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gio, 21 set 2017
Il Mondo per Coloro che Pensano

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Il giornalismo non è più un lavoro

Qualche nostro lettore occasionale a volte ci rimprovera per la durezza con cui trattiamo i giornalisti dei media mainstream. Che ci appaiono in genere o corrotti (quelli pagati bene) o incompetenti (stagisti gettati allo sbaraglio, che fanno tutti lo stesso pezzo sulla base di quel che dice l'Ansa o i Tg tra le 19 e le 20).

Anche tra noi c'è chi ha consumato qualche decennio in redazioni non proprio sconosciute e dunque ha visto di persona l'irresistibile avanzata di "professionisti" dell'informazione che si riconoscevano tra loro come tali in base alla comune assenza di qualsiasi opinione propria, alla pervicace ansia di carriera individuale (a quel punto dipendente esclusivamente dai favori del direttore e/o della proprietà), all'odio viscerale per chiunque esprimesse un punto di vista coerente, rispettoso dei fatti, "onesto" per dirla semplice.

La polarizzazione tra "opinionisti" superpagati per esprimere esattamente - e in bella forma - quel che la proprietà dei giornali vuol sentir dire e una (piccola) massa di cronisti generici, "porgitori di microfono" sul portone di partiti e sedi parlamentari, copi-incollatori di lanci d'agenzia rigorosamente privi di qualsiasi connotazione originale (il "precotto"), ha generato un panorama informativo piatto, servile, propagandistico, inutile ad ogni scopo che non sia il rincoglionimento di massa. Naturalmente, come sempre, ha generato anche il suo negativo: se i giornali diventano indistinguibili l'uno dall'altro (titolacci strillati a parte), allora ci rivolge altrove; e i giornali vendono sempre meno. In Internet non che si trovi molto di meglio, ma non ci si può più affidare sempre agli stessi avvelenatori di pozzi.

In questi giorni, in molti hanno fatto notare che nel 1973, intorno al golpe militare che rovesciò Allende, tutti i media dell'epoca erano assolutamente contro la junta sostenuta dagli Stati Uniti; persino qualche giornale di centrodestra... Oggi, al contrario, neanche il manifesto riesce a spendere una parola obbiettiva sul Venezuela e Maduro. C'entrano - molto - i rapporti di forza generali tra reazione e progresso, certo. Ma un ruolo non secondario viene svolto dal deperire di una professione sotto la spinta - benedetta per quasi 40 anni - delle "forze di mercato". Che non hanno evidentemente bisogno di alimentare un'informazione veritiera, dunque anche critica nei propri confronti.

Esageriamo?

E allora leggete l'opinione di un grande inviato come Alberto Negri, da quasi 40 anni in giro per il mondo (dal Medio Oriente all'Afghanistan, spesso pedibus calcantibus). Per conto de IlSole24Ore, quotidiano di Confindustria, mica della Pravda...

Alarm Clock

Caos migranti, l'inizio di una guerra sociale

© REUTERS/ Yara Nardi

Lo sgombero dei migranti e i disordini in Piazza Indipendenza a Roma, avvenimenti che hanno sollevato un polverone mediatico, in realtà fotografano a pieno la situazione legata all'immigrazione nel Paese. Caos migranti, è l'inizio di una guerra sociale.


Al centro di Roma, nei pressi della Stazione Termini le forze dell'ordine hanno eseguito lo sgombero di un edificio occupato da quattro anni abusivamente da immigrati per la maggior parte etiopi ed eritrei richiedenti asilo. La situazione è precipitata negli spazi vicini allo stabile sgomberato in Piazza Indipendenza, dove si sono accampati gli immigrati.

Finite sotto accusa della stampa e dell'opinione pubblica le forze di polizia, ree di aver agito con violenza contro gli immigrati. È bene ricordare però che i poliziotti, intervenuti per motivi di ordine pubblico, sono stati aggrediti dai migranti con lancio di sassi e bottiglie. Nella tensione degli scontri risulta assordante il vuoto politico nell'intera faccenda.

La causa dei fatti di Roma in realtà è a monte e risiede nell'assenza totale di una politica migratoria adeguata. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Toni Iwobi, responsabile federale del Dipartimento di sicurezza e immigrazione della Lega Nord.

Bizarro Earth

Gli interventi umanitari: la dottrina dell'imperialismo

Definire il concetto di intervento umanitario è problematico e, quindi, l'implementazione della sua concettualizzazione è controversa. Da una parte, l'intervento umanitario è di regola inteso come un'azione di ultima spiaggia presa da uno stato o da un gruppo di stati per alleviare o far terminare palesi violazioni dei diritti umani per conto ed in favore di cittadini di una minoranza etnica dello stato-bersaglio, attraverso l'uso della forza militare. Dall'altra parte, l'intervento umanitario è percepito come una delle più sottili e nascoste forme di esercizio del potere nei sistemi geopolitici contemporanei. Vale a dire che le strutture ideologiche che provvedono a dare e sostenere la legittimazione per un più aperto e dichiarato esercizio del potere politico ed economico sono manifestate attraverso la retorica dell'interventismo umanitario.

