Maestri BurattinaiS


SOTT Logo S

SOTT Focus: Erdogan beneficia del golpe turco perché è fallito, non perché l'ha organizzato lui

Turkey coup
Turkish civilians celebrate the failure of a likely CIA-inspired coup against their President Erdogan
Venerdì notte una parte dei militari turchi hanno messo in scena un tentato golpe contro il governo di Erdogan. Mentre esiste ancora la possibilità per ulteriori conflitti interni tra il governo e quelli che hanno appoggiato il golpe, a questo punto è giunto alla sua fine. Potete leggere il nostro reportage sugli eventi riguardanti il golpe qui, nella sezione dei commenti degli editor di SOTT. Gli analisti nei media principali e in quelli alternativi cercano di mettere assieme i pezzi facendosi la domanda: "Chi è il responsabile?" Nella maggioranza dei casi la risposta che hanno trovato fino ad ora non copre per niente tutta l'evidenza raccolta.

In offerta troviamo tre possibilità principali: 1) il governo turco dichiara che il golpe sia stato organizzato dall'esule turco Fethullah Gulen in collaborazione con gli USA (CIA, NATO); 2) una autentica, di origine turca, fazione militare (tipicamente identificata con i secolari Kemalisti) insoddisfatti delle politiche 'islamiste' di Erdogan; e 3) il "#TheaterNotCoup" (#TeatroNonGolpe) meme nato dal Politico di Ryan Heath, che ipotizza che sia stato Erdogan a pianificare il golpe come una operazione di falsa bandiera false-flag, ad opera del proprio Reichstag per epurare tutta l'opposizione e solidificare il suo controllo dittatoriale (non sorprende che Gulen supporti questa versione). Nessuna di queste funziona per davvero. Oppure al limite, se una di queste è vera, non è semplice come sembra.

USA

SOTT Focus: Sparatoria a Dallas: l'Ingegneria Sociale e lo Stato di Polizia negli USA

dallas police shooting
La tensione sociale negli Stati Uniti sembra raggiungere un punto di ebollizione. Nel giro di una settimana abbiamo visto la morte di due civili - Alton Sterling in Louisiana e Philando Castiglia in Minnesota - per mano dei poliziotti. I due omicidi sono stati catturati su video e hanno fatto infuriare ulteriormente i cittadini americani, in particolare la comunità nera, brutalizzata e aggredita dalla polizia per decenni. Nel giro di pochi giorni dopo l'esecuzione di Sterling e Castiglia, cinque agenti di polizia sono stati uccisi da un "cecchino" durante una manifestazione del movimento 'Black Lives Matter' a Dallas, tenuto in segno di protesta contro l'uccisione dei due uomini da parte della polizia. C'è forse qualcuno negli Stati Uniti che sta cercando di agitare le acque?

Martedì, il 5 luglio Alton Sterling, 37 anni, stava vendendo CD in strada vicino all'ingresso di un negozio a Baton Rouge, come lo faceva quasi tutti i giorni. In questo giorno particolare è stato avvicinato da un senza tetto che stava chiedendo l'elemosina. Sterling dice all'uomo di lasciarlo in pace parecchie volte, prima di mostrare all'uomo che era armato. Il giorno precedente Sterling aveva acquistato l'arma per la propria difesa personale. "Prima di allora non aveva una pistola", ha riferito il barbiere Ronnie Harton, 50 anni, al quotidiano New York Daily News. "Ha detto che doveva proteggere sé stesso, perché aveva tutti quei soldi con lui [ricavati dalla vendita dei CD]. In questa zona c'è sempre il rischio di essere derubati."

Risentito forse che la sua richiesta di denaro era stata rifiutata da Sterling, il senzatetto ha chiamato il 911 con il suo cellulare dicendo alla polizia che c'era un "uomo armato nel parcheggio." Quando la polizia è arrivata e si è confrontata con Sterling, l'uomo è stato costretto a terra, taserato e, presumibilmente per il fatto che alla polizia era stato detto che portava con sé un'arma da fuoco, pubblicamente giustiziato con due colpi al torace e quattro alla schiena.


USA

Il Meglio del Web: La NED - National Endowment for Democracy: non è nazionale e non è per la democrazia

NED national endowment for democracy
Nei tempi passati, la religione organizzata assumeva spesso la veste di legittime filosofie e spiritualità, e le trasformava nel mezzo per organizzare le masse a vantaggio di una ristretta elite, spesso quella che era a capo di imperi, di regni, o di stati nazionali. Più recentemente, il patriottismo, e oggi il concetto di "democrazia", sono stati usati con successo da analoghi gruppi con particolari interessi, per nascondere i loro egoistici obiettivi dietro a concetti che facilmente potessero riscuotere il consenso di larghi strati della popolazione, che altrimenti se ne sarebbero disinteressati.

