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Quenelle

Il Meglio del Web: Un membro del Congresso Usa denuncia la doppia morale degli Stati Uniti nei confronti della Russia

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© l'antidiplomatico.it"I russi dovevano essere nostri amici, li abbiamo trattati con ostilità"
La demonizzazione, il doppio standard applicato dagli Stati Uniti alla Russia e il rifiuto di cooperare con il presidente russo in Medio Oriente e in altre aree di conflitto hanno notevolmente peggiorato la situazione, sostiene Dana Rohrabacher, un membro repubblicano del Congresso.

Rohrabacher ha protestato per la mancanza di cooperazione di Washington con il Cremlino, in particolare sulla questione della Siria e del Medio Oriente.

In una riunione sulla politica estera tenuta mercoledì 4 novembre al Congresso degli Stati Uniti, ha detto che
"la doppia morale con cui giudichiamo la Russia, su cui basiamo la nostra politica, ci ha causato gravi danni."
"Se avessimo sempre lavorato con i russi in buona fede, credo che la situazione in Medio Oriente sarebbe stata completamente diversa, e migliore, più stabile."

Commenta: Questo è il secondo politico statunitense che ha "osato" a criticare la politica estera statunitense in Siria e Russia. E possibile che stiamo osservando dei cambiamenti sul palcoscenico politico globale, dove anche quelli che lavorano per il governo Americano si decidono di opporre resistenza denunciando la propaganda, le menzogne e la brutalità dell'Impero Americano?




War Whore

Il Meglio del Web: Incomincia l'invasione americana della Siria

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© neweasternoutlook.com
Come avevamo già messo in guardia nel giugno 2015, gli Stati Uniti hanno annunciato ufficialmente che inizieranno le operazioni terrestri in Siria utilizzando le Forze Speciali. Il Washington Post nel suo articolo "Obama tenta di intensificare le operazioni in Siria con le truppe per le operazioni speciali" riporta che:
Il presidente Obama sta inviando un piccolo contingente di Forze Speciali nel nord della Siria, attuando così il primo effettivo dispiegamento di truppe degli Stati Uniti in quel caotico paese. La missione mostra un cambiamento profondo nella strategia di Obama, la cui determinazione nello sconfiggere lo Stato Islamico in Iraq è sempre stata controbilanciata dalla costante preoccupazione di non consentire un coinvolgimento troppo marcato delle truppe statunitensi nell'irrisolvibile conflitto siriano. Gli ultimi sviluppi coinvolgeranno meno di 50 istruttori delle Forze Speciali che opereranno con i gruppi della resistenza che combattono lo Stato Islamico nel nord della Siria, ma, secondo i funzionari dell'amministrazione Obama, non saranno coinvolti in combattimenti diretti.


L'ingresso delle Forze Speciali in Siria è solo l'inizio


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© neweasternoutlook.com
Se da una parte gli Stati Uniti asseriscono che questa mossa serve a "sconfiggere lo Stato Islamico (ISIS)", dall'altra questa è invece una chiara manovra per instaurare in Siria le tanto agognate zone "tampone" o "di sicurezza", dove al governo siriano sarebbe impedita ogni operazione. Sicuramente, per dare copertura a queste Forze Speciali verrebbe usata anche la forza aerea degli Stati Uniti, creando, nelle aree in cui essi sarebbero operativi, una zona di non sorvolo a tutti gli effetti.

La mappa che accompagna l'articolo del Washington Post mostra chiaramente come il territorio dell'ISIS comprenda a malapena l'ultimo corridoio utile per far arrivare i rifornimenti a questo gruppo terroristico (e anche ad altri, compresi al-Qaeda e al-Nusra) dal territorio della Turchia, paese membro della NATO. E' molto probabile che le Forze Speciali americane comincino le operazioni in queste aree e nelle zone che verranno liberate in seguito, man mano che l'operazione americana si espande.

Il probabile risultato, se queste operazioni avranno successo, sarà la divisione e la distruzione della Siria come stato-nazione. Questa è qualcosa di più di una semplice ipotesi, è una conclusione ricavata da documenti politici, datati e firmati, del Brookings Institution, che aveva chiesto l'istituzione di queste zone fin dall'inizio del 2012, anche se con altri pretesti artificiosi.

