Maestri BurattinaiS


Light Sabers

Il popolo russo contro la Quinta Colonna

putin vs la quinta colonna
© youtube
Come tutti gli anni, la settimana scorsa il Presidente Putin ha passato tre ore e mezza a rispondere ad 80 domande, fra gli oltre tre milioni ricevute. Lo spettacolo, che è stato trasmesso il diretta dalle stazione televisive Canale Uno, Rossiya-1 e Rossiya-2 e da Mayak, Vesti FM e Radio Rossii, è stato un successo senza precedenti, che è stato visto e commentato da milioni di Russi. Potete leggere la trascrizione completa dello show cliccando qui, e qui la trascrizione dell'incontro di Putin con i giornalisti dopo lo spettacolo.

Il principale canale televisivo russo, Rossiya-1 ha mandato in onda anche due speciali talk-show (vedere qui e qui) dedicati unicamente al commento della performance di Putin. Uno di questi talk-show era il famoso "Una serata con Vladimir Soloviev", sicuramente lo spettacolo con i più alti indici di ascolto di tutta la TV russa. Per inciso, Rossiya-1 è il gioiello della corona della multinazionale mediatica VGTRK (Società statale di televisione e di radiodiffusione di tutta la Russia). Fra lo show con le domande a Putin (3 ore e 40 minuti), il primo talk-show (2 ore e 12 minuti) e il secondo talk-show (1 ora e 44 minuti), il pubblico russo si è sorbito qualcosa come sette ore e mezza di discussione. Qualcuno la chiamerà "propaganda" e la cosa può essere considerata positiva o negativa, ma questo non cambia i fatti. Il punto è che che questa è stata una grossa, enorme operazione di pubbliche relazioni. E qual'era allora il messaggio inviato? Lasciate che ve lo sintetizzi.

In primo luogo, Putin è il leader amato e incontrastato di tutto il popolo russo, è un manager di grandi capacità, il difensore della gente comune russa, ovunque, ed è l'ultima speranza per tutti quelli che hanno subito dei torti da parte delle autorità. Lasciatemi dire che tutti i capi dei partiti di opposizione concordano pienamente. In questo momento, in Russia nessuno osa criticare personalmente Putin, non perché di notte potrebbero arrivare gli sgherri del KGB e trascinarvi in qualche campo di concentramento, neanche per sogno; ma perché parlar male di Putin equivale ora ad un suicidio politico. Anche alcuni membri dell'opposizione politica non di sistema (altrimenti detta 5^ colonna) cominciano a capirlo.

In secondo luogo, un sacco di russi stanno soffrendo, molto. Non a causa delle sanzioni o per la diminuzione del prezzo dei carburanti, ma per la corruzione, l'incompetenza e la cecità ideologica del "blocco economico del governo russo". L'economia è un disastro a causa di governatori corrotti, burocrati statali che battono la fiacca, e un vero e proprio sabotaggio da parte del quasi universalmente detestato "blocco economico governativo". Le sanzioni (sopratutto il mancato accesso al credito) e la caduta del prezzo del petrolio hanno peggiorato le cose, ma non sono il vero problema e neanche la sua parte principale.

Terzo, gli individui responsabili di questo caos vengono regolarmente citati per nome. L'odio verso il "blocco economico governativo" non è mai incoraggiato apertamente dallo stesso Putin che, a domanda diretta, loda sempre l'operato dei ministri di governo. Tutti gli altri però, compresi i rappresentanti dell'opposizione ed anche il conduttore Vladimir Soloviev, stanno chiedendo apertamente non solo le dimissioni, ma anche il carcere per i governatori o anche i ministri colpevoli. Mentre lo stesso Medvedev è di rado il bersaglio personale di tali accuse, Arkadii Dvorkovich (Vice Primo Ministro), Igor Shuvalov (Primo Vice-Presidente della Federazione Russa), Alexei Uliukaev (Ministro dello Sviluppo Economico) e Anton Siluanov (Ministro delle Finanze) sono odiati "apertamente" nella televisione russa.

