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lun, 26 ott 2020
Il Mondo per Coloro che Pensano

Eye 1

Ddl contro fake news, Ziccardi: "Testo liberticida, tra Orwell e Kafka. Punta a controllare dissenso e informazione"

censura online

Un testo confuso, che punta ad attaccare il libero dissenso in rete e confonde fake news e pedopornografia. In più, Internet non è il far west, ma un luogo già "iper regolamentato" dove non deve essere un legislatore o un provider "sceriffo" a censurare le informazioni.
Giovanni Ziccardi, professore di Informatica giuridica all'Università degli Studi di Milano, commenta il ddl contro le fake news presentato nei giorni scorsi al Senato (qui il testo). Una proposta "liberticida" che vuole imporre nuove regole a siti e forum, applicando anche l'aggravante della diffusione a mezzo stampa.

- Da esperto di diritto delle nuove tecnologie, cosa pensa del ddl?

- Credo sia inopportuno, pericoloso e censorio. Nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso. Lo trovo soprattutto impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico. Punta a soffocare il dibattito in rete caricando di responsabilità, burocrazia e sanzioni gli utenti e i provider. Dall'altra parte "salva", per molti versi, i due principali vettori di odio, notizie false e disinformazione di oggi, cioè molti grandi media e politici. Ed equipara fenomeni eterogenei tra loro che richiedono, invece, regolamentazioni specifiche. Infatti nella relazione introduttiva si fa riferimento a "fake news", a espressioni che istigano all'odio e alla pedopornografia. Tre universi molto diversi tra loro.

- Quali sono i punti più critici?

-Partiamo dalle pagine della Relazione introduttiva, dove si spiegano le motivazioni del provvedimento: sono molto chiare, fanno capire bene quale sia l'intento. Già nel titolo, s'individuano tre scopi eterogenei tra loro: prevenire la manipolazione dell'informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l'alfabetizzazione mediatica. Tutti temi con esigenze differenti e che richiedono approcci originali e ben calibrati. Il testo nasconde le sue reali intenzioni di controllo del dissenso. Ed è impreciso, sia dal punto di vista tecnico che giuridico

Che Guevara

Per i miei post rischierò la reclusione

1984 orwell
© tumblr

di Alberto Micalizzi.


Sta sollevandosi un'onda repressiva che ci farà rimpiangere regimi bollati come dittatoriali dalla storia. Questo il comma più preoccupante del testo del DDL presentato il 7 Febbraio 2017 in Senato dall'On. Adele Gambaro (ALA):
Art. 265-bis. - "(Diffusione di notizie false che possono destare pubblico allarme o fuorviare settori dell'opinione pubblica). - Chiunque diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possono destare pubblico allarme, o svolge comunque un'attività tale da recare nocumento agli interessi pubblici o da fuorviare settori dell'opinione pubblica, anche attraverso campagne con l'utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online, è punito con la reclusione non inferiore a dodici mesi e con l'ammenda fino a euro 5.000."
Notare che tale norma non si applica ai giornalisti professionisti ed alle testate registrate. Passi il richiamo alla falsità delle informazioni, su cui si potrebbe ragionare anche per limitare la proliferazione di dati talvolta grossolanamente errati da parte di sedicenti economisti o opinionisti "alternativi", che minano alla base la stessa credibilità dell'intero universo anti-establishment. Ma quello di "notizie esagerate o tendenziose" è un concetto pericoloso in quanto estremante soggettivo, che richiama alla mente veri e propri reati d'opinione con i quali evidentemente non si vuole colpire la notizia infondata, quanto piuttosto il dissenso in generale. Una sorta di grande fratello che ci osserva e decide cosa può essere detto e cosa è vietato.

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DDL Gambaro: arriva la Censura Online

censura
© nonameagency.it
Se foste stati eletti nelle liste di un movimento nato e cresciuto online, se poi fossero successi incidenti, vi avessero espulsi e aveste occupato la legislatura in un lungo pellegrinaggio fra i più cangianti gruppi parlamentari (Misto, Gruppo Azione Partecipazione Popolare, Italia Lavori in Corso...) per poi approdare alla corte di Denis Verdini (sì, il gruppo di Ascari inviati da Berlusconi in missione dall'altra parte dell'emiciclo per tenere in vita i vari governi del PD)...

