Figli della SocietàS


Heart - Black

Dalla Svezia alla Germania in aumento gli assalti ai migranti

manifestanti

Oltre cento neonazisti hanno attaccato degli immigrati a Stoccolma coperti da passamontagna. Un blitz che fa paura soprattutto se associati anche all'episodio di poco tempo fa in Germania, dove è stata lanciata una bomba a mano contro un centro di prima accoglienza per i rifugiati.


E meno male che la "civile" civiltà del Nord Europa doveva fornire un esempio di integrazione. In un senso o in un altro paesi come la Germania, e adesso purtroppo anche la Svezia, hanno guadagnato le prime pagine per notizie di intolleranza nei confronti degli immigrati, specialmente negli ultimi mesi quando la situazione dei rifugiati è esplosa in tutta la sua gravità. Preoccupa però il numero di atti intimidatori e di vere e proprie aggressioni contro immigrati, e quanto successo in Germania pochi giorni fa, quando ignoti hanno lanciato una bomba a mano contro la struttura di prima accoglienza per i rifugiati a Villingen-Schwenningen che per pura fortuna non è esplosa facendo morti e feriti.

Feriti che invece ci sono stati in Svezia, dove a Stoccolma almeno un centinaio di neonazisti hanno aggredito alcuni immigrati e minacciato nuovi blitz contro gli stranieri, il tutto ovviamente coperti con passamontagna neri. Una notizia shock che ha fatto seguito all'omicidio dell'assistente sociale Alexandra Mezher che è stata assassinata da un giovane rifugiato somalo in centro di accoglienza per minori non accompagnati. Secondo il quotidiano svedese Aftonbladet gli incappucciati neonazisti avrebbero voluto attaccare soprattutto gli stranieri più giovani distribuendo materiale in cui lanciavano minacce.

Insomma l'atteggiamento dei media continua a fomentare in qualche modo la reazione della parte più retriva della società che finisce per scaricare sui più deboli le proprie frustrazioni. Ma il problema del ricorso alla violenza e all'intolleranza è un problema che riguarda tutti, e infatti anche quanto successo a Capodanno a Colonia e in altre città tedesche rappresenta qualcosa da cui prendere le distanze ma senza colpevolizzare gli immigrati nel loro complesso. La speranza è che le autorità, spesso solerti nel reprimere proteste contro il capitalismo o movimenti sociali, risultino essere altrettanto efficaci anche nel colpire questi atti di razzismo e violenza.

Dollars

Il Meglio del Web: L'economia delle diseguaglianze

wealth inequality
© money.cnn.com

Sessantadue persone sono più ricche di 3,6 miliardi di esseri umani. Sessantadue persone che in cinque anni hanno visto la propria ricchezza crescere del 44%, oltre 500miliardi, mentre la metà più povera del pianeta si impoveriva del 41%. I dati divulgati da Oxfam sono un affronto e una vergogna dal punto di vista della giustizia [...]


Quando il movimento Occupy Wall Street lanciò lo slogan "siamo il 99%" probabilmente non immaginava che solamente pochi anni dopo quel 99% sarebbe realmente stato la parte più povera del pianeta. Eppure oggi l'1% più ricco della popolazione ha un patrimonio superiore a quello del rimanente 99%. Sono alcuni dati contenuti nell'ultimo rapporto di Oxfam sulle diseguaglianze, presentato in vista del Forum di Davos dei prossimi giorni.

Sempre secondo il rapporto "An economy for the 1%", non solo le diseguaglianze stanno aumentando, ma stanno addirittura accelerando. Nel 2010 bisognava prendere i 388 miliardari più ricchi per arrivare al patrimonio della metà più povera del pianeta. Nel 2014 bastava fermarsi all'ottantesimo. Oggi sono 62. Sessantadue persone sono più ricche di 3,6 miliardi di esseri umani. Sessantadue persone che in cinque anni hanno visto la propria ricchezza crescere del 44%, oltre 500miliardi, mentre la metà più povera del pianeta si impoveriva del 41%.

