Il Meglio del Web:


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Il Meglio del Web: E' ufficiale: il glifosato contenuto nella pasta provoca la Sla e il morbo di Alzheimer

Glyphosate Pasta

Lo si può leggere in uno studio del Massachusetts Institute of Technology (Mit). La seconda notizia, non meno importante della prima, è che l'associazione di produttori di grano duro del Sud Italia GranoSalus promuoverà autonomamente l'analisi chimica sui prodotti derivati dal grano (pasta, pane e altro). E li renderà pubblici pubblicandoli sulla rete. Sapremo finalmente quale pasta (e quale pane) mangiare. E, soprattutto, quale pasta non dovremo mai più acquistare (con riferimento - con molta probabilità - ai marchi altisonanti e super pubblicizzati)


E' ufficiale: i derivati del grano al glifosato (o glyphosate, secondo il termine scientifico) - e cioè pasta, pane e altro ancora - provocano danni alla salute umana. La cosa è nota da tempo, ma adesso è disponibile uno studio Massachusetts Institute of Technology (Mit). Il glifosato presente nella pasta e nel pane può provocare malattie gravi: diabete, obesità, asma, morbo di Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (Sla), e il morbo di Parkinson (come potete leggere qui).

Attenzione, insomma, soprattutto alla pasta che acquistiamo nei supermercati. Soprattutto la pasta prodotta con i grani duri canadesi, ma non solo anche quelli dei Paesi dell'Est, che sono letteralmente pieni di glifosato. Perché i grani duri canadesi contengono percentuali elevate di glifosato l'abbiamo raccontato in questo articolo.

Quello che oggi vogliamo approfondire è un tema delicatissimo, che riguarda la nostra salute. Tema legato al pane e, soprattutto, alla pasta che, ogni giorno, andiamo ad acquistare nei supermercati o negli stessi negozi artigianali. E' la pasta dei grandi marchi, quella che viene promossa con pubblicità martellante sui mezzi d'informazione. Ebbene, attenzione, perché questa pasta prodotta con i grani pieni di glifosato può provocare danni seri al nostro organismo.

Commenta: Leggi i seguenti articoli per una migliore comprensione sulla tossicità legata all'utilizzo del glifosato.


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Il Meglio del Web: Il dispositivo Clinton per screditare Donald Trump

Hillary Clinton George Soros
Clinton & Soros dietro la campagna contro Trump
Questo articolo è un avvertimento: nel novembre 2016, un vasto sistema di agitazione e di propaganda è stato messo in campo al fine di distruggere la reputazione e l'autorità del presidente Donald Trump, non appena sarebbe arrivato alla Casa Bianca. È la prima volta che una tale campagna è scientificamente organizzata contro un Presidente degli Stati Uniti, e con tale dovizia di mezzi. Sì, stiamo davvero entrando in una era di post-verità, ma i ruoli non sono quelli che vi aspettereste.

La campagna condotta contro il nuovo presidente degli Stati Uniti dagli stessi sponsor di Barack Obama, Hillary Clinton e della distruzione del Medio Oriente allargato è in corso. Dopo la marcia delle donne del 22 gennaio, è previsto che si tenga una marcia per la scienza non solo negli Stati Uniti, ma anche in tutto il mondo occidentale, il 22 aprile. L'obiettivo è dimostrare che Donald Trump non è solo un misogino, ma anche un oscurantista.

Il fatto che egli sia l'ex-organizzatore del concorso di Miss Universo, e che sia sposato con una modella al suo terzo matrimonio è sufficiente a quanto pare a dimostrare che disprezza le donne. Il fatto che il Presidente contesti il ruolo svolto da Barack Obama nella creazione della Borsa Climatica di Chicago (ben prima della sua presidenza) e che respinga l'idea che le perturbazioni climatiche siano causate dal rilascio di carbonio nell'atmosfera attestano il fatto che non capisce nulla di scienza.

Per convincere l'opinione pubblica statunitense della follia del Presidente - un uomo che dice di desiderare la pace con i suoi nemici, e di voler collaborare con loro per la prosperità economica universale - uno dei più grandi specialisti di agit-prop (agitazione e propaganda), David Brock, ha messo in campo un dispositivo impressionante già prima dell'investitura di Trump.