Se aveste votato la fiducia a qualsiasi ipotesi di governo avesse il coraggio di presentarsi alle camere, e se nonostante questo, a legislatura ormai agli sgoccioli, vi trovaste senza una reale possibilità di essere ricandidati, cosa fareste?

Mettereste la faccia su un disegno di legge che abolisce la libertà di espressione imponendo la censura sui nuovi media? La risposta dipende evidentemente da molti fattori, fra cui il vostro appetito, il vostro amor proprio, ed ovviamente la qualità della vostra faccia. La senatrice Gambaro, per fare un esempio, ha questa faccia qui:

gambaro

Sono simpatica e innocua: salvo per il fatto che vi tolgo il diritto di espressione

Commenta: Brexit, la vincita di Trump, la vincita del No al referendum costituzionale italiano, tre eventi politici e sociali importanti dell'anno scorso dove è prevalsa la voce del popolo e non quella dell'élite, cosa mai sentita fino ad oggi, tutto questo è stato possibile in gran parte grazie ad Internet, grazie alle fonti d'informazione e alle notizie alternative ONLINE, che attraverso le loro informazioni obiettive hanno raggiunto i cuori e le menti di TANTE persone e che di conseguenza hanno aperto gli occhi a tanti che hanno cominciato a vedere le macchinazioni dei burattinai dietro le quinte. Roba da far preoccupare parecchio l'élite, ed è per questo che l'UE, la Germania, gli Stati Uniti, la Francia e l'Italia stanno cercando di adottare disegni di legge per "combattere le fake news e la propaganda", che non è nient'altro che un pretesto per censurare ed impedire alla comunità delle notizie alternative online di diffondere la VERITA' ed aprire gli occhi alla gente. Dobbiamo combattere ed impedire loro di censurarci, di assoggettarci e di farci diventare schiavi totali del sistema. Dobbiamo combattere "con la penna", la violenza non serve a niente e è servita mai a nessuno dei movimenti o alle rivoluzioni del passato...


Crusader

Il discorso "profetico" di Vladimir Putin a Monaco: 10 anni dopo

putin
© Sputnik. Dmitry Astakhov

Il 10 febbraio 2007 Vladimir Putin è intervenuto a Monaco di Baviera durante la Conferenza sulla Sicurezza. Questo discorso del presidente russo è stato definito da molti analisti "storico" ed è stato paragonato all'intervento di Churchill a Fulton, con cui iniziò la guerra fredda.


Putin è stato il primo leader di un Paese dopo lo scioglimento dell'Urss ad aver parlato chiaramente delle questioni chiave della politica mondiale. Ha duramente criticato il modello di mondo unipolare, l'uso ingiustificato e sproporzionato della forza contro gli altri Stati, l'espansionismo verso est della NATO e la politica estera degli Stati Uniti.

"Il discorso di Monaco di Putin, rivolto ai politici e statisti europei e americani, ha lanciato il processo di sovranità della politica russa," — ha detto in un'intervista con RT il direttore del Centro per l'informazione politica Alexey Mukhin.

Questa posizione indipendente della Russia non è piaciuta a molti in Occidente. Dopo l'intervento di Putin a Monaco di Baviera, nei media occidentali sono iniziati a diffondersi umori russofobici, Putin e la Russia sono diventati il bersaglio della guerra d'informazione che dieci anni dopo avrebbe acquisito proporzioni senza precedenti come si vede oggi.

"Hanno iniziato a demonizzare la figura di Putin, — ha sottolineato Mukhin, — e la Russia è andata incontro ad un forte antagonismo dell'establishment occidentale in tutte le direzioni."

Bad Guys

Lo "Schema Soros" e l'immigrazione indotta

George Soros left glare
1, 2, 3... TANA PER SOROS!

Per carità, sarà solo un caso, una coincidenza di quelle che servono agli scettici per dimostrare che non c'è un senso nelle cose. Fatto sta che ogni volta che la società civile, gli umanitaristi della domenica, le sentinelle democratiche scendono in piazza contro il cattivo di turno (che si chiami Putin, Trump o Marine Le Pen), dietro a loro fa capolino la faccia di Soros o meglio, il suo portafoglio.

