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Evil Rays

Il Meglio del Web: Un nuovo "regalo" ai cittadini europei da parte degli oligarchi della UE per favorire le lobby delle corporations USA

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© venezia today

The Guardian: La Commissione Europea Vuole Rinnovare la Licenza per l'Uso del Glifosato (il diserbante "probabilmente cancerogeno")


Un documento trapelato dalla Commissione Europea ed esaminato dal Guardian mostra come l'organo europeo abbia in programma di rinnovare la licenza per l'uso del glifosato, il diserbante ampiamente prodotto dalla Monsanto, nonostante l'opposizione di alcuni paesi e in contraddizione coi principi di cautela. L'OMS ha dichiarato il glifosato "probabilmente cancerogeno". Le pressioni lobbistiche sono evidenti. Il TTIP è dietro l'angolo.


di Arthur Neslen


La Commissione Europea ha in programma di rinnovare la licenza per il controverso diserbante che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ritiene possa causare il cancro. Tutto ciò nonostante l'opposizione di diversi paesi e del Parlamento Europeo.

Nel 2015 l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - organismo dell'OMS - aveva detto che il glifosato, l'elemento attivo nel diserbante per l'agricoltura prodotto dalla Monsanto e ampiamente usato sui raccolti di prodotti geneticamente modificati in tutti il mondo, era stato classificato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo.

Aveva detto anche che c'era una "evidenza limitata" sul fatto che il glifosato causasse linfomi non-Hodgkins. La Monsanto aveva reagito dicendo di non comprendere la decisione, e che i dati scientifici non sostenevano le conclusioni.

I risultati hanno avviato una controversia interna all'UE sull'uso del glifosato, con l'Italia, la Francia, la Svezia e l'Olanda che si opponevano al rinnovo della licenza in marzo. Più di 1,4 milioni di persone avevano firmato una petizione per vietare l'uso di quella sostanza.

Ma la nuova proposta, trapelata dalla Commissione Europea ed esaminata dal Guardian, presenta poche modifiche rispetto a quella respinta lo scorso mese. Essa ridurrebbe il periodo di autorizzazione del glifosato da 15 a 10 anni, e impone di considerare un divieto immediato se la European Chemicals Agency (ECHA), in uno studio in conclusione per il prossimo anno, dovesse ritenere la sostanza pericolosa.

Il Partito dei Verdi definisce tutto ciò un tradimento del principio precauzionale, che obbliga a mantenere la cautela laddove ci siano dubbi scientifici. Bert Staes, portavoce del Partito dei Verdi per la sicurezza ambientale e alimentare, ha detto: "È scandaloso che la commissione stia cercando di imporre l'approvazione UE sul glifosato in modo che sia usato senza restrizioni, nonostante le gravi preoccupazioni sull'impatto di questa sostanza tossica sulla salute pubblica e sull'ambiente. L'azione responsabile dovrebbe essere quella di vietare il glifosato".

Commenta: Per ulteriori informazioni leggere gli articoli:


Bad Guys

Il Meglio del Web: L'unico referendum sensato: quello sull'uscita dalla gabbia euro-atlantica

nato
© anonimo

di Enrico Galoppini


Passato qualche giorno dall'ultimo referendum, vorrei proporre una breve ma basilare riflessione sul senso di recarsi al seggio elettorale per esprimersi sulle più disparate questioni, quando per decidere avremmo in teoria tutto un personale politico stipendiato e preposto ad occuparsene nel migliore dei modi, e cioè nel rispetto dell'interesse nazionale.

Lasciamo stare il non trascurabile dettaglio che questi referendum, quorum o no, non determinano quasi mai il risultato uscito apparentemente dalle urne: gli italiani non intendono rinunciare all'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori? Ci pensa 'Renzie' col "Jobs Act" a farne carta straccia. L'acqua deve restare pubblica nei secoli dei secoli? Figuriamoci, già il giorno dopo la loro disfatta stavano studiando il modo di accaparrarsela per vendercela a peso d'oro.

