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lun, 29 mag 2017
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MIB

Mafia Esercito della CIA, Spuntano le Prove


di Giuseppe Barcellona


Nel 1942 la guerra pendeva dalla parte dei nazifascisti, il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt non dormiva sogni tranquilli; i sottomarini di Hitler erano appostati poco fuori la baia di Hudson pronti a silurare qualunque convoglio che dall'America partisse a sostegno degli alleati d'oltreoceano, i cittadini della grande mela osservavano preoccupati l'ammasso di ferraglia e residui oleosi che si estendeva lungo tutta la baia, testimonianza dell'efficacia militare dei nazisti probabilmente supportati da un'efficace rete di spionaggio di immigrati tedeschi e soprattutto italiani, specie quelli di origine siciliana che avevano in mano la flottiglia di pescatori del porto.

Quando venne appiccato un incendio all'interno della baia al transatlantico Normandie, il presidente andò su tutte le furie, convocò il comandante della Marina Militare Haffenden e fu categorico: "A qualunque costo dobbiamo cambiare il corso della guerra".

Haffenden convocò gli informatori dei servizi segreti i quali all'unisono gli indicarono i mangia spaghetti quali responsabili dei recenti eventi bellici, erano loro a rifornire gli U-Boot nazisti appostati poco fuori le acque territoriali americane ed i pescatori quasi tutti siciliani a fornire indicazioni sulla data di partenza dei vari convogli.

Il porto di New York era tutto in mano alla mafia siciliana, Lucky Luciano, il capo dei mammasantissima, era stato arrestato ed erano stati presi provvedimenti durissimi verso l'organizzazione criminale che poteva vantare centinaia di migliaia di affiliati e fiancheggiatori in tutto il Nord America; questa era la vendetta dei siculo americani verso il governo degli Stati Uniti.

Sherlock

Come ha perso la Russia un intero continente

© Foto: Vlad Minin

Pochi sanno che circa trecento anni fa, la Russia, aveva la possibilità di diventare l'unica potenza del mondo, estendendosi su due continenti.


Diverse spedizioni lungo tutto l'Impero avevano portato a conquistare vari possedimenti in un altro continente: erano l'Alaska, le isole Aleutine, l'arcipelago Alexander, la fortezza di Elisabetta alle Hawaii ed il famoso Fort Ross della California. Perché la Russia ha perso queste ricchezze?

Nel 1648 Semen Dedznev organizzò una spedizione per l'esplorazione di nuove rotte marittime. Un gruppo di coraggiosi marinai, che presero il largo dalle coste della Siberia, dopo breve tempo, incapparono letteralmente nelle coste americane. A causa della costa rocciosa, una delle scialuppe naufragò, ma fu proprio lì che Dedznev decise di fondare il primo insediamento russo, Kingovej.

Dopo un secolo, il mercante di Irkutsk Gregorij Shelichov decise di ritentare l'impresa di Dedznev, ponendo come obiettivo finale della spedizione, la creazione di un saldo fortino, da cui sarebbe stato possibile partire per esplorare tutta la zona circostante. Il 14 agosto 1784 la flotta delle tre navi, chiamate "i Tre santi", "San Simeone" e "San Michael", raggiunse l'Alaska. Dopo quattro anni di insediamento sull'isola Kodiak, il luogo ricevette ufficialmente il nome di Porto Pavlovskij.

Nel 1799 lì fu fondata la prima città destinata a diventare la Capitale russa d'America. Il primo gruppo di coloni era costituito da 200 russi e 1000 aleuti, che dopo poco si abituarono a chiamare Novo Archangelsk casa.

Bad Guys

Assassinio di John F. Kennedy: la Cia di Allen Dulles, e Lee Oswald come capro espiatorio



Assassinio di John F. Kennedy: la Cia di Allen Dulles, e Lee Oswald come capro espiatorio


Di Cristiano Arienti
"Ancora oggi ho seri problemi a credere che Lee Harvey Oswald abbia agito da solo. Di sicuro nutro dubbi sul fatto che si fosse motivato da sé. Voglio dire, non so se qualcun'altro fosse coinvolto, non mi spingo a discutere della teoria (dello sparo) dalla Grassy Knoll; ma mi domando se siano andati davvero in fondo sul periodo trascorso da Oswald in Russia, e l'influenza che su di lui ebbe Cuba."
Sono parole dell'attuale Segretario di Stato John Kerry, dette alla Nbc nel cinquantenario della morte del Presidente Usa John F. Kennedy, ucciso a Dallas il 22/11/1963.