Ancora, dall'inizio del secolo alla metà più povera del mondo è andato l'1% dell'aumento di ricchezza, mentre l'1% più ricco se ne accaparrava la metà. E' un fenomeno particolarmente drammatico nei Paesi più poveri, ma che accomuna tutto il mondo. Nel Sud, il 10% più povero ha visto il proprio salario aumentare di meno di 3$ l'anno nell'ultimo quarto di secolo. Se le diseguaglianze non fossero cresciute durante questo periodo, 200 milioni di persone sarebbero uscite dalla povertà estrema. Nello stesso arco di tempo, negli USA lo stipendio medio è cresciuto del 10,9%, quello di un amministratore delegato del 997%.

Stock Down

Deutsche Bank crolla con € 6,8 miliardi di perdite

deutsche bank

Mentre la bufera colpisce le banche italiane, e i capitali fuggono verso le banche dei presunti paesi forti, in sordina vengono a galla anche i 'terribili' problemi di un pezzo da novanta, la Deutsche Bank. Qui ne parla il Telegraph, che menziona anche il vespaio di cause legali e di multe record che appesantiscono il bilancio della maggiore banca tedesca.



Telegraph, 28 gennaio 2016
La Banca, pronta a licenziare 15.000 dipendenti, è stata colpita da oneri di ristrutturazione e da un calo delle entrate

Deutsche Bank ha confermato una perdita netta di € 6,8 miliardi (£ 5,2 miliardi) l'anno scorso. La maggiore banca della Germania è stata gravata da enormi costi di ristrutturazione, accantonamento rischi e basso reddito.

Deutsche Bank ha dichiarato che le perdite nel solo quarto trimestre sono state pari a € 2,1 miliardi, dopo che aveva già reso pubblica la gran parte dei suoi conti finanziari la scorsa settimana.

La banca è attualmente impantanata in un pasticcio di circa 6.000 cause legali e a maggio è stata colpita da una multa record di $ 2,5 miliardi per il suo coinvolgimento nelle manipolazioni dei tassi di interesse.

Ha anche affrontato delle indagini delle autorità svizzere per sospetta fissazione dei prezzi sul mercato dei metalli preziosi e da parte di investigatori americani sulla sua filiale di Mosca, per il sospetto di un possibile coinvolgimento nel riciclaggio di denaro.

Il nuovo capo del gruppo John Cryan ha promesso un cambiamento culturale radicale all'interno della banca, ma gli investitori sono preoccupati che le spese processuali colpiranno la redditività per gli anni a venire.

Nel mese di ottobre, la Banca ha dichiarato che 9.000 unità del personale permanente avrebbero perso il posto di lavoro, oltre ad altri 6.000 lavoratori esterni. Ha inoltre confermato che avrebbe tagliato drasticamente i dividendi.

Nonostante i pesanti costi di ristrutturazione, Cryan ha promesso di continuare sulla stessa strada:

"Sappiamo che i periodi di ristrutturazione possono essere difficili. Tuttavia, sono sicuro che continuando ad implementare la nostra strategia in modo disciplinato, possiamo trasformare la Deutsche Bank in un istituto più forte, più efficiente e con migliori prestazioni".

"Ci stiamo concentrando sul 2016 e stiamo continuando il nostro lavoro per saldare il contenzioso. L'opera di ristrutturazione e di investimento nell nostre piattaforme continuerà anche quest'anno."

Che Guevara

Migliaia di yemeniti in piazza contro l'aggressione saudita appoggiata dagli Stati Uniti

manifestanti yemeniti contro l'aggressione saudita

Migliaia di yemeniti sono scesi in piazza, oggi, nella capitale Sanaa, per denunciare l'aggressione del regime saudita al loro paese, appoggiata dagli Stati Uniti. In un atto di protesta che ha avuto luogo nella piazza Bab al-Yemen, nel centro di Sanaa, i manifestanti hanno condannato il sostegno militare e logistico fornito da Washington al regime saudita ed ai suoi alleati nella guerra contro lo Yemen.


Durante la marcia, che è stata convocata dal Comitato Rivoluzionario Supremo dello Yemen, i manifestanti hanno scandito slogan come "Gli Stati Uniti uccidono il popolo yemenita", "I nostri figli sono le vittime delle bombe a grappolo" e "Morte a Israele".

I partecipanti alla protesta hanno chiesto la fine del sostegno degli Stati Uniti agli aggressori sauditi, e denunciato il silenzio della comunità internazionale sulle violazioni commesse dal regime di Riyadh e dai suoi alleati nello Yemen.

