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La Nuland ci riprova, stavolta con Chisinau

nuland
© Sputnik. Stringer
Secondo il vicesegretario di Stato degli Stati Uniti, "la cosa più importante è avere un governo moldavo fortemente pro-europeo".

Nel corso di una conferenza stampa presso l'Ambasciata degli Stati Uniti a Bucarest, Victoria Nuland ha dichiarato che Washington "sostiene il desiderio dei cittadini moldavi di avere dei leader responsabili che possano portare avanti insieme un programma di riforme".
Secondo il vicesegretario di Stato degli Stati Uniti per gli affari europei ed eurasiatici, sarebbe questo "il modo migliore per garantire il futuro della Moldavia".
La Repubblica dell'Europa orientale potrà contare sull'appoggio della Romania, di Washington e della NATO, i quali "hanno programmi di sostegno nel settore della sicurezza per la Moldavia", a patto che nel Paese ci sia "un governo con cui lavorare per implementare questi programmi".
Il governo ideale, secondo la Nuland, dovrebbe "riprendere l'attuazione delle riforme nel sistema bancario, nel campo della magistratura e nel sistema finanziario" e "tornare ai negoziati con il Fondo Monetario Internazionale".
A Bucarest, il vicesegretario di Stato americano ha parlato "di aiuti umanitari immediati, ma anche della necessità di sostegno politico ed economico a lungo termine, e della cooperazione energetica".
Tuttavia, "la cosa più importante", conclude Victoria Nuland, "è avere un governo moldavo fortemente pro-europeo".

No Entry

Cucù: Schengen non c'è più

austria controlli

La frontiera del Brennero e i valichi di Resia e Prato Drava-Sillian saranno presto off-limits per le carovane di migranti che intendono dirigersi verso il Nord Europa. L'Austria ha deciso di "annullare temporaneamente" le regole di Schengen sulla libera circolazione in Europa
. "Il controllo delle persone che vengono nel nostro Paese è stato rafforzato", ha annunciato il cancelliere Werner Faymann, ufficializzando anche il cambio al dicastero della Difesa, dove il nuovo ministro sarà Hanspeter Doskozil, fino ad oggi capo della polizia austriaca. "Esattamente come fa la Germania, spiega il cancelliere, abbiamo deciso di aumentare i controlli alle frontiere e di effettuare rimpatri".

Chiunque raggiungerà l'Austria "verrà controllato. Chi non ha diritto all'asilo verrà rispedito indietro. Per passare la frontiera occorre una carta di identità valida e si dovrà presentarla su richiesta delle autorità austriache". Poi un altro chiodo sulla bara di Schengen: "Se l'Ue non lo fa, non protegge le frontiere esterne di Schengen, è l'esistenza stessa dell'accordo a decadere". Il ministro per l'integrazione, Sebastian Kurz, ha affermato che "90.000 migranti come lo scorso anno, nel 2016 non saranno più possibili". L'area "colabrodo", comprendente 26 paesi, si sta restringendo a vista d'occhio. Norvegia, Svezia, Danimarca, Francia, Germania e Austria, hanno introdotto controlli alle frontiere.

I primi paesi sulla rotta dei migranti (Austria e Germania) e le mete finali (Norvegia, Svezia e Danimarca) hanno deciso di presidiare gli ingressi e scoraggiare transiti e permanenze. E proprio la "buona" Norvegia è in una situazione spinosa con la "cattivissima" Russia. I rifugiati provenienti dal Medio Oriente che sono arrivati ​​nel paese scandinavo dalla Russia in autunno, hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro i piani del governo norvegese di rimandarli in terra russa. La scorsa settimana circa 70 rifugiati sono stati trasportati al centro speciale nella contea di Finnmark, non lontana dal confine russo e dall'Oblast di Murmansk, nella parte nord-occidentale del paese.

Roses

Burkina Faso, tra le vittime anche un bimbo italiano

attentato Burkina Faso
© AP Photo/ Ludivine Laniepce

Il ministero degli Esteri italiano ha confermato nel pomeriggio il decesso del piccolo Misha Santomenna, 9 anni, ucciso da Al Qaeda nell'attentato che venerdì scorso ha colpito la capitale del Burkina Faso.


