Maestri BurattinaiS


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Chomsky: "Usa? Democrazia solo per l'1%"

Noam Chomsky
Dopo le primarie americane che hanno premiato Trump e Clinton rispettivamente per democratici e repubblicani, il politologo americano Noam Chomsky ha detto in un video per la Concord University West Virginia che gli Usa hanno visto un netto aumento dell'astensionismo in quanto le classi lavoratrici e povere non hanno alcun tipo di rappresentanza politica.

In molti parlano di Usa come modello di democrazia, ma di che tipo di democrazia si sta parlando? A sentire politologi e intellettuali provenienti proprio dagli Stati Uniti non sarebbe proprio un modello da imitare, anzi. Noam Chomsky, non certo un intellettuale "allineato" ha detto chiaramente circa le primarie alle presidenziali americane che si è trattato semplicemente di scegliere tra il peggiore di due mali e ne ha approfittato per lanciare strali contro il sistema politico americano che dovrebbero far riflettere. In un video girato per la Concord University West Virginia, Chomsky ha segnalato il problema endemico dell'astensionismo: "Quando si vota negli Usa c'è un livello molto alto di astensionismo, di gente che non vota. E se si guarda il profilo di chi non vota si tratta di persone dal profilo socioeconomico di quelli che in Europa votano per partiti di sinistra", ha detto, "Questo settore della popolazione negli Usa non vota perchè nessuno li rappresenta".

Una democrazia mutilata dunque dal momento che migliaia e migliaia di persone che non si riconoscono nel modello politico e sociale dominante vengono sostanzialmente estromessi dalla politica in quanto non esiste nessuno che rappresenti le loro istanze. Secondo Chomsky ormai votare negli Usa sarebbe più o meno lo stesso che votare nell'Ottocento, quando il voto era ristretto ai bianchi maschi proprietari terreni, e infatti le percentuali di votanti sono talmente basse da rendere quantomai efficace questo paragone. "Il 70% della popolazione è senza rappresentazione politica", ha aggiunto Chomsky. E a ben guardare anche l'Europa negli ultimi vent'anni ha cercato di americanizzarsi precludendo ogni spazio politico alle forze di sinistra che intendono opporsi alla concentrazione di capitali in poche mani e alla dittatura dei mercati sul pubblico.

Gold Seal

Il Meglio del Web: "La Cina se provocata ancora reagirà: si rischia il punto di rottura presto"

Andre Vitchek cina
L'AntiDiplomatico intervista il filosofo Andre Vltchek: "Russia e Cina stanno formando un incredibile muro difensivo per proteggere l'umanità dal terrorismo occidentale".

di Alessandro Bianchi

Andre Vltchek* è divenuto celebre in Italia per essere il coautore insieme a Noam Chomsky del noto libro uscito in Italia l'anno scorso "Terrorismo occidentale" (Ponte alle Grazie). Documentarista, saggista, filosofo e intellettuale poliedrico, Vltchek è l'uomo cosmopolita per eccellenza, un "vero rivoluzionario" come ama definirsi lui. Negli ultimi anni con la sua macchina fotografica e il suo impegno straordinario contro le ingiustizie di questo pianeta ha girato ogni angolo della Terra e ripreso in lungo e largo il terrorismo occidentale, quello che ai nostri media piace censurare e alle nostre coscienze nascondere. Dopo le interviste al grande giornalista australiano John Pilger e al noto drammaturgo statunitense John Steppling, abbiamo avuto l'onore e il privilegio di rivolgere ad un grande amico dell'AntiDiplomatico alcune domande sulla politica internazionale attuale.

Alessandro Bianchi: Partirei da una domanda brutale sulle campagne presidenziali statunitensi. Ma cosa è diventato questo Paese se come migliore candidato, in quanto meno pericoloso per la sopravvivenza del mondo, offre Donald Trump?

AV: Non è molto diverso oggi rispetto ai decenni, anzi secoli, passati. Fin dall'inizio della sua storia, i presidenti nord-americani (tutti di discendenza europea, naturalmente) hanno promosso schiavitù, campagne di sterminio contro le popolazioni indigene, guerre barbariche di aggressione contro Messico e altri paesi dell'America Latina, Filippine, etc. E' cambiato qualcosa da allora? Non mi sembra. Donald Trump è orrendo, ma è anche onesto nelle sue affermazioni. Clinton e Obama, grandi oratori, sono assassini di massa impuniti.

AB: In un recente sondaggio oltre il 53% dei cittadini statunitensi si sono dichiarati contrari sia a Hillary Clinton che a Donald Trump. Per quanto tempo nell'immaginario collettivo continueremo a considerare gli Stati Uniti una democrazia?

