Maestri BurattinaiS


Megaphone

Deputato comunista portoghese: "La Grecia insegna, bisogna liberare il paese dalla sottomissione all'euro"

bandiere

di João Ferreira*
da "Avante!", 19 maggio 2016

Traduzione di Marx21.it


La settimana scorsa, l'Eurogruppo (ministri delle finanze della Zona Euro) si è riunito per procedere a una prima valutazione del terzo programma della troika in Grecia.

La riunione è terminata senza che si sia arrivati a una conclusione. La conclusione dipende dall'adozione da parte del governo greco di una serie di misure imposte dalla troika. Tra esse ci sono:
- Misure in materia di bilancio (si legga: tagli) che abbiano un impatto fino al tre per cento del PIL fino al 2018, compresa la riforma del sistema delle pensioni, una riforma dell'imposta sul reddito e dell'IVA, oltre a misure riguardanti i salari del settore pubblico. Si legga, semplificando: tagli alle pensioni, tagli ai salari dei funzionari pubblici e aumenti dell'IVA e dell'imposta sul reddito;

- La creazione di un "meccanismo di contingenza aggiuntiva" che assicuri l'implementazione automatica di una serie di misure di "austerità" non discrezionali (vale a dire, le misure che la troika impone, punto e basta) nel caso che non siano raggiunti gli obiettivi annuali fissati dalla troika per il deficit - un saldo primario positivo del 3,5 per cento a medio termine (valore che, si dica per inciso, il governo portoghese si propone di superare in tre anni...). Quando questo meccanismo è attivato, eventuali misure temporanee che il governo greco abbia deciso di implementare per adempiere agli obiettivi del disavanzo - ad esempio, i tagli dei salari e delle pensioni e/o l'aumento delle imposte - diventano automaticamente definitive;

- Misure per ripulire il debito cattivo del bilancio delle banche, con l'apertura immediata della vendita di crediti e della facilitazione del recupero delle ipoteche, anche nel credito per l'abitazione;

- Un programma di privatizzazioni "sostanzialmente rafforzato", con l'entrata in funzione del "Fondo per le Privatizzazioni" che prevede di raccogliere fino a 50 miliardi di euro con la vendita di attivi pubblici;
In quanto al problema del debito, per ora tutto è come prima. L'Eurogruppo ha rinviato qualsiasi decisione a dopo la conclusione della prima valutazione, ma è certo che è esclusa qualsiasi ristrutturazione del debito. Va ricordato che al momento della firma del terzo memorandum della troika il governo greco aveva dichiarato entusiasticamente che essa significava "la fine del problema del debito greco".

L'esempio greco continua, in tal modo, a rappresentare una fonte enorme di lezioni, utile a coloro che vogliano imparare.

Alarm Clock

Usa: quadruplicata la spesa per le forze armate in Europa

 REUTERS/ David Mdzinarishvili
© REUTERS/ David Mdzinarishvili
Nel bilancio continuano ad essere previsti finanziamenti per il sostegno militare al governo ucraino, anche se il totale stanziato e' sceso dai 250 milioni di dollari previsti per il 2016 a 150 milioni.

Su richiesta del Segretario alla Difesa Ashton Carter, il Congresso degli Usa quadruplica il bilancio delle forze armate statunitensi di stanza in Europa nel 2017.

La Camera dei rappresentanti statunitense ha approvato ieri, 19maggio 2016, il "National Defense Authorization Act 2017", che autorizza il Pentagono a spendere 610 miliardi di dollari per il prossimo anno. Di questa cifra, 3,4 miliardi di dollari saranno destinati alle forze armate di stanza in Europa, cifra destinata quattro volte maggiore, agli stanziamenti previsti per il 2014 dalla "Us' European Reassurance Initiative", pari a 789 milioni di dollari.

La spesa «è esplicitamente per il primo anno di un piano pluriennale». Quasi quanto gli Usa danno ogni anno per Israele e la sua sicurezza.

