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mar, 21 nov 2017
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Magic Wand

Levitazione acustica: un'antica "tecnologia" ritrovata?

Nel mare d'informazioni in cui ci troviamo immersi e nel quale spesso annaspiamo, ci sono notizie straordinarie che passano in secondo piano con una facilità estrema. Come è successo, ad esempio, con la scoperta di un nuovo metodo di levitazione acustica "in movimento". L'esperimento, descritto sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, è stato sviluppato dal gruppo di ricerca del Politecnico di Zurigo, guidato dall'italiano ventinovenne Daniele Foresti.

Le proprietà del suono, come la pressione esercitata dalle onde acustiche, erano già state sfruttate per mantenere in aria piccoli oggetti , ma si è sempre trattato di levitazione statica. Daniele Foresti, invece, è riuscito a manipolare e muovere piccole quantità di oggetti solidi e liquidi, senza alcun tipo di contatto con altri strumenti. Evitando così interazioni o contaminazioni come quelle che avvengono in chimica e nella produzione di farmaci. Per "muovere" gli oggetti sospesi il ricercatore italiano ha utilizzato "tanti levitatori, l'uno vicino all'altro, come per far passare la palla da uno all'altro, guidando in questo modo il movimento di un oggetto".

Solar Flares

Si è verificata una nuova esplosione sul Sole

© flickr.com/ NASA Goddard Space Flight Center
E' stata registrata un'esplosione di livello x, riferisce l'istituto di Fisica dell'Accademia delle Scienze.

All'esplosione, di classe x, è stato assegnato il grado X8.2. L'indice di attività ha registrato 9,8 punti sui 10 massimi. Questa è già la quarta potente esplosione, dopo una serie di forti scoppi registrati sul Sole da lunedì scorso, con emissioni di energia di classe M. Due giorni fa c'è stata una nuova esplosione, la più potente degli ultimi 12 anni, che ha raggiunto il grado di X9.3.

Il sette settembre è stata nuovamente registrata un'esplosione, di classe x, poi sulla Terra c'è stata una tempesta geomagnetica che ha provocato black out di sistemi satellitari della comunicazione. Le reti dei computer hanno smesso di funzionare in tutto il pianeta.

Il ministero della Difesa russo ha riferito che l'esplosione solare non incide sull'attività dei satelliti militari russi e sullo scudo antimissile.

Blue Planet

Un sistema extrasolare con sette pianeti

© NASA/JPL-Caltech
Rappresentazione grafica del sistema TRAPPIST-1
Una stella non troppo distante da noi, e intorno sette pianeti di dimensioni simili a quelle della Terra, sei dei quali si trovano in una zona "temperata", cioè in orbite tali che le temperature superficiali rimangono tra 0 e 100 gradi Celsius.

La scoperta è di Michaël Gillon, dell'Università di Liegi, in Belgio, e colleghi di una collaborazione internazionale, che la annunciano oggi sulle pagine di "Nature", e suggerisce che nella Via Lattea questo tipo di sistema potrebbe essere comune.

Le misurazioni indicano che i sei pianeti interni hanno masse simili a quella della Terra e probabilmente hanno una composizione rocciosa. Inoltre, quelli intermedi hanno probabilmente un'atmosfera di tipo terrestre e acqua liquida sulla loro superficie.

Negli ultimi decenni, la ricerca di pianeti al di fuori del sistema solare ha avuto un successo incredibile: se ne contano ormai a migliaia. Il metodo più utilizzato per la "caccia" è la fotometria di transito, basata sul fatto che la luce emessa da una stella diminuisce quando un pianeta passa di fronte al disco della stella stessa rispetto alla direzione di vista dalla Terra. La variazione è minima, ma può essere misurata con gli strumenti attuali, che consentono anche di stimare anche la massa planetaria.

Clock

Il 31 dicembre il tempo si fermerà: tutto per colpa di un secondo di troppo

Sarà una vigilia di Capodanno unica quella tra 2016 e 2017. Se c'è una cosa certa, è che ogni giorno è scandito da 86400 secondi. Eppure il prossimo 31 dicembre non sarà così, ce ne saranno 86401. Un "leap second" verrà infatti aggiunto alle 23:59:59 UTC, e gli orologi segneranno 23:59:60 e solo dopo le 00:00:00.

E' al contempo un evento straordinario e non: è più o meno dal 1820 che la durata del giorno ha infranto la barriera degli 86400 secondi. Dal 1972 sono stati aggiunti 26 leap second agli orologi atomici, e come noto, l'ultima volta è accaduto il 30 giugno 2015. La colpa non è degli orologi ma del nostro pianeta: a causa dell'attrazione gravitazionale con il Sole e con la Luna, la Terra ruota su se stessa sempre più lentamente. Rispetto a due secoli fa per fare un giro completo impiega in media due millisecondi in più: giorno dopo giorno, si accumula un secondo ogni 500-750 giorni. Proprio quel secondo che occorre aggiungere per non perdere il ritmo degli orologi atomici e mantenere allineati i due clock che segnano il trascorrere del tempo. Quando si rende necessario, le date in cui si conta un secondo in più sono sempre il 30 giugno o il 31 dicembre di un dato anno.

