Benvenuto su Sott.net
sab, 17 feb 2018
Il Mondo per Coloro che Pensano


Attention

Confessione: Il Verdetto della Giuria? E' Stata la CIA ad Assassinare JFK

Mentre si avvicina il 50° anniversario dell'assassinio di John F. Kennedy (JFK), il popolo americano e i media americani vivono in due mondi diversi.

I media mainstream stanno ancora alimentando il mito che JFK fu ucciso da un pazzo solitario comunista di nome Lee Harvey Oswald. Ma la maggior parte degli americani non se la bevono. Fin dai primi anni '90, una forte maggioranza degli americani credeva che JFK fosse stato ucciso da una cospirazione, e che la CIA fosse la protagonista.

Il popolo americano ha ragione.

Prove schiaccianti confermano che l'assassinio di JFK, come l'assassinio e il rovesciamento di molti dei migliori leader del mondo, fu un'operazione della CIA. Ma i media americani - inclusi i media pseudo-alternativi finanziati - sono riluttanti a riferire le prove.

Ho incontrato "il disgusto" dei media per la verità sull'assassinio di JFK quando ero uno studente di giornalismo presso l'Università del Wisconsin nel 1980. Poco prima del 17° anniversario dell'assassinio, ho scritto un articolo raccogliendo le prove che dimostravano il coinvolgimento della CIA nell'assassinio di JFK, e l'ho presentato a diverse agenzie di stampa. L'unico che ha risposto è stato The Progressive, un importante giornale americano di sinistra, diretto dal coraggioso Erwin Knoll. Erwin mi ha detto che gli piaceva il mio articolo, e che se avesse trattato un qualsiasi altro argomento lo avrebbe pubblicato. Ma aveva promesso a sé stesso di non pubblicare mai un articolo complottista sull'assassinio di JFK a meno che non rispondesse a più domande di quante ne avesse sollevate. Il mio articolo, ha detto, sollevava troppe domande senza alcuna risposta.

Blackbox

Chi uccise JFK? Gli strani indizi su 'Poppy' Bush

Immagine
© politico.it
Giulietto Chiesa divulga i risultati clamorosi di alcune inchieste mai tradotte in Italia, che scoprono il ruolo della famiglia Bush in alcuni passaggi dell'attentato a Kennedy.

Uscirà a ottobre, negli Stati Uniti (come annuncia The Daily Caller, che indica anche la casa editrice, Skyhorse Publishing), un libro con un titolo provvisorio che potremmo tradurre così: "L'uomo che uccise Kennedy: Lyndon Johnson".

Di libri sull'argomento, dentro e fuori gli Stati Uniti, ne sono stati pubblicati centinaia. Non tutti, però, avevano in copertina il nome di un autore come questo. Roger Stone oggi non è più repubblicano come allora, quando, giovanissimo, fu aiutante di campo del presidente Richard Nixon nel corso della campagna elettorale vittoriosa del 1972, al termine della quale entrò nell'Amministrazione presidenziale.

Le sue memorie, firmate insieme a Mike Colapietro, riguardano informazioni che egli raccolse stando all'interno della squadra che portò al potere Nixon, nove anni dopo l'assassinio di Kennedy, che avvenne a Dallas, Texas, il 22 novembre 1963. Ma sono ricordi esplosivi, nei quali anche Nixon è coinvolto come uno dei partecipanti al complotto. Per lo meno alle prime fasi dell'operazione, e poi alla sua copertura. Risulterebbe infatti - stando alle dichiarazioni di Stone - che Jack Ruby (alias Jacob Leon Rubinstein), colui che assassinò Lee Harvey Oswald, poche ore dopo il suo rapidissimo arresto, aveva lavorato alle dipendenze di Nixon (allora deputato al Congresso) fin dal 1947.


La stranezza, una delle tante, è che Nixon assunse Jack Ruby su diretta raccomandazione di Lyndon Johnson.
Dunque, prima circostanza: sia Johnson, sia Nixon, conoscevano colui che, molti anni dopo, avrebbe chiuso la bocca, tra mille e una stranezza, all'unico "colpevole" ufficiale.

Tutto qui? Roger Stone vorrebbe far credere che l'assassinio di Kennedy fu progettato con tanto anticipo? Per giunta da due uomini che, in quel momento, non potevano immaginare che le loro carriere li portassero ad essere entrambi, uno dietro l'altro, presidenti degli Stati Uniti d'America?

