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mer, 25 nov 2020
Il Mondo per Coloro che Pensano

Cult

Dilma è fuori: la plutocrazia brasiliana ha mandato in fumo 54 milioni di voti

tremer cia dude

Mai nella storia politica moderna era stato così facile "abolire la gente" e cancellare in un colpo solo 54 milioni di voti, espressi in un'elezione presidenziale libera e corretta.


Dimenticatevi i brogli elettorali1, come in Florida nel 2000. Questo è un giorno che verrà ricordato con infamia in tutto il Sud del mondo, quando una delle sue più dinamiche democrazie è stata fatta diventare, con una fragile parvenza giuridico-parlamentare, un regime plutocratico, con tutte le garanzie legali e costituzionali ora alla mercé delle corrotte elites compradore. Dopo la proverbiale maratona, il Senato brasiliano ha votato, 55 a favore e 22 contrari, per mandare sotto processo il Presidente Dilma Rousseff, per "reati di responsabilità", connessi a presunte "operazioni di cosmesi" del bilancio statale.

Questo è il culmine di un lungo processo che è iniziato ancora prima della rielezione della Rousseff, alla fine del 2014, con oltre 54 milioni di voti. Ho descritto la cricca degli autori di quello che la creatività brasiliana ha già battezzato con il termine "golpeachment" (un mix di colpo di stato, "golpe" in portoghese ed impeachment) chiamandoli "le iene della Guerra Ibrida". Un sofisticato golpeachment, sostenuto da quello che in pratica è un Collegio Inquisitorio Elettorale, ha portato la Guerra Ibrida a livelli assolutamente mai visti.

La Guerra Ibrida, nelle modalità in cui viene applicata al Brasile, mostra le caratteristiche tipiche della rivoluzione colorata. Naturalmente non c'è stato bisogno delle no-fly-zones o dell'imperialismo umanitario che andasse a "difendere i diritti umani", non parliamo poi di provocare una guerra civile. Considerando però l'alto livello di resistenza della nazione-vittima, dove la società civile è molto dinamica, gli strateghi della Guerra Ibrida, in questa situazione, hanno dovuto fare affidamento su un mix di arrendevolezza (e tradimento) delle elites locali, unito a "proteste pacifiche" e ad una martellante campagna dei media mainstream. Potete chiamarla "Guerra Civile Leggera".

Che ha avuto un rapporto costi/benefici assolutamente favoloso. Adesso (l'enormemente corrotto) sistema politico brasiliano e l'attuale alleanza del potere esecutivo, del sistema legislativo e giudiziario e dei media mainstream può essere utilizzata dai soliti sospetti per portare avanti i propri progetti geopolitici.
Benvenuti al cambio di regime soft, in pratica con la politica, come ulteriore mezzo per fare la guerra ai BRICS. Un nuovo software, un nuovo sistema operativo. Che porta con sé un patetico corollario: se gli Stati Uniti sono l'Impero del Caos, il Brasile ora ha gloriosamente raggiunto la condizione di Canaglia Sottoimperiale.

Sheriff

Gli USA bloccano "siberian walker", il camminatore italiano

Pier Luigi Delvigo
© Foto: fornita da Pier Luigi Delvigo

È conosciuto come "siberian walker", un italiano che una volta in pensione ha scoperto la passione per il camminare e all'età di 67 anni ha attraversato tutta la Russia a piedi! Pier Luigi Delvigo ha deciso di percorrere anche gli Stati Uniti, ma il Paese delle libertà gli ha riservato una brutta sorpresa.


Dietro alle spalle, o meglio, sotto i piedi del camminatore genovese sono passati lunghissimi chilometri, dal cammino di Santiago de Compostela ai percorsi nelle Repubbliche Baltiche e all'immensa Russia attraversata da San Pietroburgo fino a Vladivostok.

 La mappa completa del viaggio
© Foto: fornita da Pier Luigi Delvigo

La mappa completa del viaggio
Era la volta degli Stati Uniti, zaino in spalla e tanto entusiasmo come sempre, pronti e via. Qualcosa però è andato storto. Sputnik Italia ha voluto ripercorrere assieme al protagonista di questa storia, Pier Luigi Delvigo, le sue camminate per il mondo, soffermandosi sul suo viaggio in Russia e sulla sua avventura americana.

