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mer, 25 nov 2020
Il Mondo per Coloro che Pensano

USA

La NED - National Endowment for Democracy: non è nazionale e non è per la democrazia

NED national endowment for democracy
Nei tempi passati, la religione organizzata assumeva spesso la veste di legittime filosofie e spiritualità, e le trasformava nel mezzo per organizzare le masse a vantaggio di una ristretta elite, spesso quella che era a capo di imperi, di regni, o di stati nazionali. Più recentemente, il patriottismo, e oggi il concetto di "democrazia", sono stati usati con successo da analoghi gruppi con particolari interessi, per nascondere i loro egoistici obiettivi dietro a concetti che facilmente potessero riscuotere il consenso di larghi strati della popolazione, che altrimenti se ne sarebbero disinteressati.

Non c'è un esempio di questo che sia più calzante di quello della NED (Fondazione Nazionale per la Democrazia). Secondo il suo stesso sito web, che dichiara:
La Fondazione Nazionale per la Democrazia (NED) è una fondazione privata, senza scopo di lucro, che si dedica alla crescita ed al rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo. Ogni anno, NED eroga più di 1.200 sovvenzioni per sostenere i progetti di gruppi non governativi all'estero che lavorano per obiettivi democratici in più di 90 paesi.
"La crescita ed il rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo" suona piuttosto nobile. Ci si aspetterebbe quindi che la NED fosse guidata da un insieme di alcuni dei più importanti militanti, interessati al rafforzamento "del popolo". Invece nel Consiglio di Amministrazione della NED ci sono persone che rappresentano interessi aziendal-finanziari e sono noti, al contrario, per sfruttare e sottomettere "il popolo".

Miss Nancy
Sfortunatamente, per quelli che ricevono i milioni e milioni di dollari che la NED elargisce ogni anno ad "organizzazioni non governative" (ONG) nel mondo, pochi si preoccupano di controllare chi finanzia loro l'attività quotidiana, ed ancora meno hanno l'onestà di restituire i soldi, per non parlare di informare la gente che pretendono di rappresentare su chi cerca di prevalere nelle loro rispettive nazioni, e di sovvertire i loro sistemi politici, ed a che scopo.

Letteralmente, ciascuno dei membri del Consiglio di Amministrazione della NED rappresenta un'azienda di Fortune 500 [fra le prime 500 in America; Fortune 500 è il nome della classifica di queste aziende, pubblicata ogni anno dalla rivista Fortune - NdT], insidiosi think tank politici, finanziati da aziende e finanzieri, ed una grande varietà di altri evidenti conflitti di interesse, incompatibili con un'organizzazione che fosse sinceramente interessata "alla crescita ed al rafforzamento delle istituzioni democratiche nel mondo".

La NED: Chi è chi

Il guaio è che le finalità delle ONG ritenute liberali e progressiste, sono influenzate dai soldi che prendono dalla NED, ed il retroterra dei membri del Consiglio di Amministrazione della NED è dichiarato direttamente sul suo sito web. Questo significa che coloro che percepiscono il denaro della NED, o incautamente non si erano curati di controllare l'organizzazione che li sponsorizza, oppure semplicemente non si preoccupano della natura deviata dei loro sponsor.

Per esempio, Marilyn Carlson Nelson (segretaria della NED), è l'Amministratore Delegato di una delle più grandi società a capitale privato al mondo, la Carlson Holdings, che gestisce hotel in tutto il mondo. Essa fa parte anche del Consiglio della Exxon Mobil, ed è presidente del Comitato consultivo della U.S. Travel and Tourism. Lei da sola rappresenta un tale groviglio di interessi contrastanti e compromissori, da mettere in discussione l'onestà e le vere finalità della NED.