Conseguentemente, il fenomeno dell'intervento umanitario è stato uno degli argomenti più controversi nel diritto internazionale, nella scienza politica e nella filosofia morale. Tuttavia, esaminando l'evoluzione del concetto, si può concludere che le motivazioni per l'intervento umanitario sono moralmente e giuridicamente intollerabili, agendo quest'ultimo come una forza dell'imperialismo liberista.

Più oltre, la storia illustra che l'intervento umanitario è parte di un più ampio processo utilizzato dalle potenze quale strategia d'impiego della loro influenza economica e politica. "La storia internazionale è piena di interventi giustificati da principi altisonanti" (Doyle, 2006,5).

Bizarro Earth

Venti di questi cargo inquinano più di tutte le auto del mondo

Pieni di alta coscienza ambientale, di sicuro siete già molto preoccupati di quanto inquinano gli automezzi a combustione interna, specie Diesel. Presto vi faranno allarmare sempre più, grazie ad appositi servizi mediatici. Ma ecco la soluzione: come a segnale convenuto, Volvo annuncia che produrrà solo auto elettriche o ibride, BMW costruirà una Mini elettrica in Gran Bretagna, "Mercedes sfida Tesla: dieci modelli elettrici dal 2022". Elon Musk, il più geniale imprenditore secondo i media, ha già costruito la Tesla Gigafactory, "la più grande fabbrica del mondo", che (promette) "dal 2018 potrà fornire celle al litio per 500.000 vetture all'anno".

E se accadesse che la maggior parte dei consumatori, arretrati ed ecologicamente scorretti, non fossero convinti della convenienza di acquistare auto elettriche con batterie al litio, decisamente più costose? Niente paura: ecco i governi che, sempre solleciti del vostro bene, già annunciano: vieteremo l'entrata delle auto a Londra entro il 2040, a Berlino entro il 2020, "Parigi ed Oslo dichiarano la guerra al Diesel", i sindaci di diverse capitali stanno seguendo: solo auto elettriche nei centri cittadini. Il governo Usa elargirà a Elon Musk 1,3 miliardi di sussidi pubblici, per la sua geniale impresa (Musk è geniale anche nell'intercettare sussidi pubblici). Vi toccherà comprare un'auto elettrica. Ostinarsi a tenere un diesel sarà segno di rozzezza e insensibilità, come essere "omofobo" e populista.

Caesar

Tra i campi del Veneto ​un "omaggio" per Putin

Dario Gambarin, fuoriclasse della Land Art, ha realizzato un'opera di 25.000 metri quadrati che raffigura il volto del presidente della Russia, Vladimir Putin, con accanto il suo nome in cirillico. Si tratta di un omaggio in attesa del G20.

Altro che cerchi alieni. Nei campi di grano di Castagnaro, in provincia di Verona, è possibile ammirare il volto del presidente della Russia, Vladimir Putin, con accanto il suo nome in cirillico.

L'autore è sempre lui: Dario Gambarin. L'artista della spiga. Il fantasista del trattore. Un fuoriclasse della Land Art, in grado di decorare 25.000 metri quadrati (tanto è lo spazio che occupa lo zar) di stoppie e sterpaglie a mano libera. Ovvero servendosi di trattore, aratro ed erpice, senza prima tracciare solchi di riferimento.


"Il motivo di questa nuova opera - spiega l'artista - che il 7 e 8 luglio 2017 si incontreranno ad Amburgo per il G20 i grandi della terra". Ed allora l'augurio è "che questo appuntamento sia proficuo per risolvere le problematiche sia economiche sia migratorie che affliggono il mondo". Molti e delicati sono i temi in agenda per il vertice: "Dai disaccordi su Ucraina e Siria alle armi nucleari, fino alle accuse di interferenza da parte di Mosca nelle elezioni americane 2016". Allo stesso tavolo, tra i big, vedremo Arabia Saudita, Cina, Francia, Germania, India, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Turchia ed Unione Europea. Ma anche la Russia, grande esclusa del G7. Ed allora? Putin pensaci tu.

Boat

Migranti, non facciamoci illusioni, l'Italia è sempre più sola


Massì, facciamoci quattro risate con i Pandur, i mezzi corazzati che il Governo austriaco ha schierato al confine del Brennero
per bloccare i migranti in arrivo dall'Italia. Perché non c'è niente da ridere, nonostante Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea, li abbia definiti "ridicoli", con quei pochi deputati del Parlamento europeo (il 5% del totale) che si sono presentati a discutere del semestre gestito da Malta e di politiche migratorie, cioè del tema più caldo del momento.