Sebbene manchi ancora l'approvazione della Casa Bianca, si prevede già da ora a partire dal febbraio 2017 nelle basi Usa in Europa una maggiore rotazione degli brigate corazzate di stanza oltreoceano, cosi' da assicurare una presenza costante nel Vecchio continente. Le brigate corazzate condurranno operazioni militari in Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Bulgaria e Ungheria. L'esercito statunitense introdurrà inoltre un più massiccio equipaggiamento militare nelle basi europee "per operazioni di contingenza". Le truppe scelte, inclusa una quota dei 182 mila marines, resterebbero riservate per un conflitto di «alta fascia» come quello simulato nelle esercitazioni in Nord Europa, con l'Italia nel ruolo di retrovia.

Nel bilancio continuano ad essere previsti finanziamenti per il sostegno militare al governo ucraino, anche se il totale stanziato e' sceso dai 250 milioni di dollari previsti per il 2016 a 150 milioni.

Mark Cancian, uno dei più autorevoli analisti del Csis, il Center for strategic and international studies, potente pensatoio della lobby militare con base a Washington, parla di «operazione un po' nostalgica». Cancian non fa mistero che quella che si va a inaugurare altro non sarebbe che una nuova stagione di Guerra fredda. Mentre il budget militare statunitense è già lievitato a 1.068 miliardi, la formula per rimettere pesantemente gli scarponi e i cingolati sul terreno del Vecchio continente è dunque quella di rifinanziare l'European Reassurance Initiative. L'obiettivo dichiarato pare proprio essere il contenimento della Russia di Vladimir Putin. Per il repubblicano John McCain, campione della lobby militare, presidente della commissione Difesa del Senato e ispiratore di questa inversione di rotta, la Russia è la "prima minaccia", seguita dalla Cina. Nella graduatoria dei pericoli per gli Usa, Daesh è solo al terzo posto, inserito in un più generale problema di «instabilità in Medioriente», mentre l'Iran è quarto a pari merito con la Corea del Nord.

Chess

L'insensato (e controproducente) atteggiamento di sfida della Nato alla Russia

AP Photo/ RONI LEHTI / Lehtikuva via AP, FILE
© AP Photo/ RONI LEHTI / Lehtikuva via AP, FILE

Prima che scoppiasse il conflitto che portò alla caduta di Saddam Hussein, in una seduta Onu l'allora segretario di Stato americano Colin Powell esibì delle "prove" per dimostrare al mondo che Saddam Hussein era in possesso di armi di distruzioni di massa e si apprestava a usarle.


Mesi dopo la caduta del dittatore si scoprì che erano solo fandonie create ad arte ma, nel frattempo, credendo a quelle "evidenze" le opinioni pubbliche occidentali, spaventate, appoggiarono le decisioni di guerra dei loro Governi.

Qualcosa di simile era già successo in occasione della guerra contro la Serbia. I giornali europei e americani sventolarono una marea di fotografie aeree che mostravano presunte fosse comuni ove i serbi avevano seppellito alla rinfusa centinaia di poveri e indifesi kossovari. Anche in quel caso il tutto si rivelò una bufala, ma solo alla fine del conflitto. I medici legali di varie nazionalità, inviati sul posto per raccogliere le evidenze dei crimini commessi, dovettero scrivere nel loro rapporto che quasi tutte le "fosse" erano in realtà solo della terra smossa e nessun cadavere vi era stato seppellito: solo poche di loro rivelarono dei corpi. Anche per quelle comunque era impossibile stabilire se veramente si trattasse di kossovari o piuttosto di serbi e che, molto probabilmente, la loro morte andava fatta risalire a dopo l'inizio dei bombardamenti.

Ci piaccia o no, un fattore importante nella politica internazionale è la propaganda menzognera e, tanto più essa è subdola, più diventa efficace. Un modo necessario per mobilitare le opinioni pubbliche a proprio favore, e contro gli interessi di un possibile nemico, è di dipingerlo come aggressivo, malvagio, corrotto, pericoloso e chi più ne ha più ne metta. Questa propaganda, usata in tutte le epoche, ma moltiplicata nei suoi effetti dalle attuali comunicazioni di massa, serve spesso per coprire i propri veri interessi e per convincere i Paesi "amici" che, in realtà, sono gli interessi loro a essere in pericolo.

