Il Meglio del Web:


Bad Guys

Il Meglio del Web: L'AD intervista Yanis Varoufakis: "Tsipras esegue quello che ordina la Troika"

varoufakis
L'AntiDiplomatico torna ad intervistare l'ex ministro delle finanze ellenico: "E' la Troika che legifera e il governo greco esegue. Sono in profondo disaccordo con praticamente quasi tutti gli atti legislativi che hanno attuato"

Sui giornali e sui media di questo nostro mondo che si crede libero e democratico è calato il sipario dell'informazione sulla Grecia. Non si parla più del dramma umanitario in corso nel paese, topo da laboratorio della Troika per tutta l'Europa del sud. Eppure i dati sono sempre più drammatici e al governo c'è chi ha tradito tutti gli impegni assunti con la popolazione dal 2011 ad oggi.

L'AntiDiplomatico ha intervistato l'ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis, colui che, nel primo governo Tsipras, divenne il simbolo del duro negoziato contro la Troika e colui che non si piegò mai ad un nuovo Memorandum, fino alla decisione ultima di dimettersi quando Alexis Tsipras, svilendo il senso di un grande referendum popolare, decise per la resa. Syriza, il partito che dal 2011 aveva incarnato la volontà di cambiamento contro l'occupazione di Berlino, Bruxelles e Francoforte, ha dunque fallito ed è ormai un nuovo strumento della Troika ad Atene, come ci ricorda chiaramente anche Varoufakis.



L'intervista a Yanis Varoufakis per l'AntiDiplomatico


Sono passati cinque mesi dall'ultima elezione di Syriza. Qual è la sua opinione sulle politiche intraprese dal governo di Tsipras?

A questo governo non è permesso di avere una sua politica. Il Memorandum firmato con la Troika è stato votato in Parlamento lo scorso aogsto ed è molto esplicito su questo: le autorità greche si sono impegnate a discutere ogni atto legislativo con le "istituzioni" prima di poterle varare dall'organo sovrano del paese. In altre parole, è la Troika che legifera e il governo greco esegue. Mentre non ho alcun dubbio sui miei ex colleghi, che sono ancora al governo, sono in profondo disaccorsdo con praticamente quasi tutti gli atti legislativi che hanno attuato. Ma, ripeto, si sono impegnati a varare queste politiche ad agosto.

La Grecia ha, ad esempio, approvato un piano per riformare il sistema pensionistico con tagli che vanno dal 15 al 30% per i benefici acquisiti. Non c'è, dunque, alternativa all'austerità in Grecia?

Naturalmente che c'è. Ma per attuare quest'alternativa, il governo deve scontrarsi con la Troika. Quello che è successo è che la notte del referendum del 5 luglio, il nostro governo ha deciso di capitolare per sempre con le "istituzioni". Prendiamo a riferimento proprio il caso delle pensioni a cui fate riferimento. Una volta che il governo ha concordato con la Troika di ottenere un imediato taglio alla spesa dell'1,5% del Pil, due erano le opzioni possibili.
La prima opzione era quella di aumentare sostanzialmente i contributi dei datori di lavoro ai lavoratori. Ma data l'impossibilità dei datori di lavoro di pagare i maggiori costi non salariali, senza ridurre ulteriormente l'occupazione, e la retribuzione terribilmente bassa dei dipendenti, questa mossa si sarebbe rivelata disastrosa per il mercato del lavoro, i redditi e l'attività economica.

La seconda opzione era quella di tagliare le pensioni. (Nb. Il primo grande taglio è dal 2010 e da allora l'hanno tagliata 12 volte). In un paese dove una famiglia su due sopravvive sulla misera pensione di un nonno o una nonna, questo taglio selvaggio ridurrà immediatamente la domanda aggregata, aumenterà la disoccupazione, spingendo in alto la povertà.

