Figli della SocietàS


Che Guevara

L'intera Moldova scende in piazza

manifestanti moldavi
© Sputnik. Miroslav Rotari
Contro l'instabilità governativa e la corruzione, la popolazione chiede elezioni anticipate subito.

Proseguono le proteste in Moldova. In un Paese che conta solo 3,5 milioni di abitanti, si stima che quasi il 5% dell'intera popolazione sia scesa in piazza in questi giorni per chiedere l'indizione di elezioni anticipate.
Circa 40.000 persone hanno preso parte domenica alla manifestazione organizzata nella capitale Chisinau. Analoghe manifestazioni hanno avuto luogo in tutto il Paese.
Venerdì sera le proteste di piazza hanno preso di mira l'emittente televisiva pubblica che starebbe censurando le manifestazioni e il ministero della difesa per il presunto coinvolgimento militare nella repressione delle proteste di mercoledì scorso contro la nomina del filo europeista Pavel Filip, incaricato alla formazione di un nuovo esecutivo.

Il precedente governo, guidato dal leader liberaldemocratico Valeriu Strelet, si è dimesso il 29 ottobre e se non si formerà un nuovo governo entro il 29 gennaio, la costituzione moldova prevede lo scioglimento del Parlamento e nuove elezioni.

Che Guevara

Barcellona scende in piazza contro la Nato

barcellona manifestanti contro Nato
© AP Photo/ Alvaro Barrientos

Centinaia di manifestanti hanno chiesto la sospensione del Patto Atalantico e la dismissione delle basi Nato nel territorio spagnolo.


Centinaia di manifestanti di recente hanno sfilato lungo le vie di Barcellona chiedendo la sospensione del Patto Atlantico e la dismissione delle basi Nato in Spagna.
La protesta è stata organizzata dalla Plataforma Unitaria y Popular contra la Guerra y la OTAN, che raccoglie 19 associazioni anti militariste.
La Spagna ha recentemente ospitato Trident Juncture, la più grande esercitazione militare della Nato dopo la caduta del muro di Berlino, alla quale hanno partecipato 36mila uomini provenienti da 30 Paesi membri dell'Alleanza.

Handcuffs

Petizione popolare: arrestare i Banchieri che si appropriano dei risparmi dei cittadini

Vittime delle banche protestano
Vittime delle banche protestano

Oggi si chiama "bail-in", una volta si chiamava truffa
. Risulta che già negli anni Venti e Trenta del secolo scorso, la JP Morgan e altre banche truffarono i propri clienti inducendoli ad acquistare titoli della loro banca che stava per dichiarare fallimento. Alcuni banchieri andarono in galera per questo, grazie ad un decreto predisposto dall'allora presidente USA, Franklin Delano Roosevelt. Adesso il contesto è cambiato ed i "banksters" hanno i loro rappresentanti nei governi e questo avviene negli USA come in Europa, con i politici che sono fiduciari dei banchieri e sul libro paga delle grandi banche ed istituzioni finanziarie.

Da più parti è stato richiesto che i banchieri ed i loro complici, amministratori delegati e dirigenti, quelli che dal 1° Gennaio si sono organizzati per rubare milioni di euro dei sudati risparmi direttamente dai conti correnti di cittadini inconsapevoli, grazie alle nuove procedure del " bail-in" per salvare le banche, dovrebbero essere prontamente arrestati e messi in galera prima che commettano il furto.

Qualche anno fa, le principali banche spagnole, incluso il Banco Santander, hanno tentato la stessa truffa vendendo ai propri clienti obbligazioni cosiddette "preferentes" delle banche in via di fallimento, imponendo enormi perdite ai propri clienti. La truffa fu scoperta e denunciata grazie all'iniziativa di alcuni comitati a difesa dei risparmiatori.
Vedi: "Los culpables del engano de las preferentes"

All'inizio dell'anno in corso, a Portorico, alcune delle principali banche, incluse UBS e, di nuovo, Banco Santander, sono state colte con le mani nel sacco mentre cercavano di rifilare ai propri clienti obbligazioni municipali tossiche. Se la cavarono con una multa quando furono colte sul fatto. I Banksters "perdono il pelo" ma non il vizio, quello di truffare i risparmiatori.