Nel pomeriggio di ieri le autorità di Ouagadougou hanno diffuso la lista completa delle vittime dell'assalto che Al Qaeda ha sferrato nella capitale del Burkina Faso venerdì scorso. Tra loro anche un bimbo di 9 anni, Misha, figlio del gestore italiano del ristorante dove i terroristi hanno fatto irruzione tre giorni fa.

Tra le altre vittime dell'attentato la madre e la zia del bambino, mentre per il padre, gestore del locale e i Niger per lavoro al momento dell'attentato, la tristissima prospettiva di una vita senza il piccolo Misha e la moglie Victoria, morti secondo testimoni oculari sul colpo al momento dell'irruzione.

Nella lista resa nota nel tardo pomeriggio di ieri anche due cittadini francesi, quattro canadesi, due svizzeri, un americano, un libico, un portoghese e sette cittadini del Burkina Faso.
"La mano violenta dei terroristi non si ferma nemmeno di fronte a un bambino di nove anni".
Così il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che ha voluto dedicare un commosso ricordo al piccolo Misha.
"Da padre, prima ancora che da premier, non ci sono parole per dire il dolore e il cordoglio di tutta l'Italia per questa morte — ha detto Matteo Renzi — quella di una giovane vita recisa dall'odio".

Newspaper

Burkina-Faso: liberati più di 60 ostaggi dall'hotel in mano ai terroristi

incendio hotel burkina faso
© REUTERS

Continua il blitz all'hotel Splendid, frequentato spesso dai rappresentanti dei paesi occidentali, tra i quali i collaboratori dell'ONU. Nell'operazione contro i terroristi, le forze speciali francesi appoggiano quelle del Burkina-Faso


Almeno 63 ostaggi, di cui 33 feriti, sono stati evacuati dall'hotel preso d'assalto dai terroristi nella capitale del Burkina-Faso. Lo ha comunicato l'agenzia France Press citando un ministro del paese.
"Ci sono delle vittime, ma non abbiamo dati certi. Il blitz è in corso e le forze speciali francesi stanno appoggiando quelle del Burkina-Faso", ha dichiarato il ministro alla France Press.


Venerdi, ignoti hanno attaccato una caffetteria e in seguito hanno sequestrato alcuni ostaggi all'hotel Splendid di Ouagadougou, spesso frequentato dai rappresentanti dei paesi occidentali, tra i quali i collaboratori dell'ONU. Le forze di sicurezza del Burkina-Faso hanno dato inizio al blitz all'hotel occupato dai terroristi.



Che Guevara

Oltre 20 mila persone hanno partecipato alle proteste nel centro di Kishinau

manifestanti moldavi
© REUTERS/ Valery Korchmar
L'opposizione è insorta contro la firma da parte del presidente del paese Nicolae Timofti del decreto per la nomina del canditato a primo ministro, presentato dalla maggioranza parlamentare, e richiede elezioni parlamentari anticipate.

Sabato, il Partito socialista moldavo e il "Nostro partito", e anche i sostenitori della piattaforma DA hanno condotto dei comizi di protesta. I leader di queste fazioni hanno annunciato che sono insorti contro la firma da parte del Capo dello stato Nicolae Timofti del decreto per la nomina del candidato a primo ministro presentata dalla maggioranza parlamentare.
Di fronte al palazzo del parlamento il Partito socialista ha condotto un comizio. Il leader del partito Igor' Dodon ha dichiarato dal palco che i socialisti al parlamento sono insorti contro la formazione di un nuovo governo.
La Moldavia ha iniziato il 2016 senza un esecutivo sullo sfondo di una profonda crisi politica. Il governo del paese era guidato dal vice-presidente del partito liberal-democratico Valerij Strelets dimissionato il 29 ottobre.

Oscar

Leonardo Di Caprio vuole recitare nel ruolo di Vladimir Putin

Leonardo Di Caprio
© REUTERS/ Paul Drinkwater/NBC Universal

L'attore americano Leonardo Di Caprio in una intervista al giornale tedesco Welt am Sonntag ha raccontato che reciterebbe volentieri nel ruolo del presidente russo Vladimir Putin.
"Putin sarebbe molto, molto, molto interessante, lo interpreterei volentieri". L'attore ha aggiunto di aver incontrato personalmente Putin alcuni anni fa ad un forum sul salvataggio delle tigri siberiane a San Pietroburgo.

