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mar, 19 giu 2018
Il Mondo per Coloro che Pensano

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Post-nichilismo, un modello per dove ci stiamo dirigendo

SJWs, Social Justice Warriors
© Ericallie
Alcuni di voi forse ricorderanno il mio ultimo articolo, "post-imperialismo, un modello per un nuovo ordine sociale", dove ho descritto una società utopica. Parlava delle idee di comunità, dei valori, della ricerca della verità e della realtà oggettiva. Il presente articolo fa quasi il contrario, descrive lo stato attuale della nostra società e dove probabilmente si sta dirigendo. Più specificamente, mi concentrerò sull'ascesa e la predominanza delle minoranze "organizzate", siano esse omosessuali, atee, composte da migranti, pagani, appassionati di arte moderna, vegetariani, sostenitori LGBT, e così via.

L'elenco è lungo e si allunga sempre di più, come se fossimo entrati in un'epoca in corsa alla vittimizzazione. La maggior parte di queste minoranze si considerano "guerrieri dell'eguaglianza sociale" o SJWs. Cercherò di spiegare come i SJWs hanno finito per imporre la loro visione del mondo alla maggioranza e da dove proviene questo infuriante proselitismo mostrato dai SJWs.

Sono stati usati molti termini per descrivere il mondo distopico in cui ci troviamo: materialista, scientista, ateista, individualista, razionalista, consumista. Sono tutte descrizioni valide, anche se riguardano solo una delle tante sfaccettature della nostra società globale.

Recentemente alcuni pensatori hanno tentato di dare una valutazione più ampia della nostra società e l'hanno descritta come nichilista, relativista, post-moderna. Questi tre termini hanno in comune il fatto di affermare che non vi può essere verità oggettiva, nessun significato oggettivo e nessun valore morale oggettivo.

Ma quando si osserva il proselitismo veemente mostrato dalle minoranze 'attiviste', sembra che esse credano fermamente nella verità e sono molto disposte a combattere per difenderla. Come può avvenire questo in una società nichilista/relativista/postmoderna, dove non c'è verità, un futuro e un obiettivo?

Oltre a tracciare le cause e le origini fondamentali del fervore e del proselitismo delle minoranze "dominanti", cercherò di descrivere le dinamiche attuali e dimostrare che vanno ben oltre il "nichilismo". Ecco perché uso il termine "post-nichilismo" per indicare la società che emerge dopo la fase transitoria "nichilista".

Magnify

Aquarius. La nuova tratta degli schiavi

aquarius
E basta raccontare bufale a gogò !! Tutti i giornaloni a raccontare che il governo SalviMaio sarebbe più Salvi e meno Maio, tutti a incensare Salvini che avrebbe fagocitato tutta la compagine di governo, praticamente sparita di fronte alla sua sapienza strategica. Senza rammentare naturalmente, raffinatezza mediatica, che la strategia di Salvini è stata concordata con Toninelli, Di Maio, e Conte. Quindi tutti d'accordo, in santa pace. Le contraddizioni del governo sono e saranno altre, basta aspettare ancora un po' e le vedremo, ma per il momento la luna di miele procede a gonfie vele. Le vele dell'Aquarius invece sono state bloccate prima che potessero approdare sui porti italiani.

Proprio ieri infatti sono state fatte 45 nomine di 6 viceministri e 39 sottosegretari, e la netta maggioranza spetta al M5S. Restano fuori Borghi e Bagnai. Che fine hanno fatto? Forse sono tenuti a bagnomaria per il prossimo giro?

Intanto la chiusura dei porti per la ong Aquarius ha destato un vespaio senza precedenti, da parte di tutti i media nazionali e internazionali, di tutta la casta italiana e di Bruxelles, tranne qualche sporadica eccezione. Ma si sta già formando un fronte sinistrato nazionale, con diramazioni europee, che si è apertamente manifestato all'ultima trasmissione di Floris, Di Martedì.

