Maestri BurattinaiS


Heart - Black

Aereo russo abbattuto in Siria: emerge con evidenza la "provocazione" del Turco contro la Russia pianificata da Washington

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© controinformazione.info
Niente avviene per caso e tutti gli avvenimenti di queste settimane rispondono ad una logica e ad una pianificazione. L'intervento russo in Siria ha sparigliato le carte dell'alleanza USA-NATO-Arabia Saudita - Qatar ed ha momentaneamente fermato il piano di Washington sulla Siria per il rovesciamento del governo di Bashar al-Assad e lo smembramento del paese. Ci sono enormi interessi in gioco, da quelli geo strategici a quelli del controllo delle fonti energetiche e dei gasdotti/oleodotti che, nei piani delle multinazionali, devono transitare per il territorio siriano ed iracheno.

Come avevamo previsto, le centrali del potere atlantista anglo USA-Israele non potevano rassegnarsi al forzato blocco dei loro piani in Siria che rischia di ostacolare anche il collegato progetto globale del nuovo Medio Oriente, pianificato dagli strateghi USA ed israeliani fin dagli anni '90, assieme alla necessità di contenere la crescita della nuova potenza russa ("roll back Russia").

Così sono state programmate ed attuate una serie di azioni per provocare la Russia e farle scoprire le proprie carte. Possiamo presumere che le operazioni siano state sapientemente affidate ai gruppi di terroristi jihadisti pilotati dalla CIA, come avvenuto per l'abbattimento dell'aereo russo sul Sinai, catalogato come una azione dei terroristi islamici collegati all'ISIS, quando sappiamo benissimo ormai che dietro l'ISIS ci sono i servizi USA e di Arabia S. (come ammesso da ultimo anche dal vicepresidente Joe Biden).
Vedi: Joe Biden dice la verità sull'ISIS, senza volere

L'ultimo episodio, estremamente grave, quello dell'abbattimento dell'aereo russo Tu-24 in Siria (accusato di sconfinamento ma non dimostrato), risulta particolarmente grave perché coinvolge un paese NATO, la Turchia che è anche il retrovia dell'appoggio ai gruppi dell'ISIS, come notoriamente dimostrato. Una mossa quella del presidente turco Erdogan che probabilmente è stata attuata in coordinamento con gli ambienti del Pentagono ma alle spalle di Obama. Un modo per forzare la mano all'incerto e titubante presidente USA.

Sembra certo che il senatore neocon, McCain, il "super falco" del Congresso USA, abbia fornito assicurazioni al turco Erdogan, secondo fonti ben informate, che il Pentagono fosse disposto ad attuare senza il consenso di Obama in modo da creare il fatto compiuto per il coinvolgimento della NATO, obiettivo che la Erdogan persegue da molto tempo.

Heart - Black

I turchi abbattono un caccia russo al confine

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© panorama.itIl jet è caduto vicino al villaggio di Yamadi, proprio dove c'è la base aerea da cui partono molto attacchi russi. Putin: una pugnalata alle spalle
Un jet militare russo è stato abbattuto intorno alle 9:20 di stamani dalla Turchia al confine con la Siria in un incidente che il Cremlino ha definito "molto serio", anche se è presto per parlare di conseguenze sui rapporti con Ankara. Secondo i media, uno dei piloti sarebbe morto e l'altro sarebbe stato catturato dai ribelli turcomanni. Secondo l'esercito di Ankara sono stati due caccia F-16 a colpire il jet, che aveva violato lo spazio aereo turco nel distretto di Yayladag, nella provincia sudorientale di Hatay, e l'abbattimento è avvenuto solo dopo che il velivolo aveva ignorato 10 avvertimenti nell'arco di 5 minuti, in base alle regole d'ingaggio.

Il premier Vladimir Puntin ha parlato di "conseguenze tragiche nei rapporti tra Russia e Turchia" dopo questa "pugnalata alla schiena". Il presidente ha aggiunto che il jet russo è stato colpito da un F16 turco con un missile aria aria mentre il velivolo era in territorio siriano, ad 1 km dal confine turco, e conduceva operazioni contro l'Isis a nord di Latakia senza porre minacce ad Ankara. Fino ad ora da Mosca si sosteneva che l'aereo fosse stato abbattuto dalla contraerea.


