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lun, 29 mag 2017
Il Mondo per Coloro che Pensano

Maestri Burattinai
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Evil Rays

Credibilità delle notizie nel mondo delle fake news e della "propaganda"

© flickr.com/ fliegender

Dopo essere stato a lungo un esempio di professionalità per la stampa di tutto il mondo, anche il giornalismo anglosassone è diventato superficiale, fazioso e organo di propaganda per vari gruppi di potere.


Dopo una qualunque intervista, era uso per le testate più serie, verificare attraverso altri impiegati del giornale la correttezza dei dati che erano citati e soprattutto quelle frasi che sarebbero state virgolettate. Prima della pubblicazione due persone, una che si occupava delle cifre e l'altra dei contenuti, richiamavano l'intervistato e controllavano con lui se non ci fossero imprecisioni.

Ben altri tempi! Oggi, come da sempre accade su molta della nostra stampa, anche in Usa e Gran Bretagna le notizie sono pubblicate senza alcun controllo e, spesso, addirittura inventate. Naturalmente, oggi come allora, nascono furenti campagne di stampa ma l'obiettivo non è più necessariamente la ricerca della verità, bensì la propaganda o la demonizzazione di qualcuno.

L'esempio più evidente di quest'andazzo è la battaglia condotta dai media più importanti contro Donald Trump. La sua vera colpa? Essere stato eletto contro i desideri della classe dominante. Poco importa se le elezioni siano state libere e corrette. Era Hillary Clinton la beniamina dell'establishment e la sua garanzia di continuità e il Tycoon sono solo un "intruso" che va eliminato. E' chiaro che l'obiettivo perseguito è quello di raccogliere sufficienti elementi, veri o presunti tali, per aprire una procedura d'impeachment contro di lui perché la democrazia è bella e la volontà popolare sovrana, ma solo quando i suoi esiti collimano con quelli dei gruppi di interesse più potenti.

Quenelle

Robert Fisk: è l'Arabia Saudita e non l'Iran la fonte del terrorismo in Medio Oriente

Il famoso analista britannico Robert Fisk, ha lanciato pesanti critiche a Donald Trump in un articolo intitolato "Il discorso di Donald Trump al mondo mussulmano era pieno di ipocrisia e condiscendenza", che è stato pubblicato sul giornale ,"The Independent", il Lunedì, il giorno dopo che il presidente USA aveva parlato nel vertice tenutosi a Rijad con i leaders dei paesi mussulmani sunniti.

Nel suo discorso, Trump aveva detto che gli USA cercano di raggruppare una coalizione di nazioni per mettere fine all'estremismo nel Medio Oriente ed ha incitato i paesi mussulmani ad assicurare "che i terroristi non trovino un santuario nei loro paesi".

Il presidente repubblicano ha detto che il potenziale del Medio Oriente è stato frenato dai conflitti e dallo spargimento di sangue ed ha richiesto alle nazioni mussulmane di "confrontarsi onestamente" con quello che ha chiamato l'"estremismo islamista ed i gruppi terroristi islamici".

Trump ha anche attaccato l'Iran ed ha accusato la Repubblica Islamica di essere la fonte di "tanta instabilità nella regione", "Nel corso di decenni l'Iran ha alimentato il fuoco dei conflitti settari e del terrore", ha affermato Trump.

Commentando il discorso di Trump, Fisk ha scritto: "Così dopo aver inventato "notizie false", il demente presidente degli USA ha pronunciato la Domenica, davanti ai mussulmani del mondo, un falso discorso". Il veterano giornalista britannico ha censurato Trump per aver tenuto la conferenza ai leaders mussulmani "senza essersi scusato per i suoi discorsi razzisti e antimussulmani dello scorso anno".

Bad Guys

L'attentatore di Manchester era vicino ai servizi segreti inglesi

© SBS

Contrariamente alla stampa o ai genitori, Salman Abadi Labidi, presunto attentatore suicida di Manchester, non era un profugo, ma aveva beneficiato di uno dei tanti programmi speciali di protezione dei servizi segreti inglesi.


Salman era nato da genitori libici a Manchester nel 1994. Suo padre, Ramadan Abadi, era un ufficiale dei servizi segreti libici, prima di essere reclutato dagli inglesi. La sua copertura fu bruciata accidentalmente da un parente della moglie, Samia Tabal, poco dopo il fallimento di una vasta cospirazione dell'esercito libico per uccidere Muammar Gaddafi.