Dichiarazioni simili a quelle del successore di Kennedy, il Presidente Usa Lyndon B. Johnson, rilasciate a Walter Cronkite nel settembre 1969:
"Non sono completamente convinto che non ci siano state connessioni internazionali; non mi sento di escluderle. [...] Non credo che la Commissione Warren o chiunque altro, possa essere completamente sicuro su ciò che abbia motivato Oswald, e altri che potrebbero essere coinvolti".
La teoria che Kennedy sia stato assassinato sullo sfondo di un complotto comunista è sempre stata nell'aria, sin dal pomeriggio di quel fatidico 22/11/1963; essa ha ricevuto un ulteriore impulso con A cruel and shocking act, best-seller di Philip Shenon, autorevole reporter del New York Times e di Newsweek. Nel suo libro, Shenon spiega perchè ci siano ancora così tanti dubbi sull'attentato di Dallas, e soprattutto perchè la verità non è uscita dalla Commissione Warren: istituita una settimana dopo l'assassinio di Kennedy, l'indagine era difettosa sin dall'inizio, con uno staff non all'altezza e scadenze ravvicinate da rispettare; in più, molte prove furono distrutte o manipolate a scopi politici dalle agenzie di Intelligence; in particolare, il Direttore Cia al Contro-Terrorismo James J. Angleton occultò documenti delicati per celare negligenze dei suoi agenti. Shenon si riferisce in particolare al viaggio di Oswald a Città del Messico, tra settembre e ottobre 1963.

Secondo il giornalista è proprio durante il soggiorno a Città del Messico che Oswald entrò in contatto con ambienti governativi castristi, e trovò le motivazioni che lo avrebbero spinto, un mese e mezzo dopo, a uccidere Kennedy. Una "verità" già nota alla Commissione Warren, ma ignorata per evitare un confronto con l'Unione Sovietica, ad appena un anno dalla "crisi dei missili" di Cuba.

Quindi, nel suo libro, Shenon finisce per elogiare Lyndon Johnson, perché "nascose" quei fatti: gli americani, venendo a sapere che Oswald aveva complottato con i comunisti, avrebbero invocato una ritorsione. La "verità" poteva scatenare una guerra nucleare.

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Le antiche radici spirituali della russofobia

Introduzione

Il termine "russofobia" (l'odio e/o la paura per ciò che è russo) è diventato piuttosto popolare negli ultimi anni, per gentile concessione dell'isteria anti-russa dell'Impero anglo-sionista, ma questo non è certo un concetto nuovo. Nel suo fondamentale libro "Russie-Occident - une guerre de mille ans: La russophobie de Charlemagne à la Crise Ukrainienne" (pubblicato in italiano come Russofobia. Mille anni di diffidenza) [in inglese], che ho recentemente recensito qui [in inglese], Guy Mettan pone le radici della russofobia già a partire dai tempi di Carlo Magno. Come può essere? Questo significherebbe che la russofobia precede la nascita della Russia di ben due secoli? Eppure, Mettan ha ragione, anche se perfino lui non dipinge il quadro completo.

Quello che mi propongo di fare oggi non è di discutere la russofobia moderna, che ha numerose cause e forme, ma di guardare indietro nella storia alle antiche radici spirituali di questo fenomeno relativamente moderno.

La mia tesi sarà probabilmente innescherà sorrisetti condiscendenti, espressioni di indignazione e accuse di bigottismo e di razzismo ancor più del solito. Mi sta bene. In realtà, accoglierò queste espressioni come una reazione viscerale a quello che mi propongo di scoprire qui sotto. Una debolezza lampante della mia tesi sarà che non mi dilungherò a presentare numerose fonti come prova per le mie affermazioni. Non solo non sto scrivendo qui un documento accademico: semplicemente non ho il tempo e lo spazio necessario per dimostrare tutte le mie affermazioni. Eppure, tutti i fatti e le affermazioni che faccio qui sotto sono facilmente verificabili per chiunque abbia una connessione a Internet. Il mio obiettivo oggi non è quello di convincere gli oppositori, ma di offrire alcune indicazioni, spero utili, a coloro che cercano di unire i puntini e vedere il quadro completo. Detto questo, andiamo ora molto indietro nel tempo.

