anche il suo account YouTube. Il giorno successivo, il sito web si è iscritto a Tucows, che lo ha cancellato qualche ora più tardi per continuo incitamento alla violenza. Il 15 agosto, Weev ha annunciato che il sito si è trasferito nel dark web, e che ora è accessibile solo tramite Tor, mentre Facebook ha vietato i collegamenti al sito e Discord ha bandito il suo canale. Il 16 agosto, anche Cloudflare, il fornitore del DNS e del servizio proxy utilizzato per proteggere il The Daily Stormer, ha interrotto il suo servizio. Cloudflare si rifiutava tradizionalmente di sospendere i siti in base al loro contenuto, ma il CEO Matthew Prince ha fatto un'eccezione, pubblicando un annuncio e una spiegazione sul blog della compagnia. Il 17 agosto, dopo un trasferimento su dailystormer.ru, il controllore dei media russi del Roskomnadzor [Servizio Federale per la Supervisione nella Sfera della Connessione e Comunicazioni di Massa] hanno chiesto la chiusura del dominio.

Il The Daily Stormer è tornato brevemente sulla rete in chiaro con un dominio di primo livello generico .lol, dailystormer.lol, amministrato da Namecheap, ma dopo due giorni, Namecheap ha cancellato il dominio. Il CEO della società Richard Kirkendall ha dichiarato che "vista la qualità e il contesto del materiale, accompagnato al sostegno a gruppi e cause violente, si passa dalla libertà di parola protetta ad incitamento alla violenza", in particolare citando una dichiarazione pubblicata dal The Daily Stormer: "Non ci vuole un dottorato di ricerca in matematica per capire che Uomini bianchi + orgoglio + organizzazione = Ebrei che vengono infilati nei forni". Il sito è tornato sul web come punishedstormer.com il 24 agosto, ospitato da DreamHost, i cui altri clienti di estrema destra includono National Vanguard e North-Western Front. DreamHost ha dichiarato di "difendere la libertà e la democrazia"; con attacchi di negazione del servizio [DOS, denial-of-service], Anonymous ha fatto disconnettere tutti i loro siti.

Top Secret

Giulietto Chiesa: '11 settembre, il grande inganno'


Giulietto Chiesa annuncia la programmazione speciale di Pandora tv in vista del nuovo anniversario del grande inganno dell'11 settembre.





Tratto da: Pandoratv.it.

Commenta: Qui sotto riportiamo un documentario eccellente sulla strage del 11 Settembre:




Red Flag

Rivelato il progetto di regime change in Venezuela


di David William Pear


Quando gli Stati Uniti volevano rovesciare un governo, lo facevano fare segretamente all'Agenzia Centrale di Informazioni (CIA), particolarmente quando questi governi erano stati democraticamente eletti, come l'Iran (1953), il Guatemala (1954), il Cile (1973), il Nicaragua (1980), Haiti (2006), Honduras (2009), l'Ucraina (2014) e la Siria, dove questo progetto sanguinario è ancora in corso, dove la conta dei cadaveri continua ad aumentare e dove milioni di rifugiati sono senza rifugio.

Nel corso degli ultimi decenni, gli Stati Uniti sono diventati più sfrontati nei loro progetti di regime change. Quel che di solito si faceva in segreto, attualmente viene praticato senza complessi sotto gli occhi di tutti. Il progetto di regime change in Venezuela del 2017 è oramai diventato di pubblico dominio. La gran parte degli Statunitensi non è in grado di vedere la foresta che viene loro nascosta dagli alberi della propaganda, che li ha ingannati sulle ragioni dell'attuale caos venezuelano. La principale delle quali è il finanziamento da parte degli Stati Uniti, a colpi di milioni di dollari, dei partiti politici dell'oligarchia. Senza questi soldi, i partiti politici dell'opposizione sarebbero più divisi e più deboli di quanto non siano.