Dollars

Il Meglio del Web: L'economia delle diseguaglianze

wealth inequality
© money.cnn.com

Sessantadue persone sono più ricche di 3,6 miliardi di esseri umani. Sessantadue persone che in cinque anni hanno visto la propria ricchezza crescere del 44%, oltre 500miliardi, mentre la metà più povera del pianeta si impoveriva del 41%. I dati divulgati da Oxfam sono un affronto e una vergogna dal punto di vista della giustizia [...]


Quando il movimento Occupy Wall Street lanciò lo slogan "siamo il 99%" probabilmente non immaginava che solamente pochi anni dopo quel 99% sarebbe realmente stato la parte più povera del pianeta. Eppure oggi l'1% più ricco della popolazione ha un patrimonio superiore a quello del rimanente 99%. Sono alcuni dati contenuti nell'ultimo rapporto di Oxfam sulle diseguaglianze, presentato in vista del Forum di Davos dei prossimi giorni.

Sempre secondo il rapporto "An economy for the 1%", non solo le diseguaglianze stanno aumentando, ma stanno addirittura accelerando. Nel 2010 bisognava prendere i 388 miliardari più ricchi per arrivare al patrimonio della metà più povera del pianeta. Nel 2014 bastava fermarsi all'ottantesimo. Oggi sono 62. Sessantadue persone sono più ricche di 3,6 miliardi di esseri umani. Sessantadue persone che in cinque anni hanno visto la propria ricchezza crescere del 44%, oltre 500miliardi, mentre la metà più povera del pianeta si impoveriva del 41%.

Ancora, dall'inizio del secolo alla metà più povera del mondo è andato l'1% dell'aumento di ricchezza, mentre l'1% più ricco se ne accaparrava la metà. E' un fenomeno particolarmente drammatico nei Paesi più poveri, ma che accomuna tutto il mondo. Nel Sud, il 10% più povero ha visto il proprio salario aumentare di meno di 3$ l'anno nell'ultimo quarto di secolo. Se le diseguaglianze non fossero cresciute durante questo periodo, 200 milioni di persone sarebbero uscite dalla povertà estrema. Nello stesso arco di tempo, negli USA lo stipendio medio è cresciuto del 10,9%, quello di un amministratore delegato del 997%.

Bad Guys

Il Meglio del Web: La Germania e l'ONU contro la Siria

Merkel e PM turco


di Thierry Meyssan


I neoconservatori e i falchi liberal che hanno a lungo preparato - a partire dal 2001 - la guerra contro la Siria, si sono appoggiati a partire dal 2005 su svariati stati della NATO e del Consiglio di cooperazione del Golfo. Se si conosce il ruolo giocato dal generale David Petraeus nel lanciare e proseguire la guerra fino ad oggi, due personalità -Jeffrey Feltman (numero 2 dell'ONU) e Volker Perthes (direttore del principale think tank tedesco) - sono rimaste nell'ombra. Insieme con il sostegno di Berlino, hanno usato e continuano a manipolare le Nazioni Unite a per distruggere la Siria.

Nel 2005, quando Jeffrey Feltman, allora ambasciatore americano a Beirut, sovrintese all'assassinio di Hariri, si appoggiò alla Germania, sia per l'omicidio in sé (Berlino fornì l'arma) [1] sia per la Commissione dell'ONU incaricata di accusare i presidenti Assad e Lahoud (il procuratore Detlev Mehlis, il commissario di polizia Gerhard Lehmann e la loro squadra). La campagna internazionale contro i due presidenti fu in particolare animata dal politlogo tedesco Volker Perthes [2].

Volker Perthes ha studiato la Siria nel quadro di una borsa di ricerca tedesca, a Damasco, nel 1986-87. Poi ha condotto una carriera di professore di scienze politiche in Germania, tranne che nel periodo 1991-93, durante il quale ha insegnato presso l'Università americana di Beirut. Dal 2005 è il direttore del Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP), il principale think tank pubblico tedesco, che impiega più di 130 specialisti, di cui metà sono universitari. Con contro, quando Feltman organizzò l'attacco israeliano contro il Libano nel 2006, coinvolse soltanto gli Stati Uniti, mentre sperava nella sconfitta di Hezbollah e nel fatto che la Siria sarebbe venuta in aiuto di Beirut, offrendo con ciò un pretesto per un intervento USA. In definitiva Berlino si accontentò di inviare la sua marina militare a partecipare alla forza delle Nazioni Unite (UNIFIL).

