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ven, 26 mag 2017
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Bad Guys

Obiettivi USA nel Mediterraneo: sono agricoli e commerciali appoggiati dalla violenza


Proteste in Egitto

Il titolo di questo post posso riassumerlo così:
gli Stati Uniti hanno destabilizzato il Mediterraneo per difendere il loro tenore di vita perseguendo una serie di obiettivi, tutti economici e quasi tutti raggiunti. La Unione Europea ha collaborato perché la sua classe dominante ha gli stessi, anche se minori, interessi. Questi interessi non coincidono con quelli italiani e dei paesi mediterranei che hanno economie differenti.

Ecco gli obbiettivi:

a) "bloccare" la nuova rotta del mediterraneo ai cinesi, visto che la pirateria alimentata nello stretto di Bab el Mandeb non è stata sufficiente. Adesso scegliere un porto mediterraneo come "hub" per le proprie merci, mentre l'intero bacino è instabile, è un rischio che potrebbe costare caro a chi cerca di venire nel Mediterraneo e snobbare i porti del Nord a partire da Amsterdam, Rotterdam e Amburgo. I cinesi devono accettare di allungare di quattromila chilometri le loro rotte per mantenere la centralità dell'Atlantico. ( obj raggiunto)

b)
"sconsigliare" ai cinesi di restare come primo investitore in Africa.

36.000 mila cinesi sono stati rimpatriati dalla sola Libia al costo di 3 miliardi di dollari;

le 2.000 società cinesi presenti in Africa per un totale di 32 miliardi di dollari sono considerati ormai ad alto rischio e sono in continua diminuzione.

Sinosure ( la SACE cinese) a partire dal primo trimestre del 2011 ha visto salire del 167% le richieste ( loss claims). I nuovi contratti scendere del 70,8% sempre nel solo 1 trimestre in Algeria e del 46,9 in Libia.( obj raggiunto)

Commenta: Gli Stati Uniti cercano di creare un nuovo scenario Siriano in Europa e nel Mediterraneo, usando la strategia della tensione come pretesto per imporre i propri ideali di democratizzazione e liberalizzazione del mercato a loro favore. Finiremo tutti per parlare in inglese!


Jet2

Raid aereo in Yemen dell'aviazione saudita colpisce civili: 23 vittime, anche donne e bambini


Bimbi vittime civili nello Yemen

L'attacco è avvenuto ieri nei pressi della città di Taez, nel sud-ovest del Paese, in un'area controllata dai ribelli Houthi. Fonte filo-governativa parla di "errore" nella definizione dell'obiettivo. Nessun commento da Riyadh. Centrato un mezzo carico di civili, di rientro da una giornata di acquisti.


Sana'a (AsiaNews/Agenzie) - Un raid aereo della coalizione araba a guida saudita in Yemen avrebbe ucciso ieri almeno 23 civili, fra i quali vi sono anche donne e bambini. La denuncia arriva dai ribelli Houthi, in lotta contro il governo del presidente Hadi sostenuto da Riyadh, secondo cui l'attacco è avvenuto nei pressi della città di Taez, nel sud-ovest del Paese.

Una fonte militare filo-governativa, dietro anonimato, conferma il raid e parla di "errore" nella definizione dell'obiettivo da colpire. Bocche cucite fra i sauditi, che non hanno voluto commentare in via ufficiale la vicenda.

L'agenzia Saba, controllata dai ribelli sciiti vicini all'Iran, riferisce di un raid che ha centrato un veicolo carico di civili nella prefettura di Mawzaa, distante circa 60 km da Taez in direzione sud-ovest. Testimoni locali parlano di almeno sei bambini uccisi dalle bombe saudite; altre sei persone sarebbero morte, ma i loro corpi sono stati bruciati rendendo impossibile il riconoscimento.

L'attacco della coalizione araba ha interessato un'area controllata dai ribelli Houthi e ha coinvolto almeno un veicolo (civile).

