Maestri BurattinaiS


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SOTT Focus: Russia contro Gladio 2.0 della NATO: Il jihad Turco dalla Cina alla Siria

Gladio B
Guerra Fredda Seconda Parte: Questa volta e Il Jihad
Per capire ciò che sta accadendo attualmente sulla scena geopolitica globale, bisogna sapere che cosa è accaduto sulla stessa scena geopolitica negli ultimi 100 anni, perché non è cambiato nulla.

L'impero degli Stati Uniti è stata l'unica (e più 'grande') superpotenza mondiale almeno a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Una volta che l'Impero ebbe raggiunto quella posizione, fu determinato a tenerselo. La Russia doveva essere distrutta a causa della guerra del 1939-45, ma grazie all'ingegno russo, alla sua robustezza e alla sorprendente vena di indipendenza di Stalin, l'Impero dovette accettare una divisione del mondo tra 'Oriente' e 'Occidente'. Non appena i confini vennero elaborati, tuttavia, l'Impero incaricò i suoi agenti di proseguire e finalizzare il processo di conquista mondiale.

A parte poche palesi incursioni militari degli Stati Uniti (Corea, Vietnam, lo strano tiro al piccione in America Latina), l'Impero si basava principalmente su operazioni clandestine per espandere il suo controllo. In Europa Occidentale - un pezzo pregiato sulla 'grande scacchiera' - l'Impero degli Stati Uniti aveva stabilito reti 'stay-behind' composte da gruppi paramilitari provenienti da vari settori militari che abbracciavano le ideologie fasciste di estrema destra. Sotto il pretesto di una "probabile" invasione sovietica e di conseguenza l'occupazione dell'Europa dai sovietici, l'Impero ha seminato l'Europa di depositi segreti d'armi e di pazzoidi addestrati nell'arte del sabotaggio, terrorismo e caos che, nel caso in cui si sarebbe verificato un tale scenario, i 'combattenti della resistenza' sarebbero andati a formare la prima linea d'Occidente nella guerra imminente con i sovietici.
US's hegemony over the world
Comunque, non si tratta di un Impero
Questi gruppi sono stati creati e finanziati come parte della dottrina Truman, che si è impegnato a "sostenere i popoli liberi che resistono ai tentativi di sottomissione da parte di minoranze armate e pressioni esterne". Un'invasione sovietica era poco probabile che si verificasse, naturalmente, e quindi questo 'sostegno' ha preso la forma di finanziamento, formazione e inserimento da parte della CIA di gruppi di minoranza, che hanno usato violenza estrema per 'correggere' eventuali derive politiche o sociali europee 'verso 'sinistra ', e/o neutralizzare qualsiasi forza che si opponesse agli interessi dell'Impero. Nel loro tempo libero, molti di questi gruppi erano coinvolti nel contrabbando degli armamenti, droga, e altri racket, nella maggior parte dei casi sotto il controllo della CIA e di altre agenzie di intelligence Occidentali.

Questo aspetto della Dottrina Truman ha costituito le fondamenta della politica estera clandestina avviata dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale statunitense, che ha manovrato la politica estera statunitense degli ultimi 70 anni. La maggior parte dei dettagli di quella politica estera, non solo è stata nascosta al popolo americano, ma anche alla maggior parte dei politici americani. Nel mese di dicembre del 1947, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale (NSC) con La Direttiva 4-A ha "segretamente autorizzato la CIA a condurre e amministrare questi programmi ufficialmente inesistenti" in modo tale che, "né il Congresso degli Stati Uniti né il pubblico potessero mettere in discussione l'intraprendere o meno una guerra psicologica all'estero".