"Ho finanziato alcuni progetti per la protezione di questi felini. Putin e io abbiamo parlato solo della difesa di questi animali e per niente di politica", ha dichiarato Di Caprio.
L'attore ha inoltre raccontato di essere affascinato dalla storia russa. "Lenin sarebbe pure un ruolo interessante. Mi piacerebbe interpretare Rasputin. Credo che dovrebbero esserci più film sulla storia russa".

Radar

Donbass, DNR: vicino Mariupol avvistati 2 battaglioni mercenari di Kiev

soldati ucraini su carri armati
© AP Photo/ Sergei Grits

I combattenti, secondo l'intelligence della Repubblica Popolare di Donetsk (DNR), provenienti da Polonia, Georgia e Paesi arabi, sono pronti a spostarsi nella zona di Shirokino per compiere provocazioni, ha dichiarato il vice comandante delle milizie di Donetsk Eduard Basurin.


Le unità di ricognizione dell'autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk hanno rivelato a Mariupol la presenza di 2 battaglioni di foreign fighters, provenienti anche dai Paesi arabi, che sono pronti a muoversi nei pressi di Shirokino per compiere provocazioni, ha detto ai giornalisti il vice comandante dello stato maggiore delle milizie DNR Eduard Basurin.
"Al momento alla periferia di Mariupol si trovano 2 battaglioni di combattenti stranieri provenienti da Polonia, Georgia e Paesi arabi, che sono pronti a dirigersi nei pressi di Shirokino per provocazioni," — ha detto Eduard Basurin.
Ha aggiunto che l'intelligence di Donetsk continua a registrare episodi di trasferimento di armi e di uomini delle forze di sicurezza ucraine "per preparare un'offensiva in direzione di Mariupol."

Bomb

Afghanistan, razzo nei pressi dell'Ambasciata italiana a Kabul, 2 feriti. Talebani rivendicano

razzo contro l'ambasciata italiana a kabul
© REUTERS/ Mohammad Ismail
Secondo la tv afghana ToloNews, un razzo sarebbe caduto sull'Ambasciata Italiana a Kabul. Ma le informazioni sono ancora confuse. Le forze di sicurezza e i Vigili del fuoco sono sul posto. Testimoni oculari descrivono una grande colonna di fumo che si leva dal luogo dell'impatto. Ci sarebbe almeno un ferito, probabilmente una Guardia. Altre fonti parlano di due feriti. Nell'area, dove si trova anche la sede della Nato, sarebbe scoppiato un incendio.

I talebani hanno rivendicato l'attacco, secondo la stampa locale. L'agenzia Reuters fa sapere che non è chiaro se l'Ambasciata italiana, che si trova vicina ad altre missioni diplomatiche, sia stata centrata dal razzo. L'episodio giunge alla vigilia di un incontro che si terrà domani a Kabul fra rappresentanti di Afghanistan, Pakistan, Stati Uniti e Cina, che mira a gettare le basi per possibili colloqui di pace con i talebani.
#KabulRocketAttack on Italian Embassy. Officials confirm one embassy security guard injured.
— TOLOnews (@TOLOnews) 17 Gennaio 2016
UPDATE: Rocket landed inside the Italian embassy compound, First reports of at least 2 injured. #Kabul #Afghanistan
— News_Executive (@News_Executive) 17 Gennaio 2016

Secondo il giornalista afghano Bilal Sarwary sarebbe stato colpito un edificio dove magistrati afghani fanno training con gli italiani.
#AFG Sources tells me, rocket hit part of building used by Italian judges who are training Afghan judges. 2 Afghan guards injured.
— Bilal Sarwary (@bsarwary) 17 Gennaio 2016

Il profilo di @Chief_MarshallR riporta un testo che mostrerebbe una rivendicazione dei talebani che dice di aver trovato su Telegram e su Twitter
#Afghanistan #Kabul #Taliban published this message about the rocket attack against #ItalianEmbassy. pic.twitter.com/SrdG0MKBSk — Marshall FR (@Chief_MarshallR) 17 Gennaio 2016

Question

Chi salverà l'Italia?

renzi il mago

Cosa succederebbe se l'economia italiana continuasse a ristagnare (o a contrarsi) anche nel 2015-16?