Per esempio, quando una donna chiama per denunciare le terribili condizioni della via principale della sua città e Putin promette di fare qualcosa, tutti i commentatori sono d'accordo che è un'infamia e una disgrazia che solo il Presidente sia disposto ad ascoltare questi problemi, mentre tutti i diretti responsabili della cosa sono indifferenti, non fanno nulla, o peggio, sono corrotti fino al midollo. Un altro esempio: alcuni lavoratori, trattati come schiavi da una banda di delinquenti in un'isola dell'estremo oriente della Russia, avevano denunciato la cosa alla polizia e al procuratore locale, ma erano stati completamente ignorati. Una telefonata al Presidente e il Comitato Investigativo Russo (più o meno l'equivalente dell'FBI americano) ora indagherà, non solo sui malavitosi coinvolti, ma anche sulle forze di polizia locali e sullo stesso procuratore regionale. Per quanto riguarda Putin, lui si è personalmente scusato con questi lavoratori a nome dell'intero governo russo. A proposito, in Russia si sa benissimo che i burocrati locali sono assolutamente terrorizzati da questi show a chiamata con il Presidente, perché non si può mai sapere chi potrebbe farsi vivo. Quello che sanno è che le indagini e le sanzioni "dall'alto" sarebbero fulminee e senza pietà. Per quanto riguarda poi la gente comune russa, tutto questo lo adora.

Tuttavia, c'è la forte sensazione che, una volta terminato lo spettacolo, tutti quelli a cui questa volta è andata bene, tirino un gran sospiro di sollievo e ritornino immediatamente alle loro (cattive) abitudini. La verità è che quel poco che si riesce a fare, lo si fa solo con eventi del genere ed è, purtroppo, nella stessa mentalità russa sperare che, "magari" (авось), la prossima volta "prenderanno qualcun altro, non me". E così, in realtà, non cambia quasi niente.

Devo aggiungere che alcuni ministri ricevono grandi elogi alla TV russa. Questi sono il Ministro degli Esteri Lavrov, il Ministro della Difesa Shoigu, il Tenente-Generale Vladimir Puchkov (Ministro per le Situazioni di Emergenza), Dmitri Rogozin (Vice Primo Ministro di Russia, al vertice delle industrie per la Difesa, un incarico di livello ministeriale) e pochi altri. Notate una trama interessante qui?

Quenelle

Eva Bartlett: I media occidentali rompono il loro silenzio su Aleppo con bugie flagranti, offuscamenti e omissioni

Abdulrahman
© Via Facebook/Syrian newsNotizie dalla Siria: "Abdulrahman è stato ucciso da un razzo terrorista mentre stava tornando a casa dalla scuola, oggi (25 aprile)"
Mortai, missili, e bombe a gas da Hell Cannon hanno continuato a piovere su Aleppo pochi giorni fa (un drammatico incremento rispetto allo sporadico sebben frequente terrorismo a cui i residenti di Aleppo sono stati sottoposti per anni).

Sin dal 23 aprile, più di 1000 bombe/missili/gas hanno imperversato su Aleppo (vedi: Syria: Aleppo is Burning and Western Media is Silent), uccidendo almeno 40 residenti e ferendone oltre 300, secondo il al-Alam giornalista Rabea Kalawandy nel suo rapporto del 27 aprile.

In un più recente aggiornamento, Kalawandy ha scritto:
٨" شهداء لحد اللحظة في ‫#‏حلب‬ نتيجة قذائف المعارضة المعتدلة بينهم أطفال ونساء

8 martiri in tutto. Ad ‪#‎Aleppo‬ come risultato dei colpi dell'opposizione moderata inclusi donne e bambini."
Il numero reale di quelli assassinati sarà probabilmente molto più alto, prendendo in considerazione che molti dei feriti sono stati ricoverati in gravi condizioni.

Il quotidiano Al Masdar ha riferito il 26 Aprile:
"6 civili sono stati uccisi, altri 25 feriti quando i ribelli islamici hanno sparato una raffica di colpi di mortaio e missili di propria produzione nei distretti, sotto controllo del governo, di Ashrafīyah, Nile Street, Mokambo e Al-Khalidiyah, nella città settentrionale di Aleppo."
In un video pubblicato da Anna News, i residenti di Aleppo hanno parlato apertamente delle loro sofferenze quotidiane sotto i costanti bombardamenti dei ribelli che hanno tolto molte vite e hanno creato enormi danni ad Aleppo, provincia sotto protezione del governo.