Quest'ennesima congiura contro Gheddafi innescò non solo una delle più grandi purghe nei servizi di sicurezza, ma la dissoluzione delle Forze Armate libiche, sostituite da ciò che Gheddafi chiamò "popolo in armi", concetto vagamente ispirato ai sistemi svizzeri e svedesi di difesa logistica e che si rivelerà fatale nel 2011, quando la Libia fu attaccata dalla NATO. Fu il servizio segreto inglese che si occupò dell'esfiltrazione o fuga della famiglia Abadi dalla Libia. Ufficialmente, Abadi fuggì dalla dittatura di Gheddafi rifugiandosi nel Regno Unito.

MIB

Attentato a chi e per chi?

© Daily Mirror
Volevo assolutamente evitare di parlare di Manchester, ma il coro dei media maistream che ripropongono il medesimo copione di sempre come prefiche un tanto a lacrima, l'incapacità di porsi domande sensate, il rituale incrocio delle stesse e ambigue fonti, l'evidente ignoranza della storia sono ancora più insopportabili che in altre occasioni. Insomma ti strappano le parole di bocca. Già perché l'attentato che Rita Katz ha attribuito all'Isis con marchio Dop, scocca cronometricamente dopo il viaggio di Trump in Medio Oriente con il quale cambiano le priorità operative del caos made in Usa, focalizzandosi sull'Iran e lasciando che siano la Russia e Assad ad occuparsi del terrorismo importato nell'area siriana a simulazione della guerra civile.

Questa nuova alleanza liberal - saudito- sionista non mancherà certo di finanziare e rifornire i cosiddetti ribelli, ma si concentrerà nel fomentare lo scontro fra i sunniti (Isis) e gli sciiti: far fuori Teheran prezioso alleato strategico della Russia e della Cina è divenuto l'obiettivo principe degli Usa. Un cambiamento di linea che era stato già propiziato qualche settimana fa dal New York Times e da una delle sue penne più note, Thomas Friedman: nell'articolo ci si chiedeva per quale motivo si dovrebbe sconfiggere l'Isis in Siria, visto che quest'ultimo è la minaccia più grande per l' Iran, per la Russia, per Hezbollah e per tutte le milizie sciite. Perché dunque combattere lo stato islamico? "Non gratuitamente, non adesso" conclude l'editoriale che ha anticipato la nuova linea trumpiana. Questo naturalmente mette in crisi le strategie basate sul jiahdismo di cui Londra è uno dei maggiori snodi, oltre a raggelare le mire inglesi sulla Siria. A me viene da ridere quando i giornali nostrani si chiedono allarmati come mai ci siano a Manchester tante persone magari di seconda o terza generazione legate alla Jihad. Forse non sanno che sono stati proprio i britannici a rifondare nel 1951 i Fratelli mussulmani, in precedenza disciolti, incarcerati e impiccati, per poter avere un retroterra con il quale combattere i regimi laici, anticolonialisti e socialisti che si annunciavano nel mondo islamico, in primis Nagib e Nasser.

Bomb

Attentato terroristico a Manchester: i soliti vigliacchi chiedono "più Europa"!

Alle 22;35 un criminale si è fatto esplodere nei pressi della biglietteria dell'Arena causando 22 morti ed oltre 60 feriti (dati non definitivi), tra i quali parecchi minorenni.

L'attentato, di stampo terroristico, dalle prime indiscrezioni potrebbe essere di matrice islamica.

Come avvenuto subito dopo gli attentati a Charlie Hebdo e al Bataclan del 2015, e come accaduto poco dopo gli attentati del 2016 a Bruxelles e a Nizza, i soliti vigliacchi chiedono "più Europa"!

Sull'onda emotiva e sfruttando lo sgomento generale, c'è dunque chi cerca di speculare sui morti e sul terrore propinandoci ulteriori ed illegittime cessioni di sovranità addirittura in campo militare e di intelligence, svuotando definitivamente gli Stati di quelle residue porzioni di sovranità che ancora detengono!

L'intero apparato €urocratico fa dunque leva sul sangue di inermi cittadini (in questo caso anche minorenni) al fine di spingere e giustificare quel progetto criminale degli "Stati Uniti d'Europa"!