In Italia quattro banche (fra cui Banca Etruria e Banca Marche) sono state salvate confiscando i risparmi di 10 mila loro clienti, grazie alle leggi predisposte dal governo Renzi/Padoan/Boschi, governo complice dei banchieri che ha escluso la responsabilità degli amministratori e dirigenti.

Questa pratica fraudolenta è divenuta legale da quando, dal 1° gennaio 2016 i salvataggi delle banche non vengono più finanziati dallo Stato, bensì dagli istituti stessi, cioè in prima battuta dagli azionisti degli istituti di credito coinvolti, poi dagli obbligazionisti, infine, se necessario, dai correntisti con depositi superiori ai 100 mila euro (al di sotto di quella cifra infatti vige la garanzia sui depositi). Il testo recepisce 56 direttive e 9 decisioni quadro della Ue, andando verso una ulteriore riduzione delle procedure d'infrazione a carico dello Stato.

La norma è stata emanata da Bruxelles sotto dettatura della Germania che, dopo aver salvato le sue banche con soldi pubblici, pretende di poter addossare ai risparmiatori dei paesi deboli, come Italia, Spagna e Portogallo, l'onere del salvataggio delle banche oberate da debiti inesigibili. Questo risulta tanto più grave in quanto le stesse banche tedesche si erano giovate del " Fondo Salva Stati" (ESM) per cui l"Italia aveva dovuto sborsare circa 63 miliardi nel fondi "salva stati" in realtà destinato a salvare dalla bancarotta le banche tedesche e francesi indebitate con i paesi in crisi.

La lunga crisi ha fatto salire enormemente il numero dei debiti non onorati, finanziamenti e mutui, per effetto di questi le banche italiane, che una volta erano solide, sono entrate in sofferenza, oltre che per le "allegre" gestioni clientelari fatte erogando presititi agli amici e clienti dei politici (vedi Monte dei Paschi di Siena e Banca Etruria).

Si conprende quale sia il vero ed unico scopo del provvedimento : trasferire gli effetti delle crisi prodotte dalla incompetenza autorità italiane ed europee ai piccoli risparmiatori , quelli che le autorità avrebbero dovuto tutelare come prescrive la costituzione (art. 47). In questo modo vengono penalizzati i risparmiatori e le famiglie, che già erano state messe a dura prova dalla recessione economica e dall'incapacità dimostrata dalle autorità di gestire la crisi e la sua diffusione.

Questo avviene per proteggere i conti pubblici ed evitare di sforare i limiti stabili del bilancio. In sostanza, per permettere al governo Renzi di fare una "bella figura" in Europa (rimanendo nei limiti del 3% del bilancio) ed eseguire alla lettera le direttive della Commissione, si getta quindi la croce sui piccoli risparmiatori trattati peggio del "parco buoi".

Stock Down

Difficoltà in zona di libero scambio Ucraina-UE: "Kiev pensava di essere in Paradiso?"

manifestanti ucraini
© Sputnik. Pyotr Zadorozhnyi

Le imprese ucraine è risultato essere non pronto per le nuove regole del commercio con la UE e la zona di libero scambio funziona solo in entrata per l'Ucraina. L'economista Mikhail Belyanin su "Radio Sputnik" ha espresso il parere che questo scenario era prevedibile, in quanto le merci ucraine interessano a pochissime persone in Europa.


Il business ucraino non è pronto per commerciare secondo le norme UE. In particolare questa tesi è stata riscontrata nelle forniture di uova, pollame e miele. Ad esempio l'Ucraina è stata costretta a sospendere temporaneamente il rilascio delle autorizzazioni veterinarie per l'esportazione di miele nella UE a seguito della scoperta di microbi vietati per questo prodotto in Repubblica Ceca.