Commenta: Consigliamo la lettura dell'articolo di SOTT.net sulle vere motivazioni dietro alla guerra "civile" nello Yemen.

La retorica della guerra in Iran e il raid in Yemen 'ordinato da Trump': WWIII non sta 'arrivando' - sa accadendo ORA


Chart Bar

Cosa farà il governo? Lo ha detto Fitch


di Alberto Micalizzi.


Volete sapere in "diretta streaming" le prossime mosse del Governo (Gentiloni o chi per esso)? Non è così difficile, basta leggere con un po' d'attenzione le motivazione a supporto dell'ultimo taglio del rating del debito italiano operato il 20 Aprile scorso da Fitch (fonte Sole24ore: "Fitch abbassa di un gradino il rating dell'Italia: tripla B"). Ormai lo abbiamo imparato dalla storia, dalla recente requisitoria del PM Michele Ruggiero presso il Tribunale di Trani nel procedimento contro Standard&Poor's, dalle indagini della Corte dei Conti e dai numerosi riferimenti che i politici di mestiere fanno ai giudizi delle agenzie di rating, al cosiddetto "giudizio del mercato".

Lo scorso 20 Aprile Fitch ha tagliato il rating dell'Italia allineandolo a quello corrispondente delle altre due "sorelle", Moody's e Standard&Poor's, collocandolo quindi proprio sulla barriera che separa i titoli "buoni" da quelli "spazzatura". Si tenga presente che la distinzione non attiene solo ad una nota di colore o ad un gergo dei mercati finanziari. Infatti, i titoli che rientrano nella categoria "spazzatura" non sono più accettati (o lo sono con numerosi vincoli) come strumenti di garanzia nel mercato interbancario.

Dunque, considerando che le banche italiane sono cariche di titoli del debito pubblico italiano, è facile comprendere che il destino delle stesse sia in mano alla società di rating proprio a causa del possibile passaggio in zona "spazzatura" dei BTP. Su questo tornerò in un articolo separato, limitandomi qui a ricordare che nel Luglio del 2013, anticipando numerose agende di governo succedutesi da allora, scrissi
"L'entrata ufficiale dell'Italia in area "spazzatura" rappresenta l'epilogo di una strategia iniziata con l'introduzione di una moneta a debito di proprietà di organismi internazionali che culminerà con l'intervento diretto dei membri della Troika nella gestione della liquidazione controllata del Paese" (vedi articolo del 2013 "Downgrade Italia BBB: BTP da "spazzatura").

Commenta: E guarda caso, un paio di giorni fa l'onorevole Primo Ministro Gentiloni ha incontrato con le braccia aperte al palazzo Chigi il magnate infame Soros, che ha la fama di rovesciare governi attraverso rivoluzioni colorate finanziate dalle sue ONG, eventualmente privatizzando gli asset del paese e riducendo la gente in schiavitù attraverso l'incremento delle tasse...


Eye 2

Fake News: alcuni consigli a Boldrini e i suoi futuri balilla digitali


di Glauco Benigni *


Il 26 aprile a Montecitorio il Presidente della Camera dei Deputati, on. Laura Boldrini, ha convocato quattro tavoli di lavoro sulle cosiddette fake news. Dispiace, ma viene subito in mente la citazione orwelliana sul Ministero della Verità che «ha il compito di produrre tutto ciò che ha a che fare con l'informazione: propaganda di partito, editoria, programmi radiotelevisivi, ma anche la letteratura. Oltre che di realizzarlo, questo ente si occupa di rettificarlo ...» Fortunatamente la scena non è proprio così drammatica.

L'operazione si colloca infatti all'interno della Campagna "Basta Bufale". Nel sito si definiscono bufale: «quelle a scopo commerciale e di propaganda politica e il giornalismo acchiappaclick» più altri esempi quali «il caso dei vaccini pediatrici, le terapie mediche improvvisate, le truffe online.»

«È necessario mobilitarsi» - si legge ancora - «fare qualcosa per contrastare la disinformazione ... tutelare la libertà nel web» (magari! ndr) ... «a chi vi opera chiediamo uno sforzo aggiuntivo.»

