È un po' tardi perché l'Unione Europea ricordi la legge internazionale sul suo confine occidentale, quando l'ha ignorata su quello orientale. Così parla Marko Gasic, commentatore di affari internazionali.


Il leader della Catalogna si è impegnato a dichiarare nei prossimi giorni l'indipendenza della regione dalla Spagna.

Carles Puigdemont, presidente della regione scissionista, ha detto martedì alla BBC di esser pronto a dichiarare l'indipendenza "alla fine di questa settimana o all'inizio della prossima".

Le autorità spagnole continuano a dire che il voto di domenica era illegale ed incostituzionale, mentre l'UE ha dato il proprio sostegno al primo ministro per risolvere la crisi.

La mossa è stata criticata dal presidente serbo, che ha accusato l'Unione di aver avuto una posizione diversa sul Kosovo.

Il presidente serbo Aleksandar Vucic non ha moderato i termini quando ha fatto una domanda piuttosto ovvia: "Come avete fatto a dichiarare legale la separazione del Kosovo, avvenuta senza previo referendum, e come hanno fatto 22 paesi dell'Unione Europea a legalizzare questa secessione, in barba al diritto comunitario?"

Marko Gasic, commentatore di affari internazionali, ha detto che il voto in Kosovo è stato riconosciuto perché quel paese non fa parte dell'Unione.
"Alcuni dicono che l'UE abbia due pesi e due misure su questo argomento. Io direi che semplicemente non conosce o non rispetta il diritto internazionale, perché si oppone alla secessione catalana e supporta quella kosovara in Serbia", dice Gasic ad RT.
Ha aggiunto: "Questa è palese schizofrenia".

Gasic ha fornito una visione storica sul passato atteggiamento dell'UE sulla secessione del Kosovo.
"Ora si oppone al referendum in Spagna, allora lo organizzava in Jugoslavia", ha ricordato. "In Jugoslavia dicevano che non importava cosa recitasse la Costituzione; in Spagna dicono che la Costituzione è la cosa più importante. In Jugoslavia dicevano «avete due settimane per decidere sull'indipendenza di parti del paese, e noi decideremo per voi entro una settimana» - questo accadeva nel '92".
Gasic dubita che l'Unione abbia imparato qualsiasi lezione dalla sua esperienza passata, dato che "non ha mai ammesso alcun errore".
"Credo che l'UE si comporterà di nuovo allo stesso modo, perché [il Kosovo] non appartiene al club dei ricchi, la Spagna sì", ha aggiunto.
Nel caso di Jugoslavia e Kosovo, l'UE "sta decidendo il destino di paesi al di fuori della propria sfera", perché, sebbene voglia "stabilità all'interno dell'Unione", non ha alcun problema quando si tratta di "instabilità al di fuori... questo dà infatti all'Unione una scusa per proiettarsi in tali aree", sostiene Gasic.

L'analista politico ha rilevato che "se l'UE vuole essere coerente con il diritto internazionale, dovrebbe opporsi alla secessione in Spagna, in Serbia o in qualsiasi altro paese, in conformità con l'Atto finale di Helsinki e lo Statuto delle Nazioni Unite. L'autodeterminazione dovrebbe avvenire all'interno degli Stati nazionali, o meglio all'interno, non senza di essi".
"L'UE si comporta in modo diverso a seconda di come le conviene. Sostiene la Spagna perché ha interesse a farlo. E si opponeva alla Jugoslavia, ed alla Serbia ora, perché è un'opportunità per estendere il proprio potere laggiù".
"Penso che i serbi capiscano il paragone tra la Catalogna e il Kosovo e la Metohija. È un qualcosa che i catalani stessi capiscono. Il governo della Catalogna si aspetta che l'Unione sostenga il proprio tentativo di indipendenza, perché pensa: "se una cabala criminale in Kosovo, che smercia droga ed organi, può separarsi dalla Serbia, allora perché noi civili catalani non dovremmo avere lo stesso piacere a spese della Spagna?".
"Non si può biasimare i catalani per aver agguantato il vaso di Pandora aperto dall'UE. È un po' tardi perché l'Unione ricordi oggi la legge internazionale sul suo confine occidentale quando l'ha ignorata su quello orientale", ha dichiarato Gasic ad RT.
'Double standard & hypocrisy' - #Serbia's president calls out the EU after denouncement of the #Catalan #referendum https://t.co/NsgPYZWRZk pic.twitter.com/IhbhKe3UhL

— RT (@RT_com) October 3, 2017

'Doppia morale ed ipocrisia' - #Il presidente della Serbia sfida l'UE dopo la denuncia del #referendum#catalano https://t.co/NsgPYZWRZk pic.twitter.com/IhbhKe3UhL
- RT (@RT_com) 3 ottobre 2017
'Perché la NATO non sta bombardando la Madrid da 78 giorni?'

L'ex diplomatico britannico William Mallinson ha dichiarato ad RT che una parte importante del problema che coinvolge la crisi catalana è "l'enorme dimensione dell'Unione Europea e la globalizzazione" che stanno provocando la "lenta distruzione degli Stati-nazione stessi".

Questo indebolimento dello stato nazione causa l'"irritazione delle parti più piccole".

Mallinson ha poi tracciato parallelismi tra quel che sta accadendo oggi in Spagna e gli eventi passati, quando la NATO aprì un'implacabile offensiva contro la Jugoslavia e la sua capitale Belgrado sulla questione dell'indipendenza del Kosovo.
"Perché la NATO non sta bombardando Madrid da 78 giorni? La situazione è la stessa sotto moltissimi aspetti".
"Anzi, il Kosovo è ancor più parte della Serbia rispetto a quanto la Catalogna lo è per la Spagna. Ricordiamo che si unì nel Medioevo quando Ferdinando ed Isabella misero assieme tutti quei pezzi del paese. La Spagna è un paese unito ma resta un conglomerato. Dobbiamo anche sottolineare un pericoloso effetto domino. Tutta la situazione farà arrabbiare ancor di più i baschi. Ed ovviamente anche altre parti d'Europa, forse anche i Valloni in Belgio, per non parlare della Scozia", ha proseguito.
Mallinson pensa che una possibile soluzione alla crisi in corso sia quella di "cacciare le teste calde e far sì che Rajoy ed i leader della Catalogna trovino un temporaneo compromesso, mentre tutti si riuniscono e cercano di metter fine a questi effetti deleteri della globalizzazione e della distruzione dello Stato nazione".

"Tenere fuori chi interferisce", ha sottolineato.

Fonte originale: www.rt.com

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG