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mar, 27 ott 2020
Il Mondo per Coloro che Pensano

Gold Coins

Come Porteranno Via la Vostra Ricchezza

ricchi vs poveri

Premessa:
I consumatori americani sostengono da soli il 18 per cento del prodotto lordo mondiale (per questo sono così obesi). Per tutti questi anni di recessione hanno mantenuto i consumi alti (e sostenuto eroicamente l'economia mondiale), nonostante i redditi e salari calanti, al solito modo: indebitandosi. Mutui per la casa, rate per il SUV; studenti che s'indebitano per pagarsi l'università, contando che poi guadagneranno abbastanza per estinguerlo negli anni; e quando non si arriva a fine mese, debiti sulla carta di credito: un debito che ha raggiunto i mille e passa miliardi di dollari. Con quelli delle auto (1200 miliardi) e quelli studenteschi (1400), sono cifre spaventose, che gravano su ogni busta paga - per chi ce l'ha. Chi ha una busta paga, se la vede decurtare dai prelievi dei creditori. Alla fin fine, non rimane più niente. Gli americani non possono indebitarsi di più.

"Una singola spesa imprevista, come un pneumatico che esplode o una visita dal medico, manderebbe all'aria la maggior parte delle persone", scrive Mazzalai.

Voi capite il dramma angoscioso della finanza: una riduzione anche modesta delle spese del consumatore americano andrebbe a ripercuotersi in una caduta del Pil mondiale.

E non solo quello. Già cominciano a risalire i pignoramenti di immobili, le insolvenze sui debiti del college, i fallimenti sulle carte di credito. Si sta tornando al 2008 e alla crisi dei subprime, quando le banche che avevano indebitato gente che non poteva permettersi di pagare un mutuo, avevano girato il credito (e il suo rischio) ad ignari fondi di investimento, che pensavano così di lucrare gli interessi. Ciò che non avvenne, perché milioni di debitori non furono in grado di pagare i ratei del mutuo.

La cosa peggiore però per la finanza globale è un'altra. Ricordiamo la verità fondamentale: il 98 per cento del 'denaro' è creato dalle banche. Le quali creano denaro dal nulla indebitando il prossimo. Se il prossimo non s'indebita più, scompare denaro. Se il prossimo diventa insolvente, è ancora denaro che scompare.

Padlock

La censura avanza: YouTube tappa la bocca ad Antonio Rinaldi. E' gravissimo!

censura Web

di Marcello Foa.


Qualcuno nei giorni scorsi ha accolto con incredulità la notizia del disegno di legge voluto dal piccolo Grande Fratello Paolo Gentiloni per imporre la sorveglianza di massa sul web - da oggi lo Stato italiano monitorerà per 6 anni tutta la vostra attività sul web, incluse le chat! - e la censura, impedendo ai singoli utenti di accedere a siti scomodi (leggi qui e qui). Il pretesto è quello della violazione del copyright, che in internet significa poter censurare praticamente qualunque sito. Basterà che appaia una foto scaricata dai motori di ricerca e non autorizzata per venire "bannati".

Lo ripeto da settimane: il disegno, a livello internazionale, è di mettere a tacere le voci davvero libere e, soprattutto, quelle che promuovono idee contrarie al mainstream. Ad esempio quelle di chi si oppone all'euro.

L'opera di normalizzazione avanza rapidamente. In Francia nei giorni scorsi hanno chiuso il blog di un economista del calibro di Jacques Sapir, colpevole di essere troppo eretico, di smontare da tempo i falsi miti della moneta unica e di non essere allineato all'establishment, men che meno al piccolo Napoleone Emmanuel Macron.

Ora vengo a scoprire che You Tube ha chiuso il canale video di Scenarieconomici.it , il sito di Antonio Rinaldi, un altro esponente del fronte no euro. La colpa? Misteriosa. Nella notifica ricevuta da Rinaldi si parla di "ripetute e gravi violazioni delle regole della community" ma non si precisa quali. Come un vero Grande Fratello, YouTube decide di censurare un canale, vestendo al contempo i panni dell'inquisitore e del giudice. Già perché a vagliare il ricorso presentato da Rinaldi è stata la stessa YouTube, respingendolo ovviamente.

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Gold Seal

Perché la NATO non sta bombardando Madrid da 78 giorni?

