Figli della SocietàS


Roses

RICORDANDO MAHMOUN, diciassettenne palestinese ucciso un mese fa a Gush Etzion.

Mahmoun

Report da Bethlehem


Una decina di adolescenti di Bethlehem, con la foto del loro compagno di scuola stampata sulle magliette, una targa che lo ricorda e che consegneranno a sua madre mi hanno letto il discorso che pronunceranno alla donna offrendole la targa che ricorda il martire.

Sono diciassettenni come lui, e la prima frase del loro discorso forse spiega più di ogni commento esterno cosa significhino le azioni che noi riteniamo disperate e che i media hanno battezzato come "intifada dei coltelli" .

Il discorso che mi hanno letto inizia più o meno così: "ricordiamo l'insegnamento di Mahmoun, il nostro amico martire, che a diciassette anni ha capito quello che molti palestinesi non hanno capito ancora a ottanta anni: o la vittoria contro l'occupazione o la morte."

Un'altra parte del discorso dice: "non piangano i figli dei martiri, non sono orfani qualunque, ma devono essere fieri del loro padre". E ancora in un'altra parte affermano : " noi non piangeremo ma combatteremo come uomini che sanno che la libertà va conquistata. Noi la vogliamo conquistare per il nostro popolo anche a costo delle nostre vite."


CHE DIRE?


Qualcuno seguiterà a chiamarli violenti, altri li chiameranno disperati, altri addirittura - chinando la schiena sotto il diktat mediatico israeliano - li chiameranno terroristi.

No, sono solo ragazzini, addirittura dolci, come vuole la loro età. Sono nati sotto l'occupazione da padri e madri nati a loro volta sotto l'occupazione. Non ne possono più! E non ne possono più neanche dei compromessi sempre e soltanto mortificanti che vedono susseguirsi da quando sono nati.

Cosa fare per evitare questo stillicidio? Parlare loro da occidentale che vive comodamente in un paese amico del loro oppressore? Ma per carità!

Loro vogliono vivere e vivere liberi. Ma l'occupazione israeliana è la loro catena. L'unica cosa che si può fare perché quei giovani martiri non ne producano altri è tentare in tutti i modi di contrastare le coperture mediatiche alla violenza israeliana e lavorare affinché i nostri rappresentanti istituzionali interrompano il loro sostegno alla criminale politica israeliana.

La mamma di Mahmoun troverà conforto dall'abbraccio di questi ragazzi, ma solo se riuscirà a vedere la fine dell'occupazione potrà dare un senso alla morte del suo giovane martire.

Patrizia Cecconi
Presiede l'Associazione "Oltre il mare". Autrice di Vagando di erba in erba Racconto di una vacanza in Palestina (Città del sole edizioni)

Stop

I giornalisti non bastavano. Il regime di Ankara (Nato) contro la libertà d'espressione degli accademici: 21 arresti

cenzurati gli scienziati in turchia


Dalla Turchia di Erdogan totalmente fuori controllo sono condizionate tutte le scelte della Nato e dell'Ue


Dopo i giornalisti, il regime di Ankara (NATO) si scaglia contro gli accademici.


Secondo quello che riportano tutte le agenzie del mondo rilanciando quella turca Anadolu, la polizia del regime di Erdogan ha arrestato 21 professori universitari dell'Università di Kocaeli, che hanno avuto il torto di firmare una petizione per denunciare i crimini delle operazioni militari in corso contro i ribelli curdi del Pkk nel sudest della Turchia.

Gli arresti seguono l'apertura di un'inchiesta da parte della procura turca su 1.200 accademici di 90 università turche per ''insulti allo Stato'' e per ''propaganda terroristica'' nel dare il via alla petizione. Il documento sotto accusa, intitolato 'Non faremo parte di questo crimine', chiede ad Ankara di mettere fine ai ''massacri deliberati e alla deportazione di curdi e di altre persone nella regione''. Ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva accusato di ''tradimento'' i firmatari della petizione, compresi Noam Chomsky, che ha accusato il presidente turco di ipocrisia e di applicare due pesi e due al terrorismo nonché apertamente di aiutare le organizzazioni terroristiche.
"La Turchia ha accusato l'Isis [per l'attacco a Istanbul] che Erdogan aiuta in molti modi, anche sostenendo il Fronte Al-Nusra, che è leggermente diverso. Poi ha lanciato un attacco contro chi condanna i suoi crimini contro i curdi, che sono fra le forze che contrastano l'Isis in Siria e in Iraq. C'è bisogno di commentare ulteriormente?", ha scritto, ieri, Chomsky in una lettera al Guardian.
Leggi: Chomsky: Erdogan ha aiutato l'Isis e ora ha la colpa per gli attentati ad Istanbul

Quenelle

Gerhard Schröder sicuro, assurde sanzioni UE vs Russia e Occidente sbaglia su Assad

Gerhard Schroder
© flickr.com/ Tim Reckmann

Gerhard Schröder ha criticato l'Occidente per le sanzioni contro la Russia e in relazione alla normalizzazione della crisi siriana.


