Maestri BurattinaiS


Magnify

Perché i Panama Papers

quotidiano tedesco
© DW/ B. Kling

«Sotto i nostri occhi» - Cronaca di politica internazionale n°177
di Thierry Meyssan.


Contrariamente alle apparenze, la campagna dei "Panama Papers" non avrà l'effetto di limitare le malversazioni finanziarie e aumentare le libertà, ma esattamente l'opposto. Il sistema si contrarrà un po' di più intorno al Regno Unito, all'Olanda, agli Stati Uniti e a Israele, in modo che loro e solo loro ne avranno il controllo. Nel violare il principio di uguaglianza davanti alla Legge e la loro etica professionale, i membri dell'International Consortium of Investigative Journalists sono stati messi al servizio dei nemici della libertà e dei difensori del Grande capitale, e il fatto che di passaggio essi abbiano colto sul fatto alcuni disonesti non cambierà nulla. Ecco i perché.

DAMASCO (Siria) - All'inizio del suo mandato, il presidente Obama ha nominato la storica Christina Romer a presiedere il suo Comitato dei consiglieri economici. Questa professoressa dell'Università di Berkeley è una specialista in materia di crisi del 1929. Secondo lei, non sono stati né il New Deal di Roosevelt, né la seconda guerra mondiale a consentire di uscire davvero da questa recessione, bensì l'afflusso di capitali europei, nel 1936, in fuga dal moltiplicarsi dei pericoli. È su questa base che Obama ha condotto la sua politica economica. In primo luogo, ha agito in modo da chiudere tutti i paradisi fiscali che Washington e Londra non controllano. Poi ha organizzato la destabilizzazione della Grecia e di Cipro, in modo che i capitali europei si rifugiassero nei paradisi fiscali anglosassoni [1].

romer
La dottrina Romer: costringere i paradisi fiscali non anglosassoni a rinunciare e destabilizzare l'Unione europea fino a quando i capitali rifluiranno di nuovo verso i paradisi fiscali del Regno Unito, dell'Olanda, degli Stati Uniti e di Israele.
Tutto è iniziato in Grecia nel dicembre 2008, con delle manifestazioni a seguito dell'uccisione di un adolescente da parte di un poliziotto. La CIA ha trasportato in autobus un gruppo di teppisti del Kosovo per perturbare una manifestazione e innescare l'avvio di un certo caos [2]. Il Dipartimento del Tesoro ha potuto quindi verificare che dei capitali greci lasciavano il paese. Essendo riuscito l'esperimento, la Casa Bianca ha deciso di far precipitare questo Stato così fragile in una crisi finanziaria ed economica che ha messo in discussione l'esistenza stessa della zona euro. Come previsto, ogni volta che ci si interroga su una possibile espulsione della Grecia dall'euro o di una dissoluzione dell'eurozona, ci sono capitali europei che si precipitano nei paradisi fiscali disponibili, principalmente britannici, statunitensi e olandesi. Nel 2012, un'altra operazione fu condotta contro il paradiso fiscale cipriota. Tutti i conti bancari furono confiscati oltre i 100.000 euro. È stata la prima e unica volta, in un'economia capitalistica, che si sia potuto osservare questo tipo di nazionalizzazione [3]. Negli corso degli ultimi otto anni abbiamo assistito a molti incontri del G8 e del G20 che hanno stabilito ogni tipo di norme internazionali, pretendendo che la cosa fosse intesa ad evitare l'evasione fiscale [4]. Tuttavia, una volta che queste norme venivano adottate da tutti, gli Stati Uniti e, in misura minore Israele, Paesi Bassi e Regno Unito, se ne sono dispensati.

2 + 2 = 4

Presidente Austria sicuro, sanzioni UE contro la Russia svantaggiose per tutti

il presidente dell'Austria
© Sputnik. Alexei Nikolsky
L'Austria insiste sul fatto che l'UE debba prendere in considerazione tutte le possibilità di sviluppo delle relazioni con la Russia, ha affermato il presidente austriaco Heinz Fischer.

