Nonostante un decremento generale delle richieste di visto nel 2015, nel periodo delle vacanze invernali il Consolato italiano ha visto un numero consistente di cittadini russi che si recano in Italia. Un dato molto interessante riguarda il numero di italiani che ha scelto di vivere in Russia, registrando un 19% in più. Tra le novità del 2015 c'è anche la presa biometrica dei dati per i richiedenti del visto Schengen, che contrariamente alle aspettative non ha provocato particolari difficoltà.
Ebbene, l'Italia resta una meta amata dai russi? Per tirare un bilancio del 2015, Sputnik Italia ha raggiunto Piergabriele Papadia de Bottini, Console Generale d'Italia in Russia.
— Come potremmo tirare le somme del 2015 dal punto di vista dell'attività consolare e per quanto riguarda il turismo?

L'aspetto prevalente sono i servizi ai cittadini russi: le domande di riconoscimento, i documenti, le certificazioni, le legalizzazioni, anche dichiarazioni di valore, tra cui il riconoscimento di titoli di studio fatto in loco. Credo che rendiamo un servizio importante a molti amici russi, amanti dell'Italia. È un servizio a cui teniamo molto, perché ci da anche la misura di come i due Paesi siano sempre più integrati. Se ci fossero più accordi, come quello per il riconoscimento dei titoli, che proprio a giorni dovrebbe essere immesso nel nostro ordinamento, sarebbe una facilitazione importante per noi. Se ci fossero degli automatismi sarebbe un passo importante, speriamo il 2016 porti dei buoni risultati.












