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gio, 26 apr 2018
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Autoritarismo Liberale e la Sparatoria al Liceo Great Mills

Sheriff Tim Cameron

Larry Hogan (D) mentre lo sceriffo di Santa Maria Tim Cameron (D) parla martedì presso il Loffler Senior Center circa la sparatoria a Great Mills High
Un'altra tragica sparatoria in una scuola degli Stati Uniti, questa volta nel Maryland meridionale. Gli studenti della Great Mills High School ieri sono corsi al riparo mentre lo studente diciassettenne Austin Wyatt Rollins apriva il fuoco, ferendo due studenti prima che l'ufficiale delle risorse della scuola, anche lui membro del team SWAT, aprisse il fuoco su di lui. Non è ancora chiaro se si sia ucciso o se sia stato ucciso dall'ufficiale.

Come vedremo, questo incidente, e il modo in cui si è svolto, contraddice quasi tutta la logica liberale sul problema delle sparatorie nelle scuole in generale. Quindi è ragionevole concludere che non saremo bombardati da settimane di copertura mediatica. Per questo motivo sembra importante analizzare la situazione sia per le sfide che pone alla narrazione ufficiale liberale, sia per la tragedia più profonda che rappresenta nella cultura americana:

A) L'arma che Rollins ha usato era soggetta alle rigorose leggi del Maryland di controllo sulle armi da fuoco.
B) Un ufficiale di scuola armato ha chiuso il confronto prima che potesse degenerare in una sparatoria di massa.
C) La risposta liberale alle sparatorie nelle scuole è tanto negativa quanto, se non peggiore delle sparatorie stesse - per ragioni che analizzeremo qui di seguito.

Prima di tutto diamo un'occhiata alla versione ufficiale degli eventi così come si sono svolti martedì 20 marzo 2018.

Attention

La caduta della Civiltà Occidentale: "Fluidità di gender" precursore di un Inferno Postmodernista

values
I valori tradizionali si riferiscono a quelle credenze, codici morali e motivi sociali che si tramandano di generazione in generazione all'interno di una cultura, di una sottocultura o di una comunità. La loro materia include solitamente quella della famiglia, della comunità, della religione e dell'arte. E, sebbene ogni cultura abbia una propria definizione dei valori tradizionali, sembrano esistere principi universali che si basano sull'esperienza e che sono stati creati per mantenere l'integrità di società composte da una vasta gamma di persone con personalità e interessi diversi e per prevenire una discesa nel caos sociale.

Portandola avanti, questa conoscenza viscerale è, almeno in parte, plasmata dall'evoluzione. È plasmata anche da vari fenomeni psicologici e psicopatologici attraverso l'interazione tra la nostra coscienza soggettiva - individualmente e come specie - e il "mondo reale" nel corso del tempo.

Commenta: Per aver un quadro più chiaro di ciò che sta accadendo nelle società occidentali e dove ci stiamo dirigendo come civiltà consigliamo di leggere i seguenti articoli:


Vader

Post-nichilismo, un modello per dove ci stiamo dirigendo

SJWs, Social Justice Warriors
© Ericallie
Alcuni di voi forse ricorderanno il mio ultimo articolo, "post-imperialismo, un modello per un nuovo ordine sociale", dove ho descritto una società utopica. Parlava delle idee di comunità, dei valori, della ricerca della verità e della realtà oggettiva. Il presente articolo fa quasi il contrario, descrive lo stato attuale della nostra società e dove probabilmente si sta dirigendo. Più specificamente, mi concentrerò sull'ascesa e la predominanza delle minoranze "organizzate", siano esse omosessuali, atee, composte da migranti, pagani, appassionati di arte moderna, vegetariani, sostenitori LGBT, e così via.

L'elenco è lungo e si allunga sempre di più, come se fossimo entrati in un'epoca in corsa alla vittimizzazione. La maggior parte di queste minoranze si considerano "guerrieri dell'eguaglianza sociale" o SJWs. Cercherò di spiegare come i SJWs hanno finito per imporre la loro visione del mondo alla maggioranza e da dove proviene questo infuriante proselitismo mostrato dai SJWs.

