Figli della SocietàS


Evil Rays

Bruxelles e Berlino vogliono il controllo dei Media dei Paesi Satelliti

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© REUTERS/Fabrizio Bensch

Uno scontro fortissimo è in corso fra Polonia da un lato e Germania e UE dall'altro.


Premessa: dall'autunno 2015 al governo in Polonia vi è il partito "Legge e Giustizia" (PiS) di Jarosław Kaczyński. Le elezioni sono state una debacle per i conservatori filo-europeisti ed in nuovo governo è definito "Populista".

La Polonia è un paese di una certa rilevanza nella UE ed il cambiamento non è stato indolore. Il nuovo governo ha trovato un accordo immediato con quello Ungherese di Orban ed una buona intesa con i conservatori inglesi, ma, naturalmente, si è subito scontrato sia con Berlino sia con Bruxelles che, come si sa, considerano la democrazia essenziale solo quando persegue i loro interessi.

L'oggetto del contendere è la nuova legge sui media voluta dal governo di Varsavia. Questa norma, non ancora operativa e che deve passare sotto il vaglio di una delle due camere, prevede che il consiglio di amministrazione della Radio e della TV di stato siano nominati dal Ministro delle Finanze, cioè dal governo.

Questo ha scatenato una serie di polemiche e di accuse fortissime al governo, democraticamente eletto, di Varsavia, di autoritarismo e di voler prendere il controllo dei media. Le accuse più dure sono partite da Bruxelles, dove il presidente del parlamento Schultz, socialdemocratico tedesco, ha accusato il governo polacco di "Agire come Putin" ed il commissario tedesco Oettinger, ha incolpato PiS di "Infrangere i valore comuni europei".

Tedeschi amichevolmente portano i valori europei in Polonia
Tedeschi amichevolmente portano i valori europei in Polonia

Red Flag

Colonia, ministro Giustizia tedesco: "Aggressioni organizzate"

gente che protesta contro gli immigrati in germania
© REUTERS/ Wolfgang Rattay
Il Guardasigilli Mass nel giorno in cui Colonia viene trasformata in un campo di battaglia dall'estrema destra xenofoba di Pegida ed i movimenti anti-razzisti.

Sono stati più di 1.700 gli agenti impiegati ieri dalla polizia della città tedesca di Colonia, in una domenica in cui due distinte manifestazioni hanno finito con l'incrociarsi pericolosamente. Da una parte la destra xenofoba di Pegida, scesa in piazza per manifestare dopo le violenze subite dalle donne tedesche nella notte di San Silvestro, e movimenti anti razzisti. La polizia locale, con l'ausilio di centinaia di agenti federali, ha dovuto fare ricorso all'uso di idranti per disperdere i manifestanti nel corso di un pomeriggio dominato dalla tensione.

Nelle stesse ore a Magonza, il direttivo della CDU, partito della cancelliera Angela Merkel, nel tentativo di recuperare fiducia dopo lo shock provocato dalla notizia delle violenze di Capodanno, votava per la linea dura, confermando quanto anticipato proprio dalla cancelliera tedesca, con la proposta di togliere il diritto di asilo ai profughi che dovessero macchiarsi di reati, anche in presenza della sospensione condizionale della pena. Il provvedimento potrebbe aprire ad una più rapida espulsione dei soggetti interessati da provvedimenti comminati dalla giustizia tedesca.

Intanto, sul fronte delle indagini sui fatti di Colonia, dopo la rimozione del capo della polizia locale, è salito a 516 il numero delle denunce, mentre gli inquirenti sono sempre più convinti della presenza di un piano pre organizzato alla base delle aggressioni.
"Deve esserci dietro una qualche forma di organizzazione — ha dichiarato il ministro della Giustizia tedesco Hieko Mass — nessuno può venirmi a raccontare che non sia stato preparato o concordato".

Георгиевская ленточка

Il miglior analista secondo Bloomberg prevede un rafforzamento del rublo

dollaro e il rublo
© Sputnik. Ilya Pitalev

Nei prossimi 3 mesi la moneta russa potrebbe rafforzarsi e tornare al livello di 67 rubli nei confronti del dollaro, prevede l'esperto della società "Nomura International Plc" Dmitry Petrov, il miglior analista degli ultimi 4 trimestri secondo "Bloomberg".