Commenta: Vedi anche: NATO Orders Stool-Pigeon Turkey to Shoot Down Russian Jet

SOTT Talk Radio #91: Gli Eserciti Segreti della NATO in Europa - Intervista con Daniele Ganser

Geopolitics of Empire: Mackinder's Heartland Theory and the Containment of Russia

l'Ascesa della Russia e la 'Fine del Mondo'


Take 2

Il Meglio del Web: L'esercito israeliano fornisce assistenza medica ai terroristi in Siria

israeli soldiers
L'esercito israeliano ha filmato il trasporto dei terroristi che combattono in Siria verso i territori palestinesi occupati per fornirgli assistenza medica.
Un video pubblicato, ieri, dal quotidiano britannico Daily Mail mostra come i commandos israeliani entrino in Siria per trasferire alcuni membri dei gruppi terroristi che combattono contro l'esercito siriano negli ospedali situati nei territori palestinesi occupati, dove vengono curati.

Gli israeliani hanno sostenuto che negli ultimi tre anni hanno condotto operazioni simili che hanno avuto un costo di 13 milioni di dollari.

Inoltre, il regime israeliano ha sottolineato oltre l'80% dei circa 2.000 siriani che hanno chiesto assistenza nei loro ospedali fanno parte dei gruppi armati e terroristici che combattono per rovesciare il governo del presidente siriano Bashar al-Assad.

I soldati israeliani intervistati dal quotidiano inglese hanno dichiarato che ogni notte entrano in territorio siriano per salvare e curare i terroristi in centri medici israeliani.

Tuttavia, non hanno fatto alcun riferimento su come vengano a sapere quando ci sono terroristi feriti al confine siriano per poi trasportarli nei loro ospedali.

"Chi si prende cura di te non è il tuo nemico. Israele non è il mio nemico. Grazie a Israele che si prende cura di me", ha affermato al Daily Mail uno dei terroristi che è stato salvato dalle forze israeliane, che potrebbe probabilmente essere un membro del Fronte Al-Nusra, una filiale di al-Qaeda in Siria.

Eye 2

Fin dove vuole spingersi la NATO?

NATO-CARTER-FORCES
di A.Terenzio

La proposta dei ministri della Difesa dei paesi membri della NATO, che hanno invitato il Montenegro ad aderire all'Alleanza atlantica, rappresenta solo l'ultima provocazione ai danni della Federazione Russa.

Dopo la crisi diplomatica con la Turchia, per l'abbattimento del Sukoi-24 russo ed il conseguente sostegno di Obama ad Erdogan, la Nato continua la sua politica di aggressione a Mosca. L'attacco al Jet russo, da parte delle forze militari turche, e' stata un'evidente ritorsione per l'impegno di Mosca a sostegno dello Stato Siriano. Prove schiacchianti fornite dal Cremlino, sui traffici di autocolonne di petrolio tra il confine siriano e l'est della Turchia, hanno inchiodato il presidente turco. Dopo la morte del pilota russo, Putin e il portvoce del Cremlino, Dimitri Peskov, hanno dichiaratoche la Russia, non dimentichera' il "colpo alle spalle" inferto dal governo di Ankara.

Nonostante la Federazione Russa abbia manifestato l'intenzione di combattere il terrorismo, invitando le nazioni occidentali ad unirsi in una coalizione internazionale, l'amministrazione Obama ed i vertici Nato, con il suo segretario generale Jens Stoltemberg, continuano ad indicare la Russia come minaccia principale all'egemonia atlantica.

La stampa internazionale continua nella sua opera di disinformazione, riguardo lo scenario mediorientale, ma e' ormai palese, agli occhi di gran parte della opinione pubblica, che la Russia di Putin sia l'unica potenza davvero interessata a sconfiggere lo Stato Islamico, mediante il suo sostegno al governo legittimo di Bashar Al Assad.

Inoltre, Putin, dopo gli attentati terroristici al teatro Bataclan di Parigi, ha incassato anche il sostegno di Hollande che, volando a Mosca, ha dato prova di voler congiungere gli sforzi contro il terrorismo, pur non partecipand, ad una coalzione guidata dal Cremlino.

Intanto, i rapporti tra Mosca ed Ankara rimangano tesisissimi. La prima ha gia' fatto sapere che impieghera' una serie di contromisure che colpiranno gravamente la Turchia. Tra le piu' significative ci sono: il blocco del turismo, l'interruzione dell'import di prodotti agricoli e, soprattutto, la sospensione del progetto di gasdotto "Blue Stream".