AV: "Democrazia" non significa null'altro che il "potere del popolo" in greco. Non c'è nulla di democratico nelle configurazioni politiche attuali di Stati Uniti ed Europa. E non c'è nulla di democratico nel cosiddetto "accordo globale" sotto il dominio occidentale imposto al resto del mondo. In occidente, le popolazioni stanno tollerando questo sistema politico malato, in cambio di privilegi enormi che hanno strappato sulla pelle di un Pianeta che devastano e di intere nazioni e continenti che stuprano. Al contrario, in Africa, Asia e altrove, le "non persone" non hanno scelta.

AB: Bernie Sanders era realmente il cambiamento che in molti in Europa hanno descritto?

AV: Bernie Sanders è come quei liberal del partito socialista tedesco durante la seconda guerra mondiale o come tutti coloro che farebbero tutto per i loro lavoratori e contadini, socialmente.... fino a quando i fondi arrivano dai paesi massacrati dal loro imperialismo. Sotto Bernie Sanders, i lavoratori occidentali starebbero molto meglio, ma il resto del mondo "i disgraziati del pianeta" dovrebbero ancora una volta pagare il conto.

Vader

Donald Trump e il "White Power"

donald trump kkk

di GERMÁN GORRAIZ LÓPEZ
*

Wright Millsen nel suo libro "The Power Elite" (1.956), indica che la chiave per comprendere l'inquietudine nord americana si troverebbe nella sovra- organizzazione della sua società. Così che l'establishment sarebbe "il gruppo elitario formato dall'unione delle sub-elites politiche, militari ed economiche, universitarie e dei mass media degli USA", le lobby di pressione che sarebbero interconnesse mediante "una alleanza inquieta basata sulla comunità di interessi e dirette dalla metafisica militare", concetto che si basa su una definizione militare della realtà e che avrebbe trasformato l'economia in una guerra economica permanente il cui paradigma sarebbero i Rockefeller, nel partecipare alle lobby finanziarie del complesso industriale-militare e di quello sionista del quale uno dei componenti, David Rockefeller, sarebbe il sostenitore e artefice nella Trilateral Commission (TC) o Trilateral (1973).

L'attuale sistema dominante o establishment statunitense utilizzerebbe la dittatura invisibile del consumismo compulsivo dei beni materiali per annullare gli ideali dell'individuo originario e trasformarlo in un essere acritico, pauroso e conformista che passerà ineluttabilmente ad ingrossare le fila di una società omogenea, uniforme e facilmente manipolabile mediante le tecniche di manipolazione di massa, avendo come suo pilastro del sistema politico la successiva alternanza nel Potere del Partito Democratico e di quello Repubblicano, entrambi fagocitati dalla lobby sionista.

Trump ed il cambiamento qualitativo

Il concetto di stabilità o di equilibrio si riferisce ad un sistema che rimane stabile per quanto registri un cambiamento, principio che trasportato nella sfera politica degli USA ed alle prossime Elezioni Presidenziali si tradurrebbe nella presenza di candidati auspicati dalla direzione dei partiti egemoni negli USA (democratico e Repubblicano) per perpetuare lo status quo dominante, le cui figure visibili sarebbero Hillary Clinton e Ted Cruz. Sulla riva opposta troviamo che il concetto di cambiamento qualitativo o discontinuità si verifica quando i cambiamenti quantitativi semplici diventano qualcosa di diverso ed il sistema si trasforma internamente in modo radicale in una nuova realtà che modifica la sua situazione di equilibrio interno e crea una situazione nuova, una tesi rappresentata dall'avvento di due figure come Trump e Sanders.

Tuttavia la sorprendente irruzione e il successo nel campo repubblicano di un candidato indipendente e refrattario alla disciplina di partito come Trump, avrebbe suscitato gli allarmi nel seno della cupola dirigente per cui saranno associati dall'apparato mediatico del sistema dominante (mass media) con la venuta del caos. Per caos (Khaos o "vuoto che occupa un buco nel nulla") intendiamo qualche cosa di imprevedibile e che sfugge dalla miope visione che possono unicamente abbozzare i nostri occhi davanti ai fati che sfuggono dai parametri conosciuti visto che la nostra mente è capace di dare sequenza unicamente a dei frammenti della sequenza totale dell'immenso genoma del caos, per cui inevitabilmente ricorriamo al termine "effetto a farfalla" per cercare di spiegare la vertiginosa congiunzione di forze centripete e centrifughe che finirebbero per configurare il puzzle incontrollabile del caos ordinato che si starebbe gestendo negli USA e che, per effetto di emulazione, si estenderebbe al resto del mondo.