La frenata della caduta dei prezzi del petrolio e il calo della domanda di dollari da parte delle banche fa prevedere un rafforzamento della moneta russa, ritiene l'analista Dmitry Petrov della società "Nomura International Plc", ritenuto da Bloomberg il miglior stratega nel mercato valutario degli ultimi 4 trimestri.
Petrov è convinto che il peggio sia alle spalle e nei prossimi 3 mesi il rublo potrebbe rafforzarsi fino a quota 67 nei confronti del dollaro, prima di chiudere l'anno attestandosi sui 65 rubli contro il biglietto verde. Il tasso di cambio medio del dollaro nel 2016 sarà pari a 69 rubli.
La previsione dell'analista è stata effettuata basandosi su un prezzo del petrolio tra i 35-40 dollari al barile nel primo trimestre.

Tra i fattori che contribuiranno al rafforzamento del rublo, Petrov vede la situazione dell'economia russa e l'eventuale afflusso di capitali stranieri a seguito del deprezzamento degli asset per la svalutazione e sullo sfondo della perdita d'interesse nel conservare i risparmi in dollari da parte della popolazione. Dato che i russi opteranno per la moneta nazionale, gli investitori stranieri potrebbero anche aumentare i loro stock di asset in rubli.
"Il fattore della domanda è davvero cambiato. La tendenza per il futuro è un rafforzamento del rublo rispetto al livello attuale", — ha osservato Dmitry Petrov.

Muffin

Sean Penn e l'intervista a El Chapo

El Chapo Sean Penn
© RollingStoneSean Penn stringe la mano a El Chapo (copertina RollingStone)
La «cosiddetta intervista» realizzata da Sean Penn al narcotrafficante messicano noto come El Chapo «manda su tutte le furie». Lo ha detto il chief of staff della Casa Bianca Denis McDonough interpellato dalla Cnn, affermando inoltre che la posizione di Sean Penn e degli altri coinvolti pone quesiti. «Il modo spocchioso con cui parla di quanta eroina fa circolare nel mondo, compresi gli Stati Uniti, fa andare su tutte le furie», ha detto McDonough intervistato dalla Cnn. «In questo Paese assistiamo ad una epidemia di dipendenza da eroina, da oppiacei... ma El Chapo è dietro le sbarre, è lì che deve rimanere». Interpellato poi nello specifico sul ruolo di Sean Penn e sulla sua posizione, al momento McDonough non si è sbilanciato ma ha osservato che la situazione «solleva diversi quesiti interessanti per lui e per gli altri coinvolti in questa cosiddetta intervista. Vedremo cosa succede».

Intanto il Messico intende interrogare l'attore americano Sean Penn e l'attrice messicana Kate del Castillo in merito alla loro intervista al re del narcotraffico Joaqu¡n Guzm n Loera, detto El Chapo.

L'attore e regista americano è indagato dalle autorità messicane per la sua intervista esclusiva a 'El Chapo', il barone della droga messicano, pubblicata su Rolling Stone. Lo rivela la Abc citando fonti del governo messicano. L'incontro segreto tra l'attore e il boss di Sinaloa, aggiungono le fonti, avrebbe aiutato le autorità messicane a trovare El Chapo.

Brick Wall

Le novità sulle aggressioni di Colonia

Colonia folla manifestazione
© Oliver Berg/picture-alliance/dpa/AP ImagesUna manifestazione anti-razzismo e sessismo vicino alla Cattedrale di Colonia
Merkel ha detto che vuole inasprire le leggi per i richiedenti asilo condannati in Germania, il capo della polizia locale è stato costretto al prepensionamento

A più di una settimana di distanza, i giornali tedeschi e internazionali stanno continuando ad occuparsi delle violenze compiute nei pressi della stazione ferroviaria di Colonia, in Germania, fra il 31 dicembre e l'1 gennaio. Quella notte decine di donne sono state molestate e aggredite sessualmente da un numeroso gruppo di uomini descritti come "arabi o nordafricani", di cui finora ne sono stati identificati 50 (31 dalla polizia federale, 19 da quella di Colonia). Da giorni le circostanze e le cifre dell'accaduto sono sulle prime pagine di tutto il mondo, anche se con diversi fraintendimenti e imprecisioni: intanto sta proseguendo l'indagine della polizia tedesca sugli eventi di quella notte, e la vicenda ha già avuto conseguenze dirette a livello locale e nazionale. Abbiamo messo insieme le novità principali emerse negli ultimi due giorni sulle violenze di Colonia, per fare un po' d'ordine.