Un contenzioso vecchio di 2.000 anni

Quelli che credono che i romani abbiano crocifisso Cristo farebbero meglio a smettere di leggere qui e a tornare al conforto dell'ignoranza. Quelli che hanno effettivamente letto il Nuovo Testamento o, se è per questo, i testi giudaici di base su questo argomento, sanno che Cristo è stato accusato e giustiziato per il reato di bestemmia: egli ha affermato di essere il Figlio di Dio, il Figlio dell'uomo (un titolo messianico), il Messia annunciato dai profeti e che egli era Dio: "In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, io sono" (Gv 8:58) (questo "Io Sono" è un riferimento diretto a Es 3:14). Questa affermazione è ciò che divide il popolo ebraico in quelli che hanno accettato le affermazioni di Cristo e hanno creduto in lui e quelli che non lo hanno fatto. Quello che è interessante è il punto di vista degli ebrei che hanno accettato Cristo su quegli ebrei che non lo hanno accettato. Come tutti sappiamo, san Giovanni il Teologo ha scritto le famose parole: "conosco la bestemmia di coloro che si dicono giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana" (Ap 2:9). E Cristo stesso ha dichiarato: "Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo" (Gv 8:39). Ciò che vediamo qui è la base per una pretesa che è stata enunciata in primo luogo nei tempi apostolici, e che è stata poi completamente approvata e ulteriormente approfondita dai Padri della Chiesa: quegli ebrei che hanno rifiutato Cristo hanno perso in tal modo la loro "ebraicità" e i "nuovi ebrei" sono i cristiani, indipendentemente dall'appartenenza etnica, che ora sono diventati il nuovo "popolo eletto". Nei nostri tempi moderni di correttezza iper-politica e "dialoghi ecumenici dell'amore" generalizzati, i cristiani per lo più ignorano questi fatti e, quando li conoscono, non osano parlarne in pubblico. Nel momento in cui i papi dichiarano che gli ebrei sono i loro "fratelli maggiori", che non hanno bisogno di accettare Cristo e che i cristiani e gli ebrei sono in attesa della medesima seconda venuta di Cristo, dire che il cristianesimo nega agli ebrei la loro identità molto ebraica è sicuramente "mauvais ton". Ma prima del XX secolo, questa affermazione cristiana che i moderni "ebrei" non erano più in realtà ebrei era di dominio pubblico, sia tra i cristiani sia tra gli ebrei.

[Nota integrativa: come ho spiegato in alcuni dettagli qui [in inglese], il moderno "giudaismo" non è la religione di "Abramo, Isacco e Giacobbe", ma la religione di Maimonide, Karo e Luria e ha le sue radici negli insegnamenti della setta dei farisei, nel Talmud e nella Kabbalah. L'erede moderno più vicino agli ebrei che hanno rifiutato Cristo ai tempi di Cristo sarebbe la setta dei caraiti. Il moderno "giudaismo" in realtà dovrebbe essere chiamato "talmudismo farisaico". Per uno sguardo patristico tradizionale alla Phariseic talmudismo, vedere qui [in inglese] e qui [in inglese]]

Al contrario, neppure gli insegnamenti giudaici su Cristo sono simpatici. Una rapida lettura delle Toledot Yesu [in inglese] o, se è per questo, dei passi su Cristo nel Talmud, convincerà chiunque abbia bisogno di essere convinto che l'odio dei farisei per Cristo non è stato saziato con la sua crocifissione. E perché nessuno pensi che tutto questo non è altro che sciocchezze razziste di nazisti con gli occhi azzurri, ecco un buon articolo su questo argomento da Ha'arez [in inglese] che corrobora tutto.

Che Guevara

Rivoluzione Islamica, ispirazione contro l'imperialismo

Ogni 4 novembre, gli iraniani ricordano la storica occupazione dell'ambasciata degli Stati Uniti in Iran, avvenuta nove mesi dopo la vittoria della Rivoluzione Islamica del 1979.

Il 4 novembre del 1979, un gruppo di studenti universitari iraniani occupò l'ambasciata degli Stati Uniti, divenuta un covo di spionaggio il cui obiettivo ultimo era quello di rovesciare la Repubblica islamica, sequestrando tutto il personale diplomatico. Dieci giorni più tardi, in risposta alla presa degli ostaggi, l'ex presidente americano Jimmy Carter ordinò il congelamento di tutti i beni e le proprietà del governo iraniano negli Stati Uniti. Gli studenti rivoluzionari iraniani arrestarono 52 spie americane travestite da diplomatici.

