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mar, 25 feb 2020
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Satellite

Lanciato il satellite Jason-3: nello Spazio un nuovo "occhio" sugli oceani per misurare i cambiamenti climatici

satellite jason
Dallo spazio un nuovo 'guardiano' degli oceani sta per aprire i suoi occhi sulla Terra per monitorare il cambiamento climatico: è il satellite della missione oceanografica Jason-3, coordinata dall'Agenzia statunitense per l'atmosfera e gli oceani (Noaa) in collaborazione con la Nasa, l'Agenzia spaziale francese (Cnes) e l'Organizzazione europea per lo sfruttamento dei satelliti meteorologici (Eumetsat).

Quando sarà pienamente operativo, il nuovo satellite sarà capace di misurare con estrema precisione l'innalzamento del livello dei mari, coprendo il 95% delle acque mondiali libere da ghiaccio in appena 10 giorni. In questo modo sarà più facile monitorare il cambiamento climatico indotto dall'uomo e sarà possibile avere previsioni più accurate sia per quanto riguarda gli oceani che il meteo. Lo strumento chiave per questa missione è l'altimetro a doppia frequenza Poseidon-3B, sviluppato nel sito Thales Alenia Space di Tolosa, in Francia.

Il satellite Jason-3, realizzato da Thales Alenia Space (Thales-Finmeccanica) in qualità di primo contraente, è stato lanciato con successo domenica alle 19:42 (ora italiana) dalla base californiana di Vandenberg, con un razzo Falcon 9 della Space X. Il satellite è dapprima entrato in orbita 25 chilometri sotto il suo 'gemello' Jason-2, poi si è lentamente spostato per raggiungerlo a quota 1.300 chilometri: qui i due satelliti voleranno in formazione, a due minuti di distanza l'uno dall'altro, per dare vita ad una serie di misurazioni che permetteranno nei prossimi sei mesi di calibrare gli strumenti di Jason-3.

Galaxy

Scoperto nuovo buco nero al centro della Via Lattea

black hole
© nasa
Oltre a Sagittarius A*, con una massa 4 milioni di volte quella del Sole, esiste un altro buco nero al centro della nostra galassia. Il nuovo buco nero è stato scoperto per caso da Tomoharu Oka, della Keio University, ed è stato descritto su "Astrophysical Journal Letters".

E' noto da tempo che al centro della Via Lattea esiste un enorme buco nero supermassiccio attorno al quale ruotano tutte le stelle della galassia. La forza di gravità di questo buco nero attira a sé stelle e nubi di polveri e gas: analizzando una di queste nubi (CO-0.40-0.22) i ricercatori giapponesi hanno casualmente scoperto che i gas seguono traiettorie insolite e sembrano essere accelerati da una qualche forza.

Dalle simulazioni è successivamente emerso che l'unica spiegazione per questa anomalia sarebbe la presenza di un altro buco nero, con una massa 100.000 volte quella del Sole: apparterrebbe quindi a una tipologia "intermedia", compresa tra 100 e 100.000 volte la massa del Sole, da lungo tempo ipotizzata.

Rocket

La Russia riceverà una navicella spaziale a propulsione nucleare entro il 2025

ROSATOM
© Twitter

Nell'ambito del progetto è già stato creato un design unico dell'elemento combustibile in grado di lavorare a temperature elevate, con un grande gradiente di temperatura e ad alte concentrazioni di radiazioni.


Secondo quanto pianificato, la navicella spaziale a propulsione nucleare deve essere costruita e preparata per il test di volo entro il 2025; i corrispondenti lavori sono stati inclusi nella bozza del programma federale spaziale per gli anni dal 2016 al 2025, scrive il quotidiano "Izvestia".