L'accordo sulla zona di libero scambio tra l'Ucraina e l'Unione Europea è entrato in vigore dal 1° gennaio 2016. A seguito di questa situazione la Russia ha sospeso l'accordo sulla zona di libero scambio con l'Ucraina nell'ambito dei Paesi della CSI per proteggere il mercato nazionale dai prodotti della UE che sarebbero potuti entrare senza dazi. Inoltre Mosca ha introdotto nei confronti dell'Ucraina l'embargo agroalimentare, dal momento che Kiev ha aderito alle sanzioni contro la Russia.

Come affermano gli imprenditori ucraini, la zona di libero scambio tra l'Ucraina e l'Europa oggi funziona solo in una direzione: in entrata verso l'Ucraina. Per le merci ucraine non c'è stata alcuna apertura al mercato comune europeo. L'economista russo Mikhail Belyanin ritiene che l'Ucraina inizialmente non doveva aspettarsi nulla.

Che Guevara

In Polonia si protesta in difesa delle libertà civili

manifestanti Polachi
© REUTERS/ Kacper Pempel

Manifestazioni in difesa della democrazia e delle libertà civili si svolgono in più di 30 città polacche, tra cui Varsavia. Sono previste anche manifestazioni davanti alle rappresentanze diplomatiche polacche nelle principali città europee come Londra, Stoccolma, Amsterdam.
"Noi non siamo dei rivoluzionari... Noi manifestiamo in difesa della libertà. Vogliamo protestare contro le recenti azioni del governo", ha detto il capo del Comitato per la salvaguradia della democrazia, organizzatore delle manifestazioni, Mateush Kievskij, citato dai media polacchi.
I manifestanti si riuniscono con manifesti contenenti slogan contro le autorità, incluso la risonanza delle nuove leggi e della riforma della legge sulla Corte costituzionale. Nei pressi del palazzo del governo a Varsavia, si sono riunite diverse migliaia di persone.

Roses

Migranti, due naufragi nell'Egeo: morti 42 profughi tra cui 17 bambini

battello rifugiati
© AFP 2016/ Hafidh

I decessi sono avvenuti in due separati incidenti che hanno coinvolto altrettante imbarcazioni. Il primo a Farmakonisi e il secondo a Kalymnos.


Due incidenti separati nel Mar Egeo hanno causato la morte di 42 rifugiati, di cui 17 bambini. Lo rende noto la Guarda Costiera greca. Le due imbarcazioni che portavano profughi erano salpate dalla Turchia ed erano dirette verso le isole greche, da dove avrebbero dovuto continuare il viaggio verso l'Europa.

Una zattera di legno con a bordo 49 persone si è schiantata contro una scogliera sull'isola di Farmakonisi. Quaranta migranti sono riusciti a raggiungere con le loro forze la terra ferma. Sei bambini e due donne sono morte, mentre una ragazza è stata salvata dalla Guardia Costiera. Il secondo naufragio ha coinvolto una barca di legno, affondata vicino all'isola di Kalymnos.

Non è stato possibile individuare l'esatto numero delle persone a bordo, ma sono stati rinvenuti i corpi di 16 donne, sette uomini e undici bambini. Altri 26 migranti sono stati salvati e portati sull'isola.

Colosseum

Il Meglio del Web: Governo italiano: scelte sbagliate e conti salati

Renzi
© AFP 2016

La politica italiana affronta con drammatica incoscienza le priorità delle azioni del Governo. Lo dimostra questa burrascosa settimana in cui l'ottimismo della ripresa è scosso da uno tsunami di brutte notizie.


La prima è che il debito italiano non diminuisce, anzi è salito di 76 miliardi di euro. L'assurdità sta proprio qui: è noto come il debito sia, insieme al sistema della Previdenza e della Tv pubblica, una vera zavorra per lo sviluppo del Paese; eppure qualunque governo, che sia di destra, centro o sinistra, tecnico o politico, di coalizione o di pacificazione nazionale, pare dimenticarsene non appena prestato il giuramento. Grandi proclami durante le elezioni, ma poi il canovaccio è sempre quello: tassa, fai debiti e spendi.

