OF THE
TIMES
"Ancora oggi ho seri problemi a credere che Lee Harvey Oswald abbia agito da solo. Di sicuro nutro dubbi sul fatto che si fosse motivato da sé. Voglio dire, non so se qualcun'altro fosse coinvolto, non mi spingo a discutere della teoria (dello sparo) dalla Grassy Knoll; ma mi domando se siano andati davvero in fondo sul periodo trascorso da Oswald in Russia, e l'influenza che su di lui ebbe Cuba."Sono parole dell'attuale Segretario di Stato John Kerry, dette alla Nbc nel cinquantenario della morte del Presidente Usa John F. Kennedy, ucciso a Dallas il 22/11/1963.
"Non sono completamente convinto che non ci siano state connessioni internazionali; non mi sento di escluderle. [...] Non credo che la Commissione Warren o chiunque altro, possa essere completamente sicuro su ciò che abbia motivato Oswald, e altri che potrebbero essere coinvolti".La teoria che Kennedy sia stato assassinato sullo sfondo di un complotto comunista è sempre stata nell'aria, sin dal pomeriggio di quel fatidico 22/11/1963; essa ha ricevuto un ulteriore impulso con A cruel and shocking act, best-seller di Philip Shenon, autorevole reporter del New York Times e di Newsweek. Nel suo libro, Shenon spiega perchè ci siano ancora così tanti dubbi sull'attentato di Dallas, e soprattutto perchè la verità non è uscita dalla Commissione Warren: istituita una settimana dopo l'assassinio di Kennedy, l'indagine era difettosa sin dall'inizio, con uno staff non all'altezza e scadenze ravvicinate da rispettare; in più, molte prove furono distrutte o manipolate a scopi politici dalle agenzie di Intelligence; in particolare, il Direttore Cia al Contro-Terrorismo James J. Angleton occultò documenti delicati per celare negligenze dei suoi agenti. Shenon si riferisce in particolare al viaggio di Oswald a Città del Messico, tra settembre e ottobre 1963.
«Articolo 5: Le Parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o nell'America settentrionale, costituirà un attacco verso tutte, e di conseguenza convengono che se tale attacco dovesse verificarsi, ognuna di esse, nell'esercizio del diritto di legittima difesa individuale o collettiva riconosciuto dall'art.51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate, intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'impiego della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell'Atlantico settentrionale».Tuttavia, ignorando completamente che il preambolo del Trattato cita:

Gli studiosi hanno a lungo discusso dell'introduzione e della diffusione della metallurgia del ferro in civiltà diverse. L'uso sporadico di ferro stato segnalato nell'area del Mediterraneo orientale dal tardo Neolitico all'Età del Bronzo. Nonostante la rara presenza di ferro fuso, si ritiene generalmente che i primi oggetti in ferro siano stati prodotti da ferro meteoritico. Tuttavia, i metodi di lavorazione del metallo, il suo utilizzo e diffusione sono questioni controverse, compromesse dalla mancanza di un'analisi dettagliata. Fin dalla sua scoperta nel 1925, l'origine meteoritica della lama di ferro del pugnale dal sarcofago dell' antico re Tutankhamon (XiV sec,. aC) è stato oggetto di dibattito e analisi precedenti hanno dato risultati controversi.