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Il Meglio del Web: Le iene a Hebron, Terribilmente falso, eppure sembra vero!

le iene buggiarde

C'è una realtà tra le tante, in Palestina, che può a buon titolo essere definita il quadro esemplare e inequivocabile dell'illegalità israeliana, dell'apartheid verso i palestinesi - per di più in casa loro - della prepotenza, dell'arroganza e della violenza quotidiana esercitata su 200.000 cittadini autoctoni da parte di 700 coloni protetti ? e sostenuti? da circa 2.000 militari ben armati.


Questo posto si chiama Al Khalil, meglio conosciuto in occidente col nome di Hebron.

Chiunque ne conosca la storia - ma purtroppo sono pochi - e chiunque conoscendone la storia si trovi a visitare questa città, non può che chiedersi come sia possibile che una tale situazione, creata dallo stato di Israele, consenta al mondo di definire Israele un paese democratico.

Forse la risposta a questa domanda la si trova nella narrazione manipolatoria e nella scelta dello stile narrativo, cose in cui Israele è realmente maestro, o forse nell'ignoranza - reale o studiata - che copre la vera realtà che vivono i palestinesi di Al Khalil. Tutti, ma in particolare quelli della città vecchia, cioè quelli che hanno visto alcune loro abitazioni prese d'assalto dai coloni che, armati e assistiti dai soldati israeliani, si sono insediati con la violenza in abitazioni palestinesi rivendicando un titolo di proprietà di natura divina che farebbe ridere se fosse recitato a teatro ma che, nel caso specifico, è solo foriero di odio che chiama altro odio e di violenza capillare e quotidiana che chiama altra violenza che periodicamente esplode.

Ogni tanto capita di leggere o di vedere in Tv qualche servizio di cosiddetto approfondimento della realtà palestinese, normalmente definita "conflitto arabo-israeliano" in modo tale che, in buona o malafede che sia, già il titolo porta vagamente fuoristrada perché il termine conflitto dà idea di qualcosa sostanzialmente alla pari e non mette in luce che, invece, c'è un occupante, aggressore e rapinatore di terre e di diritti ed un aggredito, privato di beni e di diritti e sottoposto a vessazioni quotidiane nell'ambito della più ampia delle vessazioni collettive possibili e cioè l'occupazione militare dell'intera regione, nonché l'assedio di una parte della Palestina: la Striscia di Gaza.

Quindi, leggere o vedere servizi mediatici che impostano su una premessa sbagliata la loro osservazione, talvolta definita pomposamente "analisi", fa capire come mai una situazione come quella di Hebron-Al Khalil non venga conosciuta per quel che è o, addirittura, fornisca ad Israele la possibilità di porsi nel ruolo di vittima pur essendo a tutti gli effetti carnefice.

Un servizio alla Tv italiana del 19 febbraio dal titolo "Come vivono insieme ebrei e musulmani" fornisce un bell'esempio di quanto appena affermato. Il giornalista è Marco Maisano, giovane talento che parla arabo e che sembra voler dare una lettura obiettiva della situazione di Hebron. Ma Maisano salta completamente alcune pietre miliari.

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Il Meglio del Web: Ddl contro fake news, Ziccardi: "Testo liberticida, tra Orwell e Kafka. Punta a controllare dissenso e informazione"

censura online

Un testo confuso, che punta ad attaccare il libero dissenso in rete e confonde fake news e pedopornografia. In più, Internet non è il far west, ma un luogo già "iper regolamentato" dove non deve essere un legislatore o un provider "sceriffo" a censurare le informazioni.
Giovanni Ziccardi, professore di Informatica giuridica all'Università degli Studi di Milano, commenta il ddl contro le fake news presentato nei giorni scorsi al Senato (qui il testo). Una proposta "liberticida" che vuole imporre nuove regole a siti e forum, applicando anche l'aggravante della diffusione a mezzo stampa.

- Da esperto di diritto delle nuove tecnologie, cosa pensa del ddl?

- Credo sia inopportuno, pericoloso e censorio. Nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso. Lo trovo soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico. Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni gli utenti e i provider. Dall'altra parte "salva", per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a "fake news", a espressioni che istigano all'odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro.