Documenti tagliuzzati furono ritrovati successivamente nel compound che confermarono il vero ruolo dell'ambasciata americana a Teheran. Infatti, le carte rivelarono che era divenuta il centro nevralgico di un complotto teso a rovesciare la Repubblica islamica dell'Iran. Il defunto fondatore della Repubblica islamica, l'Imam Khomeini, elogiò l'azione degli studenti definendola "una seconda rivoluzione".

Da questa eroica azione nacque lo slogan "Morte all'America", simbolo delle nazioni che resistono all'imperialismo degli Stati Uniti in tutto il mondo e in particolare nella regione dell'Asia occidentale. L'attuale eroica Resistenza del popolo yemenita è un esempio eccezionale di una nazione che sta resistendo al criminale imperialismo statunitense e dei suoi alleati nella regione.

Target

La nascita della NATO: Cos'è realmente (La Rosa dei Venti)?

Quando venne fondata la NATO l'obiettivo era in un contesto più ampio dello statunitense Piano Marshall, e l'intera operazione USA di unificare i paesi atlantici sviluppati del Nord America e dell'Europa, in vista di una Guerra Fredda presumibilmente per contrastare il comunismo, ma in pratica contro la Russia - il paese al cuore non solo della URSS, ma anche dell'Europa dell'Est (le aree che le forze di Stalin avevano sottratto a Hitler).

La NATO venne fondata grazie al Trattato del Nord Atlantico a Washington DC il 4 Aprile 1949, ed il suo famoso cuore è:
«Articolo 5: Le Parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o nell'America settentrionale, costituirà un attacco verso tutte, e di conseguenza convengono che se tale attacco dovesse verificarsi, ognuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva riconosciuto dall'art.51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate, intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'impiego della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale».
Tuttavia, ignorando completamente che il preambolo del Trattato cita:

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I Moai dell'Isola di Pasqua hanno anche il corpo!

Vedendo le immagini dei Moai sull'Isola di Pasqua (Cile), la domanda sorge naturale: ma quelle sculture hanno anche un busto?

La risposta, piuttosto scontata per gli archeologi esperti di Rapa Nui, è un po' meno ovvia per i non addetti ai lavori.

Gli 887 Moai che "sorvegliano" l'isola del Pacifico hanno un torso, piuttosto stilizzato, a sorreggere il capo.

In alcuni casi la loro figura emerge completamente da terra - si stima che il monolite più alto, noto come Paro, si erga per circa 10 metri dal suolo. In altri, il corpo della statua giace sottoterra, e i 150 Moai più famosi si trovano sepolti fino alle spalle sul fianco di un vulcano.

Per la loro collocazione suggestiva, sono anche i più ritratti nelle foto: ecco perché in molti credono che di queste statue non resti che la testa.

Gli archeologi sanno dell'esistenza del tronco di queste statue dall'epoca dei primi scavi sull'isola, nel 1914.

Un'altra importante campagna di scavi sui Moai fu eseguita negli anni '50, e nuovi scavi sono avvenuti nel 2010 (ma non sono stati gli unici: il sito dell'Easter Island Statue Project riporta tutte le ultime notizie sui lavori).

Qualche anno fa una catena di mail con foto vecchie e nuove dei colossi di pietra lavica, realizzati tra il 1100 e il 1500 dall'antica civiltà di Rapa Nui, "vendeva" la scoperta dei busti delle statue come una sensazionale scoperta archeologica: da qui la curiosità sul corpo delle sculture.

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La misteriosa origine dei "Dischi Bi" di Giada e delle "Pietre Dopra"


Nella Cina antica, in un'epoca che risale almeno al 5 mila a.C., grandi dischi di pietra venivano collocati sui corpi degli aristocratici defunti, ma il loro significato e la loro funzione originaria ancora sfugge, così come non è chiaro il modo in cui sono stati realizzate, dato che sono state ricavate da pietra di giada, un materiale estremamente duro.
La Giada è una pietra appartenente alla famiglia dei silicati ed è spesso utilizzata per produrre vasi, gioielli e altri ornamenti. Solitamente è incolore, ma la contaminazione con altri minerali, tipo il cromo, le donano la caratteristica tonalità verde smeraldo.

E' un materiale estremamente difficile da lavorare, fattore che rende perplessi sul fatto che sia stata utilizzata già 7 mila anni fa nella Cina neolitica, periodo in cui non erano ancora disponibili strumenti di metallo.