Non c'è un esempio di questo che sia più calzante di quello della NED (Fondazione Nazionale per la Democrazia). Secondo il suo stesso sito web, che dichiara:
La Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) è una fondazione privata, senza scopo di lucro, che si dedica alla crescita ed al rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo. Ogni anno, NED eroga più di 1.200 sovvenzioni per sostenere i progetti di gruppi non governativi all'estero che lavorano per obiettivi democratici in più di 90 paesi.
"La crescita ed il rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo" suona piuttosto nobile. Ci si aspetterebbe quindi che la NED fosse guidata da un insieme di alcuni dei più importanti militanti, interessati al rafforzamento "del popolo". Invece nel Consiglio di Amministrazione della NED ci sono persone che rappresentano interessi aziendal-finanziari e sono noti, al contrario, per sfruttare e sottomettere "il popolo".

Miss Nancy
Sfortunatamente, per quelli che ricevono i milioni e milioni di dollari che la NED elargisce ogni anno ad "organizzazioni non governative" (ONG) nel mondo, pochi si preoccupano di controllare chi finanzia loro l'attività quotidiana, ed ancora meno hanno l'onestà di restituire i soldi, per non parlare di informare la gente che pretendono di rappresentare su chi cerca di prevalere nelle loro rispettive nazioni, e di sovvertire i loro sistemi politici, ed a che scopo.

Letteralmente, ciascuno dei membri del Consiglio di Amministrazione della NED rappresenta un'azienda di Fortune 500 [fra le prime 500 in America; Fortune 500 è il nome della classifica di queste aziende, pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune - NdT], insidiosi think tank politici, finanziati da aziende e finanzieri, ed una grande varietà di altri evidenti conflitti di interesse, incompatibili con un'organizzazione che fosse sinceramente interessata "alla crescita ed al rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo".

La NED: Chi è chi

Il guaio è che le finalità delle ONG ritenute liberali e progressiste, sono influenzate dai soldi che prendono dalla NED, ed il retroterra dei membri del Consiglio di Amministrazione della NED è dichiarato direttamente sul suo sito web. Questo significa che coloro che percepiscono il denaro della NED, o incautamente non si erano curati di controllare l'organizzazione che li sponsorizza, oppure semplicemente non si preoccupano della natura deviata dei loro sponsor.

Per esempio, Marilyn Carlson Nelson (segretaria della NED), è l'Amministratore Delegato di una delle più grandi società a capitale privato al mondo, la Carlson Holdings, che gestisce hotel in tutto il mondo. Essa fa parte anche del Consiglio della Exxon Mobil, ed è presidente del Comitato consultivo della U.S. Travel and Tourism. Lei da sola rappresenta un tale groviglio di interessi contrastanti e compromissori, da mettere in discussione l'onestà e le vere finalità della NED.

Bomb

Attentato aeroporto Istanbul. La Turchia sotto attacco riallaccia con Mosca. Un'altra onta agli occhi dell'Isis

Istanbul Putin Erdogan
© Ansa
Non c'è luogo immune dal terrorismo in Turchia. Lo sanno i cittadini turchi e lo sanno i potenziali turisti messi in fuga dai vari attentati che hanno scosso il Paese negli ultimi mesi. La carneficina di ieri sera all'aeroporto internazionale Atatürk di Istanbul - 41 morti accertati e circa 240 feriti - dà il colpo di grazia a un settore che finora ha portato grandi quantità di valuta estera in Turchia, quasi 30 miliardi di euro l'anno. Rivendicazioni, per ora, non ne sono arrivate, ma il primo ministro turco Binali Yildirim ha subito puntato il dito contro lo Stato islamico: "Gli indizi convergono su Daesh", ha detto, prima che il muro della censura presidenziale sigillasse ogni informazione e immagine della triplice esplosione, documentata soltanto dai video diffusi sui social network dagli utenti internazionali.

Dando per buoni gli "indizi" raccolti dalle autorità turche, e dunque assumendo che il commando sia davvero riconducibile all'Isis, è utile ricordare perché i fedelissimi del sedicente califfo Abu Bakr al-Baghdadi ce l'hanno tanto con la Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che fino allo scorso anno aveva in vari modi garantito la sopravvivenza del Califfato nella vicina Siria. L'ultimo atto di quello che i jihadisti considerano "il tradimento" di Erdogan - assieme alla riconciliazione con Israele - è la mano tesa alla Russia, con le scuse formali inviate due giorni fa dal presidente turco a Vladimir Putin per la storia del jet russo abbattuto dall'aviazione turca al confine tra Siria e Turchia il 24 novembre scorso. Scuse che il leader del Cremlino ha accettato proprio oggi, esprimendo la propria condanna per l'attacco all'aeroporto di Istanbul.