Megaphone

Il Meglio del Web: La Libia quattro anni dopo la morte di Gheddafi

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© Sputnik
Com'è la Libia senza il "dittatore" Gheddafi? Secondo tutti i punti di vista nella Libia del post-Colonnello si vive molto peggio che in passato e soprattutto la pace sembra lontana con un paese diviso tra bande armate e almeno tre poteri: quello di Tobruk, quello di Tripoli e quello delle bande islamiche. Strano, senza Gheddafi il destino dei libici non doveva essere roseo e democratico?

Esattamente quattro anni fa Muammar Gheddafi veniva linciato nei pressi di Sirte da una banda di "ribelli", quelli che giornalisti e media hanno cercato di farci passare per dei bravi ragazzi in blue jeans che, assetati di libertà e di occidente volevano eliminare il tiranno cattivo. A quattro anni dall'eliminazione fisica del Colonnello amico di Mandela però, la situazione in Libia è peggiorata piuttosto che migliorare e della democrazia non ve n'è traccia anche senza Gheddafi. Nessuno però ha la minima intenzione di fare mea culpa, nessuno ha intenzione di chiedere scusa per quello che è stato deciso in Libia, ovvero di distruggere dall'oggi al domani un governo legittimo per distruggere il paese e sostanzialmente scatenare il caos.

Evidentemente il caos è utile per coloro che hanno intenzione di mettere le mani sui giacimenti petroliferi e sulle ricchezze del Paese, ed è esattamente quello che è stato fatto. In un Paese diviso tra tre diversi poteri, Tripoli, Tobruk e Isis, gli unici che si mostrano volenterosi di combattere gli estremisti islamici, ovvero i membri del Parlamento di Tobruk, sono anche gli unici ad avere un embargo da parte dell'Occidente che gli impedisce di combattere materialmente l'Isis.

Ora si parla di prospettive di pace con Onu e Ue che vorrebbero sostenere il "Governo di Accordo Nazionale" libico nei primi 40 giorni di vita, ma intanto si è creato uno Stato fallito, l'ideale per gli appetiti dell'Isis che guardacaso si è diffuso in tutti quei paesi vittime dei disegni dell'Occidente: Libia, Siria, Iraq e Afghanistan.

Sarà un semplice caso? Secondo noi assolutamente no, e mentre l'Occidente si mette a posto la coscienza cercando di favorire la pace, è indubitabile che i terroristi islamici crescano nell'incertezza. E soprattutto, se è l'Europa che ha sostanzialmente voluto questo scenario per la Libia, perchè ora avrebbe interesse ad aiutare? Gheddafi aveva detto chiaramente che l'unica alternativa al suo governo sarebbe stato il caos e il terrorismo, ma probabilmente lo sapevano già tutti ed era esattamente quello che volevano ottenere eliminando il Colonnello e la Libia.

Commenta: Per saperne di più sulla distruzione micidiale della Libia e i massacri di massa dei suoi abitanti dagli Stati Uniti, UE e NATO consigliamo al lettore di leggere questo articolo(in inglese): NATO Slaughter: James and Joanne Moriarty expose the truth about what happened in Libya
o ascoltare la puntata SOTT Radio Show(in inglese) dove sono stati intervistati James & JoAnne Moriarty, testimoni oculari di ciò che è accaduto realmente in Libia durante la cosiddetta guerra civile scoppiata nel 2011: Behind the Headlines: Truth about Libya - Interview with James & JoAnne Moriarty


Star of David

Il Meglio del Web: La Soluzione Finale? Israele regolerà i conti e revocherà i diritti ai palestinesi