Anche nell'ultimo caso, quello del Decreto esecutivo sull'immigrazione voluto da Trump, le proteste inscenate in tutta America sono state organizzate da gruppi mantenuti con i soldi del filantropo miliardario.

Come ha evidenziato Aaron Klein su Breitbart, gli avvocati che hanno messo in piedi le azioni legali contro il Decreto Trump, appartengono a tre associazioni per i diritti degli immigrati: la ACLU (American Civil Liberties Union), il National Immigration Law Center e l'Urban Justice Center. Tutte e tre sono finanziate, per milioni di dollari, dalla Open Society di Soros (la ACLU addirittura ha ricevuto 50 milioni solo nel 2014).

Una delle avvocatesse in prima linea nella battaglia legale, Taryn Higashi, è componente dell'Advisory Board dell'Inziativa per l'Immigrazione Internazionale della Open Society.

Dopo le manifestazioni di protesta all'indomani del voto e la Marcia delle Donne, questa è la terza iniziativa anti-Trump che vede la ragnatela di Shelob/Soros dispiegarsi contro quella parte dell'America colpevole di non aver votato la sua candidata in busta paga, Hillary Clinton.

Come direbbe Poirot: "una coincidenza è solo una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze sono una prova"; e se ci aggiungiamo anche la famosa battaglia contro le "fake-news" che inquinano la purezza dell'informazione mainstream (salvo poi scoprire che a produrre fake news è proprio il mainstream), diciamo che abbiamo la quasi certezza che a Soros non è andata molto giù l'elezione di Trump.

Smiley

CIA, Obama ed i grandi media trollati dalla fanfiction di 4chan che dipinge Donald Trump ricattato dalle spie russe

cia troll
Sfidando qualsiasi ragione e dovere giornalistico, BuzzFeed può aver raggiunto il Washington Post nel promettente mercato delle Fake News (false notizie), pubblicando accuse in cui il Presidente-eletto Donald Trump ha "stretti legami con la Russia" — ma le affermazioni sorprendentemente senza corpo sembrano essersi rivelate nella maniera più esilarante possibile.

"Un dossier, compilato da una persona che ha affermato di essere un ex ufficiale dell'intelligence britannica, sostiene che la Russia è in possesso di affermazioni compromettenti su Trump. Le accuse non sono verificate, ed il rapporto contiene degli errori," il collaborativo articolo di BuzzFeed così asserisce.

Notando puntualmente la dubbia qualità delle informazioni presentate, BuzzFeed sceglie di pubblicare il logoro 'dossier' senza avere alcuna prova della sua legittimità — e la corsa per il forse dannato Trump, prima della sua imminente inaugurazione, con esitazione è stata screditata da una delle fonti più improbabili: 4Chan.

Per primo, ZeroHedge notava i contenuti dell'originale dossier,

"Per quelli che hanno fretta, ecco la migliore - e più ridicola - parte, in cui si discute delle 'perversioni sessuali e personali ossessioni di Trump', in cui veniamo a sapere che durante il soggiorno al Ritz Carlton Moscow hotel, per lordare un letto su cui si era coricato in precedenza Obama, ha assunto un certo numero di prostitute per mettere in scena uno spettacolo di 'fontanelle dorate' al suo cospetto. Bella roba."

Commenta: Per le immagini sulle 'prove' che circondano queste accuse: Trump Intelligence Allegations by zerohedge su Scribd

Più dettagli:
E per finire, le note ad opera dell'agente dicono che la campagna Trump ed il Cremlino hanno stabilito uno "scambio di informazioni" per "mutui benefici", e che il legale di Trump, Michael Cohen, ha incontrato in segreto degli ufficiale del Cremlino a Praga nell'agosto 2016.

Tuttavia, Cohen ha smentito velocemente di essere mai stato a Praga, demolendo l'argomento per intero.

"Mai stato a Praga in vita mia. #fakenews", ha tweettato, allegando poi una foto del suo passaporto.
I russi hanno risposto:
Peskov dice ad Intefax...
"L'informazione non è veritiera e non è nient'altro che una totale fabbricazione."

