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Il Meglio del Web: Al-Nusra: gli Usa sono dalla nostra parte

Frederic Todenhöfer
© Frederic Todenhöfer

Le armi degli Stati Uniti vengono consegnati ai terroristi di al-Nusra da parte dei governi alleati di Washington, ha dichiarato un comandante "ribelle" ai media tedeschi, aggiungendo che gli istruttori americani sono in Siria per insegnare come utilizzare le nuove attrezzature militari.
"Sì, gli Stati Uniti sostengono l'opposizione in Siria, ma non direttamente. Supportano i Paesi che ci sostengono. Ma non siamo ancora soddisfatti di questo sostegno", ha dichiarato il leader di al-Nusra, Abu Al-Ezz durante un'intervista al giornale Koelner Stadt-Anzeiger dalla città siriana di Aleppo.
Secondo il comandante, i miliziani devono ricevere più "armi sofisticate" dai loro sostenitori per avere successo contro il governo siriano.
"La lotta è difficile, il governo è forte e ottiene il sostegno di Russia", ha spiegato.
Al-Ezz ha affermato che al-Nusra ha vinto diverse battaglie grazie ai lanciarazzi multipli Bm-21, missili e carri armati arrivati dalla Libia attraverso la Turchia. Le forze governative hanno un vantaggio grazie alla forza aerea, ma noi abbiamo i missili Tow di fabbricazione americana, e la situazione in alcune zone è sotto controllo.

Quando è stato chiesto se i missili Tow sono stati inizialmente destinati ad al-Nusra o se il gruppo li ha ottenuti dal cosiddetto "Free Syrian Army", il terrorista ha chiarito: "No, i missili sono stati dati a noi direttamente". Ha anche detto che quando al-Nusra è stato assediato, abbiamo avuto il supporto di ufficiali dalla Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Israele e America". Il giornalista ha chiesto in particolare se gli istruttori degli Stati Uniti sono realmente presenti tra ranghi del Fronte al-Nusra, e al-Ezz ha risposto: "Gli americani sono dalla nostra parte".

Megaphone

Il Meglio del Web: Russia: il bombardamento del convoglio ONU? Un diversivo USA

convoglio umanitario dll'onu
Di seguito è riportato il comunicato ufficiale del portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov in risposta alle accuse diffuse dal consigliere statunitense per la sicurezza nazionale, Ben Rhodes, secondo le quali la Russia avrebbe compiuto un attacco aereo su un convoglio umanitario ad Aleppo lo scorso 19 settembre:
"La gravità delle accuse espresse dal vice consigliere del Presidente degli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale, il signor Ben Rhodes, che ha accusato la Russia di avere eseguito un attacco aereo su un convoglio umanitario a Aleppo, così come le affermazioni da parte americana sulla presunta presenza in quel punto di un Su-24, ci costringono a rivelare i dettagli del tragico incidente del 19 settembre. Comincerò con il fatto che il Ministero della Difesa della Russia è in possesso di informazioni oggettive riguardanti il controllo dello spazio aereo nella sera del 19 settembre, quando un attacco aereo sarebbe stato lanciato contro il convoglio umanitario.

Nessun aereo russo ha effettuato bombardamenti nel settore di Urum al-Kubra ne c'era alcuna intenzione di farlo. Non c'erano aerei russi nella zona.
Inoltre, la sera del 19 settembre, nel corso di conversazioni telefoniche, un rappresentante del comando dell'aviazione degli Stati Uniti avente il grado di colonnello era stato ben informato dal rappresentante russo del comando della base aerea di Hmeimim. Il suo nome è ben noto alla parte americana.