Alarm Clock

BREXIT: Il Vizio Assurdo della Democrazia...

Brexit puzzle
© globalresearch
Sullo schermo nero di "Black Mirror", serie tv britannica ideata e prodotta da Charlie Brooker, una fiction dal titolo "Messaggio al Primo Ministro" immagina che la principessa reale inglese sia stata rapita e che il sequestratore terrorista chieda come riscatto per la sua liberazione che il Primo Ministro faccia sesso con un maiale in diretta tv, sottoponendosi all'umiliazione del rapporto ripugnante davanti agli occhi disgustati dell'opinione pubblica ... naturalmente con la piena approvazione della Corona inglese. In pratica dunque il Primo Ministro viene sottoposto a ricatto e sacrificato dalla Regina in nome della ragion di stato ... ma ora un dubbio assale ... anche David Cameron doveva far sesso con un maiale ? Forse sì.

Infatti una verità ben diversa dalla narrazione mainstream, passata su tutti gli organi di stampa di questi giorni, ci dice che David Cameron è stato l'agnello sacrificale della corona britannica e della finanza della City... altro che democrazia!! Sembra che la regina l'abbia chiesto agli ospiti durante una cena "Datemi tre ragioni perché dobbiamo restare nella Ue..." (copyright: Maurizio Blondet),
e poi l'ufficio stampa l'avrebbe prontamente divulgato ai network nazionali. God save the Queen.

Sembrava strano infatti che i Panama Papers nell'aprile 2016 se la fossero presa anche con David Cameron, visto che erano stati pilotati dagli Usa, e che l'Uk è stato da sempre il loro alleato prediletto... infatti lo scandalo sui fondi offshore conservati a Panama nei documenti trapelati dal grande studio Mossack Fonseca, aveva individuato undici milioni di documenti che coinvolgevano capi di stato, politici, attori, sportivi... ma mancavano numerose presenze americane dalla lista del network internazionale offshore, attraverso il quale riciclare denaro ed evitare di pagare tasse.

Brick Wall

Il Meglio del Web: Il dilemma dell'Italia tra Brexit e Brics

BRICS
Nonostante le mistificazioni di certa stampa sugli effetti futuri del Brexit, oggi molti in centro Europa sono nel panico: il Brexit può significare la fine del benessere per "qualcuno in particolare" in Ue. Ma non finisce qui, anzi è solo l'inizio. Un Brexit significherà inevitabilmente che altri Paesi vorranno fare lo stesso, a maggior ragione dopo aver realizzato nei fatti un rinnovato vigore economico britannico a spese di minori importazioni/consumi esteri (principalmente tedeschi) nell'arco di meno di anno. Ossia con Londra fuori dall'Ue, e che svaluta fortemente la sterlina facendo ripartire la propria economia, tutti capiranno l'imbroglio ossia che la moneta unica serve solo a Berlino che grazie alla sola presenza dei Paesi eurodeboli nella compagine permette alle sue esportazioni di essere competitive, per altro spiazzando i competitor partner nell'euro ad esempio l'Italia. Uniamo a tutto questo che proprio l'Italia è il maggior alleato anglosassone nell'Europa continentale oltre che il maggior competitor manifatturiero tedesco. Letta in altro modo, comunque vada, aspettiamoci una destabilizzazione italica post-Brexit. Non solo. Un nuovo ostacolo sembra affacciarsi all'orizzonte per l'Italia: la rimonta del movimento 5 stelle nelle ultime amministrative che, da servi "telecomandati" dall'establishment made in Usa-Nwo, potrebbero presto scalare il potere verso Palazzo Chigi e porsi di traverso a qualunque soluzione anti-Usa, essendo notoriamente contrari all'uscita dell'Italia dall'eurozona. Forti della recente rimonta elettorale, hanno già dichiarato guerra a chi esprime liberamente e democraticamente la propria opinione politica contro il loro movimento.

Dopo il Brexit i Brics?