Le sanzioni dell'Unione Europea contro la Russia non sono vantaggiose per entrambi, occorre trovare un modo che porti alla cancellazione della maggior parte di queste misure restrittive, ha dichiarato il presidente austriaco Heinz Fischer.
"Ho sempre detto francamente da ogni parte che le sanzioni sono qualcosa di svantaggioso per entrambe le parti", — ha affermato il capo di Stato austriaco in un incontro con il presidente della Duma Sergey Naryshkin.
Allo stesso tempo ha dichiarato che l'Austria è un "membro leale dell'Unione Europea."
"La nostra posizione in queste discussioni comprende anche la questione sulla necessità di prendere in considerazione tutte le possibilità di sviluppo delle relazioni tra la Russia e l'Unione Europea. La cosa più importante è trovare una strada, un modo comune per tutti noi per lavorare e portare nel prossimo futuro alla rimozione della maggior parte delle sanzioni", — chiarisce Fisher.
I rapporti tra la Russia e l'Occidente sono peggiorati per la situazione in Ucraina. Contro la Federazione Russa sono in vigore 3 pacchetti di sanzioni di Bruxelles: le sanzioni individuali, che sono state imposte contro i cittadini di Russia e Ucraina che l'Unione Europea ritiene responsabili di minacciare l'integrità territoriale dell'Ucraina. Sono state prolungate il 10 marzo e dureranno fino al 15 settembre 2016; le sanzioni settoriali nei confronti della Russia, le cosiddette sanzioni economiche, sono valide fino al 31 luglio 2016, mentre le sanzioni contro la Crimea fino al 23 giugno 2016.

In risposta la Russia ha limitato le importazioni dei prodotti alimentari dai Paesi che hanno imposto le sanzioni. Nel giugno 2015, in risposta alla estensione delle sanzioni UE, la Russia ha prolungato l'embargo agroalimentare per 1 anno fino al 5 agosto 2016.

Commenta: E' bello vedere che alcuni paesi dell'UE abbiano ancora il buonsenso. Si pone la domanda, chi vi trae benefeci dalle sanzioni contro la Russia? Cui Bono? Di sicuro non i stati membri dell'UE...


Laptop

SOTT Focus: Passaporti miracolosi e notebook nel cestino: Cosa hanno in comune il 9/11 e le bombe in Belgio?

kerik
© Kevin Lamarque/ReutersLo sbirro corrotto Bernie Kerik e l'idiota del villaggio George W.
Due notizie hanno catturato la mia attenzione nella giornata di ieri mentre i media parlavano degli attacchi a Bruxelles di martedì. La prima era un reportage di Newsmax TV che dava voce all'ex commissario della polizia di New York Bernie Kerik, in cui ci delucidava sulla sua personale strategia per sconfiggere Daesh e bloccare futuri attacchi terroristici. Se il nome di Kerik suona familiare, è perché era al comando della polizia di New York durante il 9/11. Ma la parte migliore è qua sotto; ecco la saggezza che ha mostrato a tutti:
"Loro [L'intelligence belga] non hanno avuto a disposizione abbastanza informazioni per capire chi fossero [i 'terroristi'], dove fossero, cosa stessero facendo — e tutto questo all'indomani della cattura della mente degli attacchi di Parigi. ... La chiave è l'intelligence. Il nostro stato e le autorità locali e federali devono comunicare tra di loro. Dobbiamo lavorare con quelli oltreoceano."
Grazie Bernie per questa rimarchevole intuizione. (Hey, per lo meno è meglio del piano di Killary per sconfiggere ISIS sconfiggendo l'ISIS.)

La seconda storia era la notizia che uno dei sospettati degli attacchi all'aeroporto Zaventem di Bruxelles, Ibrahim El Bakraoui, ha lasciato una 'lettera di suicidio' o rudimentale 'testamento' dentro un computer che è stato ritrovato in un cestino dell'immondizia durante un sopralluogo della polizia di Bruxelles nel quartiere di Schaerbeek. La nota presumibilmente diceva said: "Non so cosa fare, braccato dappertutto, non più sicuro" e poi "Non voglio finire in una cella vicino a lui [i.e. Salah Abdeslam, presumibilmente]." La strada in cui hanno trovato il notebook era presumibilmente anche il luogo dove la polizia aveva trovato una bomba inesplosa, una bandiera ISIS e materiali esplosivi.