Bad Guys

Il Meglio del Web: Dal '45, 'Murica e Occidente hanno ucciso 55 milioni di persone

kuwait bombardamento e camelli
© cnn

Gli Stati Uniti sono l'impero più sanguinario, il maggior "terrorista" del mondo:
dal dopoguerra hanno ucciso 55 milioni di persone. Lo afferma Gianluca Ferrara, saggista e blogger del "Fatto Quotidiano". Su "ByoBlu", il video-blog di Claudio Messora, offre una spietata cronologia della strage. A cominciare dal 6 agosto 1945: Hiroshima, 200.000 civili sterminati.
«Oggi gli Usa possiedono 7.000 ordigni atomici, 2.000 già dispiegati: ognuno di questi ha un potenziale esplosivo fino a tremila volte superiore a quello di Hiroshima».
Come l'Impero Romano e quello napoleonico, gli Usa sono trainati da un'economia di guerra:
«Per sopravvivere, hanno bisogno di trovare costantemente un nuovo nemico da combattere». Solo nel 2015 hanno investiti 1.800 miliardi di dollari in armamenti, al servizio di una politica estera «stabilita da un élite» che ci narcotizza, utilizzando i media mainstream. Di fatto, gli Usa «sono l'impero terrorista più brutale della storia: dal 1945 ad oggi, la politica estera dell'Occidente ha determinato l'uccisione di 55 milioni di esseri umani. E nel 1990 l'obiettivo degli Stati Uniti è diventato la conquista del Medio Oriente».
La prima Guerra del Golfo ebbe inizio grazie ad un inganno: Saddam venne portato a credere che l'occupazione del Kuwait, che era stato un protettorato inglese ma che era rivendicato dall'Iraq fin dal 1961 come appartenente al suo territorio, sarebbe Iraqavvenuta senza l'interessamento degli Usa. «Fu una trappola tesa da April Gaspie, ambasciatrice Usa a Baghdad dell'epoca, che fece intendere che gli Usa non avrebbero interferito». Poi, l'11 settembre 2001, «l'abbattimento delle Torri Gemelle fornì il pretesto per terminare il lavoro». Dei 19 presunti attentatori nessuno era iracheno e nessuno era afghano: ben 15 di loro erano sauditi. Ma ad essere colpita non fu l'Arabia Saudita, bensì l'Afghanistan. «La sfortuna degli afghani - dice Ferrara - fu che in quel territorio doveva transitare un oleodotto, che i Talebani non volevano». Una condotta lunga 1.680 chilometri per portare il gas turkmeno di Dauletabad fino in Pakistan attraverso l'Afghanistan occidentale, cioè le province di Herat e Kandahar.

USA

Il Meglio del Web: La NED - National Endowment for Democracy: non è nazionale e non è per la democrazia

NED national endowment for democracy
Nei tempi passati, la religione organizzata assumeva spesso la veste di legittime filosofie e spiritualità, e le trasformava nel mezzo per organizzare le masse a vantaggio di una ristretta elite, spesso quella che era a capo di imperi, di regni, o di stati nazionali. Più recentemente, il patriottismo, e oggi il concetto di "democrazia", sono stati usati con successo da analoghi gruppi con particolari interessi, per nascondere i loro egoistici obiettivi dietro a concetti che facilmente potessero riscuotere il consenso di larghi strati della popolazione, che altrimenti se ne sarebbero disinteressati.

Non c'è un esempio di questo che sia più calzante di quello della NED (Fondazione Nazionale per la Democrazia). Secondo il suo stesso sito web, che dichiara:
La Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) è una fondazione privata, senza scopo di lucro, che si dedica alla crescita ed al rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo. Ogni anno, NED eroga più di 1.200 sovvenzioni per sostenere i progetti di gruppi non governativi all'estero che lavorano per obiettivi democratici in più di 90 paesi.
"La crescita ed il rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo" suona piuttosto nobile. Ci si aspetterebbe quindi che la NED fosse guidata da un insieme di alcuni dei più importanti militanti, interessati al rafforzamento "del popolo". Invece nel Consiglio di Amministrazione della NED ci sono persone che rappresentano interessi aziendal-finanziari e sono noti, al contrario, per sfruttare e sottomettere "il popolo".

Miss Nancy
Sfortunatamente, per quelli che ricevono i milioni e milioni di dollari che la NED elargisce ogni anno ad "organizzazioni non governative" (ONG) nel mondo, pochi si preoccupano di controllare chi finanzia loro l'attività quotidiana, ed ancora meno hanno l'onestà di restituire i soldi, per non parlare di informare la gente che pretendono di rappresentare su chi cerca di prevalere nelle loro rispettive nazioni, e di sovvertire i loro sistemi politici, ed a che scopo.