Light Sabers

Siria: respinto attacco ISIS a Deir Ezzour

ezzour

Domenica 15 maggio, terroristi ISIS travestiti da civili hanno infiltrato il perimetro Sud della parti di Deir Ezzour tenuta dai militari e miliziani governativi e dai loro alleati, puntando verso l'Autoscuola, l'Ospedale Assad i Silos Granari, la petrolchimica Sadkop, il vecchio campus universitario e la Casa dello Studente dove erano alloggiati alcuni profughi da altre zone della città e della Provincia.


Attacchi secondari scatenati contro altre località hanno distratto i militari mentre questi terroristi si infiltravano profondamente. Scoperta l'incursione, i reparti della 137esime Brigata della 17esima Divisione si sono precipitati a circondare gli invasori prima che potessero causare tutta la distruzione che evidentemente avevano in animo di provocare. La maggior parte di questi sono stati isolati in posizioni ben determinate, dove mortai, lanciarazzi, artiglierie e jet richiamati dalle basi amiche più a Ovest hanno potuto colpirli a volontà senza causare vittime civili o incidenti di fuoco amico.

A mezzogiorno tutte le posizioni infiltrate erano state ristabilite, con l'eccezione dell'Ospedale, dove una speciale unità di commando ha fatto irruzione liberando 50 ostaggi ed eliminando 12 terroristi.

Un attacco diversivo al QG della 137esima Brigata veniva respinto senza sforzo mentre un camion bomba lanciato verso il perimetro Sud dell'Aeroporto Militare saltava in aria senza conseguenze, centrato da un ATGM Kornet.

Pilota del camion esplosivo, un libanese della suburra wahabita di Bab al-Tabaneh, membro del takfirismo di Tripoli Siriaca.

Un altro attacco secondario contro le alture di Thardeh, il cui continuo controllo da parte siriana costituisce un nettissimo vantaggio tattico sui terroristi, veniva spazzato via dall'intervento di cacciabombardieri siriani.

Nel tardo pomeriggio tutti gli account twitter e facebook collegati con le forze siriane e coi difensori di Deir Ezzour venivano inondati di istantanee di cumuli di cadaveri dell'ISIS e di foto di Issam Zahr Eddine alla Petrolchimica Sadkop.

Bad Guys

Romania: Classe di Laurea NATO 2012

romania
Un ricercatore di mia conoscenza, che utilizza una borsa di studio concessa da un think tank occidentale, mi ha fatto una domanda divertente l'altro giorno. "Come puoi essere sicuro che la Open Society Foundations sia coinvolta nei cambi di regime?" Bene, queste domande sono divertenti solo per coloro che sono al di fuori dell'influenza del denaro di George Soros. Ecco l'essenza della politica, purtroppo sbagliata, di una nazione unica e influente.

La Romania è uno dei paesi più interessanti d'Europa, e per molte ragioni. Ma politicamente il paese è un guazzabuglio di politici ambigui con obiettivi ancor più nebulosi. Dire che il popolo romeno sia stato marginalizzato all'interno del sistema UE, non indica minimamente quanto la leadership romena abbia tradito la fiducia pubblica. Ma non è mia intenzione tenere una lezione politica sul governo romeno, i fans di George Soros hanno bisogno della prova di essere stati risucchiati nel Nuovo Ordine Mondiale, e la prova migliore è che la Open Society Foundations si è ritirata [dal Paese, NdR] nel 2014, assieme alla United States Agency for International Development (USAID) e ad altri "investitori" in democrazia appoggiati dalla CIA. Prendetevi un momento per digerire questo fatto.

Cucinarsi la lealtà romena

200 milioni di dollari investiti, missione compiuta, e la missione strategica di George Soros per la Romania è terminata, cotta come una pagnotta di pane casereccio. Il sito web dell'ONG è ancora lì, tenetelo a mente, ma l'ultimo post di notizie sul sito è composto da sole due righe, e parla del fatto che la Romania accetterà migranti a partire dal Luglio 2015 - e questo è tutto. Mentre alcuni membri dell'infrastruttura della Open Society Foundations hanno continuato a lottare per alcuni mesi oltre il termine del 2014, è bastata una mancanza di fondi sostanziosi da parte della Commissione Europea, o di altri collaboratori delle aziende di Soros, e il "movimento" in Romania si è semplicemente spento. O no?

