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Il Meglio del Web: Dollaro, Petrolio e Caos: La fine del Vecchio Ordine Mondiale

petrodollar
Il disastro militare in Iraq e in Afghanistan ha segnato l’inizio di una ritirata strategica senza precedenti degli Stati Uniti dal Medio Oriente. Scelte errate, eccessiva confidenza nelle proprie capacità e l’emergere di un mondo multi-polare i fattori chiave. La perdita di influenza da parte americana nella regione ha generato circostanze più o meno volute. Per quanto possa sembrare incredibile, il post-Iraq e il post-Afghanistan sono diventati quasi un modello da esportare.


La regola base per i policymakers americani è semplice quanto diabolica: se non puoi controllare un paese, tanto vale lasciarlo in bancarotta e in una situazione di perenne instabilità interna.
Con il ritiro delle truppe americane da Iraq e buona parte dall'Afghanistan, il caos ha continuato a regnare minando il progresso di due nazioni strategiche nello scacchiere di Washington. La dottrina dopo l'abbandono dell'Iraq si basa sul tentativo maldestro di generare caos per poi controllarlo a proprio vantaggio. I precedenti di Iraq e Afghanistan hanno di fatto obbligato gli Stati Uniti a cercare nuovi metodi per inseguire i propri interessi (geo)politici. Meno appariscenti (drone-war), meno dispendiosi economicamente e senza un intervento diretto. In Medio Oriente e in Nord Africa, l'estremismo Wahabita di Al Qaeda/Daesh e tutte le sue declinazioni sono da sempre l'alleato chiave in questa missione, per Washington.


Il Caos come strumento (geo)politico


Modellare il caos potendo sempre contare sul plausibile diniego da riversare su altri paesi come Israele, Turchia, Arabia Saudita e Qatar. E' a loro che viene delegata gestione e coordinamento delle cellule locali di Daesh, Al Qaeda, Al Shabaab, Boko Haram e tutti i gruppi di natura terroristica. E' in linea con questa nuova concezione che si sono potute manipolare e trasformare primavere arabe in rivolte violente contro stati sovrani.

La famigerata tattica di 'guidare-da-dietro' nel corso degli anni ha causato problemi persino tra Washington e i propri associati. Insicurezza, sfiducia e agende politiche indipendenti hanno proliferato in paesi come Turchia, Israele, Arabia Saudita e Qatar. In alcune fasi si sono generati conflitti persino tra alleati. Pensiamo alla "primavera araba" in Egitto e l'ascesa di Morsi. Un disastro. La cacciata di Mubarak, uno dei primi casi in cui venne applicata la tattica della "primavera araba". L'illusione consisteva nel modellare nazioni intere, a proprio piacimento, con il minimo sforzo in termini bellici, ma il massimo rendimento in termini politici. Il sogno si infranse con il colpo di stato di Al-Sisi, pochi mesi dopo.

Le conseguenze furono un completo disastro. L'Egitto virò prepotentemente su Mosca come partner principale, i Sauditi mostrarono profonda irritazione con la scelta americana di sostenere Morsi (Fratelli Musulmani). Turchia e Qatar ebbero reazioni ancor più ostili nei confronti dell'Arabia Saudita per il sostegno al colpo di stato di Al-Sisi in Egitto, ma soprattutto nei confronti di Washington per non aver sostenuto a dovere Morsi. La rivolta in Egitto si rivelava per Washington un suicidio quasi senza precedenti, sotto ogni punto di vista. Più che controllare il caos, Washington iniziava a subire i primi contraccolpi di una politica estera scellerata.

La tattica di disintegrare nazioni sovrane iniziava a mostrarsi per quello che è: uno dei più grandi fallimenti della politica estera americana. Ciò che è rimasto dopo una mezza dozzina di primavere arabe è il caos, senza la minima possibilità per Washington di controllare o gestire a proprio favore gli eventi. Le cause di questo drammatico fallimento continuano ad essere tangibili. Le motivazioni e le responsabilità investono tutta la classe politica americana. I media mainstream alimentano bugie e propaganda che finiscono per inghiottire tutto, anche il contatto con la realtà di imprenditori, generali e senatori incapaci oramai di riconoscere coloro che controllano direttamente o indirettamente in una regione liquida come quella medio orientale.