Nonostante la gravissima crisi diplomatica, generata dal leader turco, Obama ha ipocritamente appoggiato le ragioni di Ankara.

Il Presidente Usa sta evidenziando tutta la sua inadeguatezza nella gestione del teatro siriano, fingendo di bombardare l'Isis ma, di fatto, appoggiando gli stati finanziatori del Califfato, con la la Turchia in testa.

Recenti fonti giornalistiche hanno anche dimostrato legami compromettenti del capo della Casa Bianca con rappresentanti delle Fratellanze musulmane.

Il protagonismo di Putin in MO sta portando gli Usa e l'alleanza atlantica a rialzare il livello di provocazioni contro l'orso russo in Europa. Nei Balcani attraverso la menzionata proposta al Montenegro di adesione all'Alleanza.

Handcuffs

La Grecia è una nazione sotto occupazione

grecia
Atene è stata costretta ad accettare la presenza di guardie di frontiera straniere ai suoi confini.

Forse il modo migliore per mostrare che disastro è l'Europa è l'accordo da tre miliardi raggiunto con la Turchia di Erdogan, prima che il presidente turco venisse smascherato dall'arcinemico dell'UE, Vladimir Putin, come sostenitore principale, finanziatore e chissà cos'altro del gruppo che tutti sono così desiderosi di bombardare dopo gli attentati di Parigi, scrive Raul Ilargi Meijer su The Automatic Earth.

Ma Bruxelles pensa di aver trovato un capro espiatorio per tutti i suoi fallimenti. La Grecia. Tutto ciò che va male è colpa della Grecia, non di Bruxelles. Finora l'UE ha dato alla Grecia 30 milioni di euro in 'assistenza' per la crisi dei rifugiati, mentre il paese ha speso oltre 1,5 miliardi di euro. Ma in qualche modo non ha ancora fatto abbastanza.

La giustificazione fornita per questa carenza folle è che la Grecia non segue ciecamente gli ordini provenienti dai 'leader' in Europa. Ordini come la creazione di una pattuglia congiunta nel Mar Egeo con ... sì, la Turchia di Erdogan. Mentre la Grecia non riceve quasi niente mentre i bambini continuano ad annegare, la Turchia ottiene tre miliardi e la promessa di una futura adesione all'Unione.

E ora l'ultima goccia. Come riporta WSI,
"La Grecia perde l'ultimo briciolo di sovranità che le era - forse - rimasto e diventa burattino in toto dell'Unione europea. La minaccia di Bruxelles di espellere il paese dall'area Schengen ha avuto effetto, e anche subito. Atene si è piegata al volere della Ue e suo malgrado è stata costretta ad accettare la presenza di guardie di frontiera straniere ai suoi confini.

Compito di tali guardie: gestire i flussi migratori, garantendo che nella massa di rifugiati e profughi non si nasconda qualche terrorista dell'Isis che si infiltri in Europa.

Il dispiegamento del nuovo personale di sicurezza inizierà questa settimana. Così come commenta Keeps Talking Greece:

"Le maschere sono cadute. Mano nella mano, l'Unione europea e il Frontex -Agenzia europea delle Frontiere - vogliono cancellare la sovranità nazionale e assumere il controllo delle frontiere, con il pretesto di 'salvaguardare i confini dell'area Schengen'. E usano il caso della Grecia per dar vita a un precedente che potrebbe ben presto presentarsi ovunque, nell'ambito di un piano che è interamente tedesco".

L'Italia potrebbe essere il prossimo paese a essere monitorato da guardie di frontiera non italiane, se si considera che Frontex aveva già chiesto 775 guardie sia per l'Italia che per la Grecia, prima degli attentati terroristici di Parigi.

A dare la notizia è lo stesso The Independent, che scrive, sulla base di informazioni ricevute da funzionari e diplomatici nelle ultime ore:

"L'Unione europea sta considerando una misura che conferirebbe alle guardie di frontiere dell'Ue i poteri di intervenire e controllare le frontiere esterne di un paese membro, al fine di proteggere l'area di Schengen".