In un'intervista con il quotidiano "Handelsblatt", l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder ha definito assurda l'estensione delle sanzioni contro la Russia, nonostante i notevoli progressi nella risoluzione del conflitto in Ucraina.
"La colpa del governo federale è anche nel fatto che, nonostante i significativi progressi compiuti nell'implementazione degli accordi di Minsk, le sanzioni non solo non sono state annullate, ma sono state estese. E' una cosa assurda," — ha affermato il politico.
Schröder ha inoltre osservato che l'Occidente ha commesso l'errore di cercare di risolvere il conflitto siriano tramite negoziati incentrati sull'uscita di scena di Assad.

Le relazioni tra la Russia e l'Occidente sono peggiorate per la situazione in Ucraina. Dopo aver introdotto sanzioni mirate contro persone fisiche ed alcune società, l'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno intrapreso misure per colpire interi settori dell'economia russa. In risposta la Russia ha limitato l'importazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi che hanno imposto le sanzioni: Stati Uniti, Paesi membri dell'Unione Europea, Canada, Australia e Norvegia.

La decisione di estendere le sanzioni settoriali contro la Russia per altri 6 mesi è stata adottata dal Consiglio d'Europa a dicembre. L'azione delle cosiddette misure restrittive sarebbe decaduta il 31 gennaio, tuttavia, secondo i leader europei le sanzioni sono state estese per il mancato adempimento di tutte le condizioni degli accordi di Minsk. Allo stesso tempo l'Unione Europea ha promesso di monitorare la realizzazione degli accordi.

Bomb

Shabaab attacca base Unione Africana in Somalia: strage di soldati

al shabaab
© AP Photo/ FARAH ABDI WARSAMEH

Assalto da parte di decine di miliziani somali ad una base militare nel sudest del Paese: uccisi almeno 50 soldati.


Decine di terroristi del gruppo fondamentalista al Shabaab hanno attaccato questa mattina una base militare dell'Unione Africana nel sudest della Somalia, vicino al confine kenyano. A confermarlo funzionari dell'esercito somalo, mentre è stata la BBC a riferire degli annunci del gruppo terroristico, secondo cui la base è al momento sotto il loro totale controllo, al termine di ore di combattimenti in cui sarebbero rimasti uccisi, questo il bilancio definitivo reso noto da al Jazeera, almeno 50 soldati kenyani.

Secondo quanto riferito da fonti militari kenyane, che gestiscono la base dove sono presenti forze di peacekeeping dell'Unione Africana, i terroristi avrebbero usato un'autobomba come ariete per penetrare nella struttura, aprendo poi il fuoco sul personale militare presente.

Al Shaabab, gruppo estremista presente in Somalia e Kenya si ispira al wahabismo al pari dell'Arabia Saudita ed è affiliato ad Al Qaeda dal 2012.

Arrow Down

Svizzera confisca beni a rifugiati

profughi
© Sputnik. Dmitriy Vinogradov

Le autorità elvetiche seguono la scelta danese: i valori posseduti dai migranti eccedenti i 1000 franchi svizzeri dovranno essere consegnati alle autorità.


La Segreteria di Stato della migrazione svizzera (SEM) ha stabilito che i migranti in arrivo nel Paese saranno tenuti a consegnare alle autorità elvetiche i valori posseduti superiori ai 1.000 franchi svizzeri, circa 900 euro. La notizia è diffusa in queste ore dalla televisione pubblica SRF, che nel corso di un suo programma ha anche mostrato la ricevuta rilasciata dalle autorità ad un richiedente asilo. L'uomo ha spiegato alle telecamere che gli è stato chiesto di consegnare più della metà dei contanti di cui era in possesso al suo arrivo in Svizzera.

La scelta svizzera di far pagare un contributo per le spese di gestione e accoglienza dei migranti, speculare a quella adottata due giorni fa dal governo danese, sta suscitando un'ondata di polemiche, principalmente dal mondo del volontariato e del no profit, impegnato in questi mesi anche in Svizzera nell'organizzazione e nell'assistenza delle persone in fuga dalla guerra in Medio Oriente.
"Se qualcuno lascia volontariamente il Paese entro sette mesi dal suo arrivo — ha detto un portavoce del SEM nel tentativo di spegnere le polemiche — può ottenere i soldi indietro e portarseli via: altrimenti il denaro viene utilizzato per coprire i costi dovuti alla sua permanenza".

