Maestri BurattinaiS


Bad Guys

Il capitalismo è arrivato al saccheggio: la Germania all'assalto del FMI

fmi germania
Paul Craig Roberts, ex assistente segretario del tesoro USA e Associate Editor del Wall Street Journal, scrive un articolo di denuncia sul trattamento riservato alla Grecia dalla Germania e dalle istituzioni europee. Con la complicità del governo-fantoccio di Syriza, la Grecia viene saccheggiata e la sua popolazione depredata dei propri diritti e conquiste sociali per poter garantire i profitti dei "creditori". L'UE e il FMI sono ormai diventati dei semplici strumenti di saccheggio nelle mani dei ricchissimi del pianeta, mentre la loro azione viene Orwellianamente propagandata come "salvataggio".

Di Paul Craig Roberts, 26 maggio 2016

Essendo riusciti ad usare l'UE per conquistare il popolo Greco, trasformando il governo "di sinistra" di Syriza in un fantoccio delle banche tedesche, la Germania si ritrova ora il FMI a intralciare il suo piano per saccheggiare la Grecia fino alla sua scomparsa. Le regole del FMI impediscono a questa organizzazione di prestare soldi a paesi che non siano in grado di restituirli. IL FMI ha quindi concluso, sulla base di dati e analisi, che la Grecia non è in grado di restituire i soldi presi in prestito. Quindi, il FMI non è disposto a prestare alla Grecia i soldi che le servono per ripagare le banche private creditrici.

Il FMI sostiene che i creditori della Grecia, molti dei quali non sono nemmeno i creditori originali ma semplicemente avvoltoi che hanno acquistato il debito greco a prezzo di saldo nella speranza di specularci, devono tagliare parte del debito in modo da riportarlo a un ammontare che sia sostenibile da parte dell'economia greca.
Le banche non vogliono che la Grecia sia in grado di ripagare il suo debito, perché intendono invece usare l'incapacità della Grecia di ripagare per saccheggiarla dei suoi asset e delle sue risorse e per distruggere la rete di protezione sociale costruita durante il ventesimo secolo. Il neoliberismo intende ristabilire il feudalesimo - pochi baroni e molti servi della gleba: l'1 per cento contro il 99 per cento.

Airplane Paper

Hiroshima: il progressivo declino del G7

G7 summit
© Reuters
Probabilmente il G7 che in questi giorni si tiene ad Hiroshima non inciderà più di tanto nella storia, proprio come del resto è accaduto anche con le edizioni precedenti ed in particolar modo con quella preparatoria, avvenuta sempre ad Hiroshima, solo due mesi fa. L'impressione che caratterizza tutti gli osservatori del mondo emergente, ormai sempre più contrapposto pur in tutte le sue diversità al mondo occidentale e/o sviluppato, è infatti che il G7 sia diventato sempre più un club d'attempati signori che di tanto in tanto si ritrovano per rimembrare insieme i bei tempi che furono ed illudersi d'essere ancora giovani. Nella sostanza, il G7 oggi ha un potere decisionale sulle sorti del mondo in costante diminuzione, risultando così sempre meno ascoltato o considerato da quei paesi del Terzo Mondo che oggi, avendo alternative politiche ed economiche nella Russia e nella Cina, non lo giudicano più come unico referente o interlocutore internazionale a cui appellarsi per poter risolvere i propri problemi. Lo stesso processo di "marginalizzazione" ha parimenti colpito anche tutte le altre istituzioni economiche e finanziarie occidentali, in primo luogo la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale, che hanno perso l'esclusiva ed il monopolio a livello globale soprattutto per colpa della nuova banca dei BRICS e di quella per l'industria e gli investimenti in Asia voluta dalla Cina, e a cui peraltro anche alcuni paesi del G7, come l'Italia, hanno deciso di partecipare.