Da quando i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno espresso la loro unanimità attraverso la formazione di una Banca di sviluppo congiunto a Durban, Sud Africa il 27 Marzo 2013, il califfato sionista-anglosassone ha tentato di dividerli. Stessa strategia "da panico" (il loro) usata con il Brexit. I Brics costituiscono circa il 45% della popolazione mondiale e quasi il 30% del Pil mondiale. L'idea dei Brics è di emettere una moneta alternativa congiunta, completamente indipendente dal dollaro statunitense e la sua economia di avidità. Nel frattempo, un certo numero di altri Paesi vorrebbe unirsi ai Brics, tra cui Argentina, Venezuela, Iran, Mongolia, Malesia e altri, il che porterebbe a circa un terzo della produzione economica mondiale e alla metà degli abitanti del globo. Questo dà ai Brics un profilo di forza superiore a quello degli Stati Uniti e dell'Europa messi insieme. La Cina da sola non solo è già la più grande economia del mondo, ma domina anche il mercato asiatico di circa 4,2 miliardi di persone, il 60% della popolazione mondiale e un Pil combinato di circa 20 miliardi di dollari, pari a circa 25 miliardi di dollari quando si confronta il suo potere d'acquisto con quello dell'economia basata sul dollaro Usa, di circa 17 miliardi di dollari.

Bad Guys

Ue neoliberista e populismi, due facce della stessa medaglia

bandiera ue

Siamo di fronte a un quadro, quello creatosi dopo il Brexit, nel quale c'è chi esalta l'Ue definendola una "casa comune", Renzi, Hollande e Merkel, e chi come Farage, Le Pen e soci vorrebbe tornare agli Stati nazione. Bisognerebbe avere il coraggio di dire che sono proprio le folli politiche neoliberiste dell'Ue che hanno causato la nascita di movimenti populisti di estrema destra. Ma non si illudano coloro che pensano che uscire dall'Ue sia una "rivoluzione".


Quando abbiamo visto Matteo Renzi, Hollande e la Merkel lanciare i soliti appelli retorici a favore dell'Unione Europea abbiamo in parte capito come mai sia così forte il risentimento popolare nei confronti di una organizzazione che somiglia sempre di più a un Moloch burocratico e ideologizzato, laddove l'ideologia dominante è rappresentata però da quella del neoliberismo. In anni di tagli totali al welfare che hanno distrutto un paese come la Grecia nell'indifferenza generale, i vertici europei hanno perso ogni credito e sono diventati al punto distaccati dai bisogni dei cittadini da fomentare movimenti di protesta e di rabbia populistica di estrema destra. Viene quindi quasi da pensare che siano proprio le scelte economiche e sociali dell'Ue che hanno permesso alle destre nazionaliste di crescere, al punto che sembra quasi che qualcuno a Bruxelles le abbia letteralmente provate tutte per screditare l'Unione Euorpea e rafforzare i movimenti xenofobi. La nostra provocazione è presto detta: siete tutti sicuri che quei poteri adeguatamente rappresentati dall'Unione Europea non continueranno a trovare rappresentanza anche con il ritorno agli Stati-Nazione?

Certo, a essere pragmatici il fatto che la Gran Bretagna esca dall'Europa e ponga le premesse per il collasso dell'Ue è di per sè positivo e questo perchè l'Unione Europea non solo è diventata ormai irriformabile ma è anche profondamente ingiusta. Grande è dunque la situazione sotto il cielo, la situazione è eccellente, come disse Mao Tze Tung, eppure forse la politica di austerità in salsa tedesca e neoliberale serviva esattamente ad aprire la strada al populismo di destra, anzi forse servivano degli shock per fare accettare ai satolli cittadini della democrazia occidentale lo smantellamento totale dei propri diritti. Dunque bisognerebbe ribadire con forza che l'Unione Europea è un qualcosa da stralciare e abbandonare immediatamente, ma senza avere un piano su cosa fare dopo non sarebbe semplicemente un ulteriore regalo effettuato a quei potentati che per più di vent'anni si sono arricchiti sulle spalle dei cittadini europei? Senza una adeguata organizzazione e soprattutto senza una adeguata comprensione degli interessi di classe che ispirano i movimenti sociali, la sensazione è che sarà sempre il capitale ad avere la mano sul coltello, con o senza Ue.

Yoda

Vladímir Putin: "Accusare la Russia dopo il 'Brexit' è una dimostrazione di poca cultura politica"

Putin

Il presidente russo Vladimir Putin ha respinto le accuse contro la Russia e il suo presunto interesse ad una vittoria del 'Brexit' nel Regno Unito. Lo riporta TASS. "Le affermazioni di Cameron che la Russia era interessata al 'Brexit' era un tentativo di influenzare gli elettori", ha dichiarato Putin.


Il presidente russo ha dichiarato di non ritenere che la Brexit non modificherà la politica europea delle sanzioni contro Mosca e spiega che "la Russia analizzerà la procedura formale dell'uscita del Regno Unito nell'UE per alleviare le conseguenze negative sulla sua economia."