Ma nel Web operano forze diversamente schierate sul fronte Vero/Falso. A chi è rivolto l'appello? Vediamo. L'appello è rivolto a Scuola e Università per insegnare a usare gli strumenti digitali e distinguere tra fonti affidabili o meno. Affidabili secondo chi? Poi è rivolto a giornalisti e operatori dell'informazione affinché si aumenti il fact checking e il debunking e si dotino di un garante della qualità. Evidentemente chi ha scritto l'appello non ha chiaro che i Media Mainstream prendono ormai ordini dagli inserzionisti pubblicitari, non possono più permettersi una alta etica e sono troppo indaffarati a fare titoli acchiappaclick visto che in edicola vendono sempre meno.

Che Guevara

Inchiesta sulle ONG, procuratore Catania: "Volontà di destabilizzare l'economia italiana"

"Volontà di destabilizzare l'economia italiana per trarne dei vantaggi"

A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga". Così Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, ai microfoni di Agorà su RaiTre.
"Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante - ha aggiunto Zuccaro - si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l'economia italiana per trarne dei vantaggi".
Alla domanda sui possibili allarmismi, Zuccaro ha risposto:
"Se l'informazione è corretta questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione".
Procuratore di Catania: "Abbiamo prove dei contatti tra scafisti e alcune Ong"

Qui questa enorme massa di persone «sta creando problemi di ordine pubblico e crisi di carattere criminale - spiega Zuccaro - che potrebbero influire sul tessuto sociale delle popolazioni. Catania a proposito dei reati di tratta, e di tratta minorile in particolare, ha più procedimenti di Roma, anzi ha il dato più alto in Italia; e poi ci sono i problemi del caporalato, quelli della gestione del denaro per l'accoglienza e l'ospitalità, che lasciano intravvedere fatti gravi».

Better Earth

Gentiloni-Trump: Il Nulla, Rivestito di Cortesia (e l'Italia rimane Italietta).


Gentiloni con Trump
Il primo incontro bilaterale tra il Presidente del Consiglio italiano e il Presidente Trump finisce zero a zero.

C'era da aspettarselo; in fondo quanto detto da Gentiloni a Washington è parte di un discorso buono per ogni tempo e per ogni presidente. Una chiacchierata all'insegna del "poco tengo, poco dongo" che con ogni probabilità entrambi si sarebbero risparmiati. Le dichiarazioni finali di Gentiloni lasciano intendere che l'asse atlantico fra USA ed Europa si sia rafforzato.

Sulla questione il dibattito è aperto. Il raffreddamento dei rapporti con l'Europa e l'abbandono di quella linea atlantica che gli USA hanno calcato dal 1945 in poi, era la spada di Damocle imposta al mondo dalla campagna elettorale di Trump. Le sferzate di zio Donald all'Unione e alla NATO si sono susseguite per un anno, fino a sfociare nel dubbio e nell'ossessione dei circoli più legati ai vecchi equilibri atlantici.

In meno di tre mesi il neopresidente ha dovuto rassicurare America e non solo dall'ombra del Russiagate, sostituendo le figure più esposte (Flynn e Bannon su tutti) e facendo pubblicamente marcia indietro rispetto ai nuovi orizzonti che sembrava puntare. In sostanza, in poche settimane, lo staff di Trump ha provveduto a ricollocare il presidente su una posizione "antirussa", decisamente più corretta politicamente per le lobbies politiche transatlantiche di cui Washington è il perno. Ciò che è vero però, non sempre corrisponde a ciò che si vede.

Arrow Up

Raffaele Sollecito: "Ricomincio da Parma, ecco come". Le sue parole sul caso Meredith, il carcere, le prove inquinate e le ingiustizie

© ParmaPress24
Raffaele, partiamo dalla fine. SunTickets.it cosa è, come nasce?

"Mi sono laureato in ingegneria informatica, triennale a Perugia, specialistica in visual computing a Verona, ma avvertivo l'esigenza di lavorare libero, non chiuso in ufficio, di potermi spostare.