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Il Meglio del Web: IL MIO IRAQ. E QUELLO DEGLI ALTRI. 16/1/2016, 25 anni dall'inizio dell'olocausto

siria militari


In Siria e in Iraq le forze patriottiche sono all'offensiva.
"Quando racconto la verità, non è tanto per convincere coloro che non la conoscono, quanto per difendere quelli che la sanno". (William Blake)
"E finchè facevano guerre, il loro potere veniva preservato, ma quando ottennero l'impero, caddero. Perché dell'arte della pace non sapevano niente e non si erano mai dedicati a nulla che fosse meglio della guerra". (Aristotele. Gli Usa, dalla nascita, hanno fatto in media una guerra all'anno).


Una partita con tre campi da gioco


In tutte le guerre, rivoluzioni, aggressioni che ho vissuto e ho provato a raccontare, si configuravano sempre tre schieramenti. Il primo stava sul campo "Realtà" ed era costituito dal popolo sotto attacco e dai suoi amici in giro per il mondo; il secondo stava sul lato opposto, in un campo chiamato "Menzogna" ed erano le armate e le parole di soldati, politici, banchieri, industriali colonizzatori. In mezzo, con una gamba di qua e una di là, in un campetto di nome "Né-Né", ciondolavano gli Astenuti. Ho sempre pensato che, per primi, dovevano essere tolti di mezzo questi qua. Confondevano sia la vista, sia i suoni dello scontro, che quelli della "Realtà" si sforzavano di percepire. Spargevano, anche all'occhio di chi guardava dalla finestra, una nebbiolina che offuscava i contorni. Per me combattere quelli del campo "Menzogna" significa far piazza puilita degli "Astenuti". Dopo, si sarebbero potuti affrontare i nemici, meglio identificati grazie alla scomparsa dei mistificatori. Con gli Astenuti, va detto, gli irreali non se la sono mai presa.

Sono parecchi i luoghi dove ho visto questi soggetti manifestarsi, sempre nella formazione appena descritta: Palestina 1967, Irlanda 1969-1990, Jugoslavia 1999-2001, Iraq 1977-2003, Venezuela, Argentina, Bolivia, Ecuador 2002-2006, Cuba 1995-2005, Libano 1997-2006, Libia 2011, Siria dal 2012. Non mi sono mai potuto privare della scoperta di trovare, in tutti questi campi, immancabilmente gli Astenuti o "Né-Né". In Palestina, pur biasimando il regime sionista, predicano la nonviolenza a coloro cui andavano sfasciando la testa le SS sioniste e arrivano a dare del "terrorista" a quelli a cui orde di robocop trovano (o mettono) un coltello addosso. Pur alzando il ciglio sull'occupazione britannico-fascista dell'Irlanda del Nord, rampognavano la risposta dei repubblicani, troppo dura, e ne festeggiarono la resa, come trionfo della pace, con l'Accordo del Venerdì Santo (1998). In Palestina il "diritto dello Stato di Israele di esistere" si confonde con i pat-pat sulle spalle degli espropriati e genocidati. Fino a inebriarsi della truffa di Oslo e dei "Due Stati".e caldeggiare marcette pacifiste di 10 palestinesi e 4 israeliani.

milosevic
Con la Jugoslavia, l'epistemologia sulla natura di cosa andava succedendo e chi erano gli attori in scena ha visto la prima manifestazione della sindrome schizofrenica che colpisce gli Astenuti. Nato cattiva, ma Milosevic dittatore. Dunque, eticamente, né-né. Tra chi bombardava televisioni, ospedali, case, ponti, treni, scuole, fabbriche petrolchimiche, per ridurre in frantumi e contaminare un paese e chi questo trattamento lo subiva, fiorì rigoglioso il né-né. Né con la Nato, né con Milosevic. Ma in fondo, un po' meno di meno, con quei ipernazionalisti del dittatore serbo. E così, succhiando linfa dall'informazione totalitaria e oligarchica, lastricavano di buone intenzioni la strada per l'inferno.

