OF THE
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L'"arma segreta" più sofisticata con cui i russi impongono la supremazia nella guerra elettronica (EW - Electronic Warfare), resta avvolta nel mistero, come anche il formidabile sistema russo di raccolta ed elaborazione delle informazioni. Entrambi fanno parte del complesso automatico C4I (comando, controllo, comunicazioni, computer, informazioni ed interoperabilità) che i russi hanno creato in Siria, permettendogli l'identificazione degli obiettivi dei bombardamenti e loro assegnazione ai diversi aerei, evitando che la NATO scopra qualcosa del modus operandi dei russi. In assenza di un minimo di informazioni, la NATO non può scatenare efficaci contromisure elettroniche (ECM) contro i russi in Siria. I mezzi della guerra elettronica terrestre, navale e aerea che la Russia ha dispiegato nel teatro operativo in Siria per monitorare l'intero spettro elettromagnetico, individuano i trasmettitori nemici e li confondono. La guerra elettronica s'estende oggi al disturbo di comunicazioni e alla sorveglianza radar ed elettro-ottica.
"Avete sentito tutti cosa ha detto il presidente Barack Obama. Stiamo valutando se prolungare di un altro anno la nostra presenza in Afghanistan, come ci è stato chiesto dall'amministrazione americana. Se l'impegno americano in Afghanistan prosegue, penso sia giusto anche da parte nostra ci sia un impegno".Con queste parole Matteo Renzi, durante il discorso tenuto all'università di Venezia nella giornata di giovedì annuncia il proseguo della missione italiana in Afghanistan. Parole che fanno il paio con quelle di Obama, che 3 giorni fa ha dichiarato che
"l'impegno degli Stati Uniti verso l'Afghanistan e la gente afghana va avanti," aggiungendo che "5.500 truppe resteranno nelle basi Usa del Paese".Che l'Afghanistan, per l'amministrazione Obama possa risultare un pantano a tutti gli effetti e la fotografia di una politica decisamente inefficace è sotto gli occhi di tutti, soprattutto sotto gli occhi dell'opinione pubblica americana che ultimamente ha evidenziato un non più tanto nascosto malessere verso la missione afghana. Ma, nonostante queste premesse, gli Usa non possono permettersi un ritiro dal paese in questione. Per quale motivo? Perché il mantenimento di un'instabilità politica in Afghanistan, per quanto dispendiosa per le casse statunitensi, è di vitale importanza per le politiche di Washington. Nel 2004, Lynn Pascoe (vice segretario del dipartimento di stato americano per l'Europa e l'Eurasia), ricordava che gli obiettivi della missione in Afghanistan erano la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e lo sviluppo di un libero mercato energetico aperto a investitori stranieri. Che tradotto, sanciva la metamorfosi dall'originaria guerra al terrorismo alle ben nota guerra economica.
Commenta: Parte della Turchia sembra essere stata un punto di passaggio e smistamento per rifornimenti ai combattenti di ISIS, e forse altro ancora.