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È un po' tardi perché l'Unione Europea ricordi la legge internazionale sul suo confine occidentale, quando l'ha ignorata su quello orientale. Così parla Marko Gasic, commentatore di affari internazionali.


Il leader della Catalogna si è impegnato a dichiarare nei prossimi giorni l'indipendenza della regione dalla Spagna.

Carles Puigdemont, presidente della regione scissionista, ha detto martedì alla BBC di esser pronto a dichiarare l'indipendenza "alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima".

Le autorità spagnole continuano a dire che il voto di domenica era illegale ed incostituzionale, mentre l'UE ha dato il proprio sostegno al primo ministro per risolvere la crisi.

La mossa è stata criticata dal presidente serbo, che ha accusato l'Unione di aver avuto una posizione diversa sul Kosovo.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic non ha moderato i termini quando ha fatto una domanda piuttosto ovvia: "Come avete fatto a dichiarare legale la separazione del Kosovo, avvenuta senza previo referendum, e come hanno fatto 22 paesi dell'Unione Europea a legalizzare questa secessione, in barba al diritto comunitario?"

Marko Gasic, commentatore di affari internazionali, ha detto che il voto in Kosovo è stato riconosciuto perché quel paese non fa parte dell'Unione.
"Alcuni dicono che l'UE abbia due pesi e due misure su questo argomento. Io direi che semplicemente non conosce o non rispetta il diritto internazionale, perché si oppone alla secessione catalana e supporta quella kosovara in Serbia", dice Gasic ad RT.
Ha aggiunto: "Questa è palese schizofrenia".

Red Pill

Ius soli e altre Armi di Distrazioni di Massa

ius soli
© lantidiplomatico.it

Ci sono cose che si direbbero create solo per darci l'illusione di non essere in una gabbia o per distrarci dalla difesa dei nostri diritti. Lo Ius soli, ad esempio. Non serve affatto, come ci raccontano in TV, a tutelare i bambini stranieri i quali, già oggi, possono iscriversi a scuola, godere di cure mediche e, compiuti diciott'anni chiedere la cittadinanza italiana. No, serve solo a far crescere una marea razzista finalizzata, come in Francia, a cementare un sedicente fronte "democratico e progressista" capitanato da qualche burattino dei banchieri dell'Unione Europea.


Ma lo Ius soli è soltanto una delle tante Armi di Distrazione di Massa che usano per farci schierare contro altri sfruttati e a favore del governo. Ad esempio. Se oggi i servizi pubblici, gli ospedali, i trasporti sono allo sfascio, la colpa, per la TV, e quindi per l'opinione pubblica, non è dei continui tagli, privatizzazioni, blocco delle assunzioni imposti dal governo e dall'Unione Europea. No, la colpa per la TV , e quindi per l'opinione pubblica, è dei cosiddetti "furbetti del cartellino", messi alla gogna e immediatamente licenziati, anche se si allontanano per un caffè. Tutt'altro trattamento per i tanti boiardi di stato e servi del governo che continuano ad essere strapagati e riveriti dai giornali, invece di essere buttati fuori o mandati in galera.

Bad Guys

Il terzo totalitarismo

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di Alexander Dugin


In scienze politiche, il concetto di totalitarismo è sotteso alle ideologie comuniste e fasciste, che proclamano apertamente la superiorità del tutto (la classe e la società nel comunismo e nel socialismo; lo stato nel fascismo; la razza nel nazional-socialismo) sul dominio privato (l'individuo).

Ad esse si contrappone l'ideologia liberale, ideologia in cui, al contrario, il privato (l'individuo) è collocato al di sopra del tutto (come se questo tutto non possa essere compreso). Il liberalismo quindi combatte i totalitarismi in generale, inclusi quelli del comunismo e del fascismo. Ma, così facendo, il termine "totalitarismo" rivela il suo legame con l'ideologia liberale — né i comunisti né i fascisti sarebbero d'accordo con il termine. Pertanto, chiunque usi la parola "totalitarismo" è un liberale, indipendentemente dal suo livello di consapevolezza.

A prima vista, l'immagine è perfettamente chiara e non lascia spazio ad equivoci: il comunismo è il primo totalitarismo, il fascismo è il secondo. E il liberalismo è la loro antitesi, negando il tutto e collocando il privato al di sopra di esso.

