Nuova stretta sui contenuti violenti e carichi di odio, con esplicito richiamo all'incitazione al terrorismo, da parte di Twitter. Il microblog, che ha fatto del 2015 un anno di svolta nella lotta agli abusi tramite la sua piattaforma, annuncia di aver nuovamente aggiornato le regole di condotta inasprendo il divieto di minacce violente da parte degli utenti. Con la nuova policy, Twitter sospenderà qualsiasi account che istiga l'odio.
Nelle regole pubblicate online Twitter declina la "condotta detestabile" vietata sulla sua piattaforma: gli utenti, si legge, non possono "promuovere la violenza contro una persona o attaccarla direttamente o minacciare altre persone in base a razza, etnia, origine nazionale, orientamento sessuale, sesso, identità sessuale, religione, età, disabilità o malattia". Il microblog specifica anche che le "minacce di violenza" che possono essere soggette al blocco temporaneo o alla sospensione di un account annoverano anche "l'intimidazione o l'incitazione al terrorismo. L'aggiornamento, spiega in un post Megan Cristina, direttore sicurezza di Twitter, "sottolinea che Twitter non tollererà comportamenti volti a molestare, intimidire o usare la paura per mettere a tacere la voce di un altro utente".
Con la nuova policy che combatte gli abusi "per promuovere la libertà di espressione" Twitter sospenderà qualsiasi account utente che istiga l'odio. Una mossa che arriva anche dopo gli inviti di leader mondiali ai social a rafforzare la vigilanza in chiave anti-attentati.
Eruzioni, tempeste solari e aurore polari: il Sole, dopo un periodo di quiete, prepara i "botti " di Capodanno. Da pochi giorni è comparsa sulla superficie della stella una nuova macchia solare associata a brillamenti e violente esplosioni.
Secondo le previsioni del NOAA il 2015 potrebbe concludersi con uno spettacolo di aurore polari e tempeste geomagnetiche dovute alle eruzioni della macchia solare AR2473: il 28 dicembre la macchia solare ha prodotto un brillamento classe M1.9 che ha generato un flusso di particelle che potrebbe investire la Terra nelle prossime ore. Il NOAA stima che sussista il 60% di probabilità che il 30 e il 31 dicembre possano verificarsi aurore polari e tempeste geomagnetiche di lieve o moderata intensità, con possibili disturbi alle comunicazioni radio.
Il neuroscienziato della Stanford University Russell Poldrack è il proprietario orgoglioso del cervello più "studiato" al mondo.
Nell'arco di 18 mesi, Poldrack si è sottoposto a 10 minuti di risonanza magnetica funzionale ogni martedì e giovedì mattina ed ha eseguito analisi del sangue settimanali per analizzare la sua espressione genica.
"Non abbiamo mai avuto una simile quantità di dati su una sola persona. E non abbiamo mai raccolto informazioni su una singola persona per un periodo di tempo tanto lungo", ha dichiarato all'Huffington Post.
I risultati, pubblicati la settimana scorsa sulla rivista Nature Communications, fanno luce sul funzionamento del suo cervello e più in generale su questo organo, ma mostrano anche come questo cambi col tempo. La sua scoperta più sorprendente? Il cervello può completamente "riorganizzarsi" quando è a corto di caffeina.
Mappare le connessioni del cervello
Obiettivo di Poldrack era capire meglio le molteplici connessioni che permettono alle diverse regioni del cervello di comunicare tra loro.
Mentre le mappe realizzate in precedenza si sono basate su una serie di immagini prese da diversi cervelli per creare una fotografia generale su come le diverse aree cerebrali si connettono per formare una rete, la mappa di Poldrack è stata la prima a tracciare un solo cervello nel tempo.
La sequenza di risonanze magnetiche funzionali ha rivelato quali regioni del cervello di Poldrack si stavano "parlando" e quanto la loro comunicazione cambiasse in un arco di tempo. L'insieme dei dati raccolti ha prodotto la più dettagliata mappa delle connessioni del cervello mai creata.