Letteralmente, ciascuno dei membri del Consiglio di Amministrazione della NED rappresenta un'azienda di Fortune 500 [fra le prime 500 in America; Fortune 500 è il nome della classifica di queste aziende, pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune - NdT], insidiosi think tank politici, finanziati da aziende e finanzieri, ed una grande varietà di altri evidenti conflitti di interesse, incompatibili con un'organizzazione che fosse sinceramente interessata "alla crescita ed al rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo".

La NED: Chi è chi

Il guaio è che le finalità delle ONG ritenute liberali e progressiste, sono influenzate dai soldi che prendono dalla NED, ed il retroterra dei membri del Consiglio di Amministrazione della NED è dichiarato direttamente sul suo sito web. Questo significa che coloro che percepiscono il denaro della NED, o incautamente non si erano curati di controllare l'organizzazione che li sponsorizza, oppure semplicemente non si preoccupano della natura deviata dei loro sponsor.

Per esempio, Marilyn Carlson Nelson (segretaria della NED), è l'Amministratore Delegato di una delle più grandi società a capitale privato al mondo, la Carlson Holdings, che gestisce hotel in tutto il mondo. Essa fa parte anche del Consiglio della Exxon Mobil, ed è presidente del Comitato consultivo della U.S. Travel and Tourism. Lei da sola rappresenta un tale groviglio di interessi contrastanti e compromissori, da mettere in discussione l'onestà e le vere finalità della NED.

Brick Wall

Il Meglio del Web: Il dilemma dell'Italia tra Brexit e Brics

BRICS
Nonostante le mistificazioni di certa stampa sugli effetti futuri del Brexit, oggi molti in centro Europa sono nel panico: il Brexit può significare la fine del benessere per "qualcuno in particolare" in Ue. Ma non finisce qui, anzi è solo l'inizio. Un Brexit significherà inevitabilmente che altri Paesi vorranno fare lo stesso, a maggior ragione dopo aver realizzato nei fatti un rinnovato vigore economico britannico a spese di minori importazioni/consumi esteri (principalmente tedeschi) nell'arco di meno di anno. Ossia con Londra fuori dall'Ue, e che svaluta fortemente la sterlina facendo ripartire la propria economia, tutti capiranno l'imbroglio ossia che la moneta unica serve solo a Berlino che grazie alla sola presenza dei Paesi eurodeboli nella compagine permette alle sue esportazioni di essere competitive, per altro spiazzando i competitor partner nell'euro ad esempio l'Italia. Uniamo a tutto questo che proprio l'Italia è il maggior alleato anglosassone nell'Europa continentale oltre che il maggior competitor manifatturiero tedesco. Letta in altro modo, comunque vada, aspettiamoci una destabilizzazione italica post-Brexit. Non solo. Un nuovo ostacolo sembra affacciarsi all'orizzonte per l'Italia: la rimonta del movimento 5 stelle nelle ultime amministrative che, da servi "telecomandati" dall'establishment made in Usa-Nwo, potrebbero presto scalare il potere verso Palazzo Chigi e porsi di traverso a qualunque soluzione anti-Usa, essendo notoriamente contrari all'uscita dell'Italia dall'eurozona. Forti della recente rimonta elettorale, hanno già dichiarato guerra a chi esprime liberamente e democraticamente la propria opinione politica contro il loro movimento.

Dopo il Brexit i Brics?

Da quando i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno espresso la loro unanimità attraverso la formazione di una Banca di sviluppo congiunto a Durban, Sud Africa il 27 Marzo 2013, il califfato sionista-anglosassone ha tentato di dividerli. Stessa strategia "da panico" (il loro) usata con il Brexit. I Brics costituiscono circa il 45% della popolazione mondiale e quasi il 30% del Pil mondiale. L'idea dei Brics è di emettere una moneta alternativa congiunta, completamente indipendente dal dollaro statunitense e la sua economia di avidità. Nel frattempo, un certo numero di altri Paesi vorrebbe unirsi ai Brics, tra cui Argentina, Venezuela, Iran, Mongolia, Malesia e altri, il che porterebbe a circa un terzo della produzione economica mondiale e alla metà degli abitanti del globo. Questo dà ai Brics un profilo di forza superiore a quello degli Stati Uniti e dell'Europa messi insieme. La Cina da sola non solo è già la più grande economia del mondo, ma domina anche il mercato asiatico di circa 4,2 miliardi di persone, il 60% della popolazione mondiale e un Pil combinato di circa 20 miliardi di dollari, pari a circa 25 miliardi di dollari quando si confronta il suo potere d'acquisto con quello dell'economia basata sul dollaro Usa, di circa 17 miliardi di dollari.