Le ragioni di questo calo di interesse e di sostegno verso i Romeni sono molto semplici, in realtà. Prima di tutto, i recenti interessi di Soros in Romania avevano a che fare solo col popolo Rom, e stranamente con l'immigrazione in Romania a fine 2011 e inizio 2012. Gli studi riguardo alla strana immigrazione e integrazione di Rom devono aver in qualche modo stuzzicato Soros, e i suoi colleghi strateghi, la Open Society e l'Associazione per la Promozione della Salute romena (ARPS) si sono strette le mani per sfornare diversi rapporti (PDF). In secondo luogo, e cosa ancor più importante, il sostegno della Romania alla NATO e alle politiche dell'UE è stato scolpito nella pietra. Per farla breve, la fedeltà della Romania a quei tizi rossi-bianchi-e-Soros è stata cementata, bloccata, e la sua lealtà alla NATO è fuori questione.

Eye 2

Flashback Psicopatia, portami via - La gente ce l'ha sotto il naso, ma non la vuole vedere

psicopatico

Romney nega spudoratamente davanti a milioni di Americani di aver detto o scritto cose che ha detto e scritto (il che è facilmente documentabile). Obama, interdetto, perde il confronto (lui, le molte volte che mente, non lo fa con così tanta disinvoltura, non con quel godimento). Cameron presenta i conservatori inglesi (quelli che hanno tolto l'assistenza ai disabili relegandoli in casa) come "il partito della compassione". Serve davvero altro per capire che queste persone sono psicopatiche?
Se vedete una persona di colore, riuscite a chiamarlo "nero" anche se è politicamente scorretto accennare al colore della pelle? Se uno è un imbecille non si può definirlo tale perché non sta bene e allora non lo è più?

Perché molti trovano così difficile accettare l'idea che una considerevole parte dell'umanità è diversa, è priva di empatia e coscienza e non ci può fare niente? Un nero è nero, non è bianco. E uno psicopatico è quello che è, non ha scelto lui di essere così. Mentre il nero non è meno innocuo in quanto nero, lo psicopatico si comporta come la sua natura gli detta di comportarsi ed è nocivo per tutti gli altri, inclusi gli altri psicopatici (circa il 3-6% dell'umanità).

Nel libro di Claude Steiner "l'alfabeto delle emozioni" ci vengono presentate due categorie di persone destinate ad esercitare "potere" nel mondo, gli psicopatici e gli empatici:
Gli psicopatici sono emotivamente "freddi", non hanno contatto emotivo, sono bloccati nel "sentire", agiscono senza freni. Possono mentire, rubare, estorcere, manipolare, senza sensi di colpa. Giocano con l'altro, lo usano, lo seducono, lo commuovono in funzione del potere, del possesso, del successo. Per gli psicopatici l'altro è solo un voto, un corpo, una cosa e non una persona. Raccontano verità diverse, giocano con le parole in funzione dell'interlocutore che ascolta. Ciò che è stato detto ieri oggi viene smentito. Tutto è strumentale e strumentalizzato. Hanno una grande capacità di intuire che cosa le persone vogliono sentire, lo dicono senza crederci, ma lo fanno sorridendo. Intuiscono se c'è un prezzo per il quale l'interlocutore è disposto a vendersi. Inventano nemici e traditori su cui indirizzare l'aggressività e le responsabilità degli insuccessi. Nella loro storia personale il cuore non è stato considerato e lo hanno dimenticato. Hanno un grande buco nell'anima, sono insaziabili e tutto ciò che conquistano, strappano, costruiscono, possiedono non placa il loro "vuoto".

Cult

Il Meglio del Web: Dilma è fuori: la plutocrazia brasiliana ha mandato in fumo 54 milioni di voti

tremer cia dude

Mai nella storia politica moderna era stato così facile "abolire la gente" e cancellare in un colpo solo 54 milioni di voti, espressi in un'elezione presidenziale libera e corretta.