1. L'"esonero" del capo della polizia

La notizia più citata da venerdì sera è quella del pre-pensionamento "forzato" imposto al capo della polizia di Colonia, Wolfgang Albers. La decisione è stata annunciata venerdì sera dal ministro degli Interni della Renania Settentrionale-Vestfalia ma non è ancora stata ufficializzata: il Guardian spiega che il governo regionale del Renania Settentrionale-Vestfalia - dove si trova Colonia - discuterà formalmente la posizione di Albers martedì, ma che Albers lascerà sicuramente il suo incarico.

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USA, arrestati 2 rifugiati iracheni in contatto con il Daesh

pattuglia polizia
© Foto: John Liu


Le autorità federali statunitensi arrestano due cittadini iracheni accusati di avere legami con il califfato.


Due arresti in USA lagati al terrorismo di matrice fondamentalista. L'emittente americana CNN ha diffuso in queste ore i dettagli di due distinte operazioni nelle città di Houston e Sacramento, dove due cittadini di origine irachena residenti in USA come rifugiati, sono accusati di essere in contatto con organizzazioni internazionali fondamentaliste.
Secondo quanto riportato dai media statunitensi, i due casi non sarebbero apparentemente collegati, pur presentando caratteristiche simili. Entrambi infatti sono accusati di aver mentito sulle che hanno permesso loro di ottenere la residenza come rifugiati nel Paese.
A Houston, in Texas, a finire in manette è stato il 24enne Omar Faraj Saeed Al-Hardan, accusato di aver tentato di propagandare materiale del Daesh, oltre che di falsa testimonianza al fine di ottenere illegalmente la cittadinanza USA, mentre a Sacramento la polizia californiana ha fermato Aws Mohamed Younis Al-Jayab, che avrebbe anche lasciato temporaneamente gli Stati Uniti per "combattere con organizzazioni terroristiche" prima di rientrare nel Paese.

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Telefonata tra Putin e Renzi sulla lotta contro il terrorismo internazionale

Putin e renzi
© AP Photo/ Antonio Calanni

In una conversazione telefonica il presidente russo Vladimir Putin e il capo del governo italiano Matteo Renzi hanno dedicato attenzione al conflitto in Siria ed hanno discusso dei rapporti tra l'Arabia Saudita e l'Iran.


Il presidente russo Vladimir Putin ha discusso al telefono con il premier italiano Matteo Renzi del coordinamento nella lotta contro il terrorismo internazionale, in particolare per la situazione in Siria, ha riferito oggi l'ufficio stampa del Cremlino.
"In uno scambio di opinioni su temi di attualità dell'agenda internazionale il discorso si è incentrato sulle prospettive della soluzione del conflitto in Siria, così come sulla situazione tra l'Iran e l'Arabia Saudita. In questo contesto è stata sottolineata l'importanza di uno stretto coordinamento degli sforzi nella lotta contro il terrorismo internazionale," — si legge nel comunicato.
Inoltre Renzi e Putin hanno discusso i rapporti tra l'Arabia Saudita e l'Iran.

Il primo ministro italiano Matteo Renzi sostiene che la politica antirussa seguita dall'Europa non porti da nessuna parte.
"Può amare la guerra fredda solo chi non l'ha conosciuta: l'approccio antirusso dell'Europa non la porterà da nessuna parte", — aveva affermato in precedenza in un'intervista Renzi.

Stock Down

"Tra dieci anni l'Italia non esisterà più, totalmente distrutta dall'euro e dalla UE"

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© Fotolia/ fabiomax

Così Roberto Orsi, professore italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese.
"Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all'Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent'anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. E peggiorerà".
Così Roberto Orsi, professore italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese.

Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo Orsi, è lo smantellamento del sistema manufatturiero, vera peculiarità del made in Italy a tutti i livelli: "Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l'immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell'élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione".