Il riferimento è in particolare a una proposta che dovrebbe essere ufficializzata il prossimo 15 dicembre e che includerebbe il conferimento , al Frontex (appunto l'agenzia di controlli alle frontiere della Ue) , della responsabilità di controllare la frontiera che un paese condivide con un paese che non faccia parte dell'aerea di Schengen, nel caso in cui il paese membro dell'Ue non sia capace di gestire in modo efficiente il problema della sicurezza e la crisi dei migranti.

Così il ministro degli Interni svedese Anders Ygeman, riferendosi al caso della Grecia, già più volte ricattata con l'arma della soluzione Grexit:

"Dobbiamo tutelare i confini dell'area Schengen, e abbiamo visto che, se un paese non è capace di proteggere i propri confini, o lascia Schengen o accetta Frontex".

Bell

I due migliori amici del terrorismo: i media mainstream e i politici allarmisti

mainstream media
"Quello che per qualcuno è un terrorista per qualcun altro è un combattente per la libertà."
Uri Avnery
Non esiste una cosa come "il terrorismo internazionale", scrive Uri Avnery su Contra Corner.

Dichiarare guerra al "terrorismo internazionale" è una sciocchezza. I politici che lo fanno o sono matti o cinici, o probabilmente entrambi.

Il terrorismo è un'arma. Come un cannone. Rideremmo di qualcuno che dichiara guerra "all'artiglieria internazionale". Un cannone appartiene ad un esercito, e serve gli obiettivi di quell'esercito. Il cannone di una parte spara contro il cannone dell'altro.

Il terrorismo è un metodo di azione. E' spesso usato da popoli oppressi, inclusa la resistenza francese ai nazisti nella Seconda Guerra Mondiale. Non si può dichiarare guerra alla "resistenza internazionale".

Carl von Clausewitz, il pensatore militare prussiano, ha detto che "la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi". Se fosse vissuto oggi, avrebbe detto: "Il terrorismo è la continuazione della politica con altri mezzi".

Terrorismo significa, letteralmente, spaventare le vittime per farle cedere alla volontà del terrorista.

Il terrorismo è un'arma. Generalmente è l'arma dei deboli. Di coloro che non hanno bombe atomiche, come quelle che sono state sganciate su Hiroshima e Nagasaki. O l'aereo che distrusse Dresda, nel (vano) tentativo di spaventare i tedeschi

La maggior parte dei gruppi e dei paesi che usano il terrorismo hanno finalità diverse, spesso in contraddizione tra di loro, e non c'è niente di "internazionale" in esso. Ogni campagna terroristica ha un carattere proprio. Per non parlare del fatto che nessuno si considera un terrorista, ma piuttosto un combattente per Dio, la libertà o altro.

Molti israeliani hanno pensato questo dopo gli eventi di Parigi. "Ora quei sanguinosi europei proveranno per una volta ciò che proviamo noi tutto il tempo!"

Binyamin Netanyahu ha inventato un legame diretto tra il terrorismo jihadista in Europa e il terrorismo palestinese in Israele e nei territori occupati.

Si tratta di un colpo di genio: tra gli adolescenti palestinesi armati di coltello e i devoti belgi dell' ISIS non c'è differenza, quindi non c'è nessun problema israelo-palestinese, nessuna occupazione, nessun insediamento illegale. Solo fanatismo musulmano.

Questo non ha nulla a che fare con la realtà. I palestinesi che vogliono combattere e morire per Allah vanno in Siria. I palestinesi - sia religiosi che laici - che sparano, accoltellanno o travolgono soldati e civili in questi giorni vogliono la libertà dall'occupazione israeliana e uno Stato proprio.

Si tratta di un fatto così evidente che anche una persona con il quoziente intellettivo limitato potrebbe afferrarlo.

E invece, ecco la comoda conclusione: ci uccidono perché sono terroristi nati, perché vogliono 72 vergini in paradiso, perché sono anti-semiti.

Tragico come ogni evento terroristico può essere, c'è qualcosa di assurdo nella reazione europea agli eventi recenti.

