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lun, 29 mag 2017
Il Mondo per Coloro che Pensano


MIB

Attentato a chi e per chi?

© Daily Mirror
Volevo assolutamente evitare di parlare di Manchester, ma il coro dei media maistream che ripropongono il medesimo copione di sempre come prefiche un tanto a lacrima, l'incapacità di porsi domande sensate, il rituale incrocio delle stesse e ambigue fonti, l'evidente ignoranza della storia sono ancora più insopportabili che in altre occasioni. Insomma ti strappano le parole di bocca. Già perché l'attentato che Rita Katz ha attribuito all'Isis con marchio Dop, scocca cronometricamente dopo il viaggio di Trump in Medio Oriente con il quale cambiano le priorità operative del caos made in Usa, focalizzandosi sull'Iran e lasciando che siano la Russia e Assad ad occuparsi del terrorismo importato nell'area siriana a simulazione della guerra civile.

Questa nuova alleanza liberal - saudito- sionista non mancherà certo di finanziare e rifornire i cosiddetti ribelli, ma si concentrerà nel fomentare lo scontro fra i sunniti (Isis) e gli sciiti: far fuori Teheran prezioso alleato strategico della Russia e della Cina è divenuto l'obiettivo principe degli Usa. Un cambiamento di linea che era stato già propiziato qualche settimana fa dal New York Times e da una delle sue penne più note, Thomas Friedman: nell'articolo ci si chiedeva per quale motivo si dovrebbe sconfiggere l'Isis in Siria, visto che quest'ultimo è la minaccia più grande per l' Iran, per la Russia, per Hezbollah e per tutte le milizie sciite. Perché dunque combattere lo stato islamico? "Non gratuitamente, non adesso" conclude l'editoriale che ha anticipato la nuova linea trumpiana. Questo naturalmente mette in crisi le strategie basate sul jiahdismo di cui Londra è uno dei maggiori snodi, oltre a raggelare le mire inglesi sulla Siria. A me viene da ridere quando i giornali nostrani si chiedono allarmati come mai ci siano a Manchester tante persone magari di seconda o terza generazione legate alla Jihad. Forse non sanno che sono stati proprio i britannici a rifondare nel 1951 i Fratelli mussulmani, in precedenza disciolti, incarcerati e impiccati, per poter avere un retroterra con il quale combattere i regimi laici, anticolonialisti e socialisti che si annunciavano nel mondo islamico, in primis Nagib e Nasser.

Cult

Kadima ! En Marche! Avanti, March!


«Sotto i nostri occhi» - Cronaca di politica internazionale n°239


di Thierry Meyssan.

Dopo aver eletto come Presidente della Repubblica in successione un agente della CIA e un impiegato degli emiri del Golfo, i francesi si son fatti truffare una terza volta, ora da un prodotto israeliano. Credono di avere allontanato lo spettro del fascismo votando per un candidato sostenuto dalla NATO, dai Rothschild, da tutte le società quotate dell'indice CAC40 e dalla stampa unanime. Lungi dal misurare il loro errore, sono ancora sotto ipnosi e non dovrebbero svegliarsi prima della fine delle elezioni legislative.


In occasione della sua vittoria annunciata, il presidente democraticamente eletto Emmanuel Macron instaura una distanza tra lui e il popolo. Rifiutando qualsiasi bagno di folla, attraversa a lungo, da solo, il cortile del Louvre, dove i suoi sostenitori si sono riuniti.


BEIRUT (Libano)
- La squadra del presidente francese eletto, Emmanuel Macron, è riuscita a mettere i francesi sotto ipnosi. Ha eletto il suo virgulto con i due terzi dei voti espressi; un giovane di appena 39 anni, il cui partito è stato creato su Internet, solo un anno fa, e che in precedenza non si era mai presentato ad alcuna elezione.