L'aria che tira in Europa è questa: di fronte al problema dei flussi migratori l'Italia è e resterà politicamente sola. Abbiamo tutto contro: la posizione geografica (siamo un ponte naturale tra Europa e Africa e Medio Oriente), il confine di mare (che ci impedisce di tirar su muri come hanno fatto Spagna, Ungheria, Bulgaria, Macedonia, Austria e Francia) e i regolamenti comunitari, primo fra tutti quello di Dublino che impone al Paese di sbarco tutti gli oneri dell'accoglienza e che infatti nessuno vuole cambiare. Ogni incontro internazionale, summit bi o trilaterale e persino le assemblee di condominio lo confermano. Il piano per ricollocare 160 mila migranti arrivati in Italia e in Grecia nel resto della Ue? Un grottesco fallimento. La proposta di far arrivare anche nei porti di Francia e Spagna le navi cariche di migranti sottratti al mare? Strangolata alla nascita. E così via, di rassicurazione in rassicurazione, da una promessa all'altra, di fregatura in fregatura. Fa comodo a molti che si ripeta quanto è successo in questo 2017, quando l'85% dei migranti arrivati in Europa via mare è sbarcato in Italia. Una pacchia per 27 Paesi, peccato che il ventottesimo siamo noi.

Evil Rays

Yemen: Unicef, è allarme colera. Ogni minuto un bambino è colpito da diarrea acuta

In Yemen è in atto la peggiore epidemia di colera al mondo: ogni giorno, circa 5mila persone vengono colpite da diarrea acuta acquosa (secondo notizie dei centri sanitari), di queste quasi il 50% sono bambini e ragazzi: ogni minuto viene colpito un bambino e purtroppo un quarto delle morti da colera è rappresentato da bambini.

Nel Paese oltre 2 milioni di bambini soffrono già di malnutrizione acuta e sono per questo ancora più vulnerabili poiché i loro sistemi immunitari sono già molto deboli.

L'Unicef insieme ai suoi partner combatte contro questa epidemia senza sosta, lavorando 24 ore al giorno per aiutare i bambini e le famiglie colpiti.
La scorsa settimana sono arrivati in Yemen due voli cargo che trasportavano aiuti Unicef, con 750mila bustine di sali per la reidratazione orale (sufficienti per curare 100mila persone) e 1,2 milioni di compresse di cloro per la depurazione dell'acqua.

Dall'inizio dello scoppio dell'epidemia, due mesi fa, l'Unicef ha raggiunto 150mila persone distribuendo oltre 600mila bustine di sali per la reidratazione orale e 20mila fluidi per terapie endovenose. L'acqua sicura è fondamentale per prevenire il colera. L'Unicef ha raggiunto oltre 4 milioni di persone con servizi idrici e igienici in 19 governatori e fornisce combustibile ed elettricità per azionare ininterrottamente le centrali per il pompaggio e per il trattamento e per sostenere l'approvvigionamento idrico nei governatori di Sana'a, Hajjah, Al Mahwit e Al Hudaydah.

Almeno 3 milioni di persone ricevono acqua sicura attraverso questo supporto. Oltre 500 volontari sono stati formati per depurare l'acqua nei pozzi privati, nei serbatoi d'acqua e nelle cisterne, coprendo sia pozzi pubblici sia falde acquifere private per circa mezzo milione di persone.
Fonte: SIR

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Handcuffs

Sparatutto "Pizzagate" condannato a 4 anni in prigione


Edgar Maddison Welch

Edgar Maddison Welch della Carolina del Nord, meglio conosciuto come "l'uomo militare di Pizzagate", è stato condannato giovedì a quattro anni di prigione e tre anni di libertà condizionata, il New York Times riferisce. Welch è stato anche ordinato di pagare $ 5.744 in restituzione per ripagare la pizzeria che ha distrutto perché pensava che avrebbe trovato delle cose illegali su abusi sessuali.

Il 4 dicembre 2016, Welch ha guidato dalla sua città natale di Salisbury, North Carolina fino alla pizzeria di Washington, il Comet Ping Pong, indagando su una teoria di cospirazione, conosciuta come "Pizzagate", che il ristorante italiano era un fronte per un gruppo di schiavi-sessuali di bambini gestito da Hillary Clinton. Welch entrò nel ristorante con tre fucili, sparando un fucile d'attacco militare, spaventando a morte gestori e dipendenti. Nessuno è stato ferito fisicamente, ma l'Associated Press ha riferito che il giudice distrettuale americano Ketanji Brown Jackson ha detto durante l'udienza di condanna che l'incidente, "lo ha letteralmente lasciato psicologicamente un relitto".