Eppure questo processo di progressiva emarginazione del G7 poteva essere evitato, o perlomeno attutito e maggiormente spalmato nel tempo, se solo non fossero state prese alcune decisioni che si sono rivelate davvero autolesionistiche e controproducenti. Aver accettato nel G7 la Russia, per esempio, era stata una grande idea, da cui era scaturito il G8. Il club rompeva con la sua precedente natura prettamente atlantica, che ne faceva un'appendice economica della NATO, e si candidava a diventare qualcosa di più grande e soprattutto di maggiormente rappresentativo degli equilibri e degli schemi mondiali. Il club del G7, divenuto G8, guadagnava così un maggior respiro ed anche una maggior autorevolezza e credibilità a livello mondiale. Tuttavia quest'ottima intuizione è stata poi abiurata dall'Amministrazione Obama, che pensando di punire la Russia per la fermezza dimostrata nella crisi ucraina decise l'espulsione di Mosca dal G8, riportandolo così alla fisionomia precedente.

Megaphone

Gravissime accuse della Russia sulla complicità della Turchia con l'ISIS con prove sulla fornitura di esplosivi

Vitali Churkin

La Russia torna ad accusare la Turchia di fornire appoggio ai terorristi, affermando che il paese ottomano fornisce sostanze esplosive all'ISIS (Daesh in arabo) per la fornitura degli attentati terroristici che ultimamente hanno fatto strage in Siria ed in Iraq. L'Ambasciatore russo davanti all'ONU, Vitali Churkin, ha denunciato, con una lettera diretta al segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, e diffusa il Mercoledì, che questi materiali "sono ampiamente utilizzati per compiere attiterroristici".


Churkin ha ricordato che le analisi dei componenti chimici degli artefatti esplosivi improvvisati e confiscati nella città settentriolale dell'Iraq, Tikrit ed a Kobani, dimostra che "questi materiali sono stati fabbricati in Turchia o consegnati a questo paese senza il diritto di riesportazione".

In pratica il diplomatico russo ha accusato cinque imprese turche di rifornire il gruppo ultraradicale del nitrato di ammonio, del perossido di idrogeno, di alluminio in polvere e di altre sostanze prodotte da società turche o straniere. Un'altra caratteristica notevole degli artefatti esplosivi dell'ISIS, ha aggiunto, è l'utilizzo di componenti fabbricati negli USA, in Svizzera o da società svedesi. "Cordoni o cinture esplosive prodotte in paesi terzi sono state illegalmente rivendute ai componenti dell'ISIS attraverso la Turchia", ha sottolineato.

Stormtrooper

La storia si ripete?

soldati americani
© AFP 2016/ DANIEL MIHAILESCU
La settimana della celebrazione del 71° anniversario della Vittoria sul nazi-fascismo è stata scelta dalla NATO per l'attivazione, il 12 maggio, del sistema antimissile installato in Romania, nella base di Deveselu. Il giorno seguente è stata posta la prima pietra del sistema analogo in Polonia, a 200 chilometri dall'enclave russa di Kaliningrad.

Le due unità integrano il progetto globale di scudo antimissile sviluppato dagli Stati Uniti, che mira ad annichilire la capacità di dissuasione della Russia e della Cina, e che permetterebbe all'imperialismo di poter sferrare impunemente un attacco demolitore. Il progetto specifico esiste, definito Attacco Globale Immediato. In quanto allo scudo, gli USA proseguono a ritmo accelerato il loro allargamento terrestre e marittimo. Washington ha annunciato piani per la Corea del Sud con il pretesto della presunta minaccia nucleare della Corea del Nord, nello stesso modo in cui nel caso europeo continua irragionevolmente ad invocare il pericolo nucleare dell'Iran. Si realizzano test e il Pentagono pianifica la sua espansione nel cosmo: gli USA respingono la proposta sino-russa di un trattato contro la militarizzazione dello spazio.