Bomb

Giacarta sotto attacco terroristico

attentato a jakarta
© REUTERS/ Beawiharta

La capitale indonesiana colpita questa mattina da una serie di attacchi terroristici. Kamikaze in azione in un caffè: almeno sette morti e decine di feriti.


E' di almeno sette morti e dieci feriti il bilancio provvisorio degli attacchi terroristici che hanno colpito questa mattina Giacarta. La capitale indonesiana è piombata oggi nell'incubo del terrorismo fondamentalista, quando attorno alle dieci ora locale è stata scossa da una serie di sette esplosioni nel quartiere che ospita le ambasciate ed alcuni uffici dell'ONU. Quattordici uomini, secondo quanto riferito in questi minuti dall'emittente Metro Tv, sono entrati in azione in diverse zone della città, prendendo di mira in particolare un caffè della catena Starbucks ed posto di polizia.

Alcuni testimoni hanno riferito di avere visto entrare nel caffè tre persone, che successivamente si sarebbero fatte esplodere, mentre i media locali riferiscono di una sparatoria ingaggiata dal commando con alcuni agenti di polizia. In una diversa area della città intanto, altri due uomini assaltavano un comando di polizia, facendosi esplodere vicino al centro commerciale Sarinah.

Dopo alcune ore le autorità hanno comunicato la fine delle operazioni e la messa in sicurezza della città, al termine di un'attacco che ha tutti i connotati di quello di Parigi dello scorso 13 novembre. Quattro gli arresti, mentre ci sarebbero uomini in fuga. Dagli ambienti investigativi indonesiani è filtrata subito la convinzione che gli autori delle stragi siano da ricondurre al terrorismo fondamentalista, pur non essendoci stata ancora alcuna rivendicazione ufficiale.

L'Indonesia, a maggioranza islamica moderata, era stato minacciato lo scorso dicembre dal Daesh, che aveva preannunciato un'azione che avrebbe messo il Paese "sotto i riflettori".

Network

La Siria di Assad si occuperà di fornire frutta e verdura in Russia al posto della Turchia

bancarella di verdura e legumi
© flickr.com/ Paul Keller

La Siria ha iniziato le spedizioni di agrumi in Russia. Il primo lotto di limoni e arance si trova già al porto di Novorossiysk dopo essere stato inviato da Latakia. Questa decisione è stata presa dopo che la Russia ha imposto il divieto alle forniture di agrumi dalla Turchia nel quadro delle sanzioni economiche contro Ankara.


Il direttore del dipartimento agricolo di Latakia Munzir Gerbek ha raccontato all'edizione turca di "Sputnik" (Sputnik Türkiye) che sono state adottate delle misure per facilitare gli scambi tra la Russia e la Siria.
"Siamo molto lieti che il mercato russo si sia ora aperto ai nostri prodotti. Grazie a questo abbiamo ottenuto l'opportunità di esportare prodotti agricoli verso la Russia su larga scala," — ha rilevato Gerbek.
Il responsabile delle forniture di frutta e verdura da Latakia Mirza Rejep ha detto che le esportazioni di agrumi sono iniziate 1 mese e mezzo fa. Al momento in Russia sono state consegnate circa 60 tonnellate di arance. Secondo Rejep, si trattava di consegne di prova per individuare le preferenze dei consumatori russi. Attualmente sono in corso i preparativi per effettuare consegne su larga scala di agrumi. Le forniture inizieranno a breve. Nella fase iniziale le spedizioni mensili di agrumi siriani verso la Russia ammonteranno a 34mila tonnellate, con il tempo questa cifra verrà aumentata.

I volumi di produzione degli agrumi nelle due città portuali più grandi della Siria, Lattakia e Tartous, prima della crisi siriana coprivano a pieno la domanda interna di questo tipo di prodotti. Oltre ad una piccola parte settentrionale del territorio di Latakia confinante con la Turchia le due città non hanno di fatto risentito degli effetti delle ostilità e la produzione agricola è continuata.

Secondo Munzir Gerbek, a Latakia è consolidata la produzione di agrumi e olive, inoltre nei terreni agricoli c'è un gran numero di serre.
"Nel 2015 il volume della produzione di agrumi di Latakia è stata di circa 1 milione di tonnellate. Latakia consuma solo il 5% del volume totale dei prodotti coltivati qui, soddisfa il 50% della domanda di agrumi nel Paese", — ha sottolineato Gerbek.
Per le azioni militari in Siria, più di 7 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case. Secondo vari dati, ora circa 1 milione 600mila siriani provenienti dalle altre zone del Paese vivono a Latakia e nelle campagne circostanti. A Latakia la produzione agricola è una delle principali attività e fonte di reddito per i migranti interni e la popolazione locale.

