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mer, 26 lug 2017
Il Mondo per Coloro che Pensano

Maestri Burattinai
Mappa


Bad Guys

Strategia Nato della tensione


Che cosa avverrebbe se l'aereo del segretario Usa alla Difesa Jim Mattis, in volo dalla California all'Alaska lungo un corridoio aereo sul Pacifico, venisse intercettato da un caccia russo dell'aeronautica cubana? La notizia occuperebbe le prime pagine, suscitando un'ondata di preoccupate reazioni politiche. Non si è invece mossa foglia quando il 21 giugno l'aereo del ministro russo della Difesa Sergei Shoigu, in volo da Mosca all'enclave russa di Kaliningrad lungo l'apposito corridoio sul Mar Baltico, è stato intercettato da un caccia F-16 statunitense dell'aeronautica polacca che, dopo essersi minacciosamente avvicinato, si è dovuto allontanare per l'intervento di un caccia Sukhoi SU-27 russo.

Una provocazione programmata, che rientra nella strategia Nato mirante ad accrescere in Europa, ogni giorno di più, la tensione con la Russia.

Dall'1 al 16 giugno si è svolta nel Mar Baltico, a ridosso del territorio russo ma con la motivazione ufficiale di difendere la regione dalla «minaccia russa», l'esercitazione Nato Baltops con la partecipazione di oltre 50 navi e 50 aerei da guerra di Stati uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia e altri paesi tra cui Svezia e Finlandia, non membri ma partner della Alleanza.

Bad Guys

Washington in Siria di fronte ad una scelta: estendere il conflitto con l'Iran e la Russia o cambiare strategia

Da vari segnali si può intendere che il gruppo di potere di Washington, dominato dai neocons, sta sospingendo la macchina militare statunitense (e della NATO) verso una nuova aggressione contro la Siria con l'obiettivo di attaccare l'Iran, situazione che inevitabilmente porterà ad uno scontro con la Russia.

I tentativi della Russia trattare una pace in Siria e far accettare anche agli USA una situazione di zone "deconflittualizzate", hanno cozzato contro il muro dell'intransigenza di Washington e questi hanno ceduto il posto alla abituale retorica di guerra pompata dai vari personaggi del nuovo establishment USA.
Di conseguenza sono arrivati gli "avvertimenti " alla Siria di "far pagare un prezzo" per nuovi attacchi con armi chimiche, minacce dirette anche alla Russia ed all'Iran per il sostegno ad Assad, un modo scoperto di alludere ad una nuova prossima "false flag" , come quella ochestrata in Aprile che diede luogo all'attatto con i missili sulla base aerea siriana.

Il gruppo di potere di Washington, di cui il presidente Donald Trump è ostaggio, non ha accettato la sconfitta delle forze mercenarie sponsorizzate da Washington in Siria e non si rassegna alla estromissione degli Stati Uniti dal paese arabo. Tanto meno gli USA si rassegnano ad assistere all'aumento dell'influenza iraniana nella regione, visto che l'Iran (asieme alla Russia) è il paese che ha sostenuto la lotta delle forze siriane contro i gruppi terroristi sponsorizzati dagli USA e dall'Arabia Saudita e che l'Iran fornisce aiuti sostanziali ed assistenza militare ad Hezbollah in Libano, così come alle forze sciite in Iraq e occasionalmente procura aiuti anche allo Yemen nel resistere all'aggressione saudita.

D'altra parte i rapporti trapelati dalla CIA indicano che gli USA sono fortemente preoccupati per la crescita dell'influenza di Teheran nell'area e temono che la sconfitta definitiva dell'ISIS e degli altri gruppi terroristi sponsorizzati dall'Occidente nella regione, fra Siria ed Iraq, determini una sostanziale presa di potere dell'Iran come potenza regionale dominante nell'area medio orientale. Questo è inaccettabile sia per Washington che per Israele ma quest'ultima ha riconosciuto ultimamente (per bocca del suo ministro della Difesa) che da sola Israele non potrebbe affrontare l'Iran.