— Pier Luigi, lei ha fatto diversi viaggi a piedi per il mondo. Ci potrebbe raccontare delle sue imprese, com'è nata quest'avventura?

— Tutto è nato per caso, non si trattava di una cosa programmata. La prima camminata è stata il percorso di Campostela. Ho percorso 800 chilometri in 21 giorni circa. Fino ad allora non mi piaceva tanto camminare, perché preferivo correre. Da quel viaggio ho cominciato anche a camminare. Dopo Campostela ho deciso di fare una camminata in Russia, all'inizio pensavo di fare da San Pietroburgo a Mosca. Ho iniziato dalle capitali baltiche, il visto durava 3 mesi, ad un certo punto mi sono ritrovato a Mosca molto presto, avevo del tempo e ho deciso di proseguire. In questo modo sono arrivato ad Ekaterinburg. Ogni volta che scadeva il visto tornavo in Italia, ma poi riprendevo il percorso da dove l'avevo lasciato. Alla fine, attraverso il lago Bajkal, ho concluso il mio percorso a Vladivostok.

— Quali sono state le particolarità della sua camminata attraverso la Russia, che cosa le è rimasto più impresso?

Metterei i russi al primo posto come ospitalità in generale, anche come assistenza lungo la strada, nel fornirmi cibi, viveri. Questo soprattutto nell'ultima tratta della mia camminata, ero già diventato famoso. Sui social network girava la voce che un italiano stava attraversando la Russia a piedi, ogni chilometro c'era qualcuno che voleva farsi una fotografia per ricordo con me.

Sotto l'aspetto della natura, mi ha colpito l'immensità degli spazi vuoti. Noi siamo abituati in Europa dove tutto è densamente popolato, in Siberia gli spazi sono ancora tutti teoricamente da ripopolare. Spazio ce n'è. Dal punto di vista della sicurezza non mi è mai successo niente, anche se dormivo in tenda. Questo comunque da tutte le parti, anche in Europa.

Bizarro Earth

La nuova normalità voluta da Washington: la Guerra Fredda 2.0

NATO

di Pepe Escobar



Viviamo tutti in tempi di Guerra Ibrida. Dalla R2P ("responsabilità di proteggere") alle rivoluzioni colorate, dagli attacchi alle valute alle manipolazioni del mercato azionario.
Dai golpe politici-finanziari-giudiziari "morbidi" approvati dai media (come in Brasile), al sostegno degli jihadisti "moderati", le diverse versioni della Guerra Ibrida si accoppiano alla rinfusa e generano un vortice di nuove forme mutanti.

La Guerra Ibrida, un concetto partorito nella Beltway [establishment politico di Washington DC, compresi uffici federali, lobbisti, consulenti e commentatori dei media, NdR], è stata rivoltata come un calzino dai suoi stessi teorici. La NATO, facendo finta di stupirsi solo all'idea, interpreta come Guerra Ibrida l'"invasione" russa dell'Ucraina. Tutto questo fa sì che i maggiori sostenitori della Guerra Ibrida, come la Rand Corporation, si spingano ancora più in là, spacciando come buoni scenari da war game, con la Russia in grado di invadere e conquistare gli Stati Baltici, Estonia, Lituania e Lettonia, in meno di 60 ore.

E questo, a sua volta, fomenta ancora di più l'isteria militare occidentale, ben esemplificata dal nuovo comandante NATO (alias Dr. Stranamore), Generale Curtis Scaparrotti, che si è assicurato un'entrata in palcoscenico degna del suo predecessore, Philip Beedlove/Breedhate.

Divertiti, ma non troppo, da tutto questo circo concettuale, i Russi hanno risposto con i fatti. Dislocate più truppe lungo i nostri confini occidentali? Nessun problema: eccovi la vostra risposta asimmetrica. E fate un salutino, presto, al nostro nuovo giocattolo: l'S-500.