Cult

Flashback Il Meglio del Web: George Soros: uno psicopatico per psicopatici

george soros
© Charles Platiau / Reuters
di Sam Gerrans

"L'11 febbraio un articolo di George Soros sul giornale "The Guardian" si intitolava 'Putin è una minaccia più grande per l' Europa dell'ISIS.' Prima che io dessi un'occhiata all'intreccio delle bugie che formavano l'articolo di Soros, ecco alcune parole in generale riguardo gli psicopatici. Ne ho incontrati alcuni nella mia vita, ma il vero problema non è che fanno cose cattive, ma noi, non-psicopatici, siamo mal preparati ad affrontare il problema fondamentale tra noi e loro. Noi, persone con coscienze che funzionano, siamo incatenati alla convinzione che non faremmo mai azioni malvagie o saremmo capaci di vivere con queste colpe, pensando che gli altre persone funzionino allo stesso modo. Invece no. E non importa cosa uno psicopatico abbia pianificato o fatto contro di te, per lui, tutto quello che accade è colpa tua. Sempre.

Ed è qui che ritorno a Soros. Nel suo articolo lui afferma che l'UE e USA stanno commettendo un grave errore nel pensare che Putin sia un potente alleato nella lotta contro l'ISIS.Tutte queste considerazioni sono basate su falsità. In un'intervista con Russia Today il mio collega giornalista e scrittore Gearoid O Colmain disse:
"Non vi è nessuna Guerra del Terrore. C'è una guerra condotta utilizzando gruppi terroristici contro gli stati che resistono l'egemonia degli Santi Uniti e di Israele. In un periodo di massiccia disoccupazione e austerità, ora avete attacchi terroristici compiuti da terroristi finanziati, armati e addestrati dai servizi segreti occidentali. Non esiste una cosa come l'ISIS. Essa è una creazione degli USA."
Soros nell'articolo continua a sostenere accuse contro la Russia, fallendo ogni volta a notare che soltanto essa ha un mandato dal governo legittimo della Siria, o che la Russia è seriamente impegnata nella ''pulizia'' in Siria, un compito che gli Stati Uniti stavano solo simulando. Il punto successivo di Soros è che secondo lui, l'obiettivo di Putin è di alimentare il disintegro dell'UE attraverso il riempimento dell'Europa di rifugiati siriani. La verità è che l'alleato naturale della Russia è la Germania - e prevenire questa alleanza, è l'obiettivo principale del governo statunitense-almeno secondo Stratfor, un'agenzia di intelligence degli USA.

USA

La superiorità morale Usa ci insegna e ci punisce

amerika shiny city on a hill
"Chiedo ai governi di cooperare, di riconoscere che la sovranità è una illusione, una assoluta illusione da mettersi dietro le spalle": così qualche giorno fa Peter Sutherland, il rappresentante speciale del Segretario della Nazioni Unite. Che ha continuato: "I giorni in cui ci si nascondeva dietro i confini e gli steccati sono finiti da tempo. Dobbiamo lavorare insieme e collaborare insieme a fare un mondo migliore. E ciò significa distrugge quei vecchi familismi provinciali, quelle vecchie memorie storiche, quelle vecchie immagini del nostro paese, e riconoscere che siamo parte dell'umanità".

Sono luoghi comuni, spezzoni di pensiero unico politicamente corretto, del tipo a cui hanno abituato una Boldrini, un Papa Francesco e il circo mediatico progressista. Ciò che li rende più significativi è il personaggio: Sutherland, oggi delegato del Segretario Generale Onu, è stato direttore di Royal Bank of Scotland, poi di Goldman Sachs International, membro del comitato direttivo del Bildeberg, oggi nel comitato esecutivo di Allianz, il colosso assicurativo, e di Eli Lilly, la multinazionale del farmaco. Egli ha prescritto: "La Germania deve accogliere 1 milione di emigranti all'anno per 30 anni".