Gold Seal

Il Meglio del Web: "La Cina se provocata ancora reagirà: si rischia il punto di rottura presto"

Andre Vitchek cina
L'AntiDiplomatico intervista il filosofo Andre Vltchek: "Russia e Cina stanno formando un incredibile muro difensivo per proteggere l'umanità dal terrorismo occidentale".

di Alessandro Bianchi

Andre Vltchek* è divenuto celebre in Italia per essere il coautore insieme a Noam Chomsky del noto libro uscito in Italia l'anno scorso "Terrorismo occidentale" (Ponte alle Grazie). Documentarista, saggista, filosofo e intellettuale poliedrico, Vltchek è l'uomo cosmopolita per eccellenza, un "vero rivoluzionario" come ama definirsi lui. Negli ultimi anni con la sua macchina fotografica e il suo impegno straordinario contro le ingiustizie di questo pianeta ha girato ogni angolo della Terra e ripreso in lungo e largo il terrorismo occidentale, quello che ai nostri media piace censurare e alle nostre coscienze nascondere. Dopo le interviste al grande giornalista australiano John Pilger e al noto drammaturgo statunitense John Steppling, abbiamo avuto l'onore e il privilegio di rivolgere ad un grande amico dell'AntiDiplomatico alcune domande sulla politica internazionale attuale.

Alessandro Bianchi: Partirei da una domanda brutale sulle campagne presidenziali statunitensi. Ma cosa è diventato questo Paese se come migliore candidato, in quanto meno pericoloso per la sopravvivenza del mondo, offre Donald Trump?

AV: Non è molto diverso oggi rispetto ai decenni, anzi secoli, passati. Fin dall'inizio della sua storia, i presidenti nord-americani (tutti di discendenza europea, naturalmente) hanno promosso schiavitù, campagne di sterminio contro le popolazioni indigene, guerre barbariche di aggressione contro Messico e altri paesi dell'America Latina, Filippine, etc. E' cambiato qualcosa da allora? Non mi sembra. Donald Trump è orrendo, ma è anche onesto nelle sue affermazioni. Clinton e Obama, grandi oratori, sono assassini di massa impuniti.

AB: In un recente sondaggio oltre il 53% dei cittadini statunitensi si sono dichiarati contrari sia a Hillary Clinton che a Donald Trump. Per quanto tempo nell'immaginario collettivo continueremo a considerare gli Stati Uniti una democrazia?

AV: "Democrazia" non significa null'altro che il "potere del popolo" in greco. Non c'è nulla di democratico nelle configurazioni politiche attuali di Stati Uniti ed Europa. E non c'è nulla di democratico nel cosiddetto "accordo globale" sotto il dominio occidentale imposto al resto del mondo. In occidente, le popolazioni stanno tollerando questo sistema politico malato, in cambio di privilegi enormi che hanno strappato sulla pelle di un Pianeta che devastano e di intere nazioni e continenti che stuprano. Al contrario, in Africa, Asia e altrove, le "non persone" non hanno scelta.

AB: Bernie Sanders era realmente il cambiamento che in molti in Europa hanno descritto?

AV: Bernie Sanders è come quei liberal del partito socialista tedesco durante la seconda guerra mondiale o come tutti coloro che farebbero tutto per i loro lavoratori e contadini, socialmente.... fino a quando i fondi arrivano dai paesi massacrati dal loro imperialismo. Sotto Bernie Sanders, i lavoratori occidentali starebbero molto meglio, ma il resto del mondo "i disgraziati del pianeta" dovrebbero ancora una volta pagare il conto.