Steele & Holt

Questa impresa è stata ottenuta dalla squadra di Steele & Holt, una misteriosa società, il cui nome si riferisce alla serie televisiva Remington Steele, un giallo in cui il direttore di un'agenzia investigativa chiede a un ladro (Pierce Brosnan) di interpretare il ruolo del suo capo per servirgli da copertura. Non cercate chi mai stia dietro quest'azienda. Non troverete nulla. Se non che i suoi due principali clienti sono AXA e la famiglia Rothschild. Che Emmanuel Macron abbia lavorato per i Rothschild, lo sanno tutti; che abbiano organizzato il suo partito, è invece un segreto ben custodito. Per quanto riguarda l'assicurazione AXA, è presieduta da Henri La Croix quinto duca di Castries, peraltro presidente del think tank della NATO (il Gruppo Bilderberg), dell'Istituto del Bosforo (il think tank della Turchia ) e, in Francia, dell'Institut Montaigne (un think tank di destra).

Henry Kissinger aveva d'altronde invitato Macron in occasione della riunione annuale del Bilderberg nel 2014 al fianco di François Baroin e Christine Lagarde.
L'Istituto del Bosforo ha consentito di identificare e di corrompere varie personalità di destra e di sinistra che hanno apportato il loro sostegno a Macron.
È all'interno dei locali dell'Institut Montaigne che si sono tenute le prime riunioni del nuovo partito, la cui sede sociale è stata dichiarata presso l'indirizzo di casa del direttore dell'Istituto.

Kadima!

Il nome del nuovo partito, En Marche!, è stato scelto per avere le stesse iniziali del suo candidato. Altrimenti, si sarebbe chiamato Avanti!. In ebraico: Kadima!. Quando fu fatto notare al vecchio generale Ariel Sharon che il nome del suo nuovo partito evocava il giornale diretto da Mussolini (Avanti!), rispose niente affatto. Avanti! era l'ordine che dava a ciascuna delle sue squadre solitarie, ad esempio quando invase Beirut contro il parere del suo stato maggiore militare.

Kadima! e En Marche! sono dei partiti centristi che riuniscono personalità di destra e di sinistra - è noto, Ariel Sharon era un "centrista" -. Aveva creato il suo partito per rompere con Benjamin Netanyahu: Sharon era un colonialista che desiderava creare uno Stato palestinese sul modello dei bantustan sudafricani. L'apartheid era, secondo lui, l'unico modo per preservare Israele. Invece, Netanyahu è uno studioso del Talmud. Si rifiuta di ammettere l'idea di condividere la Palestina con i goyim. Per lui, è necessario espellerli se non li si può sterminare. Si apprenderà sicuramente in seguito il motivo per cui Macron volesse rompere con il primo ministro socialista, Manuel Valls. Basta osservare per il momento l'insistenza con cui costui cerca di unirsi a En Marche! e la disinvoltura con cui Macron lo respinge per notare che esiste un grave conflitto tra loro.

Bad Guys

Gentiloni riceve la visita di George Soros a Palazzo Chigi. Un atto di "cortesia"?


di Luciano Lago


Molti osservatori si sono chiesti quale sia stato il motivo della visita effettuata "riservatamente" da George Soros al premier Gentiloni lo scorso 3 di Maggio a Palazzo Chigi, proprio in un momento di polemiche e sospetti che coinvolgono, guarda caso, alcune delle ONG da "trasporto express" migranti, che sono finanziate da Soros attraverso la sua Open Society Foundations (OSF), capofila delle iniziative "filantropiche" del magnate.

Le visite fatte di Maggio potrebbero avere lo scopo di "fare coraggio", come recita un vecchio adagio e soprattutto, quando sono fatte dai grandi pluri miliardari (e Soros è uno di questi) ad un paese indebitato, privo ormai di sovranità e quasi in bancarotta come l'Italia.

Dopo il segnale di "dominio", vistosamente dato della mano di Trump sulla spalla di Gentiloni, in occasione della visita di questi a Washington, poteva mancare al conte Gentiloni, primo ministro (nominato) del Governo Italiano, una visita "di cortesia" di George Soros? No, certo che no. Puntualmente questa visita è avvenuta e non ci è dato sapere se dovuta ad un moto spontaneo del magnate di origine ungherese o se fosse un appuntamento prefissato nell'agenda del primo ministro italiano.