Commenta: Per leggere e ascoltare di più su cosa sta realmente accadendo in Siria con Eva, vedi:


No Entry

Il Meglio del Web: Missione Compiuta? 'Effetto spavento' dopo lo 'NSA Leak' di Snowden, la gente ha paura di conoscere la verità sul terrorismo

snowden CIA
"Hi I'm Ed. Everyone knows I was a subcontractor for the NSA, but no one knows I was first recruited by the CIA."
Le rivelazioni della talpa dell'NSA Edward Snowden sulla sorveglianza di massa del governo ha apparentemente impaurito un significativo numero di persone che non vuole più saperne di cercare informazioni sul terrorismo su Wikipedia, ed un nuovo studio mostra come i lettori hanno paura di essere investigati.

Le conclusioni sono arrivate quando l'enciclopedia online ha mostrato un calo del 30 percento di ricerche su argomenti correlati al terrorismo - la prova più diretta di qualcosa chiamato "chilling effect," descritto da Jonathon Penney dell'Università di Oxford e Toronto come misura dell'impatto negativo sulla condotta legale che emerge dai leaks dell'ex impiegato della NSA che per primo espose il programma PRISM.

In molti nei circoli accademici hanno negato che esista un tale effetto, così come la sua ricaduta potenzialmente negativa. E' proprio questo che ha spronato Penney a scavare più a fondo sul problema, che è diventato sempre più popolare tra le varie discipline accademiche.

I suoi risultati saranno pubblicati in una prossima ricerca nel Berkeley Technology Law Journal. Qui egli analizza la caduta di traffico internet considerando 48 argomenti presenti su Wikipedia che vengono monitorati da vicino dal governo USA per problemi di sicurezza nazionale. "Al-Qaeda", "jihad" e simili ricerche sono in cima alla lista stilata dal Dipartimento della Homeland Security.

Commenta: Questo è ciò che abbiamo detto su Sott.net all'epoca, cioè che lo scopo di queste "fughe di notizie" è stato quello di far sapere alla gente, o di far credere, di essere sorvegliati costantemente. Ciò avrebbe lo stesso effetto di distruzione del dissenso come il terrorismo vero e proprio: le persone temono le autorità.

PRISM for your Mind: NSA, WikiLeaks and Israel

Behind the Headlines: NSA's PRISM offers neither privacy nor security

E avevamo ragione!

Il fatto stesso che il chilling effect sia 'controverso' nei circoli accademici tradizionali, ci dice proprio che è invece molto ben compreso (e applicato) nei circoli d'élite: non vogliono che la gente capisca perché fa quello che fa.


Chess

Gli USA tentano di "asfissiare" la Russia di Putin?

USA vs Russia
© anonimo

di Germán Gorráiz López


Le informazioni filtrate attraverso Edward Snowden, circa il programma PRISM, avrebbero sciolto tutti gli allarmi nella CIA davanti al pericolo evidente di scoperchiare tutti i segreti inconfessabili ricavati dai sotterranei segreti dell'establishment.

Putin avrebbe giocato con maestria le sue carte e dopo aver concesso a Snowden l'asilo temporaneo, egli è apparso davanti al mondo come campione della difesa dei Diritti Umani, diluendo progressivamente la sua immagine di repressore nel conflitto ceceno, per quanto cosciente della nuova dinamica di azione- reazione innestatasi e propria degli scenari della Guerra Fredda in cui si vedranno coinvolte le relazioni USA -Russia a partire da quel momento. Per quanto si riferisce al contenzioso siriano, cosciente del vantaggio derivatogli dalla incapacità degli USA e dei loro alleati europei di prendere l'iniziaiva nei conflitti del Medio Oriente e limitrofi (Egitto,Siria, Palestina ed Iraq ), Putin ha saputo approfittare dell'opportunità offerta di recuperare l'influenza internazionale che la Russia aveva perso negli ultimi anni per fissare la sua posizione come collaboratore ineludibile nella ricerca di accordi internazionali con la Siria e l'Iran.