La frenesia bellicista non si limita allo scudo antimissile. In tutto il fronte Est e vicino alla Federazione Russa si sta vivendo uno stato di crescente furia militare. Il nuovo comandante delle truppe della NATO in Europa, generale Scaparrotti, promette di continuare nel solco del suo predecessore, Breedlove, brandendo la minaccia russa per suggerire la dislocazione nell'Est di un'altra brigata corazzata e l'invio di armamento sofisticato al regime nazionalista fantoccio, liberal-fascista di Kiev. Nel solo mese di maggio la NATO svolge esercitazioni militari in tre ex repubbliche sovietiche, Estonia, Georgia e Moldavia. Nel Mar Nero è diventata praticamente permanente la presenza di vascelli da guerra dei paesi della NATO non rivieraschi.

Eye 2

L'ipocrisia americana non conosce limiti: Obama chiede alla Russia di ridimensionare il potenziale atomico

maria zakharova
© Sputnik. Anton Denisov
Gli appelli di Barack Obama alla Russia riguardo la necessità di dar prova d'interesse al ridimensionamento del potenziale atomico sono fuoriluogo. Lo ha dichiarato il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
"Queste valutazioni sono semplicemente fuoriluogo", ha affermato la Zakharova durante la conferenza stampa settimanale a Mosca.
La Zakharova ha risposto così alla richiesta di commentare le parole del presidente americano ai media giapponesi sulla speranza che Mosca dimostri interesse per il ridimensionamento del potenziale nucleare.
"La Russia è uno dei parecipanti più responsabili del processo di disarmo, affronta responsabilmente i suoi impegni come paese possessore di armi nucleari", ha sottolineato la Zakharova.
Il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo ha invitato Obama a chiarire le sue preoccupazioni, se dovesse averne, attraverso canali riservati.

Light Sabers

Il Meglio del Web: Attenti a ciò che desiderate: la Russia è pronta alla guerra

aereo militare russo
E così i ministri delle 28 nazioni NATO si sono incontrati a Brussels per un summit di due giorni, mentre veniva arruolata, come nuovo membro, la poderosa potenza militare del Montenegro.

Il Robocop mondiale NATO ha prevedibilmente discusso di Afganistan (una guerra che la NATO ha ignominiosamente perso), di Iraq (una guerra che il Pentagono ha ignomignosamente perso), di Libia (una nazione che la NATO ha trasformato in stato fallito, devastato dall'inferno delle milizie), di Siria (una nazione che la NATO, per mezzo della Turchia, vorrebbe invadere e che è già un inferno delle milizie).

Gli Afgani devono sentirsi rassicurati dal fatto che la missione NATO "Resolute Support", più un "aiuto finanziario per le forze afgane", assicurerà finalmente un perenne successo all'operazione "Enduring Freedom".

I Libici devono sentirsi rassicurati dalle parole del segretario di figura della NATO Jens Stoltenberg, secondo cui: "dobbiamo essere pronti a sostenere in Libia il nuovo governo di Unità Nazionale".

E poi c'è la ciliegina sulla torta NATO, descritta come "misure nei confronti della Russia".

Stoltenberg ha doverosamente confermato,
"Abbiamo già deciso di incrementare la nostra presenza avanzata nel settore orientale della nostra alleanza. I nostri strateghi militari hanno avanzato proposte (per dislocare) diversi battaglioni nelle differenti nazioni della regione. Non sono state ancora prese decisioni sui numeri e sulle località".
Questi patetici "diversi battaglioni" non faranno perdere il sonno a nessun stratega russo. La vera "misura" è stata, la settimana scorsa, il dispiegamento in Romania del sistema Aegis Ashore, a cui ne seguirà un altro in Polonia nel 2018. A questo Mosca si era opposta con veemenza fin dai primi anni 2000. La spiegazione della NATO, secondo cui l'Aegis rappresenterebbe una difesa contro la "minaccia" dei missili balistici dell'Iran, non se la bevono neanche i bambini della scuola materna.

Ogni stratega russo sa che l'Aegis non è un sistema difensivo. Tutto questo cambia il gioco in maniera pericolosa, stiamo parlando della delocalizzazione della forza nucleare americana nell'Europa orientale. Non fa meraviglia che il Presidente russo Vladimir Putin abbia detto chiaro e tondo che la Russia risponderà "adeguatamente" ad ogni minaccia alla sua sicurezza.