Commenta: l'Incontro a Mosca tra Putin e il Re giordano:




Fire

Turchia abbatte caccia russo. Putin: "Una pugnalata alla schiena"

Jet Russo abbattuto Siria Turchia
Tensione Ankara-Mosca. Il caccia Sukhoi-24 colpito perché non avrebbe risposto agli avvertimenti degli F-16 di Ankara. I piloti si sono lanciati con i paracadute. Ribelli siriani in un video mostrano il cadavere di uno dei due. La Nato convoca il Consiglio atlantico straordinario. Il vicepresidente della Duma: "La Turchia appoggia l'Is"

Alta tensione tra Russia e Turchia dopo che un caccia Sukhoi 24 dell'aviazione russa è stato abbattuto dagli F-16 turchi alla frontiera con la Siria e i due piloti sono riusciti a lanciarsi con il paracadute. Nel darne notizia, Ankara ha accusato il velivolo di essere entrato nel suo spazio aereo e di aver ignorato i ripetuti avvertimenti con cui gli è stato chiesto di allontanarsi.

Mosca, però, ha negato lo sconfinamento e il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato di "un crimine", di "una pugnalata alla schiena sferrata da complici dei terroristi" e ha avvertito che l'incidente avrà "serie ripercussioni" sui rapporti tra Mosca e Ankara. Il capo del Cremlino ha affermato che il velivolo non minacciava la Turchia ed è caduto 4 chilometri all'interno del territorio siriano.

La sorte dei piloti. I due piloti del bombardiere russo a bassa quota sono riusciti ad eiettarsi in territorio siriano prima dello schianto del velivolo. Uno dei due sarebbe morto, secondo quanto riferito da un gruppo di ribelli che ne ha anche mostrato il corpo esanime in un video. Incerta la sorte dell'altro, probabilmente in mano ai ribelli turcomanni anti-Assad (detti anche 'turkmeni', sono una minoranza etnica di lingua turca presente in Siria e in Iraq).

Commenta: Uniti contro la guerra all'ISIS, la Turchia convoca un consiglio NATO prima di chiamare la Russia. Un comportamento davvero strano. E' dal 30 di Settembre che tutto il mondo sa che la Russia sta bombardando le postazioni ISIS in Siria, e dovrebbe essere chiaro come il sole quali siano le intenzioni di tutti, rispetto ad un nemico "comune". La faccenda si arricchirà chiaramente di dettagli nelle ore e nei giorni a venire. Per ora ci chiediamo perplessi come Ankara possa giustificare un'azione simile per una questione di esili confini nazionali, mentre i jet turchi sembrerebbero più preoccupati a non far passare nessuno - verso l'interno, mentre verso l'esterno non si sa ancora bene - invece di tentare di respingere i miliziani del Califfato ad un passo dai loro preziosi ed inviolabili territori, dove a quanto pare rischiano la morte anche dei giornalisti curiosi, evidentemente più pericolosi degli uomini con la bandiera nera(?).


Quenelle

Deputata siriana: "Oggi in Siria abbiamo una guerra portata avanti dalla Nato. L'Europa fa il gioco degli Usa".

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© l'antidiplomatico.itL'Antidiplomatico intervista la deputata indipendente Maria Saadeh. “Non lasciate che l'Europa continui ad essere lo strumento degli Stati Uniti in questa guerra della Nato in Siria”
Abbiamo incontrato questa mattina in un hotel di Roma la deputata siriana indipendente Maria Saadeh. Sentire quello che sta accadendo in Siria da cinque anni direttamente dai siriani e non da inviati in Qatar potrebbe essere un esercizio intellettuale interessante per offrire un'informazione corretta. E' quello che abbiamo fatto con queste poche domande oggi, che smentiscono la totalità delle menzogne raccontate fino ad oggi in Italia e mostrano la debolezza manifestata oggi dalla politica in Europa. "Non lasciate che l'Europa continui ad essere lo strumento degli Stati Uniti in questa guerra della Nato in Siria", è l'appello di Maria Saadeh. Per oggi inascoltato, purtroppo.

L'intervista

- Nel 2012 Lei era una delle parlamentari siriane che doveva venire con una delegazione in Italia a raccontare la crisi in corso alle istituzioni del nostro paese. All'ultimo momento il ministro Terzi ritirò i permessi. Ci vuole raccontare quell'esperienza?