Volker Perthes CIA dude
L’accademico tedesco Volker Perthes, uomo della CIA
È stato durante la riunione annuale, che si è tenuta dal 5 all'8 giugno 2008 - cinque anni prima della dalla guerra - che il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha presentato al Gruppo Bilderberg la necessità di rovesciare il governo siriano. Per far questo, era accompagnata dalla direttrice dell'Arab Reform Initiative [3], Bassma Kodmani (futura fondatrice del Consiglio nazionale siriano), e del direttore del pensatoio SWP, Volker Perthes. Il Gruppo Bilderberg è un'iniziativa della NATO che ne assicura direttamente la sicurezza [4]. Secondo un cablogramma rivelato da Wikileaks, Volker Perthes consigliava la Rice contro l'Iran. Secondo lui, era pericoloso lanciare un'operazione militare, con conseguenze regionali imprevedibili. Era invece più efficace sabotare la sua economia. I consigli di Volker Perthes furono seguiti, nel 2010, con l'operazione di distruzione del software degli impianti nucleari iraniani tramite il virus Stuxnet. [5] Nel marzo 2011, Volker Perthes pubblicò un editoriale libero sul New York Times per deridere il discorso del Presidente Assad alla Camera del Popolo, nel corso del quale aveva denunciato una "cospirazione" contro la Siria [6]. A suo avviso, la "rivoluzione" era in marcia in Siria e il presidente doveva andarsene.

A metà del 2011, il governo tedesco ha realizzato l'ascesa al potere della Fratellanza Musulmana in Tunisia e in Egitto. Si rammenta che ospitava, su richiesta della CIA, il coordinamento internazionale della Fratellanza ad Aquisgrana. Berlino decise quindi di sostenere i Fratelli ovunque essi fossero arrivati al potere, con l'eccezione di Hamas in Palestina in modo da non ostacolare Israele. Sotto l'influenza di Volker Perthes, il ministero degli Esteri tedesco - all'epoca retto da Guido Westerwelle - si persuase che i Fratelli non fossero «islamisti», bensì «orientati dall'Islam». Creò una cellula per il dialogo con i movimenti «islamisti moderati» (sic) e una Task Force per la Siria. Perthes, nel frattempo, a luglio organizzò presso il ministero il ricevimento di una delegazione dell'opposizione siriana, guidata dal Fratello Radwan Ziadeh.

Chess

Il Meglio del Web: La Cina si schiera nel Medio Oriente

Cina e Iran

Xi Jinping propone al Medio Oriente di partecipare a costruire la 'nuova via della seta' per crescere e liberarsi dal colonialismo occidentale.



di Thierry Meyssan


Il presidente cinese Xi Jinping sta compiendo una tournée in Arabia Saudita, Egitto e Iran. Ufficialmente non per parlare di politica ma esclusivamente di economia. La Cina propone agli Stati del Medio Oriente di partecipare alla costruzione della «nuova via della seta» per poter crescere e liberarsi dal colonialismo occidentale. Il mondo arabo di oggi è dominato dagli Stati Uniti, che cercano di sfruttarlo e di ostacolarne lo sviluppo. Tuttavia le numerose rivolte in Palestina, Siria, Iraq, Yemen e Bahrein dimostrano una volontà di resistenza che contrasta con la servitù volontaria degli europei.

Questo gioco, interamente controllato da Washington dall'epoca dei successi di Henry Kissinger, è messo in crisi da un lato dall'intervento militare russo in Siria e dall'altro dal ritorno del commercio cinese, che ha dominato il Mediterraneo nella tarda antichità e nel Medioevo.