Display

CNR: I computer del futuro? Saranno di diamanti

Realizzati per la prima volta circuiti fotonici in diamante per computer quantistici in grado di fornire una potenza di calcolo infinitamente superiore rispetto ai pc tradizionali. Lo studio internazionale, coordinato congiuntamente dall'Ifn-Cnr e dal Dipartimento di fisica del Politecnico di Milano, è pubblicato su Nature Scientific Reports. Gli innovativi strumenti consentirebbero di risolvere problemi dall'elevata complessità di calcolo come le previsioni dei cambiamenti climatici o le variazioni del mercato azionario e troverebbero impiego anche nella diagnostica medica.

Robot

Allarme Onu: i robot sostituiranno il 66% del lavoro umano

© Il Sole 24 ORE
Dai droni postini alle auto che si guidano da sole (con buona pace dei taxisti), si sapeva che le macchine minacciano parte del lavoro oggi svolto dall'uomo. La grande novità è che nel mirino dei robot ci sono soprattutto i Paesi emergenti: quelli che fino a ieri avevano sviluppato un'industria a basso valore aggiunto contando su una manodopera a costi stracciati. Quella stessa manodopera, domani, potrebbe perdere il lavoro perché superata in economia dalle macchine.

Bulb

Basta silicio: i prossimi microschip saranno di carta

Grazie alle sue caratteristiche e al basso costo, il silicio è da sempre fondamentale nel mondo dell'elettronica, tanto da essere quasi un sinonimo di innovazione. Ma l'impatto ambientale dovuto alla sua lavorazione e allo smaltimento stanno spingendo a cercare nuove soluzioni.

Sostituire in parte il silicio dei microchip con della semplice carta: ci sono riusciti due ricercatori portoghesi, dell'università di Lisbona, sfruttando le proprietà della fibre di carta per sostituire il prezioso elemento alla base dell'industria elettronica.

La nuova invenzione, che abbatterebbe di molto i costi di produzione e l'impatto ambientale, è candidata come una delle idee dell'anno al Premio europeo degli inventori che si svolge giovedì a Lisbona.

Grazie alle sue caratteristiche e al basso costo, il silicio è da sempre fondamentale nel mondo dell'elettronica, tanto da essere quasi un sinonimo di innovazione. Ma l'impatto ambientale dovuto alla sua lavorazione e allo smaltimento stanno spingendo a cercare nuove soluzioni.

Una potrebbe arrivare appunto dalla semplicissima carta le cui proprietà sono state sfruttate da Elvira Fortunato e Rodrigo Martins per creare dei microchip green che funzionano senza silicio.
«Finora la carta era stata usata come semplice supporto su cui creare i circuiti», ha spiegato Martins. «noi abbiamo trovato il modo di usarla come parte integrante di un microchip. In realtà non abbiamo dovuto vincere una complessa sfida tecnologica ma abbiamo semplicemente avuto un'idea nuova, ossia usare la carta per sostituire letteralmente il silicio».
In particolare i ricercatori portoghesi hanno capito il modo per sostituire le due principali funzioni del silicio nei microchip, come semiconduttore e allo stesso tempo come materiale isolante.

Una invenzione che permette anche di eliminare elementi come indio e gallio e di semplificare i processi di produzione, che possono essere fatti a temperatura ambiente, e rendere i microchip completamente riciclabili.

I microchip di carta non potranno certo sostituire quelli che troviamo all'interno di pc o smartphone ma potrebbero trovare grande diffusione ad esempio per 'marchiare' a costi bassissimi prodotti che vengono immagazzinati o movimentati, ad esempio per tracciare i percorsi di lavorazione degli alimenti.

Galaxy

Astronomia: transiti e stelle cadenti, ecco cosa ci attende nel cielo di maggio 2016

Il cielo di maggio è senza dubbio denso di appuntamenti astronomici. Innanzitutto la maggior parte dell'attività meteorica si concentrerà nella prima parte del mese e nella seconda parte della notte, quando ci terrà compagnia uno spettacolo di stelle cadenti, le eta Aquaridi, generate della Cometa di Halley: saranno ben visibili soprattutto dal Sud della penisola dal 3 al 10 maggio, raggiungendo il picco tra il 5 e il 6. Solo un assaggio di quel che ci attende il 9 maggio: il transito di Mercurio davanti al Sole, un raro spettacolo celeste che non si verificava da 10 anni. Il pianeta attraverserà il disco solare dalle 13:10 alle 20:40 circa, un evento osservabile quasi interamente dall'Italia, almeno fino al tramonto (indispensabile utilizzare appositi strumenti opportunamente schermati). Nella notte tra il 21 ed il 22 maggio il protagonista diverrà Marte, che tornerà in opposizione dopo 2 anni: rimarrà visibile per tutta la notte, ed il 30 maggio raggiungerà la minima distanza dalla Terra.