Hearts

Solidarietà al dottor Paolo Rossaro, perseguitato


Paolo Rossaro è stato radiato dall'Ordine dei Medici di Padova dopo che la Cassazione l'ha condannato a 1 anno e sei mesi di carcere, pena sospesa, per omicidio colposo di un paziente canceroso. Il dottor Rossaro è quello di cui mi sono consapevolmente affidato dopo la diagnosi e l'operazione di cancro polmonare a piccole cellule, rifiutando deliberatamente la chemio, e seguendo invece, sotto la sua guida, la terapia di mega-dosi endovena di acido ascorbico.


Hanno rovinato la vita ad un medico di valore. La cosa addolora ma non stupisce. E' una delle manifestazioni, sempre più frequenti, del totalitarismo ambientale che si chiude sopra di noi. Non è stupefacente che uno stato che insegna ai bambini la masturbazione e l'omosessualità, chiamandola "buona scuola", chiami "buona medicina" e la sola autorizzata l'iniezione di dodici vaccini in una volta in infanti col sistema immunitario ancora non sviluppato, ed esegua ritorsioni sulle famiglie, repressioni, espulsioni e messa alla fame di medici. Lo Stato totalitario omosessista, quello che ci obbliga per legge ad accettare come normale l'innaturale, non si ferma certo alla pedagogia del gender negli asili. Esso ha una sua "scienza" innaturale, che impone per legge penale, conculcando la libertà dei medici - come conculca quella dei genitori e viola la coscienza intima degli scolari. Saremo sempre più oppressi, in tutt'altri campi, da questo totalitarismo dell'anormalità che si impone con la polizia e il carcere.

Se è esatta la dizione leggo che la Cassazione ha condannato Rossaro (fra l'altro a pagare 220 mila euro ai familiari del paziente morto nel 2007, Cristian Trevisan) perché "la Suprema Corte ha certificato l'esistenza del nesso di causalità tra le cure di medicina palliativa e la malattia che ha provocato il decesso di Cristian Trevisan". La malattia del Trevisan era linfoma di Hodgins - di cui di solito si muore; stabilire "il nesso di casualità" fra le endovena di acido ascorbico e la morte per cancro, è appunto uno dei quei funesti miracoli totalitari, in cui sono i giudici, non i medici, a decretare la cura giusta e a punire per quella sbagliata.

Evil Rays

Intelligence Usa, la Sicilia è la sua culla


La Sicilia è il centro focale della Intelligence Usa non solo per il Muos, ma anche (e soprattutto) per quel mega hub di connessioni, cuore di Internet per vastissima parte del pianeta, chiamato Sicily Hub.


Che l'Isola sia da sempre considerata una base essenziale per gli interessi degli Stati Uniti e per il suo braccio operativo euro-atlantico, la Nato, è storia antica: le antenne del Muos completano uno scenario che comprende fra l'altro Sigonella, divenuta la più importante base dello Zio Sam nel Mediterraneo allargato, il porto di Augusta, l'aeroporto di Birgi, le assai poco conosciute stazioni radar a Lampedusa e nelle Eolie e molto altro ancora. La sterminata serie di installazioni disseminate ovunque fanno della Sicilia un territorio a sovranità ancor più limitata di quanto non lo sia già l'Italia nel suo complesso.

Una situazione di completo asservimento vecchia ormai di oltre settant'anni; per descriverla, la vicenda del Muos è esemplare: a Niscemi un radar c'è stato da sempre, ma come noto il Pentagono ha pensato di basarvi una stazione della rete satellitare in uht (ad altissima frequenza) per mantenere in costante collegamento i centri di comando e controllo dello Zio Sam (comandi, centri logistici, gruppi operativi in combattimento, cruise, droni e i suoi circa 18mila terminali militari al momento in funzione, oltre alle ovvie ricadute per la Intelligence Usa). Abbiamo detto dello Zio Sam perché la Nato, sempre invocata per giustificare ogni ingerenza, non c'entra.

È nota la strenua opposizione opposta dalle popolazioni (le amministrazioni isolane, come sempre, si sono inchinate ai desideri del "padrone"), ma in barba a ricorsi, sentenze e tribunali, la fine della vicenda è stata comunicata nel marzo scorso, quando il console statunitense a Palermo, Shawn Baxter, nell'ambito di una cerimonia per presentare la nuova sede consolare, si è limitato a pronunciare 5 parole: "Il Muos è pienamente operativo" per liquidare la faccenda. Notizia che, come tutte quelle importanti, ha avuto scarsa o nulla risonanza sui media tradizionali.