Formalmente, è una bella notizia. Ieri sono stati infatti scarcerati Can Dundar ed Erdem Gul, direttore e caporedattore di
Cumhuriyet, arrestati per uno scoop su un presunto passaggio di camion di armi dalla Turchia alla Siria, dopo il quale Erdogan promise che avrebbero pagato un "caro prezzo". Uscendo dal carcere, Dundar ha detto "
ci dispiace avervi fatto aspettare tanto. Lo sapete, oggi è il compleanno del presidente Erdogan. Siamo felici di celebrarlo con questa decisione di essere rilasciati".

Can Dundar ed Erdem Gul, direttore e caporedattore di Cumhuriyet, arrestati per un scoop su un presunto passaggio di camion di armi dalla Turchia alla Siria
Dopo 92 giorni trascorsi nella prigione di Silivri a Istanbul, il tribunale ha deciso di scarcerarli in base a un pronunciamento della Corte costituzionale che aveva definito la loro detenzione in attesa di giudizio come una "violazione dei diritti". Dundar ha poi voluto spendere un pensiero per chi è ancora in prigione solo per avere espresso un'idea o un giudizio: "
È una decisione storica che apre la strada non solo per noi ma per tutti i nostri colleghi in termini di libertà di stampa e di espressione. Noi siamo liberi ma più di 30 colleghi sono ancora dentro, non proviamo rancore ma siamo determinati a combattere. Continueremo a difenderci e le nostre voci saranno più forti".
Perché, direte voi, è solo formalmente una bella notizia? Perché sottende una realtà pericolosa: ovvero che Erdogan è sempre più isolato a livello internazionale e sempre più debole politicamente a livello interno e sappiamo che i colpi di coda dei predatori feriti sono i più pericolosi. I due giornalisti di
Cumhuriyet sono state rilasciati per una sola questione ed è un qualcosa che ha molto a che fare con quanto sta accadendo anche in Italia con lo scandalo delle
intercettazioni della NSA statunitense nei confronti dell'ex premier Silvio Berlusconi e del suo consigliere diplomatico, Valentino Valentini. Se infatti i giornali italiani hanno speso lenzuolate di carta e inchiostro per quanto accaduto nel 2011 e i politici di opposizione hanno scomodato complotti e possibili ruoli oscuri di Giorgio Napolitano, arrivando a chiedere una commissione d'inchiesta, negli stessi giorni in Turchia anche
Cumhuriyet pubblicava delle intercettazioni.
Di tutt'altro spessore, però. Si tratta infatti delle trascrizioni delle telefonate tra alcuni ufficiali dell'esercito turco, di cui si sanno solo le iniziale (A.A. e A.B.) e il comandante in capo dell'ISIS al confine turco-siriano, Mustafa Demir, finite in possesso della Terza Corte penale di Ankara nell'ambito di un processo proprio contro le attività dello Stato islamico. Si tratta di
due chiamate del 25 novembre 2014, una delle 19:12 e una delle 20:26 e dimostrano non solo come la collaborazione tra le due parti sia di lunga data ma anche il livello di conoscenza tra alti funzionari dell'esercito e capi dei terroristi, visto che Demir apostrofa con la parola "fratellone" l'ufficiale che gli fornisce indicazioni sul luogo in cui trovarsi e gli chiede se ha con sé una torcia. La chiamata si conclude con queste parole: "
Vieni un po' più giù di dove sei, i nostri due veicoli sono sul lato turco del confine". Risposta: "
Ok, ci sarò fratellone". Insomma, tengono Erdogan non vi dico per che cosa.
Commenta: Forse i lettori di SOTT potrebbero essere a conoscenza del 'Discorso di Greenbaum', che tratta di una discussione universalmente riconosciuta su una legittima tecnologia di controllo mentale che veniva sperimentata sui civili. Data la tensione tra USA e Russia, è abbastanza probabile che questa donna sia stata attivata per il fine di mandare un messaggio nonché un promemoria al pubblico sulle 'minacce dei terroristi islamici'.