Allo stesso modo, la divisione dell'Ucraina in due metà quasi simmetriche separate dal meridiano 32 Est, rimanendo il Sud e l'Est del paese nell'orbita russa mentre il Centro e l'Ovest dell'Ucraina navigheranno verso la stella della UE, ha significato di fatto il ritorno endemico della Guerra Fredda Russia -USA, basata sul principio di azione-reazione, producendosi da parte degli USA la implementazione della strategia kentiana sul piano economico.

Detta strategia avrebbe le sue basi nella teoria esposta da Sherman Kent nel suo libro "Strategic Intelligence for American World Policy", pubblicato nel 1949, in cui si anticipava che "la guerra non sempre è convenzionale: in effetti una gran parte dei conflitti, da quelli più remoti a quelli più prossimi, sono stati sempre realizzati con armi non convenzionali: (...) armi politiche ed economiche".

Il tipo di guerra che si utilizza (... sono la guerra politica e quella economica, "Le finalità di questi tipi di guerra furono descritte da questo aiutore nel seguente modo: "in queste guerre non convenzionali si tratta di fare due cose: debiltare la volontà e la capacità di resistenza del nemico e fortificare la propria volontà e capacità per vincere" e più in avanti aggiunge che gli strumenti della guerra economica "consistono nella carota ed il bastone": "il blocco, il congelamento di fondi, il boicottaggio, l'embargo e la lista nera da un lato; i sussidi, i prestitti, i trattati bilaterali, il baratto e gli accordi commerciali dall'altro."

Commenta: Lo "smantellamento" della Russia richiede l'adozione delle strategie a lungo termine e di vasta portata che implicano movimenti inaspettati, manovre molto complesse che sembrano non correlate, co-cospiratori di fiducia in vari settori della società, un modello di propaganda efficace, inganni e menzogne. La sovversione di un paese non avviene in maniera diretta ed è quasi impossibile scoprirne tutti i fattori ed i giocatori coinvolti finché non è troppo tardi. Putin è in grado di affrontare tali ostacoli/minacce? Fino ad ora, sembra proprio di sì.


Magic Hat

L'Occidente copre i crimini in Siria

siria aleppo
© anonimo
L'Occidente, nella sua cecità' politica non distingue fra vittime ed assassini

Il ministro dell'Informazione siriano, Omram al-Zoubi ha riferito che i recenti attacchi terroristici contro la parte nor ovest della città' di Aleppo sono crimini di guerra che non richiedono prove o evidenze certe.

Intervistato dalla Tv siriana , il ministro ha dichiarato che la recente ondata di attacchi e bombardamenti contro Aleppo e' parte di un progetto promosso da Arabia Saudita, Turchia e vari altri stati patrocinatori del terrorismo come gli USA. Inoltre ha informato circa l'uso di armi moderne e proibite durante i bombardamenti su zone residenziali di Aleppo ed ha denunciato il fatto che l'inviato dell'ONU, S. De Mistura, ha chiuso gli occhi innanzi alle decine di morti e feriti registrati in Aleppo, case distrutte e i circa 1200 missili piovuti sulla città' nelle ultime ore.

La città' di Aleppo, dall'inizio di Aprile, si trova al centro di una offensiva congiunta dell'Esercito Siriano e delle forze aerospaziali russe per liberarla dai gruppi terroristi che tenevano in ostaggio la popolazione ed è' stata oggetto, negli ultimi giorni, di costanti attacchi letali di cui i media occidentali accusano Damasco e Mosca mentre questi ultimi, con documenti ed evidenze, hanno smentito le accuse contro di loro. Il ministro siriano ha aggiunto che "gli USA e l'Occidente sono contagiati da una cecità' politica nel non voler distinguere fra vittime ed assassini e determinare chi sono i responsabili e di voler vedere gli avvenimenti ad Aleppo in modo conforme ai desideri degli assassini e dei terroristi".

Le accuse occidentali hanno l'obiettivo di soddisfare gli interessi dell'Arabia Saudita e della Turchia e delle organizzazioni terroristiche che impongono la pressione politica sulla Siria.