Brick Wall

Il dilemma dell'Italia tra Brexit e Brics

BRICS
Nonostante le mistificazioni di certa stampa sugli effetti futuri del Brexit, oggi molti in centro Europa sono nel panico: il Brexit può significare la fine del benessere per "qualcuno in particolare" in Ue. Ma non finisce qui, anzi è solo l'inizio. Un Brexit significherà inevitabilmente che altri Paesi vorranno fare lo stesso, a maggior ragione dopo aver realizzato nei fatti un rinnovato vigore economico britannico a spese di minori importazioni/consumi esteri (principalmente tedeschi) nell'arco di meno di anno. Ossia con Londra fuori dall'Ue, e che svaluta fortemente la sterlina facendo ripartire la propria economia, tutti capiranno l'imbroglio ossia che la moneta unica serve solo a Berlino che grazie alla sola presenza dei Paesi eurodeboli nella compagine permette alle sue esportazioni di essere competitive, per altro spiazzando i competitor partner nell'euro ad esempio l'Italia. Uniamo a tutto questo che proprio l'Italia è il maggior alleato anglosassone nell'Europa continentale oltre che il maggior competitor manifatturiero tedesco. Letta in altro modo, comunque vada, aspettiamoci una destabilizzazione italica post-Brexit. Non solo. Un nuovo ostacolo sembra affacciarsi all'orizzonte per l'Italia: la rimonta del movimento 5 stelle nelle ultime amministrative che, da servi "telecomandati" dall'establishment made in Usa-Nwo, potrebbero presto scalare il potere verso Palazzo Chigi e porsi di traverso a qualunque soluzione anti-Usa, essendo notoriamente contrari all'uscita dell'Italia dall'eurozona. Forti della recente rimonta elettorale, hanno già dichiarato guerra a chi esprime liberamente e democraticamente la propria opinione politica contro il loro movimento.

Dopo il Brexit i Brics?

Da quando i Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno espresso la loro unanimità attraverso la formazione di una Banca di sviluppo congiunto a Durban, Sud Africa il 27 Marzo 2013, il califfato sionista-anglosassone ha tentato di dividerli. Stessa strategia "da panico" (il loro) usata con il Brexit. I Brics costituiscono circa il 45% della popolazione mondiale e quasi il 30% del Pil mondiale. L'idea dei Brics è di emettere una moneta alternativa congiunta, completamente indipendente dal dollaro statunitense e la sua economia di avidità. Nel frattempo, un certo numero di altri Paesi vorrebbe unirsi ai Brics, tra cui Argentina, Venezuela, Iran, Mongolia, Malesia e altri, il che porterebbe a circa un terzo della produzione economica mondiale e alla metà degli abitanti del globo. Questo dà ai Brics un profilo di forza superiore a quello degli Stati Uniti e dell'Europa messi insieme. La Cina da sola non solo è già la più grande economia del mondo, ma domina anche il mercato asiatico di circa 4,2 miliardi di persone, il 60% della popolazione mondiale e un Pil combinato di circa 20 miliardi di dollari, pari a circa 25 miliardi di dollari quando si confronta il suo potere d'acquisto con quello dell'economia basata sul dollaro Usa, di circa 17 miliardi di dollari.

Gold Seal

"La Cina se provocata ancora reagirà: si rischia il punto di rottura presto"

Andre Vitchek cina
L'AntiDiplomatico intervista il filosofo Andre Vltchek: "Russia e Cina stanno formando un incredibile muro difensivo per proteggere l'umanità dal terrorismo occidentale".

di Alessandro Bianchi

Andre Vltchek* è divenuto celebre in Italia per essere il coautore insieme a Noam Chomsky del noto libro uscito in Italia l'anno scorso "Terrorismo occidentale" (Ponte alle Grazie). Documentarista, saggista, filosofo e intellettuale poliedrico, Vltchek è l'uomo cosmopolita per eccellenza, un "vero rivoluzionario" come ama definirsi lui. Negli ultimi anni con la sua macchina fotografica e il suo impegno straordinario contro le ingiustizie di questo pianeta ha girato ogni angolo della Terra e ripreso in lungo e largo il terrorismo occidentale, quello che ai nostri media piace censurare e alle nostre coscienze nascondere. Dopo le interviste al grande giornalista australiano John Pilger e al noto drammaturgo statunitense John Steppling, abbiamo avuto l'onore e il privilegio di rivolgere ad un grande amico dell'AntiDiplomatico alcune domande sulla politica internazionale attuale.