È in questo contesto che il presidente Xi Jinping ha intrapreso un tour in Arabia Saudita, in Egitto e in Iran, con l'obiettivo di aprire collegamenti di una nuova via di comunicazione, secondo il suo slogan da quando è diventato leader nel 2013: «Una cintura, una strada». Si tratta allo stesso tempo di un itinerario terrestre come l'antica "via della seta" e di un antico percorso marittimo come quello immaginato dall'ammiraglio Zheng He in epoca Ming. Per portare a compimento questo fondamentale progetto che sta preparando da una decina d'anni, la Repubblica popolare Cinese ha istituito l'anno scorso la Banca Asiatica d'Investimento per le Infrastrutture (AIIB), della quale sono membri i tre Stati che Xi sta visitando oggi, anche se l'Iran non ha ancora ratificato il trattato.
Benché il presidente cinese eviti di parlare di politica e di contrastare direttamente gli interessi occidentali, il suo progetto economico, se dovesse essere realizzato, porterebbe a una leadership russo-cinese nel mondo e segnerebbe la fine dell'impero talassocratico britannico e statunitense.

Sarebbe sbagliato credere che Pechino non faccia politica e sia, in questo senso, assente dalla regione mediorientale. La Cina ha sostenuto la lotta per la resistenza della Palestina che ha potuto così aprire, già da tempo, un ufficio di rappresentanza a Pechino. Nel 2006, i missili aria-mare cinesi avevano permesso a Hezbollah di impedire a Israele di bombardare la costa libanese e, secondo molti esperti, quei missili non erano guidati da arabi ma da consulenti cinesi. Oggi la Cina si è invitata ai negoziati sulla Siria e negli ultimi mesi ha ricevuto i rappresentanti di tutte le fazioni. In ogni caso, Xi ha limitato gli interventi politici durante il suo viaggio.

Nel 2015 la Cina ha prodotto Dragon Blade, un film altamente spettacolare sulla via della seta durante la tarda antichità che si propone di dimostrare che gli imperi non sono necessariamente nemici ma possono cooperare nel loro reciproco interesse.

War Whore

Il Meglio del Web: Intervento americano in Siria (passando sul cadavere di Litvinenko)

Putin
© Sputnik. Aleksey Nikolskyi

Comincia una nuova offensiva occidentale contro Putin e la Russia.


I segnali sono chiari: Ashton Carter, capo del Pentagono, annuncia che gli Stati Uniti stanno cominciando ad affrontare il problema di un intervento sul terreno in Siria. Il vice-presidente Joe Biden va in Turchia per rafforzare i legami con l'alleato della Nato, e annuncia l'ipotesi di un intevento congiunto turco-americano nello stesso scenario. In violazione plateale della legge internazionale, che non li autorizza a questo. Ma siamo ormai nell'era dell'assenza di regole. Dunque bisogna trovare una spiegazione pratica.

La Russia sta vincendo, da sola, la guerra contro Daesh, e controlla sostanzialmente e legalmente tutto lo spazio aereo della Siria. La fine dello Stato Siriano è scongiurata. Bashar al-Assad sarà — stanti così le cose — al tavolo negoziale. Bisogna fermarla prima che gl'incontri di Ginevra avviino la soluzione politica. Biden e Carter sono rappresentanti delle due fazioni nell'amministrazione Obama. Dunque c'è da attendersi qualche cosa di grosso. La recente visita alla base russa di Latakia, al possente sistema difensivo costruito da Mosca in Siria — organizzata dal Ministero della Difesa russo e alla quale ho potuto prendere parte — ha permesso a decine di canali televisivi occidentali di filmare la situazione sul campo. Quelle immagini stanno facendo il giro del mondo, insieme a quelle della ritirata in atto di Daesh da molti dei fronti di guerra.
Ripeto: bisogna fermare Mosca. E Putin, che in questi ultimi quattro mesi ha conquistato posizioni su posizioni nelle opinioni pubbliche occidentali, superando nei ratings perfino i leaders locali. Questo perché sono ormai molti coloro che cominciano a comprendere che la Russia, ben diversamente dall'immagine del "nemico" che si è cercato di formare, appare sempre di più come un partner e un alleato a un'Europa inquieta, anzi terrorizzata. Senza guida politica, senza piano per fronteggiare il terrorismo vero, le provocazioni artificiali come quella di Colonia, la crisi economica e sociale che non accenna a diminuire.