L'apice dell'assurdità è stata raggiunta a Bruxelles, quando un terrorista solitario in fuga ha paralizzato un'intera capitale per giorni senza un solo colpo ferire: è stato il successo finale del terrorismo nel senso più letterale, usare la paura come arma.

Ma la reazione di Parigi non è stata migliore. Il numero delle vittime dell' atrocità è stata grande, ma simile al numero delle morti sulle strade in Francia ogni paio di settimane. E certamente di gran lunga inferiore al numero delle vittime di un'ora di seconda guerra mondiale. Ma il pensiero razionale non conta. Il terrorismo lavora sulla percezione delle vittime.

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L'aviazione russa ha iniziato a scortare l'Esercito Siriano

russian jet
A seguito dell'attacco inaspettato effettuato dalla denominata "coalizione anti ISIS", diretta dagli USA, che ha colpito un avamposto dell'Esercito siriano nella provincia di Deir al-Zur, nell' est della Siria, il comando delle forze aeree russe ha deciso di scortare e dare protezione aerea all'Esercito siriano ed alle operazioni che questo conduce sul terreno. L'attacco improvviso ed inaspettato delle forze USA aveva lasciato sul terreno 4 soldati siriani morti e 13 feriti.

Secondo le informazioni fornite da fonti della sicurezza russa, i caccia bombardieri Sujoi Su-30SM delle forze aereospaziali della Russia inizieranno da Lunedì a coprire l'Esercito siriano di fronte a possibili attacchi aerei ed intercetteranno qualsiasi aereonave da guerra che cerchi di attaccarlo.

L'Esercito siriano, che da quasi cinque anni combatte i gruppi di mercenari jiadisti che hanno infestato il paese arabo, si deve guardare non soltanto dagli attacchi dei terroristi ma anche dagli attacchi dall'aria che possono venire effettuati dagli aerei della coalizione diretta dagli USA in cui sono incluse le forze turche e saudite, oltre a quelle di paesi occidentali.

Di fatto, con questo ulteriore episodio, si comprende quale sia il vero ruolo dello schieramento di forze occidentali-NATO-Turco-Saudite che operano sulla Siria: proteggere i gruppi terroristi armati dall'Occidente e ritardare l'offensiva dell'Esercito siriano e delle forze alleate (Hezbollah e sciiti iracheni) che stanno riconquistando il territorio che era sotto controllo degli jiadisti dell'ISIS e degli altri gruppi terroristi, con l'appoggio dell'aviazione russa.

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Turchia, Eren Erdem: ministro Albayrak legato al DAESH

turchia
© Photo/ Emrah Gurel
Eren Erdem del Partito Popolare Repubblicano della Turchia (CHP) ha tenuto ieri una conferenza stampa, nel corso della quale ha parlato di coinvolgimento del ministro dell'Energia turco Berat Albayrak nel traffico del petrolio venduto dal DAESH.

Sputnik Türkiye rifeferisce che il deputato ha dichiarato di essere pronto a rivelare informazioni che confermano i legami tra il genero del presidente della Turchia — ministro dell'Energia e delle Risorse Naturali Berat Albayrak, e i terroristi del DAESH. Nel giro di una settimana Eren Erdem intende presentare le prove di coinvolgimento del ministro nel trasporto del petrolio DAESH attraverso il territorio della Turchia.
"L'ex deputato Mehmet Ali Ediboglu ha dichiarato recentemente che Berat Albayrak è coinvolto nel commercio di petrolio con DAESH. Sulla base di questa dichiarazione ho deciso di svolgere una mia inchiesta personale. L'inchiesta non è stata ancora terminata, pertanto non entrerò nei dettagli. Dirò soltanto che sono riuscito ad accertare che Berat Albayrak con molta probabilità può essere coinvolto nel traffico di petrolio venduto dai terroristi DAESH. Esiste una società, con la sua sede centrale ad Erbil, che nel 2012 ha comprato le petroliere che adesso vengono bombardate dalla Russia. Di questa società sto studiando gli atti costitutivi. So che hanno dei partner in Turchia e voglio sapere se questi partner siano legati a Berat Albayrak".
Erdem ha dichiarato che la settimana prossima, dopo il completamento della sua inchiesta, terrà un'altra conferenza stampa.