C'è addirittura chi, in queste ore, sta vigliaccamente attribuendo le cause dell'attentato alla Brexit! I vigliacchi euroinomani non hanno né dignità né decoro intellettuale, tanto più che la Brexit - al momento - non ha neppure avuto inizio se non da un mero aspetto prettamente formale! E, in ogni caso, è ovvio che la decisione dell'UK di uscire dall'UE non ha alcuna attinenza - né diretta né indiretta - con l'attentato di ieri! Ma i soliti vigliacchi sfruttano ogni situazione - anche le più delicate - pur di giustificare il loro sporco progetto €urocratico! Non è un caso, infatti, che un evento così sconvolgente entri a gamba tesa in piena campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni politiche dell'8 giugno.

Teniamo alta la guardia! TV e media di regime sono totalmente asserviti al crimine!

Al momento non posso far altro che esprimere un sentito cordoglio alle vittime innocenti di Manchester e alle loro famiglie.

Giuseppe PALMA

Rocket

La retorica della guerra in Iran e il raid in Yemen 'ordinato da Trump': WWIII non sta 'arrivando' - sta accadendo ORA

© kokpit.aero
Immagini non confermate mostrano il relitto del velivolo US MV-22 Osprey, il quale ha subito un duro atterraggio durante un "raid all'alba contro al-Qaeda" in al-Bayda, nello Yemen centrale, il 28 gennaio 2017
La retorica del governo USA contro l'Iran ha toccato di recente dei livelli che non si vedevano dai tempi dell'amministrazione Bush, ed una sequela di eventi nelle ultime due settimane che coinvolgono lo Yemen sembrano essere la ragione a cui tutto gira attorno. Gli attacchi dei droni USA contro gli obiettivi yemeniti si sono svolti prima, durante e dopo l'inaugurazione di Trump, ma è stato il raid nello Yemen da parte delle Forze Speciali USA (Navy Seals 6) che ha attirato l'interesse dei media statunitensi.

Due giorni dopo l'inaugurazione di Trump, i droni USA "uccidevano cinque operativi di Al-Qaeda" nello Yemen centrale. Questa operazione si è svolta senza che Trump ne fosse a conoscenza (e quindi senza la sua approvazione) perché il suo predecessore ha dato il via libera esecutivo al Pentagono per quanto riguarda le operazioni di guerra con i droni. La macchina da guerra USA è, in un certo senso, senziente. Generalmente opera senza alcun comando ufficiale, decisionale o apporto dal 'governo civile'. La stessa situazione si verifica per gli attacchi multipli dei droni condotti nella parte della Siria 'occupata dall'ISIS' e dell'Irak nel corso dell'inaugurazione di Trump e nei primi giorni in carica.

Quindi la maggior parte della gente potrebbe supporre che tutte le operazioni di questo genere dovrebbero cessare nei giorni di transizione tra la vecchia amministrazione e l'istituzione della nuova, ma questo non succede, il che è una chiara prova che la politica estera USA opera indipendentemente dalla Casa Bianca.

Raid all'alba dei Navy Seal nello Yemen Centrale

Ma poi è arrivato qualcosa che in apparenza coinvolgeva davvero Trump. Sabato 29 gennaio, il Commando Centrale USA (CENTCOM) rilasciava un incredibile comunicato stampa, in cui si leggeva che "un membro dei servizi USA era stato ucciso e altri quattro feriti" durante un raid anti-terrorismo "contro al-Qa'ida-in-the-Arabian-Peninsula (AQAP) in Yemen il 28 gennaio." L'operazione, dissero, ha portato all'uccisione di un numero stimato di "14 membri AQAP e la cattura di informazioni che porteranno verosimilmente a prevedere la pianificazione di futuri piani terroristici." Oh, ed anche un velivolo US MV-22 Osprey con rotore di pendenza utilizzato nell'operazione "che ha subito un duro atterraggio," e che quindi è dovuto essere "intenzionalmente distrutto sul posto [dai jet della Marina statunitense]."

MIB

Documenti della CIA rivelano: Gli USA già programmavano di distruggere la Siria nel 1983


Un documento declassificato della CIA, ha rivelato i piani di Washington, nel 1983, per rovesciare il governo di Hafez al-Assad, padre dell'attuale presidente siriano.


Il documento, dal titolo "Bringing Real Muscle to Bear in Syria", scritto dall'ufficiale della CIA Graham Fuller, definisce Assad (padre) come un ostacolo alla crescente influenza degli Stati Uniti nella regione e una barriera per la cristallizzazione dei piani di Washington.