Dimenticatevi i brogli elettorali1, come in Florida nel 2000. Questo è un giorno che verrà ricordato con infamia in tutto il Sud del mondo, quando una delle sue più dinamiche democrazie è stata fatta diventare, con una fragile parvenza giuridico-parlamentare, un regime plutocratico, con tutte le garanzie legali e costituzionali ora alla mercé delle corrotte elites compradore. Dopo la proverbiale maratona, il Senato brasiliano ha votato, 55 a favore e 22 contrari, per mandare sotto processo il Presidente Dilma Rousseff, per "reati di responsabilità", connessi a presunte "operazioni di cosmesi" del bilancio statale.

Questo è il culmine di un lungo processo che è iniziato ancora prima della rielezione della Rousseff, alla fine del 2014, con oltre 54 milioni di voti. Ho descritto la cricca degli autori di quello che la creatività brasiliana ha già battezzato con il termine "golpeachment" (un mix di colpo di stato, "golpe" in portoghese ed impeachment) chiamandoli "le iene della Guerra Ibrida". Un sofisticato golpeachment, sostenuto da quello che in pratica è un Collegio Inquisitorio Elettorale, ha portato la Guerra Ibrida a livelli assolutamente mai visti.

La Guerra Ibrida, nelle modalità in cui viene applicata al Brasile, mostra le caratteristiche tipiche della rivoluzione colorata. Naturalmente non c'è stato bisogno delle no-fly-zones o dell'imperialismo umanitario che andasse a "difendere i diritti umani", non parliamo poi di provocare una guerra civile. Considerando però l'alto livello di resistenza della nazione-vittima, dove la società civile è molto dinamica, gli strateghi della Guerra Ibrida, in questa situazione, hanno dovuto fare affidamento su un mix di arrendevolezza (e tradimento) delle elites locali, unito a "proteste pacifiche" e ad una martellante campagna dei media mainstream. Potete chiamarla "Guerra Civile Leggera".

Che ha avuto un rapporto costi/benefici assolutamente favoloso. Adesso (l'enormemente corrotto) sistema politico brasiliano e l'attuale alleanza del potere esecutivo, del sistema legislativo e giudiziario e dei media mainstream può essere utilizzata dai soliti sospetti per portare avanti i propri progetti geopolitici.
Benvenuti al cambio di regime soft, in pratica con la politica, come ulteriore mezzo per fare la guerra ai BRICS. Un nuovo software, un nuovo sistema operativo. Che porta con sé un patetico corollario: se gli Stati Uniti sono l'Impero del Caos, il Brasile ora ha gloriosamente raggiunto la condizione di Canaglia Sottoimperiale.

Jet2

Progetto Joint Strike Fighter, tra l'arroganza del Pentagono e l'avidità insaziabile del Sistema industriale Usa

f35  aereo militare

Sul progetto Joint Strike Fighter (Jsf), quello dell'F-35, si sono versati fiumi d'inchiostro e sono infuriate le polemiche; Governi e militari, sostenitori a prescindere del più colossale e costoso progetto dell'aviazione militare mai avviato (nel tempo è preventivata una spesa complessiva di 1350 Mld di dollari)
, hanno continuato sin'ora a liquidare le critiche (a dire il vero adesso molto meno) trincerandosi dietro le mirabolanti prestazioni che l'aereo dovrebbe raggiungere quando sarà pronto. Un'attesa che continua ad allungarsi. Senza entrare in una diatriba tecnica assai poco comprensibile ai più, vogliamo fare il punto su un programma che già adesso sta condizionando pesantemente non solo le strategie Usa, ma anche quelle di gran parte dei suoi alleati/sudditi sparsi per il mondo.

Il Jsf nasce addirittura nel 1995 con l'obiettivo di sostituire gli otto principali velivoli in dotazione ad Usaf, Us Navy e Marines con un unico aereo in tre versioni, che avessero in comune almeno il 70% di componenti e utilizzassero le tecnologie più esasperate: l'F-35A per l'Aviazione, B per i Marines (capace di atterrare/decollare verticalmente o comunque in spazi assai brevi), C ottimizzato per essere usato dalle portaerei.