I grandi media fanno propaganda dicendo che il presidente Maduro è un dittatore. Che Maduro reprime e uccide il suo popolo di pacifici manifestanti. Che i giudici della Corte Suprema del Venezuela sono suoi complici e sono andati oltre i loro poteri costituzionali. Che il referendum costituzionale voluto da Maduro è illegale. Che lo scrutinio è stato truccato. Che l'opposizione è composta da democratici che vogliono la democrazia. Che Maduro ha distrutto l'economia del Venezuela. Che la stampa e la televisione sono censurati da Maduro. Che il presidente Barack Obama ha imposto delle sanzioni al Venezuela, perché esso costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Che il presidente Trump ha imposto ulteriori sanzioni perché si preoccupa della democrazia, della libertà e del governo del Venezuela.

Nulla di tutto questo è vero. Però i grandi media continuano a ripeterlo: New York Times, Washington Post, Guardian, Fox News, CNBC e CNN. I membri del Congresso continuano a ripetere queste menzogne, un'espressione che raramente utilizzo. Dalla co-cospirazione dei media dominanti in occasione della invasione illegale dell'Iraq nel 2003 da parte dell'amministrazione Bush-Cheney, non sono mai caduti così in basso e non si sono mai tanto macchiati di complicità, diffondendo propaganda menzognera a sostegno della politica estera statunitense di aggressione illegale. Chiunque ancora si facesse illusioni sulla libertà e sull'indipendenza dei media statunitensi dominanti, deve ravvedersi guardando la disinformazione che ci dispensano oggi a proposito del Venezuela.

Sheeple

Come sfuggire dal governo zootecnico mondiale

© Sputnik. Evgeniy Epanchitsev

di Maurizio Blondet


Ogni tanto ripenso ai 220 mila che ai primi di luglio sono andati a Modena per ascoltare Vasco Rossi.

Non solo hanno pagato i biglietti per riascoltare dal vivo un settantenne trasgressivo di paese, rendendolo ancora più ricco; si sono mossi da tutta Italia in gruppo pagandosi il treno, la benzina, il pedaggio autostradale, per convergere a Modena; hanno mangiato panini, hanno dormito sulle panchine o pernottato in qualche nelle stazioni, o all'addiaccio; hanno accettato di correre rischi persino mortali, come sapevano era avvenuto poco prima durante l'adunata di piazza Cavour a Torino.

Hanno sopportato insomma i disagi — eh sì — da soldati in marcia, e senza un lamento, anzi contenti, perfino spontaneamente disciplinati.

Dico: pensate se fossero capaci di farlo per uno scopo politico. Se arrivassero in 220 mila a Roma, una volta, per protestare contro la sottrazione di diritti come cittadini, lavoratori, elettori. Cheso, contro le vaccinazioni come inaudita "pretesa dello stato, giuridicamente obbligatoria, di metterci dentro sostanze di cui non sappiamo la composizione" manco fossimo animali; contro l'immigrazione senza limiti al costo di 4,5 miliardi l'anno mentre "in Italia gli indigenti sono passati in 5 anni da 1,5 e 4 milioni", per un insieme scelte politico economiche "assurde" ostinatamente imposte dalle oligarchie nonostante i "risultati rovinosi", il che "non può essere accidentale ma il prodotto di un sistema progettato, implementato e difeso". Per gridare che le mitiche speranze dell'europeismo sono state tradite. Per urlare che "nel mondo reale, il liberismo di mercato non ha gli effetti promessi dal modello ideale, ossia che il mercato non è "libero" ma gestito da cartelli; non tende ad evitare o assorbire le crisi, ma le genera e amplifica; non tende a massimizzare la produzione di ricchezza reale ma quella di ricchezza finanziaria, non tende a distribuire le risorse ma a concentrarle in mano a pochi monopolisti", insomma che il sistema "dissolve la società invece di renderla più efficiente", anzi "dissolve l'idea stessa dell'uomo".

