Maestri BurattinaiS


Evil Rays

Il Meglio del Web: Un nuovo "regalo" ai cittadini europei da parte degli oligarchi della UE per favorire le lobby delle corporations USA

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© venezia today

The Guardian: La Commissione Europea Vuole Rinnovare la Licenza per l'Uso del Glifosato (il diserbante "probabilmente cancerogeno")


Un documento trapelato dalla Commissione Europea ed esaminato dal Guardian mostra come l'organo europeo abbia in programma di rinnovare la licenza per l'uso del glifosato, il diserbante ampiamente prodotto dalla Monsanto, nonostante l'opposizione di alcuni paesi e in contraddizione coi principi di cautela. L'OMS ha dichiarato il glifosato "probabilmente cancerogeno". Le pressioni lobbistiche sono evidenti. Il TTIP è dietro l'angolo.


di Arthur Neslen


La Commissione Europea ha in programma di rinnovare la licenza per il controverso diserbante che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ritiene possa causare il cancro. Tutto ciò nonostante l'opposizione di diversi paesi e del Parlamento Europeo.

Nel 2015 l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro - organismo dell'OMS - aveva detto che il glifosato, l'elemento attivo nel diserbante per l'agricoltura prodotto dalla Monsanto e ampiamente usato sui raccolti di prodotti geneticamente modificati in tutti il mondo, era stato classificato tra le sostanze probabilmente cancerogene per l'uomo.

Aveva detto anche che c'era una "evidenza limitata" sul fatto che il glifosato causasse linfomi non-Hodgkins. La Monsanto aveva reagito dicendo di non comprendere la decisione, e che i dati scientifici non sostenevano le conclusioni.

I risultati hanno avviato una controversia interna all'UE sull'uso del glifosato, con l'Italia, la Francia, la Svezia e l'Olanda che si opponevano al rinnovo della licenza in marzo. Più di 1,4 milioni di persone avevano firmato una petizione per vietare l'uso di quella sostanza.

Ma la nuova proposta, trapelata dalla Commissione Europea ed esaminata dal Guardian, presenta poche modifiche rispetto a quella respinta lo scorso mese. Essa ridurrebbe il periodo di autorizzazione del glifosato da 15 a 10 anni, e impone di considerare un divieto immediato se la European Chemicals Agency (ECHA), in uno studio in conclusione per il prossimo anno, dovesse ritenere la sostanza pericolosa.

Il Partito dei Verdi definisce tutto ciò un tradimento del principio precauzionale, che obbliga a mantenere la cautela laddove ci siano dubbi scientifici. Bert Staes, portavoce del Partito dei Verdi per la sicurezza ambientale e alimentare, ha detto: "È scandaloso che la commissione stia cercando di imporre l'approvazione UE sul glifosato in modo che sia usato senza restrizioni, nonostante le gravi preoccupazioni sull'impatto di questa sostanza tossica sulla salute pubblica e sull'ambiente. L'azione responsabile dovrebbe essere quella di vietare il glifosato".

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Pirates

La Merkel si reca a visitare i campi profughi in Turchia per agevolare i trasferimenti

zia merkel
Erdogan e la Merkel sponsor di una nuova campagna pubblicitaria a favore dell'accoglienza dei profughi in Europa. La Merkel si reca a visitare i campi profughi in Turchia per agevolare i trasferimenti.

La cancelliera federale Angela Merkel, assieme agli alti funzionari dell'Unione Europea, sono arrivati in Turchia dove hanno visitato alcuni campi di rifugiati nella provincia di Gaziantep, vicino alla frontiera con la Siria, come ha precisato un comunicato ufficiale. Il capo del Governo tedesco, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ed il vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, sono stati accolti dal primo ministro turco Ahmet Davutoglu e si sono riuniti in colloquio con questi per verificare l'adempimento degli accordi migratori tra Ankara e la UE.

La Merkel viene considerata uno dei principali promotori del patto con la Turchia, approvato circa un mese fa, che stabilisce il conferimento di 6 miliardi di euro alla Turchia per la gestione dei campi profughi, la deportazione verso questo paese dei migranti irregolari arrivati in Grecia, oltre al trasferimento in Europa di altrettanti profughi siriani. I tre personaggi sono subito ripartiti in pulman per Nizip, una cittadina 45 chilometri a est, nei pressi della frontiera siriana, per visitare un campo di rifugiati gestito dal governo di Ankara. Il campo di Nizip, istituito nel 2013, accoglie nei prefabbricati circa 5.000 profughi siriani di cui 1.900 bambini, secondo le cifre del governo turco.