Question

Il Meglio del Web: Alternativa Per l'Italia, il nuovo movimento sovranista e antieuro

movimento alternativa per l'italia
Da poche settimane si è costituito il movimento "Alternativa per l'Italia", promosso e voluto dal professore di Finanza aziendale dell'Università di Pescara, Antonio Maria Rinaldi. Il movimento si pone degli obiettivi ambiziosi: l'uscita concordata dall'euro, il recupero della sovranità monetaria e la proposta di uscita dal Patto Atlantico. Il progetto ha ricevuto già il consenso convinto della Senatrice Paola De Pin ed è stato presentato lo scorso maggio al Senato della Repubblica.

A tal riguardo, abbiamo contattato proprio la Senatrice per farle alcune domande sul neonato progetto.

- Senatrice ci parli innanzitutto della sua attività politica pregressa e il modo in cui nasce la sua adesione ad API e al progetto del professor Rinaldi.

Il mio viaggio nella vita politica parte con una laurea in Scienze Politiche conseguita per passione personale per la materia. Gli anni di studio me li pagai con i soldi messi da parte con alcuni anni di duro lavoro nella mia regione. Furono 4 anni di studio a Padova che mi hanno dato le basi teoriche del mio impegno politico.

Dopo questa pausa di studi, l'esigenza di lavorare, di crearmi i presupposti per una famiglia, dettarono un interruzione di questo percorso che riprese nel 2010, con la formazione di un nucleo M5S nel mio paese, dove partimmo in quattro alla prima riunione. Nel 2012 mancai l'elezione nel consiglio comunale per un voto. Fu nel 2013 che il successo arrivò inaspettato, fui la seconda nel veneto nel M5S, avevo scritto nel mio manifesto elettorale: "sono una mamma felice ed ho una piccola impresa e credo nell'imprenditoria". Questo risultato sorprendente fu accompagnato da sentimenti di paura e di entusiasmo. Lasciavo il mio Veneto, la mia famiglia per Roma, trovai sostegno in mio marito che nonostante appartenga ad altra fede politica mi sostenne, riflettemmo che avrei potuto fare qualcosa di positivo per l'Italia, la mia patria.

Questo pensiero subì una doccia fredda nei primi giorni parlamentari quando nel M5S serpeggiava l'ordine tra i parlamentari di non fare niente, di non proporre niente. Era la seconda forza politica del paese in parlamento ma dovevamo congelarci politicamente. Ero a favore di un compromesso con il PD di Bersani, che avrebbe permesso al M5S di incidere da subito sul paese. Fui richiamato all'ordine dal capo bastone del M5S a Milano, Borrelli, che mi "cazziò" dicendo che dovevo stare zitta e non fare niente.

Bad Guys

Il Meglio del Web: Il terrorismo americano colpisce Orlando - Non riguarda più solo i Siriani

strage Orlando

Un orribile episodio di violenza si è verificato questa settimana, quando Omar Mateen dopo essere entrato in un night club di Orlando, Florida, ha aperto il fuoco, uccidendo 50 persone e ferendone molte altre. Lo stesso Mateen sarebbe poi caduto sotto il fuoco della polizia.


Di primo acchito sembra un altro attacco "estremista", un'estensione della perenne "guerra al terrore" dell'America. In realtà, quella di Mateen è una variante della funzione del terrorismo, che l'America usa come strumento geopolitico per combattere i suoi nemici all'estero e per instillare in patria divisione, isteria e paura paralizzante.

Mateen, l'ultimo della lista dei terroristi conosciuti che l'Occidente non è riuscito a fermare

L'articolo del Guardian di Londra, Il tiratore di Orlando, conosciuto dall'FBI, mostra tutte le difficoltà dei casi tipo "Lupo Solitario", riporta le parole di Erroll Southers, un ex agente del controspionaggio e dell'antiterrorismo dell'FBI:
"Questo fa capire quanto sia difficile cercare di identificare le persone che potrebbero fare ciò che ha fatto oggi il sig. Mateen". Southers ha poi aggiunto: "Non esistono profili".
Ma Southers si sbaglia. Esiste certamente un profilo a cui si adeguano tutti i terroristi di un certo peso che attaccano obbiettivi in Occidente, dal Nord America all'Europa. Tutti i sospetti, prima di portare a termine i loro attacchi mortali, erano conosciuti dalle forze dell'ordine e dalle agenzie di intelligence occidentali.