Arrow Down

Il Capitalismo è "Great Again" Salvo Grande Crack in Autunno

Il Fondo Monetario "rivede al rialzo le previsioni sulla crescita italiana", dicono i media: da 0,8 saliamo a 1,3. Grandi esperti questi visitati del Fondo Monetario. Vengono a Roma e si fanno dare le cifre dal loro vecchio amico ministro Padoan. C'è bisogno di un po' di ottimismo per sostenere il governo Gentiloni, consentire alla UE la finzione di credere ad una nostra maggior crescita per lasciarci sforare, fare ancora un po' più debito senza "riforme" (le riforme vere, quelle dei 50 miliardi annui di sprechi e malversazioni pubbliche, non si faranno mai; magari tagliate un po' le pensioni, suggerisce il FMI). Infine, c'è bisogno di far credere agli italiani che anche noi, sebbene meno e ultimi, "stiamo uscendo dalla crisi" come "tutto l'Occidente". Ma soprattutto, credo, perché il Sistema deve scongiurare il panico della gente, mentre si moltiplicano i sinistri scricchiolii del crack prossimo venturo.


Rialzi azionari oggi, e poco prima del 1929.

Better Earth

Avanzano i nuovi equilibri mondiali verso l'Eurasia mentre gli USA sono dilaniati dalla guerra interna

di Alfredo Jalife Rahme

Mentre Washington si lacera con le poco convincenti ipotesi dell'ex direttore dell'FBI James Comey, volgare "gola profonda" e marionetta del "Deep State", violentemente estromesso dal suo incarico per aver ogni volta più afflitto Trump, il mondo si disordina e si riordina in forma simultanea a passi accelerati per occupare gli spazi lasciati vuoti dal declino dell'influenza degli Stati Uniti: fino ad oggi superpotenza unipolare oggi in franca decadenza ed in piena "Guerra Civile" che non si azzarda a pronunciare il suo nome.

Totalmente boicottato dalla disinformazione dei multimedia "occidentali", il Gruppo di Shangai (Organizzazione per la Cooperazione di Shangai: OCS) ha celebrato il suo trascendentale vertice ad Astana il 17 di Giugno, nella capitale del Kazakistan, paese trasformatosi in cerniera euroasiatica tra la Cina e la Russia. Il boicottaggio multimediatico occidentale collima con il puerile quando in tale vertice è stato confermato lo spettacolare ingresso dell'India e del Pakistan: il maggiore evento dopo 16 anni di esistenza teorica dell'alleanza. Un evento considerato "secondario" dalle fonti atlantiste.

Non è notizia da poco l'inserimento dell'India e del Pakistan - a mio giudizio, la prima sotto il patrocinio russo e la seconda di quello cinese, due mediane potenze nucleari che si sono affrontate in tre guerre convenzionali. Con i due suoi suoi membri primogeniti, la Cina, il Kazakistán, il Kirguistán, la Russia, il Tagikistán e l'Uzbekistán - , la OCS passa adesso ad essere una alleanza di otto membri permanenti: 4 di quelli sono potenze nucleari: la Russia, la Cina, l'India e il Pakistan. Si nuclearizza il Gruppo di Shangai, mentre si riequilibra la NATO nella fase trumpiana?

Il gruppo di Shangai ostenta come " osservatori" l'Afghanistan, la Bielorussia, l'Iran e la Mongolia e,come "soci di dialogo", l'Armenia, l'Arzebaijan, la Cambogia, il Nepal, la Turchia e il Sri Lanka. In totale 10 paesi addizionali che si trovano nella lista di attesa che dovrebbero esaminare la Cina e la Russia che hanno il potere decisionale. La grande questione è la Turchia: uscirà la Turchia dalla NATO per aderire al Gruppo di Shangai più affine alla sua cultura ed etnia, e così dimenticarsi della oggi lacerata Unione Europea che aveva disprezzato la sua inclusione considerandola contronatura?