- Quali sono i punti più critici?

-Partiamo dalle pagine della Relazione introduttiva, dove si spiegano le motivazioni del provvedimento: sono molto chiare, fanno capire bene quale sia l'intento. Già nel titolo, s'individuano tre scopi eterogenei tra loro: prevenire la manipolazione dell'informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l'alfabetizzazione mediatica. Tutti temi con esigenze differenti e che richiedono approcci originali e ben calibrati. Il testo nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso. Ed è impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico

Che Guevara

Il Meglio del Web: Per i miei post rischierò la reclusione

1984 orwell
© tumblr

di Alberto Micalizzi.


Sta sollevandosi un'onda repressiva che ci farà rimpiangere regimi bollati come dittatoriali dalla storia. Questo il comma più preoccupante del testo del DDL presentato il 7 Febbraio 2017 in Senato dall'On. Adele Gambaro (ALA):
Art. 265-bis. - "(Diffusione di notizie false che possono destare pubblico allarme o fuorviare settori dell'opinione pubblica). - Chiunque diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possono destare pubblico allarme, o svolge comunque un'attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell'opinione pubblica, anche attraverso campagne con l'utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, è punito con la reclusione non inferiore a dodici mesi e con l'ammenda fino a euro 5.000."
Notare che tale norma non si applica ai giornalisti professionisti ed alle testate registrate. Passi il richiamo alla falsità delle informazioni, su cui si potrebbe ragionare anche per limitare la proliferazione di dati talvolta grossolanamente errati da parte di sedicenti economisti o opinionisti "alternativi", che minano alla base la stessa credibilità dell'intero universo anti-establishment. Ma quello di "notizie esagerate o tendenziose" è un concetto pericoloso in quanto estremante soggettivo, che richiama alla mente veri e propri reati d'opinione con i quali evidentemente non si vuole colpire la notizia infondata, quanto piuttosto il dissenso in generale. Una sorta di grande fratello che ci osserva e decide cosa può essere detto e cosa è vietato.

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Il Meglio del Web: DDL Gambaro: arriva la Censura Online

censura
© nonameagency.it
Se foste stati eletti nelle liste di un movimento nato e cresciuto online, se poi fossero successi incidenti, vi avessero espulsi e aveste occupato la legislatura in un lungo pellegrinaggio fra i più cangianti gruppi parlamentari (Misto, Gruppo Azione Partecipazione Popolare, Italia Lavori in Corso...) per poi approdare alla corte di Denis Verdini (sì, il gruppo di Ascari inviati da Berlusconi in missione dall'altra parte dell'emiciclo per tenere in vita i vari governi del PD)...

Se aveste votato la fiducia a qualsiasi ipotesi di governo avesse il coraggio di presentarsi alle camere, e se nonostante questo, a legislatura ormai agli sgoccioli, vi trovaste senza una reale possibilità di essere ricandidati, cosa fareste?

Mettereste la faccia su un disegno di legge che abolisce la libertà di espressione imponendo la censura sui nuovi media? La risposta dipende evidentemente da molti fattori, fra cui il vostro appetito, il vostro amor proprio, ed ovviamente la qualità della vostra faccia. La senatrice Gambaro, per fare un esempio, ha questa faccia qui:

gambaro
Sono simpatica e innocua: salvo per il fatto che vi tolgo il diritto di espressione

Commenta: Brexit, la vincita di Trump, la vincita del No al referendum costituzionale italiano, tre eventi politici e sociali importanti dell'anno scorso dove è prevalsa la voce del popolo e non quella dell'élite, cosa mai sentita fino ad oggi, tutto questo è stato possibile in gran parte grazie ad Internet, grazie alle fonti d'informazione e alle notizie alternative ONLINE, che attraverso le loro informazioni obiettive hanno raggiunto i cuori e le menti di TANTE persone e che di conseguenza hanno aperto gli occhi a tanti che hanno cominciato a vedere le macchinazioni dei burattinai dietro le quinte. Roba da far preoccupare parecchio l'élite, ed è per questo che l'UE, la Germania, gli Stati Uniti, la Francia e l'Italia stanno cercando di adottare disegni di legge per "combattere le fake news e la propaganda", che non è nient'altro che un pretesto per censurare ed impedire alla comunità delle notizie alternative online di diffondere la VERITA' ed aprire gli occhi alla gente. Dobbiamo combattere ed impedire loro di censurarci, di assoggettarci e di farci diventare schiavi totali del sistema. Dobbiamo combattere "con la penna", la violenza non serve a niente e è servita mai a nessuno dei movimenti o alle rivoluzioni del passato...