Poldrack e i suoi colleghi hanno identificato 630 regioni e 13 reti nel cervello del neuroscienziato, numeri che, come dice lo stesso autore, probabilmente variano da soggetto a soggetto. Scandagliare questi sistemi di connettività è importante perché i loro meccanismi di funzionamento possono avere un impatto significativo sul nostro comportamento.
Le donne che fanno uso di antidepressivi negli ultimi stadi della gravidanza hanno un rischio maggiore di dare alla luce bambini affetti da autismo, secondo un nuovo studio condotto da un'equipe di ricercatori di Montreal.
Lo studio, pubblicato su JAMA Pediatrics lunedì scorso, ha evidenziato un rischio dell'87% più elevato di manifestare cenni di autismo nei bambini nati da donne che avevano assunto antidepressivi nel secondo trimestre di gravidanza. Uno degli autori dello studio, Anick Bérard, una dottoressa della facoltà di farmacia presso l'Università di Montreal e ricercatrice presso il Centro di Ricerca CHU Sainte-Justine, ha spiegato che l'autismo colpisce circa l'1 per cento della popolazione generale.
"Se si assumono antidepressivi in gravidanza, il rischio di mettere al mondo un figlio autistico sale fino al 1,87%" ha affermato il dottor Berard, osservando che in particolare la classe di antidpressivi SSRI sia quella più correlata alla malattia. "Chi assume questi farmaci ha più del doppio di possibilità di dare alla luce un figlio autistico, quindi dall'1% passiamo al 2% ed oltre."
I ricercatori hanno condotto questo studio su dati raccolti fra 145,456 bambini nati in Québec tra il gennaio 1998 e il dicembre 2009.
Gli scienziati non hanno ancora fatto chiarezza sulla moltitudine di fattori che contribuiscono alla autismo, patologia che ha alla base fattori genetici e ambientali.
In questo studio, La dottoressa Bérard e i suoi colleghi riconoscono che l'associazione tra l'uso di antidepressivi durante la gravidanza e l'insorgenza del disturbo autistico fra i bambini è ancora controversa. Ma lei ha voluto anche avvertire le donne che soffrono di depressione e i medici che le seguono di prendere in considerazione trattamenti alternativi, tra cui l'esercizio fisico e la psicoterapia.
La depressione è molto comune durante la gravidanza, essa colpisce fino al 15 per cento delle donne, ma la dottoressa ha osservato che la stragrande maggioranza - 80-85 per cento - di esse sono soltanto moderatamente depresse e quindi possono essere curate senza ricorrere all'antidepressivo.
La notte di Natale, un asteroide gigante passerà vicinissimo alla Terra. Dopo i primi allarmismi che già hanno cominciato a correre sul web di un possibile pericolo per il Pianeta, è arrivata la smentita dagli esperti: il corpo roccioso 2003 SD220, scoperto nel 2003, passerà vicino alla Terra ad una distanza ravvicinata, ma secondo gli astrofisici, tutto avverrà in completa sicurezza.
L'incontro ravvicinato con l'asteroide 2003 SD220, è previsto per la notte del 24 dicembre, come comunicato dalla Nasa attraverso il suo programma "NHATS", che si occupa di tenere sotto controllo i corpi celesti per eventuali future missioni.
Secondo i dati preliminari di alcuni astronomi, il diametro dell'asteroide dovrebbe essere di circa 1,3 chilometri. Quella della vigilia di Natale sarà la prima di cinque apparizioni di cui sarà protagonista nei prossimi 12 anni il corpo celeste, e sempre più vicino alla Terra.
Per il momento, transiterà alla distanza di 11 milioni di chilometri dal pianeta, pari a 28 volte la nostra distanza dalla Luna, per cui potrà essere documentato solo da astronomi e astrofili esperti muniti di telescopio. Alcune immagini del suo aspetto, però, sono già state realizzate grazie ai radiotelescopi dell'Arecibo Observatory di Puerto Rico, che le ha poi anche postate sul proprio profilo Twitter.