A quanto pare le cose che Stone ha scritto vanno oltre queste che, anche se provate, non possono dire nulla sui fatti del 1963. Leggeremo il libro alla ricerca delle fonti. Sarebbe stato - anticipa Stone - Lyndon Johnson in persona, a insistere perché il viaggio di Kennedy a Dallas non venisse rinviato, nonostante le preoccupazioni dell'entourage presidenziale circa un possibile attentato. Sarebbe stato Johnson, nella sua qualità di vice-presidente, per esempio, a prendere la definitiva decisione circa il percorso del corteo presidenziale nel centro di Dallas. E il democratico Lyndon Johnson avrebbe favorito la successiva vittoria del repubblicano Richard Nixon in cambio dell'impegno dello stesso Nixon di non rimettere in discussione, in nessun caso, il risultato della "Commissione Warren", quella che concluse rapidamente e perentoriamene l'indagine affermando che l'assassino era stato "un uomo solo", cioè che non era esistito nessun complotto. Oswald, nel frattempo era già stato liquidato (via Jack Ruby) e non potè mai chiarire ai giudici il significato della frase - l'unica frase che fu raccolta dai cronisti mentre veniva arrestato - "io sono soltanto un capro espiatorio".

USA

Ricordando l'assassinio di JFK, sponsorizzato dallo stato

© Sofa King Podcast
Non dimenticherò mai il giorno quando sentii la notizia - lavoravo a Pittsburgh come analista di marketing, tornavo da pranzo con i colleghi quando è stato fatto l'annuncio.

Il 22 novembre 1963, era un Venerdì. Il giorno lavorativo si è concluso una volta che le notizie si diffusero, tutti nel mio dipartimento sono rimasti storditi, incapaci di concentrarsi su qualsiasi altra cosa.

Era troppo presto per sapere ciò che le prove rivelarono più tardi. Lee Harvey Oswald fu un capro espiatorio conveniente, non implicato in quello che è successo, un assassinio sponsorizzato dal governo, le mani sporche della CIA e degli servizi segreti furono probabilmente le vere responsabili.

Ucciderlo è stato importante. Le cose avrebbero potuto essere diverse se fosse vissuto ancora, almeno per un certo periodo. Il 22 novembre 1963 è uno dei giorni più bui della storia americana.

Il corpo di JFK è stato trasferito a Washington da Dallas. Domenica, il 24 novembre un cassone trainato da cavalli ha portato la sua bara drappeggiata dalla bandiera a stelle e strisce a Capitol Hill per essere esposta al pubblico.

Il 25 novembre, funzionari provenienti da oltre 90 paesi hanno partecipato al suo funerale di stato. Dopo una messa requiem di San Matteo, è stato sepolto nel cimitero nazionale di Arlington.

Gli eventi di quel tempo rimarranno sempre con me. JFK è stato assassinato per aver osato trasformarsi da guerriero a portatore di pace.

Rifiutando la Pax Americana, volendo il disarmo nucleare, il riavvicinamento con la Russia sovietica, ritirare tutte le forze degli Stati Uniti dal Vietnam entro dicembre del 1965, e altre politiche anti-establishment hanno segnato la sua fine.

Commenta: Ulteriore lettura:


Take 2

Documenti svelano come Hollywood promuova la guerra per conto del Pentagono, CIA e NSA


di Tom Secker e Matthew Alford

medium.com


Pubblicato da INSURGE INTELLIGENCE, un progetto di giornalismo investigativo per le persone e il pianeta. Date supporto a INSURGE per continuare a scavare dove altri temono di inoltrarsi.

Le agenzie militari d'intelligence americane sono state influenti su 1.800 tra film e programmi televisivi.

Tom Secker e Matthew Alford riferiscono le loro scoperte sorprendenti setacciando migliaia di nuovi documenti militari e dell'intelligence americani, ottenuti nell'ambito del Freedom of Information Act.

I documenti rivelano per la prima volta il controllo su vasta scala del governo statunitense nell'ambiente di Hollywood, compresa la capacità di manipolare i copioni o addirittura impedire la produzione di film troppo critici nei confronti del Pentagono - per non parlare dell'influenza degli ultimi anni su alcuni dei più famosi franchise cinematografici.

