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Bad Guys

Il Meglio del Web: Assordante! Il silenzio dei media europei sulla cattura degli ufficiali NATO in Siria

nato
© AFP 2016/ GEORGES GOBET
Mentre tutta l'attenzione dei media si è focalizzata sugli ultimi eventi luttuosi di Berlino, in Siria continuano le operazioni di evacuazione dei civili sotto l'attenta sorveglianza delle forze siriane e russe.

I terroristi, ancora rimasti trincerati nella zona di Idlib, nei paesi di Al-Foua e Kefraya, hanno creato difficoltà e ritardato il passaggio degli autobus che trasportavano i civili, fra cui malati, feriti e le loro famiglie, lungo la strada che collega Idlib ad Aleppo, la città liberata dalle forze siriane.

Risulta che otto autobus sono stati fermati mentre percorrevano la strada Al-Foua-Aleppo, a 50 chilometri dalla loro destinazione. I civili provengono tutti dalle zone a maggioranza sciita. Alcuni degli autobus sono arrivati ad Aleppo dopo 12 ore mentre di 5 di questi si sono perse le tracce. In un altro avvenimento, le bande dei miliziani takfiri (i "ribelli moderati" secondo i media occidentali) hanno dato fuoco a molti autobus per impedire l'evacuazione dei civili dalla zona di Idlib. Dagli autobus i terroristi hanno prelevato gli autisti, fra i quali due feriti, e li hanno portati in destinazione ignota, come riferito dalla Mezza Luna siriana. Il governo siriano ha inviato altri autobus per sostituire quelli distrutti. Nonostante questo, da Aleppo continua con successo l'evacuazione dei civili ed altri 15.500 sono stati evacuati da Aleppo Est.

Gli episodi dell'incendio agli autobus e i colpi d'arma da fuoco sparati contro alcuni convogli, dimostrano comunque che il patto raggiunto di tregua con il Governo di Damasco, viene continuamente violato dagli stessi gruppi di miliziani che l'Occidente tende a proteggere.

Bomb

Il Meglio del Web: Due terrorismi

Berlin terror attack
© Reuters. Umit Bektas
L'assassinio terroristico in cui ha trovato la morte l'ambasciatore russo ad Ankara ha un significato preciso: colpire la Russia, che è stata protagonista della cruciale sconfitta della Jihad islamica ad Aleppo e, più in generale, in Siria. E, nello stesso tempo, minare il difficile negoziato in corso tra Russia e Turchia per una soluzione definitiva della guerra contro il morente "Stato Islamico".

E' infatti evidente che il progressivo (e incerto) venire meno dell'appoggio turco ai terroristi dell'ISIS e a quelli di Al Nusra e al Qaeda, è stato anch'esso decisivo per tagliare le retrovie alla jihad terroristica. Dunque tutto è tragicamente chiaro. Coloro che hanno alimentato il terrorismo in Siria e Irak non hanno gettato le armi e stanno alzando la posta.

Diverso sembra essere il caso dell'altro massacro, questa volta inscenato a Berlino ripetendo l'idea del camion scagliato contro la folla ignara. Di nuovo è toccato alla Germania. Ma, mettendo in fila la serie degli attentati terroristici, a partire dal Charlie Hebdo, passando per il Bataclan, arrivando all'aeroporto belga di Zaventem, fino a Berlino, non è difficile scorgere un obiettivo unico: colpire le due colonne portanti dell'Europa, Francia e Germania, terrorizzare le loro popolazioni, disarticolando le loro difese e le loro istituzioni, gettando nel panico le loro leadership.

Commenta: Le ultime notizie sull'assassinio dell'ambasciatore russo ad Ankara mostrano che l'aggressore apparteneva al movimento di Fethullah Gulen, accusato dal governo turco di essere responsabile del tentato golpe.

Erdogan beneficia del golpe turco perché è fallito, non perché l'ha organizzato lui

E' probabile che i servizi segreti occidentali non siano solo coinvolti nell'attentato di Berlino ma anche nell'uccisione dell'ambasciatore russo, con lo scopo di destabilizzare le relazioni tra la Russia e la Turchia in seguito alla liberazione di Aleppo Est.