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© moronwatch.net
"Il terrorismo non paga[...] Israele è qui per restare, per sempre, che i nostri nemici lo vogliano o meno". Queste le parole di Benjamin Nethanyau pronunciate martedì alla Knesset. Il premier ha nuovamente chiesto ai dirigenti dell'Autorità Palestinese di smetterla di fomentare le violenze riguardo alle "legittime" azioni di auto difesa degli israeliani aggrediti dai terroristi.
"Israele regolerà i conti con gli assassini, con chi tenta di ammazzare innocenti e con coloro che li incoraggiano. Non solo revocheremo i loro diritti, ma faremo loro pagare fino in fondo le loro responsabilità. Useremo tutti i mezzi necessari per riportare tranquillità ai cittadini di Israele".
Le nuove misure di sicurezza sono state comunicate nel corso della notte: la polizia israeliana sarà autorizzata ad imporre la chiusura di interi quartieri palestinesi di Gerusalemme qualora avvenissero scontri con le forze dell'ordine, questi quartieri saranno sorvegliati anche da unità dell'esercito. Altre 300 guardie private presidieranno il trasporto pubblico. Per i palestinesi responsabili di attacchi è prevista la revoca del diritto di residenza a Gerusalemme, la demolizione delle loro case e la confisca delle proprietà. I corpi dei palestinesi responsabili degli attacchi non saranno più restituiti alle famiglie ma saranno sepolti in segreto, onde evitare funerali di massa e conseguenti proteste.

Megaphone

Il Meglio del Web: Intervento russo contro il terrorismo in Siria: tutte le dichiarazioni dei media occidentali rivelatesi false

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Un drone in Turchia, missile in Iran, truppe terrestri russe in Siria ed altre bugie smascherate.


Rispetto alla propaganda incontrastata del passato, in grado di farvi accettare, passivamente, indicibili crimini contro l'umanità della Nato (Usa e fedeli schiavi), nello scacchiere internazionale di oggi qualcosa di molto importante è accaduto. Più che i nuovi Jet e i nuovi carri armati che esaltano in molti oggi della Russia di Putin, il Cremlino ha compiuto una rivoluzione storica con la costruzione di una rete di informazione - il canale e il sito web Russia Today, presente ormai anche in spagnolo, francese e tedesco - in grado di costruire una forza pari e contraria alla corporation delle menzogne dei media occidentali. Si tratta chiaramente di una fonte di parte, ma, del resto, esattamente come tutte le fonti che leggete ogni giorno. Non esistono fonti imparziali. Quando batte una notizia l'Ansa credete che lo faccia in modo imparziale? Per non parlare, chiaramente, di chi nel nostro paese difende tanto l'Albo dei giornalisti, da Repubblica a Corriere: pensate ancora che quello che leggete su quei giornali sia fonte imparziale? Fonti imparziali non esistono, spetta ad ognuno il dovere morale e la curiosità di porsi domande, cercando risposte tra tutte le fonti esistenti.

Ecco oggi, rispetto al passato, è proprio questa ricerca che è finalmente possibile. Rispetto al passato totalizzante della propaganda di massa che vi ha fatto credere che in Iraq vi fossero armi di distruzione di massa puntate sull'occidente o che Gheddafi fosse il responsabile di un eccidio del suo popolo, queste menzogne possono essere rivelate al mondo attraverso canali che arrivano a milioni e milioni di persone.

Stormtrooper

Il Meglio del Web: Frattanto, nell'Ucraina occupata dai nazisti

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I drammatici sviluppi in Siria hanno in qualche modo fatto passare in secondo piano quello che succede nell'Ucraina occupata dai nazisti. In verità, laggiù non è successo nulla di veramente "importante", ma questo da solo è un progresso importante ed un caso di "nessuna nuova, buona nuova".

Banderastan

Ricordate quanto siamo andati vicino ad un attacco Ukronazi solo qualche mese o qualche settimana fa? L'attacco non si è mai materializzato. Questa, lo ribadisco, è la notizia più importante e qualcosa che la maggior parte di noi non avrebbe mai osato sperare. Dopo tutto, gli Ukronazi avevano concentrato lunga la linea di contatto una forza molto consistente (qualcuno direbbe "gonfiata"), la retorica proveniente da Kiev era anche peggiore del solito e c'erano tutti i sintomi che la giunta fosse pronta ad attaccare in qualunque momento. Poi sono successe due cose. Primo, è abbastanza evidente che la Merkel e Hollande hanno detto a Poroshenko che se avesse lanciato ancora un altro attacco, molto probabilmente ne sarebbe uscito sconfitto e che loro non avrebbero potuto salvarlo con un "Minsk 3".

Secondo, gli analisti militari americani ed ucraini hanno probabilmente comunicato a Poroshenko che l'esercito Ukronazi non aveva semplicemente i mezzi per sconfiggere i Novorussi. Tradotto in termini politici, questo significa che un attacco della giunta al Donbass non sarebbe sufficiente per costringere la Russia ad intervenire direttamente ed apertamente e questo renderebbe inutile tutta l'operazione.

Vader

Flashback Il Meglio del Web: Una finestra nella mente di un Dittatore Scientifico

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La raffinatezza della tirannia e del controllo all'interno di una scienza è il sogno a cui aspira il dittatore scientifico del XXI secolo. Lo studio della natura umana, della psicologia e della biologia lo aiuta nella sua ricerca. Quello che leggerete qui è una piccola finestra nella mente di un dittatore scientifico. In combinazione con il potere centralizzato e con il sempre più rapido progresso della tecnologia, la capacità di gruppi sempre più piccoli di esercitare potere su un numero effettivo più grande di persone è un pericolo reale. CS Lewis scrisse nel 1944:"Il quadro reale è quello di un'era predominante...che si oppone a tutte le ere precedenti con maggior successo...La conquista della natura da parte dell'uomo, se vengono realizzati i sogni di qualche pianificatore scientifico, significa il dominio di poche centinaia di uomini su miliardi e miliardi di persone."

Ponerologia Politica

"...la distruzione biologica, morale, psicologica ed economica di questa maggioranza di persone normali è una necessità "biologica" dei patocrati..."

Better Earth

Il Meglio del Web: Caro Putin: Una lettera di supporto al presidente della Russia per contrastare gli USA e ISIS in Medio Oriente

La seguente lettera è indirizzata al presidente russo Vladimir Putin a nome dei cittadini del mondo che sono grati per il ruolo che Putin e la Russia hanno preso a sostegno del presidente siriano Bashar al-Assad e alla lotta contro il terrorismo sponsorizzato dagli USA.

Putin si è dimostrato essere uno statista e uomo politico di primo ordine e ha fatto più di chiunque altro sulla scena mondiale, non solo per il proprio paese, ma il mondo in generale, contrastare l'arroganza e avidità dell'impero americano. La quantità di menzogne e subdole aggressioni rivolte contro Putin sono state straordinarie e praticamente senza precedenti. Il coinvolgimento della Russia in Siria ha rinvigorito solo chi attaccava. Ma ora le loro parole suonano ancor più vuote. La Russia sembra aver messo l'Occidente in scacco matto, e tutto ciò che possono fare è guardare e fare chiacchiere mentre i loro piani cadono a pezzi.

Incoraggiamo tutti i nostri lettori a prendere posizione per ciò che è giusto e firmare la lettera. Noi lo abbiamo fatto!

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Caro Presidente Putin,

Come membri della comunità globale basata sulla realtà, vorremmo estendere il nostro apprezzamento e sostegno alla decisione della Federazione russa di fornire assistenza umanitaria e militare in Siria, alle sue forze armate e al suo leader democraticamente eletto, il presidente Bashar al-Assad, nella lotta contro i terroristi internazionali sostenuti dagli Stati Uniti.

Il lancio di attacchi aerei diretti contro i terroristi ISIL in Siria arriva in un momento critico,1 proprio come il ruolo centrale che ha avuto la Russia nel prevenire un intervento militare Occidentale nel 2013. Come voce della ragione e forza per la giustizia, ora vi ringraziano e vi sostengono siriani, russi e tutte le persone di coscienza del mondo.