Stock Down

Il Meglio del Web: Italia 2016: la speculazione sulla fame

bank
«Vogliamo essere certi che il fondo abbia un fondamento stabile. Non siamo contrari, in linea di principio, ma è importante che si rispetti ogni passaggio per arrivarci. In primo luogo bisogna far convergere i diversi quadri legislativi dei Paesi, che influenzano enormemente sulla solvibilità di una banca e la solidità di un sistema bancario. Abbiamo bisogno di un diritto fallimentare unico. Inoltre dobbiamo rendere più solide le banche al livello nazionale, dunque adeguare il capitale delle banche alla presenza di bond sovrani».
Dombrert, Ecco le condizioni per il fondo europeo salva-risparmio. Intervista a Alfred Dombrert, Vice Presidente Bundesbank, Vice Presidente Vigilanza Bce, La Stampa 23 gennaio 2016.

"Di fondamentale rilievo la modifica al codice civile, nel quale, dopo l'art. 2929 è inserita la Sezione I-bis riguardante l'espropriazione di beni oggetto di vincoli d'indisponibilità o di alienazioni a titolo gratuito. In proposito, l'art. 2929-bis c.c. introduce una tutela rafforzata per il creditore in caso di pignoramento, grazie alla revocatoria semplificata. L'istituto introdotto dal d.l. in esame fa sì che il creditore ove si ritenga pregiudicato da una donazione, da un fondo patrimoniale, da un trust ovvero da un vincolo di destinazione in genere, possa iniziare l'esecuzione forzata indipendentemente dall'ottenimento di una sentenza dichiarativa d'inefficacia del trasferimento (cd. revocatoria)
".


"Ma non dimentichiamo gli interventi importanti già fatti dal Governo per accelerare il recupero del credito. Perché alla fine il salto di qualità è proprio questo. Il recupero svelto è la condizione necessaria per lo smaltimento dei credit non performing, un veicolo ad hoc in grado di fare incontrare domanda e offerta sarebbe la classica ciliegina sulla torta
".

Giù le mani dalle banche italiane, Intervista a Carlo Messina, Amministratore delegato Intesa SanPaolo, MilanoFinanza 23 gennaio 2016.

Gold Seal

Il Meglio del Web: Litvinenko - Per i britannici vale più da morto che da vivo

Alexander Litvinenko
Alexander Litvinenko

By Finian Cunningham


Tanto adesso viene montata la campagna contro Vladimir Putin da arrivare a definire questi un "assassino a sangue freddo", così come" il nuovo Hitler" dell'Europa, il "sabotatore" di aerei civili, il "patrocinatore" di traffico di droga e di abuso dello sport, oltre che l'amico dei "dittatori macellai "del Medio Oriente.
Potrebbe essere ancora più lunga la lista degli epiteti demoniaci appioppati al leader russo dall'Occidente? Giusto quando si pensa di no, che sia già abbastanza lunga, il buon vecchio maestro britannico di sporchi trucchi tira fuori l'ultima accusa, quella di "malvagio assassino". Putin viene segnalato come il mandante dell'assassinio di Alexander Litvinenko, un ex membro del servizio di sicurezza russo.

Una Pubblica Accusa britannica ha dichiarato questa settimana che Putin fu quello che probabilmente ha ordinato l'assassinio di Litvinenko a Londra, circa 10 anni fa. Tuttavia l'asserzione prevista e insinuata nell'opinione pubblica è evidente: "Putin è l'assassino".