Crusader

Il Meglio del Web: Il discorso "profetico" di Vladimir Putin a Monaco: 10 anni dopo

putin
© Sputnik. Dmitry Astakhov

Il 10 febbraio 2007 Vladimir Putin è intervenuto a Monaco di Baviera durante la Conferenza sulla Sicurezza. Questo discorso del presidente russo è stato definito da molti analisti "storico" ed è stato paragonato all'intervento di Churchill a Fulton, con cui iniziò la guerra fredda.


Putin è stato il primo leader di un Paese dopo lo scioglimento dell'Urss ad aver parlato chiaramente delle questioni chiave della politica mondiale. Ha duramente criticato il modello di mondo unipolare, l'uso ingiustificato e sproporzionato della forza contro gli altri Stati, l'espansionismo verso est della NATO e la politica estera degli Stati Uniti.

"Il discorso di Monaco di Putin, rivolto ai politici e statisti europei e americani, ha lanciato il processo di sovranità della politica russa," — ha detto in un'intervista con RT il direttore del Centro per l'informazione politica Alexey Mukhin.

Questa posizione indipendente della Russia non è piaciuta a molti in Occidente. Dopo l'intervento di Putin a Monaco di Baviera, nei media occidentali sono iniziati a diffondersi umori russofobici, Putin e la Russia sono diventati il bersaglio della guerra d'informazione che dieci anni dopo avrebbe acquisito proporzioni senza precedenti come si vede oggi.

"Hanno iniziato a demonizzare la figura di Putin, — ha sottolineato Mukhin, — e la Russia è andata incontro ad un forte antagonismo dell'establishment occidentale in tutte le direzioni."

Bad Guys

Il Meglio del Web: Lo "Schema Soros" e l'immigrazione indotta

George Soros left glare
1, 2, 3... TANA PER SOROS!

Per carità, sarà solo un caso, una coincidenza di quelle che servono agli scettici per dimostrare che non c'è un senso nelle cose. Fatto sta che ogni volta che la società civile, gli umanitaristi della domenica, le sentinelle democratiche scendono in piazza contro il cattivo di turno (che si chiami Putin, Trump o Marine Le Pen), dietro a loro fa capolino la faccia di Soros o meglio, il suo portafoglio.

Anche nell'ultimo caso, quello del Decreto esecutivo sull'immigrazione voluto da Trump, le proteste inscenate in tutta America sono state organizzate da gruppi mantenuti con i soldi del filantropo miliardario.

Come ha evidenziato Aaron Klein su Breitbart, gli avvocati che hanno messo in piedi le azioni legali contro il Decreto Trump, appartengono a tre associazioni per i diritti degli immigrati: la ACLU (American Civil Liberties Union), il National Immigration Law Center e l'Urban Justice Center. Tutte e tre sono finanziate, per milioni di dollari, dalla Open Society di Soros (la ACLU addirittura ha ricevuto 50 milioni solo nel 2014).

Una delle avvocatesse in prima linea nella battaglia legale, Taryn Higashi, è componente dell'Advisory Board dell'Inziativa per l'Immigrazione Internazionale della Open Society.

Dopo le manifestazioni di protesta all'indomani del voto e la Marcia delle Donne, questa è la terza iniziativa anti-Trump che vede la ragnatela di Shelob/Soros dispiegarsi contro quella parte dell'America colpevole di non aver votato la sua candidata in busta paga, Hillary Clinton.

Come direbbe Poirot: "una coincidenza è solo una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze sono una prova"; e se ci aggiungiamo anche la famosa battaglia contro le "fake-news" che inquinano la purezza dell'informazione mainstream (salvo poi scoprire che a produrre fake news è proprio il mainstream), diciamo che abbiamo la quasi certezza che a Soros non è andata molto giù l'elezione di Trump.

