Maestri BurattinaiS


Heart - Black

Mosca: arrestata donna in hijab con la testa mozzata di un bambino

donna in jihab
© Foto: Youtube / Novoe Vremya

A Mosca è stata arrestata una donna alla stazione della metropolitana sospettata dell'uccisione di un bambino, il cui corpo decapitato è stato scoperto dopo l'incendio di un appartamento nella zona nord-ovest della capitale. Lo ha comunicato il portavoce ufficiale del Comitato investigativo di Mosca, Yuliya Ivanova, all'agenzia "Moskva".
"Nella zona della fermata della metropolitana Oktyabr'skoe pole è stata arrestata una donna con il sospetto di aver ucciso un bambino, di cui era tata" ha detto Ivanova.
Secondo il canale televisivo REN TV, la donna in hijab era in possesso della testa mozzata del bambino e minacciava di farsi esplodere.

L'incendio si è verificato la mattina di lunedi 29 febbraio nell'appartamento di una palazzina in Ulitsa Narodnogo-Opolcheniya. I vigili del fuoco hanno spento le fiamme e sono state tratte in salvo quattro persone. Sul luogo è stato trovato il corpo decapitato di un bambino di circa 4-5 anni, ha riferito una fonte.

Secondo i dati preliminari, il bambino sarebbe stato ucciso e l'appartamento dato alle fiamme. Il Comitato investigativo ha iniziato le indagini.


Commenta: Forse i lettori di SOTT potrebbero essere a conoscenza del 'Discorso di Greenbaum', che tratta di una discussione universalmente riconosciuta su una legittima tecnologia di controllo mentale che veniva sperimentata sui civili. Data la tensione tra USA e Russia, è abbastanza probabile che questa donna sia stata attivata per il fine di mandare un messaggio nonché un promemoria al pubblico sulle 'minacce dei terroristi islamici'.


Newspaper

L'ONU condanna energicamente l'attacco saudita contro un mercato a Sanà (Yemen)

Yemen uomo tra le macerie della sua casa distrutta

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, ha condannato questo Lunedì l'attacco saudita effettuato sulla capitale dello Yemen, Sanà, che ha provocato la morte di 40 civili
. Ban ha dichiarato che "l'ONU condanna energicamente l'attacco aereo contro il mercato di Jaleq nel nord est della capitale Sanà, un bombardamento che ha provocato il maggior numero di vittime in un solo attacco con bombe d'aereo dal Settembre del 2015″, ha informato un portavoce del massimo responsabile dell'ONU in un suo comunicato.

Il segretario generale è preoccupato per i continui ed intensi attacchi aerei e per i combattimenti terrestri nello Yemen, nonostante i suoi ripetuti appelli ad una cessazione delle ostilità", ha aggiunto il testo.
Fonte: HispanTV


Nota
: Bisogna prendere atto che, con forte ritardo, il segretario generale dell'ONU Ban Ki -Moon si sta "svegliando dal letargo" ed inizia a denunciare i crimini che nello Yemen vengono commessi ripetutamente dall'Arabia Saudita, che sta effettuando i bombardamenti aerei indiscriminati a spese della popolazione civile con la collaborazione militare e logistica degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e di Israele.

In quel disgraziato paese ci sono state migliaia di vittime ed i bombardamenti sauditi hanno colpito scuole, ospedali, mercati e abitazioni civili, seminando distruzione e morte, nel silenzio complice dei governi occidentali, tutti legati da un rapporto di stretta alleanza e di business con il governo della Monarchia saudita di Rijadh che risulta il maggior acquirente di armamenti ed il più importante fornitore di greggio delle multinazionali come Exon Mobil, della Chevron , BP, Total, ecc..
Vedi (immagini forti) : Youtube.com/watch

Vergognoso anche il silenzio dei grandi media occidentali, quelli che sono sempre in prima fila nel condannare le violazioni dei diritti umani , naturalmente quando queste avvengono nei paesi e nei regimi ostili agli interessi occidentali (come l'Iran, la Corea del Nord, la Siria e la Russia) mentre si tappano gli occhi di fronte al genocidio della popolazione yemenita ed agli altri crimini commessi dall'Arabia Saudita, grande alleato dell'Occidente e finanziatore di molti politici europei e statunitensi.