E sorvoliamo anche sul fatto che quasi nessuno si rende conto che ogni referendum riguarda un aspetto particolarissimo della materia in questione, com'è stato in quest'ultimo caso delle "trivelle", mentre in altre situazioni non c'era assolutamente modo di capirci nulla se non procurandosi in fretta e furia un'apposita "laurea".

Di fatto, l'unico referendum che è stato chiarissimo per tutti è stato quello concernente il divorzio: il povero Fanfani, che aveva già capito che si cominciava con lo "scoppiarsi" e si finiva con "l'ideologia di genere", ci fece la figura del pirla, ma almeno passerà alla storia come un esempio di coerenza fino alla débacle preannunciata.

Book 2

Flashback Il Meglio del Web: Ponerologia - La scienza del male

psicopatici
© anonimo

di Carolyn Baker


La canadese Red Pill Press ha recentemente pubblicato il libro dello psicologo Andrew M. Lobaczewski, intitolato Political Ponerology [Ponerologia politica, ndT] nel quale l'autore spiega sulla base di proprie osservazioni come durante i suoi anni di lavoro clinico in Polonia abbia notato un'alta correlazione fra gli atti che molta gente etichetterebbe come "cattivi" e varie patologie. La classificazione diagnostica più adatta per questi individui nel moderno gergo psicologico sarebbe sociopatico, la cui più importante caratteristica è l'apparente assenza di una coscienza o empatia in relazione agli altri esseri viventi. Lobaczewski e alcuni dei suoi colleghi est-europei che lavoravano sotto l'impero sovietico decisero di intraprendere questo studio ad un livello più alto e investigarono il ruolo che la sociopatia giocava nel governo, negli affari e in altri gruppi sociali. La Ponerologia politica (dalla parola greca poneros, male) è una scienza sulla natura del male adattato per scopi politici che all'estremo di una più vasta scala risulta in una patocrazia.

political ponerology
© Red Pill Press
La ricerca indica che i sociopatici si trovano in tutte le razze, etnie e religioni e che nessun gruppo è immune ad essi. I sociopatici costituiscono, secondo l'autore, circa il 6% della popolazione in qualsiasi gruppo. L'editore di Red Pill afferma che "Political Ponerology è un libro che offre un orribile sguardo dentro la struttura sottostante ai nostri governi, le nostre corporazioni più grandi, e anche il nostro sistema giudiziario".
Dopo aver letto questo libro, una gran quantità di domande assillanti sulle linee di condotta e le pratiche dei funzionari governativi e aziendali hanno cominciato a trovare una spontanea risposta dato che le analisi di Lobaczewski vanno al cuore del perché il governo degli Stati Uniti sia divenuto un'impresa criminale che fa di tutto per dominare il mondo e per annichilire grandi quantità di esseri umani sia all'interno che nel mondo.

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Innanzitutto Lobaczewski fa notare che le società sono più vulnerabili al male nei tempi buoni. "Nei tempi migliori", scrive, "la gente perde di vista il bisogno di una profonda riflessione, di introspezione, di conoscenza degli altri, e di una comprensione delle complicate leggi della vita".

Cult

Flashback Il Meglio del Web: George Soros: uno psicopatico per psicopatici

george soros
© Charles Platiau / Reuters
di Sam Gerrans

"L'11 febbraio un articolo di George Soros sul giornale "The Guardian" si intitolava 'Putin è una minaccia più grande per l' Europa dell'ISIS.' Prima che io dessi un'occhiata all'intreccio delle bugie che formavano l'articolo di Soros, ecco alcune parole in generale riguardo gli psicopatici. Ne ho incontrati alcuni nella mia vita, ma il vero problema non è che fanno cose cattive, ma noi, non-psicopatici, siamo mal preparati ad affrontare il problema fondamentale tra noi e loro. Noi, persone con coscienze che funzionano, siamo incatenati alla convinzione che non faremmo mai azioni malvagie o saremmo capaci di vivere con queste colpe, pensando che gli altre persone funzionino allo stesso modo. Invece no. E non importa cosa uno psicopatico abbia pianificato o fatto contro di te, per lui, tutto quello che accade è colpa tua. Sempre.