I sospetti attentatori di Boston, secondo il notiziario di Voice of America del Dipartimento di Stato americano, erano sulla lista nera dell'FBI e della CIA già alcuni mesi prima del loro attacco mortale, nell'aprile del 2013. I sospetti implicati negli attacchi di Parigi erano noti alle agenzie di sicurezza europee ed erano stati seguiti per anni, ma non negli ultimi sei mesi prima degli attentati. Due dei terroristi implicati nei fatti di Bruxelles di quest'anno erano stati arrestati per reati violenti, compreso il terrorismo, prima di essere inspiegabilmente rilasciati.

Considerando questi esempi recenti e molti altri, qui non è l'Occidente ad essere accecato dal terrorismo, ma sono piuttosto le agenzie di sicurezza occidentali che, o sono incapaci, o non hanno alcun interesse ad impedire che i terroristi portino a termine i loro attacchi, che poi vengono utilizzati, intenzionalmente e spudoratamente, per fini politici in patria e all'estero.

Quello che è ancora più allarmante è che il recente episodio della Florida sembra essere un esempio da manuale di un'indagine-trappola dell'FBI americana andata storta. Praticamente, tutti gli aspetti del caso, dalla storia personale di Mateen, a come aveva attirato l'attenzione delle forze dell'ordine prima della sparatoria, fino agli aspetti della sua personalità, comprese le asserzioni secondo cui sarebbe stato mentalmente instabile, sono lo specchio di altri due casi simili di indagine-trappola dell'FBI, verificatisi l'anno scorso.

Vader

Il Meglio del Web: Il colpo di stato in Brasile, l'attacco a Brics e America Latina: le nuove armi della "mediocrazia"

il famigerato Zio Sam

Se la diplomazia aperta è concepita per il consumo informativo (dal momento che su qualcosa si deve pur informare), la politica esibita mediaticamente è concepita per plasmare l'opinione pubblica.
Non ha, come missione, quella di orientare e, almeno generare una relazione critica con i fatti politici (il nuovo circo romano è virtuale); ciò su cui si informa non contiene nulla che non sia permesso per la funzione assegnata, vale a dire, ciò che si sa è solo ciò che l'amministrazione selettiva dell'informazione permette di sapere (tale controllo, certamente, non è del tutto perfetto; il suo successo è proporzionale al grado di addomesticamento prodotto). L'interpretazione dei fatti politici è, in tal modo, circoscritta entro i margini consentiti che stabilisce un potere strategico che conosce l'importanza della manipolazione dell'informazione.
La diplomazia aperta è un concetto che sintetizza la concezione aristocratica della democrazia moderna: il popolo non deve sapere ciò che è realmente in gioco. Il popolo obbedisce, non decide. Quelli che decidono sono i protagonisti della diplomazia profonda e sono gli artefici della politica reale. Ciò che si vede è solo il teatro mediatico, la tragicommedia politica; ma la trama, l'argomento, il nocciolo della questione, non si possono esibire, se non a proprio vantaggio. Perché scoprirlo è rivelare i propositi al livello più profondo e ciò significa smascherare il potere dietro al trono.
Attualmente, la mediocrazia ha monopolizzato ogni mediazione tra l'individuo e la realtà, facendo dell'opinione pubblica il proprio patrimonio privato. L'informazione si è trasformata in una risorsa strategica di controllo politico, trasformandola nel marchio registrato di ogni fenomeno della comunicazione; però non è l'informazione, in sé, che produce conoscenza, ma la riflessione che tematizza il significato che contiene l'informazione; e neppure è il contatto diretto con i fatti ciò che permette la comprensione, ma il possedere una prospettiva, come pure l'obiettività non si misura per la neutralità ma per i criteri etici che si assumono. Allora, per avere una visione chiara degli avvenimenti, occorre superare il cerchio mediatico e smascherare i contenuti informativi che propaga la stampa, e dei quali nemmeno essa è consapevole.