Di recente Carlo Cottarelli, ex commissario alla Spending Review dimessosi in polemica con Renzi, di fronte ad una platea di studenti aveva ammonito:
Le attuali condizioni favorevoli sul mercato dei capitali sembrano aver fatto scivolare in secondo piano questo problema; e sarebbe un errore perché un dato ancora molto alto ci espone a potenziali rischi elevati. È chiaro che in determinate circostanze può risultare necessario accrescere la spesa pubblica per stimolare l'economia, ma oltre certi limiti non si può andare. È il caso dell'Italia che lo scorso anno ha fatto registrare uno dei rapporti tra debito pubblico e prodotto interno lordo più alti della sua storia: 133 per cento, un dato che ci pone al terzo posto nella graduatoria di demerito dei Paesi avanzati, alle spalle di Giappone e Grecia.
Neanche a farlo apposta, i rischi paventati da Cottarelli sul "Sistema Italia" si sono puntualmente verificati, con il crollo del valore di molti titoli bancari su Piazza Affari, col timore che si inneschino altri crac a cascata con conseguenti ricadute sociali. Alla faccia del solido sistema bancario elogiato a più riprese dal Ministero dell'Economia e dalla Presidenza del Consiglio: escusatio non petita per giustificare l'iperattività dimostrata dal Governo nel campo della finanza, che ahimé non ha dato i risultati sperati. Purtroppo è impensabile che per un Paese con un indebitamento a livello record, secondo solo a quello della Grecia, si possa elaborare un piano di salvataggio come avvenuto qualche anno fa in altri Stati europei e negli USA: non solo non lo permetterebbero più le norme, ma mancherebbe persino il denaro per poterlo attuare. La situazione è figlia dell'incapacità di tagliare e razionalizzare i troppi sprechi e gli stipendifici che hanno dissanguato l'Italia dalla Prima Repubblica in avanti.

Heart - Black

Il lavoro minorile dietro la produzione degli smartphone e le batterie per le auto elettriche. La denuncia di Amnesty International

lavoro minorile
Componente essenziale delle batterie dei nostri smartphone, tablet e auto elettriche, il cobalto proviene dalle miniere del sud della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Si stima che un quarto del cobalto esportato provenga da miniere artigianali, dove i minatori utilizzano strumenti rudimentali per scavare ed estrarre il metallo prezioso. Lavorano senza alcuna protezione, esponendo pelle e polmoni alle polveri molto irritanti del colbalto. Scavate a mani nude, senza attrezzatura adeguata e senza cautela, pozzi e gallerie crollano regolarmente, seppellendo i lavoratori. Decine di morti sono segnalati ogni anno. "I minatori hanno così paura che molti di loro si ubriacano per darsi coraggio", rivela un rapporto sul settore del cobalto rilasciato il 19 gennaio da Amnesty International e l'Osservatorio africano delle Risorse naturali (Afrewatch).

Intitolato "Ecco perché si muore: le violazioni dei diritti umani nella RDC alimentano il commercio globale del cobalto" , il documento presenta le testimonianze raccolte sul posto nei mesi di aprile e maggio 2015. "Abbiamo tutti problemi ai polmoni, e mali ovunque nel nostro corpo ", dice Josephine, 33 anni, madre di cinque figli. Gli investigatori hanno incontrato diversi minatori, tra cui diversi bambini. Sono diverse migliaia che lavorano 12 ore al giorno per guadagnare un dollaro o due. Alcuni bambini ordinare il cobalto in superficie. Altri scendono nelle viscere senza aria o la luce, a volte per 24 ore di fila. Vivere e lavorare nel settore minerario espone anche i bambini alla violenza degli adulti.

Chi acquista il cobalto della RdC? Secondo il rapporto di Amnesty International e Afrewatch, il principale cliente dei mercati congolesi è una società cinese, Congo Dongfang Mining (CDM), società controllata al 100% dal gigante minerario cinese Zhejiang Huayou Cobalt Ltd. La multinazionale fornisce poi il cobalto a "tre produttori di componenti di batterie, in Cina e la Corea del Sud. "Questi tre produttori hanno acquistato più di 85 milioni di euro dalla Huayou Cobalt Cobalt nel 2013. A loro volta, vendono i loro componenti ai produttori di batterie che riforniscono il settore tecnologico e le case automobilistiche, tra cui Apple, Microsoft, Samsung, Sony, Daimler e Volkswagen", si legge nel rapporto. Contattate dall'ONG, alcune di queste aziende non sanno nemmeno da dove proviene il cobalto che usano. E a quali condizioni viene estratto.

