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Il recente battibecco tra Nord e Sud Corea - scatenato dopo che due soldati Sudcoreani sono stati gravemente feriti dalle mine nella zona smilitarizzata - è stato risolto, ma la divisione del paese che dura da 60 anni rimane ad oggi più volatile che mai. I miei antenati sono dalla Corea del 'Nord', ma emigrarono verso l'Estremo Oriente della Russia quando non c'era né la Corea del 'Nord' né quella del 'Sud', solo la Corea. Mio nonno, che ha combattuto nella Guerra di Corea, era un russo, ma coreano di etnia. È stato nominato il maggiore generale dell'Esercito di RPDC verso la fine della guerra. La sua famiglia, tra cui mia madre, ha vissuto a Pyongyang dal 1947 fino al 1958, ad eccezione di un periodo di tre anni, dal 1951, quando presero rifugio nel consolato Russo della Manciuria.

Mia nonna ha insegnato il russo all'Associazione culturale Russia-Corea. Ha lavorato anche come ragioniera presso la Croce Rossa in Corea. Mia madre ha frequentato la scuola di Pyongyang e quella del consolato russo in Manciuria. Mio nonno fu nominato comandante della divisione corrazzata sovietica quando morì il suo ex comandante (che era amico di mio nonno). In prima linea, ha combattuto con la divisione del Battaglione 17, ed è stato premiato con numerose medaglie e ordini al merito da URSS, Corea e Mongolia.

Mentre era facile allora, proprio come lo è oggi, attribuire la lunghissima guerra civile della Corea alle differenze ideologiche e alle tensioni etniche regionali, il gigantesco elefante nella stanza, era - ed è tuttora - l'enorme presenza militare Americana nella Corea del Sud. Il 27 giugno del 2003, il Tribunale Penale Internazionale di New York ha trovato all'unanimità il governo e l'esercito degli Stati Uniti colpevoli di 19 capi d'imputazione per crimini di guerra commessi contro la Corea dal 1945 al 2001. Giudici provenienti da 17 paesi diversi hanno dato ascolto alle testimonianze delle vittime Coreane - rappresentati da delegazioni della Corea del Sud, Giappone, Canada, Germania e Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha rifiutato il visto a una delegazione di 11 avvocati che portavano testimonianza della Repubblica democratica popolare di Corea (RPDC, o Corea del 'Nord'). Nonostante l'assenza della delegazione 'Nordcoreana', le prove accumulate erano schiaccianti. Il tribunale è stato il culmine del lavoro svolto dalla Commissione per la Verità e Riconciliazione di Corea (CVC), che è stato istituito dopo l'esposizione delle atrocità Americane contro i civili a No Gun Ri durante la guerra di Corea. Il massacro di No Gun Ri è avvenuto il 26-29 luglio, 1950, quando circa 300 rifugiati della Corea del Sud sono stati uccisi dal 2° battaglione, dalla settima Cavalleria, e da un attacco aereo degli Stati Uniti, presso un ponte ferroviario vicino al villaggio di No Gun Ri. Il superstite Yang Hae Chan testimoniò quanto segue:
"Il pavimento sotto il ponte era una miscela di ghiaia e sabbia. La gente scavava la terra a mani nude per nascondersi, altre persone ammassavano i morti come per farne una barricata, e si nascosero dietro i cadaveri che facevano da scudo contro i proiettili."
La testimonianza del superstite Coreano è corroborata dai resoconti di 35 veterani del 7 ° Reggimento di Cavalleria Statunitense. "C'era un tenente che urlava come un pazzo, 'sparate a tutto quello che si muove, uccideteli tutti! Tutti Quanti!' ", ricorda il veterano della 7a Cavalleria, Joe Jackman. "Non sapevo se erano soldati o meno. Bambini, c'erano pure bambini là, sotto il ponte, non faceva alcuna differenza chi fossero, bambini di otto anni o vecchi di 80 anni, ciechi, storpi o pazzi, hanno ucciso tutti quanti."

Le conclusioni del Tribunale del 2003 sono state le seguenti:
I membri del Tribunale Penale Internazionale hanno trovato colpevoli gli imputati sulla base delle prove contro di loro: ciascuno dei diciannove reati distinti nella denuncia iniziale è stato stabilito con fermezza di essere stato commesso al di là di ogni ragionevole dubbio. I membri del Tribunale hanno stabilito che questi crimini sono stati perpetrati nel corso di tre principali episodi di intervento e occupazione Americana in Corea.