Se ci fermiamo qui, possiamo riconoscere che l'Era Moderna ha sviluppato solo due ideologie totalitarie: il comunismo (il socialismo) e il fascismo (il nazismo), con le loro varianti e sfumature. Ma il liberalismo, che come teoria politica è apparsa prima delle altre due ed è durata più a lungo di queste, non potrebbe essere chiamato totalitario. Quindi l'espressione "terzo totalitarismo", che suggerisce una estensione della nomenclatura delle ideologie totalitarie, includendo il liberalismo, non avrebbe senso.

Tuttavia, il tema del "terzo totalitarismo" potrebbe apparire nel contesto della sociologia classica francese (la scuola di Dürkheim) e nella filosofia postmoderna. La sociologia di Dürkheim sostiene che i contenuti della coscienza individuale si formano interamente sulla base della coscienza collettiva. In altre parole, la natura totalitaria di qualunque società, anche di quella individualistica e liberale, non può essere annullata. Pertanto, lo stesso fatto di dichiarare che l'individuo è il più alto valore e la misura di tutte le cose (liberalismo) è una proiezione della società, cioè una forma di influenza totalitaria e di induzione ideologica. L'individuo è un concetto sociale: senza la società, l'essere umano isolato non sa se egli è o no un individuo, e se l'individualismo è o no il più alto valore. L'individuo impara che egli è un individuo, una persona privata solo in una società dove l'ideologia liberale domina e diventa una funzione dell'ambiente sociale. Perciò, chi nega la realtà sociale e afferma l'individuo, ha in sé anche una natura sociale. Di conseguenza, il liberalismo è un'ideologia totalitaria che mette in evidenza, attraverso i metodi classici della propaganda totalitaria, che l'individuo è il valore più alto.

Evil Rays

Prima vennero per i nazisti e i pedofili...

nazi pedophiles

Prima vennero per i comunisti e io non alzai la voce perché non ero un comunista. Poi vennero per i socialdemocratici e io non alzai la voce perché non ero un socialdemocratico. Poi vennero per i sindacalisti e io non alzai la voce perché non ero un sindacalista. Poi vennero per gli ebrei e io non alzai la voce perché non ero un ebreo. Poi vennero per me e non era rimasto nessuno ad alzare la voce per me.

Martin Niemöller (1892 - 1984)
Devo iniziare questa analisi chiedendo la vostra comprensione per il fatto che includerà un sacco di citazioni complete. In circostanze normali avrei semplicemente fornito i link, ma considerando l'argomento di cui discuterò, e come alcune cose improvvisamente "spariscono" da Internet, le citazioni complete sono probabilmente l'opzione migliore. L'argomento che voglio affrontare è la brutale repressione della libertà di espressione da parte dell'Impero AngloSionista per mezzo delle sue "fedeli corporazioni".

Prima vennero per il Daily Stormer

Inizierò questa discussione da una sintesi di ciò che è accaduto di recente al sito nazista The Daily Stormer, come descritto da Wikipedia. Il motivo per cui sto utilizzando Wikipedia è per la sua chiara ostilità verso il The Daily Stormer, quindi non può essere accusata di simpatie o di esagerare quel che è successo. Ecco il suo resoconto: (grassetto e corsivo aggiunti)
Il The Daily Stormer ha contribuito ad organizzare il raduno Unite the Right, una manifestazione di estrema destra a Charlottesville, Virginia, l'11 e il 12 agosto 2017, durante il quale una contro-manifestante, Heather Heyer, è stata uccisa dopo essere stata investita da un'auto. Weev [importante membro dello staff del Daily Stormer] ha chiesto ai lettori del The Daily Stormer di individuare e partecipare al funerale della Heyer, chiamandola "grassa sciattona".

Il 13 agosto, il sito è stato informato da GoDaddy, il registrar del suo dominio, di aver violato i termini di servizio deridendo la Heyer, e ad Anglin [l'editore] sono state date 24 ore per individuare un nuovo registrar per il sito. Il giorno successivo si è trasferito su Google, che ha quasi immediatamente annullato la registrazione per violazione dei termini, chiudendo anche il suo account YouTube. Il giorno successivo, il sito web si è iscritto a Tucows, che lo ha cancellato qualche ora più tardi per continuo incitamento alla violenza. Il 15 agosto, Weev ha annunciato che il sito si è trasferito nel dark web, e che ora è accessibile solo tramite Tor, mentre Facebook ha vietato i collegamenti al sito e Discord ha bandito il suo canale. Il 16 agosto, anche Cloudflare, il fornitore del DNS e del servizio proxy utilizzato per proteggere il The Daily Stormer, ha interrotto il suo servizio. Cloudflare si rifiutava tradizionalmente di sospendere i siti in base al loro contenuto, ma il CEO Matthew Prince ha fatto un'eccezione, pubblicando un annuncio e una spiegazione sul blog della compagnia. Il 17 agosto, dopo un trasferimento su dailystormer.ru, il controllore dei media russi del Roskomnadzor [Servizio Federale per la Supervisione nella Sfera della Connessione e Comunicazioni di Massa] hanno chiesto la chiusura del dominio.

Il The Daily Stormer è tornato brevemente sulla rete in chiaro con un dominio di primo livello generico .lol, dailystormer.lol, amministrato da Namecheap, ma dopo due giorni, Namecheap ha cancellato il dominio. Il CEO della società Richard Kirkendall ha dichiarato che "vista la qualità e il contesto del materiale, accompagnato al sostegno a gruppi e cause violente, si passa dalla libertà di parola protetta ad incitamento alla violenza", in particolare citando una dichiarazione pubblicata dal The Daily Stormer: "Non ci vuole un dottorato di ricerca in matematica per capire che Uomini bianchi + orgoglio + organizzazione = Ebrei che vengono infilati nei forni". Il sito è tornato sul web come punishedstormer.com il 24 agosto, ospitato da DreamHost, i cui altri clienti di estrema destra includono National Vanguard e North-Western Front. DreamHost ha dichiarato di "difendere la libertà e la democrazia"; con attacchi di negazione del servizio [DOS, denial-of-service], Anonymous ha fatto disconnettere tutti i loro siti.

Top Secret

Giulietto Chiesa: '11 settembre, il grande inganno'

il grande inganno

Giulietto Chiesa annuncia la programmazione speciale di Pandora tv in vista del nuovo anniversario del grande inganno dell'11 settembre.





Tratto da: Pandoratv.it.

Commenta: Qui sotto riportiamo un documentario eccellente sulla strage del 11 Settembre:




Sheeple

Come sfuggire dal governo zootecnico mondiale

pecorella
© Sputnik. Evgeniy Epanchitsev

di Maurizio Blondet


Ogni tanto ripenso ai 220 mila che ai primi di luglio sono andati a Modena per ascoltare Vasco Rossi.

Non solo hanno pagato i biglietti per riascoltare dal vivo un settantenne trasgressivo di paese, rendendolo ancora più ricco; si sono mossi da tutta Italia in gruppo pagandosi il treno, la benzina, il pedaggio autostradale, per convergere a Modena; hanno mangiato panini, hanno dormito sulle panchine o pernottato in qualche nelle stazioni, o all'addiaccio; hanno accettato di correre rischi persino mortali, come sapevano era avvenuto poco prima durante l'adunata di piazza Cavour a Torino.

Hanno sopportato insomma i disagi — eh sì — da soldati in marcia, e senza un lamento, anzi contenti, perfino spontaneamente disciplinati.

Dico: pensate se fossero capaci di farlo per uno scopo politico. Se arrivassero in 220 mila a Roma, una volta, per protestare contro la sottrazione di diritti come cittadini, lavoratori, elettori. Cheso, contro le vaccinazioni come inaudita "pretesa dello stato, giuridicamente obbligatoria, di metterci dentro sostanze di cui non sappiamo la composizione" manco fossimo animali; contro l'immigrazione senza limiti al costo di 4,5 miliardi l'anno mentre "in Italia gli indigenti sono passati in 5 anni da 1,5 e 4 milioni", per un insieme scelte politico economiche "assurde" ostinatamente imposte dalle oligarchie nonostante i "risultati rovinosi", il che "non può essere accidentale ma il prodotto di un sistema progettato, implementato e difeso". Per gridare che le mitiche speranze dell'europeismo sono state tradite. Per urlare che "nel mondo reale, il liberismo di mercato non ha gli effetti promessi dal modello ideale, ossia che il mercato non è "libero" ma gestito da cartelli; non tende ad evitare o assorbire le crisi, ma le genera e amplifica; non tende a massimizzare la produzione di ricchezza reale ma quella di ricchezza finanziaria, non tende a distribuire le risorse ma a concentrarle in mano a pochi monopolisti", insomma che il sistema "dissolve la società invece di renderla più efficiente", anzi "dissolve l'idea stessa dell'uomo".