"E' un falso totale, è una completa fabbricazione, totalmente insensata."
Trump tweetta:





E WikiLeaks:

Dean Parker di Russia Insider tuona su Atlantic per dire che in pratica tutti i networks erano a conoscenza delle accuse, ma le hanno mantenute private perché sapevano che si trattava di falsità, ma chi ha deciso di pubblicare queste accuse segrete come se fossero notizie reali ha fatto un vero disastro:
In altre parole la CNN sapeva quanto fosse ridicolo il 'fango' su Trump, ma ha tenuto all'oscuro gli ascoltatori, optando di pretendere che fosse una storia seria. Laddove, perlomeno, BuzzFeed ha dato ai suoi lettori abbastanza informazioni su cui formulare un'opinione personale.

Quindi diamo una sufficienza a BuzzFeed e un 4- alla CNN?

Non secondo The Atlantic. No, il giornale preferito di Obama ha appena sbattuto la porta in faccia a BuzzFeed, e BuzzFeed solo. Apparentemente è OK parlare di un presunto dossier russo segreto ed esplosivo su Trump come ha fatto la CNN, fintanto che non si riveli quanto siano di dubbia origine i contenuti del presunto dossier, come ha fatto BuzzFeed.
...
Il vero problema per The Atlantic è che BuzzFeed ha inavvertitamente rivelato solo quanto siano realmente schifosi e piazzisti i media mainstream. Avrebbero dovuto tenere in piedi una cospirazione del silenzio e sedersi su quel documento, come a detta di The Atlantic hanno fatto la CNN, Politico, Lawfare e molti altri.

E invece ha involontariamente aiutato a sopprimere una notevole storia su Trump che i media mainstream potevano lanciare su tutti i canali per giorni a venire, o anni.

Lo scoop di The Atlantic finisce con una lettura sul perché sia importante per i giornalisti nascondere certe cose al pubblico.
Il Daily Beast ha passato la lamentela all'uomo che 4chan dice di aver trollato, ed che ovviamente ha negato la loro ricostruzione:
Martedì notte Wilson ha negato tutte le dichiarazioni fatte su The_Donald e 4chan in un tweet. "Sbagli se credi 1. a quello a cui sono arrivati /pol 2. che io ero la fonte di Buzzfeed. Provateci ancora, ragazzi" ha scritto.

"L'informazione era in giro mooooooolto prima dei post di 4chan," ha replicato ad un altro utente.

Raggiunto al telefono in prima serata, Wilson ha raccontato al The Daily Beast che le accuse sulla russia "stavano girando prima ancora che qualcuno ne sapesse qualcosa pubblicamente". Ha detto che venivano discusse già da un anno e mezzo fa.

"Trump ha sempre saputo che se ne parlava," ha detto Wilson. "Ha pensato che in qualche modo avrebbe trovato una scappatoia.

"Questa roba è vera ed è cattiva. Sarà un peso che continuerà a portarsi sulle spalle", ha aggiunto.
Roba vera? Questo ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sul conto di Wilson.

Nel frattempo ZeroHedge ha pubblicato la catena di eventi che presumibilmente portano dalla message board di 4chan's fino a McCain, la CNN, e Buzzfeed. Un'immagine senza prezzo include questo:

4chan russian hacking Trump dossier evidence



Dollars

L'Europa propone "restrizioni sui pagamenti in contanti"

cashless society
© activist post

Dopo l'esperimento dell'India, la Commissione Europea sta portando avanti un'iniziativa per limitare l'uso del contante nell'Unione, adducendo come motivazione la lotta alla criminalità e al terrorismo. Peccato che i dati mostrino che non c'è relazione tra imposizione di banconote di taglio basso e bassa criminalità: anzi, è vero il contrario. L'iniziativa si pone nel solco della più ampia "guerra al contante" che l'élite finanziaria mondiale sta conducendo a una velocità che non si sarebbe immaginata; benché sia basata sulla menzogna di voler combattere la criminalità, il suo obiettivo è in realtà quello di abolire l'anonimato nei pagamenti e di controllare completamente i flussi di denaro, con una limitazione di stampo orwelliano alla libertà e ai diritti fondamentali dei cittadini. Da ZeroHedge.

di Tyler Durden, 27 gennaio 2017


Dopo avere interrotto la produzione di banconote da 500 euro, sembra che l'Europa si stia dirigendo verso il sogno utopico di una società senza contanti. Pochi giorni dopo che l'élite di Davos ha discusso il motivo per cui il mondo ha bisogno di "sbarazzarsi della moneta", la Commissione europea ha presentato una proposta per varare "restrizioni ai pagamenti in contanti".