Nei sogni (e sottolineiamo nei sogni) dei suoi fautori, la piattaforma era destinata a dominare nel dogfight (combattimento aereo), nello strike (penetrazione e attacco di obiettivi dietro le linee nemiche) e nel Cas (Close Air Suport) supporto aereo sul campo di battaglia. Una colossale assurdità, per non dire una contraddizione, per chi mastichi appena un po' di cose militari: si tratta di missioni completamente diverse che necessitano di caratteristiche anche strutturali spesso in contrasto. Se a questo si aggiunge la pretesa di chiedere le prestazioni più esasperate in ciascuna missione, ci si mette in un vicolo cieco malgrado l'incredibile ottimismo (leggi follia) con cui lo si è imboccato.

Risparmiamo le infinite vicissitudini e ritardi che hanno costellato tutto lo sviluppo del progetto, diciamo solo che le difficoltà si sono subito concentrate sulla cellula (la struttura dell'aereo) e soprattutto sul complesso di software che avrebbe dovuto governare le missioni di un aereo che è in pratica un computer volante.

Il Jsf nasce come un aereo stealth (invisibile ai radar), la caratteristica che è il suo punto di forza; ma per poterlo essere, oltre a leghe radar assorbenti ed a particolari forme del velivolo, è essenziale che le armi (bombe e missili) non le porti sotto le ali ma all'interno, perché altrimenti verrebbero rilevate, e questo ne limita il numero, con il risultato che l'aereo potrà pure essere invisibile e penetrare impunemente le difese del nemico, ma i bersagli che potrà colpire resteranno limitati. E d'accordo che sarà pure preciso, ma se si pretende (come si pretende) di annichilire gli avversari, il numero dei colpi che si possono sferrare conta eccome.

Inoltre, si tratta di una cellula delicata e pensare che possa stazionare a bassa quota sul campo di battaglia quando la raffica di una mitragliatrice basterebbe ad abbatterlo si è dimostrato semplicemente impossibile, come recentemente nella sostanza è stato costretto ad ammettere a denti stretti il gen. Goldfein, vice-capo di stato maggiore dell'Usaf.

Ma è il software il vero tallone d'Achille del programma: l'intera architettura è basata su una serie di pacchetti di implementazioni che progressivamente dovrebbero permettere all'aereo funzioni sempre più complete ed avanzate; tralasciando l'interminabile serie di malfunzionamenti, anomalie e ritardi, il sistema non è semplicemente pronto. Solo di recente il software Block 3.1 ha permesso una stabilità del sistema che gli consente di non andare in blocco ed essere costretti a spegnerlo e riavviarlo prima di circa tre missioni (!) a fronte di ogni missione come prima.

E dire che in un simile contesto, il corpo dei Marines è stato spinto dalle pressioni del Pentagono a dichiarare la Ioc (Capacità Iniziale Operativa) già da tempo. In pratica è stato dichiarato operativo un velivolo che può volare, ci mancherebbe, ma è ben lontano dal poter compiere le sue missioni in condizioni operative vere. E di certo non quelle per cui è stato selezionato.

Alla radice di quello che il senatore John McCain, presidente della Armed Services Committee del Senato, ha definito ufficialmente uno scandalo durante un'audizione, è il tentativo velleitario di creare un super aereo buono per tutto e, dinanzi alla realtà, i progettisti hanno dovuto mettere pezze e modificare il programma incalzati dal tempo.

Già, il tempo: il generale Christopher Bodgan, program manager dell'F-35, ha seraficamente replicato alla dichiarazione del senatore McCain dicendo che si tratta di un investimento a lungo termine che porterà i frutti entro trent'anni. Già. E nel frattempo?

Bizarro Earth

Eurovision e gli specialisti della Guerra Fredda

jamala
"Anche io sono una vittima dell'aggressione Russa!"


All'Eurovision Song Contest ha trionfato, guardacaso, la cantante ucraina Jamala con un canzone fortemente antirussa. Sembra incredibile ma i media occidentali che si autodefiniscono "liberi" stanno continuando a fomentare con tutti i mezzi possibili sentimenti antirussi in Europa e non solo. Con quali finalità?