Bisogna sapere che George Soros, nonostante la sua veneranda età di 87 anni, è ancora molto attivo e, tra le sue attività, oltre ad aver cofinanziato (in perdita) la campagna di Hillary Clinton negli States, assieme ai sauditi ed alle banche di Wall Street, è da anni un personaggio centrale nella campagna di finanziamento dell'immigrazione clandestina in Europa, come da lui stesso ammesso pubblicamente, tanto che il premier ungherese Viktor Orban gli ha dichiarato apertamente guerra, trovando il sistema di imbrigliare le sue ONG che operano in Ungheria e mettendo sotto inchiesta l'Università di Soros, una Università privata da cui escono i "globe trotter" del globalismo radicale formati dai guru di Soros.

Possiamo immaginare che Soros, disponendo di un patrimonio valutato in circa 25,2 miliardi di dollari (ufficialmente), sia alla ricerca di buoni affari di investimento da realizzare in Italia, visto che risulta avere già in mano uno studio approfondito sull'Italia fatto dal suo advisor Shanin Vallèe, che riguarda non soltanto gli aspetti finanziari ma anche quelli economici, industriali e di assetto politico del paese.

Eye 2

Fake News: alcuni consigli a Boldrini e i suoi futuri balilla digitali


di Glauco Benigni *


Il 26 aprile a Montecitorio il Presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini, ha convocato quattro tavoli di lavoro sulle cosiddette fake news. Dispiace, ma viene subito in mente la citazione orwelliana sul Ministero della Verità che «ha il compito di produrre tutto ciò che ha a che fare con l'informazione: propaganda di partito, editoria, programmi radiotelevisivi, ma anche la letteratura. Oltre che di realizzarlo, questo ente si occupa di rettificarlo ...» Fortunatamente la scena non è proprio così drammatica.

L'operazione si colloca infatti all'interno della Campagna "Basta Bufale". Nel sito si definiscono bufale: «quelle a scopo commerciale e di propaganda politica e il giornalismo acchiappaclick» più altri esempi quali «il caso dei vaccini pediatrici, le terapie mediche improvvisate, le truffe online.»

«È necessario mobilitarsi» - si legge ancora - «fare qualcosa per contrastare la disinformazione ... tutelare la libertà nel web» (magari! ndr) ... «a chi vi opera chiediamo uno sforzo aggiuntivo.»

Ma nel Web operano forze diversamente schierate sul fronte Vero/Falso. A chi è rivolto l'appello? Vediamo. L'appello è rivolto a Scuola e Università per insegnare a usare gli strumenti digitali e distinguere tra fonti affidabili o meno. Affidabili secondo chi? Poi è rivolto a giornalisti e operatori dell'informazione affinché si aumenti il fact checking e il debunking e si dotino di un garante della qualità. Evidentemente chi ha scritto l'appello non ha chiaro che i Media Mainstream prendono ormai ordini dagli inserzionisti pubblicitari, non possono più permettersi una alta etica e sono troppo indaffarati a fare titoli acchiappaclick visto che in edicola vendono sempre meno.

Quenelle

VAI MARINE! I popoli d'Europa sono tutti con te.

Ecco una tappa che può risultare fondamentale per tutti i popoli d'Europa, quell'Europa che tutti sogniamo, fatta di uomini, di popoli che rivendicano la propria sovranità, che cercano sicurezza, che sanno che la sicurezza dipende dal riconquistato senso della comunità e dalla solidarietà verso il proprio vicino. Non ci servono le finte europe delle banche e dei burocrati al servizio del potere finanziario. Non ci serve la insignificante proposta degli ultimi servi del regime e della finanza che ci vengono presentati all'ultimo momento come uomini nuovi. Non siamo più disponibili a cedere ai ricatti terroristici dei difensori di ciò che esiste.