Il periodo più noto va dal 25 giugno 1950 fino al 27 luglio 1953, la "Guerra di Corea", dove morirono più di 4,6 milioni di Coreani, secondo le prudenti valutazioni dell'Occidente, di cui 3 milioni di civili del Nord e 500.000 civili del Sud. Le prove dei crimini di guerra degli Stati Uniti presentati a questo Tribunale comprendevano sia testimonianze oculari che testimonianze documentarie sui massacri di migliaia di civili nel Sud della Corea da parte delle forze militari statunitensi. Sono stati presentate anche abbondanti prove riguardo la condotta criminale e genocida degli Stati Uniti in Corea del Nord, compresa la distruzione sistematica della maggior parte degli edifici e delle abitazioni, con artiglieria e bombardamenti aerei da parte degli Stati Uniti; le atrocità diffuse commesse dalle forze militari americane e coreane (Repubblica di Corea) contro i civili e prigionieri di guerra; la deliberata distruzione di infrastrutture essenziali alla vita civile e produzione economica; e l'uso di armi illegali di guerra biologica e chimica da parte degli Stati Uniti contro il popolo e l'ambiente della Corea del Nord. Sono state anche presentate testimonianze oculari e documentarie sui gravi abusi sistematici subiti dalle donne della Corea del Sud e del Nord, caratterizzati da stupri di massa, violenze sessuali e omicidi.

Il periodo di tempo meno conosciuto, ma di fondamentale importanza per la comprensione del periodo bellico, sono i 5 anni prima dello scoppio della Guerra di Corea, da quando le truppe statunitense sbarcarono in Corea l'8 settembre 1945. I membri del Tribunale hanno esaminato molte prove dei crimini degli Stati Uniti in quel periodo, contro la pace, e crimini contro l'umanità. I membri concludono che il governo degli Stati Uniti ha agito per dividere la Corea contro la volontà della stragrande maggioranza del popolo, di limitare la sua sovranità, creare uno stato di polizia nel Sud della Corea usando a tale scopo molti ex collaboratori del dominio giapponese, e provocare tensioni e minacce tra il Sud e il Nord Corea, opponendosi e sabotando eventuali piani di riunificazione pacifica. In questo periodo gli Stati Uniti hanno addestrato, diretto e sostenuto la Repubblica di Corea con omicidi sistematici , imprigionamento, tortura, sorveglianza, molestie e violazioni dei diritti umani di centinaia di migliaia di persone, in particolare di quegli individui o gruppi considerati nazionalisti, di sinistra, contadini che richiedevano riforme agrarie, sindacalisti e/o simpatizzanti del Nord.

I membri del Tribunale reputano che, nel periodo dal luglio 1953 ad oggi, gli Stati Uniti hanno continuato a mantenere una potente forza militare nel Sud della Corea, sostenuta da armi nucleari, in violazione del diritto internazionale e intesa ad ostacolare la volontà del popolo coreano verso la riunificazione. L'occupazione militare è stata accompagnata dal sistematico sfruttamento sessuale delle donne Coreane, che spesso portava alla violenza e perfino all'omicidio di donne innocenti ad opera dei soldati americani, che si reputavano al di sopra della legge. Le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti sulla Corea del Nord hanno impoverito e debilitato il popolo, portando ad una considerevole riduzione della speranza di vita, alla diffusa malnutrizione e persino all'inedia, in un paese dove poco tempo prima si esportava cibo. Il rifiuto del governo degli Stati Uniti di concedere visti a una delegazione della Repubblica Democratica popolare di Corea, che prevedeva di partecipare a questo tribunale, conferma l'intento criminale degli imputati di isolare le loro vittime, impedendoli così di raccontare la loro storia al mondo intero.

In tutti questi 55 anni, il governo degli Stati Uniti ha sistematicamente manipolato, controllato, diretto, disinformato e censurato la stampa e i media per ottenere un sostegno costante per il suo intervento militare, l'occupazione e i crimini perpetrati contro il popolo della Corea. Inoltre ha inculcato atteggiamenti razzisti all'interno delle truppe degli Stati Uniti e nella popolazione in generale, preparando la gente a commettere e/o accettare le atrocità e le politiche di genocidio commesse contro il popolo Coreano.