Crusader

La liberazione di Deir Ezzor e la rabbiosa impotenza degli Stati Uniti

deir er zor
di Federico Dezzani

Dopo tre anni di assedio, martedì 5 settembre, le truppe governative siriane hanno rotto l'assedio dell'ISIS attorno alla città di Deir Ezzor, ricongiungendosi con la resistenza militare e la popolazione civile. La vittoria non ha soltanto un forte significato simbolico, ma anche un'evidente valenza strategica: con la liberazione di Deir Ezzor, Damasco e Mosca superano di slancio gli angloamericani nella corsa per il controllo dell'est della Siria, dove si fa sempre più precaria la posizione dei ribelli sostenuti da Washington. Fallito il tentativo di "riagganciarla" al blocco occidentale, la Russia sta emergendo come il nuovo dominus del Medio Oriente: il rinnovo delle sanzioni economiche e le rappresaglie diplomatiche testimoniano l'impotenza degli Stati Uniti, relegati ai margini dei nuovi assetti regionali.

Sfumati anche gli ultimi disegni separatistici

Non c'è alcun dubbio che nei piani degli strateghi angloamericani la città di Deir Ezzor abbia sempre rivestito un ruolo di primo piano: bagnata dal fiume Eufrate, nodo stradale cruciale tra Siria ed Iraq, ricca di idrocarburi, questo centro urbano, che contava 200.000 abitanti prima della guerra, avrebbe dovuto costituire una delle colonne portanti del "Califfato", la cui nascita è sempre l'inconfessabile priorità nelle cancellerie occidentali. Un'entità politica, di matrice sunnita ed estremista, collocata nel cuore del Medio Oriente, affiancata da un Kurdistan ritagliato anch'esso tra Siria, Iraq e Turchia: due nuovi corpi politici, studiati per impedire all'Iran di proiettarsi fino al Mediterraneo e garantire la supremazia angloamericana in una regione balcanizzata.

Sull'asse Raqqa-Ramadi, la città di Deir Ezzor è sempre mancata all'appello, anche quando sembrava (2014-2015) che il Califfato fosse ormai una realtà acquisita: all'avanzare dell'ISIS, la guarnigione locale si asserraglia in città ed avvia una strenua resistenza contro gli assedianti. Di fronte alla tenacia di quest'enclave governativa, nel settembre 2016 la coalizione a guida americana lancia "per errore" una serie di raid aerei: muoiono 62 soldati dell'Esercito Arabo Siriano ed un centinaio rimangono feriti, suscitando le ire di Mosca e Damasco. L'immediata offensiva dell'ISIS fallisce però l'impresa di scardinare le difese e quando, nel gennaio successivo, i miliziani conquisteranno infine l'aeroporto della città, i russi ricorreranno ad un ponte aereo per garantire il rifornimento degli assediati.

Bizarro Earth

Gli interventi umanitari: la dottrina dell'imperialismo

NGO Imperialism
Definire il concetto di intervento umanitario è problematico e, quindi, l'implementazione della sua concettualizzazione è controversa. Da una parte, l'intervento umanitario è di regola inteso come un'azione di ultima spiaggia presa da uno stato o da un gruppo di stati per alleviare o far terminare palesi violazioni dei diritti umani per conto ed in favore di cittadini di una minoranza etnica dello stato-bersaglio, attraverso l'uso della forza militare. Dall'altra parte, l'intervento umanitario è percepito come una delle più sottili e nascoste forme di esercizio del potere nei sistemi geopolitici contemporanei. Vale a dire che le strutture ideologiche che provvedono a dare e sostenere la legittimazione per un più aperto e dichiarato esercizio del potere politico ed economico sono manifestate attraverso la retorica dell'interventismo umanitario.

Conseguentemente, il fenomeno dell'intervento umanitario è stato uno degli argomenti più controversi nel diritto internazionale, nella scienza politica e nella filosofia morale. Tuttavia, esaminando l'evoluzione del concetto, si può concludere che le motivazioni per l'intervento umanitario sono moralmente e giuridicamente intollerabili, agendo quest'ultimo come una forza dell'imperialismo liberista.

Più oltre, la storia illustra che l'intervento umanitario è parte di un più ampio processo utilizzato dalle potenze quale strategia d'impiego della loro influenza economica e politica. "La storia internazionale è piena di interventi giustificati da principi altisonanti" (Doyle, 2006,5).