Pochi giorni fa il Governo saudita aveva avuto la spudoratezza di richiedere alla Croce Rossa ed alle Nazioni Unite di ritirare i cooperanti di queste organizzazioni ed i loro staff dalle zone sotto il controllo dei ribelli Houthi - proposta che è stata respinta da entrambe le organizzazioni. A muovere la richiesta era stato l'ambasciatore saudita all'Onu al-Mouallimi che chiedeva alle organizzazioni umanitarie di abbandonare le aree dove a mantenere il controllo è il movimento ribelle. Una richiesta che sottintende un'intensificazione dei bombardamenti e della campagna militare in corso da parte della coalizione sunnita guidata da Riyadh.

Bomb

Duplice attentato in Somalia, terroristi uccidono almeno 20 civili a Baidoa

attentato Somalia
© REUTERS/ Ismail Taxta
Le esplosioni, deflagrate attraverso un'autobomba e un attentatore suicida, hanno colpito la seconda città del paese sita a circa 250 chilometri a nord-ovest della Capitale Mogadiscio. Il bilancio dell'attentato conta al momento anche 38 persone ferite, di cui secondo quanto riportato dalle fonti locali, almeno 15 a rischio di vita.

Sembra dunque destinato a crescere ulteriormente il bilancio delle vittime, per lo più civili, dell'attacco terroristico che ha nuovamente insanguinato la Somalia. Secondo quanto riportato dai media locali la dinamica delle esplosioni avrebbe seguito un copione noto nella zona: prima un attentatore a bordo di una vettura imbottita di esplosivo si è fatto esplodere nei pressi di un famoso e frequentatissimo ristorante di Baidoa, poi un altro kamikaze si è fatto esplodere all'interno di un edifico situato sempre nel centro della città somala.

Sebbene le forze di sicurezza locali ritengano che l'attentato sia stato ordito dalle forze jihadiste componenti al Shabaab, al momento non è giunta alcuna rivendicazione ufficiale che possa condurre gli investigatori sulla strada giusta. Cosa invece avvenuta venerdì scorso, subito dopo gli attentati che hanno colpito la Capitale Mogadiscio — sempre attraverso l'utilizzo di due autobombe —, dove sono stati colpiti la parte esterna del Giardino della Pace e dell'Hotel Syl, provocando l'uccisione di almeno 25 persone.
Durissima la reazione dell'Amisom (missione dell'Unione africana in Somalia), che attraverso le parole di Francisco Caetano Madeira — capo delegazione — ha espresso non solo il proprio cordoglio per le vittime, ma ha condannato soprattutto l'operato dei terroristi che attraverso il loro operato "distruggono le vite di innocenti, non dando alcun valore alla vita".

Bad Guys

L'accordo per il Brexit ancora una volta a danno dei popoli europei

bandiera inglese e la bandiera dell'ue
© AP Photo/ Kirsty Wigglesworth
Voci dai Blog


Se si voleva avere un ulteriore prova della mala fede e dell'ipocrisia della tecnocrazia europea, è bastato assistere alla conclusione dell'ultimo accordo definito fra La Gran Bretagna e l'Unione Europea a dimostrazione di quanto quest'ultima istituzione riesca ad imporre gli interessi dei più forti a scapito dei paesi più deboli.


L'Unione Europea ritrova la sua apparente unità solo quando si tratta di stabilire gerarchie di potere e diseguaglianze o quando si vogliono togliere diritti sociali alle popolazioni con il pretesto delle politiche di austerità e di rientro del debito.

Così accade per i tagli dei diritti e per l'aumento delle imposte che gravano sulle categorie dei lavoratori, pensionati, piccole imprese, produttori ed artigiani, mentre si favoriscono i grandi gruppi della distribuzione, le multinazionali e le grandi banche.