Il recente attacco su Aleppo si è' prodotto nella notte di Mercoledì' ed ha colpito l'Ospedale di MSF ed un Centro della Croce a Rossa, ed ha lasciato almeno 14 vittime sul terreno. I media occidentali, come sempre, si sono affrettati a indicare la responsabilità' della Russia e del Governo di Damasco per il bombardamento ma le autorità' russe hanno smentito che vi siano state una incursioni aeree su tale zona negli ultimi giorni ed hanno puntato il dito sulle forze della coalizione USA che hanno fatto una incursione nella sera di Mercoledì' per colpire i gruppi dell'ISIS. Inoltre hanno fatto rilevare che sulle zone residenziali di Aleppo si è' verificato un intenso bombardamento con l'utilizzo di centinaia di missili forniti ai gruppi terroristi di Al-Nusra dalla Turchia ed Arabia Saudita che notoriamente appoggiano questo ed altri gruppi.

Le informazioni fornite dai media occidentali sono false, ha dichiarato Zoubi e destinate a coprire i crimini dei terroristi. Da parte sua l'inviato dell'ONU non si è 'pronunciato circa la responsabilità' degli attacchi.


Fonte:
Hispan Tv

Traduzione: L. Lago

Megaphone

Alexei Pushkov: "L'abuso di dottrina liberale sta distruggendo l'Europa. E la Russia è il capro espiatorio di tutto"

Peshkov

Il presidente della Commissione affari esteri della Duma di stato russa intervistato dall'AntiDiplomatico: "La Nato deve rivedere i suoi principi. La minaccia è il terrorismo jihadista, non certo la Russia"


di Alessandro Bianchi

Il Presidente della Commissione Affari esteri della Duma di Stato russa e uno dei politici più influenti del Partito di governo "Russia Unita", Alexei Pushkov, è stato in visita istituzionale in Italia a fine marzo. Come AntiDiplomatico abbiamo avuto la possibilità di rivolgergli alcune domande.

- In un tweet il giorno degli attentati a Bruxelles il 22 marzo, Lei ha scritto che la Nato invece di preoccuparsi di una immaginaria minaccia Russia e portare i soldati in Lettonia dovrebbe difendere i suoi cittadini da chi li attacca veramente...

- La Nato deve rivedere i suoi principi. Il suo segretario generale Stoltenberg a Monaco ha dichiarato che c'è una minaccia esistenziale che proviene da Oriente, cioè dalla Russia. Però non ha detto neanche una parola della vera minaccia all'Europa. Gli attentati di Bruxelles dimostrano come sia chiaro che la minaccia per i paesi membri della Nato sia un'altra e questa organizzazione deve immediatamente rivedere i suoi principi. Non riempire i confini con la Russia con armamenti e militari, ma collaborare con noi per sconfiggere il terrorismo. Non porre nuove basi in Polonia e fare in modo che le minaccie reali diminuiscano.

- Gli attentati di Bruxelles dimostrano il fallimento della politica interna ed esterna della Nato e dell'Europa. Bruxelles è simbolicamente la sede di entrambi. Non crede che sia giunto il momento per le popolazioni degli stati membri di cercare nuove strade?

- L'Europa sta attraversando tappe di grandi cambiamenti e la causa della sua crisi risiede nel comportamento delle elites liberali tradizionaliste al potere che non riescono a dare risposte adeguate a tutto questo. Il problema è la "troppa ideologia". Provengo da un paese in cui si è dimostrato che la "troppa ideologia" si ritorce contro. Ecco in Europa oggi c'è lo stesso problema. La politica delle porte aperte, per fare un esempio, della Cancelliera Merkel sta distruggendo il tessuto sociale della Germania con il riferimento ai certi «valori» incrollabili, per fare solo un esempio. In tutta Europa assistiamo ad una reazione delle società europee contro l'ideologia dominante. Intanto le posizioni dei movimenti politici di estrema destra si stanno rafforzando. La «troppa ideologia liberista» ha creato un grave problema interno, ma ne esiste uno anche esterno, di politica estera.