Cosa ha dichiarato il Ministero degli Esteri Russo


L'irrisoria informativa britannica era del tutto prevedibile. Si tratta di un tentativo flagrante di politicizzazione di un procedimento penale che è del tutto evidente, e risulta quasi mortificante nel suo tentativo goffo e maldestro. L'indagine era stata ordinata dal Governo britannico nell'Ottobre del 2014 ed è qualsiasi cosa meno che "pubblica". Si basa su prove segrete presentate a porta chiusa da elementi dell'intelligence britannico in forma anonima. Non si presenta alcuna prova verificabile da un tribunale legalmente costituito. Si basa totalmente su "circostanze" ed indizi, che sono soggettivi, riferiti ad un giudice britannico in precedenza stabilito privatamente, ma a cui dopo viene data la massima esposizione mediatica da tutti i giornali e TV per difendere le sue "scoperte". Chiamare questa una decisione giudiziale equivale ad una farsa ed un insulto all'intelligenza del pubblico.

Tuttavia dopo l'annuncio della chiusura delle indagini e delle "conclusioni", il Governo Britannico ha immediatamente censurato la Russia su quella che viene definita una "flagrante ed inaccettabile violazione del diritto internazionale". Non solo si tratta della tipica arroganza britannica, ma anche di un pericoloso abuso, molto imprudente per utilizzare discutibili procedimenti legali contro un paese in un disegno azzardato di giurisdizione politica.

Commenta: Per saperne di più su caso Litvinenko consigliamo al lettore di leggere i seguenti articoli (in inglese) scritti da Joe Quinn, editore di Sott.net:

Litvinenko - By Way Of Deception
Litvinenko And The Apartheid State Of Israel

Guardate anche il seguente reportage di RT sulle ultime rivelazioni sul Caso Litvinenko:


Dove il padre di Alexander Litvinenko, che ora vive in Italia, ha chiesto pubblicamente scusa a Putin per aver creduto alla propaganda creata dall'intelligence britannica, l'MI6 e agli stessi oligarchi che hanno costruito la falsa storia che Putin fosse il mandante dell'assassinio di suo figlio.


Colosseum

Il Meglio del Web: Governo italiano: scelte sbagliate e conti salati

Renzi
© AFP 2016

La politica italiana affronta con drammatica incoscienza le priorità delle azioni del Governo. Lo dimostra questa burrascosa settimana in cui l'ottimismo della ripresa è scosso da uno tsunami di brutte notizie.


La prima è che il debito italiano non diminuisce, anzi è salito di 76 miliardi di euro. L'assurdità sta proprio qui: è noto come il debito sia, insieme al sistema della Previdenza e della Tv pubblica, una vera zavorra per lo sviluppo del Paese; eppure qualunque governo, che sia di destra, centro o sinistra, tecnico o politico, di coalizione o di pacificazione nazionale, pare dimenticarsene non appena prestato il giuramento. Grandi proclami durante le elezioni, ma poi il canovaccio è sempre quello: tassa, fai debiti e spendi.

Di recente Carlo Cottarelli, ex commissario alla Spending Review dimessosi in polemica con Renzi, di fronte ad una platea di studenti aveva ammonito:
Le attuali condizioni favorevoli sul mercato dei capitali sembrano aver fatto scivolare in secondo piano questo problema; e sarebbe un errore perché un dato ancora molto alto ci espone a potenziali rischi elevati. È chiaro che in determinate circostanze può risultare necessario accrescere la spesa pubblica per stimolare l'economia, ma oltre certi limiti non si può andare. È il caso dell'Italia che lo scorso anno ha fatto registrare uno dei rapporti tra debito pubblico e prodotto interno lordo più alti della sua storia: 133 per cento, un dato che ci pone al terzo posto nella graduatoria di demerito dei Paesi avanzati, alle spalle di Giappone e Grecia.
Neanche a farlo apposta, i rischi paventati da Cottarelli sul "Sistema Italia" si sono puntualmente verificati, con il crollo del valore di molti titoli bancari su Piazza Affari, col timore che si inneschino altri crac a cascata con conseguenti ricadute sociali. Alla faccia del solido sistema bancario elogiato a più riprese dal Ministero dell'Economia e dalla Presidenza del Consiglio: escusatio non petita per giustificare l'iperattività dimostrata dal Governo nel campo della finanza, che ahimé non ha dato i risultati sperati. Purtroppo è impensabile che per un Paese con un indebitamento a livello record, secondo solo a quello della Grecia, si possa elaborare un piano di salvataggio come avvenuto qualche anno fa in altri Stati europei e negli USA: non solo non lo permetterebbero più le norme, ma mancherebbe persino il denaro per poterlo attuare. La situazione è figlia dell'incapacità di tagliare e razionalizzare i troppi sprechi e gli stipendifici che hanno dissanguato l'Italia dalla Prima Repubblica in avanti.