Ed è qui che ritorno a Soros. Nel suo articolo lui afferma che l'UE e USA stanno commettendo un grave errore nel pensare che Putin sia un potente alleato nella lotta contro l'ISIS.Tutte queste considerazioni sono basate su falsità. In un'intervista con Russia Today il mio collega giornalista e scrittore Gearoid O Colmain disse:
"Non vi è nessuna Guerra del Terrore. C'è una guerra condotta utilizzando gruppi terroristici contro gli stati che resistono l'egemonia degli Santi Uniti e di Israele. In un periodo di massiccia disoccupazione e austerità, ora avete attacchi terroristici compiuti da terroristi finanziati, armati e addestrati dai servizi segreti occidentali. Non esiste una cosa come l'ISIS. Essa è una creazione degli USA."
Soros nell'articolo continua a sostenere accuse contro la Russia, fallendo ogni volta a notare che soltanto essa ha un mandato dal governo legittimo della Siria, o che la Russia è seriamente impegnata nella ''pulizia'' in Siria, un compito che gli Stati Uniti stavano solo simulando. Il punto successivo di Soros è che secondo lui, l'obiettivo di Putin è di alimentare il disintegro dell'UE attraverso il riempimento dell'Europa di rifugiati siriani. La verità è che l'alleato naturale della Russia è la Germania - e prevenire questa alleanza, è l'obiettivo principale del governo statunitense-almeno secondo Stratfor, un'agenzia di intelligence degli USA.

Yoda

Il Meglio del Web: Il consigliere di Putin spiega nel dettaglio il piano della Russia contro l'Impero

glazyev

Possiamo aspettarci l'annullamento delle sanzioni americane?


Le sanzioni sono un elemento della guerra ibrida che gli Stati Uniti conducono contro di noi. Non lo stanno facendo perché disdegnano "l'annessione" russa della Crimea, piuttosto lo fanno perché si tratta di interessi oggettivi e soggettivi dell'establishment americano.

Gli Stati Uniti perdono la loro egemonia: stanno già producendo meno prodotti e esportando meno tecnologie della Cina. La Cina sta raggiungendo gli Stati Uniti in quanto a scienziati e ingegneri, molte tecnologie innovative cinesi stanno catturando i mercati mondiali. Il tasso di sviluppo della Cina è cinque volte quello degli Stati Uniti. Il sistema internazionale di entità economiche recentemente creato in Cina è un esempio del nuovo ordine economico mondiale.

Le entità economiche che dominano gli Stati Uniti, servendo un'oligarchia finanziaria, hanno destabilizzato il sistema monetario e finanziario americano che è in default circa due volte l'anno. Le cause della crisi globale finanziaria del 2008 non sono scomparse e la bolla del debito americano - piramidi finanziarie composte da derivati e dal debito nazionale - sta ancora crescendo.

Secondo la teoria dei sistemi, questo processo non può continuare all'infinito. L'oligarchia americana vuole disperatamente liberarsi del peso del debito, ecco la ragione per la quale conducono guerre ibride, non solo contro la Russia, ma contro l'Europa e il Medio Oriente.

Come succede sempre in un ordine mondiale economico che cambia, il paese che sta perdendo il controllo cerca di scatenare una guerra mondiale per il controllo della periferia. Visto che gli americani considerano i paesi dell'ex blocco sovietico come la loro periferia finanziaria ed economica, cercano dunque di ottenerne il controllo.

L'establishment politico americano è stato allevato tra le chimere dei geopolitici del XIX secolo. Gli studenti americani studiano l'inglese base e le idee geopolitiche tedesche di quell'epoca, nei corsi di scienze politiche. La domanda principale a quel tempo era come mandare in rovina l'Impero Russo, e stanno ancora guardando il mondo attraverso gli stessi occhi "d'aquila" del secolo XIX, quando la Gran Bretagna tentava di salvare la sua egemonia cominciando la Prima Guerra Mondiale, per poi perdere il loro impero coloniale dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Questo è ciò che i geopolitici americani studiano al Dipartimento di Stato e alla Casa Bianca, continuando a guardare il mondo attraverso il prisma sia della Guerra Fredda che dei conflitti britannici contro la russia e la Germania durante il XIX secolo, e ora gli Stati Uniti stanno scatenando un'altra guerra mondiale.

