Putin e Obama, avventura in Siria: tra i due litiganti... il diritto gode solo a metàAbbiamo iniziato la settimana con i raid francesi in Siria, la stiamo chiudendo con quelli russi. Senza andare troppo per il sottile: chi lo sta facendo legittimamente (dal punto di vista giuridico) e chi no?
In questa situazione entrano in gioco alcuni dei principi basilari del diritto internazionale, ma principi semplicissimi, che in confronto le tabelline che impariamo alle scuole elementari potrebbero sembrare questioni astrofisiche:
1. Il divieto di uso della forza;
2. Il divieto di ingerenza negli affari interni di un altro Stato.La battaglia di Solferino del 1859 aveva portato alla creazione della Croce Rossa Internazionale e aveva indotto gli Stati a ripensare le metodologie della guerra, di modo che nei conflitti a venire si rispettasse in un certo qual modo la dignità umana, evitando di infliggere sofferenze inutili ai combattenti. Così piano piano si arrivò alle normative, tuttora in vigore, sul diritto di guerra (Convenzioni dell'Aja del 1899 e del 1907) e su come si conducono le ostilità.Tuttavia gli eventi della I guerra mondiale dimostrarono che esse non erano sufficienti e, con la nascita della Società delle Nazioni, si istituì un primo divieto di ricorso alla forza armata. Esso, ovviamente, non era un divieto assoluto, ma prevedeva che - nel momento in cui uno "sgarbo" tra Stati rischiava di portare al conflitto - questi non ricorressero subito all' arme ma cercassero una soluzione alternativa per almeno tre mesi (si parlava di procedura di cooling off, cioè "raffreddamento" delle tensioni). Il passo successivo fu fatto nel 1928, con un patto bilaterale tra Francia e USA, il Patto Briand - Kellogg, in cui il divieto divenne un po' più forte. Ciò tuttavia non impedì la guerra italiana in Etiopia o l'invasione giapponese della Manciuria, né tantomeno lo scoppio della II guerra mondiale.
Commenta: Articolo di Andrew Korybko apparso su Thesaker.is il 24/08/2015
Traduzione in italiano a cura di Mario B. per Sakeritalia.it