OF THE
TIMES

"...dobbiamo essere chiari su ciò che abbiamo di fronte. Dopo (i fatti di) Parigi, abbiamo visto attacchi terroristici letali in Nigeria, Libano, Iraq e un aereo civile russo distrutto sopra il Sinai. Al centro del panorama odierno del terrore c'è l'ISIS. Questi perseguitano minoranze etniche e religiose, rapiscono e decapitano i civili, uccidono i bambini. In continuazione schiavizzano, torturano e stuprano donne e bambine. L'ISIS opera su tre livelli che si autosostengono: una enclave fisica in Iraq e Siria, una rete terroristica internazionale che comprende affiliati sia in regione che altrove e una connotazione ideologica di Jihadismo radicale. Dobbiamo colpirle e distruggerle tutte e tre. E il tempo è quello che conta. L'ISIS sta dando prova di nuove ambizioni, portata e capacità. Dobbiamo fermare lo slancio di questo gruppo e poi spezzarlo"... (Una conversazione con Hillary Clinton, Consiglio per le Relazioni Estere)Vi siete fatti il quadro? L'ISIS è dappertutto, in Siria, in Iraq, in Europa, negli Stati Uniti, nell'armadio, sotto il tappeto...., ovunque. E allora dobbiamo darci da fare e ammazzarli tutti subito, prima che stuprino le nostre donne, taglino la testa ai nostri figli e ci facciano diventare tutti loro schiavi sessuali.
«Il Pkk non è un'organizzazione terroristica, anche se alcune sue azioni sono atti di terrorismo: è un gruppo politico, che rivendica i diritti dei curdi. Io condanno la violenza, ma le richieste politiche sono politiche».Immediatamente fu arrestato e poi rilasciato su cauzione per «apologia di terrorismo a mezzo stampa», un reato che in Turchia prevede fino a 7 anni di reclusione.
"Negli ultimi 8 mesi sono stati venduti al mercato nero della Turchia il petrolio e il gas iracheno per un importo di 800 milioni di dollari, in aggiunta il prezzo era la metà rispetto a quello del mercato mondiale - ha spiegato a Sputnik Mowaffak al-Rubaie, ex consigliere per la sicurezza nazionale dell'Iraq e uno dei leader della coalizione parlamentare Stato della Legge - questo è ciò che chiamiamo l'ossigeno che alimenta l'ISIS, se noi fermeremo il flusso d'ossigeno, riusciremo a soffocarlo".Mercoledì scorso il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva già accusato Ankara di aver dato l'ordine di abbattere il bombardiere russo Su-24 dopo gli attacchi dell'aviazione russa contro le infrastrutture petrolifere e le autocisterne del Califfato. Secondo i servizi segreti russi, infatti, Bilal Erdogan, figlio del premier turco, sarebbe azionista della Bmz Ltd, una compagnia di trasporti marittimi che caricherebbe greggio dell'Isis nel porto di Ceyhan e lo venderebbe su mercati asiatici. "Le aziende logistiche di Bilal Erdogan nei porti di Ceyhan (Turchia) e di Beirut (Libano) - si legge su Rossiyskaya Gazeta - hanno dei moli speciali dove le navi cisterna consegnano il petrolio di contrabbando". In rete girano, infatti, diverse foto che ritraggono Bilal Erdogan con alcuni esponenti del Califfato a Istanbul. Tanto che il ministro degli Esteri siriano Walid Muallem ha accusato apertamente Ankara di aver abbattuto l'aereo russo per difendere gli interessi delle società petrolifere del figlio del premier.
Un funzionario ucraino di alto livello rimasto nell'anonimato ha raccontato che Kiev si accinge a sfruttare l'occasione "per riprendersi la penisola."Tuttavia, secondo l'autore, Kiev rischia molto organizzando il blocco della Crimea. La posta in gioco è alta, in particolare sono a rischio le forniture di gas e carbone dalla Russia.
Tramite il blocco della Crimea le autorità ucraine apparentemente cercano di trasformare la penisola in un "fardello costoso" per Mosca, si rileva nell'articolo. Inoltre Kiev teme che se la questione della Crimea non sarà più all'ordine del giorno nella politica internazionale, l'Occidente potrebbe col tempo riconoscere l'annessione della penisola alla Russia.Davanti a Bruxelles le autorità ucraine fingono di essere sotto la pressione dei nazionalisti, anche se in realtà al blocco della Crimea hanno preso parte le forze dell'ordine locali. Lunedì scorso l'azione è stata ufficialmente approvata dal governo.
In merito alle esplosioni delle linee elettriche che alimentano la Crimea, ammesso e concesso che Kiev non sia l'organizzatore del taglio delle forniture elettriche, concretamente non ha fatto nulla per impedire questo scenario.Leggi tutto su SputnikNews
Commenta: L'articolo di Danilo calza a pennello con le deduzioni di Joe Quinn, editorialista di SOTT.net, che arriva alle medesime conclusioni nel SOTT Focus: Sempre l'ultimo a sapere: Il governo Turco ha saputo dell'abbattimento del jet russo dopo l'accaduto?