Ciò che succede in Brasile non può essere soppesato a partire da ciò che viene esibito mediaticamente; tale informazione produce solo confusione e non permette di intravedere ciò che realmente è in gioco. Le denunce della corruzione governativa sono un teatro montato ad arte per gli ingenui in geopolitica, che è il modo con cui si sta definendo la nuova riconfigurazione globale. In tal senso, la possibile destituzione della presidente Dilma non è distante da tutto ciò che è venuto accadendo dal golpe in Honduras e Paraguay.

War Whore

Il Meglio del Web: Mettere tutto a tacere nell'America che si prepara per la guerra

obama
Tornando negli Stati Uniti in un anno di elezioni, sono colpito dal silenzio. Ho seguito quattro campagne presidenziali, iniziando da quella del 1968; ero con Robert Kennedy quando gli hanno sparato e ho visto il suo assassino prepararsi ad ucciderlo. È stato un battesimo alla "American way", assieme alla violenza schiumante della polizia di Chicago alla convention truccata del Partito Democratico. La grande controrivoluzione era iniziata.

Il primo ad essere assassinato quell'anno, Martin Luther King, aveva osato collegare la sofferenza degli Afroamericani a quella del popolo vietnamita. Quando Janis Joplin cantava, "Freedom's just another word for nothing left to lose" (Libertà è solo un'altra modo di dire nient'altro da perdere), forse parlava inconsciamente dei milioni di vittime dell'America in posti lontani.

"Abbiamo perso 58.000 giovani soldati in Vietnam, e loro sono morti per difendere la vostra libertà. Non dimenticatelo." Questo è quello che diceva una guida del National Park Service mentre io filmavo la scorsa settimana al Lincoln Memorial a Washington. Parlava a una scolaresca di giovani teenagers in T-shirt arancione acceso. Quasi meccanicamente, ha capovolto la verità sul Vietnam in una menzogna non verificabile.

I milioni di Vietnamiti morti, mutilati, avvelenati e spossessati dall'invasione americana non hanno dignità storica nelle giovani menti, per non parlare dei circa 60.000 veterani che si sono suicidati. A un mio amico, diventato paraplegico in Vietnam, chiedevano spesso, "Per quale parte combattevi?"

Qualche anno fa, ho partecipato a una famosa esposizione che si chiama "Il Prezzo della Libertà" presso la veneranda Smithsonian Institution a Washinton. Alle schiere di gente comune, per la maggior parte bambini che affollavano una caverna da fiaba di Babbo Natale del revisionismo, venivano raccontate una serie di bugie: le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki hanno salvato "un milione di vite"; l'Iraq è stato "liberato da bombardamenti aerei di una precisione mai raggiunta fino ad allora". Il tema era infallibilmente eroico: solo gli Americani pagano il prezzo della libertà.

La campagna elettorale del 2016 è notevole non solo per l'ascesa di Donald Trump e Bernie Sanders, ma anche per la resistenza di un silenzio duraturo riguardo ad un'autoproclamata divinità assassina. Un terzo dei membri delle Nazioni Unite hanno assaggiato lo stivale di Washington, che ha rovesciato governi, ha sovvertito la democrazia, imposto blocchi economici e boicottaggi. La maggior parte dei presidenti responsabili di queste azioni erano liberali - Truman, Kennedy, Johnson, Carter, Clinton, Obama.

Il record mozzafiato della perfidia si è così mutato nella mente del pubblico, scrisse Harold Pinter nei suoi ultimi anni, che "non è mai successo... Non è successo niente. Perfino quando stava succedendo, non succedeva. Non importava. Non era interessante. Non importava..." Pinter esprimeva un'ironica ammirazione verso ciò che lui chiamava "una manipolazione clinica di potenza in tutto il mondo, mascherata come una forza di bene universale. È un brillante, direi quasi acuto, esperimento di ipnosi di grande successo."

Guardate Obama. Mentre si prepara a lasciare l'incarico, sono ricominciate le leccate. Lui è "cool". Uno dei presidenti più violenti, Obama ha ceduto del tutto il campo all'apparato guerrafondaio del Pentagono del suo screditato predecessore. Ha perseguito più informatori - gente che dice la verità - di qualunque altro presidente. Ha deciso per la colpevolezza di Chelsea Manning prima che venisse processata. Oggi, Obama conduce una campagna mondiale senza precedenti di terrorismo e assassinio per mezzo dei droni.