Con Rogoff, Stiglitz, Summers e altri che chiedono la fine del contante - perché solo i terroristi e gli spacciatori hanno bisogno di contanti (niente a che fare con il controllo totalitario della ricchezza di una nazione) - non siamo sorpresi che appaia questa proposta della Commissione europea (santuario dello statalismo)...
Il 2 febbraio 2016 la Commissione ha pubblicato una Comunicazione al Consiglio e al Parlamento su un piano d'azione per intensificare ulteriormente la lotta al finanziamento del terrorismo (COM (2016) 50). Il piano d'azione si basa sulle norme UE esistenti per adattarsi alle nuove minacce e mira ad aggiornare le politiche dell'UE, in linea con gli standard internazionali. Nel contesto dell'azione della Commissione per estendere il campo di applicazione del Regolamento sui controlli di denaro contante in entrata o in uscita dalla Comunità, si fa riferimento all'opportunità di esplorare l'importanza di potenziali limiti verso l'alto al pagamento in contanti.

Eye 2

C'è un giudice a Trani

giulietto chiesa
© Flickr
E' il pubblico Ministero Michele Ruggiero che ha esercitato il suo dovere di "controllore pubblico" portando in giudizio Fitch e Standard &Poor's, due delle tre agenzie di rating che hanno tormentato l'Italia e che hanno agito come aguzzini al servizio dei grandi poteri finanziari del mondo intero.

Adesso lo sappiamo già, con tutti i necessari dettagli, in attesa che il Tribunale di Trani lo confermi.

Le accuse a loro carico sono pesantissime e mettono in discussione prima di tutto l'arbitrarietà totale dei loro giudizi. Alla quale si aggiunge un lungo elenco di clamorose manipolazioni dei dati disponibili, scelti apparentemente a caso, in realtà funzionali a creare le condizioni per una crisi politica, cioè tali da essere usati come strumenti per un ricatto. Detto in altri termini, i funzionari delle due agenzie hanno lavorato per conto terzi, colpendo direttamente la sovranità nazionale dell'Italia e sottoponendo il suo popolo (non solo i risparmiatori) a pesanti conseguenze economiche e sociali negli anni successivi, fino ad oggi.

I fatti specifici risalgono alla deliberazione di questi stranissimi "giudici", che nessuno ha mai eletto, che condusse al duplice taglio del rating dell'Italia del gennaio 2012. "Giudici" assai poco qualificati, ma nominati dei centri onnipotenti della finanza mondiale, se è vero — come il PM Ruggiero ha abbondantemente dimostrato nella sua requisitoria di oltre 9 ore — che propalarono al mondo intero la loro "preoccupazione" per il "troppo alto" livello del debito pubblico e bancario italiano verso creditori esteri. Ciò mentre tutti i dati, tra cui quelli del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea indicavano il contrario.

Cult

Giovanna Botteri dagli Stati Uniti: tre bufale in un minuto.

Giovanna Botteri

Vi riportiamo un ottimo fact-checking di Mazzucco di luogocomune.net sul servizio dell'inviata Rai negli Stati Uniti Giovanna Botteri a proposito della prima conferenza stampa rilasciata da Trump.


Il video di Mazzucco si conclude con questa domanda, che facciamo nostra: "ma perché i cittadini italiani devono pagare il canone per pagare lo stipendio a persone come la Botteri che distorcono sistematicamente quello che ci raccontano?".

Perché?


War Whore

Le confessioni del criminale John Kerry

johhny boy

«Sotto i nostri occhi» - Cronaca di politica internazionale n°219


di Thierry Meyssan.

La guerra contro la Siria è il primo conflitto dell'epoca informatica a durare oltre sei anni. Numerosissimi documenti che sarebbero dovuti rimanere a lungo segreti sono già stati pubblicati. Benché siano stati divulgati [in misura diversa, ndt] in Paesi diversi e l'opinione pubblica non abbia così potuto prenderne piena consapevolezza, essi consentono sin da ora una ricostruzione degli avvenimenti. La pubblicazione della registrazione di quanto dichiarato da John Kerry in privato, a settembre scorso, rivela la politica del Dipartimento di Stato americano e costringe tutti gli osservatori, noi compresi, a rivedere le proprie analisi.