L'oligarchia europea di Bruxelles si dedica di preferenza a colpire i diritti dei popoli e per creare gerarchie di privilegi tra Stati per favorire di fatto i gruppi più potenti del capitalismo finanziario. L'esempio rimane ancora una volta quello della Grecia, un paese che si è volutamente mantenuto nella gabbia dell'euro per evitare che potesse costituire un precedente pericoloso, a tal fine gli è stato imposto il memorandum che sta portando le condizioni sociali di quel popolo indietro di cento anni.

Nel caso della Gran Bretagna, un paese ricco e potente, pur di far rimanere Londra nell' Unione ed evitare il "Brexit", si sono adottate misure di segno opposto, concedendo la possibilità per le grandi imprese britanniche di godere tutti i vantaggi finanziari della Unione — come ad esempio nel caso delle tante imprese che hanno messo la loro sede in Inghilterra per pagare minori imposte, vedi la Fca Fiat che ha stabilito in Inghilterra la sua sede legale, per godere delle agevolazioni fiscali- senza pagare alcun prezzo.

L'accordo per evitare la Brexit prevede misure ultra liberiste a favore delle imprese multinazionali di tutti i settori, tanto che in questo caso la Gran Bretagna diventerà il cavallo di Troia utilizzato dagli USA per far anticipare la sottoscrizione, da parte della Ue, del famigerato Ttip , anticipandone contenuti e principi. In particolare con questo accordo si troverà il miglior modo di sfruttamento della mano d'opera straniera che sarà utilizzata con bassi salari e zero diritti dalle grandi multunazionali.

War Whore

Il Meglio del Web: Usa ha spedito 5 mila tonnellate di munizioni in Germania. UE approva

bandiera russa e americana
© Fotolia/ KLimAx Foto

Sono stati necessari 415 containers per portare il carico. Sbarcato a Bremnhaven, è stato trasportato ai depositi militari che gli americani hanno a Miesau, a circa 15 km a ovest di Kaiserslautern.


E' la più grossa fornitura di munizioni da sempre, per quel che se ne sa: di solito simili trasporti non vengono reclamizzati. Stavolta invece è stato il sito della Us Army, Stars and Stripes, a pubblicare foto dei containers mentre vengono scaricati, e didascalie che spiegano che è quel che serve "a rafforzare le missioni nel continente" di fronte alle "nuove sfide": I nostri alleati sanno fino a che punto gli Stati Uniti continuano a stare al loro fianco.

Il 20 gennaio la CNN ha dato notizia del fatto che i Marines hanno accumulato materiale militare pesante, specie cari armati, artiglieria, apparati logistici, all'interno di caverne della Norvegia che risalgono alla guerra fredda. Ed ha intervistato un colonnello William Bentley che ha spiegato: questo immagazzinamento di armi avviene nelle vicinanze della frontiera russa, per "accelerare la risposta in caso di crisi". Parte di questo materiale sarà tirato fuori in occasione della esercitazione NATO "Cold Response" (risposta fredda) che prevede lo spiegamento in Norvegia di 6500 veicoli militari, ufficialmente per osservare il comportamento di uomini e mezzi in climi di freddo estremo. Una parte delle 5 mila tonnellate di munizioni immagazzinate in Germnia, invece, sarà utilizzata in Polonia nelll'annunciata esercitazione denominata Anaconda, che impiegherà 25 mila soldati di 24 paesi.

Il 2 febbraio il segretario della NATO, lo svedese Jens Stoltenberg, ha dichiarato la sua approvazione alla decisione del Pentagono di quadruplicare armi, truppe e finanziamento (da 785 milioni a 3,4 miliardi dal 2017) in Europa. Annunciate dal capo del Pentagono Ashton Carter con queste parole:
"Noi rafforziamo la nostra postura in Europa per sostenere i nostri alleati della NATO di fronte all'aggressione della Russia".
Gli Stati Uniti, come ha ricordato Ron Paul, hanno all'estero 900 basi, la Russia 10.

"L'Europa rimetta Putin al suo posto!", ha scritto su Les Echos Guy Verhofstadt, ex premier belga, oggi al parlamento europeo come presidente della ALDE (Alleanza Liberali e Democratici d'Europa). Un proclama che bisogna leggere, perché non ci si crede.