Nei giorni scorsi sul web erano stati lanciati alcuni allarmi circa l'ipotesi di terremoti ed esplosioni vulcaniche innescate da questo evento. In realtà, sempre secondo gli scienziati della NASA, anche se il sasso spaziale dovesse effettivamente sfiorarci, non si verificherebbe alcun sisma, se non in seguito ad una collisione, ma non è di certo questo il caso. Il prossimo avvistamento è previsto per il 2018 a circa 3 chilometri di distanza e, per almeno i prossimi 200 anni, rassicurano dalla Nasa, l'asteroide non costituirà alcun pericolo per gli abitanti della Terra....per ora!
Non sarebbe Natale senza una cometa e in effetti il mese di Dicembre da' appuntamento alla cometa Catalina. Molti astronomi e appassionati si stanno preparando al passaggio della cometa C/2013 denominata appunto Catalina, che secondo le proiezioni della NASA avrà un diametro di circa 20km e che probabilmente in condizioni ottimali sarà persino visibile ad occhio nudo ( sicuramente meglio con un binocolo ).
Il nome di questa cometa ha origine dal Catalina Sky Survey, che scoprì questo corpo celeste la mattina di Halloween del 2013 dall'astronomo Richard Kowalsky. Questo corpo celeste viene dalla lontana Nube di Oort, nota e fredda regione attorno al Sistema Solare, da cui provengono molte comete di lunga orbita, attratte dalla gravità della nostra stella.
C/2013 US10 Catalina è già visibile nei nostri cieli anche ad occhio nudo (anche se molto debolmente) e proseguirà fino a metà gennaio a impreziosire le notti invernali. Al momento è possibile osservarla solo nelle ore che precedono l'alba ma, rileva l'astrofisico Gianluca Masi, del Virtual Telescope, tra poche settimane apparirà anche nelle ore serali.
Secondo quanto riferito da due squadre separate di ricercatori provenienti da Svezia e Messico, due oggetti spaziali sono stati trovati ai bordi esterni del nostro sistema solare. Uno degli oggetti, come dicono gli scienziati, potrebbe essere una "super-Terra", un mega-pianeta con un'orbita sei volte maggiore di quella di Plutone. Di questi due oggetti, quindi, uno potrebbe essere un grande pianeta, ma che orbiterebbe intorno ad una stella Nana Bruna.
DUE OGGETTI MISTERIOSI OLTRE PLUTONE
Entrambe le squadre di scienziati, hanno presentato le loro osservazioni dopo aver esaminato i dati che avevano raccolto da ALMA (Atacama Large Millimeter / submillimeter Array).
Il team di ricercatori stava esaminando il sistema stellare Alpha Centauri e W Aquilae, quando hanno notato oggetti misteriosi in movimento in tutta il loro campo visivo. Anche se non erano in grado di determinare la distanza esatta, la velocità e la luminosità, è molto improbabile che si fosse trattato della scoperta di una nuova stella, ma piuttosto erano pianeti. Con sorpresa dei ricercatori, gli oggetti avvistati sembrano muoversi rispetto alle stelle viste in background, che suggerisce che questi sono relativamente vicini e orbitano intorno al Sole.
Un gruppo di giovani professionisti del National University of Science and Technology "MISiS" ha sviluppato una nuova generazione di materiali per l'abbigliamento di protezione dei soccorritori. Il tessuto non brucia nelle fiamme, non congela a basse temperature e protegge dalle radiazioni elettromagnetiche nocive.