Con una coerenza invidiata da tutti noi, in Libia si incupirono più degli inesistenti "bombardamenti di Gheddafi sulla propria gente" degli spavaldamente esistenti missili a pioggia. E rivestirono di panni sgargianti di arcobaleno iinvasati terroristi che decollavano e scuoiavano civili e prigionieri. Spettacolino ripetuto per Iraq e Siria. Su un popolo cui per 25 anni hanno riservato un destino mostruoso, paragonabile a quello palestinese solo perché questo dura da settant'anni, hanno fatto pendere, e continuano a farlo, la spada di Damocle del dittatore Saddam. Ha sterminato 200mila curdi (sono ancora tutti lì e si mangiano pezzi di Iraq su mandato USraeliano), divorato il Kuweit (provincia irachena rescissa dai britannici), represso il suo popolo, sterminato 5000 comunisti (mai successo). E in fondo, ignominia!, anche amico degli Americani che lo hanno armato (mai amico, mai armato, se non dall'URSS). Così ha potuto essere tranquillamente preso a calci e appeso.

Bomb

Il Meglio del Web: ISIS colpisce anche Giacarta. Almeno qui non c'entra Erdogan

strage giacarta
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Il Califfato colpisce ad Istanbul (molti morti, turisti tedeschi); poche ore dopo, colpisce a Giacarta (morti fra gli occidentali). Poco prima, aveva fatto una strage enorme ai terminal petroliferi della Libia, mandando a monte il fragile tessuto diplomatico italiano di pacificazione. Ha colpito e ri-colpito a Parigi a suo piacimento.


Daesh mondiale. Ci credete? Io, confesso, no. Più precisamente: non credo che il vero Califfato, quello che è messo alle corde in Siria dai russi ed è in difficoltà in Irak, dunque molto occupato a livello locale, possa coordinare un attacco dei suoi kamikaze (ma quanti ne ha?) contemporaneamente in Turchia e in Indonesia, dall'altra parte del mondo.

Poi però c'è l'altro Califfato. Quello mediatico-propagandistico, mondialista, che diffonde i suoi video sanguinosi per mezzo del SITE, che emana le sue rivendicazioni da Al Jazeera o minaccia di invadere Roma con un comunicato della Katz; che pubblica la rivista patinatissima Dabiq con grafica hollywodiana, quello che - la notizia è pochi giorni fa - ha creato il suo periodico online, con server in Canada e dominio registrato in Turchia: stranissimo sito (ora bloccato: http://Iskart.com ) che sembra un catalogo: auto di lusso, moto di grossa cilindrata, televisori giganti a schermo piatto son offerte a prezzi stracciati, spiega, a chi viene ad abitare nelle terre del Califfato e combattere la guerra santa: un tipo di "stile" che ricorda da vicino i Rolex che la Casa regnante Saud distribuisce come fossero mentine alle avide delegazioni italiote, e a chiunque altro intenda corrompere. Compito facile perché, come spiega l'esperto militare indiano Afsar Karim a Sputnik News, "in molti paesi del terzo mondo, India inclusa, i giovani sono facili da adescare con prodotti di lusso. Una tentazione che può spingere molti a prendere la via del jihad". Insomma è un arruolamento con ricchi premi.

Question

Il Meglio del Web: Guerriglia a Colonia: una bufala, o una (nuova) strategia della tensione?

caos colonia
© agi.it
Giovanna e Luisa (i nomi sono di fantasia) erano a Colonia nei giorni di Capodanno, insieme ad un'amica di Berlino, e smentiscono il clima di guerriglia urbana disegnato da alcuni organi di informazione europei.
"Eravamo in piazza a Colonia nella notte di Capodanno, ma non abbiamo subito nessuna violenza, nessuna molestia e nessun borseggio. Né abbiamo assistito a tali scene. Abbiamo appreso tali notizie dopo il nostro rientro in Italia, leggendo alcuni giornali on line, incredule! Avevamo soltanto assistito ad un fitto lancio di petardi, razzi e fuochi d'artificio".
Si e' trattato dunque di una bufala o di notizie ingigantite? "Non abbiamo le prove per dire che si tratti di una totale bufala giornalistica, ma di sicuro crediamo che la vicenda sia stata amplificata per fini politici, per mettere in crisi la politica di accoglienza dei rifugiati in Europa ed in particolare nella Germania di Angela Merkel. Siamo convinte che l'estrema destra e una parte della stampa abbiano strumentalizzato vicende molto oscure per un'ennesima campagna contro gli immigrati e i profughi, in particolare musulmani". Inizia così il racconto di due ragazze italiane, in viaggio a Colonia nei giorni del Capodanno, insieme ad un'amica tedesca di Berlino.