Nell'ambito del programma sull'esplorazione spaziale è prevista la costruzione di un veicolo spaziale entro il 2025, scrivere "Izvestia". Tuttavia il programma federale spaziale non prevede operazioni di lancio fino a quella data.
"Tutti i lavori per la creazione dei propulsori nucleari vanno secondo il calendario. Possiamo con certezza dire che i lavori saranno completati entro i termini fissati nel programma," — il giornale riporta le parole del direttore del progetto del dipartimento Comunicazioni della società statale "Rosatom" Andrey Ivanov.
Ha chiarito che è già stato creato un design unico dell'elemento combustibile in grado di lavorare a temperature elevate, con un grande gradiente di temperatura e ad alte concentrazioni di radiazioni. Inoltre sono stati completati con successo i test tecnologici sul reattore della navicella. In queste prove il reattore è stato sottoposto ad una pressione elevata e sono state eseguite misurazioni in 3D delle parti metalliche e delle saldature, Ivanov ha raccontato al giornale.

Gear

Progettati PALLONI FOTOVOLTAICI da costruire sopra le nuvole.

palloni fotovoltaici
In campo fotovoltaico si sta lavorando a speciali palloni aerostatici che possano catturare i raggi del Sole sopra le nuvole, producendo energia pulita giorno e notte grazie anche all'ausilio di una cella a combustibile. L'idea consiste nel montare i moduli fotovoltaici su palloni fluttuanti a circa 6 chilometri di altitudine, dove le radiazioni solari sono più dirette e le formazioni nuvolose quasi totalmente assenti.

In questo modo i ricercatori stimano che sia possibile generare una quantità di corrente elettrica tre volte superiore a quella ottenibile con i pannelli posizionati al suolo. Per garantire la produzione di elettricità 24 ore al giorno si è ha pensato di utilizzare l'idrogeno come vettore energetico: una cella a combustibile sfrutta l'energia in eccesso durante il giorno per scindere l'acqua (contenuta al suo interno) in idrogeno e ossigeno (elettrolisi).

L'idrogeno viene poi immagazzinato nel pallone fino all'arrivo dell'oscurità, quando reagisce nuovamente con l'ossigeno atmosferico e con un processo inverso genera acqua ed elettricità. L'energia in eccesso viene immagazzinata soffiando idrogeno nel pallone. Durante la notte l'idrogeno rientra nel circolo per produrre corrente elettrica. I palloni fotovoltaici sono ancora in fase di progettazione, ma si prevede di costruire i primi prototipi funzionanti entro i prossimi due anni. Il problema da risolvere sarà costituito dalla necessità di costruire speciali cavi di collegamento, molto lunghi e capaci di convogliare l'energia prodotta in quota fino a terra.



Stock Up

Scienziati sicuri, entro il 2030 Russia può produrre energia pulita al 100%

pannello solare
© Fotolia/ svitekd


L'introduzione di un sistema energetico funzionante esclusivamente con fonti rinnovabili permetterà alla Russia di ridurre del 20% il costo dell'energia elettrica di diventare uno dei Paesi leader nella competitività industriale, ritengono alcuni ricercatori finlandesi.


I ricercatori dell'Università di Tecnologie di Lappeenranta (Finlandia) hanno elaborato un modello per il sistema energetico della Russia e dei Paesi dell'Asia centrale funzionante esclusivamente su fonti rinnovabili, riferisce la rivista "International Business Times".

I ricercatori universitari finlandesi suggeriscono che tale sistema possa funzionare con energia solare, geotermica ed eolica (60% dell'energia totale), idrica e biomasse. La capacità complessiva del sistema ammonta a 550 gigawatts che, secondo il modello, è un valore superiore di 162 gigawatt rispetto a quello prodotto dall'attuale sistema energetico.

"Crediamo che questo sia il primo modello nella storia basato al 100% su fonti rinnovabili, sviluppato per la Russia e l'Asia centrale. Dimostra che la Russia potrebbe diventare una delle regioni più competitive al mondo a livello energetico", — la rivista cita uno degli autori della ricerca, lo scienziato Christian Breyer.