All'ingresso del campo, ben visibile uno striscione con scritto "Benvenuti nel Paese che ospita il più grande numero di rifugiati nel mondo", circa 2,7 milioni solo di siriani. Un promemoria messo in bella evidenza dal governo turco per far pesare con la Ue la pretesa insostituibilità del proprio ruolo nella gestione della crisi migratoria che ha investito il Vecchio Continente, e minaccia di travolgerlo.

Una volta nel campo, la cancelliera tedesca ed i suoi accompagnatori, ha ricevuto una calorosa accoglienza che era stata accuratamente predisposta nel campo, tirato a lucido per l'occasione. Quattro bambini con gli abiti tradizionali siriani hanno salutato Merkel, insieme con Tusk e Timmermans, offrendo fiori al loro ingresso nel campo, il tutto ad uso dei fotografi e corrispondenti delle varie TV occidentali. Una scena commovente da poter trasmettere a tutti i media collegati. I leader europei, in compagnia del premier turco Ahmet Davutoglu, si sono fatti le foto di gruppo e si sono prestati a carezzare i bambini ed a mostrarsi disponibili per risolvere i loro problemi.

Diversi osservatori ed anche responsabili delle Organizzazioni per i diritti umani hanno criticato questa visita della Merkel e dei funzionari UE considerandola una evidente manovra pubbliciataria, visto che la delegazione europea visiterà alberghi ed altre istallazioni che si trovano in migliori condizioni rispetto alla drammatica situazione generale dei profughi siriani. Alla Merkel ed ai funzionari europei non è stato riferito di quanti profughi sono stati uccisi e feriti dai colpi d'arma da fuoco aperti dalle guardie di frontiera turche, un problema volutamente ignorato dalla Commissione Europea e dalla Merkel.

La Merkel e gli altri funzionari non hanno potuto sentire, nella stessa giornata, il sordo rumore delle cannonate che l'artiglieria turca dirige abitualmente verso le posizioni in Siria dei gruppi curdi. Per l'occasione era stato sospeso il fuoco e le autorità turche hanno provveduto a far suonare un musica di sottofondo per coprire ogni possibile rumore molesto per le le orecchie degli illustri ospiti.

Evil Rays

Afghanistan, il mercato fiorente di oppio ed eroina

gli USA sono i trafficanti di droga in assoluto

di Angela Caporale


Perché ci riguarda ciò che accade così lontano in una terra da decenni martoriata da guerre come quella afgana? Leggi, ascolti, ti indigni, va bene, ma tutto ciò ha una ricaduta concreta su di noi: il ritorno dell'eroina". Parto dalle parole conclusive di Enrico Piovesana, giornalista e autore di "Afghanistan 2001-2016: la nuova guerra dell'oppio" pubblicato da Arianna Editrice, per introdurre l'incontro/confronto ospitato al CostArena di Bologna.

Tra il 2014 e il 2015, il consumo di eroina nel Vecchio continente è raddoppiato, soprattutto tra gli adolescenti. Secondo i più recenti dati resi pubblici dal Cnr, l'Italia è seconda soltanto alla Gran Bretagna, in Europa, in termini di consumo.

Un dato che, da solo, dovrebbe spingerci a ritroso nella via che porta la droga in Europa, attraverso quella rotta balcanica che fino a qualche anno fa era abbandonata, e ancora indietro attraverso i Paesi mediorientali per approdare in Afghanistan.

Enrico Piovesana ha iniziato a frequentare la regione di Helmand nel 2003 e ci è tornato regolarmente fino al 2013, in teoria doveva occuparsi prevalentemente di temi umanitari per Emergency, tuttavia qualcosa si è evoluto in corso d'opera: "Quando ti trovi a lavorare nella zona capitale mondiale dell'oppio, tutti ne hanno a che fare ed è vissuta come una cosa normale".

La gente della zona ha ripreso a coltivare l'oppio dopo la guerra del 2001 (precedentemente un editto del Mullah Omar ne aveva vietato la coltivazione) e oggi si susseguono operazioni NATO, presente nell'area con contingenti prevalentemente statunitensi, britannici e canadesi, che vanno a sequestrare ampie quantità di oppio da contadini. "Vengono colpiti soprattutto - spiega Piovesana - quelli che non hanno pagato la 'decima' al Governo. Ciò accade, solitamente, per due ragioni: c'è chi non ha soldi per pagarla e chi si trova a vivere in zone controllate dai Talebani e quindi è a loro che va la tassa". Il risultato è un clima di guerriglia costante per il controllo economico della produzione dell'area.