L'insieme dei problemi oggettivi dell'oligarchia finanziaria e lo strano modo di pensare dei geopolitici americani minaccia un conflitto mondiale. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la Crimea. Qualsiasi ragione potrebbe andare bene.

Dobbiamo agire in termini di contraddizioni che possano portare gli Stati Uniti ad un atteggiamento aggressivo, gravido del pericolo di una guerra ibrida con il mondo intero. Hanno scelto la Russia come obbiettivo principale, e l'Ucraina, da loro occupata, come principale strumento di distruzione.

Alarm Clock

Il Meglio del Web: Panama Papers e l'"informazione" occidentale. Il padre di Cameron e dirigenti Tory direttamente collegati, ma la stampa inglese scrive solo di Putin

panama papers
© bbc
Panama Papers e l'informazione occidentale. La stampa britannica è completamente impegnata a parlare di quella che Snowden ha definito "la maggiore rivelazione nella storia della corruzione". Ma invece di scrivere del fatto che nella lista compaia il padre del primo ministro inglese David Cameron e di altri membri Tories che hanno portato le loro ricchezze nel paradiso fiscale, sono totalmente concentrati nell'"affaire Putin", anche se il presidente della Federazione russa non sia mai nominato nelle carte.

Nel commentare la fuoriuscita di oltre 11,5 milioni di documenti da parte di uno studio legale di Panama, i media britannici accusano il presidente Vladimir Putin di corruzione, nonostante il presidente russo non compaia in nessuna delle carte.

Ma per fortuna anche dal Regno Unito c'è una piccola sollevazione contro coloro che si autodefiniscono "informazione" di un mondo che si crede "libero".
BBC News (World)
@BBCWorld

The story of the biggest data leak in offshore history #PanamaPapershttps://www.twitter.com/i/moments/716694261480169476 ...

markrowantree ‎@markrowantree

@BBCWorld Funny how the BBC choose to go after Putin when these leaks severely undermine the credibility of inter alia, the City?
22:16 - 3 Apr 2016 · Glasgow, Scotland, United Kingdom

Commenta: Mentre i media si concentrano su di Putin, in realtà è il Regno Unito che ha presumibilmente il maggior numero di rapporti con i paradisi fiscali off-shore. Più della metà delle 300.000 aziende quotate sono registrate nei paradisi fiscali amministrate dall'Inghilterra (Hong Kong in cima alla lista). Poi a seguire ci sono la Svizzera, gli Stati Uniti, Panama, Guatemala, Lussemburgo... Dov'è la Russia?
In un'altra rivelazione sensazionale,viene riportato come i 26 milioni di sterline rubati nella famigerata rapina del 1983 in lingotti d'oro dal deposito di Brink-MAT vicino a Heathrow potrebbero essere stati canalizzati attraverso una società off-shore creata da Mossack Fonseca.
...
Dei funzionari britannici menzionati nella rivelazione, sinora ne sono stati nominati solo tre: la baronessa Pamela Sharples, ex donatore e sostenitore del partito conservatore del miliardario Michael Ashcroft, e l'ex deputato Tory per l'East Hampshire Michael Mates.



Cult

Il Meglio del Web: Le verità sconcertanti sull'Arabia Saudita

artyuip
l'Arabia Saudita è un paradiso nel Medio Oriente di tutti i patocrati
Cinque corpi decapitati, che pendono da un palo sospeso tra due gru, sono il pubblico promemoria per dimostrare agli abitanti di Riyadh che fine fanno i criminali. I cinque facevano parte di una banda di ladri, decapitati pubblicamente e issati in aria, dove sono rimasti per diversi giorni.

Il documentario, "Saudi Arabia Uncovered" (Arabia Saudita scoperta) che andrà in onda domani sera, servirà a gettare luce su alcuni aspetti inquietanti della vita in Arabia Saudita, uno dei paesi più sanguinosi e repressivi al mondo, che, al tempo stesso, resta uno dei più stretti alleati della Gran Bretagna (con cui scambia armi e petrolio).

Abbiamo tutti sentito parlare della brutalità del regime saudita, ma ciò che rende questo documentario agghiacciante è vederlo "realmente", dalla realtà ai nostri computer, attraverso la macchina fotografica.