Dal 2011, i leader Occidentali sono stati determinati nel trasformare la Siria in uno stato fallito. Si sono spinti fino al punto di fornire finanziamenti, addestramento e armi a mercenari stranieri che hanno intrapreso una brutale campagna di terrore contro il popolo siriano e il loro legittimo governo.2 Queste forze terroristiche e fanatici religiosi non rappresentano la volontà del popolo siriano, la maggioranza dei quali supporta il presidente Assad. Come lei ha detto nel suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che è per il popolo siriano, ed è soltanto il popolo siriano a decidere chi li debba governare.

Light Sabers

Il Meglio del Web: Diritto Internazionale in Siria: chi lo osserva e chi lo viola

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Putin e Obama, avventura in Siria: tra i due litiganti... il diritto gode solo a metà


Abbiamo iniziato la settimana con i raid francesi in Siria, la stiamo chiudendo con quelli russi. Senza andare troppo per il sottile: chi lo sta facendo legittimamente (dal punto di vista giuridico) e chi no?

In questa situazione entrano in gioco alcuni dei principi basilari del diritto internazionale, ma principi semplicissimi, che in confronto le tabelline che impariamo alle scuole elementari potrebbero sembrare questioni astrofisiche:

1. Il divieto di uso della forza;

2. Il divieto di ingerenza negli affari interni di un altro Stato.


La battaglia di Solferino del 1859 aveva portato alla creazione della Croce Rossa Internazionale e aveva indotto gli Stati a ripensare le metodologie della guerra, di modo che nei conflitti a venire si rispettasse in un certo qual modo la dignità umana, evitando di infliggere sofferenze inutili ai combattenti. Così piano piano si arrivò alle normative, tuttora in vigore, sul diritto di guerra (Convenzioni dell'Aja del 1899 e del 1907) e su come si conducono le ostilità.Tuttavia gli eventi della I guerra mondiale dimostrarono che esse non erano sufficienti e, con la nascita della Società delle Nazioni, si istituì un primo divieto di ricorso alla forza armata. Esso, ovviamente, non era un divieto assoluto, ma prevedeva che - nel momento in cui uno "sgarbo" tra Stati rischiava di portare al conflitto - questi non ricorressero subito all' arme ma cercassero una soluzione alternativa per almeno tre mesi (si parlava di procedura di cooling off, cioè "raffreddamento" delle tensioni). Il passo successivo fu fatto nel 1928, con un patto bilaterale tra Francia e USA, il Patto Briand - Kellogg, in cui il divieto divenne un po' più forte. Ciò tuttavia non impedì la guerra italiana in Etiopia o l'invasione giapponese della Manciuria, né tantomeno lo scoppio della II guerra mondiale.

War Whore

Il Meglio del Web: SOTT Esclusiva: l'Occupazione Americana della Corea - Un verdetto dimenticato per una guerra dimenticata

daejeonmssacro
Il recente battibecco tra Nord e Sud Corea - scatenato dopo che due soldati Sudcoreani sono stati gravemente feriti dalle mine nella zona smilitarizzata - è stato risolto, ma la divisione del paese che dura da 60 anni rimane ad oggi più volatile che mai. I miei antenati sono dalla Corea del 'Nord', ma emigrarono verso l'Estremo Oriente della Russia quando non c'era né la Corea del 'Nord' né quella del 'Sud', solo la Corea. Mio nonno, che ha combattuto nella Guerra di Corea, era un russo, ma coreano di etnia. È stato nominato il maggiore generale dell'Esercito di RPDC verso la fine della guerra. La sua famiglia, tra cui mia madre, ha vissuto a Pyongyang dal 1947 fino al 1958, ad eccezione di un periodo di tre anni, dal 1951, quando presero rifugio nel consolato Russo della Manciuria.

Mia nonna ha insegnato il russo all'Associazione culturale Russia-Corea. Ha lavorato anche come ragioniera presso la Croce Rossa in Corea. Mia madre ha frequentato la scuola di Pyongyang e quella del consolato russo in Manciuria. Mio nonno fu nominato comandante della divisione corrazzata sovietica quando morì il suo ex comandante (che era amico di mio nonno). In prima linea, ha combattuto con la divisione del Battaglione 17, ed è stato premiato con numerose medaglie e ordini al merito da URSS, Corea e Mongolia.