Interessante vedere come le lezioni di morale filantropica, le esortazioni all'accoglienza e i biasimi per il nostro egoismo piccino e meschino che Boldrini e Francesco ci trasmettono, vengano da questi ambienti. I potenti banchieri d'affari e gestori del mercato globale (Sutherland è stato anche direttore dell'OMC il guardiano del commercio senza dazi) ci trovano poco cristiani, troppo attaccati alla "roba nostra".

warburg
E sono - come El Papa e la Boldrini - ben intenzionali a moralizzarci. Come sapete, la moralità americana sta per infliggere alla Volkswagen un'ammenda di 20 miliardi di dollari per aver barato sulle emissioni dei suoi diesel. Nel 2015 la giustizia americana ha condannato la BNP Paribas a 8,9 miliardi per violazione delle leggi americane sull'embargo al Sudan e all'Iran: miliardi che il governo americano ha incamerato "per indennizzare" le vittime, secondo la versione ufficiale. Ci sarebbe anche la piccolezza dei 770 milioni di multa alla Alstom, a cui la giustizia Usa ha rimproverato una certa vendita della divisione energia di General Electric; una multa di 800 milioni alla Siemens, 170 milioni comminati ad Alcatel; e complessivi 5-6 miliardi a una mezza dozzina di industrie europee, per "corruzione". Le banche svizzere hanno dovuto pagare un alto prezzo alla moralità americana, che costa parecchio: si valutano a 35 miliardi di dollari le ammende inflitte a banche estere, e incamerate dal grande moralizzatore nelle sue assetate casse pubbliche.


Evil Rays

La nuova guerra globale: si combatte per conquistare la coscienza di massa

brain washing machine

"
Siamo attualmente immersi in una guerra per la riconfigurazione della maggior parte del mondo e la peculiarità di questa guerra sta nel fatto che non c'è necessità di eliminare i nemici fisicamente", afferma un analista russo, Vladímir Lepiojin. Mentre i militari russi respingono i terroristi e li tengono lontani dalle proprie frontiere, in Siria, il principale nemico globale (lo Stato Islamico) sta rinforzando, passo dopo passo, le sue posizioni, vicino e dentro la Russia, ritiene lo stesso analista Lepiojin.

"Una nuova guerra mondiale che, secondo alcuni, si trova sul punto già di deflagare e che, secondo altri, non potrà coinvolgere la Russia, si va portando a compimento. La Russia, resta comunque l'obiettivo principale di questa guerra e sta subendo diariamente perdite fisiche, economiche, socioculturali, di reputazione e di altro tipo", scrive il politologo in un articolo per la RIA Novosti.

Lepiojin sottolinea che i protagonisti della nuova guerra globale non sono gli Stati, come accadeva abitualmente a metà del secolo scorso, ma i soggetti che risultano proprietari e beneficiari del denominato mercato globale. Sono loro e non gli islamisti o i paesi concreti che hanno messo le loro basi militari vicino le frontiere russe, quelli che hanno organizzato il colpo di Stato in Ucraina, quelli che hanno imposto sanzioni economiche contro la Russia, quelli che stanno lanciando campagne di disinformazione contro di essa, che stanno cercando di eliminare le popolazioni di lingua russa dall'est dell'Ucraina, e coloro che seminano la discordia tra i paesi contigui alla Russia, segnala l'analista russo.

Le elites finanziarie globali fissano le regole della globalizzazione, definiscono gli obiettivi strategici e determinano il grado e la direzione nell'utilizzo della forza. Nel frattempo, afferma l'autore, paesi come la Turchia, il Qatar, la Polonia e l'Arabia Saudita costituiscono i reggimenti d'avanguardia del super stato occidentale, chiamati a realizzare gli attacchi nei volumi e sulle direzioni stabilite.

Inoltre ci sono quelli che devono morire sul camo di battaglia, fisicamente o moralmente, nelle aree di interesse del mandante globale (la "carne da cannone"). Quelli sono i mercenari delle compagnie militari private, terroristi così come giornalisti d'assalto prezzolati e i politici al servizio delle elites, utilizzati per finalità concrete d'indole militare. La guerra è più vicina di quanto si creda: i conflitti si trascinano in ogni angolo del pianeta.

L'analista accentua la sua teoria per cui la "nuova guerra mondiale non è una guerra per la conquista dei territori ma per impadronirsi delle strutture di comando e della coscienza delle masse e delle elites".

Yoda

Il Meglio del Web: Il consigliere di Putin spiega nel dettaglio il piano della Russia contro l'Impero

glazyev

Possiamo aspettarci l'annullamento delle sanzioni americane?


Le sanzioni sono un elemento della guerra ibrida che gli Stati Uniti conducono contro di noi. Non lo stanno facendo perché disdegnano "l'annessione" russa della Crimea, piuttosto lo fanno perché si tratta di interessi oggettivi e soggettivi dell'establishment americano.