E il web è ideale per questo, il tuo ufficio è un server, lavorando sul virtuale non hai vincoli fisici in un ufficio. Da li è nato Memories IT Company, che ha creato per primo il portale beonmemories.com, che si occupa di inviare corone di fiori ai defunti: se un parente da Milano vuole recapitare una corona di fiori ad una Cappella di Bari, pensiamo a tutto noi. Consegnando poi un servizio fotografico al cliente per valutarne la soddisfazione".

Poi, suntickets.it

"SunTickets nasce dalla collaborazione con alcuni amici di Parma. E' un sistema che si occupa di prenotare servizi, dall'ombrellone in spiaggia al posto al ristorante. Tramite droni fotografiamo gli esercizi in cui sono offerte le prenotazioni, poi il cliente può scegliere di volere il tal ombrellone, il tal posto al bar o al ristorante, le date e le modalità, compresi i servizi connessi. Pagamento con carta di credito o PayPal. Semplice, immediato, sicuro".

Ma perché ha deciso di trasferirsi a Parma?

"Per caso. Ho alcuni amici che mi ospitano. Qui c'è il socio con cui collaboriamo per suntickets.it. E' una città che mi piace, rispettosa, un po' altera ma a portata d'uomo. Ho iniziato a bazzicarla a ottobre - novembre, da un mesetto ci vivo e mi trovo bene".

Come l'hanno accolta i parmigiani?

"Come il resto d'Italia. C'è chi mi guarda male, chi mi stringe la mano e mi dice che sono vittima di un caso giudiziario. Chi è incuriosito dalla popolarità che mi ha dato questa vicenda, ma nessuno a Parma mi ha mai trattato male, offeso o preso a male parole. Sto bene qui".

Ha anche un blog: raffaelesollecito.org, sottotitolo "the long path through injustice" (il lungo sentiero attraverso l'ingiustizia).

"Lì racconto la mia vicenda giudiziaria, corredandola con tutti i documenti: dispositivi della Procura, pareri dei periti di parte, analisi dei Ris. Tutto ciò che riguarda la mia vicenda giudiziaria. Tra processo, condanna in primo grado, assoluzione in Appello poi cancellata dalla Cassazione, nuova condanna in Appello bis e assoluzione in Cassazione ho sostenuto quasi 300 udienze. Sempre presente, sempre lì a dire la mia verità".

Bad Guys

Il MES ormai dietro l'angolo


di Alberto Micalizzi.



Due giorni fa il Sole24Ore ha riportato la notizia che Popolare Vicenza e Veneto Banca hanno inviato una lettera al Ministero dell'Economia e delle Finanze ed alla BCE per richiedere l'applicazione della ricapitalizzazione preventiva, già applicata lo scorso Dicembre al Monte dei Paschi ("Popolare Vicenza e Veneto Banca chiedono l'aiuto di Stato").


Si tratta della forma più morbida di gestione di una crisi bancaria, applicabile solo a certe condizioni, senza le quali occorre procedere con il Bail-in. La ricapitalizzazione preventiva è stata introdotta dalla stessa direttiva europea che regolamenta il Bail-in ed è finalizzata alla ricostituzione del capitale della banca. In particolare, si basa sull'intervento dello Stato prima che la situazione diventi critica tant'è che per potervi accedere la banca deve essere solvibile, criterio tutt'altro che oggettivo. Lo Stato italiano, in questo caso, può intervenire direttamente o tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Con la ricapitalizzazione preventiva l'onere del salvataggio ricade dunque sugli azionisti, che vengono diluiti, sugli obbligazionisti subordinati e certamente sulla collettività ma non sui correntisti.

Nel caso di Popolare Vicenza e Veneto Banca si parla di una necessità di ricapitalizzazione fino a €5 miliardi. Ciò dipenderà anche dall'esito del progetto di fusione che le due banche stanno studiando, che però è ostacolato sia dalla BCE che dall'agenzia di rating Fitch, a processo a Trani per manipolazione di mercato, che lo scorso Venerdì ha tagliato il rating della Popolare di Vicenza.