Innanzitutto, una serie straziante di decapitazioni. Una donna vestita di nero viene trattenuta al lato di una strada da quattro poliziotti sauditi, condannata per aver ucciso la figliastra. L'esecuzione avviene con una spada, mentre la donna urla le sue ultime parole strazianti: "Non sono stato io". In un'altra decapitazione, il boia, vestito con gli abiti bianchi tipicamente indossati da uomini sauditi, alza la spada ricurva e la abbatte con decisione sul collo del malcapitato.

Il documentario mostra agli spettatori una grande piazza soprannominata Chop Chop, luogo di tante esecuzioni a Riyadh. La telecamera si sofferma sul sistema di drenaggio macchiato di rosso, usato per lavare via il sangue dei giustiziati.

Cult

Il Meglio del Web: L'opposizione "democratica" russa

manifesti contro putin

di
Paolo Borgognone

Da un quindicennio a questa parte, uno spettro mediatico di chiara matrice "liberal-progressista" si aggira per l'Europa, o meglio, trova ampio spazio e una sovraesposizione su quotidiani e riviste liberal e benpensanti di larga tiratura: il fantasma politico della cosiddetta «opposizione democratica» nella Russia "di Putin". Si tratta di un composito, eterogeneo, spesso rissoso al proprio interno e, fatto indiscutibile, assolutamente minoritario in termini di consensi pubblici reali, arcipelago di soggettività politiche radical-liberali, social-liberali, anarcoidi e scioviniste.

Questo frastagliato arcipelago politico, marginale nell'ambito di un panorama partitico russo attualmente egemonizzato dalle forze patriottiche, conservatrici e popolari, affonda le proprie radici organizzative negli anni bui della presidenza di Boris Eltsin e delle "riforme liberali" attuate dai Chicago Boys di "Corvo Bianco"; "riforme" tese alla transizione dell'economia russa da un sistema pianificato e di comando a una sorta di sterminato bazar anarco-capitalistico a direzione oligarchico-speculatrice.

Alcuni degli odierni "democratici" anti-Putin tanto vezzeggiati dalla stampa liberal occidentale, come Grigorij Javlinskij, presidente di un partito (Yabloko, 3,4 per cento dei voti alle ultime elezioni, dicembre 2011) sostanzialmente equiparabile, dal punto di vista del programma politico e dei riferimenti culturali liberaldemocratici, al Democratic Party degli Stati Uniti, erano consiglieri di Gorbaciov ai tempi della fallimentare ed improvvisata perestrojka per una "radicale riforma" filoccidentale dell'Urss (1985-1991).

Va infatti ricordato, per comprendere a fondo la matrice ideologica e il ruolo politico degli attuali "democratici" russi, che il processo di smantellamento dell'Unione Sovietica, lungi dal configurarsi come un mero "complotto della Cia", si articolò, tra il 1989 e il 1991, mediante una vera e propria maestosa controrivoluzione di ceti medi i cui strati superiori, tecno-manageriali, provenivano interamente dalle seconde linee del Partito comunista dell'Unione Sovietica (Pcus) e si erano formati all'interno delle Accademie scientifiche del Partito-Stato. Furono questi ceti medi "rampanti", specializzatisi nell'ambito delle università sovietiche a costituirsi, a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso, come iniziali nuclei protoligarchici impegnati a dar vita al progressivo, poi farraginoso, processo di conversione dell'economia sovietica nel bazar anarco-capitalistico sopraccitato. Per descrivere al meglio tale quadro di riferimento possono risultare utili le seguenti parole di Costanzo Preve, tratte dal libro L'assalto al cielo. Saggio su marxismo e individualismo (1992):
«Come è possibile continuare a parlare, dopo quanto è successo [in Urss a seguito del 1991, nda], di "Stato operaio degenerato", quando gli agenti della produzione capitalistica, di cui sia Gorbaciov che Eltsin sono stati storicamente i rappresentanti politici selezionati dentro il partito comunista, ammontavano evidentemente a milioni, ed erano a tutti gli effetti i gruppi dirigenti [...]? Come è possibile continuare a sostenere che la "burocrazia", pur se corrotta, aveva un interesse al mantenimento dell'economia pianificata, quando è sotto gli occhi di tutti che tra le sue file è stato reclutato il gruppo sociale che gestisce oggi la privatizzazione, e che la gestisce appunto perché può privatizzare la proprietà di Stato attribuendo a se stessa la prima scelta, essendo già "posizionata" vantaggiosamente proprio sulla base del precedente posizionamento burocratico privilegiato?».