Secondo gli esperti, la conversione al 100% del sistema in energia pulita entro il 2030 è un obiettivo più che abbordabile. Inoltre, il sistema è meno costoso degli analoghi basati sul nucleare o sui combustibili fossili: la sua attuazione ridurrà i costi del 20%.

Newspaper

Il ponte di ghiaccio più lungo del mondo

pontye ghiaccio


Tra il 28 dicembre e il 13 febbraio un gruppo 150 persone tra studenti e volontari costruirà a Juuka, in Finlandia, il ponte di ghiaccio più ampio del mondo: lungo 65 metri e largo 16, sarà in grado di reggere il passaggio di veicoli di due tonnellate.


Un "da Vinci" in scala ridotta. Il progetto Da Vinci's Bridge in Ice è coordinato dall'Eindhoven University of Technology (Paesi Bassi): per edificarlo verranno utilizzate 816 tonnellate di pykrete, un materiale composito costituito da una miscela di ghiaccio (86%) e fibre di legno (14%). La combinazione verrà spruzzata su un gigantesco ponte gonfiabile del peso di 1600 chili, che fungerà da stampo e che verrà successivamente rimosso.

Il design dell'opera si ispira a un progetto (mai realizzato) di Leonardo da Vinci, che nel 1502, su richiesta del sultano dell'Impero ottomano Bayezid II, disegnò un ponte destinato a congiungere le due sponde del Bosforo tra la Punta del Serraglio e Pera, nei pressi di Istanbul.

Attrazione turistica, ma non solo. Oltre a sciogliersi più lentamente del ghiaccio puro, il pykrete presenta resistenza e tenacità simili al calcestruzzo. Ecco perché, una volta terminato, il ponte di Juuka riuscirà a sostenere il via vai di turisti e, a fini dimostrativi, il transito di qualche automezzo. La costruzione si scioglierà con l'arrivo della primavera e la fibra di cellulosa sarà riciclata.

Per l'università olandese è la terza impresa di questo genere, che fa seguito alla realizzazione in scala ridotta della Sagrada Familia e di una cupola gigante, il Pykrete Dome. Gli esperimenti hanno lo scopo di studiare le potenzialità del ghiaccio come materiale edilizio.

Gear

Emula il sonar dei delfini per sentire oggetti in acqua

guanto sonar
IrukaTact è un guanto che fornisce un feedback tattile permettendo di "sentire" a distanza oggetti sott'acqua. Il prototipo è stato sviluppato dalla "scanzonata" art technologist Aisen Carolina Chacin e Takeshi Ozu, ricercatori della Tsukuba University, che si sono ispirati ai delfini (iruka è la parola giapponese per delfino) e al sistema di ecolocalizzazione che utilizzano per orientarsi nel loro habitat naturale.


Il sonar dei delfini


Una volta indossato, il guanto offre la percezione tattile di oggetti poco distanti dalle mani (per ora solo circa 60 cm), semplicemente muovendole. La pressione dell'acqua causata dal movimento ritorna verso le dita comunicando la forma dell'oggetto, che poi può anche essere raccolto, dato che il guanto non è particolarmente ingombrante.

Realizzato in silicone, il guanto (nel video sopra, in inglese, si vede la dimostrazione) è composto da un sensore sonar MaxBotix MB7066 chiuso in un contenitore bloccato sul polso e da un processore Arduino Pro Mini, programmato per inviare segnali alle capsule in silicone in cui si infilano le dita. Su indice, medio e anulare sono montati tre piccoli motori che pompano l'acqua, determinandone la pressione in base al movimento.


Le applicazioni


«Il nostro obiettivo era quello di espandere le sensazioni tattili», spiega Chacin, «cioè come riuscire a percepire diverse superfici senza toccarle.» Il guanto può rivelarsi utile in occasioni di scarsa visibilità, come in situazioni di emergenza su terreni alluvionati, quando si deve cercare sott'acqua, e si pensa anche ad applicazioni nella realtà virtuale.