"Cercheremo di accertare quanto di illegale c'è da parte del nostro paese, per quel che riguarda il commercio del petrolio, e lo porteremo a conoscenza dell'opinione pubblica", — ha rilevato Eren Erdem.

Il deputato ha detto anche che dopo le dichiarazioni sull'eventuale coinvolgimento del ministro Albayrak nel traffico del petrolio DAESH i media filogovernativi hanno sferrato contro di lui un pesante attacco mediatico:
"Il quotidiano Takvim oggi mi ha definito fantoccio americano, agente di Israele, sostenitore di CHP e istigatore del colpo di stato. Tutto ciò in una sola frase. A mio giudizio si tratta di un tentativo di screditarmi agli occhi dell'opinione pubblica, perché la mia inchiesta rappresenta un reale pericolo per il potere. Se la reazione è tanto negativa, significa che sto procedendo in direzione giusta per accercare la verità. Non c'è fumo senza arrosto, per cui la reazione spropositata dei media vicini al governo mi fa venire dei forti dubbi e mi convince ancora di più che sia necessario indagare fino in fondo".

Георгиевская ленточка

Live - Il briefing del ministero della Difesa russo

russian military command center
© Sputnik. Alexander Vilf
Cronaca della conferenza stampa sul tema "Le forze armate della Federazione Russa nella lotta contro il terrorismo internazionale. Nuovi dati"


Appello ai giornalisti "Sconfiggete la peste del nostro secolo"

Infine il viceministro della Difesa Antonov ha rivolto un appello ai giornalisti:
"Vi abbiamo presentato dei fatti che possono essere usati come autentiche prove all'interno di indagini giornalistiche. Noi continueremo a combattere l'ISIS e distruggere le sue fonti di sussistenza in Siria. Voi aiutateci a farlo al di fuori dei confini siriani. Aiutateci a sconfiggere questa peste del nostro secolo".
Erdogan mente sapendo di mentire
Erdogan? Non ammetterebbe la colpa neanche se gli coprissero la faccia col petrolio — Anatoliy Antonov.
La Russia ha distrutto 32 siti e 11 stabilimenti di lavorazione del petrolio dell'ISIS in due mesi
"L'aviazione russa colpisce i luoghi dove viene conservato e trasformato il petrolio dell'ISIS. In due mesi, come conseguenza degli attacchi russi sono stati distrutti 32 siti di lavorazione del petrolio, 11 stabilimenti e 23 stazioni di estrazione. Sono state distrutte 1080 autocisterne impegnate nel trasporto di petrolio al di fuori dei confini siriani. Questo ha permesso di dimezzare il volume di petrolio estratto illegalmente dall'ISIS in Siria" — ha specificato il viceministro della difesa russo Antonov.
Il cinismo della Turchia non conosce limite

In Turchia i giornalisti che hanno dimostrato il traffico di petrolio trafugato dall'ISIS sottoforma di convogli umanitari, sono stati arrestati. La Turchia si è introdotta in un paese esterno e lo sta depredando. Se i padroni disturbano, bisogna eliminarli. Compreso chi li aiuta. Dall'attacco dei turchi morti i nostri soldati.

Le dimmissioni di Erdogan non sono il nostro obiettivo. Il nostro obiettivo è fermare il finanziamento dei terroristi. Nessuno in Occidente si interessa del perchè il figlio di Erdogan sia a capo della compagnia che gestisce la vendita di petrolio dai porti turchi? Del resto questi affari possono essere affidati solo a persone di propria conoscenza. La verità non si nasconde.

Il petrolio trafugato in Siria ritorna sottoforma di armi

Il petrolio estratto illegalmente dall'ISIS ritorna in Siria, sottoforma di armi, mezzi e uomini. Nel corso dell'ultimo mese sono arrivati in Siria dalla Turchia circa 2500 uomini armati.