Bad Guys

Il Meglio del Web: L'unico referendum sensato: quello sull'uscita dalla gabbia euro-atlantica

nato
© anonimo

di Enrico Galoppini


Passato qualche giorno dall'ultimo referendum, vorrei proporre una breve ma basilare riflessione sul senso di recarsi al seggio elettorale per esprimersi sulle più disparate questioni, quando per decidere avremmo in teoria tutto un personale politico stipendiato e preposto ad occuparsene nel migliore dei modi, e cioè nel rispetto dell'interesse nazionale.

Lasciamo stare il non trascurabile dettaglio che questi referendum, quorum o no, non determinano quasi mai il risultato uscito apparentemente dalle urne: gli italiani non intendono rinunciare all'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori? Ci pensa 'Renzie' col "Jobs Act" a farne carta straccia. L'acqua deve restare pubblica nei secoli dei secoli? Figuriamoci, già il giorno dopo la loro disfatta stavano studiando il modo di accaparrarsela per vendercela a peso d'oro.

E sorvoliamo anche sul fatto che quasi nessuno si rende conto che ogni referendum riguarda un aspetto particolarissimo della materia in questione, com'è stato in quest'ultimo caso delle "trivelle", mentre in altre situazioni non c'era assolutamente modo di capirci nulla se non procurandosi in fretta e furia un'apposita "laurea".

Di fatto, l'unico referendum che è stato chiarissimo per tutti è stato quello concernente il divorzio: il povero Fanfani, che aveva già capito che si cominciava con lo "scoppiarsi" e si finiva con "l'ideologia di genere", ci fece la figura del pirla, ma almeno passerà alla storia come un esempio di coerenza fino alla débacle preannunciata.

Vader

Netanyahu:" Le alture del Golan saranno sempre israeliane". Dura risposta dalla Siria

alture del golan

Netanyahu: "Le alture del Golan saranno sempre israeliane"
Dura risposta dalla Siria: "siamo pronti alla guerra con Israele per riportare il Golan alla madrepatria"

Il premier israeliano ha smentito così le voci secondo cui Tel Aviv sarebbe favorevole alla cessione del "suo" territorio ribadendo che il vero difensore "dell'Eretz Yisrael"(il progetto della "Grande Israele") è lui.



di Roberto Prinzi


Roma, 18 aprile, 2016, Nena News - "Le Alture del Golan resteranno sempre nelle mani d'Israele". A dichiararlo è stato ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu durante la consueta riunione di inizio settimana che l'esecutivo di estrema destra ha avuto però questa volta, per la prima volta, proprio nel Golan.

Come ci ha abituato in questi anni, il premier non ha usato troppi giri di parole per esprimere le sue intenzioni:
"Israele non si ritirerà mai da qui. Ci sono due semplici fatti che devono essere ammessi: il primo è che qualunque cosa ci sarà al di là della frontiera [in Siria, ndr], il confine non cambierà. Il secondo è che dopo 50 anni è giunta l'ora che la comunità internazionale riconosca le Alture del Golan sotto la sovranità israeliana".
Una dichiarazione non molto sorprendente, ma che assume più importanza se si va al di là del significato letterale delle parole. Il premier, infatti, ha voluto mandare tre messaggi ieri. Innanzitutto, ha smentito le voci secondo cui Tel Aviv sarebbe pronta alla cessione del "suo" territorio. Una possibilità che non è assolutamente presa in cosiderazione dai vertici israeliani. Il secondo era diretto alle voci riottose all'interno della sua coalizione che lo accusano da tempo di essere troppo "debole" con i palestinesi.

