OF THE
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"Israele non si ritirerà mai da qui. Ci sono due semplici fatti che devono essere ammessi: il primo è che qualunque cosa ci sarà al di là della frontiera [in Siria, ndr], il confine non cambierà. Il secondo è che dopo 50 anni è giunta l'ora che la comunità internazionale riconosca le Alture del Golan sotto la sovranità israeliana".Una dichiarazione non molto sorprendente, ma che assume più importanza se si va al di là del significato letterale delle parole. Il premier, infatti, ha voluto mandare tre messaggi ieri. Innanzitutto, ha smentito le voci secondo cui Tel Aviv sarebbe pronta alla cessione del "suo" territorio. Una possibilità che non è assolutamente presa in cosiderazione dai vertici israeliani. Il secondo era diretto alle voci riottose all'interno della sua coalizione che lo accusano da tempo di essere troppo "debole" con i palestinesi.
"La Siria cadrà a pezzi, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, in vari stati, come il Libano di oggi, cosicché ci saranno uno stato sciita alawita sulla costa, uno stato sunnita nell'area di Aleppo, un altro stato sunnita a Damasco ostile ai suoi territori del nord e i Drusi che si faranno il loro stato, forse persino nel nostro Golan..." Oded Yinon, "A strategy for Israel in the Nineteen Eighties".Le email trapelate del Segretario di Stato USA Hillary Clinton rivelano che ci fossero sostenitori del piano di Oded Yinon dietro le pressioni USA per il cambio di regime in Siria. Un consulente dell'intelligence israeliane scrive in un'email a Hillary,
"La caduta della Casa di Assad potrebbe benissimo innescare una guerra settaria tra gli Sciiti e la maggioranza sunnita della regione, trascinando dentro l'Iran, cosa che, nell'opinione del comandante Israeliano non sarebbe affatto brutta per Israele e i suoi alleati occidentali,".Il commento di Kerry sul piano B è arrivato subito prima che l'inviato speciale dell'ONU de Mistura dicesse che ai colloqui di Ginevra si sarebbe discusso di federalismo a causa delle pressioni delle grandi potenze. Entrambe le parti ai colloqui hanno decisamente respinto il Federalismo. Sottolineando il fatto che l'idea non arrivasse dagli stessi Siriani. L'ambasciatore siriano all'ONU, Bashar Al Jaafari, ha detto che l'idea della federalizzazione non sarebbe stata in discussione. "Levatevi dalla testa l'idea di dividere la terra siriana," ha detto.
"Dopo lo scandalo Panama Papers arriva dalla filiale americana di Oxfam una nuova denuncia: le cinquanta aziende più grandi degli Stati Uniti, da Apple a Microsoft, avrebbero depositato in conti offshore oltre 1300 miliardi di dollari per evitare di pagare le tasse."Avete capito bene, tutti hanno posto il problema morale dell'evasione fiscale lanciandosi in sperticate accuse alla Russia, a Putin, ad Assad e alla Cina, e poi quando Oxfam letteralmente denuda il Re ecco che i principali network tacciono. Cosa avrà da dire a riguardo la Botteri, Sempiterna inviata di Rai News a Washington sempre "preparatissima" su tutto quello che accade nel mondo? Non è dato sapere. Così Oxfam scrive letteralmente che tra il 2008 e il 2014 i 50 colossi dell'economia americana si sarebbero serviti di 1600 filiali in paradisi fiscali per evitare di pagare miliardi di dollari di tasse all'anno, eppure nessuno accusa il sistema americano forse perchè si parla di marchi come Apple entrati nell'immaginario fiabesco di ciascuno. Vuoi vedere che vogliono dirci che le multinazionali americane come General Electric, Microsoft, Ibm, etc, si sono guadagnate il diritto ad evadere il fisco senza suscitare indignazione? E dire che si tratta peraltro di compagnie che sono state tra le maggiori beneficiarie di aiuti federali, ben 11.000 miliardi di dollari, eppure ci risulta che negli Stati Uniti sia pieno di homeless, come mai nessuno pone il problema?

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