Ciò solleva nuove domande, non solo sul funzionamento della censura nel settore dell'intrattenimento moderno, ma anche sul ruolo poco noto di Hollywood come macchina propagandistica per l'apparato della sicurezza nazionale statunitense.

Quando abbiamo dato un'occhiata per la prima volta alla relazione tra politica, film e televisione alla fine del XXI secolo, abbiamo accettato il parere condiviso che un piccolo ufficio al Pentagono aveva, su richiesta, assistito alla produzione di circa 200 film in tutta la storia dei media moderni, con input minimo sui copioni.

Attention

Allarme pedofilia


Raccapricciante


Quanto ha recentemente svelato la maxi-inchiesta di Torre Annunziata sulla pedofilia via Internet, va al di là di ogni immaginazione. Centinaia, forse migliaia, di piccoli seviziati. Bambini stuprati, uccisi e filmati. Il turpe traffico, con diramazioni internazionali e basi in tutta Italia, è stato scoperto grazie anche all'aiuto di Telefono Arcobaleno. Tutto ha avuto inizio il 27 settembre 2000 quando la procura di Torre Annunziata, ha inviato sei ordini di cattura in Italia, per acquisto di immagini pedo-pornografiche, e tre in Russia, per la produzione e la vendita del materiale pedofilo. L'Italia ha appreso con sgomento che con sette milioni si può vedere uccidere un innocente, uno per spiarlo nudo, ecc. Ora si pensa, con orrore, alla tremenda fine che hanno potuto fare alcuni dei tanti giovanissimi scomparsi e, intanto, si cercano in tre città, Civitavecchia, Vercelli e Catania, alcuni bimbi dei filmati degli orrori.

Un numero incredibile di bambini che scompaiono

L'allarme, tuttavia, era stato lanciato da tempo. Un numero incredibile di persone sparisce ogni giorno nel nulla, soprattutto giovanissimi. Molti di loro si trovano, di altri non se ne sa più niente. E' come se si fossero volatilizzati, spariti. Nel mondo spariscono ogni anno molte migliaia di persone. Ogni anno in Italia sono dichiarati scomparsi oltre 2000 minori. Alcuni di loro tornano a casa da soli, altri vengono ritrovati dalle forze dell'ordine, altri ancora non hanno mai fatto ritorno. Secondo le cifre del Ministero dell'Interno, solo nel 1996, sono stati dichiarati scomparsi 2391 minori. Di questi, 1912 hanno riabbracciato le loro famiglie. Al marzo '98 i minori dichiarati scomparsi erano 1419, di cui 796 sono stati rintracciati dalle forze dell'ordine. Che fine fanno i tanti di cui si perderà ogni traccia?

Per farsi una pallida idea di quanto è grave il fenomeno basti sapere che, nel 1997, "Il Giornale" (15 Marzo 1997) titolava un lungo pezzo: "Dal '90 quadruplicati i ragazzi spariti". Oggi sono molti di più. Un calcolo, anche approssimativo, è impossibile. Il quotidiano, tra l'altro, denunciava: "Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d'avventura e mercato degli schiavi" e, come vedremo, altro ancora. Nel mondo la situazione è molto più allarmante. Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi "desaparecidos" tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni. E' un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la "Raccomandazione" (n.R-79-6) in relazione alle "Missing Persons" stabilita dal Council of Europe e la pubblicazione della Oxford Up. "The dictionary of national biography: missing person".

Se molti di questi giovani vengono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla. Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana. Il giornale "La Stampa" (8/2/87) riporta la notizia di una sètta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: "La sètta, "Gli scopritori" (Finders), fondata a Washington da un 'santone' che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali. ...La scoperta dell'organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti".

Magnify

Rivoluzione d'Ottobre e Supercapitalismo


Premessa


Tutto, forse, è già stato scritto sulla Rivoluzione russa, ma una domanda inquietante non ha avuto ancora esauriente risposta. Chi finanziò la Rivoluzione? Quali furono, cioè, gli uomini o i gruppi che offrirono alla Rivoluzione il supporto economico necessario per il suo successo e per il suo consolidamento? 2. Si tratta di una domanda non retorica e non secondaria, che viene stimolata dal recente libro di Aleksandr Solženicyn (1918-2008) Lenin a Zurigo 3: un volume che, al di là dei suoi pregi letterari, ha il merito di offrire al grande pubblico uno squarcio di storia contemporanea, che fino a oggi aveva attirato l'interesse solo dei «sovietologi» o di qualche cultore di quel genere particolare di storia che va sotto il nome di «guerra occulta». Il lettore estraneo a tale tematica rimarrà certamente sconcertato nel vedere emergere, come reale protagonista delle pagine di Solženicyn, un personaggio fin qui ignoto ai libri di storia: Aleksander Israel Helphand (1867-1924), detto Parvus 4, la cui figura sanguigna e ributtante giganteggia accanto a quella di Lenin (1870-1924), «l'unico al mondo che potesse veramente competere con lui e il più delle volte vittoriosamente, sempre avanti di qualche passo» 5.