Info

Il veleno della Pornografia

veleno xxx
© anonimo

Fin
dalla sua comparsa sul mercato alla fine degli anni Quaranta negli Stati Uniti, la pornografia è stata oggetto di un vivace scambio di opinioni. Secondo i suoi sostenitori, essa sarebbe una forma d'arte e una manifestazione di progresso e di maturità, mentre secondo i suoi detrattori essa costituirebbe una scurrile esaltazione dell'oscenità. Giocando sull'ambiguità dell'erotismo, incentrato sul nudo e sull'immaginazione, è stato inoculato un veleno mortale. La visione reiterata di certe immagini induce nel consumatore di pornografia - softcore e hardcore - alcuni stati d'animo alterati che distorcono non solo l'idea del ruolo naturale della sessualità all'interno della coppia, ma deturpano anche l'immagine femminile trasformandola da quella di madre e di sposa in quella di un irreale animale perennemente disponibile, una coniglietta destinata a soddisfare i desideri più perversi del maschio. Ma la pornografia non è solo questo: essa è anche indissolubilmente legata ad altre piaghe sociali come la pornopedofilia, la prostituzione, il turismo sessuale, la violenza carnale, e tutte le forme più aberranti e più squallide di mercificazione del sesso.

Considerazioni preliminari

La marea montante della pornografia è certamente uno dei fenomeni più visibili della nostra epoca permissiva, ma è certamente anche una delle manifestazioni meno prese in considerazione e sulle quali i media chiudono il più delle volte entrambi gli occhi per non apparire retrogradi o antilibertari. Eppure, nonostante i collegamenti sempre più lampanti tra questo genere di «passatempo» e gli effetti psicologici e sociali sui suoi consumatori denunciati da una folta schiera di studiosi, ci si aspetterebbe una maggiore attenzione da parte dell'informazione pubblica... Approfittando della grande avanzata tecnologica degli strumenti di comunicazione avvenuta in questi ultimi decenni - soprattutto dell'enorme sviluppo della rete internet e della TV via satellite - la pornografia è penetrata ovunque. Se fino ad una decina di anni fa la merce a luci rosse era reperibile solo presso le edicole, le videoteche o i pochi sexy shop, l'avvento del computer e della possibilità di visitare un numero sterminato di siti erotici ha amplificato la potenza suggestiva di questa controversa forma di espressione. Con un semplice clic del mouse e un modem è possibile accedere (in un attimo e in qualsiasi momento della giornata standosene comodamente seduti in casa propria) ad una quantità fino a poco fa impensabile di immagini e filmati per adulti, ed entrare in un universo dove la censura non ha alcun potere. Com'era facilmente prevedibile, il fenomeno sta assumendo proporzioni sempre più imponenti. Negli Stati Uniti, Paese puritano in cui scoppiano i sex-gate, ma allo stesso tempo culla della pornografia 2 e maggior esportatore di materiale per adulti in tutto il mondo, sono già sorti alcuni centri di disintossicazione per sex addict («dipendenti da sesso»), persone che finiscono per perdere il contatto con la realtà quotidiana e passano intere giornate davanti al PC visitando siti osceni. A dire il vero, ce n'è proprio per tutti i gusti. Come un enorme plateau de fromages, i pornografi offrono ai loro assetati clienti una vasta gamma di fanghiglia comprendente diverse forme di perversione al limite della paranoia.

Si arriva persino all'esaltazione dello stupro (il genere rape), alla profanazione della maternità e dell'allattamento (il genere pregnant)..., al sadomasochismo (il genere fetish), al sesso con donne anziane (il genere mature o granny), rapporti tra familiari (genere incest), per non parlare della pornopedofilia, promossa ed esaltata praticamente ovunque dal genere teen (da teenager, ossia «adolescente»). Il leitmotiv intrinseco a questa nauseante subcultura è sempre lo stesso: il sesso dev'essere separato dall'idea oppressiva di famiglia, di matrimonio e di procreazione, e vissuto finalmente in maniera «liberata»... tranne poi diventare dei poveri alienati e schiavi di questa droga che inquina le menti e gli spiriti.