Anzitutto tengono a precisare che la zona della stazione della città sul fiume Reno non è una pericolosa "terra di nessuno", ma è piena di eleganti hotel, situati nelle strade limitrofe (Johannisstrasse, Domstr, Trankgasse, Brandenburger Straße) e nelle piazze vicine (Breslauer Platz, Bahnhofsvorplatz). Nella zona ci sono anche pub, ristoranti, luoghi di ritrovo. "Nella notte di Capodanno abbiamo visto tanta gente elegante che usciva dalla stazione (uomini in smoking e signore in abito lungo) per recarsi al Teatro dell'Opera. Molti giovani si recavano nel vicino fiume Reno per assistere ai fuochi d'artificio; altri sciamavano nei locali della zona".

Primo interrogativo delle ragazze italiane:
"C'era anche la polizia. Con tutti quegli agenti presenti e con tutte quelle persone presenti, nessuno sarebbe intervenuto in difesa delle donne? Non ci crediamo. Ci siamo rese conto dell'efficienza e della gentilezza della polizia tedesca. Ci rifiutiamo di credere che non siano intervenuti". Seconda riflessione: "Abbiamo incontrato anche rifugiati siriani che volevano festeggiare il Capodanno, spensierati, dopo le loro traversate della speranza e dopo le immagini di guerra nel loro Paese. Ebbene nei loro occhi non c'era né odio né ostilità verso i bianchi. Noi eravamo sole con la nostra amica tedesca e abbiamo incrociato un gruppo di ragazzi siriani molto cortesi e gioviali, che ci hanno pure dato indicazioni sulla zona".
Allora era tutto rose e fiori? Non e' successo niente quella notte a Colonia?
"No, qualcosa è successo, ma non di così grave come lo descrivono alcuni giornali. L'unica cosa che ci infastidiva era l'enorme quantità di petardi e fuochi d'artificio sparati dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata. Questo si. Erano fastidiosi. I petardi e i fuochi d'artificio a Capodanno sono divertenti se usati con cautela e senza esagerazioni. Lì invece sembrava un campo di battaglia, tra trick track, bombe carta, razzi nautici e fumogeni. Chi era sobrio li usava con coscienza. Ma c'erano sia tedeschi sia stranieri visibilmente ubriachi che non prestavano attenzione alla direzione dei petardi, dei razzi e dei fuochi artificiali e, dunque, hanno colpito qualche passante. Ma soltanto questo é avvenuto di fronte ai nostri occhi. Non abbiamo avuto notizia né di stupri, né di borseggi né di molestie, neppure all'indomani. Alcune persone (sia ubriache sia sobrie) provavano ad abbordare le ragazze (come d'altronde ogni anno all'Oktober Fest di Monaco di Baviera e in molte città del mondo nella notte di Capodanno), ma non abbiamo assistito a violenze sessuali o altro".

Bullseye

Il Meglio del Web: Il problema della Germania. Che è anche nostro.

the downfall of EU economy
Questo è meno un pezzullo di economia che una favola morale, a cui conviene un titolo da Esopo: come l'oro dell'Avaro divenne sterco, o: il Diffidente truffato dagli unici di cui si fidava.

Come sapete, o dovreste sapere, la Germania accumula un avanzo commerciale enorme ogni anno: lo fa' dal 2002, ossia in pratica da quando esiste l'euro: che gestisce come la "sua" moneta nazionale e non la moneta comune europea. Esporta moltissimo - anzi ogni anno di più - portando via quote di mercato ai suoi concorrenti che hanno avuto la stoltezza di farsi chiudere nell'euro, moneta non loro. Non è questa però la versione che i tedeschi accettano: nella loro versione, esportano più di tutti gli altri paesi europei, perché loro son efficienti formiche mentre quelli sono fannullone cicale. Loro sono frugali, gli altri spreconi. Loro onesti, gli altri no; laboriosi, gli altri festaioli; loro sono efficienti, gli altri mantengono un sacco di parassiti, e per questo importano più di quanto esportano, perdendo quote di mercato. Se quelli hanno dei disavanzi, dunque, rientrino dai debiti, spendano meno, riducano i salari interni, paghino i debiti crescenti a forza di austerità.