Wolf

Attenti al colpo di coda del predatore ferito. Se Erdogan userà l'arma dei migranti, sarà la fine

eu turkey
Formalmente, è una bella notizia. Ieri sono stati infatti scarcerati Can Dundar ed Erdem Gul, direttore e caporedattore di Cumhuriyet, arrestati per uno scoop su un presunto passaggio di camion di armi dalla Turchia alla Siria, dopo il quale Erdogan promise che avrebbero pagato un "caro prezzo". Uscendo dal carcere, Dundar ha detto "ci dispiace avervi fatto aspettare tanto. Lo sapete, oggi è il compleanno del presidente Erdogan. Siamo felici di celebrarlo con questa decisione di essere rilasciati".

Can Dundar ed Erdem Gul
Can Dundar ed Erdem Gul, direttore e caporedattore di Cumhuriyet, arrestati per un scoop su un presunto passaggio di camion di armi dalla Turchia alla Siria
Dopo 92 giorni trascorsi nella prigione di Silivri a Istanbul, il tribunale ha deciso di scarcerarli in base a un pronunciamento della Corte costituzionale che aveva definito la loro detenzione in attesa di giudizio come una "violazione dei diritti". Dundar ha poi voluto spendere un pensiero per chi è ancora in prigione solo per avere espresso un'idea o un giudizio: "È una decisione storica che apre la strada non solo per noi ma per tutti i nostri colleghi in termini di libertà di stampa e di espressione. Noi siamo liberi ma più di 30 colleghi sono ancora dentro, non proviamo rancore ma siamo determinati a combattere. Continueremo a difenderci e le nostre voci saranno più forti".

Perché, direte voi, è solo formalmente una bella notizia? Perché sottende una realtà pericolosa: ovvero che Erdogan è sempre più isolato a livello internazionale e sempre più debole politicamente a livello interno e sappiamo che i colpi di coda dei predatori feriti sono i più pericolosi. I due giornalisti di Cumhuriyet sono state rilasciati per una sola questione ed è un qualcosa che ha molto a che fare con quanto sta accadendo anche in Italia con lo scandalo delle intercettazioni della NSA statunitense nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi e del suo consigliere diplomatico, Valentino Valentini. Se infatti i giornali italiani hanno speso lenzuolate di carta e inchiostro per quanto accaduto nel 2011 e i politici di opposizione hanno scomodato complotti e possibili ruoli oscuri di Giorgio Napolitano, arrivando a chiedere una commissione d'inchiesta, negli stessi giorni in Turchia anche Cumhuriyet pubblicava delle intercettazioni.

Di tutt'altro spessore, però. Si tratta infatti delle trascrizioni delle telefonate tra alcuni ufficiali dell'esercito turco, di cui si sanno solo le iniziale (A.A. e A.B.) e il comandante in capo dell'ISIS al confine turco-siriano, Mustafa Demir, finite in possesso della Terza Corte penale di Ankara nell'ambito di un processo proprio contro le attività dello Stato islamico. Si tratta di due chiamate del 25 novembre 2014, una delle 19:12 e una delle 20:26 e dimostrano non solo come la collaborazione tra le due parti sia di lunga data ma anche il livello di conoscenza tra alti funzionari dell'esercito e capi dei terroristi, visto che Demir apostrofa con la parola "fratellone" l'ufficiale che gli fornisce indicazioni sul luogo in cui trovarsi e gli chiede se ha con sé una torcia. La chiamata si conclude con queste parole: "Vieni un po' più giù di dove sei, i nostri due veicoli sono sul lato turco del confine". Risposta: "Ok, ci sarò fratellone". Insomma, tengono Erdogan non vi dico per che cosa.

turkey isis

Hourglass

La Turchia si troverà presto al centro del tornado siriano

carri armati
© AP Photo/ Lefteris Pitarakis
Secondo l'ex ambasciatore turco in diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Faruk Dogoglu, quello che sta succedendo con la Turchia sia in politica estera che interna può essere paragonato a un tornado, che è già molto vicino.
«Credo che la Turchia sarà coinvolta nella guerra da alcune forze all'interno del paese, piuttosto che qualcuno dal di fuori, e si capisce molto bene», ha riferito l'ex diplomatico in un'intervista con Sputnik-Turchia.
Allo stesso tempo, a suo parere, la Turchia non ha alcun motivo legittimo per intervenire nella guerra in Siria, e dal territorio siriano non proviene nessuna minaccia diretta ad Ankara.