Pistol

Il Meglio del Web: Turchia, ucciso ambasciatore russo Andrey Karlov. Morto l'attentatore: poliziotto di 22 anni

Russian Ambassador Turkey

Ankara -
L'ambasciatore russo ad Ankara, Andrey Karlov, è stato ucciso in un attentato. Colpito a morte mentre parlava a una mostra fotografica da un poliziotto che per entrare alla Galleria d'arte ha mostrato il tesserino. Giacca nera e cravatta, la pistola in pugno, ha cominciato a sparare gridando "vendetta" e poi "Aleppo" o "noi moriamo in Siria voi morite qua".

Il diplomatico si è accasciato a terra, ha ricevuto le prime cure sul posto ma non è stato neanche trasportato in ospedale, sarebbe stato inutile. Le forze speciali turche hanno fatto irruzione nella galleria d'arte e ucciso l'aggressore che continuava a sparare. "Non uscirò vivo da qui, non vi avvicinate!", gridava.

Altre tre persone sono rimaste ferite nel corso della sparatoria.

Fonti dell'ambasciata, citate dai media locali, precisano che il diplomatico stava tenendo un discorso alla Galleria di Arte contemporanea, per la mostra fotografica 'la Russia vista dai turchi'.

Sherlock

Il Meglio del Web: Oltre la Raggi. Il M5S lanci gli stati generali dell'economia

m5s stars

di Simone Santini.


La sequenza romana è stata micidiale. Prima l'avviso di garanzia a Paola Muraro che ne ha decretato le dimissioni; poi la Guardia di Finanza in Campidoglio a sequestrare gli atti con le nomine del sindaco; infine l'arresto di quello che mediaticamente è stato definito il "braccio destro" della prima cittadina di Roma, Virginia Raggi (la battuta più simpatica che ho sentito è stata: "ma quanti bracci destri c'ha Virginia, ma che è, la dea Kalì?").

Uno. Due. Tre. In altri tempi si sarebbe parlato di uso politico della magistratura, inchieste ad orologeria. A nemmeno due settimane dal voto referendario, si è scatenato l'inferno. Ha l'apparenza di una rabbiosa vendetta.

Il M5S non ha fatto una piega in tal senso, e non avrebbe potuto fare altrimenti. Tutti si sono detti anzi contenti che le indagini facessero il loro corso. A bocce ferme, tuttavia, nel MoVimento si dovrà fare una riflessione seria su cosa sia la magistratura. Una forza politica che intenda rivoltare il sistema non può trascurare quelli che sono i gangli dello "stato profondo" che determinano la detenzione del vero potere in una Nazione. Se è evidente che tali poteri si annidano nelle aree dei servizi segreti, della pubblica amministrazione, dei grand commis di Stato, industria e finanza, non c'è alcuna ragione per credere che non si trovino anche nella magistratura, per sua natura una corporazione impermeabile e detentrice di un enorme potere tecnocratico. Sia chiaro che sto svolgendo un ragionamento politico generalissimo senza alcuna necessaria attinenza con casi specifici, tanto meno con quelli che possano essere accaduti a Roma in questi ultimi giorni.

Ciò premesso, è chiaro che stanno venendo al pettine i limiti strutturali del M5S, che nelle vicende romane appaiono emblematici. Ripeto: una forza politica che ambisca e rivoltare un sistema, quando arriva in un'amministrazione, locale o nazionale che sia, non solo deve sapere cosa fare ma, altrettanto importante, come farlo. Essere col pensiero e l'azione tre passi avanti rispetto a quelli che c'erano prima. Sennò si continuerebbe, al massimo, a gestire l'ordinario, magari in maniera più pulita. Non sarebbe poco, ma non è tanto.

Non ho elementi per dare consigli su come si possa risolvere il pasticcio romano. I responsabili del MoVimento sapranno, spero, riprendere in mano la situazione.

Commenta: Consigliamo al lettore di leggere i seguenti articoli:


Bad Guys

Il Meglio del Web: La Guerra di Aleppo non è solo come ve la raccontano

Aleppo
© ReutersDue fratelli sopravvissuti a un bombardamento nella città di Aleppo.
La battaglia di Aleppo, con le stragi di questi giorni e gli anni terribili che le hanno precedute, ha segnato tra le altre cose il collasso del sistema informativo occidentale, ormai quasi incapace di distinguersi dalla propaganda di parte.

Tutto, nel racconto occidentale su Aleppo, sa di truffa e inganno. Dalla pubblicazione senza filtri né verifiche dei dati forniti dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, fondato e animato da un oppositore di Bashar al-Assad e mantenuto dal governo inglese, alla parola "assedio", usata senza risparmio per Aleppo ma solo negli ultimi mesi, e mai nei più di tre anni in cui la città era attaccata su tre lati da ribelli e jihadisti, arrivati anche a occupare il 60 per cento del territorio urbano.