Gli Stati Uniti perdono la loro egemonia: stanno già producendo meno prodotti e esportando meno tecnologie della Cina. La Cina sta raggiungendo gli Stati Uniti in quanto a scienziati e ingegneri, molte tecnologie innovative cinesi stanno catturando i mercati mondiali. Il tasso di sviluppo della Cina è cinque volte quello degli Stati Uniti. Il sistema internazionale di entità economiche recentemente creato in Cina è un esempio del nuovo ordine economico mondiale.

Le entità economiche che dominano gli Stati Uniti, servendo un'oligarchia finanziaria, hanno destabilizzato il sistema monetario e finanziario americano che è in default circa due volte l'anno. Le cause della crisi globale finanziaria del 2008 non sono scomparse e la bolla del debito americano - piramidi finanziarie composte da derivati e dal debito nazionale - sta ancora crescendo.

Secondo la teoria dei sistemi, questo processo non può continuare all'infinito. L'oligarchia americana vuole disperatamente liberarsi del peso del debito, ecco la ragione per la quale conducono guerre ibride, non solo contro la Russia, ma contro l'Europa e il Medio Oriente.

Come succede sempre in un ordine mondiale economico che cambia, il paese che sta perdendo il controllo cerca di scatenare una guerra mondiale per il controllo della periferia. Visto che gli americani considerano i paesi dell'ex blocco sovietico come la loro periferia finanziaria ed economica, cercano dunque di ottenerne il controllo.

L'establishment politico americano è stato allevato tra le chimere dei geopolitici del XIX secolo. Gli studenti americani studiano l'inglese base e le idee geopolitiche tedesche di quell'epoca, nei corsi di scienze politiche. La domanda principale a quel tempo era come mandare in rovina l'Impero Russo, e stanno ancora guardando il mondo attraverso gli stessi occhi "d'aquila" del secolo XIX, quando la Gran Bretagna tentava di salvare la sua egemonia cominciando la Prima Guerra Mondiale, per poi perdere il loro impero coloniale dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Questo è ciò che i geopolitici americani studiano al Dipartimento di Stato e alla Casa Bianca, continuando a guardare il mondo attraverso il prisma sia della Guerra Fredda che dei conflitti britannici contro la russia e la Germania durante il XIX secolo, e ora gli Stati Uniti stanno scatenando un'altra guerra mondiale.

L'insieme dei problemi oggettivi dell'oligarchia finanziaria e lo strano modo di pensare dei geopolitici americani minaccia un conflitto mondiale. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la Crimea. Qualsiasi ragione potrebbe andare bene.

Dobbiamo agire in termini di contraddizioni che possano portare gli Stati Uniti ad un atteggiamento aggressivo, gravido del pericolo di una guerra ibrida con il mondo intero. Hanno scelto la Russia come obbiettivo principale, e l'Ucraina, da loro occupata, come principale strumento di distruzione.

Gold Seal

Intervista a Nikolai Starikov sul terrorismo

nikolay starikov
Lo scrittore e storico russo Nikolai Starikov sottolinea le incongruenze che caratterizzano i recenti attacchi terroristici in Europa.


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Sottotitoli in Italiano a cura di Mario per SakerItalia.it

Pirates

Quei droni per Israele venduti (per finta) dal Sud Africa

saudi summit
Mujtahidd viene considerato il "Julian Assange" dell'Arabia Saudita. Da più di quattro anni lancia tweet controversi sulla famiglia reale saudita, in netta opposizione con la figura patinata e un po' stantia di riformatori che gli Al-Saud hanno costruito.

In un suo ultimo tweet ha dichiarato che i sauditi fabbricheranno droni in Sud Africa per venderli agli israeliani, senza risultare come i diretti venditori. Ma da cosa nasce questa compravendita?

Il tweet

"L'Arabia Saudita venderà i droni agli israeliani spacciandosi per il Sud Africa (...) Il vice principe ereditario Salman bin Mohammad commette una frode e un tradimento facendo una falsa dichiarazione di produzione, ma il tradimento sta nell'aiutare Israele attraverso l'acquisto di droni".