Ha violato la Costituzione degli Stati Uniti, la delega di poteri sulla guerra e le forze armate, la Dichiarazione dei Diritti, la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e le leggi della Repubblica di Corea, Corea del Nord, Repubblica Popolare di Cina, Giappone e molti altri, nella sua determinazione illegale, di esercitare la propria volontà sulla penisola Coreana.

I membri del Tribunale Penale Internazionale della Corea trovano il governo degli Stati Uniti e i suoi leader responsabili per questi atti criminali e condannano i colpevoli coi termini più duri possibili.
Se si vuole capire perché al presente la Corea del Nord è così ostile verso gli Stati Uniti, bisogna capire la gravità dei danni subiti della Corea del Nord dagli Stati Uniti durante la "Guerra di Corea". Bruce Cumings è il presidente del dipartimento di storia presso l'Università di Chicago e autore del libro Le origini della Guerra di Corea, in cui ha dettagliato il bombardamento micidiale della Corea Settentrionale da parte degli Americani. "Quello che quasi nessun americano sa o si ricorda," Cumings ha scritto, "è che noi abbiamo bombardato il Nord per tre anni senza curarci minimamente delle vittime causate tra i civili. Gli Stati Uniti lanciarono più bombe sulla Corea (635.000 tonnellate, e anche 32.557 tonnellate di napalm) che in tutto il teatro di guerra del Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale. La nostra mentalità ci suggeriva che 'i coreani sono nient'altro che selvaggi, perciò non sentivamo alcun rimorso della coscienza quando si doveva buttare addosso del napalm a degli innocenti'."

Durante la Guerra di Corea gli Stati Uniti distrussero quasi tutta la penisola coreana, e tante città erano state rase al suolo. Ad esempio la città di Pyongyang era stata distrutta al 75%, Sariwon al 95%, e Sinanju al 100%. Gli squadroni della forza aerea Statunitense sotto comando del generale Douglas MacArthur hanno bombardato le dighe nel Nord che scatenarono degli tsunami all'interno del paese. Napalm e altre armi sono stati testate sui civili, per la prima volta. "La sfrenata macchina dei bombardamenti incendiari, bruciò il Nord per tre anni", ha scritto, "che di conseguenza ha fatto diventare il Nord del paese un deserto con pochi superstiti, che per restare in vita hanno dovuto imparare ad amare il riparo nelle caverne, montagne, tunnel e ridotte ad un mondo sotterraneo che è diventato la base per ricostruire un intero paese, e un ricordo per alimentare un odio feroce tra frange di popolazione. Alla base della loro verità sta l'enorme sofferenza che hanno subito e non una dottrina fredda, primitiva e priva di senso."

Immagini da: redyouthuk.wordpress.com

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50 ° anniversario della Strage di No Gun Ri. Dopo l'attacco iniziale, i rifugiati si erano nascosti in un canale sotterraneo e un tunnel sotto il ponte. Le forze armate statunitensi avevano posizionato delle mitragliatrici alle due estremità del canale sotterraneo e del tunnel. Per più di tre giorni, i mitraglieri uccisero coloro che cercavano di scappare via, uccidendo circa 300 persone. In seguito dei soldati con armi di piccolo calibro, si sarebbero avvicinati al ponte per far fuori i sopravvissuti. Uno dei 12 superstiti ha riportato: "I soldati americani hanno giocato con le nostre vite come i ragazzi giocano con le mosche." Bruce Cumings ritiene che i soldati Americani erano determinati e decisi nel non lasciare in vita alcun testimone.
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Una rivolta comunista sull'isola di Jeju al largo della costa meridionale della penisola coreana, iniziata nel mese di aprile 1948. Tra 14.000 e 60.000 persone vennero uccise o fucilate sull'isola in scontri tra le varie fazioni. La brutale repressione di questa ribellione da parte dell'esercito Sudcoreano ha causato molte vittime, la distruzione di molti villaggi sull'isola, e molte ribellioni sul territorio coreano.
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“Bombardando la città di Pyongyang l'abbiamo rasa al suolo”, così si vantava il generale Americano McArthur.
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R.I.P.
Quest'ultima immagine, presa da koryo-saram.ru:

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Il Generale Aleksej Ivanovic Ten, mio nonno. Morì nel 1977, all'età di 60 anni.