Magnify

Non esiste il diritto di essere italiano, esistono ordini a cui obbedire. E tempi rapidi per farlo

Mi basterebbe una semplice domanda per far crollare l'intero impianto ideologico della legge sullo ius soli: se questo provvedimento è tanto urgente perché legato a una questione di sacrosanti diritti negati, perché per giustificarlo si utilizza la chiave demografica e pensionistica? E' un diritto delle persone o una necessità di cassa dell'INPS?

Le due cose, come vedete, non collimano. Ma si sa, la retorica del "già oggi ci stanno pagando le pensioni" è collaudata, funziona meravigliosamente nei salotti televisivi: anche perché la gente non si prende la briga e l'onere di andare a vedere la reale situazione dell'INPS e il dato delle rimesse estere. Ma questa è un'altra storia. Che sia tutta una questione di fumo negli occhi, d'altronde ce lo dimostra la cronaca: cosa è rimasto della giornata di ieri? La protesta di CasaPound fuori dal Senato e quella della Lega Nord dentro l'Aula, con cotè di ministro dell'Istruzione che finisce in infermeria per una botta al gomito. Ma tranquilli, Valeria Fedeli in tempo reale ha fatto sapere su Twitter di stare bene e di non aver paura delle provocazioni di chi si frappone sulla strada dei diritti. E come mai la Fedeli è così centrale in questa vicenda?


MIB

L'orrore! L'orrore!


DI JIM QUINN

theburningplatform.com


Sono costantemente stupefatto dalla capacità di coloro che detengono il potere di creare una narrazione, alla quale fa affidamento una popolazione credulona non dotata di pensiero critico. Fare appello alle emozioni, quando si hanno milioni di analfabeti funzionali, intrappolati dalla faziosità della normalità, distratti dagli iGadget, discepoli dello status quo, è stata la strategia dello Stato Profondo nel corso del secolo scorso. Gli Americani non vogliono pensare, perché il pensiero è qualcosa di arduo. Piuttosto preferiscono percepire. Per decenni il governo ha controllato il sistema dell'istruzione pubblica, ha eseguito una lobotomia di massa sulle loro matricole sfigate, rimuovendo la loro capacità di pensare e sostituendola con emozioni, dogmi fabbricati e indottrinamento sociale. Le loro menti ridotte a poltiglia sono state modellate per accettare la narrazione propagandata dai loro custodi statali.
"Il problema non è che Johnny non è in grado di leggere. Il problema non è nemmeno che Johnny non è in grado di pensare. Il problema è che Johnny non sa cosa sia il pensiero; lo confonde con l'emozione." - Thomas Sowell
Con una maggioranza confusa, distratta, malleabile, intenzionalmente ignorante e facilmente manipolata da narrazioni false, immagini che strappano il cuore e fake news, i seguaci dello Stato Profondo sono stati in grado di controllare le masse con relativa facilità. L'inaspettata affermazione di Donald Trump nel ruolo di più potente al mondo ha dato a molti il pensiero critico, un governo schierato contro i grandi poteri, i musoni scettici sperano che possa prosciugare la palude e cominciare a decostruire la massiccia burocrazia federale fuori controllo.

La sua retorica durante la campagna presidenziale per abrogare il disastroso fallimento dell'Obamacare, il taglio delle tasse, lo smantellamento della burocrazia normativa federale, far pagare il muro al Messico, scaricare Yellen, il favorire tassi di interesse più elevati e non interferire militarmente in Paesi che non minacciano gli Stati Uniti, ha fatto appello a molte persone di mentalità libertaria.