Alessandro Bianchi: Partirei da una domanda brutale sulle campagne presidenziali statunitensi. Ma cosa è diventato questo Paese se come migliore candidato, in quanto meno pericoloso per la sopravvivenza del mondo, offre Donald Trump?

AV: Non è molto diverso oggi rispetto ai decenni, anzi secoli, passati. Fin dall'inizio della sua storia, i presidenti nord-americani (tutti di discendenza europea, naturalmente) hanno promosso schiavitù, campagne di sterminio contro le popolazioni indigene, guerre barbariche di aggressione contro Messico e altri paesi dell'America Latina, Filippine, etc. E' cambiato qualcosa da allora? Non mi sembra. Donald Trump è orrendo, ma è anche onesto nelle sue affermazioni. Clinton e Obama, grandi oratori, sono assassini di massa impuniti.

AB: In un recente sondaggio oltre il 53% dei cittadini statunitensi si sono dichiarati contrari sia a Hillary Clinton che a Donald Trump. Per quanto tempo nell'immaginario collettivo continueremo a considerare gli Stati Uniti una democrazia?

AV: "Democrazia" non significa null'altro che il "potere del popolo" in greco. Non c'è nulla di democratico nelle configurazioni politiche attuali di Stati Uniti ed Europa. E non c'è nulla di democratico nel cosiddetto "accordo globale" sotto il dominio occidentale imposto al resto del mondo. In occidente, le popolazioni stanno tollerando questo sistema politico malato, in cambio di privilegi enormi che hanno strappato sulla pelle di un Pianeta che devastano e di intere nazioni e continenti che stuprano. Al contrario, in Africa, Asia e altrove, le "non persone" non hanno scelta.

AB: Bernie Sanders era realmente il cambiamento che in molti in Europa hanno descritto?

AV: Bernie Sanders è come quei liberal del partito socialista tedesco durante la seconda guerra mondiale o come tutti coloro che farebbero tutto per i loro lavoratori e contadini, socialmente.... fino a quando i fondi arrivano dai paesi massacrati dal loro imperialismo. Sotto Bernie Sanders, i lavoratori occidentali starebbero molto meglio, ma il resto del mondo "i disgraziati del pianeta" dovrebbero ancora una volta pagare il conto.

Question

Alternativa Per l'Italia, il nuovo movimento sovranista e antieuro

movimento alternativa per l'italia
Da poche settimane si è costituito il movimento "Alternativa per l'Italia", promosso e voluto dal professore di Finanza aziendale dell'Università di Pescara, Antonio Maria Rinaldi. Il movimento si pone degli obiettivi ambiziosi: l'uscita concordata dall'euro, il recupero della sovranità monetaria e la proposta di uscita dal Patto Atlantico. Il progetto ha ricevuto già il consenso convinto della Senatrice Paola De Pin ed è stato presentato lo scorso maggio al Senato della Repubblica.

A tal riguardo, abbiamo contattato proprio la Senatrice per farle alcune domande sul neonato progetto.

- Senatrice ci parli innanzitutto della sua attività politica pregressa e il modo in cui nasce la sua adesione ad API e al progetto del professor Rinaldi.

Il mio viaggio nella vita politica parte con una laurea in Scienze Politiche conseguita per passione personale per la materia. Gli anni di studio me li pagai con i soldi messi da parte con alcuni anni di duro lavoro nella mia regione. Furono 4 anni di studio a Padova che mi hanno dato le basi teoriche del mio impegno politico.

Dopo questa pausa di studi, l'esigenza di lavorare, di crearmi i presupposti per una famiglia, dettarono un interruzione di questo percorso che riprese nel 2010, con la formazione di un nucleo M5S nel mio paese, dove partimmo in quattro alla prima riunione. Nel 2012 mancai l'elezione nel consiglio comunale per un voto. Fu nel 2013 che il successo arrivò inaspettato, fui la seconda nel veneto nel M5S, avevo scritto nel mio manifesto elettorale: "sono una mamma felice ed ho una piccola impresa e credo nell'imprenditoria". Questo risultato sorprendente fu accompagnato da sentimenti di paura e di entusiasmo. Lasciavo il mio Veneto, la mia famiglia per Roma, trovai sostegno in mio marito che nonostante appartenga ad altra fede politica mi sostenne, riflettemmo che avrei potuto fare qualcosa di positivo per l'Italia, la mia patria.