Smiley

Il Meglio del Web: CIA, Obama ed i grandi media trollati dalla fanfiction di 4chan che dipinge Donald Trump ricattato dalle spie russe

cia troll
Sfidando qualsiasi ragione e dovere giornalistico, BuzzFeed può aver raggiunto il Washington Post nel promettente mercato delle Fake News (false notizie), pubblicando accuse in cui il Presidente-eletto Donald Trump ha "stretti legami con la Russia" — ma le affermazioni sorprendentemente senza corpo sembrano essersi rivelate nella maniera più esilarante possibile.

"Un dossier, compilato da una persona che ha affermato di essere un ex ufficiale dell'intelligence britannica, sostiene che la Russia è in possesso di affermazioni compromettenti su Trump. Le accuse non sono verificate, ed il rapporto contiene degli errori," il collaborativo articolo di BuzzFeed così asserisce.

Notando puntualmente la dubbia qualità delle informazioni presentate, BuzzFeed sceglie di pubblicare il logoro 'dossier' senza avere alcuna prova della sua legittimità — e la corsa per il forse dannato Trump, prima della sua imminente inaugurazione, con esitazione è stata screditata da una delle fonti più improbabili: 4Chan.

Per primo, ZeroHedge notava i contenuti dell'originale dossier,

"Per quelli che hanno fretta, ecco la migliore - e più ridicola - parte, in cui si discute delle 'perversioni sessuali e personali ossessioni di Trump', in cui veniamo a sapere che durante il soggiorno al Ritz Carlton Moscow hotel, per lordare un letto su cui si era coricato in precedenza Obama, ha assunto un certo numero di prostitute per mettere in scena uno spettacolo di 'fontanelle dorate' al suo cospetto. Bella roba."

Commenta: Per le immagini sulle 'prove' che circondano queste accuse: Trump Intelligence Allegations by zerohedge su Scribd

Più dettagli:
E per finire, le note ad opera dell'agente dicono che la campagna Trump ed il Cremlino hanno stabilito uno "scambio di informazioni" per "mutui benefici", e che il legale di Trump, Michael Cohen, ha incontrato in segreto degli ufficiale del Cremlino a Praga nell'agosto 2016.

Tuttavia, Cohen ha smentito velocemente di essere mai stato a Praga, demolendo l'argomento per intero.

"Mai stato a Praga in vita mia. #fakenews", ha tweettato, allegando poi una foto del suo passaporto.
I russi hanno risposto:
Peskov dice ad Intefax...
"L'informazione non è veritiera e non è nient'altro che una totale fabbricazione."

"E' un falso totale, è una completa fabbricazione, totalmente insensata."
Trump tweetta:





E WikiLeaks:

Dean Parker di Russia Insider tuona su Atlantic per dire che in pratica tutti i networks erano a conoscenza delle accuse, ma le hanno mantenute private perché sapevano che si trattava di falsità, ma chi ha deciso di pubblicare queste accuse segrete come se fossero notizie reali ha fatto un vero disastro:
In altre parole la CNN sapeva quanto fosse ridicolo il 'fango' su Trump, ma ha tenuto all'oscuro gli ascoltatori, optando di pretendere che fosse una storia seria. Laddove, perlomeno, BuzzFeed ha dato ai suoi lettori abbastanza informazioni su cui formulare un'opinione personale.

Quindi diamo una sufficienza a BuzzFeed e un 4- alla CNN?

Non secondo The Atlantic. No, il giornale preferito di Obama ha appena sbattuto la porta in faccia a BuzzFeed, e BuzzFeed solo. Apparentemente è OK parlare di un presunto dossier russo segreto ed esplosivo su Trump come ha fatto la CNN, fintanto che non si riveli quanto siano di dubbia origine i contenuti del presunto dossier, come ha fatto BuzzFeed.
...
Il vero problema per The Atlantic è che BuzzFeed ha inavvertitamente rivelato solo quanto siano realmente schifosi e piazzisti i media mainstream. Avrebbero dovuto tenere in piedi una cospirazione del silenzio e sedersi su quel documento, come a detta di The Atlantic hanno fatto la CNN, Politico, Lawfare e molti altri.