Crusader

La liberazione di Deir Ezzor e la rabbiosa impotenza degli Stati Uniti

di Federico Dezzani

Dopo tre anni di assedio, martedì 5 settembre, le truppe governative siriane hanno rotto l'assedio dell'ISIS attorno alla città di Deir Ezzor, ricongiungendosi con la resistenza militare e la popolazione civile. La vittoria non ha soltanto un forte significato simbolico, ma anche un'evidente valenza strategica: con la liberazione di Deir Ezzor, Damasco e Mosca superano di slancio gli angloamericani nella corsa per il controllo dell'est della Siria, dove si fa sempre più precaria la posizione dei ribelli sostenuti da Washington. Fallito il tentativo di "riagganciarla" al blocco occidentale, la Russia sta emergendo come il nuovo dominus del Medio Oriente: il rinnovo delle sanzioni economiche e le rappresaglie diplomatiche testimoniano l'impotenza degli Stati Uniti, relegati ai margini dei nuovi assetti regionali.

Sfumati anche gli ultimi disegni separatistici

Non c'è alcun dubbio che nei piani degli strateghi angloamericani la città di Deir Ezzor abbia sempre rivestito un ruolo di primo piano: bagnata dal fiume Eufrate, nodo stradale cruciale tra Siria ed Iraq, ricca di idrocarburi, questo centro urbano, che contava 200.000 abitanti prima della guerra, avrebbe dovuto costituire una delle colonne portanti del "Califfato", la cui nascita è sempre l'inconfessabile priorità nelle cancellerie occidentali. Un'entità politica, di matrice sunnita ed estremista, collocata nel cuore del Medio Oriente, affiancata da un Kurdistan ritagliato anch'esso tra Siria, Iraq e Turchia: due nuovi corpi politici, studiati per impedire all'Iran di proiettarsi fino al Mediterraneo e garantire la supremazia angloamericana in una regione balcanizzata.

Sull'asse Raqqa-Ramadi, la città di Deir Ezzor è sempre mancata all'appello, anche quando sembrava (2014-2015) che il Califfato fosse ormai una realtà acquisita: all'avanzare dell'ISIS, la guarnigione locale si asserraglia in città ed avvia una strenua resistenza contro gli assedianti. Di fronte alla tenacia di quest'enclave governativa, nel settembre 2016 la coalizione a guida americana lancia "per errore" una serie di raid aerei: muoiono 62 soldati dell'Esercito Arabo Siriano ed un centinaio rimangono feriti, suscitando le ire di Mosca e Damasco. L'immediata offensiva dell'ISIS fallisce però l'impresa di scardinare le difese e quando, nel gennaio successivo, i miliziani conquisteranno infine l'aeroporto della città, i russi ricorreranno ad un ponte aereo per garantire il rifornimento degli assediati.

Propaganda

Russiagate: clamoroso falso. La dimostrazione

© REUTERS/ Toby Melville

Una accurata analisi dei dati oggettivi (e verificabili) dimostra che tutta la storia (storiella, storiaccia, fake-news) del cosiddetto Russiagate fu (è) una colossale menzogna.


Da mesi il mondo intero viene menato per il naso (dai servizi segreti USA, dalle "presstitutes" americane e da quelle europee, dai sostenitori di Obama e Hillary) mediante una campagna ordita di false informazioni e accuse contro la Russia e contro Putin.

Adesso abbiamo i dati, e resta da chiedersi come mai nessun organo del mainstream, per esempio italiano, non li pubblica. Nemmeno per contestarli. Noi lo facciamo oggi. Ciascuno può leggerli, analizzarli. Sarà interessante e utile per tutti.

L'analisi è stata condotta da Skip Folden (ex manager dell'IBM per l'informazione tecnologica) e certificata da William Binney, ex Direttore Tecnico della National Security Agency (NSA). La firma è collettiva: di un gruppo di 17 esperti di assoluto valore, in pratica l'intero Comitato direttico del VIPS (Veteran Intelligence Professionals for Sanity). Che si potrebbe tradurre in italiano con "Professionisti Veterani dell'Intelligence [americana] per la Salute Mentale)". In una parola: buonsenso, ovvero siamo in mano a una congrega di dementi. Chi vorrà sapere chi sono questi ex agenti di altissimo livello nei servizi segreti USA potrà consultare l'elenco nominativo in calce al documento citato di Consortium News.