Laddove la banca non sia ritenuta solvibile, si dovrebbe optare per la forma di salvataggio più drastica, quella del Bail-in, che espande il perimetro di inclusione dei soggetti che contribuiscono alle perdite, arrivando a toccare i correntisti con depositi maggiori di €100.000, oltre naturalmente agli azionisti e a tutti gli obbligazionisti della banca.

Cult

A sessant'anni dai Trattati di Roma: "vertici" e "celebrazioni" che hanno fatto il loro tempo


di Enrico Galoppini


Piccolo esempio di come gettano al vento i nostri soldi: i festeggiamenti per i 60 anni del Trattato di Roma che istituì la Comunità Economica Europea.
Pensate a quanto costerà quest'inutile ed autoreferenziale fanfaronata, anche solo dal punto di vista della "sicurezza". Da giorni cercano di coinvolgerci emotivamente con le "informative dei nostri (?) 007″: l'Isis, i Black Bloc, la Banda Bassotti, Fantomas e pure il Jolly Joker caleranno sulla Città Eterna per metterla a sacco!

Ma se proprio hanno tanta voglia di festeggiare, perché queste nullità "europeiste" non s'incontrano da qualche parte, in un esclusivissimo albergo di montagna, cenano a caviale e champagne, si scambiano baci e abbracci, leggono un paio di banalità dei "padri dell'Europa" e poi se ne tornano ordinatamente a casa loro? D'altronde non è quello che fanno quando si riuniscono per il Bilderberg, la Trilaterale, al Bosco Boemo e via cospirando?

Invece no: devono imporre questa "festa" a Roma perché tutti la devono vedere, spendendo cifre assurde per le delegazioni, la farsa della "sicurezza" (ma chi vi fila!) e l'immancabile parterre di 'escort dattilografiche' al seguito, tutti pagati dal mitico ed esangue "contribuente". E questo senza citare il disagio che questi "summit" provocano nella cittadinanza, espropriata della città per far posto a Sua Maestà l'oligarchia europoide.

Bad Guys

Monsanto perde milioni di dollari in India: gli agricoltori riutilizzano le sementi autoctone


di L.M.P.I


Dopo aver spinto illegalmente nel mercato una forma di cotone OGM, in India e in Africa oltre 10 anni fa, la società agrochimica Monsanto oggi sta perdendo milioni di dollari poiché gli agricoltori ora piantano le proprie sementi. In passato, la Monsanto è stata accusata di non rispettare le leggi e addirittura farle riscrivere a proprio favore "ungendo" qualche politico, al fine di entrare nel mercato indiano.

Tuttavia, l'azienda ha iniziato a pagare pesantemente per le sue malefatte: oltre 300.000 agricoltori morti tra il 1995 e il 2013, tutte morti attribuite a Monsanto sia in modo diretto che indiretto. Infatti molti suicidi tra i contadini in tutto il Maharashtra, il centro della produzione di cotone in India, sono stati collegati alla avidità della società, secondo i rapporti.

Il governo indiano ha ora iniziato a promuovere attivamente l'uso di sementi autoctone, mentre anche solo pubblicizzare i semi di cotone Monsanto è considerato illegale. Quest'anno ha già visto la Monsanto perdere quasi 75 milioni di dollari nel royalties (5 miliardi di rupie) a causa degli agricoltori che hanno cambiato idee sulle sementi da utilizzare. Di conseguenza, questo ha portato a un crollo del 15 per cento delle vendite in India, ovvio, potrebbe sembrare una quota di mercato relativamente piccola ma se il cambiamento continua così, presto Monsanto dovrà rinunciare all'India. Keshav Raj Kranthi, capo del Istituto Centrale dell'India per la ricerca sul Cotone, ha riferito alla stampa locale:
"Basta aspettare tre o quattro anni per vedere una completa inversione di tendenza naturale".