Basta rispondere a poche domande chiare: l'Europa è disponibile a eleggere una vera struttura? A darsi un governo dotato di veri poteri ma eletto dai popoli? A far battere moneta da una banca di stato o, preferibilmente, da un ente di stato? A creare un esercito integrato autenticamente europeo e quindi libero dai vincoli NATO? Siamo pronti come Europa ad incamerare tutte le armi che altri hanno posto sui nostri territori senza darci le chiavi di comando? Siamo pronti una volta riconquistata la nostra sovranità a creare una grande confederazione europea?

Tutto il resto sono chiacchiere inutili tese a distruggere la grande capacità culturale e creativa dei popoli europei. Sono le chiacchiere di cui si serve Macron per raccogliere sotto il vessillo di un'Europa che non esiste tutti i residuati dei partiti del passato di cui è parte integrante e tutti i servi dei potentati finanziari per impoverire e depotenziare ancora di più il popolo francese.

Marine Lepen, tu rappresenti il popolo di Francia e lo vuoi svincolare dai legacci del sistema, tu puoi e vuoi salvarlo.
Che, nel tuo segno, gli altri popoli europei possano trovare la forza di tornare protagonisti di storia!


Adriano Tilgher


Presidente del Fronte Nazionale Italiano
Roma

Jet4

L'azzardo di Trump. Gli USA attaccano la Siria. L'ISIS esulta

Circa 60 missili Tomahawk sono stati lanciati dalla US Navy contro la base aerea di Ak Sharyat in Siria. L'attacco è stato condotto dalle cacciatorpediniere lanciamissili Ross e Potter della classe Arleigh Burke, che incrociano nel Mediterraneo.

Oltre ad alcuni morti tra il personale della base, pesanti i danni materiali: sarebbero state molte infrastrutture (hangar, pista, magazzini di deposito) e danneggiati circa 15 caccia. Nella base era presente personale russo al momento dell'attacco.

La base siriana si trova a circa 20 km a sudest di Homs ed è la principale struttura utilizzata per dare copertura aerea al fronte di Palmira e Deir Ezzor. Proprio poche ore dopo l'attacco, unità dell'ISIS avrebbero provato ad approfittare della situazione bombardando check point e postazioni dell'esercito siriano.

L'attacco sarebbe la risposta ad Assad al presunto uso di armi chimiche, nonostante ci siano forti indizi che siano stati i ribelli a stoccare armi non convenzionali.

Appena avuta notizia dell'attacco, che militarmente ha l'immediato effetto di aiutare lo Stato Islamico, il Presidente turco Erdogan e il leader israeliano Netanyahu hanno espresso compiacimento.Cosa succede quindi in Siria?

Trump chiude l'annuncio dell'attacco, chiamando alle armi il mondo intero contro il terrorismo.

Cult

L'Università di Harvard prepara gli Imperial-Sionisti


di Stefano Zecchinelli


La propaganda russofoba di Washington ha la sua centrale nell'Università di Harvard a dimostrazione che le strutture accademiche non hanno più nulla - semmai l'abbiano avuto - di culturale e scientifico ma sono diventate delle vere e proprie agenzie di intelligence orientate geopoliticamente. Il folle Progetto per un nuovo secolo americano del clan Bush è la Bibbia di questi ''nuovi'' accademici, smaniosi di potere e notorietà.

L'Università di Harvard ha creato una vera e propria lista nera dove vengono inseriti gli studiosi che mettono in discussione le tesi ufficiali propinate dai governi imperialisti per giustificare le proprie malefatte. L'economista Paul Craig Roberts scrive:
''E se qualcuno dovesse capirne qualcosa e dubitare del rapporto della Commissione Warren e di quello sul 9/11 , viene additato come cospiratore e messo nella lista nera di Harvard dove stanno tutti i procacciatori di "notizie false". Tutto quello che si dice - che non sia in linea con l'Establishment - è una "notizia falsa". E questo è quanto succede in una "democrazia con libertà di parola."''
Ci troviamo davanti ad una inedita forma di totalitarismo neoliberista; l'americanismo è la religione suprema della corporazione universitaria, del tutto corrotta ''culturalmente'' ed economicamente.