Il segreto risiede nel tessuto di fibre aramidiche rivestite con una speciale lega magnetica. Il costume combina due aspetti apparentemente molto diversi: una maggiore resistenza al fuoco e al gelo. La temperatura di una fiamma libera è di 600 gradi Celsius, ma la tuta è in grado di proteggere il soccorritore dal calore fino a 1200 gradi. L'esposizione prolungata ad una tale temperatura puo' restringere e rompere il tessuto, ma non lo incendia. Per quanto riguarda il freddo estremo, la tuta è in grado di resistere fino a meno 120 gradi. Naturalmente il colore del tessuto è arancione brillante, particolare molto importante per i soccorritori in condizioni artiche poiche' rende la tuta visibile da lontano.
Inoltre, il materiale ha una elevata resistenza (per sviluppare apparecchiature soccorritore molto difficile), e crea un campo magnetico protettivo che stimola l'attività della vita umana. Così, chi indossa il costume non è solo protetto dal fuoco, gelo e radiazioni elettromagnetiche, ma sarà anche di buon umore.
"In questo momento si sta completando il processo di brevettazione del materiale. Ci auguriamo che alla fine dell'anno, dopo il collaudo, sarà adottato dai nostri soccorritori nella regione artica", ha detto il professore Vadim Tarasov, capo del Dipartimento metalli non ferrosi e oro del "MISiS". Il team di sviluppo ha lavorato sul materiale per circa 5 anni, e nel 2015 è stato insignito del premio del governo della Federazione Russa nel campo della scienza e della tecnologia per i giovani scienziati.
Cape Canaveral, ore 22:44 in Italia - Cygnus in viaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale, grazie al lanciatore Atlas V, dal Kennedy Space Center della NASA, in Florida. Dopo tre rinvii causati dalle condizioni meteo sfavorevoli, è finalmente cominciato anche il viaggio della 'CRS4' - la navetta numero quattro della classe Cygnus.
CRS-4, la missione di Cygnus è la quarta per il rifornimento degli astronauti nell'ambito del contratto NASA con la società Orbital ATK ed è la prima ad utilizzare il sistema di lancio Atlas V. L'ultimo rifornimento dell'anno che arriverà all'equipaggio a bordo della Stazione spaziale internazionale consta di oltre tre tonnellate di rifornimenti, esperimenti scientifici e materiali utili per le passeggiate spaziali.
3 dicembre - lancio sospeso per cumuli di nuvole sul cielo della Florida.
4 dicembre - lancio sospeso per forti raffiche di vento a terra.
5 dicembre - dallo Space Kenney Center di Cape Canaveral fanno sapere che è tutto pronto per il lancio che dovrebbe essere effettuato alle 23:10 ora italiana anche se, il 30% di condizioni meteo considerate accettabili dalla Nasa, rischia di far slittare ancora la partenza di Cygnus.
Un nostro cugino nei fondali oceanici. Si tratta di un verme che, secondo gli studi, avrebbe molti elementi genetici in comune con l'uomo. A rivelarlo è l'Università giapponese di Okinawa che ha studiato l'eredità genetica degli invertebrati scoprendo una somiglianza davvero "scomoda". Sono migliaia i geni in comune tra gli uomini e i vermi oceanici; un'eredità di un antichissimo antenato che viveva sul nostro pianeta in un'epoca risalente ad oltre 500 milioni di anni fa.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha spiegato come i geni in comune siano quelli interessati nello sviluppo della faringe. Se i geni, nei vermi, sono impegnati nello sviluppo di questa particolare area del corpo, negli uomini vengono coinvolti, invece, anche nella tiroide. Proprio il funzionamento di quest'ultima potrebbe avere delle vaghe somiglianze. Nei vermi, infatti, la faringe serve a filtrare l'acqua del mare; un sistema che permette agli invertebrati di trovare sostanze nutritive all'interno dei liquidi.
"Se l'incapacità elimina la responsabilità morale, dobbiamo dedurre che i nostri politici sono fondamentalmente incapaci. Ciò deve farci riflettere a lungo, perché in genere li eleggiamo noi."
- Carl William Brown
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Commenti Recenti
Pelestine, ti consiglio di leegere bene i comenti. Dove c'è scrito che io dico che non si puo mangiare la carne? Io solo ho avvertito che la CARNE...