Questa versione - a cui l'Europa deve la grave recessione-deflazione in corso - conferma i tedeschi nella convinzione che la loro ricchezza dipende esclusivamente dalle loro virtù morali. Ciò ha un vantaggio non da poco: che possono rifiutarsi, per alti motivi morali ed educativi, di condividere con gli altri europei le loro ricchezze in surplus.

Eppure glielo imporrebbero le normative europee, oltre che le regole dell'economia di una zona monetaria: la quale viene destabilizzata non solo se dei paesi accumulano troppo a lungo dei passivi commerciali troppo forti (come Grecia, Portogallo, Francia, Italia...), ma anche se alcuni paesi accumulano degli attivi, ossia esportano troppo per troppo tempo. Come la Germania. Sono nove anni (diconsi 9) ormai che la Germania sistematicamente "sfora", come Grecia, Francia, Portogallo o noi; solo che se noi sforiamo per disavanzo, lei sfora al contrario, perché supera l'attivo commerciale fissato dalla UE al 6% del prodotto interno lordo. Chi sfora per 3 anni di fila, secondo le regole, deve incorrere in sanzioni ed essere obbligato a correggere; ma la Germania le sanzioni le impone agli altri, lei le sfugge. Già anni fa ha fatto aumentare il limite (originariamente fissato al 4% del Pil) a suo vantaggio, facendolo alzare al 6; e nel 2013 ha aumentato al suo eccesso di attivo al 7,3%; nel 2015 toccherà l'8 % del Pil.


Cifre colossali accumulate


Sono cifre colossali che la Germania incamera ogni anno: 195 miliardi di euro nel 2013, salito a 217 nel 2014, cresciti a 250 nel 2015....in nove anni di accumulo, ha messo da parte (non mi fate fare la ricerca) ad occhio e croce almeno 1500 miliardi.

Bad Guys

Il Meglio del Web: DITTATURA MEDIATICA E CENSURA FEROCE: La Mancanza di una Seria Educazione e Comunicazione in Italia

Malcolm X
Esempio da manuale quello che è successo a Milena Gabanelli (che grande Presidente della Repubblica potrebbe essere, a dimostrazione che quando si interpellano masse consapevoli, come nel caso della scelta del candidato per la Presidenza della Repubblica fatta on line dal M5S 3 anni fa, le scelte che ne risultano sono spesso di grandissima saggezza) con la querela avviata da ENI nei confronti della RAI a causa di un'inchiesta andata in onda il 16 dicembre 2012. Il prezzo per fare domande e giornalismo in Italia? 25 milioni di euro.

Una petizione del sito change.org, ha raccolto fino ad oggi quasi 80mila firme per richiedere al Parlamento "una revisione della materia che preveda una sostanziosa penalità nei confronti di chi utilizza strumentalmente questo tipo di richieste, condannando il querelante, in caso di sconfitta in sede giudiziaria, al pagamento del medesimo importo: se cioè chiedi 25 milioni di euro alla Gabanelli di risarcimento e poi perdi la causa, la risarcisci della stessa cifra".

Il Movimento 5 Stelle da anni sostiene questa modifica, tanto da avere nel suo programma la depenalizzazione del reato di diffamazione, così come già legiferato in altri Paesi come Armenia, Bosnia Erzegovina, Cipro, Estonia, Georgia, Irlanda, Moldova, Montenegro, Regno Unito, Romania, Svezia, Ucraina.

Invece si procede in una concentrazione sempre maggiore del potere mediatico, con un CAPO della RAI a nomina governativa, togliendo ogni residua pudicizia e ogni residuo democratico al MIN.CUL.POP. crescente.

Nonostante i disastri esponenziali che dal governo Monti (vero golpe orchestrato dalla finanza internazionale per piegare al giogo come bestiame da sfruttare e macellare a piacimento i cittadini/contribuenti/risparmiatori ITALIANI) in poi si sono succeduti in Italia l'informazione si è via via compattata sempre più seguendo (salvo rare eccezioni) e sostenendo "l'arrocco" che il potere parassita e predatorio dei Vicerè della finanza speculativa internazionale e dell'occupazione economica tedesca ha attuato con inaudita ferocia causando indicibili sofferenze ai popoli del Sud Europa, definiti PIGS (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna) cioè MAIALI!! QUESTO RENDE CHIARISSIMA LA CONSIDERAZIONE CHE I "FRATELLI TEDESCHI" HANNO PER I POPOLI CHE CONSIDERANO COME BESTIAME DA MACELLO!!