Evil Rays

Come le centrali della NATO controllano la politica dell'UE sui rifugiati

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© AFP 2016/ Brendan Smialowski

Un fiume incontrollato di profughi di guerra da Siria, Libia, Tunisia e altri Paesi islamici destabilizzati dalle rivoluzioni colorate della 'primavera araba' di Washington, ha creato il più grande caos sociale nell'UE, dalla Germania alla Svezia alla Croazia, dalla fine della seconda guerra mondiale.


Ormai è chiaro che più di qualcosa di sinistro è in corso, minacciando di distruggere il tessuto sociale del nucleo della civiltà europea. Pochi si rendono conto che l'intero dramma è orchestrato non dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, o dagli anonimi eurocrati della Commissione UE di Bruxelles. È orchestrato dalla cabala di think tank della NATO.

L'8 ottobre 2015 tra il grande flusso di centinaia di migliaia di rifugiati inondanti la Germania da Siria, Tunisia, Libia e altri Paesi, una nuova e sicura di sé cancelliera tedesco Angela Merkel proclamava in un popolare programma televisivo tedesco che "ho un piano", occasione per una frecciata tagliente ai partner della coalizione guidata dal capo della bavarese CSU, Horst Seehofer, critico verso la posizione di accoglienza dei profughi di Merkel nella primavera 2015, che ha visto più di un milione di rifugiati entrare in Germania solo l'anno scorso. Da quel momento, con determinazione di ferro, la cancelliera tedesca ha difeso il criminale regime di Erdogan in Turchia, partner essenziale del suo "piano". La maggior parte del mondo ha visto con stupore come abbia ignorato i principi della libertà di parola e deciso di perseguire pubblicamente un noto comico della TV tedesca, Jan Boehmermann, per le sue osservazioni satiriche sul presidente turco.

Era stupita da come il simbolo della democrazia europea, la cancelliera tedesca, abbia scelto d'ignorare l'imprigionamento da parte di Erdogan dei giornalisti e la chiusura dei media dell'opposizione, procedendo nei piani per imporre di fatto la dittatura in Turchia. Era perplessa per come il governo di Berlino abbia scelto d'ignorare le prove schiaccianti di come Erdogan e la famiglia materialmente favoriscano i terroristi del Daesh in Siria, in realtà creatori della crisi dei rifugiati. Era stupita di vedere spingere l'UE a consegnare miliardi di euro al regime di Erdogan per il presunto accordo sul flusso di rifugiati dai campi profughi turchi alla vicina UE passando per la Grecia e non solo.

No Entry

Missione Compiuta? 'Effetto spavento' dopo lo 'NSA Leak' di Snowden, la gente ha paura di conoscere la verità sul terrorismo

snowden CIA

"Hi I'm Ed. Everyone knows I was a subcontractor for the NSA, but no one knows I was first recruited by the CIA."
Le rivelazioni della talpa dell'NSA Edward Snowden sulla sorveglianza di massa del governo ha apparentemente impaurito un significativo numero di persone che non vuole più saperne di cercare informazioni sul terrorismo su Wikipedia, ed un nuovo studio mostra come i lettori hanno paura di essere investigati.

Le conclusioni sono arrivate quando l'enciclopedia online ha mostrato un calo del 30 percento di ricerche su argomenti correlati al terrorismo - la prova più diretta di qualcosa chiamato "chilling effect," descritto da Jonathon Penney dell'Università di Oxford e Toronto come misura dell'impatto negativo sulla condotta legale che emerge dai leaks dell'ex impiegato della NSA che per primo espose il programma PRISM.

In molti nei circoli accademici hanno negato che esista un tale effetto, così come la sua ricaduta potenzialmente negativa. E' proprio questo che ha spronato Penney a scavare più a fondo sul problema, che è diventato sempre più popolare tra le varie discipline accademiche.

I suoi risultati saranno pubblicati in una prossima ricerca nel Berkeley Technology Law Journal. Qui egli analizza la caduta di traffico internet considerando 48 argomenti presenti su Wikipedia che vengono monitorati da vicino dal governo USA per problemi di sicurezza nazionale. "Al-Qaeda", "jihad" e simili ricerche sono in cima alla lista stilata dal Dipartimento della Homeland Security.