Parole forti quelle di Mujtahidd, lasciate ai suoi followers su Twitter. Si prospetta dunque l'apertura di nuovi scenari sulle trattative arabe. Sebbene infatti Mujtahidd sia stato considerato in passato come un bugiardo diffamatore, la sua affermazione potrebbe essere assolutamente plausibile alla luce della nuova alleanza mediorientale.

L'alleanza

Solo pochi giorni fa, i Paesi del Golfo avevano iscritto Hezbollah nella lista dei movimenti terroristici. Considerare la resistenza libanese un movimento terrorista sia per i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) sia per la Lega Araba è stato un gesto importante per il Paese egemone: l'Arabia Saudita. Appare sempre più evidente il filo rosso che lega il mondo sionista a quello saudita.

Ciò che di più allarma in questo affair ebraico-saudita è che l'alleanza e, di conseguenza, l'equilibrio nei rapporti diplomatici tra i due Stati potrebbe oscurare completamente la questione palestinese. Così facendo, i Paesi arabi non avrebbero alcun interesse nell'intervento risolutore in Palestina e il conflitto rimarrebbe una ferita aperta in un territorio già abbastanza dilaniato. Se gli Arabi si "gireranno dall'altra parte", Israele avrà finalmente pieno potere sulla politica colonizzatrice attuata finora sui Territori Palestinesi Occupati.

Light Sabers

Divampa la guerra tra Armenia e Azerbaijan per il Nagorno-Karabakh

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E' esplosa una vera e propria guerra tra Armenia e Azerbaijan, più precisamente nella zona del Nagorno-Karabakh, una enclave armena che si trova in Azerbaijan. Ci sarebbero decine di morti e azeri e armeni ovviamente si accusano a vicenda di aver causato il conflitto. Baku è una stretta alleata di Ankara mentre Ierevan di Mosca...


Ancora instabilità e guerra. Questa è la notizia che arriva dal Nagorno-Karabakh, regione a maggioranza armena in Azerbaijan dove nelle ultime ore armeni e azeri sono tornati a farsi la guerra con un bilancio di decine di morti da entrambe le parti che per ora è difficile da appurare in quanto i due paesi danno versioni differenti del conflitto. Chiaramente Baku e Ierevan si accusano a vicenda circa le responsabilità del conflitto ma intanto per diverse ore si è trattata di una vera e propria guerra con tanto di carri armati, fanteria e persino artiglieria che hanno colpito anche alcune case civili.

Baku da parte sua accusa l'Armenia di aver cercato in tutti i modi di infiammare la situazione. Era dagli anni Novanta che non si sentiva parlare del Nagorno-Karabakh, territorio che fino al 1991 faceva parte dell'Unione Sovietica e ora la situazione è tornata a infiammarsi con scontri anche pesanti che sono durati quarantott'ore. Baku ha dichiarato in queste ore una tregua unilaterale ma la sensazione è che difficilmente verrà rispettato anche perchè i motivi di attrito rimangono come tizzoni accesi sotto la cenere. Nel 1991 infatti gli armeni del Nagorno-Karabakh avevano votato per l'indipendenza ma il referendum venne boicottato dagli azeri. Da quel momento gli armeni del Nagorno-Karabakh ritengono indipendenti anche se non sono stati riconosciuti a livello internazionale. Tra il 1992 e il 1994 Armenia e Azerbaijan combatterono una guerra terribile in cui morirono qualcosa come 30.000 persone.

Non solo, quella guerra causò anche milioni di profughi, ennesimo frutto avvelenato del collasso dell'Unione Sovietica, salutato in modo superficiale come positivo dall'Occidente. In ogni caso la situazione è tornata esplosiva il 2 aprile quando sono esplosi scontri tra soldati azeri e combattenti armeni e un elicottero azero con 12 militari a bordo sarebbe stato abbattuto anche se non è chiaro quale dei due governi abbia ordinato di dare fuoco alle polveri per primo. Putin ha subito fatto sapere di sperare che Azerbaijan e Armenia rispettino il cessate il fuoco ma è chiaro che dietro gli scontri ci sia ben altro dato che il principale alleato di Baku è Erdogan mentre quello di Ierevan è Mosca. Evidentemente dopo la Siria e l'Ucraina qualcuno cerca di allargare il conflitto ai confini della Russia a macchia d'0lio.