Quindi questa Eurozona Monetaria è un matrimonio idilliaco in cui il marito (fisicamente più forte) si trasforma via via in dominatore, stupratore e infine assassino!! Quindi questo matrimonio da incubo deve finire perché le elitès tedesche hanno dimostrato per l'ennesima volta lo psicotico desiderio NON DI COMANDO, MA DI DOMINIO E SCHIAVIZZAZIONE DEGLI ALTRI POPOLI!! Andreotti, non certo un santo ma sicuramente un gigante rispetto ai vicerè incompetenti che ci governano da decenni, aveva profeticamente analizzato la questione tedesca: "MI PIACE COSI TANTO LA GERMANIA CHE PREFERISCO VEDERNE 2".

La vera causa del disastro italiano è la pietosa e serva informazione italiana, che da decenni lobotomizza gli italiani con un'overdose di cronaca nera (in buona parte causata dalla giungla economica in cui siamo costretti a vivere), notizie assolutamente secondarie, ASSOLUTA MANCANZA DI REALE DIBATTITO SUI TEMI CENTRALI DELL'ECONOMIA E DELLA GESTIONE CONSEGUENTE DEL DENARO PUBBLICO e celebrazioni eucaristiche del potere politico.

MIB

Il Meglio del Web: NATO: Chi è l'aggressore?

nato
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Perché la NATO è stata fondata e perché si è espansa così rapidamente dopo il crollo e lo smembramento dell'Unione Sovietica nel 1991? Sono queste le due domande a cui risponde su Strategic Culture con una lunga analisi Micheal Jabar Carley.



RUSSOFOBIA


Le percezioni negative occidentali della Russia risalgono al 19 ° secolo, inizia l'analista. Dopo la Rivoluzione d'Ottobre del 1917 la russofobia è stata aggravata dalla paura rossa. Per tre anni l'«Entente» delle potenze hanno cercato di strangolare la nascente repubblica sovietica. Quando l'intervento straniero non è riuscito, l'Intesa ha costruito un cordone sanitario attraverso le terre di confine russe dal Baltico al Mar Nero. L'idea era di mantenere la rivoluzione bolscevica al di fuori dell'Europa centrale.

Era «uno scontro di due mondi», secondo uno storico. Chi ha detto che la guerra fredda è iniziata solo dopo il 1945? Anche l'ascesa di Hitler al potere nel 1933 non è riuscita a provocare una rivalutazione occidentale dei rapporti con l'URSS: Gli forzi diplomatici sovietici per costruire un'alleanza anti-nazista naufragò per simpatie occidentali neanche troppo velate per il fascismo. La crisi del capitalismo nel 1930 ha reso il fascismo attraente, ma così ha fatto la Sovietophobia dell'Occidente.

Anche dopo l'invasione tedesca dell'Unione Sovietica nel giugno 1941, prosegue sempre l'analista nella sua analisi, il governo britannico non ha rinunciato alla sua ostilità anti-sovietica. Per cento anni, ha detto un funzionario del Foreign Office nel 1944, la Sovietophobia era la normalità del governo britannico. Questa era una posizione sorprendente, visto che fino a giugno 1944 l'Armata Rossa ha fatto la maggior parte dei combattimenti contro la Wehrmacht.

I colleghi di governo erano a volte scandalizzati dalle esclamazioni antisovietiche di Churchill. Nel mese di maggio del 1945, due settimane dopo il VE-Day, i capi britannici del Comitato di pianificazione congiunto hanno prodotto l'operazione top secret «Impensabile», uno scandaloso piano suicida per una nuova guerra anglo-americana, sostenuta dalle truppe tedesche in nuove uniformi, contro l'URSS.