Ho osservato con disgusto, nel corso dell'ultimo mese, poiché le promesse di non interventismo da parte di un candidato alla presidenza sono state infrante dal terzo Presidente di fila. George W. ha promesso una modesta politica estera senza perseguire il "Nation building". Aveva criticato l'Amministrazione Clinton-Gore perché troppo interventista:
"Se non smettiamo di estendere le nostre truppe in tutto il mondo in missioni di "Nation building", allora più in avanti avremo un problema serio. E io voglio impedirlo".
Con l'11 settembre come scusa di comodo, ha invaso Paesi sovrani in base a dati viziati, ha approvato il 4° Emendamento che distrugge il Patriot Act, ha permesso ai neo-con di creare uno Stato di sorveglianza orwelliano e ha consentito al complesso industriale militare di riconquistare il potere e il controllo sull'apparato politico di Washington DC. Senza una guerra fredda che riempia le loro casse, i neo-con del Congresso, i co-cospiratori guerrafondai del think tank, la sfrontatezza militare e per i loro amici commercianti di armi era necessario creare una nuova guerra per continuare la truffa.

Cult

Gli scheletri colorati nell'armadio di George Soros

© AFP 2017/ ERIC PIERMONT
Le organizzazioni non governative (ONG) sono, in teoria, delle libere associazioni di semplici cittadini che provano il desiderio di intervenire con azioni benefiche a favore di persone o situazioni che versino in qualche particolare difficoltà.

Il loro scopo può variare dall'intervento più prettamente "umanitario" a quello "culturale", a quello "sportivo" ma ciò che le accomuna è di non perseguire scopi di lucro e di agire indipendentemente da qualunque governo.

Tutto ciò, dicevamo, in teoria, perché è sempre più evidente e a prova di ogni dubbio che molte di loro contraddicono totalmente le premesse. Sono numerose anche in Italia, infatti, quelle create da qualche operatore senza scrupoli che usa la copertura "umanitaria" per ricavarne indiretti benefici economici o, nel migliore dei casi, per godere (o far godere la propria ditta) del beneficio d'immagine derivante da un'attività formalmente "altruista".

Anche la loro indipendenza dai governi, ostentata proprio nell'appellativo, è spesso fasulla e serve come copertura per azioni in realtà etero dirette ma di cui i governi che le ispirano non vogliono assumersi la responsabilità. E' soprattutto per quest'ultimo motivo che, in alcuni stati, tutte le ONG e in particolar modo quelle di origine straniera sono tenute sotto particolare osservazione o, addirittura, proibite.

Chi opera all'interno di queste organizzazioni è, nel linguaggio comune, definito "volontario" e questo termine inviterebbe a pensare trattasi di persone che dedicano tutto o parte del loro tempo al servizio dell'ONG stessa, senza percepire alcun salario. Ciò è vero in qualche raro caso ma non costituisce la realtà diffusa. Non c'è nulla di male, ma è bene sapere che si tratta sì di una scelta volontaria ma di solito retribuita. Che, poi, i compensi siano frequentemente irrisori per i volontari più giovani (o per gli ultimi assunti) è ugualmente vero, fatto salvo che i vertici percepiscono invece compensi molto spesso paragonabili a quelli dei dirigenti di normali aziende.

Bomb

La folle politica dell'Amministrazione Trump riaccende altri incendi in Medio Oriente


Sotto gli occhi di tutti si evidenziano i primi risultati della visita di Donald Trump, fatta pochi giorni fa nel Medio Oriente, con il risultato di una estensione della "strategia del caos " inaugurata da George Bush nel 2003, con la seconda Guerra del Golfo, proseguita da Obama prima con le "Primavere Arabe" sobillate dalla CIA e poi con gli interventi militari (diretti ed indiretti) degli USA ed alleati in Libia nel 2011, in Siria nello stesso anno e con il lungo conflitto che si trascina nella stessa Siria e che coinvolge anche i paesi vicini.


Ad aggravare la situazione, la mossa di Trump di lanciare una vera e propria dichiarazione di guerra contro l'Iran basata su false accuse senza alcuna base reale che avrà l'effetto di incendiare ancora di più la regione.