Questo pensiero subì una doccia fredda nei primi giorni parlamentari quando nel M5S serpeggiava l'ordine tra i parlamentari di non fare niente, di non proporre niente. Era la seconda forza politica del paese in parlamento ma dovevamo congelarci politicamente. Ero a favore di un compromesso con il PD di Bersani, che avrebbe permesso al M5S di incidere da subito sul paese. Fui richiamato all'ordine dal capo bastone del M5S a Milano, Borrelli, che mi "cazziò" dicendo che dovevo stare zitta e non fare niente.

Bad Guys

Il terrorismo americano colpisce Orlando - Non riguarda più solo i Siriani

strage Orlando

Un orribile episodio di violenza si è verificato questa settimana, quando Omar Mateen dopo essere entrato in un night club di Orlando, Florida, ha aperto il fuoco, uccidendo 50 persone e ferendone molte altre. Lo stesso Mateen sarebbe poi caduto sotto il fuoco della polizia.


Di primo acchito sembra un altro attacco "estremista", un'estensione della perenne "guerra al terrore" dell'America. In realtà, quella di Mateen è una variante della funzione del terrorismo, che l'America usa come strumento geopolitico per combattere i suoi nemici all'estero e per instillare in patria divisione, isteria e paura paralizzante.

Mateen, l'ultimo della lista dei terroristi conosciuti che l'Occidente non è riuscito a fermare

L'articolo del Guardian di Londra, Il tiratore di Orlando, conosciuto dall'FBI, mostra tutte le difficoltà dei casi tipo "Lupo Solitario", riporta le parole di Erroll Southers, un ex agente del controspionaggio e dell'antiterrorismo dell'FBI:
"Questo fa capire quanto sia difficile cercare di identificare le persone che potrebbero fare ciò che ha fatto oggi il sig. Mateen". Southers ha poi aggiunto: "Non esistono profili".
Ma Southers si sbaglia. Esiste certamente un profilo a cui si adeguano tutti i terroristi di un certo peso che attaccano obbiettivi in Occidente, dal Nord America all'Europa. Tutti i sospetti, prima di portare a termine i loro attacchi mortali, erano conosciuti dalle forze dell'ordine e dalle agenzie di intelligence occidentali.

I sospetti attentatori di Boston, secondo il notiziario di Voice of America del Dipartimento di Stato americano, erano sulla lista nera dell'FBI e della CIA già alcuni mesi prima del loro attacco mortale, nell'aprile del 2013. I sospetti implicati negli attacchi di Parigi erano noti alle agenzie di sicurezza europee ed erano stati seguiti per anni, ma non negli ultimi sei mesi prima degli attentati. Due dei terroristi implicati nei fatti di Bruxelles di quest'anno erano stati arrestati per reati violenti, compreso il terrorismo, prima di essere inspiegabilmente rilasciati.

Considerando questi esempi recenti e molti altri, qui non è l'Occidente ad essere accecato dal terrorismo, ma sono piuttosto le agenzie di sicurezza occidentali che, o sono incapaci, o non hanno alcun interesse ad impedire che i terroristi portino a termine i loro attacchi, che poi vengono utilizzati, intenzionalmente e spudoratamente, per fini politici in patria e all'estero.

Quello che è ancora più allarmante è che il recente episodio della Florida sembra essere un esempio da manuale di un'indagine-trappola dell'FBI americana andata storta. Praticamente, tutti gli aspetti del caso, dalla storia personale di Mateen, a come aveva attirato l'attenzione delle forze dell'ordine prima della sparatoria, fino agli aspetti della sua personalità, comprese le asserzioni secondo cui sarebbe stato mentalmente instabile, sono lo specchio di altri due casi simili di indagine-trappola dell'FBI, verificatisi l'anno scorso.