Ma questi, se vogliamo, sono piccoli particolari. Il problema vero è il rifiuto di confrontarsi con una realtà che possiamo sintetizzare così: quanto è accaduto ad Aleppo in queste settimane non è per nulla eccezionale. Al contrario, è la norma della guerra contemporanea. Non ci credete? Allora cominciamo a guardarci intorno. Prendiamo Mosul, la grande città irachena che da due anni e mezzo è occupata dall'Isis.

A metà ottobre è partita (finalmente) l'offensiva per liberarla dai jihadisti. Grandi fanfare, toni trionfalistici, esultanza per i civili che "venivano liberati" dai quartieri prima sotto il controllo dei miliziani (mentre i civili di Aleppo, che escono dai quartieri dominati da al-Nusra, non sono liberati ma "fuggono"). Adesso, due mesi dopo, tutto è fermo e di liberare Mosul non si parla più. Non solo: l'offensiva di americani, curdi e iracheni è così ferma che l'Isis ha distaccato 4-5 mila combattenti dal fronte iracheno e li ha mandati a riprendere Palmira in Siria. Perché?

Crusader

Il Meglio del Web: Siria: Eva Bartlett smonta le fake news del mainstream su Aleppo

Eva Bartlett

La liberazione di Aleppo dai terroristi ha prodotto una vera e propria invasione di fake news con cui il circuito mainstream vuole intorbidire le acque per capovolgere le parti. I tagliole terroristi diventano i buoni che si difendono dalle atrocità del 'regime' di Damasco spalleggiato da Russia e Iran.


Per fortuna esistono voci libere come quella della giornalista indipendente canadese Eva Bartlett, che in occasione di una conferenza stampa organizzata dalla missione siriana presso le Nazioni Unite, ha avuto modo di smontare le principali menzogne sulla situazione in Siria, dopo che un cronista norvegese del periodico Aftenposten le aveva chiesto come fosse possibile che tutti i giornalisti mentissero.

Eva Bartlett ha precisato che «vi sono giornalisti onesti nei mezzi di comunicazione, ma nella zona est di Aleppo non opera alcuna organizzazione internazionale».


War Whore

Il Meglio del Web: Samantha Power, ma non ti vergogni?

samantha power

di Alessandro Bianchi


Aleppo è stata liberata. La fine dell'assedio di terroristi, tagliagole, jihadisti è finito. La festa delle persone è esplosa nella città e con essa la rabbia di quelle fake news corporation dell'"informazione" che per anni vi hanno raccontato tante bufale e oggi sono costrette a giustificarle con l'unico metodo che conoscono, altre menzogne.

In questo clima, il rappresentante all'Onu del paese responsabile della principale forma di "terrorismo sperimentato dall'umanità" (parole di Noam Chomsky), Samantha Power, arriva a dichiarare (video di Repubblica se non ci credete. Noi all'inizio, sinceramente, pensavamo in un errore di traduzione): "Siete davvero incapaci di vergogna? Non c'è letteralmente nulla in grado di farvi vergognare?", rivolgendosi a Russia, Iran e Siria.

Siamo alle barbarie semantiche di un impero che sta perdendo ogni riferimento con la realtà e con la minima dignità. Oltre che rimarcare che per fortuna sono gli ultimi colpi di coda di Samantha Power all'Onu, ci preme qui riproporvi quanto avevamo scritto alcuni mesi fa quando la stessa dichiarò: "Quello che la Russia sta sponsorizzando e facendo non è la lotta al terrorismo. E' la barbarie".

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Cult

Il Meglio del Web: I potentati finanziari designano Gentiloni per proseguire l'opera di spoliazione ed invasione dell'Italia

gentiloni - killary
Nonostante il chiaro ed inequivocabile pronunciamento della grande maggioranza dei cittadini italiani a favore del NO, nel referendum sulla riforma costituzionale voluta dal Governo Renzi/Boschi/Gentiloni, il Presidente Mattarella ha dato incarico ad una controfigura di Renzi, del fronte del SI, per formare un nuovo governo che prosegua le stesse politiche di spoliazione ed invasione dell'Italia.