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Farage: "Mia auto sabotata, qualcuno vuole uccidermi"

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Il leader dell'Ukip: "Mi avevano allentato i bulloni delle ruote. Un incidente pauroso"

Qualcuno vuole uccidere Nigel Farage, leader del partito britannico euroscettico Ukip.

Lo ha rivelato lo stesso politico raccontando che lo scorso ottobre, mentre era in Francia è stato vittima di uno "strano" incidente.

Farage stava tornando nella sua casa nel Kent dopo essere stato a Bruxelles quando, mentre era nelle vicinanze di Dunkerque, la sua Volvo V70 ha perso una ruota e il politico è stato costretto a mettersi in salvo dal traffico intenso dietro il guardrail in un tratto dell'autostrada senza corsia di emergenza. A parlare di sabotaggio è stata la polizia francese, secondo cui tutti i bulloni dei quattro pneumatici erano stati allentati.

Farage, che in passato ha ricevuto minacce di morte, ha parlato per la prima volta dell'incidente definendolo "pauroso", ma non ha sporto denuncia poiché non voleva "farne un caso".

Alarm Clock

Il Meglio del Web: La farsa finale dei 5 Stelle di Casaleggio e di De Maio: gli "anti sistema" che appoggiano la NATO, l'immigrazione /invasione e lo "ius soli"

de maio e grillo
© affaritaliani.it
II Financial Times (FT), uno dei principali organi del capitalismo finanziario, in un articolo del 30.12, ha apertamente elogiato la nuova fisionomia del movimento M5S di Luigi Di Maio che prova a proporsi come alternativa di governo, allontanandosi dalla deriva populistica e folkloristica sostenuta fin qui da Beppe Grillo.

I Cinque Stelle stanno approfittando della situazione politica di sconcerto e sfiducia verso il governo, a seguito degli ultimi scandali (Banca Etruria, Coop, crisi a Roma, ecc.) e il il F.T. sottolinea come l'ascesa nei sondaggi del Movimento 5 Stelle dimostra quanto si sia logorato il rapporto tra Matteo Renzi e l'opinione pubblica degli italiani.
"Il populista Movimento 5 Stelle, esploso nella politica italiana durante la crisi finanziaria, è stato definito dalle proteste senza complessi e dalla figura chiassosa del suo leader Beppe Grillo. Il M5S sta però tentando di cambiare la sua immagine di partito tra i più eccentrici, a tratti clownesco. La trasformazione si pone l'obiettivo di raggiungere un traguardo che sembrava fantasia solo un anno fa: governare il paese e sfidare l'esecutivo di Matteo Renzi," questo il testo pubblicato nell'articolo.
Il FT intervista due politologi italiani, Gianfranco Pasquino e Roberto D'Alimonte, che spiegano come il M5S sia la forza politica più in forma nella sfida contro Renzi, come mostrano anche i sondaggi. Una consapevolezza che porta Luigi Di Maio, nel corso di una intervista all'influente giornale, ad affermare che "la percezione del movimento sia cambiata. All'inizio c'era l'idea che il nostro fosse un movimento di sola protesta, ma ora non è più così. Noi vogliamo governare".

Il Financial Times evidenzia come il M5S non rappresenti ancora in modo completo un'alternativa di governo, vista la sua tendenza ostruzionistica: lo dimostrano anche i suoi risultati piuttosto deludenti nelle poche amministrazioni comunali controllate. Il clima di crescente delusione verso il governo Renzi offre però una grande chance all'opposizione, soprattutto alle prossime comunali. Il deputato di Pomigliano D'Arco spiega come:
financial times cover
"Gli altri partiti hanno paura di governare Roma, ma noi crediamo che sia un'opportunità per misurarci". I punti fondamentali del programma M5S che hanno attratto elettori di destra come di sinistra sono la lotta alla corruzione, l'ambientalismo, e il referendum sull'euro, che per Di Maio è uno dei principali motivi delle difficoltà economiche italiane. "Il vero fallimento dell'unione monetaria è l'idea che i Paesi del Sud Europa possano viaggiare alla stessa velocità di quelli del Nord".

Vedi: Giornalettismo