Come volevasi dimostrare, l'inferno della Guerra Fredda 2.0 si è scatenato, ancora una volta.

Un ex vice comandante della NATO è andato su tutte le furie, e qualche testa un po' più pensante si è chiesta quando mai Mosca, più prima che poi, ne avrebbe avuto abbastanza di tutti questi trucchetti e avrebbe incominciato a prepararsi per la guerra.

War Whore

Gli Usa vivono in gran parte sulle spalle del resto del mondo

bandiera usa
© flickr.com/ Jorge Elías
Purtroppo si presta un'attenzione solo sporadica all'andamento del debito degli Stati Uniti. La realtà è che esso, insieme ad altri indicatori economici, segna rosso costante.

E come per le automobili, non è molto intelligente continuare a guidare 'as usual' quando il cruscotto indica l'esistenza di un problema, solo perché la macchina cammina ancora e non si è fermata.

Il problema non è solo per l'America, ma, come sempre, si riverbera nel resto del mondo.

All'inizio del 2016 il debito pubblico federale americano ha raggiunto 19.200 miliardi di dollari, pari a circa 105% del Pil. Era di 9.200 miliardi pari al 65% del Pil alla fine del 2007, cioè prima dell'esplosione della grande crisi finanziaria americana e globale. Nel 2000 era di 5.600 miliardi.

Si tratta di cifre enormi, ma più esplosivo per il sistema è il suo tasso di crescita, o meglio, di accelerazione della sua crescita esponenziale.

Lo stesso andamento si è avuto anche per il debito delle corporation private non finanziarie che oggi è pari a 5.500 miliardi di dollari. Era di 3.300 miliardi nel 2007.

Perciò non ci si deve stupire dell'attuale stratosferica cifra di 63.500 miliardi di debito totale (governo federale, enti locali, business, ipoteche). Era 28.600 miliardi, meno della metà nel 2000.

Better Earth

Ungheria dice no al prolungamento automatico delle sanzioni UE contro la Russia

 Sputnik. Vladimir Sergeev
© Sputnik. Vladimir Sergeev

L'Ungheria si oppone alla decisione automatica di estendere le sanzioni contro la Russia, ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó.
"Abbiamo parlato della questione delle sanzioni, l'Ungheria è interessata affinchè gli accordi di Minsk vengano al più presto implementati. Sicuramente non accetteremo che la decisione venga presa a "scatola chiusa", ovvero non accetteremo l'utilizzo di procedure automatiche. Vogliamo una discussione ad un livello politico superiore", — ha detto Szijjártó dopo i colloqui con il capo della diplomazia russa Sergey Lavrov.
Le sanzioni della UE scadranno il 31 luglio. La questione dell'estensione delle sanzioni sarà discussa al vertice di Bruxelles tra il 28 e 29 giugno.

In precedenza era stato riferito che cinque Paesi europei — Ungheria, Cipro, Grecia, Italia e Slovacchia — hanno intenzione di intervenire a sostegno dell'alleggerimento delle sanzioni. Una fonte di RIA Novosti nella diplomazia europea non ha escluso che possano bloccare il prolungamento delle misure restrittive contro Mosca.

Eye 2

Corri, Petja, Corri!

poroshenko

La copertura mediatica occidentale della crisi ucraina è passata dai titoli dei testa dei tempi di Maidan (2013), ai vergognosi reportage embedded dai teatri di battaglia della ATO in buon risalto nelle pagine esteri (2014), ai trafiletti (2015), fino al silenzio totale di oggi.