L'Italia è molto vicina a quella situazione che gli economisti chiamano 'trappola del debito', quando cioè l'indice di indebitamento comincia a crescere in modo esponenziale. Per sfuggire a questa trappola ci sono due possibilità: svalutare la moneta o fare default. Non disponendo di una valuta nazionale, l'Italia non può controllare la prima opzione: quindi, se non ci saranno cambiamenti realmente significativi in tempi brevi, il default sovrano diverrà lo scenario più probabile". Sul piano tecnico è obiettivamente difficile stabilire, per qualsiasi paese, una soglia massima oltre la quale il default diventa "matematicamente inevitabile". Basti pensare al Giappone che, nonostante un rapporto debito/Pil al 230%, è ancora considerato un creditore solvibile. Nel caso dell'Italia, la mancanza di una moneta nazionale complica però le cose. Evans ritiene comunque che "il debito pubblico italiano raggiungerà un livello pericoloso il prossimo anno". Pericoloso al punto che "potrebbe essere superato il punto di non ritorno".

In un quadro del genere, molti commentatori economici sono (finalmente!) giunti alla conclusione che la crisi in corso è strutturale, e che si può ritornare a crescere solo facendo le "riforme" — un termine che negli ultimi tre anni è divenuto, specie con Renzi, un vero e proprio mantra della politica italiana. Il dibattito in corso, tuttavia, potrebbe suonare imbarazzante per chi vive in un paese europeo meglio funzionante del nostro. La natura e la portata delle riforme proposte (Senato, pubblica amministrazione, giustizia, scuola, legge elettorale ecc.) dimostrano infatti che l'Italia manca delle fondamenta, di tutto ciò di cui un normale paese occidentale dovrebbe essere dotato da almeno sessant'anni. Più che di ricostruzione, si dovrebbe parlare di edificazione tout court. Ma il problema è che tutto questo discutere di riforme è una pura e semplice illusione.


Riforme e tempistica


Renzi
© AP Photo/ Alessandra TarantinoNonostante tutto Renzi ostenta ottimismo
Sebbene sia da lungo tempo noto che qualcosa deve (doveva) essere cambiato nell'architettura dell'economia italiana (e, in particolare, della finanza pubblica), nei sei anni successivi al crollo di Lehman Brothers è stata portata a termine una sola riforma strutturale, quella — assai controversa — delle pensioni attuata dal governo Monti.

Apple Red

Renzi guarda Iran e Siria prendere il posto dell'Italia nell'export alimentare verso Mosca

prodotti alimentari
© ilghirlandaio.com

Mentre l'italietta renziana si assicura di peggiorare sempre più i propri rapporti commerciali con la Russia (vedasi dichiarazioni deliranti del nostro 'genio fiorentino' riguardo l'offerta di cooperazione al progetto 'North Stream', il prolungamento delle sanzioni verso Mosca et alia...) altri paesi non stanno certo a guardare e si mobilitano (alcuni persino tra enormi difficoltà) per riempire con efficacia le ampie quote di mercato russo lasciate vuote dalla stupida 'guerra' dichiarata dall'UE al Cremlino su istigazione e pungolo della Casa Bianca.


Nel nostro caso, dovrebbe più che preoccuparci il vero e proprio slancio con cui Siria e Iran si stanno letteralmente 'gettando' sul mercato dell'agroalimentare russo, dove ancora pochi anni fa i nostri esportatori facevano la parte del leone.

E' di questi giorni la notizia che una prima spedizione di 500 tir carichi di prodotti agricoli sta per lasciare il territorio della Repubblica Islamica dell'Iran per raggiungere la Russia via Azerbaigian, dopo aver ricevuto dalle competenti autorità tutti i "visti" fiscali e sanitari; la notizia é stata annunciata dal Presidente della Camera di Commercio di Teheran, Massoud Khansari.

Intanto un carico di agrumi siriani, partito dal porto di Latakia nei giorni scorsi, ha già raggiunto lo scalo di Novorossysk, portando a 60 tonnellate il quantitativo di arance, limoni e altri frutti consimili finora trasportati dalla Repubblica Araba alla Federazione Russa, dopo che speciali provvedimenti sono stati varati per facilitare le esportazioni siriane. La decisione ha suscitato l'entusiasmo e la riconoscenza del Direttore del Dipartimento Agricolo di Latakia/Laodicea, Munzir Gerbek.