Commenta: Questo è ciò che abbiamo detto su Sott.net all'epoca, cioè che lo scopo di queste "fughe di notizie" è stato quello di far sapere alla gente, o di far credere, di essere sorvegliati costantemente. Ciò avrebbe lo stesso effetto di distruzione del dissenso come il terrorismo vero e proprio: le persone temono le autorità.

PRISM for your Mind: NSA, WikiLeaks and Israel

Behind the Headlines: NSA's PRISM offers neither privacy nor security

E avevamo ragione!

Il fatto stesso che il chilling effect sia 'controverso' nei circoli accademici tradizionali, ci dice proprio che è invece molto ben compreso (e applicato) nei circoli d'élite: non vogliono che la gente capisca perché fa quello che fa.


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Brasile, ecco come si è consumato il golpe dei corrotti. Corrispondenza di Marco Consolo

Dilma Rousseff
© anonimo
Vittoria dei golpisti brasiliani e durissima sconfitta della Presidente Dilma, delle forze della sinistra, della democrazia. Domenica 17 aprile, con 367 voti a favore, 137 contro, 7 astensioni e due assenti giustificati per malattia, la Camera dei deputati brasiliana ha votato a favore del procedimento di impeachment contro la Presidente Dilma Roussef, accusata di irregolarità nella pubblicazione del bilancio federale.

Dilma e Lula

Il procedimento è passato al Senato, dove è poco probabile che si inverta la tendenza. Il suo Presidente dovrà formare una commissione per decidere se accogliere la proposta e, in caso positivo, l'impeachment sarà votato dall'aula. La Presidente avrà poi 180 giorni per difendersi davanti alla Corte Costituzionale. Infine, il Senato dovrà votare di nuovo, dopo aver ascoltato la difesa della Presidente. In caso di voto favorevole dei due terzi degli 81 senatori, Dilma Rousseff decadrebbe dall'incarico e il vice presidente Michel Temer, si insedierebbe ufficialmente con l'incarico di formare il governo. Da notare che lo stesso Temer, del Partido del Movimiento Democrático Brasileño (PMDB), ex-alleato di governo, è a sua volta sottoposto ad una richiesta di impeachment.

Michel Temer

Tra le dichiarazioni di voto contro Dilma dell'opposizione, molte dedicate a" Dio, Patria e Famiglia", tra le più sfacciate quella di Jair Bolsonaro (Partito Progressista, di estrema destra), un ex-militare che ha dedicato il suo voto al colonnello Carlos Alberto Brilhante Ustra, uno dei torturatori di Dilma quando era in prigione durante la dittatura (1964-1985). "Hanno perso nel 1964 (data del golpe militare contro Joao Goulart) e perderanno nel 2016..." ha detto Bolsonaro. "Contro il comunismo, il Foro di Sao Paulo, per le Forze Armate e soprattutto per Dio, il mio voto è sì". Una dichiarazione accolta da applausi dai banchi dell'opposizione.

Come già segnalato in precedenza, nonostante il candidato del Partito dei Lavoratori (PT) abbia vinto le elezioni per la quarta volta consecutiva, la composizione del Parlamento si è spostata notevolmente. Con l'appoggio della grande finanza e dei maggiori media, la destra è riuscita ad eleggere il peggior parlamento dal ritorno della democrazia. Un parlamento con una maggioranza composta da fondamentalisti evangelici, rappresentanti dei latifondisti e dell'agro-business, dalla lobby dei venditori di armi, dei mezzi di comunicazione privati (i cosiddetti "colonnelli elettronici"), dai rappresentanti delle compagnie di assicurazione private del settore della salute, dai fautori dell'educazione privata a scapito di quella pubblica. Un Parlamento che, infatti, si è ben guardato dal mettere in agenda la Riforma politica, quella elettorale e quella dei mezzi di comunicazione.