Question

E' iniziata la "campagna di Libia"?

libia mappa

Il fragilissimo governo Serraj appena insediatosi a Tripoli ha lanciato la tanto attesa richiesta di aiuto alla comunità internazionale per proteggere i pozzi petroliferi dall'Isis. E puntualmente si scaldano i motori per una "campagna di Libia" che presto entrerà nel vivo. Ma con quali conseguenze?


Probabilmente mentre l'Italia sarà distratta dalle vacanze, ma forse anche prima, in Libia comincerà una nuova guerra, ammesso che dal 2011 ci sia mai stato un momento di pace. Il governo libico di Serraj, debolissimo e insediato in modo abborracciato da poche settimane, ha lanciato la tanto attesa richiesta di aiuto alla comunità internazionale per richiedere la protezione dei pozzi petroliferi dall'Isis (non delle persone beninteso). E di fronte a cotanto zelo la comunità internazionale non potrà certo rimanere indifferente, e prontamente dall'Occidente saranno in molti a volersi lanciare in una nuova "campagna di Libia". Secondo quanto riferito dall'ANSA sarebbe in arrivo un contingente di 300 militari di vari Paesi, compresa ovviamente l'Italia. Il tutto potrebbe avvenire molto rapidamente, ovvero quando l'inviato delle Nazioni Unite per la Libia Kobler raggiungerà Tripoli. Il passaggio fondamentale sarà quando la richiesta di Serraj verrà portata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dopodichè per l'Italia ci dovrebbe teoricamente essere un passaggio parlamentare. In teoria la missione italiana sul campo dovrebbe essere di addestramento sul campo ma la sensazione è che in Libia la situazione stia volgendo a un rapido peggioramento.

L'Isis infatti ha cominciato ad attaccare i pozzi petroliferi in Cirenaica ma il problema più grosso per Serraj e quindi per gli interessi dell' "Occidente" sembra essere Khalifa Haftar, il capo di una milizia molto potente in Libia e che controlla il parlamento di Tobruk che ancora non ha riconosciuto del tutto Serraj e potrebbe voler tentare un colpo di forza. Haftar secondo diverse fonti riceverebbe appoggio direttamente da Egitto, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Formalmente e anche praticamente però Haftar è nemico dello Stato Islamico e quindi a distanza di cinque anni e mezzo dalla fine di Gheddafi il paese è ancora diviso in un tutti contro tutti devastante. Inoltre il governo Serraj non sembra essere realmente rappresentativo della società libica e quindi non gode di consenso popolare il che potrebbe portare molto presto a una nuova e sanguinosa fase della guerra civile.

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Il Meglio del Web: Brasile, ecco come si è consumato il golpe dei corrotti. Corrispondenza di Marco Consolo

Dilma Rousseff
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Vittoria dei golpisti brasiliani e durissima sconfitta della Presidente Dilma, delle forze della sinistra, della democrazia. Domenica 17 aprile, con 367 voti a favore, 137 contro, 7 astensioni e due assenti giustificati per malattia, la Camera dei deputati brasiliana ha votato a favore del procedimento di impeachment contro la Presidente Dilma Roussef, accusata di irregolarità nella pubblicazione del bilancio federale.

Dilma e Lula

Il procedimento è passato al Senato, dove è poco probabile che si inverta la tendenza. Il suo Presidente dovrà formare una commissione per decidere se accogliere la proposta e, in caso positivo, l'impeachment sarà votato dall'aula. La Presidente avrà poi 180 giorni per difendersi davanti alla Corte Costituzionale. Infine, il Senato dovrà votare di nuovo, dopo aver ascoltato la difesa della Presidente. In caso di voto favorevole dei due terzi degli 81 senatori, Dilma Rousseff decadrebbe dall'incarico e il vice presidente Michel Temer, si insedierebbe ufficialmente con l'incarico di formare il governo. Da notare che lo stesso Temer, del Partido del Movimiento Democrático Brasileño (PMDB), ex-alleato di governo, è a sua volta sottoposto ad una richiesta di impeachment.