In particolare, si riteneva che il governo di Hafez al-Assad fosse un ostacolo ai piani degli Stati Uniti per indebolire l'Iran e aumentare il potere e l'influenza degli Stati Uniti in Medio Oriente.

In primo luogo, il piano prevedeva di favorire l'Iraq (allora presieduto da Saddam Husein), la Turchia e il regime israeliano per attaccare la Siria o per sostenere l'opposizione siriana.

L'iniziativa mirava anche ad aumentare i bracci di supporto dell'opposizione siriana e contemporaneamente richiedeva che tutti i tre alleati degli Stati Uniti realizzassero atti ostili ai confini con la Siria affinché l'esercito siriano fosse schierato nelle zone di confine.

Dopo questo, secondo Fuller, l'opposizione avrebbe scatenato una lotta armata contro il governo siriano minacciandolo ai suoi confini, in modo tale che Damasco avendo meno truppe per combattere contro avversari armati avrebbe probabilmente perso e Assad sarebbe stato rovesciato.

Il piano progettato nel 1983 è molto simile alla situazione in questi giorni vive in Siria, dove la Turchia è entrata da nord e il regime di Tel Aviv ha lanciato attacchi contro obiettivi militari mentre entrambe hanno inviato armi per "l'opposizione siriana" che cerca di rovesciare Assad.

Cult

Kadima ! En Marche! Avanti, March!


«Sotto i nostri occhi» - Cronaca di politica internazionale n°239


di Thierry Meyssan.

Dopo aver eletto come Presidente della Repubblica in successione un agente della CIA e un impiegato degli emiri del Golfo, i francesi si son fatti truffare una terza volta, ora da un prodotto israeliano. Credono di avere allontanato lo spettro del fascismo votando per un candidato sostenuto dalla NATO, dai Rothschild, da tutte le società quotate dell'indice CAC40 e dalla stampa unanime. Lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.


In occasione della sua vittoria annunciata, il presidente democraticamente eletto Emmanuel Macron instaura una distanza tra lui e il popolo. Rifiutando qualsiasi bagno di folla, attraversa a lungo, da solo, il cortile del Louvre, dove i suoi sostenitori si sono riuniti.


BEIRUT (Libano)
- La squadra del presidente francese eletto, Emmanuel Macron, è riuscita a mettere i francesi sotto ipnosi. Ha eletto il suo virgulto con i due terzi dei voti espressi; un giovane di appena 39 anni, il cui partito è stato creato su Internet, solo un anno fa, e che in precedenza non si era mai presentato ad alcuna elezione.

Steele & Holt

Questa impresa è stata ottenuta dalla squadra di Steele & Holt, una misteriosa società, il cui nome si riferisce alla serie televisiva Remington Steele, un giallo in cui il direttore di un'agenzia investigativa chiede a un ladro (Pierce Brosnan) di interpretare il ruolo del suo capo per servirgli da copertura. Non cercate chi mai stia dietro quest'azienda. Non troverete nulla. Se non che i suoi due principali clienti sono AXA e la famiglia Rothschild. Che Emmanuel Macron abbia lavorato per i Rothschild, lo sanno tutti; che abbiano organizzato il suo partito, è invece un segreto ben custodito. Per quanto riguarda l'assicurazione AXA, è presieduta da Henri La Croix quinto duca di Castries, peraltro presidente del think tank della NATO (il Gruppo Bilderberg), dell'Istituto del Bosforo (il think tank della Turchia ) e, in Francia, dell'Institut Montaigne (un think tank di destra).

Henry Kissinger aveva d'altronde invitato Macron in occasione della riunione annuale del Bilderberg nel 2014 al fianco di François Baroin e Christine Lagarde.
L'Istituto del Bosforo ha consentito di identificare e di corrompere varie personalità di destra e di sinistra che hanno apportato il loro sostegno a Macron.
È all'interno dei locali dell'Institut Montaigne che si sono tenute le prime riunioni del nuovo partito, la cui sede sociale è stata dichiarata presso l'indirizzo di casa del direttore dell'Istituto.

Kadima!

Il nome del nuovo partito, En Marche!, è stato scelto per avere le stesse iniziali del suo candidato. Altrimenti, si sarebbe chiamato Avanti!. In ebraico: Kadima!. Quando fu fatto notare al vecchio generale Ariel Sharon che il nome del suo nuovo partito evocava il giornale diretto da Mussolini (Avanti!), rispose niente affatto. Avanti! era l'ordine che dava a ciascuna delle sue squadre solitarie, ad esempio quando invase Beirut contro il parere del suo stato maggiore militare.