Vader

Il colpo di stato in Brasile, l'attacco a Brics e America Latina: le nuove armi della "mediocrazia"

il famigerato Zio Sam

Se la diplomazia aperta è concepita per il consumo informativo (dal momento che su qualcosa si deve pur informare), la politica esibita mediaticamente è concepita per plasmare l'opinione pubblica.
Non ha, come missione, quella di orientare e, almeno generare una relazione critica con i fatti politici (il nuovo circo romano è virtuale); ciò su cui si informa non contiene nulla che non sia permesso per la funzione assegnata, vale a dire, ciò che si sa è solo ciò che l'amministrazione selettiva dell'informazione permette di sapere (tale controllo, certamente, non è del tutto perfetto; il suo successo è proporzionale al grado di addomesticamento prodotto). L'interpretazione dei fatti politici è, in tal modo, circoscritta entro i margini consentiti che stabilisce un potere strategico che conosce l'importanza della manipolazione dell'informazione.
La diplomazia aperta è un concetto che sintetizza la concezione aristocratica della democrazia moderna: il popolo non deve sapere ciò che è realmente in gioco. Il popolo obbedisce, non decide. Quelli che decidono sono i protagonisti della diplomazia profonda e sono gli artefici della politica reale. Ciò che si vede è solo il teatro mediatico, la tragicommedia politica; ma la trama, l'argomento, il nocciolo della questione, non si possono esibire, se non a proprio vantaggio. Perché scoprirlo è rivelare i propositi al livello più profondo e ciò significa smascherare il potere dietro al trono.
Attualmente, la mediocrazia ha monopolizzato ogni mediazione tra l'individuo e la realtà, facendo dell'opinione pubblica il proprio patrimonio privato. L'informazione si è trasformata in una risorsa strategica di controllo politico, trasformandola nel marchio registrato di ogni fenomeno della comunicazione; però non è l'informazione, in sé, che produce conoscenza, ma la riflessione che tematizza il significato che contiene l'informazione; e neppure è il contatto diretto con i fatti ciò che permette la comprensione, ma il possedere una prospettiva, come pure l'obiettività non si misura per la neutralità ma per i criteri etici che si assumono. Allora, per avere una visione chiara degli avvenimenti, occorre superare il cerchio mediatico e smascherare i contenuti informativi che propaga la stampa, e dei quali nemmeno essa è consapevole.

Ciò che succede in Brasile non può essere soppesato a partire da ciò che viene esibito mediaticamente; tale informazione produce solo confusione e non permette di intravedere ciò che realmente è in gioco. Le denunce della corruzione governativa sono un teatro montato ad arte per gli ingenui in geopolitica, che è il modo con cui si sta definendo la nuova riconfigurazione globale. In tal senso, la possibile destituzione della presidente Dilma non è distante da tutto ciò che è venuto accadendo dal golpe in Honduras e Paraguay.

War Whore

Mettere tutto a tacere nell'America che si prepara per la guerra

obama
Tornando negli Stati Uniti in un anno di elezioni, sono colpito dal silenzio. Ho seguito quattro campagne presidenziali, iniziando da quella del 1968; ero con Robert Kennedy quando gli hanno sparato e ho visto il suo assassino prepararsi ad ucciderlo. È stato un battesimo alla "American way", assieme alla violenza schiumante della polizia di Chicago alla convention truccata del Partito Democratico. La grande controrivoluzione era iniziata.

Il primo ad essere assassinato quell'anno, Martin Luther King, aveva osato collegare la sofferenza degli Afroamericani a quella del popolo vietnamita. Quando Janis Joplin cantava, "Freedom's just another word for nothing left to lose" (Libertà è solo un'altra modo di dire nient'altro da perdere), forse parlava inconsciamente dei milioni di vittime dell'America in posti lontani.

"Abbiamo perso 58.000 giovani soldati in Vietnam, e loro sono morti per difendere la vostra libertà. Non dimenticatelo." Questo è quello che diceva una guida del National Park Service mentre io filmavo la scorsa settimana al Lincoln Memorial a Washington. Parlava a una scolaresca di giovani teenagers in T-shirt arancione acceso. Quasi meccanicamente, ha capovolto la verità sul Vietnam in una menzogna non verificabile.