Un governo senza scadenza, dichiarano, indifferenti a qualsiasi problema di consenso e rappresentanza sostanziale da parte dei cittadini.
Un gioco molto pericoloso quello della classe politica al Governo che ancora una volta, nonostante sia priva di qualsiasi legittimità democratica, si ostina ad operare alle spalle degli interessi e delle necessità dei cittadini chiudendosi a riccio rispetto alle legittime richieste di andare al voto, agitando i soliti pretesti della emergenza finanziaria, dei mercati e degli impegni internazionali.

Facile prevedere che il regime cercherà di creare nuove "emergenze" per giustificare una prosecuzione a tutti i costi dell'attività del governo ed evitare una consultazione popolare da cui il PD, il partito che rappresenta gli interessi del Grande Capitale, uscirebbe sicuramente sconfitto. Mentre Renzi ha da poco portato via i suoi scatoloni dagli uffici che occupava come primo ministro, a stretto giro arriva il nuovo sostituto, grazie alla veloce designazione fatta del Presidente Mattarella. In realtà, come si può capire, il nome di Gentiloni è stato suggerito dai potentati finanziari, da Bruxelles e da Washington come persona di provata fedeltà alle centrali di potere sovranazionale che dirigono il sistema Italia.

Bad Guys

Il Meglio del Web: Euronazismo, atlantismo e dominio della finanza nel futuro dell'Italia

Gentiloni Mattarella Renzi
Nonostante la chiara vittoria del No al recente referendum costituzionale, che ha bocciato in primo luogo Renzi, il suo governicchio e il piddì collaborazionista delle banche d'affari, non posso in alcun modo essere ottimista sulle sorti del paese e della sua popolazione.

Per comprendere il mio scetticismo, teniamo conto del fatto che per l'Italia le élite hanno stabilito un percorso simile a quello greco (anche se non identico, considerate le particolarità nazionali e le dimensioni economiche) e da questo percorso i collaborazionisti al governo e in parlamento, essendo sostanzialmente dei servi obbedienti, non possono deviare di un millimetro ... con o senza Renzi.

Teniamo altresì conto della sorte del referendum consultivo greco del luglio 2015, sulle "proposte" di salvataggio della troika (e, in definitiva, sulla sua caricatura maligna d'Europa). Pensiamo alla mancata elezione, in questo dicembre, di Norbert Hofer presidente in Austria, grazie ai brogli e alla campagna elettorale di diffamazione e paura. Riflettiamo sul fatto che la "Palude" liberaldemocratica (usando una felice espressione del filosofo tradizionalista russo Alexander Dugin), quando compare un candidato vicino agli interessi popolari, come la Le Pen in Francia (in Italia non se ne vede l'ombra), si coalizza immediatamente per non farlo passare, oltre la destra e la sinistra posticce, con una reazione da cane pavloviano. Così sarà al ballottaggio del 7 maggio 2017, per le presidenziali francesi, e Fillon, candidato elitista mascherato con qualche tratto falsamente "populista", assorbirà i voti socialistoidi, rubando consensi alla stessa Le Pen.

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Il Meglio del Web: La resistenza jihadista ad Aleppo è prossima alla sconfitta

Aleppo

L'esercito siriano avanza nella zona orientale di Aleppo, ed è sempre più vicino a tagliare in due la sacca della resistenza jihadista, portandola al collasso finale.


Le ultime notizie sull'avanzata dell'esercito siriano fanno capire che i combattimenti ad Aleppo potrebbero essere vicini alla conclusione, dal momento che la resistenza jihadista, nella zona orientale di Aleppo, è prossima al collasso.

Sembra che nella giornata di oggi le truppe siriane abbiano ricatturato altri due quartieri ad ovest dell'aeroporto di Aleppo, Karam al-Jazmati e Karam al-Tarab, arrivando così a meno di 2 km. dalla Cittadella di Aleppo, nel centro della città, che, per tutta la durata del conflitto, è stata nelle mani dell'esercito siriano, un bastione nella parte occidentale della città, rimasto sempre sotto il controllo delle truppe governative.

Dopo queste ultime avanzate, è confermato che ora l'esercito siriano controlla più della metà di quella che, originariamente, era la sacca di resistenza di Al-Quaeda ad Aleppo-est.

Commenta: E mentre l'avanzata delle forze armate siriane contro l'Isis ad Aleppo continua incessante, Obama cerca di coprire le tracce dei suoi legami con Al-Nusra, chiedendo al Pentagono l'uccisione dei capi del gruppo terroristico che gli Stati Uniti stessi hanno creato e armato.