Commenta: l'Ascesa della Russia e la 'Fine del Mondo'
SOTT Talk Radio #91: Gli Eserciti Segreti della NATO in Europa - Intervista con Daniele Ganser


Alarm Clock

Il Meglio del Web: La farsa finale dei 5 Stelle di Casaleggio e di De Maio: gli "anti sistema" che appoggiano la NATO, l'immigrazione /invasione e lo "ius soli"

de maio e grillo
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II Financial Times (FT), uno dei principali organi del capitalismo finanziario, in un articolo del 30.12, ha apertamente elogiato la nuova fisionomia del movimento M5S di Luigi Di Maio che prova a proporsi come alternativa di governo, allontanandosi dalla deriva populistica e folkloristica sostenuta fin qui da Beppe Grillo.

I Cinque Stelle stanno approfittando della situazione politica di sconcerto e sfiducia verso il governo, a seguito degli ultimi scandali (Banca Etruria, Coop, crisi a Roma, ecc.) e il il F.T. sottolinea come l'ascesa nei sondaggi del Movimento 5 Stelle dimostra quanto si sia logorato il rapporto tra Matteo Renzi e l'opinione pubblica degli italiani.
"Il populista Movimento 5 Stelle, esploso nella politica italiana durante la crisi finanziaria, è stato definito dalle proteste senza complessi e dalla figura chiassosa del suo leader Beppe Grillo. Il M5S sta però tentando di cambiare la sua immagine di partito tra i più eccentrici, a tratti clownesco. La trasformazione si pone l'obiettivo di raggiungere un traguardo che sembrava fantasia solo un anno fa: governare il paese e sfidare l'esecutivo di Matteo Renzi," questo il testo pubblicato nell'articolo.
Il FT intervista due politologi italiani, Gianfranco Pasquino e Roberto D'Alimonte, che spiegano come il M5S sia la forza politica più in forma nella sfida contro Renzi, come mostrano anche i sondaggi. Una consapevolezza che porta Luigi Di Maio, nel corso di una intervista all'influente giornale, ad affermare che "la percezione del movimento sia cambiata. All'inizio c'era l'idea che il nostro fosse un movimento di sola protesta, ma ora non è più così. Noi vogliamo governare".

Il Financial Times evidenzia come il M5S non rappresenti ancora in modo completo un'alternativa di governo, vista la sua tendenza ostruzionistica: lo dimostrano anche i suoi risultati piuttosto deludenti nelle poche amministrazioni comunali controllate. Il clima di crescente delusione verso il governo Renzi offre però una grande chance all'opposizione, soprattutto alle prossime comunali. Il deputato di Pomigliano D'Arco spiega come:
financial times cover
"Gli altri partiti hanno paura di governare Roma, ma noi crediamo che sia un'opportunità per misurarci". I punti fondamentali del programma M5S che hanno attratto elettori di destra come di sinistra sono la lotta alla corruzione, l'ambientalismo, e il referendum sull'euro, che per Di Maio è uno dei principali motivi delle difficoltà economiche italiane. "Il vero fallimento dell'unione monetaria è l'idea che i Paesi del Sud Europa possano viaggiare alla stessa velocità di quelli del Nord".

Vedi: Giornalettismo

Bizarro Earth

Il Meglio del Web: Quali effetti avrebbe una guerra Sauditi contro Iran? - Trascrizione e Video

USAID ISIS

Fonti militari russe, calcolano che in caso di conflitto, l'Iran sarebbe in grado di colpire, con missili, la gran parte dei pozzi petroliferi sauditi, che si trovano vicino alle coste del Golfo Persico, mettendo così in ginocchio le capacità produttive di Riyad. I sauditi dovrebbero inoltre trasferire le loro forze aeree verso le aree occidentali del paese, per sottrarle al pericolo di subire la stessa sorte, diminuendo così la capacità di risposta aerea e di ritorsione sui pozzi petroliferi iraniani. In sostanza, rilevano le stesse fonti, la navigazione delle petroliere lungo tutto il Golfo si trasformerebbe in un'impresa ad altissimo rischio. Non si dimentichi che una grossa quota dei rifornimenti petroliferi cinesi passa per quella via. Gli effetti sul prezzo del greggio sarebbero rilevanti in caso di conflitto prolungato, tali da provocare una grave crisi energetica internazionale.