Stock Down

ZeroHedge: Crollano le Banche Italiane, Vendite allo Scoperto Sospese, Si Impenna il Rischio Default

banche italiane
© intermarketandmore.finanza.com

Zero Hedge commenta brevemente il bagno di sangue delle banche italiane di questo lunedì nero. Il rischio di credito, misurato dai CDS, sta ritornando verso i livelli delle fasi più acute della crisi. Forse gli eventi si stanno svolgendo ancora più rapidamente di quanto ci aspettassimo.



di Zero Hedge, 18 gennaio 2016
I titoli bancari italiani stanno crollando (Monte dei Paschi di Siena è scesa del 40 percento dall'inizio del 2016); Reuters riferisce che il nervosismo degli investitori è in crescita, e ci sono dubbi su come il settore bancario italiano potrà cavarsela dati i bassi tassi d'interesse e 200 miliardi di euro di crediti in sofferenza. L'intero settore bancario è sceso del 4 percento e la compravendita di azioni [di alcune banche] è stata sospesa. Alla luce di questo bagno di sangue, l'autorità di regolamentazione italiana nella sua saggezza ha infatti deciso di imporre il divieto di vendite allo scoperto per le azioni di alcune banche (il che ha spinto molti investitori verso il mercato dei derivati CDS, facendo impennare il rischio di credito per il Monte dei Paschi di Siena).
L'indice bancario italiano è sceso di oltre il 4 percento e le azioni di diversi istituti di credito, tra cui quelle della maggiore banca commerciale del paese, Intesa Sanpaolo, e della terza banca del paese, Monte dei Paschi di Siena, sono state sospese dalle compravendite dopo aver subito pesanti perdite.

Ecco il bagno di sangue degli istituti finanziari italiani nel 2016:

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Stock Down

IL POTERE BANCARIO DIVORA I SUOI FIGLI

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Non sono per prender come puro gioco delle parti il bisticcio Renzi Juncker. Certo quest'ultimo, dicono le cronache, tende a straparlare già dalle 11 del mattino, mentre il nostro presidente del consiglio non ha bisogno di incentivi alcolici per dirne delle sue, tuttavia la crisi è vera. È la crisi crescente di un sistema europeo che fa acqua da tutte le parti, immigrazione e euro in primo luogo. Ma che è impossibilitato a riformarsi per la stessa struttura autoritaria liberista che si è data, nella quale solo la Germania decide in politica economica e la Francia in politica estera. La crisi europea si aggrava poi con la mancata ripresa mondiale, che fa crollare le Borse.

Ma c'è anche il ripartire della crisi italiana, di cui la crisi bancaria e borsistica è solo la spia. Rispetto a cinque anni fa, quando la crisi dello spread sui conti pubblici portò alla destituzione consensuale di Berlusconi e al governo Monti, oggi la crisi è dei conti privati . Le nostre banche hanno crediti inesigibili per trecento miliardi e siccome la ripresa vera c'è solo nella propaganda renziana, il loro buco rischia di diventare uno scoperto devastante. Come nella crisi dei mutui negli USA anni fa.

Dopo aver speso 4000 miliardi per salvare banche inglesi, tedesche e francesi ora la UE dice no ai salvataggi pubblici e impone che le banche del sud Europa si salvino coi soldi dei risparmiatori, È successo a Cipro, si sta facendo in Grecia, è toccato a noi con Banca Etruria. Renzi è stato un bravo soldatino della Troika, ha fatto credere agli italiani che agiva in proprio mentre in realtà eseguiva gli ordini, quelli che sono stati scritti nella lettera Draghi Trichet dell'agosto 2011. Evidentemente ebbro di successi mediatici il presidente del consiglio si è illuso di poter fare in proprio. Si emesso a ciarlare di flessibilità dei conti mentre la crisi ripartiva. Era ovvio che gli sarebbe stato ricordato da quale fonte viene davvero il suo potere.