Parvus-Helphand non fu infatti solo l'uomo in casa del quale nacque l'Iskra, il giornale di Lenin, e che suggerì a Leon Bronstein Trotskij (1879-1940) la teoria della «Rivoluzione permanente» 6, tirando le fila del primo Soviet di San Pietroburgo, nel 1905; ma fu anche il veicolo del massiccio aiuto finanziario che Lenin ottenne dagli ambienti politici e militari tedeschi. «Fanatico rivoluzionario, non gli tremava la mano nel distruggere gli imperi; mercante fino al midollo, gli tremava la mano quando doveva contare i soldi» 7. «Non c'era socialdemocratico al mondo - scrive ancora Solženicyn - del quale Lenin non sapesse con che chiave aprirlo e su che ripiano sistemarlo: il solo Parvus non si lasciava aprire e incasellare, e restava a sbarrargli la strada» 8.


Aleksandr Solženicyn, Parvus, Trotskij

Attention

Sempre Nuove Conquiste Della Liberazione


"50 bambini a settimana alla clinica del cambiamento di sesso. Alcuni hanno 4 anni".


Non faccio che riferire un articolo del britannico Mirror:
'Some are confused, others are trapped in the wrong body': Astonishing 50 kids a week referred to sex change clinics
"alcuni sono confusi, altri sono prigionieri nel corpo sbagliato".

Prigionieri nel corpo sbagliato: sì certo, è l'autogiustificazione dei trans.

"L'accettazione crescente del tema "gender" può aver aumentato il numero dei bambini mandati agli specialisti". Può, certo. Ma intanto, un numero crescente di piccini soffre di stare in un corpo sbagliato. Per loro fortuna, a Londra c'è chi sa liberarli dalle loro sofferenze: è stato aperto giusto giusto un reparto, pagato dal servizio sanitario nazionale, chiamato "Gender Identity Development Service (GIDS)", che soccorre "bambini, giovani e loro famiglie che sperimentano difficoltà nello sviluppo del loro genere". Tale "service" è nella sede di una clinica "impegnata a migliorare la salute e il benessere mentale" che si chiama Tavistock and Portman NHS ­Foundation Trust. E' insomma una filiale del Tavistock Institute di Londra, di cui abbiamo talora già parlato, in quanto specializzato nel realizzare "cambiamenti di paradigma" nella mentalità di massa.

Commenta: Ulteriore Lettura:


Gold Coins

Come Porteranno Via la Vostra Ricchezza


Premessa:
I consumatori americani sostengono da soli il 18 per cento del prodotto lordo mondiale (per questo sono così obesi). Per tutti questi anni di recessione hanno mantenuto i consumi alti (e sostenuto eroicamente l'economia mondiale), nonostante i redditi e salari calanti, al solito modo: indebitandosi. Mutui per la casa, rate per il SUV; studenti che s'indebitano per pagarsi l'università, contando che poi guadagneranno abbastanza per estinguerlo negli anni; e quando non si arriva a fine mese, debiti sulla carta di credito: un debito che ha raggiunto i mille e passa miliardi di dollari. Con quelli delle auto (1200 miliardi) e quelli studenteschi (1400), sono cifre spaventose, che gravano su ogni busta paga - per chi ce l'ha. Chi ha una busta paga, se la vede decurtare dai prelievi dei creditori. Alla fin fine, non rimane più niente. Gli americani non possono indebitarsi di più.

"Una singola spesa imprevista, come un pneumatico che esplode o una visita dal medico, manderebbe all'aria la maggior parte delle persone", scrive Mazzalai.

Voi capite il dramma angoscioso della finanza: una riduzione anche modesta delle spese del consumatore americano andrebbe a ripercuotersi in una caduta del Pil mondiale.