I milioni di Vietnamiti morti, mutilati, avvelenati e spossessati dall'invasione americana non hanno dignità storica nelle giovani menti, per non parlare dei circa 60.000 veterani che si sono suicidati. A un mio amico, diventato paraplegico in Vietnam, chiedevano spesso, "Per quale parte combattevi?"

Qualche anno fa, ho partecipato a una famosa esposizione che si chiama "Il Prezzo della Libertà" presso la veneranda Smithsonian Institution a Washinton. Alle schiere di gente comune, per la maggior parte bambini che affollavano una caverna da fiaba di Babbo Natale del revisionismo, venivano raccontate una serie di bugie: le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki hanno salvato "un milione di vite"; l'Iraq è stato "liberato da bombardamenti aerei di una precisione mai raggiunta fino ad allora". Il tema era infallibilmente eroico: solo gli Americani pagano il prezzo della libertà.

La campagna elettorale del 2016 è notevole non solo per l'ascesa di Donald Trump e Bernie Sanders, ma anche per la resistenza di un silenzio duraturo riguardo ad un'autoproclamata divinità assassina. Un terzo dei membri delle Nazioni Unite hanno assaggiato lo stivale di Washington, che ha rovesciato governi, ha sovvertito la democrazia, imposto blocchi economici e boicottaggi. La maggior parte dei presidenti responsabili di queste azioni erano liberali - Truman, Kennedy, Johnson, Carter, Clinton, Obama.

Il record mozzafiato della perfidia si è così mutato nella mente del pubblico, scrisse Harold Pinter nei suoi ultimi anni, che "non è mai successo... Non è successo niente. Perfino quando stava succedendo, non succedeva. Non importava. Non era interessante. Non importava..." Pinter esprimeva un'ironica ammirazione verso ciò che lui chiamava "una manipolazione clinica di potenza in tutto il mondo, mascherata come una forza di bene universale. È un brillante, direi quasi acuto, esperimento di ipnosi di grande successo."

Guardate Obama. Mentre si prepara a lasciare l'incarico, sono ricominciate le leccate. Lui è "cool". Uno dei presidenti più violenti, Obama ha ceduto del tutto il campo all'apparato guerrafondaio del Pentagono del suo screditato predecessore. Ha perseguito più informatori - gente che dice la verità - di qualunque altro presidente. Ha deciso per la colpevolezza di Chelsea Manning prima che venisse processata. Oggi, Obama conduce una campagna mondiale senza precedenti di terrorismo e assassinio per mezzo dei droni.

Bad Guys

La Germania compra Monsanto - e vende il TTIP all'Europa

monsatan

Sarà una coincidenza che Berlino approva, ed addirittura raccomanda, la scalata "ostile" di Monsanto da parte del gigante agroalimentare e farmaceutico tedesco, Bayer? O è un altro accomodamento strategico occulto tra Washington ed il suo vassallo in capo dell'Europa, Berlino, per far inghiottire alla popolazione europea il nefasto e distruttivo per l'Europa TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership - Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti )?


Benché i media corporativi occidentali, corrotti e guidati dagli Anglo-Sionisti, stiano facendo di tutto per tenere la gente il più all'oscuro possibile, la verità sta lentamente trapelando. Più del 90% dei Tedeschi si oppone al Glyfosato, il diserbante killer della Monsanto (marchio Roundup) - che è stato recentemente dichiarato cancerogeno, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità - (OMS), dopo svariate analisi e contro analisi,. Ed una larga maggioranza dei Tedeschi si oppone anche alla presenza degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) nei cibi.

Attraverso il TTIP, negoziato in gran segreto, le multinazionali come la Monsanto vorrebbero avere la meglio sull'opinione pubblica. Le leggi delle multinazionali, che vorrebbero portarsi dietro il loro sistema di giustizia privata, prevarrebbero sui tribunali nazionali degli stati "sovrani" membri dell'Europa Unita. Di fatto, qualunque pubblica protesta di piazza potrebbe essere repressa con la violenza da parte della polizia e delle forze militari - in piena legalità, perché il TTIP approvato e firmato, diventerebbe la legge del paese, fino al punto di essere imposto con la legge marziale, se necessario, contro il volere del popolo.