In precedenza, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha detto che la Lega degli Stati Arabi (LAS), formata da 22 paesi, non supporterà le azioni di Ankara in Medio Oriente. Farouk Dogoglu ritiene che ciò dovrebbe essere per Ankara «un segnale importante e allarmante».

Il diplomatico ha anche sottolineato che gli attori regionali hanno diverse ragioni per criticare la Turchia, in particolare per il suo spiegamento di truppe in Iraq alla fine dello scorso anno. In primo luogo, bisogna considerare il fattore storico: dai tempi dell'Impero Ottomano tra Ankara e il resto del mondo arabo c'è la lotta per la leadership. Inoltre, se fino a poco tempo fa i vicini regionali percepivano la Turchia come un paese modello, che poteva reggere il confronto con l'Occidente e la politica interna, ora tutto è cambiato.
«Quello che sta accadendo in Turchia è paragonabile all'effetto di un tornado che sta spazzando tutto il paese. Il suo epicentro è molto vicino», ha affermato l'ex diplomatico.

Phoenix

L'Intelligence tedesca: la vittoria di Assad in Siria è inevitabile

esercito siriano
La stampa tedesca si è riempita negli scorsi giorni di titoli sulla Siria. Tra i più evidenziati figurano alcuni come "Putin ha comprovato le sue asserzioni sul terreno" oppure "Il trionfo di Assad è inevitabile". Gli esperti militari del Servizio di Sicurezza tedesco hanno confermato che le vittorie dell'Esercito siriano non si fermeranno, per quanto nel contesto del cessate il fuoco, quelle vittorie si ottengono a spese dell'ISIS e del Fronte al Nusra.

"Eventualmente Assad otterrà la vittoria e dovremo accettarla e coordinarci con lui sui terreni della sicurezza e su quelli politici", ha detto Markus Wiener, un giornalista del Frankfurter Allegemeine. "L'opposizione armata siriana retrocede e si trova sull'orlo del collasso. I ribelli se ne andranno per non tornare più ed Assad restaurerà il suo controllo su Aleppo entro un certo periodo. Un intervento della Turchia o dell'Arabia Saudita è ormai improbabile, nonostante le dichiarazioni retoriche", ha segnalato.

Wiener afferma che i gruppi armati oppositori "possono soltanto portare a termine piccole operazioni contro l'Esercito siriano in un luogo o nell'altro, con poca efficacia". La Russia è arrivata in forze e con lei è arrivata una strategia sul lungo periodo per la Siria, da dove Mosca dispone di una seconda base militare. Il numero degli aerei russi è arrivato da 40 a 120 fra i modelli più avanzati del mondo. La Germania ha mantenuto tradizionalmente una impostazione più moderata verso la Siria rispetto a quella di altri paesi occidentali e ha difeso da tempo il dialogo con il potere siriano.

Fonte: Al Manar

Stormtrooper

Il Meglio del Web: I pretoriani di Washington "ringhiano" contro la Russia per spaventare l'Europa

nato us uk
Si sono registrate nella giornata di ieri le "deliranti" dichiarazioni di uno dei massimi esponenti militari USA in Europa: "In caso di conflitto le forze armate statunitensi in Europa sono pronte a combattere e sconfiggere la Russia, se necessario", ha dichiarato il comandante supremo delle forze alleate della NATO in Europa, il generale statunitense Philip Breedlove.
"Siamo pronti, se necessario, a combattere e vincere," — ha detto Breedlove durante un'udienza della commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti
Circa le misure stabilite dalla NATO per "fronteggiare l'aggressione russa" in Europa, Breedlove ha detto che la Russia "ha scelto di diventare nemico" degli Stati Uniti e dell'Alleanza Atlantica e quindi minaccia l'Europa.