È così che, in un ambiente grottesco, si è consumato il golpe dei corrotti, che ha utilizzato la falsa bandiera della lotta alla corruzione, leitmotiv della contro-offensiva delle destre continentali e di Washington. In altri termini, il bue dice cornuto all'asino. Una Camera dei Deputati macchiata dalla corruzione, al comando del suo presidente evangelico Eduardo Cunha, (investigato per corruzione nel Processo Petrobras e con diversi conti bancari in Svizzera), consegna il governo al vicepresidente Michel Temer, un traditore in combutta con Eduardo Cunha, dello stesso PMDB. La destra, che non aveva accettato la sconfitta elettorale, cerca di tornare al governo con il golpe parlamentare. Esattamente il 17 aprile di 20 anni fa, veniva commesso il massacro di Eldorado dos Carajás, con l'omicidio poliziesco di 19 contadini senza terra che reclamavano terra ed una riforma agraria. Per completare il quadro, il giudice della Corte Suprema di Giustizia, Gilmar Mendes, ha sospeso sine die la nomina di Lula a Ministro della Presidenza, in quanto "la sua carica potrebbe ostacolare le indagini contro di lui", per i suoi presunti vincoli con il caso di corruzione ed il riciclaggio di denaro dell'impresa Petrobras.

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Evil Rays

Un nuovo "regalo" ai cittadini europei da parte degli oligarchi della UE per favorire le lobby delle corporations USA

no mansanto manifestazioni
© venezia today

The Guardian: La Commissione Europea Vuole Rinnovare la Licenza per l'Uso del Glifosato (il diserbante "probabilmente cancerogeno")


Un documento trapelato dalla Commissione Europea ed esaminato dal Guardian mostra come l'organo europeo abbia in programma di rinnovare la licenza per l'uso del glifosato, il diserbante ampiamente prodotto dalla Monsanto, nonostante l'opposizione di alcuni paesi e in contraddizione coi principi di cautela. L'OMS ha dichiarato il glifosato "probabilmente cancerogeno". Le pressioni lobbistiche sono evidenti. Il TTIP è dietro l'angolo.


di Arthur Neslen


La Commissione Europea ha in programma di rinnovare la licenza per il controverso diserbante che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ritiene possa causare il cancro. Tutto ciò nonostante l'opposizione di diversi paesi e del Parlamento Europeo.

Nel 2015 l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - organismo dell'OMS - aveva detto che il glifosato, l'elemento attivo nel diserbante per l'agricoltura prodotto dalla Monsanto e ampiamente usato sui raccolti di prodotti geneticamente modificati in tutti il mondo, era stato classificato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo.

Aveva detto anche che c'era una "evidenza limitata" sul fatto che il glifosato causasse linfomi non-Hodgkins. La Monsanto aveva reagito dicendo di non comprendere la decisione, e che i dati scientifici non sostenevano le conclusioni.

I risultati hanno avviato una controversia interna all'UE sull'uso del glifosato, con l'Italia, la Francia, la Svezia e l'Olanda che si opponevano al rinnovo della licenza in marzo. Più di 1,4 milioni di persone avevano firmato una petizione per vietare l'uso di quella sostanza.

Ma la nuova proposta, trapelata dalla Commissione Europea ed esaminata dal Guardian, presenta poche modifiche rispetto a quella respinta lo scorso mese. Essa ridurrebbe il periodo di autorizzazione del glifosato da 15 a 10 anni, e impone di considerare un divieto immediato se la European Chemicals Agency (ECHA), in uno studio in conclusione per il prossimo anno, dovesse ritenere la sostanza pericolosa.

Il Partito dei Verdi definisce tutto ciò un tradimento del principio precauzionale, che obbliga a mantenere la cautela laddove ci siano dubbi scientifici. Bert Staes, portavoce del Partito dei Verdi per la sicurezza ambientale e alimentare, ha detto: "È scandaloso che la commissione stia cercando di imporre l'approvazione UE sul glifosato in modo che sia usato senza restrizioni, nonostante le gravi preoccupazioni sull'impatto di questa sostanza tossica sulla salute pubblica e sull'ambiente. L'azione responsabile dovrebbe essere quella di vietare il glifosato".