Lo ha chiaramente espresso il leader di Diem 25, Yanis Varoufakis: «Oggi il signor Salvini dichiara guerra contro la civiltà, e sta portando in Europa e in Italia una nuova occasione per il fascismo» ... «Vogliamo dichiarare una piena disobbedienza civile alla sua guerra contro la civiltà. Combatteremo i razzisti in acqua, nei porti. Combatteremo contro l'Internazionale razzista di Salvini, Orban, di Alternative fur Deutschaland, nelle nostre città. Combatteremo i razzisti e quell'establishment a Bruxelles, a Berlino, Roma, che ha consentito ai razzisti di arrivare al successo. Questo è il momento della solidarietà e di riprenderci la nostra Europa e i nostri spazi».

Bullseye

Salvini, la sinistra e la decenza

macron
Ieri ho pubblicato un articolo di critica alla politica securitaria di Salvini.

In esso ho sostenuto due cose: la prima è che questa politica non risolverà il "problema migranti", la seconda è che questa stessa politica non può essere contrastata che da un'opposizione che definivo "di classe" per mancanza di termini, purtroppo non ancora in vista. Perché che ci possa essere un'opposizione "di sinistra" è solo uno sciagurato abbaglio.

La sinistra buonista, argomentavo, e la Lega cattivista sono come suocera e nuora.

In particolare nell'articolo sottolineavo che ad oggi quel che ritengo più temibile non è tanto che Salvini compia atti "disumani" sui migranti - come vedremo lo ha fatto e lo fa chi lo critica - ma un pericoloso inquinamento culturale che finisca per far diventare senso comune la diffidenza e il fastidio per l'Altro.

Fatta questa denuncia, il problema che si pone - ed è un grave problema - è che la terminologia e il modo di ragionare sguaiato, irritante e culturalmente pericoloso di Salvini e di altri leader leghisti nasconde delle verità. Se nascondesse delle bugie il problema sarebbe molto meno pronunciato. Nascondere e nascondersi invece queste verità è la cosa peggiore che un'opposizione alle politiche securitarie possa fare.

E quali sono queste verità?

Newspaper

L'era dell'Aquarius

aquarius

di Pino Cabras


È già evidente come la vicenda dell'Aquarius, la nave attrezzata con 629 migranti soccorsi in mare e in attesa di un approdo certo, rappresenti il primo episodio di una nuova importante fase politica in materia di gestione dei flussi migratori. Il caso Aquarius sta spingendo tutti a posizionarsi e a dipingere lo scenario con toni molto forti, accuse durissime, appelli perentori su fronti opposti.

Per parte mia so che dietro al caso Aquarius ci sono sì quelle 629 vite in viaggio e in ansia, ma c'è anche una questione enorme, complessa, di fronte alla quale non ci sono soluzioni semplici. Non si mettono le brache al mondo, neanche in questa materia. Però si possono costruire punti di riferimento molto laici e ridurre i decibel delle grida, guardando avanti e calcolando il tempo che abbiamo per fare qualcosa.

Partiamo ad esempio dalla cosa più urgente, la vita delle persone coinvolte in questo specifico caso. Se ne parla con i toni del pericolo imminente, come se si trattasse di una carretta del mare pronta a rovesciarsi dopo un S.O.S., mentre invece si tratta di un mezzo sicuro, con viveri e medicinali, in costante contatto con le autorità e con gli operatori sanitari per urgenti rifornimenti. Non è sicuramente un posto invidiabile dove trascorrere l'esistenza, ma non è peggiore di un centro di prima accoglienza sulla terraferma. Quel che è in atto è "solo" un braccio di ferro politico sulla destinazione di questo segmento del viaggio. Come ogni questione politica, la decisione è da ritenersi un argomento controverso, ma quel che è certo è che non sussiste una minaccia diretta e grave all'esistenza delle persone che stanno dentro l'Aquarius. Chi definisce la decisione del governo (che nega l'approdo in porti italiani della nave proveniente dalle acque libiche) come un'operazione spietata di gente "senza cuore", e invita nel frattempo a guardare in faccia "gli occhi dei bambini", punta a un importante lato emotivo che tuttavia è fuorviante se si considera che non è affatto in questione il loro salvataggio, bensì la forma che assumerà la loro accoglienza e le decisioni su chi abbia diritto a restare.