Michel Temer

Tra le dichiarazioni di voto contro Dilma dell'opposizione, molte dedicate a" Dio, Patria e Famiglia", tra le più sfacciate quella di Jair Bolsonaro (Partito Progressista, di estrema destra), un ex-militare che ha dedicato il suo voto al colonnello Carlos Alberto Brilhante Ustra, uno dei torturatori di Dilma quando era in prigione durante la dittatura (1964-1985). "Hanno perso nel 1964 (data del golpe militare contro Joao Goulart) e perderanno nel 2016..." ha detto Bolsonaro. "Contro il comunismo, il Foro di Sao Paulo, per le Forze Armate e soprattutto per Dio, il mio voto è sì". Una dichiarazione accolta da applausi dai banchi dell'opposizione.

Come già segnalato in precedenza, nonostante il candidato del Partito dei Lavoratori (PT) abbia vinto le elezioni per la quarta volta consecutiva, la composizione del Parlamento si è spostata notevolmente. Con l'appoggio della grande finanza e dei maggiori media, la destra è riuscita ad eleggere il peggior parlamento dal ritorno della democrazia. Un parlamento con una maggioranza composta da fondamentalisti evangelici, rappresentanti dei latifondisti e dell'agro-business, dalla lobby dei venditori di armi, dei mezzi di comunicazione privati (i cosiddetti "colonnelli elettronici"), dai rappresentanti delle compagnie di assicurazione private del settore della salute, dai fautori dell'educazione privata a scapito di quella pubblica. Un Parlamento che, infatti, si è ben guardato dal mettere in agenda la Riforma politica, quella elettorale e quella dei mezzi di comunicazione.

È così che, in un ambiente grottesco, si è consumato il golpe dei corrotti, che ha utilizzato la falsa bandiera della lotta alla corruzione, leitmotiv della contro-offensiva delle destre continentali e di Washington. In altri termini, il bue dice cornuto all'asino. Una Camera dei Deputati macchiata dalla corruzione, al comando del suo presidente evangelico Eduardo Cunha, (investigato per corruzione nel Processo Petrobras e con diversi conti bancari in Svizzera), consegna il governo al vicepresidente Michel Temer, un traditore in combutta con Eduardo Cunha, dello stesso PMDB. La destra, che non aveva accettato la sconfitta elettorale, cerca di tornare al governo con il golpe parlamentare. Esattamente il 17 aprile di 20 anni fa, veniva commesso il massacro di Eldorado dos Carajás, con l'omicidio poliziesco di 19 contadini senza terra che reclamavano terra ed una riforma agraria. Per completare il quadro, il giudice della Corte Suprema di Giustizia, Gilmar Mendes, ha sospeso sine die la nomina di Lula a Ministro della Presidenza, in quanto "la sua carica potrebbe ostacolare le indagini contro di lui", per i suoi presunti vincoli con il caso di corruzione ed il riciclaggio di denaro dell'impresa Petrobras.

Commenta: Per ulteriori informazioni leggere l'articolo:


Target

Quadro internazionale: è attacco ai BRICS

brics bandiere
© anonimo

di Francesco della Croce, Comitato Centrale PCdI


In Brasile si sta consumando un attacco feroce alla democrazia che, con la calendarizzazione del voto sull'impeachement per la presidente Dilma Rousseff, subisce un' ulteriore accelerazione ed inasprimento, dopo lo scatenarsi della campagna giudiziaria contro l'ex presidente Lula Da Silva (vicenda che, come hanno dimostrato le dichiarazioni dell'ex presidente brasiliano, appare completamente strumentale e volta a depotenziare l'impatto della sua ricandidatura nelle elezioni politiche del grande Paese latino americano): l'attacco contro la presidente Dilma Rousseff e l'inchiesta contro Lula mirano a distruggere un cammino decennale di progresso e sviluppo che il Brasile ha percorso sotto la guida di forze popolari, comuniste e della trasformazione, dopo i lunghi anni di servitù all'Impero (così sono identificati gli USA in America Latina).

Non hanno esitato un momento personalità di spicco dell'America latina libera, sovrana e incamminata sulla strada della trasformazione sociale verso il socialismo, come Pepe Mujica e Fidel Castro, a schierarsi con il Brasile, con Dilma e Lula. Ben consci della reale natura delle manovre destabilizzatrici condotte da una magistratura longa manus di manovratori più lontani, potenti e interessati.