Sono stati usati molti termini per descrivere il mondo distopico in cui ci troviamo: materialista, scientista, ateista, individualista, razionalista, consumista. Sono tutte descrizioni valide, anche se riguardano solo una delle tante sfaccettature della nostra società globale.

Recentemente alcuni pensatori hanno tentato di dare una valutazione più ampia della nostra società e l'hanno descritta come nichilista, relativista, post-moderna. Questi tre termini hanno in comune il fatto di affermare che non vi può essere verità oggettiva, nessun significato oggettivo e nessun valore morale oggettivo.

Ma quando si osserva il proselitismo veemente mostrato dalle minoranze 'attiviste', sembra che esse credano fermamente nella verità e sono molto disposte a combattere per difenderla. Come può avvenire questo in una società nichilista/relativista/postmoderna, dove non c'è verità, un futuro e un obiettivo?

Oltre a tracciare le cause e le origini fondamentali del fervore e del proselitismo delle minoranze "dominanti", cercherò di descrivere le dinamiche attuali e dimostrare che vanno ben oltre il "nichilismo". Ecco perché uso il termine "post-nichilismo" per indicare la società che emerge dopo la fase transitoria "nichilista".

V

La Paura della Morte e il Bisogno dell'Umanità per gli Eroi

candle
Abbiamo celebrato di recente il centounesimo compleanno di mia nonna. Mentre stavamo sorseggiando dello champagne, all'improvviso lei disse: "Ho sentito che la Russia ci salverà". Suonò inaspettata come frase visto che non avevamo per niente parlato della Russia, e men che meno di politica globale. Invece di domandarle il motivo, capii che la nonna era al corrente della retorica su una possibile 'guerra nucleare' tra la Russia e l'Occidente, e che avendo già vissuto attraverso due guerre mondiali non volesse di certo vederne un'altra. Quindi mi limitai a risponderle: "Sì, hai ragione, Vladimir Putin e la Russia ci salveranno", e la conversazione proseguì.

Nonostante la mia rassicurante e speranzosa risposta, dubito che Vladimir Putin, o chiunque altro a questo proposito, salverà tutti 'noi', 'il mondo' o cos'altro. Ma l'osservazione di mia nonna mi lasciò interdetto. Mi chiedevo da dove avesse preso quella informazione. E' improbabile che l'avesse presa dai media francesi, che sono allineati con le controparti occidentali nel portare avanti una campagna di disinformazione anti-Russia/anti-Putin. Forse un membro dello staff della casa di cura dove risiedeva si era avventurato in una simile sparata? Forse era arrivata a lei attraverso qualche forma di risonanza limbica con i supporter della politica di governo russa?

Al di là dell'origine della frase di mia nonna, mi interrogavo anche sull'influenza che ha Putin sulla popolazione globale, non a livello politico, economico e geostrategico (che è stato estensivamente coperto da altri osservatori), ma ad un livello simbolico più subdolo e nascosto.

MIB

Chi è il vero ministro degli Esteri del governo Renzi

Ambasciatore USA Armando Varricchio
© Glenn Fawcett
Armando Varricchio, una vita da diplomatico. I rapporti con Letta, Prodi e D'Alema

Un'immagine vale più di mille parole. E allora, per capire chi in questo momento pesa all'interno del gabinetto di «guerra» del premier Matteo Renzi, alle prese con la crisi internazionale in Libia, bisogna ripescare uno scatto postato su twitter dal portavoce Filippo Sensi, in arte Nomfup, lunedì 16 febbraio. È il giorno in cui il presidente del Consiglio, dopo le uscite poco chiare della settimana precedente da parte del ministro della Difesa Roberta Pinotti («Invieremo 5mila uomini» diceva) e dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni («L'Italia è pronta a combattere nel quadro della legalità internazionale»), decide di intervenire spiegando che in Libia «la situazione è difficile ma non è tempo per una soluzione militare».