Gear

Ritornano i Google Glass, saranno pieghevoli e per le imprese

google glass
© Ansa
Google non getta la spugna sul progetto dei Glass, gli "occhiali smart" accantonati dopo aver esordito nella versione Explorer per gli sviluppatori e dopo un primo, ristretto, lancio commerciale sospeso all'inizio di quest'anno. La versione 2.0 di questo dispositivo sarà pregevole e pensata per il mondo professionale: lo rivelano le prime immagini trapelate da un documento che Google ha presentato alla Federal Communications Commission, l'ente che regola le comunicazioni negli Usa.

La "Enterprise Edition", scrive il blog 9to5google che ha scovato le foto nel database online della Fcc, presenta alcune differenze rispetto alla versione Explorer: i nuovi Glass sono pieghevoli come un normale paio di occhiali e hanno una dotazione tecnologica più potente, con supporto a connessione Wi-Fi 5GHz, processore Intel più veloce e migliore fotocamera.

Dovrebbero essere anche resistenti all'acqua e avere una durata di batteria maggiore. Secondo il Wall Street Journal i nuovi Glass garantiscono anche una visuale più ampia grazie al prisma più grande. Nonostante Google non abbia ancora ufficializzato la novità, secondo il blog 9to5google la compagnia avrebbe già distribuito centinaia di unità di questi Glass a compagnie partner del progetto "Glass for Works" per testarne impiego e software.

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Twitter, stretta su contenuti violenti e terrorismo

Twitter
© ANSA/EPA
Nuova stretta sui contenuti violenti e carichi di odio, con esplicito richiamo all'incitazione al terrorismo, da parte di Twitter. Il microblog, che ha fatto del 2015 un anno di svolta nella lotta agli abusi tramite la sua piattaforma, annuncia di aver nuovamente aggiornato le regole di condotta inasprendo il divieto di minacce violente da parte degli utenti. Con la nuova policy, Twitter sospenderà qualsiasi account che istiga l'odio.

Nelle regole pubblicate online Twitter declina la "condotta detestabile" vietata sulla sua piattaforma: gli utenti, si legge, non possono "promuovere la violenza contro una persona o attaccarla direttamente o minacciare altre persone in base a razza, etnia, origine nazionale, orientamento sessuale, sesso, identità sessuale, religione, età, disabilità o malattia". Il microblog specifica anche che le "minacce di violenza" che possono essere soggette al blocco temporaneo o alla sospensione di un account annoverano anche "l'intimidazione o l'incitazione al terrorismo. L'aggiornamento, spiega in un post Megan Cristina, direttore sicurezza di Twitter, "sottolinea che Twitter non tollererà comportamenti volti a molestare, intimidire o usare la paura per mettere a tacere la voce di un altro utente".

Con la nuova policy che combatte gli abusi "per promuovere la libertà di espressione" Twitter sospenderà qualsiasi account utente che istiga l'odio. Una mossa che arriva anche dopo gli inviti di leader mondiali ai social a rafforzare la vigilanza in chiave anti-attentati.

Solar Flares

Eruzioni e tempeste geomagnetiche: il Sole prepara i "botti" di Capodanno

sole
Eruzioni, tempeste solari e aurore polari: il Sole, dopo un periodo di quiete, prepara i "botti " di Capodanno. Da pochi giorni è comparsa sulla superficie della stella una nuova macchia solare associata a brillamenti e violente esplosioni.

Secondo le previsioni del NOAA il 2015 potrebbe concludersi con uno spettacolo di aurore polari e tempeste geomagnetiche dovute alle eruzioni della macchia solare AR2473: il 28 dicembre la macchia solare ha prodotto un brillamento classe M1.9 che ha generato un flusso di particelle che potrebbe investire la Terra nelle prossime ore. Il NOAA stima che sussista il 60% di probabilità che il 30 e il 31 dicembre possano verificarsi aurore polari e tempeste geomagnetiche di lieve o moderata intensità, con possibili disturbi alle comunicazioni radio.

Fonte