All'epoca Europa e Stati Uniti volevano rompere tutte le relazioni con la Siria, non volevano ascoltare voci dirette dal paese per riflettere su quello che stava accadendo nel nostro paese. Volevano usare il loro tempo per abbattere il governo e nei media hanno completamente capovolto la storia. Per noi è stato un periodo difficile, era impossibile comunicare, rompere le frontiere. Per una visita programmata in Italia nel 2012 non abbiamo ottenuto i permessi, nonostante fossero stati rilasciati dall'ambasciata. Dopo la comunicazione del mancato rilascio, ho mandato un messaggio al Senato italiano, al Parlamento europeo, per chiedere spiegazioni. Se parli di voler portare democrazia, per essere credibile, avresti dovuto almeno ascoltare le sofferenze dirette del popolo.

- In Italia abbiamo avuto una narrativa dei media totalmente distorta in questi anni sulla questione siriana. Qualcosa sta iniziando a cambiare dagli attentati di Parigi del 13 novembre, una strage che il popolo siriano vive sulla sua pelle dal 2011, quotidianamente, nel disinteresse dell'occidente. Qual è la sua opinione in merito?

La Francia sta combattendo contro il terrorismo in Mali, ma supporta i terroristi in Siria. Questa è la sua politica. Chi ha commesso quelle stragi a Parigi sono gli stessi che colpiscono la popolazione siriana da cinque anni con la partecipazione e la connivenza dei paesi europei, specialmente la Francia. Siamo vicini a tutte le famiglie delle vittime e nessuno può comprendere più di noi il loro dolore. Ma bisogna riflettere sulla situazione politica in Siria. Gli interessi sono oggi politici e i governi occidentali possono fare molto per proteggere le popolazioni europee, ma devono comprendere quello che è accaduto in Siria.

Yoda

Il presidente della Siria Assad al TG1: "ISIS creatura degli Usa"

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© l'antidiplomatico.it
Solo il popolo siriano potrà decidere il futuro del paese. "Se i siriani vorranno elezioni presidenziali non ci sarà nessuna linea rossa ad impedirlo. Ma non sarà una mia decisione, dovrà esserci il consenso tra i siriani"

Vi riproponiamo la trascrizione integrale dei tre minuti dell'intervista di Marco Clementi e Paolo Carpi, andata in onda al TG1 delle 20, al presidente siriano Bashar al-Assad

L'intervista

- Signor Presidente grazie per l'incontro. Cominciamo da Parigi, qual è la sua reazione?

Si tratta di un crimine orribile, con esseri innocenti uccisi senza alcun motivo. Noi in Siria sappiamo cosa vuol dire perdere una persona cara in un crimine così orribile. Ne soffriamo da cinque anni.

- Dietro ai fatti di Parigi c'è l'Isis. In Occidente c'è chi dice che Lei abbia sostenuto i terroristi per dividere l'opposizione. Cosa risponde?

L'Isis è iniziato in Iraq. Al-Baghdadi è stato rilasciato dagli americani stessi. Quindi l'ISIS non è nato in Siria, non è cominciato in Siria, ma in Iraq, ed è iniziato ancora prima in Afghanistan secondo quello che dicono loro. E Tony Blair ha detto di recente che a creare l'Isis ha contribuito la guerra in Iraq.

- A proposito della situazione in Siria. Da Vienna e Antalya è arrivata l'indicazione a puntare ad una transizione al potere che porti ad elezioni, ma lei prima o poi dovrebbe lasciare.

No. Nella dichiarazione non c'è nulla riguardo al presidente. La parte principale della riunione di Vienna è che tutto ciò che accadrà del processo politico dipenderà da quello che decideranno i siriani. La cosa più importante è che ci siederemo gli uni accanto agli altri anche con l'opposizione e presenteremo il nostro porgramma e il nostro piano come siriani. Se i siriani vorranno elezioni presidenziali non ci sarà nessuna linea rossa ad impedirlo. Ma non sarà una mia decisione, dovrà esserci il consenso tra i siriani.

- Qual è stata l'importanza di andare a Mosca?

Con i russi ho discusso la situazione militare e ho parlato del processo politico pochi giorni prima di Vienna. E' stato un viaggio importante, perché i russi capiscono bene questa regione. Hanno relazioni storiche e sanno come avere un ruolo chiave in questo paese.

- Presidente mi faccia capire bene qual è il suo programma realistico per uscire dalla crisi.