Health

"Ossa letteralmente ridotte in polvere": MSF sulle ferite di metà delle vittime a Gaza

Gaza father child
© Ibraheem Abu Mustafa/Reuters
Thierry Saucier è un chirurgo ortopedico per lo MSF a Gaza. Spiega la complessità nel trattare centinaia di persone ferite durante le proteste delle ultime settimane. Le ferite molto gravi costituiscono una sfida molto seria per i chirurghi, e richiedono mesi o anche anni di cure.

Che tipo di lesioni sta curando attualmente tra i feriti a Gaza?

Stiamo assistendo per lo più a ferite da proiettile. In oltre il 95% dei casi, le ferite da proiettile si verificano negli arti inferiori, comprese le ginocchia. Troviamo anche alcune ferite da arma da fuoco all'addome e agli arti superiori.

Ciò che è più impressionante, nei pazienti che abbiamo visto nelle ultime tre settimane, sono le ferite di uscita dei proiettili. Quando un proiettile passa attraverso un corpo, ha sempre una ferita di uscita leggermente più ampia di quella di ingresso. Ma nei pazienti che trattiamo nelle nostre cliniche post-operatorie, la ferita di uscita dà un'indicazione della distruzione insolita dei tessuti molli e delle ossa all'interno della ferita. La ferita di uscita è sproporzionatamente più ampia. Può essere la dimensione di un pugno, o anche di una mano aperta. Queste lesioni impressionanti sono ovviamente difficili da riparare e spesso richiedono innesti successivi. Nella metà dei feriti che abbiamo ricevuto, il proiettile ha raggiunto l'osso, causando fratture pluriframmentate, il che significa che l'osso è stato letteralmente trasformato in polvere.

I proiettili causano anche lacrime multiple e irregolari nei tessuti molli (pelle, tendini, muscoli, nervi, arterie). Questo porta alla devascolarizzazione, vale a dire che il flusso sanguigno non raggiunge più questi tessuti, che a sua volta crea alti rischi di infezioni. Se la pallottola tocca il nervo sciatico, provoca paralisi, che può essere irreversibile, in quanto la riparazione delle lesioni non può essere effettuata in un ambiente di emergenza. Quando si tratta di una lesione arteriosa, ci troviamo di fronte ad un rischio immediato di morte, così come una devitalizzazione degli arti, e quindi spesso un'amputazione.

Commenta: Il massacro israeliano dei palestinesi è la logica fine dell'identità politica israeliana. Leggi:


Candle

Non deve essere una "primavera europea"

Giuseppe Conte

di Sebastiano Caputo


L'establishment aveva solo una carta per controllare il sentimento di rivolta che in questi giorni è cresciuto vertiginosamente in Italia dopo le decisioni discutibili del capo dello Stato: difendere le istituzioni ad oltranza in un Paese che storicamente non ci ha mai creduto, e spaccare l'asse Lega-Movimento 5 Stelle. È evidente come i giornalisti, uniti intorno alla figura del presidente Mattarella (perché i partiti dell'establishment sono finiti), hanno cercato in tutti i modi di mettere Matteo Salvini e Luigi Di Maio l'uno contro l'altro, ma non ci sono riusciti: governeranno insieme seguendo il contratto tracciato all'indomani del voto elettorale e approvato in larga parte dai loro rispettivi elettorati. C'è di più, tra i due, contro ogni aspettativa, c'è un'intesa straordinaria.