Dollar

In America ti pagano per protestare contro Trump


Succede solo in #America - Se solo penso a tutte le manifestazioni di piazza a cui ho partecipato senza ricevere il becco di un quattrino mi vien su una rabbia.. Eppure la cosa è fattibile, e in America pare sia stata realizzata tramite annuncio di lavoro rivolto ad attori disposti a manifestare a pagamento.
C'è chi parla di fake news e non c'è modo di avere certezza che la notizia non sia stata divulgata ad arte, ma finora nessuno si è scandalizzato più di tanto per l'uscita della notizia e non siamo di certo in campagna elettorale per un posto da Presidente della Repubblica. Dunque, la notizia è piuttosto credibile. L'ha appena twittata il giovane attivista repubblicano Charlie Kirck.

Per inciso, val la pena di ricordare che Charlie Kirck è il fondatore e direttore esecutivo del Turning Point USA, un movimento nazionale studentesco molto noto e presente sui più grandi media nazionali. Kirck è un iperliberista a favore del libero mercato e, solo in quanto tale, sinceramente, poco affidabile. Ma l'immagine che accompagna il teeeet è piuttosto chiara: si tratta infatti dello screenning di un annuncio di Craiglist, il più famoso portale di ricerca lavoro d'America, una specie di Qui c'è d'Oltreoceano.


Magic Hat

La rubrica dell'Economist, ovvero come le élite non vivano nella realtà


Le élite globaliste occidentali non hanno ancora digerito la Brexit e la vittoria di Trump. Non sopportano che le proprie ideologie vengano rigettate. Ma quando la realtà non corrisponde ai loro sogni, basta creare online un mondo parallelo
. Il portale dell'Economist, chiamato "what if", un'echo chamber neo-liberale, ne è appunto un esempio.

Il suo ultimo pezzo attribuisce poteri magici al nuovo eroe delle élite, Emmanuel Macron, che ha sconfitto con forza il "male" Marine Le Pen a maggio. Per l'Economist, Macron è praticamente Cristo, e così è stato rappresentato sulla copertina del mensile, mentre cammina sull'acqua.

Lo scenario ipotetico del successo di Macron si basa su magiche riforme che in qualche modo dovrebbero creare grandi quantità di posti di lavoro e ripianare un bilancio statale ormai fuori controllo. Come esattamente tutto ciò verrà fatto non viene neanche accennato. Le previsioni rosee però non si fermano qui. Il miracolo Macron trasformerebbe la Francia in una nuova Silicon Valley, un paradiso per le start-up. Non viene in mente la bolla di Internet degli anni '90? Dopo aver "fatto di nuovo grande la Francia" e dopo aver sconfitto Marion Maréchal-Le Pen, la nipote di Marine (che peraltro si è ritirata dalla politica, ma non ditelo all'Economist, se no rovinerebbe la narrazione), la magia di Macron renderà di nuovo grande anche l'Europa. Documenti accademici sul "Rinascimento francese" stanno già cominciando ad apparire, dice l'autore dell'articolo, un intellettuale liberale lui stesso. Parla di "operazioni militari finanziate dall'UE nel Sahel", come se fosse una priorità europea. Perché destabilizzare i paesi circostanti ha funzionato così bene fino ad ora, no? Il terrorismo islamico non è neanche menzionato nell'articolo, per cui presumiamo che scomparirà magicamente, così come i problemi delle banlieu. Anche qui non viene offerta alcuna soluzione, solo magia.

War Whore

Corea, Afghanistan e l'infinita trappola della guerra


DI PEPE ESCOBAR


counterpunch.org

Ci sono molti paralleli tra una guerra incompiuta negli anni '50 nel nord-est asiatico ed una di 16 anni in corso nel crocevia tra l'Asia centrale e quella meridionale. Cominciamo con la Corea del Nord.