Kadima! e En Marche! sono dei partiti centristi che riuniscono personalità di destra e di sinistra - è noto, Ariel Sharon era un "centrista" -. Aveva creato il suo partito per rompere con Benjamin Netanyahu: Sharon era un colonialista che desiderava creare uno Stato palestinese sul modello dei bantustan sudafricani. L'apartheid era, secondo lui, l'unico modo per preservare Israele. Invece, Netanyahu è uno studioso del Talmud. Si rifiuta di ammettere l'idea di condividere la Palestina con i goyim. Per lui, è necessario espellerli se non li si può sterminare. Si apprenderà sicuramente in seguito il motivo per cui Macron volesse rompere con il primo ministro socialista, Manuel Valls. Basta osservare per il momento l'insistenza con cui costui cerca di unirsi a En Marche! e la disinvoltura con cui Macron lo respinge per notare che esiste un grave conflitto tra loro.

Snakes in Suits

Macron, una restaurazione di corto respiro

© Christian Hartmann / Reuters

Colloquio con Giulietto Chiesa a cura di Andrea De Angelis.


La vittoria di Macron in Francia, capace di ottenere il doppio dei voti di Le Pen, era prevista da tutti i sondaggi. Come va letto però questo successo? Si tratta di una boccata d'ossigeno per l'Europa, di una conferma al muro contro i populisti eretto già con le elezioni in Austria e Olanda? Oppure di un ultimo, disperato tentativo di far riacquisire alla Francia il ruolo di leader politico all'interno del continente? IntelligoNews ne ha parlato con lo scrittore Giulietto Chiesa, con cui si è anche parlato del Fiscal compact e del suo possibile inserimento all'interno dei Trattati Europei...

Macron è il nuovo inquilino dell'Eliseo. Pronostico rispettato, ma cosa accade adesso?

"L'elezione di Macron è stato un tentativo di restaurazione. Essa però durerà poco, non c'è ampio respiro in questa operazione che giudico artificiale. La definirei anche disperata, perché i gruppi dirigenti europei temevano fortemente che si ripetesse la Brexit e l'elezione di Trump, sappiamo bene cosa è accaduto in Inghilterra e negli Stati Uniti. Per questo hanno concentrato tutti i loro sforzi nella creazione di un candidato artificiale, inventato. Questa restaurazione avrà un respiro debole perché i sommovimenti profondi, tellurici che stanno avvenendo nelle opinioni pubbliche europee non saranno facilmente fermati da un'operazione di facciata".

Bad Guys

Dai documenti filtrati di Macron si evidenziano i piani segreti per l'islamizzazione della Francia

Come molti già sanno, nelle ultime ore della giornata di ieri sono stati pubblicati in rete una serie di documenti riservati sulla campagna elettorale del candidato alla presidenza francese Emmanuel Macron. Come ci si poteva aspettare, nella terra della "Libertà, Uguaglianza e Fraternità", la Commissione Nazionale per il Controllo della Campagna Elettorale ha proibito la pubblicazione di questi documenti nei media ufficiali. Pirati informatici hanno tuttavia pubblicato in rete un grande archivio di documenti sulla campagna elettorale del candidato Macron.

La filtrazione di questi documenti è avvenuta negli ultimi minuti del Venerdì, prima dell'inizio della giornata di riflessione, in vista delle votazioni per il secondo turno delle presidenziali in svolgimento Domenica in cui Macron andrà a confrontarsi con la Marine Le Pen.

Nel comunicato della Commissione elettorale si avverte circa la responsabilità penale associata alla pubblicazione di questi documenti intimando sanzioni contro chi non ottempererà al divieto. Guai seri per chi oserà "disturbare" la campagna per la elezione del candidato preferito dall'establishment, il "figlioccio" dei Rothshild. Naturalmente lo staff di Macron ha segnalato che nei documenti pubblicati sono contenuti diversi "falsi" e questi sono stati ottenuti con una operazione di pirataggio informatico. Si sono altresì premuniti di avvisare che ci sono tentativi in corso di destabilizzare la campagna per le elezioni presidenziali e si sospetta della mano di Vlady Putin e di altri "loschi personaggi".