Questo governo potrebbe durare più di quanto molti opinionisti credono. Il presidente del Consiglio, persona seria e rispettata, farà da punto di congiunzione di queste due visioni del mondo che in fin dei conti non sono così diverse. Alla base c'è l'ideologia populista, e quello di Giuseppe Conte sarà il suo volto presentabile.

Si è finalmente entrati in nuova epoca, politica e comunicativa. Destra e sinistra sono morte, insieme ai principali mezzi di informazione, i quali oltre a non aver capito il momento storico, sono stati ad inseguire le dirette Facebook dei due leader che dopo gli incontri a porte chiuse non concedevano esclusive se non alle loro pagine personali.

E poi c'è un terzo elemento fondamentale che si inserisce: quello metapolitico. E' la metapolitica ad aver influenzato i due movimenti-partito dominanti accelerando il processo di disgregazione dello status quo, è la metapolitica che oggi detta l'agenda del giornalismo italiano poiché quelle tematiche geopolitiche, economiche e giuridiche definite "fuori dal mondo" diversi anni fa sono diventate oggi mainstream.

Ora la pars destruens deve trasformarsi in pars construens affinché il miglior governo possibile per il popolo italiano non diventi il suo carnefice. La coalizione Lega-M5S dovrà inserirsi all'interno di una guerra politico-commerciale tra gli Stati Uniti e la Germania (e l'Unione Europea), i quali hanno giocato un ruolo centrale nella formazione del nuovo governo. In questo braccio di ferro tra Washington, Bruxelles e Berlino ad aver avuto la meglio è stato Donald Trump, favorevole alla disgregazione del continente, attraverso il suo emissario Steve Bannon, il grande teorico del populismo globale, giunto in Italia in modo trionfale.

Hourglass

L'ultima resistenza del "filotedesco" Mattarella

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DI FEDERICO DEZZANI


federicodezzani.altervista.org

Il veto presidenziale alla nomina di Paolo Savona a ministro dell'Economia ha ucciso in fasce il governo M5S-Lega: si tratta di uno stop momentaneo, perché lo stallo parlamentare obbligherà inevitabilmente a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni nel prossimo autunno. Anzi, l'incarico assegnato all'ex-FMI, Carlo Cottarrelli, porta nuova acqua al mulino dei populisti, lanciati verso una schiacciante vittoria una volta che sarà acclarata l'impossibilità di portare avanti la legislatura. Dietro al niet di Mattarella si nasconde la volontà di difendere l'integrità dell'eurozona di cui Angela Merkel e Mario Draghi sono gli ultimi custodi: l'asse Trump-Macron guarda invece con simpatia ai populisti italiani, considerandoli uno strumento indispensabile per scardinare l'Europa "tedesca".

Stock Down

Bilancia commerciale, cos'è e come funziona. Perché la Germania è avvantaggiata

Da li se Europa distancira od SAD-a, početak nove ere ili mali čin prkosa?
Ovverosia: Perché servono bilance dei pagamenti strutturalmente in pareggio...

Il surplus record della bilancia commerciale della Germania è cosa nota, a fine 2015 era salito a 275 miliardi di euro, per poi toccare un nuovo primato recentemente. Questo disallineamento con gli altri paesi dell'Eurozona suscita però parecchi mal di pancia, tanto che se ne chiede il sanzionamento così come previsto da Maastricht. Ma perché un eccesso di export costituirebbe un fattore devastante per l'economia? Quali sono i mezzi per contrastarlo? Cominciamo a vedere come funziona la bilancia commerciale, l'ammontare delle importazioni e delle esportazioni di merci di un paese.