Arabia Saudita e Turchia rafforzano i legami e chiamano a rapporto le monarchie del Golfo

Dopo Arabia Saudita, Bahrein e Sudan, anche il Kuwait ha richiamato il suo ambasciatore a Teheran. l'Iran risponde sprezzante: la rottura delle relazioni diplomatiche con questi paesi vassalli non avrà alcun effetto. Viceversa, secondo il portavoce del governo iraniano, sarà l'Arabia Saudita a patirne le conseguenze. Intanto il Consiglio di cooperazione degli stati arabi del Golfo ha convocato una riunione straordinaria, sabato a Riyad, a cui parteciperanno tutte le monarchie del Golfo mentre Arabia Saudita e Turchia hanno creato un Consiglio di cooperazione strategica. L'alleanza militare, oltre che economica tra Ankara e Riyad diventa sempre più forte; l'offerta turca di mediazione con l'Iran non può avere alcun risultato.

Roses

Il Meglio del Web: Uranio impoverito: la carneficina dei soldati italiani

Gianluca Danise
I nostri militari sono stati sacrificati in nome delle missioni NATO compiute dal nostro paese dal '99 in poi. La morte di Gianluca Danise, l'ex Maresciallo dell'Aeronautica è soltanto una delle tante dovute a delle guerre che non ci appartengono.
Pochi giorni fa si poteva leggere nella terza-quarta colonna di qualche grossa testata nazionale la morte dopo una lunga agonia causata da un male incurabile di Gianluca Danise Maresciallo incursore dell´Aeronautica Militare, veterano di tante missioni all'estero.

Questa è la 321a vittima riconducibile all'esposizione ad uranio impoverito secondo l'Osservatorio militare, materiale usato in abbondanza soprattutto nei proiettili per cannoncini anticarro degli aerei da attacco a suolo degli USA. Questi, incominciarono ad essere usati massicciamente a partire dalla prima guerra in Irak cioè´ dal 1991.

Mi sono preso la briga di contare i caduti nelle missioni all'estero italiane per qualsiasi motivo: dal suicidio alla morte in combattimento per passare dal semplice malore a partire dal´anno in questione. Ebbene dal 1991 ad oggi i caduti sono, secondo l´Associazione Nazionale Combattenti, 166.

I numeri non mentono, l'uranio impoverito è più micidiale di Al-Qaida, Talebani, stress da zona di combattimento e fuoco amico messi insieme. Non male per una tecnologia militare che dovrebbe in teoria rendere più letali le armi dei nostri soldati.

Nel 1991 ero un giovane sottotenente di leva che aveva alle spalle una quindicina di esami di chimica. In una serata conviviale con ufficiali di carriera del reggimento di difesa NBC (Nucleare, Biologica, Chimica: le armi di distruzione di massa) chiesi se non era pericolosa per i soldati l'esposizione ad ambienti saturati con proiettili ad uranio impoverito. La risposta fu un misto tra l'imbeccata e l'ordine autoritario a fare silenzio "Lei pensa che i nostri alleati Statunitensi ci esporrebbero a dei pericoli?".

Feci silenzio di fronte al grado ma dentro di me rimaneva il dubbio. Fu nei primi anni del 2000 che iniziarono a trapelare notizie di giovani soldati che si ammalavano di tumori rari come il linfoma di Hodgkin, leucemie ed altri strani tumori da non augurare nemmeno al peggior nemico. Approfondendo le notizie che arrivavano da fonti d'informazione alternative si evinceva che i nostri soldati erano stati mandati in zone che erano state teatro dell'uso di tali proiettili, senza nessuna forma di protezione.

L'uranio impoverito è composto dall'isotopo U-238, che tende a decadere emettendo fondamentalmente radiazioni di tipo alfa, le quali possono essere fermate da una tuta NBC e da una maschera antigas di ultima generazione. I militari americani spesso sono stati visti in Kosovo con tali protezioni. Loro avevano l'esperienza della prima guerra contro l'Irak, sapevano che il pericolo, soprattutto in caso d'ingestione o di inspirazione dell'Uranio impoverito, era reale. Infatti questi proiettili hanno una doppia valenza: anticarro ed incendiari a contatto con le corazze formano una specie di freccia di fuoco che tramite sia l'alta temperatura che l'elevata densità specifica dell'uranio penetra nella corazza del carro, disperdendo un aerosol di uranio impoverito, che rimane in un raggio di 70 metri dal carro merce degli agenti atmosferici che lo spostano nelle vicinanze.