Mercoledì scorso, il portavoce del movimento popolare yemenita Ansarollah, Mohammad Abdel Salam, ha dichiarato che Gli Stati Uniti hanno interesse che l'aggressione dell'Arabia Saudita allo Yemen si prolunghi.

In altri eventi analoghi che si sono svolti nelle province yemenite di Ibb e Amran, situata nel nord-ovest del paese, i manifestanti hanno respinto e condannato il genocidio perpetrato contro il popolo yemenita dal regime saudita e dai suoi alleati.


Heart - Black

Svezia: aggrediti migranti nella notte

pattuglia della polizia svedese
© flickr.com/ Kenny_lex

Dalla sera di venerdi 29 gennaio, nelle strade di Stoccolma è aumentata la quantità dei poliziotti, in seguito alla segnalazione della pianificazione di "aggressioni ai danni di migranti minorenni senza accompagnatori".


Negli ultimi quattro mesi la polizia svedese ha registrato più di cinque mila dichiarazioni sullo stesso incidente conesso ai migranti con il codice speciale 291, introdotto lo scorso autunno a causa dell'afflusso dei profughi.

Secondo l'agenzia France Press, gruppi di ragazzi appartenenti alle associazioni di estrema destra, con il viso coperto da maschere, distribuivano volantini con lo slogan "diamo ai ragazzini del nord Africa la punizione che si meritano". Per l'attuazione delle azioni anti-immigrati si sono coalizzate più di cento persone, tifosi di due squadre di calcio svedesi.
"Per le strade si vedevano gruppi di persone vestite di nero e con il volto coperto da maschere. Erano forestieri. Hanno iniziato ad attaccare tre tizi sotto i miei occhi", ha scritto la France Press citando le parole di un testimone.
Dalla sera di venerdi è aumentata la quantità di poliziotti per le strade della città, in seguito alla segnalazione della pianificazione di "aggressioni ai danni di migranti minorenni senza accompagnatori".

MIB

Spiegel: l'Intelligence tedesca arruola i profughi

profughi in Germania
© REUTERS/ Michaela Rehle

I servizi segreti e l'Ufficio federale della Protezione della costituzione della Germania usano i profughi in qualità di informatori. Lo ha reso noto il settimanale tedesco Spiegel citando la risposta del governo tedesco all'istanza del partito La Sinistra al Parlmanento.


Secondo dati ufficiali, solo nel periodo dal 2000 al 2013, i servizi segreti e l'Ufficio federale della Protezione della costituzione si sono rivolti a 850 richiedenti asilo in Germania con lo scopo di ottenere informazioni.
A quelli che prestano il proprio consenso a collaborare con i servizi segreti, nella maggior parte dei casi viene concesso il diritto alla protezione, che in altre circostanze non riuscirebbero ad ottenere. Loro tentano anche di arruolare i potenziali informatori con l'aiuto di promesse di miglioramento della loro posizione legale.
La sezione per il lavoro con i richiedenti asilo è stata chiusa nel giugno 2014, ma l'Intelligence continua a ricevere informazioni dai migranti-informatori "su base volontaria", ha evidenziato lo Spiegel.

Network

Rio 2016, la scalata al pan di Zucchero parte dal Cremlino e passa per l'Italia

Rio de Janeiro
© Sputnik. Aleksandr Utkin


Nel 1980 Mosca si rifiutò di organizzare le Paralimpiadi e le autorità sovietiche motivarono la scelta dicendo "In URSS non ci sono invalidi". Oggi è il presidente Putin in persona, nella Sala delle Feste del Cremlino ad aprire le celebrazioni dei 20 anni dalla fondazione del Comitato Paralimpico Russo, a pochi mesi dai Giochi di Rio de Janeiro.


La prima squadra russa venne messa in piedi nel 1996 in fretta e furia per partecipare alle Paralimpiadi di Atlanta, in America, e si classificò al sedicesimo posto. Nel 2007 un decreto del presidente Putin equiparò gli sportivi olimpici a quelli paralimpici. Oggi a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio i giochi sembrano essersi ribaltati. Olimpionici del calibro di Elena Isinbayeva non sanno se potranno gareggiare per via delle conseguenze dello scandalo doping nell'atletica, mentre la cerimonia di consegna dei premi annuali agli sportivi paralimpici è trasmessa in diretta tv. In platea, siede in prima fila il presidente del Comitato Paralimpico Internazionale sir Philipp Craven, che ringrazia la Russia per l'impulso dato all'intero movimento mondiale.