Il mondo è stato testimone di uno degli atti di più svergognato cinismo mai fatto da Washington quando Trump ha elevato la Monarchia dell'Arabia Saudita, ovvero il maggiore promotore del terrorismo nel mondo, quale protagonista e leader di un fronte arabo sunnita costituito per aggredire l'Iran, il più grande paese sciita, accusato da Trump di essere responsabile del terrorismo internazionale, ignorando il ruolo che questo paese, come confermato dalla Russia di Putin, svolge da anni in Siria ed in Iraq nel combattere i gruppi terroristi salafiti che sono, guarda caso, finanziati ed armati da Arabia Saudita e dagli Stati Uniti.

Come prima diretta conseguenza di queste azioni USA, la Monarchia di Rijad, rafforzata nel suo ruolo di supremazia sugli altri paesi arabi del Golfo, per regolare i conti in sospeso, a sua volta ha accusato il Qatar di essere responsabile del finanziamento al terrorismo, come pretesto per mettere il blocco sull'Emirato, con l'evidente intenzione di rovesciare l'emiro per il fatto che questi si era troppo avvicinato all'Iran, ripudiando l'alleanza con il fronte dominato dall'Arabia Saudita.

Newspaper

La fine di Maggio è... Corby

© AP Photo/ Alexander Zemlianichenko
Non è certo il bellissimo slogan elettorale del Labour (The End of May is June) quello che ha portato alla sconfitta di Theresa May. Ma vi ha contribuito perché esprimeva in molti sensi lo stato d'animo di una buona parte degli elettori del Regno tutt'altro che Unito.

Jeremy Corby, dato per sconfitto un mese fa, ha riportato il partito laburista alle altezze superiori a quelle del suo demolitore, il Tony Blair della guerra irachena.

Ma è la crescente insoddisfazione dei Tories ad aver determinato la frana che impedirà a Theresa May di governare in pace un paese che credeva di avere addomesticato impugnando con decisione la mazza ferrata del Brexit. Corbyn, che al Brexit non fu favorevole, ha presentato un programma di riforme all'incontrario, contro le privatizzazioni e l'austerità, andando risolutamente contro il mainstream media che era giunto a maramaldeggiare contro le sue presunte "illusioni marxiste". Il voto dice che una parte non piccola dell'elettorato britannico non gradisce politiche belliciste all'estero e "austere" all'interno. E di questo dato di fatto il nuovo governo dovrà tenere conto, quale che sia la sua composizione.

Non è dato sapere chi volessero favorire gli ispiratori dei due sanguinosi attentati di Manchester e Londra, ma il risultato elettorale dice palesemente che non hanno favorito i conservatori, o che hanno appena impedito il loro tracollo. Come appare evidente ancora una volta, le strategie terroristiche seguono una logica sconosciuta, probabilmente con obiettivi a più lontana scadenza, sicuramente non dipendenti dalle improvvisazioni di esecutori che finiscono invariabilmente uccisi.

Gold Seal

Dal Nürburgring a Londra, passando per Torino: prove tecniche di paura permanente e di regime


C'è un filo rosso che unisce quanto accaduto a Londra l'altra notte con gli avvenimenti di Piazza San Carlo a Torino: la paura.
Uno stato mentale, prima che un allarme concreto. Se infatti nella capitale britannica la paura aveva il volto reale di un furgone bianco sulla folla del London Bridge e di tre uomini vestiti di nero - "Sembravano drogati, colpivano a caso e dicevano che era per Allah", racconta un superstite - che menavano fendenti con coltellacci da cucina, nel capoluogo torinese la paura prendeva le sembianze di cumuli di scarpe e zainetti dimenticati sul selciato per la fretta di scappare da una minaccia che esisteva solo nella mente di chi era lì, in piazza per vedere la finale della Champions League. La dinamica di quanto accaduto a Torino è ancora sconosciuta e le versioni sono nebulose, come sempre avviene in momenti di panico collettivo simili.