Cos'è e come funzionano le dinamiche della bilancia commerciale

I rapporti commerciali e finanziari di ciascun Paese con l'estero sono rappresentati dalla bilancia dei pagamenti: il saldo è rappresentato da un flusso monetario, che può essere attivo o passivo. Nel primo caso abbiamo un Paese che ha venduto ed incassato dal Resto del mondo più di quanto ha comprato e pagato. Nel secondo caso, abbiamo un Paese che ha venduto ed incassato meno di quanto ha comprato e pagato.

Nel primo caso il Paese si arricchisce; nel secondo si impoverisce e deve fronteggiare i maggiori esborsi utilizzando il risparmio interno, ovvero ricorrendo al prestito estero.

Bad Guys

Mattarella esce dalla Costituzione e impedisce la formazione del Governo 5 Stelle-Lega

mattarella
© EUTERS / Alessandro Bianchi
Si apre così una crisi senza precedenti nella storia politica del secondo dopoguerra in Italia. Una crisi che si può definire "europea", poichè dice una cosa inequivocabile: che la maggioranza dell'elettorato italiano ritiene necessario cambiare la politica dell'Europa, cambiare l'Europa così com'è. E basta. Niente di più, ma anche niente di meno.

E l'esito — provvisorio, del tutto provvisorio — dice che la classe dominante italiana, quella che ha condotto il paese alla crisi attuale, al debito pubblico oltre i 2300 miliardi di euro, a sei milioni di famiglie povere, alla disoccupazione giovanile al 50% nel sud, al disastro dei servizi sociali, alle privatizzazioni selvagge, alla stagnazione, al precariato generalizzato, non solo non intende andarsene, ma si appoggia al ricatto dei "mercati" e pretende che esso abbia la meglio sul voto popolare.

Interprete di questa "strana idea" è stato il presidente della Repubblica, Mattarella, che ha spiegato, esplicitamente, il suo pensiero. Così contravvenendo all'articolo 1 della Costituzione, sulla quale ha giurato, che suona inequivocabile così: "la sovranità appartiene al popolo".

Bizarro Earth

Valori etici perversi e conflittuali che si ritrovano nell'ambientalismo

environmentalism
Nota di Anthony: Questo articolo di opinione tratta un argomento molto sgradevole. Un'opinione che ho esaminato attentamente prima di decidermi ad esprimerla. Una delle considerazioni che ho fatto è quante volte i fautori della "giustizia climatica" hanno detto e diffuso cose terribili su di me, così come su altri che si oppongono alla tirannia verde che ha pervaso la società. Per quanto brutti possano essere questi paragoni - se non avessi sperimentato personalmente insulti di odio e di morte - credo che non siano esagerati. Chiedete a Marc Morano cosa ne pensa sui discorsi pieni d'odio e gli "auguri" di morte.

Sistemi Etici Perversi e Conflittuali

Ambientalisti radicali collocano le persone per ultime, e distruggono gli habitat e la fauna selvatica per porre fine ai combustibili fossili

L'Opinione di Paul Driessen

Il Ministro delle Foreste del Terzo Reich, Hermann Goering, fu un appassionato escursionista ed ecologo che una volta inviò un uomo in un campo di concentramento per tagliare una rana per l'esca dei pesci. Nel 1933, insieme ad altri leader del partito nazista, promulgò leggi anti-vivisezione per porre fine a quella che chiamava "insopportabile tortura e sofferenza negli esperimenti sugli animali".

Commenta: Mentre l'autore esplicita alcuni buoni punti - soprattutto su come i valori della sinistra radicale sembrano essere sconcertanti, anche nell'ambientalismo - il diavolo sta nei dettagli. Cioè, ci sono motivi per attirare l'attenzione sugli effetti dannosi di colture OGM, inquinamento, i pesticidi velenosi, eccetera. Tuttavia, per come questo articolo è posto dovrebbe essere indirizzato ai valori del mantenimento della salute e della qualità della vita e non dovrebbe assumere un approccio attivista da fine che giustifica i mezzi; sarebbe come essere disposti a ferire qualcuno nel perseguimento della 'giustizia'.