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Bad Guys

L'unico referendum sensato: quello sull'uscita dalla gabbia euro-atlantica

nato
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di Enrico Galoppini


Passato qualche giorno dall'ultimo referendum, vorrei proporre una breve ma basilare riflessione sul senso di recarsi al seggio elettorale per esprimersi sulle più disparate questioni, quando per decidere avremmo in teoria tutto un personale politico stipendiato e preposto ad occuparsene nel migliore dei modi, e cioè nel rispetto dell'interesse nazionale.

Lasciamo stare il non trascurabile dettaglio che questi referendum, quorum o no, non determinano quasi mai il risultato uscito apparentemente dalle urne: gli italiani non intendono rinunciare all'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori? Ci pensa 'Renzie' col "Jobs Act" a farne carta straccia. L'acqua deve restare pubblica nei secoli dei secoli? Figuriamoci, già il giorno dopo la loro disfatta stavano studiando il modo di accaparrarsela per vendercela a peso d'oro.

E sorvoliamo anche sul fatto che quasi nessuno si rende conto che ogni referendum riguarda un aspetto particolarissimo della materia in questione, com'è stato in quest'ultimo caso delle "trivelle", mentre in altre situazioni non c'era assolutamente modo di capirci nulla se non procurandosi in fretta e furia un'apposita "laurea".

Di fatto, l'unico referendum che è stato chiarissimo per tutti è stato quello concernente il divorzio: il povero Fanfani, che aveva già capito che si cominciava con lo "scoppiarsi" e si finiva con "l'ideologia di genere", ci fece la figura del pirla, ma almeno passerà alla storia come un esempio di coerenza fino alla débacle preannunciata.

Book 2

Ponerologia - La scienza del male

psicopatici
© anonimo

di Carolyn Baker


La canadese Red Pill Press ha recentemente pubblicato il libro dello psicologo Andrew M. Lobaczewski, intitolato Political Ponerology [Ponerologia politica, ndT] nel quale l'autore spiega sulla base di proprie osservazioni come durante i suoi anni di lavoro clinico in Polonia abbia notato un'alta correlazione fra gli atti che molta gente etichetterebbe come "cattivi" e varie patologie. La classificazione diagnostica più adatta per questi individui nel moderno gergo psicologico sarebbe sociopatico, la cui più importante caratteristica è l'apparente assenza di una coscienza o empatia in relazione agli altri esseri viventi. Lobaczewski e alcuni dei suoi colleghi est-europei che lavoravano sotto l'impero sovietico decisero di intraprendere questo studio ad un livello più alto e investigarono il ruolo che la sociopatia giocava nel governo, negli affari e in altri gruppi sociali. La Ponerologia politica (dalla parola greca poneros, male) è una scienza sulla natura del male adattato per scopi politici che all'estremo di una più vasta scala risulta in una patocrazia.

political ponerology
© Red Pill Press
La ricerca indica che i sociopatici si trovano in tutte le razze, etnie e religioni e che nessun gruppo è immune ad essi. I sociopatici costituiscono, secondo l'autore, circa il 6% della popolazione in qualsiasi gruppo. L'editore di Red Pill afferma che "Political Ponerology è un libro che offre un orribile sguardo dentro la struttura sottostante ai nostri governi, le nostre corporazioni più grandi, e anche il nostro sistema giudiziario".
Dopo aver letto questo libro, una gran quantità di domande assillanti sulle linee di condotta e le pratiche dei funzionari governativi e aziendali hanno cominciato a trovare una spontanea risposta dato che le analisi di Lobaczewski vanno al cuore del perché il governo degli Stati Uniti sia divenuto un'impresa criminale che fa di tutto per dominare il mondo e per annichilire grandi quantità di esseri umani sia all'interno che nel mondo.

[....]
Innanzitutto Lobaczewski fa notare che le società sono più vulnerabili al male nei tempi buoni. "Nei tempi migliori", scrive, "la gente perde di vista il bisogno di una profonda riflessione, di introspezione, di conoscenza degli altri, e di una comprensione delle complicate leggi della vita".