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Il Meglio del Web: Referendum costituzionale: come ratificare la dittatura di una minoranza

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© Flickr

Il prossimo ottobre i cittadini italiani saranno chiamati a votare per il referendum confermativo sulla riforma costituzionale.


Dopo tre Governi nati da giochi di palazzo e dopo le transumanze di parlamentari e di gruppi partitici creati per convenienza, sarebbe bene che gli italiani comprendessero qual è veramente la posta in gioco in questa consultazione elettorale.

Persino l'ex presidente della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky, in una recente intervista a La Stampa, si è espresso in modo lapidario sul testo varato dal governo Renzi: Non voglio più insegnare diritto costituzionale. Se passerà il referendum sulla riforma Boschi non saprei nemmeno più cosa insegnare. E' un testo scritto malissimo, in certe parti contraddittorio e incomprensibile... La chiarezza per una Costituzione è anche un fatto di democrazia.

E la sua posizione non costituisce un caso isolato: le critiche stanno piovendo dai giuristi più autorevoli di qualsiasi estrazione politica e sono accomunate dal timore per un testo impraticabile alla prova dei fatti e che tende al centralismo autoritario dei poteri. Renzi non offre poi rassicurazioni su questo punto, quando al Congresso dei Giovani Democratici dichiara:

Mi dicono: ma tu governi coi voti del centrodestra? Già, perché abbiamo perso le elezioni l'altra volta. La prossima volta le vinceremo e non ci saranno. Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta... Non abbiate paura di giocarvi la carta del potere, perché non ha un valore né positivo né negativo: è la carta per fare le cose.

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Il Meglio del Web: Un segnale per tutta l'Europa

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© AFP 2016/ DIRK WAEM / BELGA

Il nuovo massacro di Bruxelles, con azioni terroristiche tanto ben coordinate quanto sanguinose, cioè con bombe ad alto potenziale non con kamikaze suicidi, ha tutta l'aria dell'una "prosecuzione" di un piano.


Di chi? Contro chi è diretto? Il sancta santorum che guida questa sarabanda non lo conosce nessuno, e dunque tutte le ipotesi sono ugualmente inattendibili. Quelle che subito vaneggiano di "risposta" di Daesh alla cattura dell'ultimo sopravvissuto del 13/11 a Parigi sono però palesemente ridicole. Un piccolo pregiudicato da tempo sotto controllo dei servizi segreti, ex tenutario di un centro di spaccio di droga e di prostitute come la bettola intitolata "La Beguine" nel quartiere di Molenbeek, che riesce a passare indenne attraverso quattro controlli di polizia (francese) prima di rifugiarsi nello stesso quartiere in cui ha sempre vissuto, restandoci per quattro mesi, non poteva essere il "cervello" di niente. Questi attentati erano predisposti da tempo, da qualche centrale di provocazioni in grande stile.

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© REUTERS/ Francois Lenoir Dopo le esplosioni all’aeroporto Zaventem di Bruxelles.
Contro chi? Queste bombe sono la prosecuzione di quelle di Parigi del 2015: Charlie Hebdo e il Bataclan. Di Ankara, contro i turisti tedeschi. Sono la prosecuzione della mess'inscena di Colonia. Sono lo strascico del fiume di profughi. Andiamo con ordine: sono contro di noi. Contro "i popoli d'Europa". Per ridurre le loro libertà residue e le loro capacità di risposta ai soprusi dei poteri.

Infatti il primo risultato, scontato, sarà la sospensione di tutte le garanzie democratiche. E' già in corso in Francia, ora sarà la volta del Belgio. Poi, dopo qualche attentato in Italia, magari in Italia, se per caso non volesse entrare in guerra in Libia, allora sarà la volta dell'Italia.