E non solo quello. Già cominciano a risalire i pignoramenti di immobili, le insolvenze sui debiti del college, i fallimenti sulle carte di credito. Si sta tornando al 2008 e alla crisi dei subprime, quando le banche che avevano indebitato gente che non poteva permettersi di pagare un mutuo, avevano girato il credito (e il suo rischio) ad ignari fondi di investimento, che pensavano così di lucrare gli interessi. Ciò che non avvenne, perché milioni di debitori non furono in grado di pagare i ratei del mutuo.

La cosa peggiore però per la finanza globale è un'altra. Ricordiamo la verità fondamentale: il 98 per cento del 'denaro' è creato dalle banche. Le quali creano denaro dal nulla indebitando il prossimo. Se il prossimo non s'indebita più, scompare denaro. Se il prossimo diventa insolvente, è ancora denaro che scompare.

Padlock

La censura avanza: YouTube tappa la bocca ad Antonio Rinaldi. E' gravissimo!


di Marcello Foa.


Qualcuno nei giorni scorsi ha accolto con incredulità la notizia del disegno di legge voluto dal piccolo Grande Fratello Paolo Gentiloni per imporre la sorveglianza di massa sul web - da oggi lo Stato italiano monitorerà per 6 anni tutta la vostra attività sul web, incluse le chat! - e la censura, impedendo ai singoli utenti di accedere a siti scomodi (leggi qui e qui). Il pretesto è quello della violazione del copyright, che in internet significa poter censurare praticamente qualunque sito. Basterà che appaia una foto scaricata dai motori di ricerca e non autorizzata per venire "bannati".

Lo ripeto da settimane: il disegno, a livello internazionale, è di mettere a tacere le voci davvero libere e, soprattutto, quelle che promuovono idee contrarie al mainstream. Ad esempio quelle di chi si oppone all'euro.

L'opera di normalizzazione avanza rapidamente. In Francia nei giorni scorsi hanno chiuso il blog di un economista del calibro di Jacques Sapir, colpevole di essere troppo eretico, di smontare da tempo i falsi miti della moneta unica e di non essere allineato all'establishment, men che meno al piccolo Napoleone Emmanuel Macron.

Ora vengo a scoprire che You Tube ha chiuso il canale video di Scenarieconomici.it , il sito di Antonio Rinaldi, un altro esponente del fronte no euro. La colpa? Misteriosa. Nella notifica ricevuta da Rinaldi si parla di "ripetute e gravi violazioni delle regole della community" ma non si precisa quali. Come un vero Grande Fratello, YouTube decide di censurare un canale, vestendo al contempo i panni dell'inquisitore e del giudice. Già perché a vagliare il ricorso presentato da Rinaldi è stata la stessa YouTube, respingendolo ovviamente.

Commenta: Articoli Correlati:


Gold Seal

Perché la NATO non sta bombardando Madrid da 78 giorni?


È un po' tardi perché l'Unione Europea ricordi la legge internazionale sul suo confine occidentale, quando l'ha ignorata su quello orientale. Così parla Marko Gasic, commentatore di affari internazionali.


Il leader della Catalogna si è impegnato a dichiarare nei prossimi giorni l'indipendenza della regione dalla Spagna.

Carles Puigdemont, presidente della regione scissionista, ha detto martedì alla BBC di esser pronto a dichiarare l'indipendenza "alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima".

Le autorità spagnole continuano a dire che il voto di domenica era illegale ed incostituzionale, mentre l'UE ha dato il proprio sostegno al primo ministro per risolvere la crisi.

La mossa è stata criticata dal presidente serbo, che ha accusato l'Unione di aver avuto una posizione diversa sul Kosovo.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic non ha moderato i termini quando ha fatto una domanda piuttosto ovvia: "Come avete fatto a dichiarare legale la separazione del Kosovo, avvenuta senza previo referendum, e come hanno fatto 22 paesi dell'Unione Europea a legalizzare questa secessione, in barba al diritto comunitario?"

Marko Gasic, commentatore di affari internazionali, ha detto che il voto in Kosovo è stato riconosciuto perché quel paese non fa parte dell'Unione.
"Alcuni dicono che l'UE abbia due pesi e due misure su questo argomento. Io direi che semplicemente non conosce o non rispetta il diritto internazionale, perché si oppone alla secessione catalana e supporta quella kosovara in Serbia", dice Gasic ad RT.
Ha aggiunto: "Questa è palese schizofrenia".