Bad Guys

La Balcanizzazione della Siria non è il Piano B, è il Piano A

john kerry
© presstv
Il mese scorso, il segretario di stato USA John Kerry, ha parlato della partizione della Siria dicendo che sarebbe il "Piano B" se fallissero i negoziati. In realtà questo è sempre stato il piano A. Progetti di balcanizzazione della Siria, dell'Iraq e di altri stati mediorientali vennero preparati dall'ex Segretario di Stato USA Condoleeza Rice in un viaggio a Tel Aviv del 2006. Erano parte del cosiddetto "Progetto per un Nuovo Medio Oriente". In pratica si trattava di una copia carbone del piano di Oded Yinon steso da Israele nel 1982. Il piano sottolineava il modo in cui gli stati del Medio Oriente avrebbero potuto essere balcanizzati seguendo linee settarie. Questo avrebbe dato luogo alla creazione di svariati micro-stati senza sbocco sul mare in guerra perpetua tra loro e mai abbastanza uniti da resistere all'espansionismo israeliano.
"La Siria cadrà a pezzi, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, in vari stati, come il Libano di oggi, cosicché ci saranno uno stato sciita alawita sulla costa, uno stato sunnita nell'area di Aleppo, un altro stato sunnita a Damasco ostile ai suoi territori del nord e i Drusi che si faranno il loro stato, forse persino nel nostro Golan..." Oded Yinon, "A strategy for Israel in the Nineteen Eighties".
Le email trapelate del Segretario di Stato USA Hillary Clinton rivelano che ci fossero sostenitori del piano di Oded Yinon dietro le pressioni USA per il cambio di regime in Siria. Un consulente dell'intelligence israeliane scrive in un'email a Hillary,
"La caduta della Casa di Assad potrebbe benissimo innescare una guerra settaria tra gli Sciiti e la maggioranza sunnita della regione, trascinando dentro l'Iran, cosa che, nell'opinione del comandante Israeliano non sarebbe affatto brutta per Israele e i suoi alleati occidentali,".
Il commento di Kerry sul piano B è arrivato subito prima che l'inviato speciale dell'ONU de Mistura dicesse che ai colloqui di Ginevra si sarebbe discusso di federalismo a causa delle pressioni delle grandi potenze. Entrambe le parti ai colloqui hanno decisamente respinto il Federalismo. Sottolineando il fatto che l'idea non arrivasse dagli stessi Siriani. L'ambasciatore siriano all'ONU, Bashar Al Jaafari, ha detto che l'idea della federalizzazione non sarebbe stata in discussione. "Levatevi dalla testa l'idea di dividere la terra siriana," ha detto.

Ma alcuni potrebbero non cogliere del tutto le implicazioni del federalismo e come sia intrinsecamente collegato alla balcanizzazione. Certuni citano il fatto che la Russia e gli Stati Uniti sono federazioni di successo come prova che la federalizzazione non sia niente di cui aver paura. Il punto che rende queste affermazioni sul federalismo così pericolose però, è il fatto che in conformità con il piano Yinon i confini della Siria federata verrebbero disegnati seguendo linee settarie senza considerare se uno dei suoi stati sarebbe in grado o meno di mantenere la propria popolazione. Ciò significa che un piccolo numero di persone avrà tutte le risorse, e il resto della popolazione della Siria sarà lasciato a morire di fame. Inoltre, la Russia e gli USA, sono due delle più grandi nazioni del mondo per estensione del territorio, il federalismo può avere senso per loro.

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Sciacalli francesi sull'Egitto ?

Hollande
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Il presidente francese François Hollande si è recato in Egitto per incontrare il presidente Al-Sisi al Cairo. Qui il presidente francese ha firmato ben 30 accordi commerciali e uno di vendita di equipaggiamenti militari da un miliardo di dollari. In tanti si dicono indignati e allarmati, peccato che nessuno chieda di smettere di vendere armi all'Arabia Saudita.

Nonostante ci siano molti coni d'ombra circa la morte di Giulio Regeni è indubbio che le fasi successive abbiano portato per certi versi alla rottura dei rapporti diplomatici tra Italia ed Egitto. Inutile dire che che Italia ed Egitto in precedenza avevano dei rapporti amichevoli e intrattenevano scambi commerciali per miliardi di euro. Ora tutto questo sembra essere in procinto di finire e non sta a noi giudicare se il governo italiano farà bene o male a farlo in nome della richiesta di verità per Regeni. Quello che si sa è che Hollande è andato in Egitto per incontrarsi con il suo omologo egiziano Al-Sisi al Cairo, ufficialmente per incrementare i legami militari.