Se vuole parlare di scadenza temporali, le dico che nulla inizerà prima di aver sconfitto il terrorismo. Non puoi cominciare nulla finché i terroristi occupano molta parte della Siria.

- Presidente Assad come vede il futuro, per lei conta di più il futuro della Siria o rimanere al potere?

E' del tutto evidente, il futuro della Siria è tutto per noi. Certo, dentro la Siria c'è chi è dalla parte del Presidente e chi è contro il Presidente. Per questo finché il mio futuro sarà una cosa buona per la Siria, se i siriani mi vorranno come presidente sarà un buon futuro; se i siriani non mi volessero come presidente e io volessi rimanere agganciato al potere, questo sarebbe sbagliato.

Qui il video

Alarm Clock

SOTT Focus: Gli attacchi di Parigi rivelano la Strategia bizzarra di ISIS e la Strategia della Tensione della NATO in Europa

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Scene tratte dai molteplici attacchi terroristici coordinati accaduti a Parigi Venerdì il 13 novembre 2015
"E' talmente scioccante. Quando è successa la strage di Charlie Hebdo, si trattava di un attacco mirato, specifico. Ma questa volta è terrificante perché sono state prese di mira e uccise persone innocenti, a caso. Conosco tante persone a Parigi - c'è tanto panico e caos in giro, nessuno capisce cosa stia accadendo. Tutti quanti ci troviamo in uno stato di shock totale."
Queste sono le parole di Quentin, 27 anni, che lavora a Parigi presso una compagnia online, il cui vecchio amico è stato ucciso a colpi di arma da fuco al teatro Bataclan.

Attacchi terroristici come questi non accadono mai a "caso", ossia, seguono sempre un obiettivo preciso. Se appaiono casuali, è solo perché questa non è nient'altro che una strategia in un piano ben determinato. I governi e certe organizzazioni usano il terrorismo per raggiungere un obiettivo specifico, per cui vi è sempre un motivo. Per capire qual è il motivo, non resta che sapere chi è veramente responsabile.

Ci è stato detto che l'"ISIS" ha rivendicato la responsabilità degli attacchi di Parigi, un'affermazione in parte sostenuta dalla comoda scoperta di un passaporto siriano sul corpo di uno dei "kamikaze" (perché questi terroristi portano sempre con sé i loro passaporti nelle missioni suicide?). Ma visto che la maggior parte dei terroristi ISIS in Siria sono mercenari stranieri, questi passaporti così convenientemente trovati sui luoghi delle stragi non dimostrano niente, tranne forse che alcuni terroristi ISIS si sono nascosti tra i rifugiati siriani che transitavano attraverso la Grecia, questa estate.

Ci è stato detto che I'ISIS mira a stabilire un califfato su gran parte del Levante. Ma raggiungere tale obiettivo comporta necessariamente la rimozione del governo di Assad, un obiettivo che le potenze occidentali hanno seguito per diversi anni. Negli ultimi 4 anni della "rivoluzione siriana", e fino a circa 6 settimane fa, il gruppo aveva percorso un lungo cammino verso il raggiungimento di tale obiettivo, con l'esercito arabo siriano seriamente indebolito e le aree sotto il controllo del governo di Assad limitate a Damasco e dintorni. Tuttavia solo dopo 6 settimane di attacchi aerei russi, l'ISIS sta perdendo le sue posizioni più velocemente di un asino a 3 gambe in una corsa di cavalli, e i loro finanziatori in Arabia Saudita, Qatar e Washington DC, a quanto pare non riescono a sostenerli con abbastanza soldi e armi per cambiare questa "brutale" situazione.

Eiffel Tower

Il Meglio del Web: Attacchi terroristici a Parigi: Testimone al massacro del bar parla di uomini armati 'bianchi, senza barba, muscolosi' - Arrivano e ripartono su una Mercedes nera

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Uomini armati in uniforme nera e con fucili d'assalto in mano, sono stati visti arrivare lentamente alla guida di una Mercedes nera durante una serie di coordinate atrocità

Due uomini dell'ISIS, pesantemente armati, sono arrivati lentamente con una Mercedes-Benz nera e hanno massacrato decine di commensali innocenti in un bistrot di Parigi prima di fuggire via.

Un testimone oculare ha raccontato come 20 persone sono state giustiziate in un attacco calcolato in un affollato ristorante nel cuore della capitale francese, mentre mangiavano sui tavoli del marciapiede.