USA

Il Meglio del Web: Il Governo USA: La più completa organizzazione criminale mai apparsa nella Storia

us government

di Paul Craig Roberts


Unico tra le Nazioni della terra, il Governo degli Stati Uniti insiste nel sostenere che le proprie leggi e le proprie direttive debbano avere un carattere prioritario rispetto alla sovranità delle altre Nazioni. Washington sostiene il potere dei tribunali degli Stati Uniti nei confronti dei cittadini stranieri e rivendica la giurisdizione extraterritoriale dei tribunali USA su attività estere che Washington o gruppi di interesse americani non approvano. Forse la peggiore dimostrazione del disprezzo che Washington ostenta per la sovranità degli altri Paesi è quella di aver dimostrato il potere degli USA su cittadini stranieri basato esclusivamente su accuse pretestuose di terrorismo, prive di qualsiasi evidenza.

Vediamo alcuni esempi.

Washington prima costrinse il governo svizzero a violare le proprie leggi bancarie, poi costrinse la Svizzera ad abrogare le proprie leggi sul segreto bancario. Si presume che la Svizzera sia un paese democratico, ma le leggi di quel Paese sono decise a Washington da persone non elette dai cittadini svizzeri per rappresentare i loro interessi.

Consideriamo lo "scandalo del calcio" che Washington ha architettato, a quanto pare, allo scopo di imbarazzare la Russia. La sede del calcio internazionale è la Svizzera, ma questo non ha impedito a Washington di inviare agenti dell'FBI in Svizzera per arrestare alcuni cittadini svizzeri. Provate ad immaginare la Svizzera che invia i propri agenti federali negli Stati Uniti per arrestare cittadini americani.

Si consideri poi la multa di 9 miliardi di dollari che Washington ha appioppato ad una banca francese per non aver ottemperato pienamente alle sanzioni USA contro l'Iran. Questa asserzione del controllo di Washington su un istituto finanziario estero è ancor più incredibilmente illegale in considerazione del fatto che le sanzioni imposte all'Iran da parte di Washington, con la richiesta che altri paesi sovrani vi aderiscano, sono esse stesse totalmente illegali. Infatti, questo è un caso di triplice illegalità, dato che le sanzioni sono state imposte sulla base di accuse inventate e menzognere.

Oppure consideriamo quando Washington impose la sua autorità facendo pressione sul contratto tra un costruttore navale francese ed il governo russo, costringendo la società francese a violare il contratto con perdite di miliardi di dollari per la società stessa e di un gran numero di posti di lavoro per l'economia francese. Questo è stato parte di un piano con cui Washington voleva dare ai russi una lezione per non aver seguito i suoi ordini in Crimea.

Provate ad immaginare un mondo in cui ogni paese imponga l'extraterritorialità delle proprie leggi. Il pianeta sarebbe nel caos permanente con il PIL mondiale sospeso in battaglie legali e militari. I neocon di Washington sostengono che la Storia ha prescelto l'America per esercitare la sua egemonia sul mondo (il paese "eccezionale"), di conseguenza nessun'altra legge è rilevante. Conta solamente la volontà di Washington.