Eye 2

L'Arabia Saudita affida ad Israele il controllo della sicurezza dei suoi confini con lo Yemen

principe saudita
RIYADH (Pars Today ) - Secondo un documento trapelato, l'Arabia Saudita ha già consegnato il controllo la sicurezza dei suoi confini meridionali con lo Yemen al regime israeliano.

Un documento pubblicato dal sito web di notizie iraniano in lingua araba, Al-Alam, mostra che il vice principe ereditario e ministro della difesa dell'Arabia Saudita, Mohamad Bin Salman, ha ordinato alle guardie di frontiera del paese di collaborare con una società israeliana per fermare i guerriglieri Houthi al confine con lo Yemen.

In questo documento, il ministro saudita ha inoltre incaricato la ditta israeliana di usare bombe e mine lungo questi confini dopo che le forze della coalizione guidata da Arabia Saudita si ritireranno dallo Yemen.

Da parte sua, il sito web yemenita Najm Alsaqb ha rivelato che l'Arabia Saudita dopo le sue sconfitte contro gli houthi e l'aggressione militare inefficace nello Yemen, ha chiesto ad una società israeliana chiamata 'Al-Mayal G4S' la creazione di barriere e di impiantare mine al confine meridionale del paese, in cambio di 45 milioni di dollari.

Attention

Provocazioni Usa nel Mar Nero e nell'Est Europa

base militare aerea statunitense

Il 6 giugno, il cacciatorpediniere della Marina americana Uss Porter è entrato nel Mar Nero; appartiene al Destroyer Squadron 60 di stanza a Rota, una base dell'Us Navy in Spagna, nei pressi di Cadice.


Fra i compiti di quella formazione ci sono i pattugliamenti nel Mediterraneo e nel Mar Nero nell'ambito della prima fase dell'Epaa, l'iniziativa dell'Amministrazione Obama per una difesa antimissile balistico dell'Europa. La fase due è rappresentata dall'entrata in funzione della base di missili antimissile di Daveselu, in Romania, inaugurata il 12 maggio scorso; la fase tre sarà l'apertura, nel 2018, di una seconda base in Polonia.

L'ombrello antimissile Usa in fase di completamento, dietro la ridicola scusa ufficiale di coprire l'Europa da un attacco iraniano (!), è rivolto sfacciatamente contro la Russia, suscitando la crescente irritazione di Mosca. Allo stesso modo, l'ingresso dell'Uss Porter nel Mar Nero, invade volutamente un'area dove l'influenza russa è tornata cruciale ed è in via di significativo potenziamento la flotta della Federazione Russa.

War Whore

Germania, Steinmeier: manovre NATO sono pericolose per la Sicurezza

steinmeir
Il ministro tedesco dell'SPD: "Con la Russia abbiamo bisogno di instaurare un dialogo sui temi importanti della politica internazionale, non minacciare guerra"

Il ministro degli esteri tedesco, in un'intervista alla Bild am Sonntag, ha stigmatizzato le manovre NATO che negli ultimi giorni hanno visto le truppe dell'Alleanza atlantica compiere diverse esercitazioni con migliaia di uomini nella regione del Baltico (Lettonia, Estonia, Lituania) e della Polonia, proprio in quel confine orientale, laddove l'Europa ha come vicino la Russia.
"In un momento come questo - ha dichiarato il ministro dell'SPD - c'è bisogno di portare avanti un discorso di dialogo con la Russia e non di surriscaldare gli animi con esercitazioni belliciste. Se qualcuno crede che con delle manovre di guerra si possa fare un passo avanti nella sicurezza, egli si sbaglia".
Lo stesso presidente russo, Vladimir Putin, durante lo svolgimento del Forum Internazionale di San Pietroburgo aveva stigmatizzato le manovre tutt'altro che pacifiche della NATO sul fronte nord-est dell'Europa, sostenendo di non comprendere il senso delle manovre di espansione della Alleanza atlantica, non essendoci più né l'URSS né il Patto di Varsavia.

Steinmeier a tal proposito ha sottolineato come con la Russia l'Europa abbia bisogno di instaurare un dialogo, coinvolgendo Mosca in questioni nodali della politica internazionale, come la lotta contro l'islamismo radicale e la stabilizzazione del fronte libico.
"La storia insegna - ha sostenuto il ministro tedesco - che la disposizione al dialogo è l'arma più efficace per la Sicurezza. Soltanto in questo modo si potrà giungere ad un accordo sul controllo degli armamenti in Europa".