Una descrizione scioccante degli assassini e il loro barbaro assalto sono tra le prime testimonianze emerse la scorsa notte.

Mahoud Admo ha riferito:
"Il bandito non mostrava alcuna emozione mentre ha cominciato a sparare proiettili sui commensali. Continuava a ricaricare la pistola e a sparare, senza dire una parola. Le persone al di fuori del bar sono morte all'istante. Erano fiumi di sangue dappertutto e vetri rotti. E' stata una carneficina"
Gli scioccanti dettagli del sanguinoso attacco continuavano ad arrivare mentre la Francia rimaneva in allerta e con le forze speciali che continuavano a dare la caccia ai membri della cellula terroristica.

L'ISIS ha rivendicato la responsabilità dei nauseanti attacchi che hanno ucciso almeno 127 persone e lasciato più di 60 persone seriamente ferite. L'attacco a Le Belle Equipe ha avuto luogo poco dopo che tre esplosioni scuotessero lo Stade de France, dove la nazionale ospitante stava giocando contro la Germania.

Commenta: L'ISIL ha rivendicato la sua responsabilità di questo brutale atto. L'ISIL ha anche coltivato un particolare immagine nei suoi video propagandistici. Tuttavia dei testimoni descrivono l'antitesi di questa immagine. Niente maschere, nessuna barba o fascia in testa con gli slogan stampati, niente bandiere nere (un presupposta firma lasciata nella scena del massacro a Charlie Hebdo e in molteplici altri incidenti terroristici).

Invece, qualcuno che li ha visti da vicino ha descritto degli uomini bianchi, ben rasati, che sembravano e agivano come soldati. Molto strano.


Quenelle - Golden

Il Meglio del Web: Senatore statunitense invia lettera di appoggio al presidente Bashar al-Assad

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Il presidente Bashar al-Assad questo giovedì ha ricevuto una lettera da Richard Black, un Senatore degli Stati Uniti dello Stato della Virginia, una lettera in cui ha scritto che, "Mi compiaccio per l'intervento della Russia contro le armate che invadono la Siria. Grazie al loro supporto, l'Esercito Siriano a fatto grandi passi contro i terroristi."

"Mi ha reso molto felice la clamorosa vittoria della Siria su ISIS nell'Aerodromo di Kuwairis. I miei complimenti vanno a coloro che hanno eroicamente tratto in salvo 1000 coraggiosi soldati siriani da morte certa. Sono convinto che altre vittorie come questa andranno a compimento," ha aggiunto Black.

Il senatore statunitense Richard Black, repubblicano della Virginia, ha affermato che in Siria c'è una guerra illegale di aggressione da parte di potenze straniere, determinata ad imporre un regime fantoccio, in una lettera inviata al presidente Bashar al-Assad.

Nella missiva, pubblicata questo martedì dai mass media locali, il senatore Black riconosce sentirsi soddisfatto per la cooperazione militare russa brindata alle autorità di Damasco, per lottare contro quelli che ha qualificato come eserciti invasori.

"Con l'appoggio della Russia, l'esercito siriano ha fatto passi importanti contro i terroristi", ha sottolineato il legislatore nordamericano.

Il congressista repubblicano ha detto di essere entusiasta per la grande vittoria ottenuta alcuni giorni fa contro gli jihadisti del gruppo Isis nella base aerea di Kweres, nella provincia di Aleppo.

"Mi congratulo con quelli che eroicamente hanno riscattato centinaia di coraggiosi soldati siriani da una morte sicura. Sono convinto che molte di queste vittorie saranno ancora più importanti nel prossimo futuro", ha aggiunto nella sua lettera.

Black ha spiegato nella sua lettera ad al-Assad che il generale Wesley Clark, ex comandante supremo della NATO, rivelò nel 2001, che le potenze occidentali avevano sviluppato piani per abbattere la Siria.

Ha aggiunto che, tuttavia, dopo quindici anni di istigazione della sovversione militare, la NATO, Arabia Saudita e Qatar, non possono ancora presentare un solo leader rivoluzionario che goda dell'appoggio del popolo siriano.

Le potenze straniere non hanno il diritto di revocare elezioni legittime ed imporre la loro volontà sul paese siriano. Solo i siriani devono determinare il loro destino e senza nessun intervento straniero. Sono deluso che l'ONU ignora questa interferenza illecita nei temi interni della Siria, ha aggiunto il senatore per la Virginia.