Questa, ed altre ragioni dittatoriali, sempre sotto la bandiera della protezione della gente dal terrorismo, sono il motivo per cui il Presidente Francese Hollande cerca insistentemente di far passare nel Parlamento Francese una Legge Marziale permanente - o, in termini più rassicuranti, uno Stato di Emergenza. Per adesso è stato capace di estenderlo fino a Luglio, fino a dopo il Campionato Europeo di Calcio - UEFA EURO 2016 - che è previsto per Giugno-Luglio in Francia.

Dopo l'abbattimento di un altro paio di aeroplani, o qualche finta strage istigata dai soliti noti - CIA, Mossad, Polizia Segreta Francese interna ed esterna (DGSI e DGSE), ed altri - Hollande ed altri leader Europei (sic - perché quelli non sono leader ma corrotti fantocci di Washington senza spina dorsale) faranno scivolare, come il burro, leggi del tipo "Stato di Emergenza" nei loro rispettivi parlamenti. E ciò che è peggio è che sarà la gente, spinta dalla paura, a chiedere leggi come quella.

Sì, il Fattore Paura è ancora la misura dominante per manipolare l'opinione ed il comportamento della gente. Questa è stata per migliaia di anni l'arma preferita da parte dei dittatori per dominare le masse. Anche Hitler e Stalin si sono vantati di come hanno usato la paura per far camminare la gente, dritti dritti verso la Seconda Guerra Mondiale e verso la sconfitta da parte dell'Unione Sovietica. Se alcuni pensano che i dittatori di oggi, Obama, Cameron, Merkel e compagnia siano diversi, sono degli ignoranti.

La menzognera propaganda di oggi è solo molto più sofisticata di allora, ed usa tecniche di comunicazione molto più avanzate. Questi metodi di inganno sono infatti insegnati nelle principali Università della Ivy League [sono 8 Università: Brown, Columbia, Cornell, Dartmouth, Harvard, Princeton, Pennsylvania, Yale, NdT] degli Stati Uniti del Caos e dell'Assassinio. E nel caso che non dovesse funzionare l'eutanasia della propaganda per mezzo della stampa prostituita, c'è sempre il killer a scelta: bombe, carri armati e droni, e la clava di ultima istanza, la NATO.

Evil Rays

La manipolazione della masse nelle democrazie occidentali

controllo della mente via TV

di GERMÁN GORRAIZ LÓPEZ


Edward L. Bernays, nipote di Sigmund Freud ed uno dei pionieri nello studio della psicologia delle masse, scrisse a suo tempo nel suo libro "Propaganda" del 1928,
"La manipolazione deliberata ed intelligente delle abitudini consolidate e delle opinioni delle masse è un elemento importante nelle società democratriche. Coloro che riescono a manipolare questo meccanismo occulto della società costituiscono un governo invisibile che risulta essere il vero potere che dirige il nostro paese. Siamo governati, le nostre menti sono conformate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee suggerite, in grande misura per mezzo di uomini dei quali non abbiamo mai sentito parlare".
Allo stesso modo, le fondamenta ed il sostegno di tutti i sistemi di governo si trovano nella "manipolazione dell'opinione pubblica", nell'affermare che "i Governi, che siano monarchici, costituzionali, democratici o comunisti, dipendono dall'acquiescenza dell'opinione pubblica per portare a compimento i loro sforzi e, di fatto, il Governo è un Governo soltanto in virtù di queta acquiescenza pubblica".