La forma più sconcertante data a questa magnifica pietra dagli artigiani cinesi del neolitico è quella del disco, spesso chiamati dischi Bi. Si tratta di anelli piatti creati dalla cultura Liangzhu per scopi cerimoniali.

Infatti, la maggior parte di questi particolari manufatti è stata rinvenuta nelle sepolture di defunti di rango elevato, dove sono stati trovati insieme agli altrettanto enigmatici tubi cong, manufatti in giada a sezione circolare all'interno e a sezione quadrata all'esterno.

Le pietre venivano poste in posizione di rilievo sul corpo del defunto, solitamente vicino allo stomaco o al petto, e spesso rappresentavano la classica simbologia relativa al cielo. La parola cinese per la pietra di giada è YU, che significa puro, tesoro, nobile.

La funzione e il significato originario di questi enigmatici oggetti rimane ignota, dato che le culture neolitiche non hanno lasciato documenti scritti. Inoltre, il significato simbolico probabilmente è mutato nel tempo. Le tradizioni più tardive associavano il bi con il cielo e il cong con la terra.

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Sardegna, riemerge sommergibile inglese dalla II guerra mondiale

© Foto: fornita da Massimo Domenico Bondone

"Sono state emozioni fortissime, perché non pensavamo più di riuscirci!", descrive così le sue sensazioni il sub genovese Massimo Domenico Bondone dopo il ritrovamento del sommergibile inglese P311, rimasto sul fondo del mare sardo per 73 anni.


Davanti all'isola Tavolara nel pieno della II Guerra mondiale è affondato il sommergibile inglese con a bordo 71 marinai, di cui dal 1943 non c'erano più notizie... fino a qualche giorno fa. Il sub Bondone con il supporto tecnico dell'Orso Diving Club dopo diversi tentativi, quasi rassegnatosi, ha finalmente ritrovato a 100 metri di profondità il relitto, praticamente intatto.

© Foto: Massimo Domenico Bondone
Corrado Azzali, Massimo Domenico Bondone, Luca Magliacca
Gli echi della II guerra mondiale arrivano fino ai giorni nostri. Tuttora vengono ritrovati, su quelli che erano all'epoca i campi di battaglia, resti delle vittime o dei semplici elmetti, degli oggetti come a ricordarci quei momenti di immane tragedia. Il sommergibile della Royal Navy era in missione per mettere fuori uso gli incrociatori Trieste e Gorizia, il destino ha fatto sì che dopo 73 anni proprio un italiano abbia ritrovato il relitto, un vero cimitero di guerra. Il cerchio si è chiuso, le famiglie dei marinai inglesi, che ora sanno dove giacciono i loro parenti deceduti in guerra, hanno già espresso la loro gratitudine per quest'importante scoperta al sub italiano. Sputnik Italia ha raggiunto per una testimonianza il protagonista del ritrovamento, Massimo Domenico Bondone.

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Il pugnale di Tutankhamon è fatto con ferro di meteorite

Un team di ricercatori del Politecnico di Milano, dell'università di Pisa, del CNR, del Politecnico di Torino, del Museo Egizio del Cairo, dell'università di Fayoum e della ditta XGLab, ha pubblicato su Meteoritics and Planetary Science lo studio "The meteoritic origin of Tutankhamun's iron dagger blade" che documenta l'origine meteoritica del ferro della lama del pugnale appartenuto a Tutankhamon, il faraone bambino vissuto nel XIV secolo Avanti Cristo.

Nella ricerca italo-egiziana si legge che
Gli studiosi hanno a lungo discusso dell'introduzione e della diffusione della metallurgia del ferro in civiltà diverse. L'uso sporadico di ferro stato segnalato nell'area del Mediterraneo orientale dal tardo Neolitico all'Età del Bronzo. Nonostante la rara presenza di ferro fuso, si ritiene generalmente che i primi oggetti in ferro siano stati prodotti da ferro meteoritico. Tuttavia, i metodi di lavorazione del metallo, il suo utilizzo e diffusione sono questioni controverse, compromesse dalla mancanza di un'analisi dettagliata. Fin dalla sua scoperta nel 1925, l'origine meteoritica della lama di ferro del pugnale dal sarcofago dell' antico re Tutankhamon (XiV sec,. aC) è stato oggetto di dibattito e analisi precedenti hanno dato risultati controversi.