Cow

Il Meglio del Web: Più si beve latte e più calcio si perde dalle ossa

il latte fa male
Non esiste alimento migliore. Il latte che sgorga dalle mammelle è da sempre raccomandato da medici e nutrizionisti per il fabbisogno proteico e soprattutto per l'apporto di calcio, minerale questo fondamentale per far crescere e mantenere in salute la struttura ossea. Fin qui nulla da eccepire se si trattasse del latte di mamma e se le mammelle fossero di una bella madre e non di una vacca ingravidata artificialmente. Questa premessa è obbligatoria perché ancora oggi c'è chi confonde le due cose. Si confonde il latte materno, vero e unico nutrimento basilare per il sano e corretto sviluppo del neonato d'uomo, con il latte di vacca, alimento predisposto esclusivamente per la crescita rapidissima dei vitelli.

Confusione questa assai pericolosa per la salute umana, ma ormai incarnata nell'inconscio collettivo per la gioia delle lobbies alimentari e farmaceutiche.
Per fortuna sempre più studi scientifici stanno evidenziando e sottolineando tale rischio, affermando che il latte vaccino non va bene per l'alimentazione umana.
L'ennesima ricerca arriva dalla svedese università di Uppsala è ed stata pubblicata su uno dei giornali scientifici più accreditati al mondo, il British Medical Journal. Nello studio vengono presi in esame due grandi coorti composte da 61.433 donne (dai 39 ai 74 anni) e 45.339 uomini (dai 45 ai 79 anni), monitorati per ben 20 anni.

Durante il follow-up medio di 20 anni, 15.541 donne sono morte e 17.252 hanno avuto una frattura ossea, delle quali 4.259 all'anca. Per gli uomini in un follow-up medio di 11,2 anni, 10.112 sono morti e 5.066 hanno avuto una frattura, dei quali 1.116 all'anca. Le conclusioni dello studio svedese non lasciano spazio a nessun dubbio: i ricercatori hanno scoperto che non solo non vi è stata alcuna riduzione delle fratture ossee nelle persone che hanno consumato latte, ma addirittura nelle donne il consumo stesso di latte è stato associato ad una maggiore probabilità di subire una frattura. Le persone che hanno bevuto tre bicchieri o più di latte al giorno avevano il doppio delle probabilità di morire presto rispetto a chi ne aveva consumato meno di uno.

L'autore dello studio, il professor Karl Michaelsson, spiega che i loro risultati "possono mettere in dubbio la validità delle raccomandazioni su un consumo elevato di latte per prevenire le fratture da fragilità. Un maggior consumo di latte nelle donne e uomini non è accompagnato da un minor rischio di frattura. Invece può essere associato ad un più alto tasso di morte". Ma non ci hanno sempre detto che per prevenire l'osteoporosi bisogna bere tanto latte e mangiare tanti formaggi? Questa cosa è risaputa da sempre in chi si occupa seriamente di nutrizione umana, mentre è ancora un'eresia da estirpare con ogni mezzo per coloro che studiano sui libri scritti dalle lobbies farmaceutiche e si basano sulle piramidi alimentari redatte dalle industrie alimentari!

A parte le sterili diatribe sul latte sì o latte no, i dati parlano chiaro: nei paesi maggiori consumatori di latte e latticini vi è il maggior numero di fratture ossee. E questo è un dato di fatto assodato. Come si spiega? Come la mettiamo? Semplicissimo: da una parte l'elevato contenuto del lattosio, lo zucchero del latte che crea un ambiente acidificante dato che a livello intestinale viene degradato ad acido lattico, e tale ambiente fa aumentare le infiammazioni e lo stress ossidativo. Condizioni queste alla base di un maggior rischio di mortalità e paradossalmente di fratture ossee. Nella medesima ricerca tale associazione di rischio è stata osservata anche con l'assunzione dei derivati del latte come i formaggi, anche se in questo caso sono andati coi piedi di piombo per non andare a cozzare esageratamente contro interessi economici enormi (industria casearia).