Intervenendo nella commissione delle Forze Armate degli Stati Uniti della Camera dei Rappresentanti, il generale ha accusato la Russia di aver cercato di "riscrivere le regole" delle relazioni sulla scena internazionale. La Russia considera gli Stati Uniti e la NATO "ostacoli alle sue aspirazioni egemoniche", ritiene Breedlove, che comanda le forze armate americane in Europa.

Tuttavia il militare ha rifiutato le informazioni che danno l'impressione dell'inizio di una Guerra Fredda tra le sue parti ed ha aggiunto che gli Stati Uniti non hanno in programma di aumentare le loro truppe in Europa ai livelli di quella epoca. "Non torneremo mai indietro, non sarà una "Guerra Fredda", ha sottolineato. L'espansione della NATO verso est, dai paesi baltici alla Georgia, non è considerata da Breedlove come un fatto significativo. Mosca tuttavia non è dello stesso parere ed ha ricordato in più occasioni che gli accordi precedenti (negli anni '90) con Washington escludevano questa espansione della NATO verso i propri confini.

Da considerare che le relazioni tra la Russia e l'Occidente hanno toccato il punto più basso nelle ultime settimane, ad un livello senza precedenti rispetto al periodo della Guerra Fredda, per effetto della crisi Ucraina, di cui entrambi i paesi (Russia e USA) si addossano le colpe.

Sheeple

L'Italia serva degli USA non farà nulla sulle intercettazioni

obama e berlusconi
© Sputnik.

Chissà perché alla notizia delle intercettazioni che gli americani facevano sulle telefonate del nostro Presidente del Consiglio mi sono venute alla mente queste due citazioni!
"Il servo fedele e onesto sempre rimarrà servo e mai uscirà di servitù" (Nicolò Machiavelli — cito a memoria).

"La servitù è quasi come una di quelle erbe amare che dopo che sono state macerate e ammorbidite nella bocca degli uomini diventano piacevoli" (Baldassar Castiglione).
In realtà ci sarebbe da stupirsi che ci si stupisca. Che gli Stati Uniti siano la potenza dominante nel mondo e che noi si sia niente più di una colonia che gode di una finta indipendenza è addirittura un'ovvietà. D'altra parte, nella storia umana si è sempre verificata la stessa cosa: chi è più forte impera, detta le condizioni e fa quel che vuole. Solo tra pari esiste uguale dignità e noi europei, dalla fine della seconda guerra mondiale, non siamo più "pari". Certamente, il metodo "del comando" è cambiato e, forse a causa della comunicazione globale, si cerca almeno di salvare le forme. Tuttavia, ciò che non è visibile, o almeno non dovrebbe esserlo, della forma se ne frega e il più forte impone le sue regole.

Indignarsi è bello, e forse anche giusto, ma cosa si può fare per cambiare le cose?

Tutti abbiamo sempre saputo che gli americani ci spiavano e ci condizionavano, ma non averne l'evidenza ci consentiva di far finta di nulla. Quando si apprese che anche la Cancelliera Merkel e il Presidente francese Hollande erano stati intercettati, qualcuno in Italia, pur senza dirlo, si sentì umiliato: non ascoltano noi perché non contiamo nulla. Beh, ora, abbiamo la certezza che anche noi contavamo qualcosa. Si scopre, dalle conversazioni registrate, che perfino i nostri partner europei non erano così amichevoli nei nostri confronti. Arrivarono anche a minacciare il nostro Presidente del Consiglio e, molto probabilmente con complicità interne, a obbligarci al cambio dei nostri governanti che erano stati democraticamente scelti. Non è certo la prima volta che succede nella nostra storia recente. Qualcuno ricorda come fu eliminato dalla scena politica Bettino Craxi, l'unico vero statista, assieme ad Alcide De Gasperi, presente nella nostra storia dopo il '45?