Light Sabers

Botta e risposta tra D'Alema e l'ambasciatore d'Israele, paese nemico o alleato?

israel
© REUTERS/ Ronen Zvulun

L'ambasciatore israeliano replica alle critiche di Massimo D'Alema sulla politica di Netanyahu dalle pagine del Corriere della Sera.


Un autentico "botta e risposta" quello tra Massimo D'Alema e Naor Gilon sulle pagine del Corriere della Sera. L'ambasciatore israeliano non ha apprezzato l'intervista dell'ex premier per il quotidiano di Via Solferino, nella quale definisce Israele "più che un alleato, un problema", e accusa il governo di Gerusalemme di giocare "un ruolo negativo nella regione", di non rispettare "gli impegni sottoscritti" e di violare "le risoluzioni dell'Onu", alimentando "nel mondo arabo l'odio verso l'Occidente".

Naor Gilon, non è sorpreso dalle dichiarazioni di D'Alema su Gerusalemme, dal momento che "le sue vedute unilaterali nei confronti di Israele distorcono la percezione della realtà".
"Da molti anni esiste nel signor D'Alema un'ossessione che vede in Israele l'origine di tutti i problemi del Medio Oriente e del mondo, a tal punto che è disposto a vedere in alcune organizzazioni terroristiche degli alleati per l'Occidente preferibili alla democrazia israeliana", continua l'ambasciatore.
Non si fa attendere nemmeno la replica di D'Alema, che scrive, non senza un velo d'ironia:
"Se ogni qualvolta che viene criticato un governo straniero l'ambasciatore interessato scrivesse un articolo sul Corriere della Sera, ciò finirebbe per occupare per intero il giornale. Pensiamo, ad esempio, al povero ambasciatore russo che dovesse rispondere per iscritto a tutte le critiche al presidente Vladimir Putin". Secondo l'ex presidente del Consiglio dei Ministri, l'ambasciatore d'Israele "interpreta in modo molto attivo e dinamico il suo ruolo, partecipando — e non solo con articoli — alla vita politica del nostro Paese e trasformando l'Ambasciata di Israele in un centro d'iniziative politiche che dispensa giudizi su questo o quell'esponente italiano". Il presidente di Fondazione Italianieuropei fa inoltre notare come l'ambasciatore israeliano sorvoli "sul fatto che Israele ha invaso per tre volte" la Palestina, "provocando la morte di decine di migliaia di vittime civili".

Hearts

La Russia ha lanciato un'operazione umanitaria in Siria

aereo cargo russo
© Sputnik. Iliya Pitalev

L'esercito russo ha deciso di lanciare un'operazione umanitaria in Siria. Come riportato da RIA Novosti, lo ha riferito durante una conferenza stampa il generale Sergey Rudskoy, direttore del dipartimento operativo dello Stato Maggiore.
"Gli aerei militari da trasporto IL-76 dell'Aviazione siriana hanno lanciato nei pressi di Deir ez Zor, con l'ausilio di paracadute, 22 tonnellate di aiuti umanitari russi," — ha detto.
Il generale ha ricordato che al momento si occupa della consegna di aiuti umanitari in Siria una serie di organizzazioni internazionali non governative, ma "la maggior parte degli aiuti è destinata in zone controllate dai jihadisti e la maggior parte di essi finisce proprio nelle mani dei fondamentalisti che li sfruttano per rifornire i vari gruppi armati sparsi nella regione."

La Russia effettua raid aerei contro i gruppi terroristici in Siria, compresi il Daesh (ISIS) e il "Fronte Al-Nusra" dal 30 settembre 2015, sfruttando la base aerea di Khmeimim (attualmente sono schierati 44 aerei e 16 elicotteri). La richiesta di assistenza militare era stata indirizzata a Mosca su iniziativa del presidente siriano Bashar Assad. Fino all'11 gennaio gli aerei russi hanno effettuato 5.551 missioni di volo.

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"Donbass Seasons" un documentario sulla crisi in Ucraina

MANIFESTI IN UCRAINA
Ecco a voi "Donbass Seasons - Le Stagioni del Donbass", un documentario sulla crisi in Ucraina da vedere assolutamente che contiene preziose interviste a Nicolai Lilin e Vauro Senesi oltre che interessanti reportage-video da non perdere. Si tratta di un video diretto da Sara Reginella, e mostra il fluire delle stagioni e delle esistenze in una terra sconvolta dalla guerra.