In un altro dei suoi libri, "Cristallizzando l'opinione pubblica", l'autore interpreta i meccanismi cerebrali del gruppo e l'influenza della propaganda come metodo per unificare il suo pensiero e portare gradualmentele le masse verso un "pensiero unico". Così, secondo le sue parole "la mente del gruppo non pensa, nel senso stretto della parola. Invece dei pensieri manifesta impulsi, abitudini ed emozioni". Nel momento di decidere, il suo primo impulso è normalmente quello di seguire l'esempio di un leader in cui confida. Questo è uno dei principi più fermamente stabiliti per la psicologia delle masse, per cui la propaganda dell'establishment sarà diretta non al soggetto individuale ma al Gruppo in cui la personalità dell'individuo unidimensionale si diluisce e rimane avvolta nei ritagli delle false aspettative create ed nelle ansie comuni che la alimentano.

Così lo statunitense Harold Lasswell (quello che fu uno dei primi pionieri della mass comunicación research), studiò dopo la Prima Guerra Mondiale le tecniche della propaganda ed identificò un modo per manipolare le masse (la teoria dell'ago ipodermico o della pallottola magica), una teoria forgiata nel suo libro "Tecniche della propaganda nella Guerra Mondiale" (1.927) e basata sul fatto di
"iniettare nella popolazione una idea concreta con l'aiuto dei media per indirizzare l'opinione pubblica a proprio vantaggio e che permette di ottenere l'adesione degli individui alla propria ideologia politica senza dover ricorrere alla violenza".

Light Sabers

Attenti a ciò che desiderate: la Russia è pronta alla guerra

aereo militare russo
E così i ministri delle 28 nazioni NATO si sono incontrati a Brussels per un summit di due giorni, mentre veniva arruolata, come nuovo membro, la poderosa potenza militare del Montenegro.

Il Robocop mondiale NATO ha prevedibilmente discusso di Afganistan (una guerra che la NATO ha ignominiosamente perso), di Iraq (una guerra che il Pentagono ha ignomignosamente perso), di Libia (una nazione che la NATO ha trasformato in stato fallito, devastato dall'inferno delle milizie), di Siria (una nazione che la NATO, per mezzo della Turchia, vorrebbe invadere e che è già un inferno delle milizie).

Gli Afgani devono sentirsi rassicurati dal fatto che la missione NATO "Resolute Support", più un "aiuto finanziario per le forze afgane", assicurerà finalmente un perenne successo all'operazione "Enduring Freedom".

I Libici devono sentirsi rassicurati dalle parole del segretario di figura della NATO Jens Stoltenberg, secondo cui: "dobbiamo essere pronti a sostenere in Libia il nuovo governo di Unità Nazionale".

E poi c'è la ciliegina sulla torta NATO, descritta come "misure nei confronti della Russia".

Stoltenberg ha doverosamente confermato,
"Abbiamo già deciso di incrementare la nostra presenza avanzata nel settore orientale della nostra alleanza. I nostri strateghi militari hanno avanzato proposte (per dislocare) diversi battaglioni nelle differenti nazioni della regione. Non sono state ancora prese decisioni sui numeri e sulle località".
Questi patetici "diversi battaglioni" non faranno perdere il sonno a nessun stratega russo. La vera "misura" è stata, la settimana scorsa, il dispiegamento in Romania del sistema Aegis Ashore, a cui ne seguirà un altro in Polonia nel 2018. A questo Mosca si era opposta con veemenza fin dai primi anni 2000. La spiegazione della NATO, secondo cui l'Aegis rappresenterebbe una difesa contro la "minaccia" dei missili balistici dell'Iran, non se la bevono neanche i bambini della scuola materna.

Ogni stratega russo sa che l'Aegis non è un sistema difensivo. Tutto questo cambia il gioco in maniera pericolosa, stiamo parlando della delocalizzazione della forza nucleare americana nell'Europa orientale. Non fa meraviglia che il Presidente russo Vladimir Putin abbia detto chiaro e tondo che la Russia risponderà "adeguatamente" ad ogni minaccia alla sua sicurezza.

Come volevasi dimostrare, l'inferno della Guerra Fredda 2.0 si è scatenato, ancora una volta.

Un ex vice comandante della NATO è andato su tutte le furie, e qualche testa un po' più pensante si è chiesta quando mai Mosca, più prima che poi, ne avrebbe avuto abbastanza di tutti questi trucchetti e avrebbe incominciato a prepararsi per la guerra.