Alarm Clock

Venezuela, tra Crisi e Propaganda

venezuela proteste
© Paul McKinnon

La difficile situazione economica e politica del Venezuela viene raccontata in modo martellante dalla propaganda - specialmente in USA - come il destino inesorabile di un paese che voglia essere indipendente e darsi un ordinamento socialista. CounterPunch mette in luce altri elementi. L'economia venezuelana è cresciuta fortemente sui proventi del petrolio, con poca diversificazione, ed è ora facile vittima della politica del basso prezzo del greggio instaurata da un gruppo di paesi (capeggiati dagli USA) per destabilizzare in particolare Russia e Iran. Le alternative, come ad esempio la produzione agricola, sono però difficili: con TTIP e simili gli USA stanno costruendo un impero economico globale da cui gli outsider saranno esclusi.


di José L. Flores, 14 giugno 2016

La crisi economica e politica in Venezuela sta mostrando ben pochi segnali di risoluzione. Allo stesso modo, il modo propagandistico di descrivere questa crisi sta mostrano ben pochi segnali di terminare. Ma perché il Venezuela si trova in questa grave situazione? I media statunitensi continuano a dire che la crisi è il risultato della rivoluzione bolivariana di Hugo Chavez e delle politiche comuniste di redistribuzione, che vengono messe in atto e mantenute dal presidente Nicolas Maduro. Tuttavia qui si tratta di una situazione sfaccettata e con molti fattori all'interno. Uno non può dare la colpa di ogni male economico del Venezuela a Maduro, come ovviamente non può dare ogni colpa all'opposizione di destra. Una cosa sicura è che l'economia del Venezuela non è mista, e dipende troppo dai proventi del petrolio. Questa dipendenza dal petrolio, assieme all'ostilità che gli USA hanno verso il Venezuela e il suo popolo, hanno reso l'economia venezuelana facilmente vulnerabile alla manipolazione straniera.

È opinione unanime, sia a sinistra che a destra, che l'economia del Venezuela sia troppo dipendente dal petrolio e debba essere diversificata. Tuttavia, la conclusione sul modo in cui si sia arrivati a questa situazione economica è più contestata. Per esempio, per quale motivo il Venezuela non ha un forte settore agricolo? Il Venezuela importa gran parte del suo cibo e l'industria è in declino fin dagli anni '50. L'importazione di cibo sarebbe dunque un dato di fatto, con o senza la rivoluzione bolivariana. A questa conclusione si giunge semplicemente osservando la tendenza statistica. I prodotti agricoli tradizionali del Venezuela includono mais, riso, caffè, canna da zucchero, verdure, manzo, maiale e pesce. Sono tutti ottimi ingredienti per un fiorente settore agricolo. Tuttavia il Venezuela non può competere sui mercati internazionali, e nemmeno nel proprio mercato interno, in quanto a prodotto agricoli. Ciò è dovuto a un settore agricolo statunitense fortemente protezionista e pesantemente sussidiato, che viene ulteriormente solidificato dai cosiddetti "accordi di libero scambio" che si stanno ora ratificando in tutto il mondo. Mentre il resto del mondo deve adeguarsi alle politiche neoliberiste del laissez faire, gli USA si affidano a forti sussidi al mercato. Non potendo competere dal punto di vista della produzione agricola, il Venezuela importa il cibo e lo paga coi proventi del petrolio. Purtroppo, il governo ha messo in gioco tutto il proprio futuro con i proventi del petrolio, e l'economia è completamente soggetta a quanto essi rendono sul mercato.

Bad Guys

"Una Schengen militare": Washinghton ordina una nuova integrazione della NATO

carro armato

di Steven MacMillan
* - New Eastern Outlook

La NATO è una minaccia per la pace mondiale. Il suo incessante gioco alla guerra e la sua perversione nel provocare la Russia stanno mettendo il futuro del mondo a rischio.

Dopo il collasso dell'Unione Sovietica e il Patto di Varsavia, la Nato dovrebbe essere smantellata, non dovrebbe essere lei permesso di espandersi per includere tutti gli altri paesi del Patto di Varsavia per accerchiare la Russia. Invece di chiedere l'abolizione della Nato, comunque, uno dei think tank più influenti degli Stati uniti sta facendo propaganda per maggiore integrazione e consolidare le reliquie della guerra fredda.