L'Italia cambia verso insomma, o comunque raddrizza una posizione giudicata da alcuni diplomatici come troppo «guerrafondaia». Ma in quella foto nell'ufficio di palazzo Chigi, di fronte a Renzi al telefono, c'è il profilo di un uomo poco conosciuto alle cronache giornalistiche ma di un peso notevole dal punto di vista diplomatico, in particolare sullo scacchiere internazionale.

Bug

Giornalista Jan Kuciak ucciso in Slovacchia, 'ndrangheta export

ndrangheta Slovacchia Jan Kuciak
Gli affari d'oro delle 'ndrine nell'Est post comunista. L'assassinio di Jan Kuciak e della sua fidanzata fa tremare il Paese.
Dopo l'assistente del premier e il segretario del Consiglio di sicurezza, si è dimesso anche il ministro della Cultura.


Dimissioni di collaboratori del premier e ministro

Quello che denunciava da vivo non era bastato. La disattenzioni di prima, col 'pentimento' inutile del dopo. Cadono le prime teste in seguito all'omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak, ucciso il 22 febbraio con la fidanzata e trovato cadavere domenica. Si sono dimessi Maria Troskova, assistente del premier Robert Fico, e Vilem Jasan, ex deputato dello Smer, partito di Fico e attuale segretario del Consiglio di sicurezza. I due hanno lasciato il loro incarico per le rivelazioni di Kuciak che aveva ipotizzato legami fra loro e un imprenditore italiano di una delle quattro famiglie che orbiterebbero intorno alla 'ndrangheta e che erano state oggetto delle sue inchieste.

Ieri, sul sito Aktuality.sk per cui Kuciak lavorava, l'ultimo reportage di Kuciak, rimasto incompiuto. Il giornalista descriveva le attività della criminalità organizzata italiana in Slovacchia, e rivelava i contatti di persone dell'entourage del premier Fico con figure legate alla 'ndrangheta. I due collaboratori del premier slovacco, costretti di fatto alle dimissioni per gli attacchi al premier si dichiarano vittime politiche. Il ministro della Cultura slovacco, Marek Madaric, non coinvolto nelle indagini di Kuciak, lascia per scelta personale: "Non ricoprire tranquillamente l'incarico di questo ministero, responsabile anche per i media". Aria di crisi di governo a Bratislava.

Jet2

Le Guerre USA Sponsorizzano Lo Stato Sociale, Il Quale Finanzia La Marcia Liberale Verso il Totalitarismo

liberal totalitarianism
Gran parte delle persone che stanno leggendo questo articolo avrà sentito parlare del Complesso Militare-Industriale e Politico statunitense (MIC), uno stato dentro allo stato che fa la guerra ovunque, ha basi su tutto il pianeta, saccheggia nazioni povere e prende le loro risorse per il profitto personale di una élite di pochi. Ma se questa definizione è accurata, ci saremmo aspettati di vedere un aumento drammatico nella spesa federale statunitense sulla difesa durante il corso degli ultimi 70 o 80 anni, quando il MIC americano moderno è stato attivo. È di fatto il caso?

Alarm Clock

L'odio antifascista ed il ritorno agli anni di piombo

antifascisti

di A. Terrenzio


La barbara aggressione ai danni del rappresentante di Forza Nuova di Palermo, Massimo Ursini, è stato un atto che nella sua brutalità ha riportato alla mente le violenze tipiche degli anni di piombo. In dieci lo hanno circondato, immobilizzato con del nastro adesivo e pestato a sangue in pieno centro. Un'escalation di violenza che in questi giorni sta caratterizzando diverse città italiane, a Piacenza, Napoli, Bologna, Torino.

I gruppi dell'antagonismo antifascista sono entrati in azione con metodi violenti, caricando le forze dell'ordine, assaltando sedi politiche, chiudendo spazi democratici agli esponenti delle destre. Il tentato omicidio ai danni del referente di FN, ha gravissimi responsabili morali. Il clima di odio è stato aizzato da rappresentanti delle Istituzioni, come la PdC Laura Boldrini, del Senato Pietro Grasso di Liberi ed Uguali, Potere al popolo e tutta la marmaglia dell'associazionismo di sinistra.