Bad Guys

Steve Bannon Aspetta l'Apocalisse, ed Anche i Suoi Nemici


Domanda: quando esploderà la mostruosa bolla finanziaria, se cominciano le rivolte e i saccheggi dei supermercati e distributori di benzina, e gente armata piena di rabbia ti cerca - come fai tu, povero milionario di Wall Street, ad uscire da Manhattan?
Perché se sei milionario, magari hai pensato a comprarti un rifugio ben arredato negli Appalachi o in Nuova Zelanda; ma comunque abiti a Manhattan, o al massimo a Long Island. Le quali sono due isole. Il che in caso di apocalisse, rende difficile filarsela: i traghetti sarebbero presi d'assalto, i ponti sarebbero intasati di auto di deplorevoli di bassa casta, raggiungere o chiamare elitaxi mica semplice (i piloti penseranno anzitutto a salvare le proprie famiglie)...Il problema è serio. Così serio che apposite ditte hanno calcolato il tempo necessario per evacuare i principali centri degli Stati Uniti in caso di gravissime emergenze (rivoluzioni, terremoti, alluvioni, bombardamenti atomici): per Long Island per esempio, dove abitano milioni di newyorkesi, ci vorrebbero da 20 a 29 ore. Ore in cui attraversare ingorghi di traffico e folle inferocite, affamate, saccheggiatori armati.


Tempi di evacuazione in caso di disastro. O rivolta.
Ma la soluzione c'è: il motoscafo di salvataggio. Per un abbonamento di 90mila dollari annui, l'azienda Plan B Marine ti garantisce che quando l'apocalisse scoppia, un motoscafo ti aspetterà alla banchina, col pieno e tutta l'attrezzatura, e potrai farci salire chi vuoi. Lo piloterai tu stesso, è meglio non dover dipendere da piloti in quei frangenti. "Uno scafo è il mezzo più rapido per uscire da Manhattan", spiega il cofondatore dell'azienda, Chris Dowhie. Un'altra ditta, la Survival Retreat Consulting, offre un servizio completo: consulenza personalizzata in base alle tue specifiche esigenze, se ti occorre una "strategic relocation", un trasloco strategico. Ti trova rifugi arredati e con ricca dispensa in foreste, ville fortificate in località amene ma irraggiungibili, o ti procura la cittadinanza della Nuova Zelanda ( gli americani che la chiedono sono aumentati del 70% dopo l'elezione di Trump), e ti istruisce come raggiungerle, strade alternative che evitano le autostrade e ponti (immediatamente intasati), ti fornisce le guardie armate di scorta - alla peggio, nel caso non riesca a scappare, trasforma una delle stanze del tuo attico a Manhattan in una camera sicura corazzata.

In Usa, frange di marginali che si preparano all'apocalisse e si riempiono i sotterranei di proiettili e carne in scatola, sono sempre esistite: si chiamano "preppers". Il fatto che adesso la mania abbia contagiato i milionari, la dice lunga sulla loro coscienza della società che hanno potentemente contribuito a creare. Paura, senza di colpa, la consapevolezza che la bolla scoppierà, la povertà estrema si rivolterà; i "deplorables" disoccupati e operai che hanno votato Trump sono, per quelli di Goldman Sachs, un segnale d'avvertimento: la fine del "nostro" mondo è vicina.

Commenta: Qui sotto riportiamo il film documentario Generation Zero (in inglese) di Steve Bannon:




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Fake news, Inc.

© Foto: Francisco Negroni / Wildlife Photographer of the Year 2014

Una recente proposta di legge non ancora però discussa dal parlamento italiano ha sollevato un vero e proprio vespaio a cui ha fatto seguito una generale levata di scudi da parte di chi si occupa di "informazione parallela", quella informazione che non si allinea al mainstream ufficiale.