Ad inizio giugno, Elisabeth Braw ha scritto un articolo per Foreign Affairs - rivista del Council on Foreign Relations - dal titolo: A Schengen Zone for NATO. Nell'articolo, Braw sostiene la necessità di creare una "Schengen militare" per muovere truppe nei paesi della Nato senza alcun ritardo, giustificando il tutto come una mossa necessaria per rispondere "all'aggressione russa".
"Gli stati membri della Nato sono desiderosi di difendersi l'uno con l'altro, e hanno truppe e equipaggi per farlo.... ma una cosa che frustra i comandanti è evidente: le difficoltà burocratiche da adempiere per far passare le truppe da un confine all'altro... al prossimo summit di Varsavia, i membri della Nato discuteranno di risposte unitarie contro l'aggressione russa e probabilmente decideranno di stazionare quattro battaglioni - circa 4 mila truppe - negli stati baltici e Polonia. Ma con la Russia che sta formando due nuove divisioni nelle regioni occidentali, al confine con gli Stati Baltici, 4 mila truppe in più potrebbero non essere sufficienti a fronteggiare un potenziale attacco".

Quenelle

Bulgaria: Borisov rifiuta di partecipare ai piani della NATO nel Mar Nero

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© FP 2016/ THIERRY CHARLIER

Il primo ministro della Bulgaria, Bojko Borisov, ha respinto l'offerta della Romania di creare una base navale permanente della NATO nel Mar Nero per "limitare l'influenza russa" nella regione. Lo ha reso noto Bloomberg.


Borisov crede che questa iniziativa possa portare alla trasformazione del Mar Nero in un "territorio di guerra".
"Inviare navi da guerra per la flotta contro le navi russe va oltre quello che posso permettermi. Il dispiegamento di cacciatorpediniere e portaerei vicino a Burgas e Varna durante la stagione turistica non è accettabile", ha dichiarato Borisov.
La Bulgaria chiede alla NATO di inviare navi da guerra per il pattugliamento delle sue coste solo nel caso in cui "una grande ondata di profughi attraverserà il Mar Nero, se il percorso attraverso il Mar Egeo e il Mar Mediterraneo sarà chiuso", ha aggiunto Borisov.

Cult

Euro-oligarchia: nel panico, ma incorreggibile

eu bandiera
© Sputnik. Collage
L'ultima prova di demenza (per ora) è la minaccia di Jens Stoltenberg, il segretario generale della NATO: anche attacchi di hackers nelle reti occidentali possono far scattare la clausola di difesa reciproca.

Insomma tutti noi europei saremo obbligati a scendere in guerra contro la Russia, perché una rivista ha scritto che, forse, Mosca è in possesso di tutte le email che Hillary Clinton ha memorizzato sul suo server privato, e potrebbe girarle a Wikileaks: in queste mail — su cui Obama ha vietato all'FBI di procedere fino a dopo le elezioni residenziali — ci sono prove delle porcate che possono rovinare la campagna a Hillary, che è (come ha detto genialmente Donald Trump) una donna "croocked", parola che significa "stortamente disonesta, tortuosa malandrina".

Sono nel panico. Tanto che il partito democratico Usa ha accusato i servizi russi di aver violato i suoi server — ciò sarebbe stato appurato da una ditta specializzata, la This've — e questa volta il motivo del panico è: adesso i russi sono in possesso del dossier che i democratici hanno messo insieme su Donald Trump e le sue porcherie varie ed eventuali — e certamente l'hanno passato a Donald, che conoscendolo in anticipo lo può controbattere...è incredibile come la classe di potere americana veda giganteggiare Putin all'interno della campagna elettorale presidenziale: una presenza allucinatoria, un incubo-fantasma.

Non c'è male, per un paese di cui la Superpotenza si sforza ogni giorno di dimostrare l'insignificanza. Ma il tema è più generale. L'Impero assiste, e forse provoca, lo sgretolamento del suo principale vassallo — l'Unione Europea — e non riesce a pensare ad altro che ad aggredire il nemico che s'è creato da sé, in base a un progetto di conquista del mondo che si sta sfasciando.

In Europa, il fenomeno è ancora più accentuato, e sconfina nella patologia: gli inglesi stanno per votare la Brexit, probabilmente decretando la fine del progetto di un'Europa anti-nazionale, costruita alle spalle delle nazioni e della democrazia, da tecnocrati-congiurati; ma da Bruxelles e da Berlino non arriva una sola autocritica. Non la minima proposta di riforma, di apertura alle obiezioni, di ripensamento dell'agghiacciante inglobamento di una dozzina di paesi dell'Est, estranei alla mentalità comune.