I toni sono diventati più incandescenti dopo i fatti di Macerata e la sparatoria di Luca Traini. Il coro dei tutori della Costituzione, con a capo la PdC della Camera, ha cominciato a sbraitare sulla chiusura dei movimenti di ispirazione fascista, in spregio a qualsiasi principio di Stato di diritto. L'istigazione all'odio è stata fomentata anche dal gruppo di Repubblica e dell'Espresso, che ha messo in campo una campagna denigratoria a base di "fake news" e sull'improbabile pericolo dell'onda nera". Immediatamente la canaglia "anarco-comunista" dei centri sociali e i vari autonomi, si sono subito messi all'opera contro il nemico fascista, cercando di chiudere spazi democratici ai rappresentanti Di Stefano di Casa Pound e Roberto Fiore di Forza Nuova.

Brain

Le sfide della Mascolinità, del Femminismo e dell'Uomo Moderno

gender differences
Oggi, le femministe vogliono tutti i diritti e nessuna delle responsabilità, nessuno dei lati più problematici della vita e della realtà. Gli ultimi 40 anni circa di sciocchezze femministe non hanno reso le donne più forti e indipendenti, né insegnato loro i loro diritti, responsabilità e prerogative nella società umana nei confronti del ciclo riproduttivo umano e quello della vita. Invece il movimento femminista ha investito il suo tempo nel promuovere le donne come super-eroine che possono fare qualsiasi cosa e come vittime passive che non possono fare nulla.
Esprimi un desiderio per Weinstein

Harvey Weinstein è molto bravo quando si tratta di film. Non tutti quelli in cui è stato coinvolto sono stati un successo, ma la stragrande maggioranza di loro erano guardabili ed alcuni film sono diventati famosissimi. Ad esempio Scream, The English Patient, Emma, The Crow, Beautiful Girls, Princess Mononoke, Good Will Hunting, Jackie Brown, Rounders, Phantoms (Ben Affleck è stato strepitoso), Mansfield Park, She's All That, i film di Kevin Smith, Lord of the Rings, Equilibrium, Chicago, Kill Bill, Inglorious Bastards: la lista potrebbe continuare e continuare.

Harvey Weinstein è anche brutto. Non è stato abbastanza fortunato da nascere tra il 20% di quegli uomini, i "666" come vengono chiamati: alti 6 piedi, addominali six-pack e 6 cifre di stipendio. Quelli sono gli uomini a cui le donne oserebbero avvicinarsi; per il resto di noi comuni mortali, è uno slogan per soddisfare quella parte del tuo scopo evolutivo che consiste nel trovare una donna che sia disposta ad avere i tuoi figli. Per gli Harvey Weinsteins del mondo, è una questione di coltivare la propria commedia, o il conto in banca, o i propri successi creativi. Per ogni centimetro in più sul tuo addome, aggiungi un altro 0 al tuo stipendio per compensare.

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Roma, voragine in zona Balduina. Precipitano le auto

Voragine Roma crollo Balduina

Una grande voragine si è aperta in strada a Roma, in zona Balduina. Nel crollo, avvenuto ai margini di un cantiere, alcune auto parcheggiate sulla strada sono precipitate.

La voragine si è aperta intorno alle 18 tra via Livio Andronico e via Lattanzio, trascinando i veicoli, che sono sprofondati per 10 metri. Sul posto sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco e la polizia, la strada è stata chiusa al traffico.

Non risultano, al momento, persone coinvolte: il cedimento sarebbe avvenuto a cantiere chiuso. Non sono chiare per ora le cause del crollo. Le prime avvisaglie si sono avute dal cedimento delle colonne di contenimento del cantiere. Sembrerebbe che tempo fa sia stata segnalata una copiosa perdita d'acqua proprio in quella zona. La Procura ha aperto un fascicolo.

Sono in corso anche verifiche da parte dei vigili del fuoco sulla stabilità dei palazzi vicini. A scopo precauzionale due edifici sono stati momentaneamente evacuati.