Ancora una volta gli hunger games tra U.S.A. e Corea vanno avanti. Non era necessario.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha infatti spiegato come:
"La Russia insieme alla Cina ha sviluppato un piano che propone un doppio congelamento: Kim Jong-un fermerebbe i test nucleari e smetterebbe di lanciare qualsiasi tipo di missile balistico, mentre Stati Uniti e Corea del Sud bloccherebbero le grandi esercitazioni che vengono utilizzate come pretesto per i test del Nord".
Non c'è alcuna prova concreta che la partnership strategica Russia-Cina abbia trasmesso questo piano direttamente all'amministrazione Trump. Anche se lo avessero fatto, la proposta è stata rifiutata. I soliti "esperti militari" l'hanno contrastata duramente, insistendo su uno sbilanciato vantaggio per Pyongyang. Peggio ancora, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster continua a promuovere la guerra preventiva - come se questa fosse una "soluzione" realistica ai conflitti gravi.

Nel frattempo, quel piano per un "fuoco avvolgente" intorno a Guam rimane sul tavolo di Kim Jong-un. È fondamentale ricordare che il piano era la risposta della Corea del Nord all'annuncio di "fuoco e fiamme" di Trump. Kim ha dichiarato che, affinché le rispettive diplomazie tornino a parlarsi, "è necessario che gli Stati Uniti facciano prima una scelta adeguata". Dove quest'ultima significa fermare l'esercitazione militare Ulchi-Freedom Guardian - 30.000 soldati statunitensi e più di 50.000 truppe sudcoreane.

MIB

La NATO di Riga ha indicato il nuovo nemico: I Blog. E L'Italia ha firmato


Primo luglio 2014: è la data in cui Estonia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia e Regno Unito firmano il Memorandum per la creazione del "Centro di Eccellenza NATO per le Comunicazioni Strategiche".


Un amico richiama la mia attenzione su questo strana adesione italiana avvenuta anni fa. Il suddetto Centro NATO di Riga ha lo scopo di combattere e reprimere le influenze russe sulle opinioni pubbliche occidentali, influenze considerate alla stregua di armi. Lo dimostra lo studio prodotto dalla NATO di Riga che qui potete leggere:

L'immagine di copertina è già eloquente:

Nell'introduzione allo studio si lamenta che "il quasi globale accesso all'ambiente della comunicazione virtuale ha creato molte possibilità di condurre battaglie online [anche] nel campo cognitivo degli atteggiamenti e delle convinzioni della gente". L'uso della libertà di espressione e di critica, in cui chi si esprime cerca appunto di cambiare con informazioni, idee ed argomenti "gli atteggiamenti e le convinzioni" altrui, viene considerato dalla NATO non un diritto inviolabile (come si proclama in Occidente) ma letteralmente un campo di battaglia dove sconfiggere il "nemico".

I nemici sono ovunque."Abbiamo constatato attori statuali e non-statuali usano metodi ibridi per conseguire i loro scopi politici e militari, combinando abilmente operazioni militari con ciber-attacchi, pressioni diplomatiche ed economiche, e campagne di informazione (propaganda)".

Se per "attori statuali" lo studio NATO intende probabilmente la Russia, subito dopo estende abusivamente a tutti gli "attori non-statuali" i blogger di informazione alternativa e non-mainstream la stessa "astuta combinazione di operazioni militari", cyber attacchi e pressioni che attribuisce a Mosca.

Vorremmo chiedere al suddetto Centro Strategico NATO con sede a Riga di precisare quali operazioni militari abbiamo condotto noi Blondet, noi Giulietto Chiesa, noi Comedonchisciotte, noi Disinformazione e noi Senza Nubi, noi Dezzani noi Bottarelli.

In realtà, abbiamo visto continuamente in questi anni Usa, Europa e NATO "combinare astutamente operazioni militari" in Libia e Siria e Ucraina (bombardamenti, uso di reparti interi di wahabiti pagati - con "pressioni diplomatiche ed economiche" (sanzioni, demonizzazioni dell'avversario, isolamento diplomatico) e l'inondazione sistematica tramite mainstream media di propaganda sotto mentite spoglie di informazione giornalistica: basti ricordare i pianti dell'inviata Goracci sui bambini di Aleppo massacrati dalle bombe siriano-russe nei mille ospedali pediatrici di quella città e le presunte atrocità coi gas commesse da Assad, che poi i blogger hanno rivelato essere sì atrocità, ma commesse dai "ribelli" che si battevano "per la democrazia in Siria".