Contemporaneamente cresce la tensione militare contro la Russia. L'escalation militare degli ultimi anni ai confini della Federazione russa e l'attacco ai suoi Paesi alleati in Medio Oriente, ci parlano di un aggravarsi del clima da "nuova guerra fredda", che - come si diceva nel secolo scorso - appare ogni giorno sempre più sull'orlo di tramutarsi in una guerra calda. Gli Usa non accettano alcun tipo di concorrenzialità, tanto sul piano politico, quanto e soprattutto su quello economico e militare, con altri poli nel globo. La Russia di Putin, diventata protagonista della scena internazionale già con il conflitto ucraino e più marcatamente nell'ambito delle guerra in Medio Oriente - contesto nel quale si distingue per un ruolo incisivo e positivo nella lotta allo Stato Islamico - si presenta a pieno titolo come coprotagonista delle dinamiche internazionali nel mondo.

Si inaspriscono le relazioni tra USA e Cina: un Paese, quest'ultimo tutt'altro che in crisi - come hanno tentato di raccontarci mistificando i fatti "autorevoli" e noti strumenti di informazione mainstream- che si libera dalla miseria e accresce la sua ricchezza nazionale con percentuali da brividi che lasciano sgomenti noi Occidentali che vediamo crescere, oramai da quasi un decennio, solo disoccupazione e disagio sociale. A turbare i sonni degli Usa vi è il consolidamento di un asse internazionale, quello tra Cina e Russia, che sta dedollarizzando il mondo, anche attraverso un rafforzamento delle relazioni con importanti Paesi della regione medio orientale, come l'Iran, Paese dipinto per anni dall'Occidente come "regno del male" ed oggi, al contrario, tra gli unici interlocutori affidabili nel fronteggiare, in quella regione del mondo, la minaccia dell'Isis, causando le ire di sauditi ed emirati, veri e propri protettori del terrorismo dello Stato Islamico, utile di volta in volta, per consolidare il loro potere e "richiamare" i propri alleati (non è un mistero che i sauditi abbiano mal digerito la fine dell'embargo economico contro l'Iran). Un ulteriore passaggio di questa strategia di contenimento e attacco al prestigio costruito dalla collaborazione tra questi due grandi Paesi asiatici, specie nel conflitto contro l'ISIS, può essere rappresentato dallo scandalo dei cosiddetti "Panama Papers": uno scandalo da cui gli Usa sono chiamati fuori (dimenticando che, secondo quanto riportato da Bloomberg, l'intero territorio statunitense si presenta come un immenso paradiso fiscale per investitori e società) e che serve, contestualmente, a richiamare "all'ordine" gli alleati occidentali degli States, colpevoli di essere troppo inclini ad una cooperazione con l'asse suddetto dei Paesi asiatici e non perfettamente allineati nella gestione dei vari scenari di guerra aperti nel mondo, specie in Nord Africa e Medio Oriente.

Alarm Clock

SOTT Focus: Dispaccio dalla Siria: La Maggioranza dei Siriani Sostiene Assad, Condanna Falsa 'Rivoluzione' Straniera

Syria Fruit Stand
© Eva BartlettA newly opened fruit and vegetable stand in Homs' Old City.
Ho visitato per la prima volta la Siria nel 2014, arrivando a Homs e Latakia, oltre a Damasco. In ognuno dei miei tre successivi viaggi in Siria, parlando un arabo moderato e colloquiale, sono stata in grado di interagire faccia a faccia con i siriani locali, al mercato, sui taxi, nelle strade o nei posti che ho visitato.

A Latakia, molti deipiù di un milione di Persone Rilocate Internamente da Idlib, da Aleppo e aree confinanti che sono stati supportati e forniti di un'abitazione grazie al governo siriano parlavano degli stessi odiosi rapimenti, taglia-teste, ed altri crimini che la maggior parte dei media al momento associa solo a Da'esh (ISIS), ma che vengono perpetrati (con il supporto turco) dalla cosiddetta FSA e da altre fazioni terroristiche.

Un uomo di Harem, vicino al confine turco, ha detto di essere stato rapito dai terroristi dell'FSA e delle decapitazioni dei cittadini di Harem, e delle loro teste rispedite a casa inscatolate.