Inutile dire che Hollande, con molta realpolitik, ha scelto di ignorare la risoluzione del Parlamento europeo che chiede la sospensione dell'esportazione di armi all'Egitto, e inutile ricordare che anche l'Eliseo in teoria dovrebbe avere qualcosa da ridire alla volta dell'Egitto visto che nel 2013 il francese Lang era misteriosamente deceduto in una stazione di polizia egiziana dopo sette giorni di torture, una storia molto simile a quella di Regeni ma che evidentemente non ha impedito al governo francese di fare business. Non a caso Hollande al Cairo ha firmato ben 30 accordi commerciali e uno di vendita di equipaggiamenti militari da un miliardo di dollari, non proprio bruscolini. Del resto dal 2014 a oggi l'Egitto ha già speso miliardi di dollari in armi francesi, e la sensazione è che ne spenderanno altri. Non a caso Hollande è stato apertamente criticato anche in Francia con diversi gruppi per i diritti umani che hanno inviato una lettera aperta a Le Monde per chiedere a Hollande di protestare contro Il Cairo. Non a caso tali gruppi, tra cui Amnesty Internation Francia, Human Rights Watch hanno detto che la Francia si sta assumendo una responsabilità molto pesante. Eppure bisogna anche ricordare che l'Occidente vende abitualmente armi all'Arabia Saudita, che peraltro le usa quotidianamente in Yemen anche su civili senza che nessuno abbia mai realmente preso in considerazione l'ipotesi di boicottare i sauditi.

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Oxfam accusa multinazionali Usa di aver evaso 1300 miliardi di dollari, ma nessuno si indigna

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Con il Panama Papers tutti i media pubblicavano il faccione di Putin (peraltro mai nominato dai documenti diffusi) e dei "nemici" degli americani rei di occultare denaro nei paradisi off-shore. Eppure quando la Ong Oxfam ha pubblicato un rapporto che mostra come le multinazionali Usa abbiano frodato il fisco per 1100 miliardi di dollari i media mainstream hanno fatto che occultare la notizia. Siamo sicuri di essere "noi" il mondo libero?

Goldman Sachs, Microsoft, Pfizer, general Eletric e Apple evidentemente hanno il diritto di evadere il fisco. Altrimenti non si spiegherebbe come mai i nostri media non abbiano messo in prima pagina la notizia delle multinazionali Usa che hanno frodato il fisco per 1100 miliardi di dollari mentre, al contrario, hanno messo in prima pagina i Panama Papers. Ecco qui come titolava il Corriere della Sera la notizia del rapporto pubblicato dalla Ong Oxfam sull'argomento:
"Dopo lo scandalo Panama Papers arriva dalla filiale americana di Oxfam una nuova denuncia: le cinquanta aziende più grandi degli Stati Uniti, da Apple a Microsoft, avrebbero depositato in conti offshore oltre 1300 miliardi di dollari per evitare di pagare le tasse."
Avete capito bene, tutti hanno posto il problema morale dell'evasione fiscale lanciandosi in sperticate accuse alla Russia, a Putin, ad Assad e alla Cina, e poi quando Oxfam letteralmente denuda il Re ecco che i principali network tacciono. Cosa avrà da dire a riguardo la Botteri, Sempiterna inviata di Rai News a Washington sempre "preparatissima" su tutto quello che accade nel mondo? Non è dato sapere. Così Oxfam scrive letteralmente che tra il 2008 e il 2014 i 50 colossi dell'economia americana si sarebbero serviti di 1600 filiali in paradisi fiscali per evitare di pagare miliardi di dollari di tasse all'anno, eppure nessuno accusa il sistema americano forse perchè si parla di marchi come Apple entrati nell'immaginario fiabesco di ciascuno. Vuoi vedere che vogliono dirci che le multinazionali americane come General Electric, Microsoft, Ibm, etc, si sono guadagnate il diritto ad evadere il fisco senza suscitare indignazione? E dire che si tratta peraltro di compagnie che sono state tra le maggiori beneficiarie di aiuti federali, ben 11.000 miliardi di dollari, eppure ci risulta che negli Stati Uniti sia pieno di homeless, come mai nessuno pone il problema?

"In sostanza i 50 colossi in sei anni hanno ricevuto un totale di 27 dollari di prestiti per ogni dollaro pagato in tasse, e con profitti per 4000 miliardi di dollari hanno pagato al fisco americano il 26,5% di quanto guadagnato, quasi il 10% in meno di quel 35% fissato dalla legge, e meno anche di quanto versa un contribuente medio americano (il 31,5%)", ha recitato ancora il Corriere, ma i perbenisti di casa nostra che pendono dalle labbra della Casa Bianca preferiscono trincerarsi dietro un imbarazzante silenzio. Del resto difendere gli Usa significa chiudere gli occhi di fronte a un vero e proprio doppiopesismo patologico che però ci induce a farci una domanda: siamo davvero noi il mondo libero?