Nella sua lettera al presidente siriano, Black ha denunciato che i terroristi continuano a ricevere appoggio militare dalla Turchia, Arabia Saudita e Qatar, che a sua volta sono alleati degli Stati Uniti, e ha segnalato la Turchia come il patrocinatore più leale del gruppo takfirista dell'Isis.

Turchia ed Arabia Saudita cercano di imporre una dittatura religiosa in Siria, e se ci riescono, allora i cristiani e le altre minoranze verranno assassinate o vendute come schiavi, ha assicurato il congressista nordamericano.

Inoltre, ha accusato il governo degli Stati Uniti di armare la stessa organizzazione terroristica (al-Qaeda) responsabile della morte di tremila statunitensi negli attentati dell'11 settembre 2001, fatto che è da considerarsi come un tradimento nei confronti delle vittime.

da Prensa Latina

traduzione di Ida Garberi

Commenta: Un membro del Congresso Usa denuncia la doppia morale degli Stati Uniti nei confronti della Russia


Vader

La Repubblica Francese presa in ostaggio

Hollande e Laurent
Il ministro francese Laurent Fabius e il presidente Francois Hollande
La guerra che si è estesa fino a Parigi è incomprensibile per i francesi, che sanno poco e niente delle attività segrete del loro governo nel mondo arabo, delle sue alleanze contro natura con le dittature del Golfo e della sua partecipazione attiva al terrorismo internazionale. Questa politica non è mai stata discussa in parlamento e raramente i media mainstream hanno osato interessarsene.

Da cinque anni i francesi sentono parlare di guerre lontane senza capire di cosa si tratta. La stampa li ha informati dell'impegno del loro esercito in Libia, ma mai della presenza di truppe francesi in missione nel Levante. I miei articoli al riguardo sono molto letti, ma percepiti come stravaganze orientali. Nonostante la mia storia personale, va di moda definirmi «estremista» o «complottista» e sottolineare che i miei articoli sono riprodotti da siti web di tutte le convinzioni, compresi gli estremisti o i complottisti, quelli veri. Eppure nessuno trova niente da obiettare in ciò che scrivo. Tuttavia nessuno ascolta i miei avvertimenti sulle alleanze che la Francia stringe.

Improvvisamente, la verità ignorata è venuta a galla.

Nella notte di venerdì 13 novembre 2015 la Francia è stata attaccata da alcuni commando che hanno ucciso almeno 130 persone in cinque luoghi diversi in Parigi. È stato dichiarato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per 12 giorni e il parlamento potrebbe rinnovarlo.

Black Cat 2

Francia: l'Isis ha vinto?

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© piccolenote.ilgiornale.it
Nel primo articolo sui tragici eventi parigini avevamo accennato alle similitudini tra l'esfiltrazione dalla Stade de France di Franςois Hollande e quella di George W. Bush nel post 11 settembre, paventando un sequel di quel che accadde allora. ovvero la caduta del Paese nelle mani dei neocon.

E così sembra essere accaduto in Francia. Il discorso alla nazione pronunciato ieri da Hollande riecheggiava quello di George W. Bush: chiamata alla guerra dell'Europa in base all'articolo 42 del Trattato dell'Unione, Patriot Act in salsa francese, stato di emergenza prolungato per altri tre mesi, riforma costituzionale volta a delimitare le libertà democratiche e via dicendo.

Come allora Bush era stato aggiogato dai suoi falchi, così Hollande sembra si sia consegnato nelle mani dei dioscuri neocon transalpini: Manuel Valls (Primo ministro) e Laurent Fabius (ministro degli Esteri).

Proprio quel che l'Isis voleva: trascinare la Francia in una guerra dai contorni indefiniti e generalizzati. Costringerla a baciare il diavolo, come recita il titolo della canzone sulle cui note è avvenuta la strage al Bataclan.

Allora le cose non andarono granché bene: le guerre neocon, con le loro ambiguità e la loro sconsideratezza, hanno provocato i disastri che sono sotto gli occhi di tutti, alimentando ancora di più il terrorismo.

E oggi come allora i proclami di guerra transalpini non sono immuni da ben note ambiguità. Le ha sottolineate Alain Touraine sul Corriere della Sera di oggi: «"È strano come un uomo di esperienza come Fabius abbia indugiato nell'equivoco "né con l'Isis né con Assad". Assad non ci ha attaccati: lo Stato islamico sì"».