"Nessuno ha il diritto di accusare la Russia dopo il 'Brexit'. E 'un segno di scarsa cultura politica", ha dichiarato.
A sua volta, il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha ricordato che la Brexit' è una questione interna per gli inglesi. "Non siamo contenti. Si tratta di ulteriori rischi per l'economia mondiale e, di conseguenza, per noi."

Nei giorni scorsi il ministro degli esteri britannico Philip Hammond aveva affermato che il presidente russo Vladimir Putin "sarà felice" il trionfo dei sostenitori di lasciare l'UE.

Inoltre, l'ex ambasciatore degli Stati Uniti in Russia Michael McFaul aveva dichiarato giovedì che una vittoria del 'Brexit' nel referendum britannico sarebbe la "vittoria della politica estera di Putin".

Dominoes

Mélenchon sulla Brexit: «I popoli rifiutano l'Europa del capitale»

Melenchon
© AFP / Bertrand LangloisIl leader della sinistra francese commenta il risultato del referendum svoltosi nel Regno Unito con cui il popolo ha optato per l'abbandono dell'Unione Europa
«Il rifiuto del popolo britannico di restare nell'Unione Europea è un terremoto per l'UE come la conosciamo adesso», questo è il commento al referendum con cui il popolo britannico ha optato per l'abbandono dell'Unione Europea liberista, dell'esponente della sinistra francese Jean-Luc Mélenchon, europarlamentare e già candidato all'Eliseo per il Front de Gauche.

Per il leader della sinistra francese è
«tempo di imparare la lezione. Come è ovvio ci troviamo in una situazione di fallimento dell'Unione Europea, altrettanto ovvio è il fatto che ci troviamo davanti a nuovi pericoli che devono essere evitati. (...) I popoli non rifiutano la pace, o l'unione e l'armonia. Vi è un rifiuto verso l'Europa dei privilegiati, il rifiuto delle facce di pietra della Commissione Europea. Il rifiuto verso la Troika e gli altri pro-consoli che si introducono in ogni paese per organizzare il saccheggio».
Per Jean-Luc Mélenchon bisogna dire chiaramente come stanno le cose e denunciare la vera natura di questa Unione Europea:
«L'UE è la legge El Khomri (jobs act francese), è la disorganizzazione dei servizi pubblici, è la mercificazione di tutto e tutti, è il sostegno dato a ricchi e privilegiati. Il fallimento di questa Europa ha un preciso indirizzo, quello del governo tedesco. Questa Europa che sta fallendo è quella è l'Europa del capitale e del governo tedesco».
La Francia, in questa fase, secondo il leader della sinistra dovrebbe portarsi in prima fila per cambiare i trattati che regolano questa unione liberista destinata al fallimento.
«In sostanza - afferma Mélenchon - non ci sono alternative: cambiare l'Europa o abbandonarla».

Newspaper

VINCE BREXIT, PERDONO I CAZZARI .. Cameron si dimette

Boris Johnson
di Fabio Lugano

Ci sono stati quasi un milione di voti in più per il Brexit, nonostante tutta la Scozia e l'Irlanda del Nord abbiano votato ampiamente per il Bremain. Il fatto è che le zone più "Proletarie",quelle che han sempre votato Labour , sono quelle che hanno votato per il Brexit, portando ad uno sconvolgimento epocale.

Si è assistito ad uno spaccamento sociale profondo :
  • Poveri e lavoratori industriali per il Brexit, redditieri e ricchi per il Bremain;
  • giovanissimi per il Bremain, anziani per il Brexit;
  • Londra un po' più Bremain, campagne un po' più Brexit.
Il problema più grande lo ha sottolineato la Regina con il suo intervento indiretto, quando pochi giorni fa a chiesto "Mi dite tre buone ragioni per restare nell'Unione Europea?". Bruxelles e Cameron non sono stati in grado di rispondere, nè a lei nè agli altri euroscettici.

Naturalmente ci sono stati dei contraccolpi sui mercato dovuti non tanto alla votazione, ma alla marea di controinformazione che è stata sparsa negli ultimi giorni, con sondaggi farlocchi distribuiti come le caramelle. Se le autorità di borsa fossero delle cose serie andrebbero a controllare CHI E PERCHE' ha distribuito questi sondaggi, permettendo, sino a ieri sera , delle speculazioni vergognose. Basterebbe vedere chi si è esposto allo scoperto per cifre notevole contro la moneta inglese. Siamo però sicuri che nessuno lo farà.