E invece ha involontariamente aiutato a sopprimere una notevole storia su Trump che i media mainstream potevano lanciare su tutti i canali per giorni a venire, o anni.

Lo scoop di The Atlantic finisce con una lettura sul perché sia importante per i giornalisti nascondere certe cose al pubblico.
Il Daily Beast ha passato la lamentela all'uomo che 4chan dice di aver trollato, ed che ovviamente ha negato la loro ricostruzione:
Martedì notte Wilson ha negato tutte le dichiarazioni fatte su The_Donald e 4chan in un tweet. "Sbagli se credi 1. a quello a cui sono arrivati /pol 2. che io ero la fonte di Buzzfeed. Provateci ancora, ragazzi" ha scritto.

"L'informazione era in giro mooooooolto prima dei post di 4chan," ha replicato ad un altro utente.

Raggiunto al telefono in prima serata, Wilson ha raccontato al The Daily Beast che le accuse sulla russia "stavano girando prima ancora che qualcuno ne sapesse qualcosa pubblicamente". Ha detto che venivano discusse già da un anno e mezzo fa.

"Trump ha sempre saputo che se ne parlava," ha detto Wilson. "Ha pensato che in qualche modo avrebbe trovato una scappatoia.

"Questa roba è vera ed è cattiva. Sarà un peso che continuerà a portarsi sulle spalle", ha aggiunto.
Roba vera? Questo ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sul conto di Wilson.

Nel frattempo ZeroHedge ha pubblicato la catena di eventi che presumibilmente portano dalla message board di 4chan's fino a McCain, la CNN, e Buzzfeed. Un'immagine senza prezzo include questo:

4chan russian hacking Trump dossier evidence



Dollars

Il Meglio del Web: L'Europa propone "restrizioni sui pagamenti in contanti"

cashless society
© activist post

Dopo l'esperimento dell'India, la Commissione Europea sta portando avanti un'iniziativa per limitare l'uso del contante nell'Unione, adducendo come motivazione la lotta alla criminalità e al terrorismo. Peccato che i dati mostrino che non c'è relazione tra imposizione di banconote di taglio basso e bassa criminalità: anzi, è vero il contrario. L'iniziativa si pone nel solco della più ampia "guerra al contante" che l'élite finanziaria mondiale sta conducendo a una velocità che non si sarebbe immaginata; benché sia basata sulla menzogna di voler combattere la criminalità, il suo obiettivo è in realtà quello di abolire l'anonimato nei pagamenti e di controllare completamente i flussi di denaro, con una limitazione di stampo orwelliano alla libertà e ai diritti fondamentali dei cittadini. Da ZeroHedge.

di Tyler Durden, 27 gennaio 2017


Dopo avere interrotto la produzione di banconote da 500 euro, sembra che l'Europa si stia dirigendo verso il sogno utopico di una società senza contanti. Pochi giorni dopo che l'élite di Davos ha discusso il motivo per cui il mondo ha bisogno di "sbarazzarsi della moneta", la Commissione europea ha presentato una proposta per varare "restrizioni ai pagamenti in contanti".

Con Rogoff, Stiglitz, Summers e altri che chiedono la fine del contante - perché solo i terroristi e gli spacciatori hanno bisogno di contanti (niente a che fare con il controllo totalitario della ricchezza di una nazione) - non siamo sorpresi che appaia questa proposta della Commissione europea (santuario dello statalismo)...
Il 2 febbraio 2016 la Commissione ha pubblicato una Comunicazione al Consiglio e al Parlamento su un piano d'azione per intensificare ulteriormente la lotta al finanziamento del terrorismo (COM (2016) 50). Il piano d'azione si basa sulle norme UE esistenti per adattarsi alle nuove minacce e mira ad aggiornare le politiche dell'UE, in linea con gli standard internazionali. Nel contesto dell'azione della Commissione per estendere il campo di applicazione del Regolamento sui controlli di denaro contante in entrata o in uscita dalla Comunità, si fa riferimento all'opportunità di esplorare l'importanza di potenziali limiti verso l'alto al pagamento in contanti.