La Russia non piace molto all'Ue e agli Stati Uniti. Uno dei motivi per giustificare questa antipatia potrebbe essere che Mosca, a differenza di altri paesi, non intende da qualche anno più fare gli interessi dell'Occidente rinunciando ai propri. Da quando i russi hanno cominciato a smetterla di accondiscendere la volontà degli Usa, solo per fare un esempio, i media hanno cominciato in modo quasi farsesco a presentare tutto quello che viene da Mosca come negativo. Il modo con cui si realizza questa russofobia di massa è sempre meno raffinato e ogni ambito viene coinvolto nella guerra di propaganda, dallo sport fino alla politica estera. L'ultimo episodio della Guerra Fredda 2.0 è l'Eurovision Song Contest svoltosi sul palco della Globe Arena di Stoccolma, dove, guadacaso, ha trionfato la cantante ucraina Jamala con una canzone antirussa. Guardacaso perchè l'Ucraina è diventata improvvisamente "simpatica" in Occidente nella misura in cui Kiev ha interpretato il ruolo di nemico a morte della Russia.

Ecco quindi che l'Impero accarezza i suoi "cagnolini" dando zuccherini e incoraggiamenti. Siamo nel 2016 eppure basta cantare una canzone antirussa per vedersi premiare, del resto rinverdire l'armamentario delle deportazioni di Stalin è sempre utile a ottenere consensi in una opinione pubblica ormai quasi completamente acritica. Si tratta quindi di una vittoria politica, l'ennesima, per un brano che richiama immediatamente alla mente i recenti fatti della Crimea che ha scelto con un referendum l'annessione alla Russia.

Per l'Occidente la Russia avrebbe invaso la Crimea e il referendum sarebbe stato farsa, mentre invece il referendum in Kosovo voluto dagli americani sarebbe ovviamente "corretto" e democratico. Del resto la prossima edizione di Eurovision si terrà direttamente in Ucraina, a segnalare la vicinanza dell'Ue a Kiev, ormai finita nelle mani di una spirale ultranazionalista e antirussa che rasenta il grottesco, basti pensare al deputato ucraino Gerashchenko che ha avverito che il prossimo anno potranno partecipare solamente quegli artisti che "ritengono un crimine la presa della Crimea e l'occupazione di parte del Donbas". Alla faccia della libertà!

Flashlight

Un israeliano alla guida della Banca Centrale brasiliana

ilan godfajn

La piovra atlantica sta stritolando il Brasile. Nel paese attualmente guidato da Michel Temer, informatore dell'intelligence degli Stati Uniti
, come rivelato da Wikileaks attraverso il suo account Twitter, un altro posto strategico è stato occupato da un uomo espressione di quei poteri forti che hanno spodestato Dilma Rousseff. Ilan Goldfajn è stato nominato Governatore della Banca Centrale del Brasile, come aveva anticipato quasi dieci giorni la rivista exame.com, citando una fonte anonima.

Goldfajn, israeliano di Haifa, nella giornata di giovedì, è stato messo alla guida della Banca Centrale del Brasile. Aveva precedentemente lavorato come capo economista presso Itaú Unibanco, la più grande banca privata del paese. E' stato anche vice governatore della Banca del Brasile ma soprattutto consigliere della Banca Mondiale e consulente del Fondo monetario internazionale .

Il neo governatore ha conseguito il dottorato di ricerca in economia al MIT. E' considerato uno degli economisti più importanti del Brasile. Oltre al portoghese, parla l'ebraico, l'inglese e lo spagnolo. Ha la famiglia in Israele, la sua patria, dove fa regolarmente ritorno. La guerra ibrida degli States e dei loro alleati, contro il paese membro dei BRICS e settima economia mondiale, per realizzare quella che, già nel 2002, il Pentagono aveva chiamato "Full Spectrum Dominance", continua senza esclusione di colpi. L'architettura finanziaria non allineata di Lula e Dilma e lo scacco matto del colosso petrolifero pubblico Petrobras, con la scoperta dei depositi pre-salini (grazie all'avveneristica tecnologia brevettata dai suoi tecnici) che avrebbe di fatto tagliato fuori le grosse compagnie statunitensi, erano una minaccia troppo grande. Il Grande Capitale spinge forte sull'acceleratore della restaurazione turboliberista nel paese a lungo spiato dall'NSA.