Il Sole si trova nella costellazione dell'Ariete, il 14 passerà in quella del Toro. La durata del giorno aumenta di quasi un'ora dall'inizio del mese.
La Luna sarà Nuova il 6, in Primo Quarto il 13, poi Piena il 21 ed infine in Ultimo quarto il 29. Raggiungerà il perigeo il 6 (357.836 km), e l'apogeo il 18 (405.925 km).

Per quel che riguarda i pianeti Mercurio è certamente il protagonista del mese con suo transito davanti al Sole, successivamente si allontanerà progressivamente dalla stella. Termina il periodo di osservabilità di Venere. Marte si troverà in opposizione il 22 maggio e sarà quindi visibile per tutta la notte, sorgendo a sudest al tramonto e terminando il suo viaggio lungo la volta celeste a ovest (il 30 raggiungerà la minima distanza dalla Terra). Giove è facilmente individuabile a sudovest. Anche Saturno verrà a trovarsi in opposizione al Sole e sarà quindi osservabile per quasi tutta la notte. Molto difficile l'osservazione di Urano e di Nettuno (poco prima dell'alba in quest'ultimo caso).

Congiunzioni: Luna-Giove il 15 dalle 22; Luna-Marte, il 21 dalle 22; Luna-Saturno, il 22 dalle 22.

Per quel che riguarda le costellazioni partendo da Nord è facile individuare l'Orsa Maggiore, praticamente allo zenit, accompagnata in basso da Cassiopea e Cefeo. Tra le due Orse troviamo il sinuoso Dragone. Cominciano a fare capolino la Lira, il Cigno e l'Aquila. Proseguendo verso est troviamo Ercole e il Boote. Poi proseguendo verso sudest sorgeranno in successione la Bilancia, l'Ofiuco, lo Scorpione e il Sagittario. Sopra l'Ofiuco possiamo riconoscere la Corona Boreale. A ovest troviamo Cancro Gemelli e Orione.

Jupiter

Stasera occhi al cielo per la congiunzione Luna-Giove: ecco come osservarla

Arriva la prima congiunzione del mese di maggio: la nuova danza cosmica nel cielo primaverile ha come protagonisti la Luna e il gigante gassoso Giove.

Dopo il tramonto, al sopraggiungere dell'oscurità, potremo vedere il nostro satellite in fase crescente (Primo Quarto) vicino al pianeta più grande del Sistema Solare, nella costellazione del Leone, in direzione sudovest.


Comet 2

il ritratto della cometa 252P/Linear: vicina, nitida e piccolissima

© NASA, ESA, and J.-Y. Li (Planetary Science Institute)
È una delle comete più vicine mai passate nei pressi del nostro pianeta, e il suo ritratto è il più nitido mai ottenuti fino ad oggi. Si tratta di Linear, anche detta Cometa 252P, che lo scorso 21 marzo è passata sulle nostre teste a soli 5.3 milioni di chilometri dalla Terra. Diffusa dalla NASA, la fotografia di Linear è stata catturata dall'occhio del telescopio spaziale Hubble, che ha permesso agli astronomi di ottenere informazioni preziose sul nucleo ghiacciato della cometa. Dai dati risulta che il fragile cuore di Linear emette un sottile e ben definito getto di polvere, che si sprigiona dal centro verso la coda della cometa.

Le immagini di Hubble, con la loro risoluzione di 1.6 chilometri per pixel, forniscono quindi un preciso identikit di questa elegante cometa, che ci appare come un punto brillante nel cielo che sprigiona un fascio di luce a forma di cono. Per capire il livello di dettaglio di queste immagini - spiega l'ASI - basti pensare che le osservazioni da telescopi terrestri della stessa cometa hanno una risoluzione 10 volte inferiore. Vicina e nitida quindi, ma anche piccolissima: il diametro di Linear misura infatti 230 metri di diametro, il che rende la cometa una delle più piccole mai osservate.
"Poiché le comete di solito hanno una dimensione di soli pochi chilometri - dice Jian-Yang Li, coordinatore del progetto di osservazione di 252P - le misure sono molto più affidabili quando questi oggetti passano più vicini a noi. Ecco perché questa cometa, con il suo grande avvicinamento alla Terra, ha offerto una straordinaria opportunità di studio".
Grazie al ritratto di Linear come è apparsa nel suo passaggio del 21 marzo, i ricercatori potranno seguirne l'evoluzione. Il ritorno della cometa è previsto nel 2021: fino ad allora, le dimensioni di 252P potrebbero ridursi ancora. "Il nostro obiettivo principale - spiega Li - è capire come le comete diventano sempre più piccole man mano che passano vicine al Sole. Da questi dati, potremmo arrivare a comprendere le proprietà del materiale che doveva costituire i pianeti alle origini del Sistema solare".