Fonti Utili:


http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/nordamerica/2016/04/14/oxfam-1000-mld-dollari-da-50-big-usa-in-offshore_7b03a9b2-d1eb-4931-ae10-52dc11262a7f.html

Book 2

Flashback Il Meglio del Web: Ponerologia - La scienza del male

psicopatici
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di Carolyn Baker


La canadese Red Pill Press ha recentemente pubblicato il libro dello psicologo Andrew M. Lobaczewski, intitolato Political Ponerology [Ponerologia politica, ndT] nel quale l'autore spiega sulla base di proprie osservazioni come durante i suoi anni di lavoro clinico in Polonia abbia notato un'alta correlazione fra gli atti che molta gente etichetterebbe come "cattivi" e varie patologie. La classificazione diagnostica più adatta per questi individui nel moderno gergo psicologico sarebbe sociopatico, la cui più importante caratteristica è l'apparente assenza di una coscienza o empatia in relazione agli altri esseri viventi. Lobaczewski e alcuni dei suoi colleghi est-europei che lavoravano sotto l'impero sovietico decisero di intraprendere questo studio ad un livello più alto e investigarono il ruolo che la sociopatia giocava nel governo, negli affari e in altri gruppi sociali. La Ponerologia politica (dalla parola greca poneros, male) è una scienza sulla natura del male adattato per scopi politici che all'estremo di una più vasta scala risulta in una patocrazia.

political ponerology
© Red Pill Press
La ricerca indica che i sociopatici si trovano in tutte le razze, etnie e religioni e che nessun gruppo è immune ad essi. I sociopatici costituiscono, secondo l'autore, circa il 6% della popolazione in qualsiasi gruppo. L'editore di Red Pill afferma che "Political Ponerology è un libro che offre un orribile sguardo dentro la struttura sottostante ai nostri governi, le nostre corporazioni più grandi, e anche il nostro sistema giudiziario".
Dopo aver letto questo libro, una gran quantità di domande assillanti sulle linee di condotta e le pratiche dei funzionari governativi e aziendali hanno cominciato a trovare una spontanea risposta dato che le analisi di Lobaczewski vanno al cuore del perché il governo degli Stati Uniti sia divenuto un'impresa criminale che fa di tutto per dominare il mondo e per annichilire grandi quantità di esseri umani sia all'interno che nel mondo.

[....]
Innanzitutto Lobaczewski fa notare che le società sono più vulnerabili al male nei tempi buoni. "Nei tempi migliori", scrive, "la gente perde di vista il bisogno di una profonda riflessione, di introspezione, di conoscenza degli altri, e di una comprensione delle complicate leggi della vita".

Bad Guys

Diplomatico USA: USA rifiutano ancora di riconoscere la legittimità di Assad, chiedono che sia deposto

Syria Assad elections
© Omar Sanadiki / ReutersA woman casts her vote during the parliamentary elections in Damascus, Syria April 13, 2016.
Dovremmo accogliere a braccia aperte ogni tipo di elezione e progresso verso la democrazia sotto queste circostanze dovute al conflitto, non ha alcun senso che il governo degli Stati Uniti stia condannado questo voto, racconta l'ex diplomatico statunitense Jim Jatras a RT.

Gli Stati Uniti hanno scartato a priori le elezioni siriane per eleggere un nuovo parlamento dicendo che non riflette "il volere del popolo." Ma nel 2005 Washington accolse bene il voto nel vicino Iraq quando la nazione era ancora sotto gli artigli dalla guerra.

RT: Gli USA hanno rigettato le prossime elezioni parlamentari in Siria. Perché sta negando la legittimità ad un voto democratico?

Jim Jatras: Perché il governo americano ha già deciso che Bashar Assad non sia il legittimo capo del governo, che questo no è un governo legittimo, e deve essere deposto. E tutto quello che faranno poi verrà semplicemente condannato in ogni modo dal governo USA che ci siano le basi per farlo o meno. tutto questo nonostante il fatto che nel 2014 la Siria ha portato avanti le elezioni presidenziali, e siriani da tutto il mondo avevano votato e abbiamo visto gente all'estero in luoghi come il Libano, la Giordania partecipare attivamente e con entusiasmo a quelle elezioni. Non c'è ragione di pensare che un significativa fetta della popolazione siriana, direi la maggiornanza, sia a favore di questo governo e supporti queste elezioni.

Commenta: Vedi anche: Dispaccio dalla Siria: La Maggioranza dei Siriani Sostiene Assad, Condanna Falsa 'Rivoluzione' Straniera