Nulla di casuale

Il riscontro informativo riflette con precisione lo sviluppo di una strategia politica. Il paese è stato preso, radicalizzato, condotto in una guerra fratricida, ed ora che il costo del suo mantenimento si fa insostenibile e che il continuo degrado inflitto al sistema è ad un passo dal dissolverlo, è tempo di ricostituire una parvenza di stato di diritto, o almeno provarci, prima che crolli tutto. In questo processo la Russia deve essere per forza coinvolta: l'obiettivo è quindi quello di ottenerne la collaborazione concedendo il meno possibile del bottino arraffato nel 2014, e chiudere l'accordo presto, prima possibile. Quindi mentre le telecamere sono puntate altrove, o al massimo esaltano le buffonate di Eurovision, nel disinteresse generale, la situazione a Kiev evolve velocemente. Vediamo gli ultimi sviluppi:

Dittatura Poroshenko

Mentre a parole gli Americani continuano a richiedere lotta alla corruzione e promozione della concorrenza, nei fatti assecondano l'accentramento nelle mani di Poroshenko, uno dei più corrotti monopolisti del paese, di tutte le leve di potere. Negli ultimi mesi lo scettro di Petja si è considerevolmente rafforzato: ha piazzato due fedelissimi a capo del governo (si tratta, come avevamo detto, di Volodymyr Groysman) e della Procura Generale (Iury Lutsenko, già capo del gruppo parlamentare del Blocco Poroshenko e profondo conoscitore del sistema giudiziario ucraino nella sua qualità di ex galeotto nel periodo fra il 2011 ed il 2013). La base politica del regime di Poroshenko è lo "stato profondo" ucraino: amministratori locali, burocrati, oligarchi; in una parola: tutto ciò contro cui i "sognatori di Maidan" si mobilitarono nel 2013. In linea con la rivolta colorata solo l'ideologia: nazionalismo estremo, russofobia, revisione radicale della storia e della cultura del paese per legittimare il nuovo corso.

Processo di Minsk

Il tandem Nuland - Surkov, una geometria negoziale informale intesa a risolvere la crisi fra i veri contendenti, mentre a Minsk Europei ed Ucraini dei diversi schieramenti si azzuffano in maniera inconcludente, si è nuovamente riunito a Mosca qualche giorno fa. Da questi incontri pare affiorare un abbozzo di soluzione. Di che si tratta?

Come abbiamo spiegato qui il processo di pace è in stallo visto che a questo punto gli Ucraini dovrebbero modificare la Costituzione per inserire lo Statuto Speciale del Donbass in una formula concordata con i separatisti, come premessa per la restituzione del controllo delle frontiere e le elezioni "secondo la legge ucraina". Ovviamente Kiev non ne vuole sapere di concordare la propria Costituzione con Zakharchenko, senza contare il fatto che la Rada non ha approvato in seconda lettura nemmeno la riforma all'acqua di rose che gli Ucraini si erano scritti da soli, figurarsi un accordo serio trattato con i "terroristi".

Heart - Black

Siria, missile "moderato" jihadista colpisce casa di riposo per anziani nel Collegio di Terra Santa ad Aleppo

allepo

Da Oraprosiria


Riceviamo:
"Verso le ore sei di sera di sabato 21 maggio un missile ha colpito il collegio di Terra Santa dei frati francescani ad Aleppo, convento tanto caro ed amato da tutti gli aleppini, in particolare dalle famiglie che si recano qui numerose ogni giorno per prendere un'aria pulita e recuperare le energie che la guerra in atto ha sciupato... Una donna anziana e malata è stata uccisa.. Altre due ferite gravemente! Un panico e terrore ha colpito le altre venti donne che il convento aveva ospitato dopo che la loro casa di ricovero è stata bombardata un anno fa... ora non sappiamo nè come nè dove sistemarle!!!
alleppo bomb1
alleppo bomb2
... Ad Aleppo purtroppo non vi è più un luogo tranquillo al cento per cento...

Il Signore abbia pietà di noi e ci benedica con la Sua Pace...

Padre Eduardo ed io stiamo pregando per la defunta e per tutte le persone innocenti che sono vittime del conflitto odioso in Siria...

Vorremmo che vi associaste alla nostra preghiera per tutti affinché cessi il male, e al posto dell'odio regni la pace e l'amore!"


fra Firas da Aleppo