Eppure leggendo il testo del documento sembra invece che preambolo ed articoli di questa proposta, (scaricabile per esempio qui) non costituiscano nulla di terribile contro la libertà di parola e di espressione, così come sancita dalla costituzione della Repubblica italiana. Anzi, il tutto si presenta come una semplice estensione al web della legittima e giusta difesa del cittadino dalla calunnia realizzata attraverso le nuove tecnologie informatiche, oltre che della difesa degli ordinamenti repubblicani dalla diffusione di informazioni false o esagerate che potrebbero generare paura e disordini pubblici.

E' chiaro infatti che se un sito web italiano riportasse che Godzilla sta distruggendo.... Palazzo Madama, la sede del Senato italiano, potremmo tutti ben capire che si tratta di una notizia un po' così, tanto per ridere, mentre se lo stesso sito riportasse che si sono verificate inesistenti scosse di terremoto in una certa zona d'Italia ed invitasse la cittadinanza a lasciare le proprie case per sicurezza, allora la cosa sarebbe ben diversa. In realtà non mi pare si siano mai verificati casi di questo genere, i quali sono alquanto estremi.

Ci sono però altri esempi che possono essere fatti. Una ragazza napoletana si è suicidata nel settembre del 2016 per la vergogna, dopo che un suo video hot (usiamo questo eufemismo), girato dal fidanzato, è finito in rete ed è diventato virale. Non dimentichiamo poi siti e forum web attenti all'uso dei vaccini, che passano da discussioni il più possibile scientifiche sulla loro efficacia ed utilità ad altre che invece le negano in blocco accusando le grandi multinazionali farmaceutiche di lucrare sulla salute delle persone e incitando pertanto a non vaccinare bimbi e neonati, malgrado il rischio di malattie gravi.

Una legge del genere sembra quindi necessaria, se non altro per punire quei balordi e quegli irresponsabili che non hanno rispetto per la vita privata e l'ingenuità delle persone, magari proprio quelle che gli sono più vicine, come nel caso della ragazza napoletana.

Tutto bene quindi? Possiamo stare tranquilli? No, per niente.

Attention

E' ufficiale: il glifosato contenuto nella pasta provoca la Sla e il morbo di Alzheimer


Lo si può leggere in uno studio del Massachusetts Institute of Technology (Mit). La seconda notizia, non meno importante della prima, è che l'associazione di produttori di grano duro del Sud Italia GranoSalus promuoverà autonomamente l'analisi chimica sui prodotti derivati dal grano (pasta, pane e altro). E li renderà pubblici pubblicandoli sulla rete. Sapremo finalmente quale pasta (e quale pane) mangiare. E, soprattutto, quale pasta non dovremo mai più acquistare (con riferimento - con molta probabilità - ai marchi altisonanti e super pubblicizzati)


E' ufficiale: i derivati del grano al glifosato (o glyphosate, secondo il termine scientifico) - e cioè pasta, pane e altro ancora - provocano danni alla salute umana. La cosa è nota da tempo, ma adesso è disponibile uno studio Massachusetts Institute of Technology (Mit). Il glifosato presente nella pasta e nel pane può provocare malattie gravi: diabete, obesità, asma, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e il morbo di Parkinson (come potete leggere qui).

Attenzione, insomma, soprattutto alla pasta che acquistiamo nei supermercati. Soprattutto la pasta prodotta con i grani duri canadesi, ma non solo anche quelli dei Paesi dell'Est, che sono letteralmente pieni di glifosato. Perché i grani duri canadesi contengono percentuali elevate di glifosato l'abbiamo raccontato in questo articolo.

Quello che oggi vogliamo approfondire è un tema delicatissimo, che riguarda la nostra salute. Tema legato al pane e, soprattutto, alla pasta che, ogni giorno, andiamo ad acquistare nei supermercati o negli stessi negozi artigianali. E' la pasta dei grandi marchi, quella che viene promossa con pubblicità martellante sui mezzi d'informazione. Ebbene, attenzione, perché questa pasta prodotta con i grani pieni di glifosato può provocare danni seri al nostro organismo.

Commenta: Leggi i seguenti articoli per una migliore comprensione sulla tossicità legata all'utilizzo del glifosato.