Cifre, non promesse

Noi non abbiamo osservato attacchi della coalizione USA sugli impianti di estrazioni controllati dall'ISIS. Attualmente ogni giorno l'ISIS dispone di 8500 mezzi che trasportano 2000 barili di petrolio.

Vader

Il Meglio del Web: Il "neo sultano" turco Erdogan si agita furibondo per lo "sputtanamento mondiale" subito ad opera di Putin

erdogan
© controinformazione.info
Non sappiamo come finirà l'attuale acrisi nei rapporti tra Russia e Turchia ma una cosa è certa: la denuncia fatta da Vladimir Putin sul doppio gioco mantenuto dalla Turchia con il terrorismo dell'ISIS e degli altri gruppi che operano in Siria, possiamo prevedere che causerà molti più danni al governo del "neo sultano" Recep T. Erdogan di quanti ne avrebbe potuto causare una rappresaglia di tipo militare per vendicare l'abbattimento ingiustificato dell'aereo russo Su-24.

Recep T. Erdogan aveva sfidato la Russia a trovare le prove degli affari sporchi dei turchi con lo Stato Islamico. Aveva persino adombrato la possibilità di sue dimissioni qualora venisse dimostrata la sua responsabilità in tale traffico. La Russia ha preso Erdogan in parola ed ha alzato il tiro, presentando le prove circa le tre rotte dove avveniva il trasporto di petrolio fra Turchia e Isis, e mettendo in causa anche la complicità nel business della famiglia del "neosultano". Non solo questo ma anche promettendo di produrre nuove evidenze sull'addestramento dei terroristi sul suolo turco e sul traffico di armi. Cosa che anche il comando USA conosce bene visto che tutto si è svolto in accordo con Washington e sotto direzione della CIA.

Gli Usa naturalmente si sono schierati a difesa di Ankara, ma la Russia non sembra intenzionata a mollare la presa su Erdogan, reo di non aver presentato le scuse ufficiali dopo l'abbattimento del jet al confine turco-siriano.

Tutte le prove presentate dai russi dimostrano che il presidente turco Erdogan "e la sua famiglia", nonché "le più alte autorità politiche" della Turchia "sono coinvolti" nel "business criminale" del traffico illecito di petrolio proveniente dai territori occupati dall'Isis in Siria e in Iraq. Il vice ministro della Difesa russo, Anatoli Antonov, nella sala stampa multimendiale del Ministero, dopo aver esibito le prove documentate con tanto di filmati e foto aeree, ha definito la Turchia "il consumatore principale di questo petrolio rubato ai proprietari legittimi della Siria e dell'Iraq".

War Whore

Il comando Nato Sud Est si sposta in Romania

convoglio militare statunitense
© AFP 2015/ DANIEL MIHAILESCU
A Deveselu apre una base militare con missili che saranno parte dello scudo antimissile europeo.

Spostata da Napoli a Bucarest una parte del Comando Nato della Divisione Sud-Est.

Pochi mesi fa il segretario della Difesa USA, Ashton Carter, ha dichiarato che gli "Stati Uniti sono stati costretti ad aumentare la propria presenza militare in Europa in risposta alle azioni della Russia nel vecchio continente".

Fra pochi giorni sarà pronta la base di Deveselu, nella Romania centro meridionale. L'impianto, costato 400 milioni di dollari interamente forniti da Washington e dotato di antimissili balistici, farà parte dello scudo antimissile europeo.

Nel 1987 Stati uniti e Unione Sovietica firmarono il Trattato sulle forze nucleari a medio raggio. L'accordo obbliga entrambe le parti a distruggere tutti i missili balistici e da crociera con raggi d'azione tra i 500 e i 5.500 chilometri.

Eppure, secondo il ministero degli Esteri rumeno, "il Trattato non si applica allo sviluppo dei missili intercettori aerei dispiegati a Deveselu".
Vicina all'Ucraina, Paese con il quale confina per 531 chilometri, e all'autoproclamata Repubblica della Transnistria, la Romania ha oggi una posizione geografica strategicamente importante.

Bucarest è fermamente schierata in favore delle sanzioni europee contro Mosca già dal 2014.