Video: Il presidente Putin si congratula con gli atleti paralimpici russi (Leggi il Testo)


TV

Al produttore televisivo polacco licenziato potrebbe essere offerto un lavoro in Russia

Chunkevich
© Sputnik. Vitaliy Belousov
Il produttore del canale televisivo polacco TVP è stato licenziato dopo essersi scusato con il ministro russo della Cultura per il comportamento di una presentatrice televisiva che durante un'intervista gli ha negato la possibilità parlare.

Il ministro della Cultura Vladimir Medinskij era già stato in Polonia in visita alla Giornata della Memoria (il 27 gennaio 1945 le truppe dell'Armata Rossa hanno liberato il campo di sterminio nazista di Auschwitz). Durante un'intervista al canale televisivo TVP la conduttrice Maria Pshelomets ha interrotto il ministro, negandogli la possibilità di rispondere alle domande poste, in particolare quando si parlava dell'Armata Rossa.
Dopo l'intervista Chunkevich ha inviato all'ambasciata russa in Polonia una lettera di scuse. Secondo Rzeczpospolita, citando il dirigente di TVP, la lettera di scuse è stata una iniziativa personale del produttore e non rappresentava la "posizione ufficiale" di TVP. Dopo di che, i dirigenti del canale hanno deciso di rescindere il contratto con Chunkevichem.
"Il direttore del Centro russo-polacco del dialogo e del consenso Yuri Bondarenko ha già espresso la volontà di assumere Marek Chunkevich come esperto", ha detto Anisimova. Secondo lei, il Ministero della Cultura considera le azioni del canale televisivo polacco TVP violazione della libertà di parola e cinico esercizio censura.

Star of David

A nord di Gaza city, nel villaggio di Um al Naser ecco quel che resta della Terra dei bambini

gaza rovine

Patrizia Cecconi,
Un al Nasser, Striscia di Gaza.


A nord di Gaza city, nel villaggio di Um al Naser ecco quel che resta della Terra dei bambini: fango e qualche pezzo di ferro che le ruspe israeliane, dopo i meticolosi bombardamenti, hanno dimenticato di asportare. Tutto il resto è stato asportato e distrutto con un accanimento maniacale che fornirebbe motivo di analisi a qualunque studioso di fenomeni devianti. L'asilo, costruito grazie a Vento di terra, ospitava 200 bambini. Le altre foto mostrano la vita nel villaggio, dove alle case distrutte si sono sostituite baracche di lamiera in cui spesso una sola stanza, più o meno grande, serve da tutto.

Nella casa-baracca dell'ex-direttrice dell'asilo è giorno di panificazione e sotto il quadro che ritrae il giovane martire Ibrahim si prepara il pane, si allattano i due gemellini, uno dei quali porta il nome dello zio ucciso, si apparecchia la tavola per offrirci il pranzo fatto di zuppa vegetale e ci viene raccontato come prosegue la lotta per la vita e per RIDARE vita a quanto distrutto.

Altre foto rappresentano il laboratorio artigianale in cui una cooperativa di donne di Um al Naser produce oggetti di legno e di stoffa. Il laboratorio è stato reso possibile grazie a Vento di terra che non ha mai abbandonato questo villaggio e che intende essere risarcito per la distruzione dell'asilo e per poter ricostruire una nuova "terra dei bambini".

A sud della striscia le cose vanno anche peggio. Sembra impossibile eh?! Ebbene qui l'acqua non ha raggiunto il metro come in altri villaggi in cui decine e decine di famiglie sono state evacuate in attesa che il tempo la smetta di allearsi con Israele per rendere impossibile la vita di questa gente.
Tanto, passata l'emergenza, il popolo palestinese, sia a Gaza che altrove, ricostruisce quel che è stato distrutto. Su questo, per dirla alla romana....non ci piove!

palestina
gaza bimbo

Airplane

Passeggeri ed equipaggio svengono a bordo, aereo torna a Londra

aereo

Un velivolo American Airlines partito da Heathrow e diretto a Los Angeles è stato costretto a fare ritorno a Londra dopo che sette membri dell'equipaggio e numerosi passeggeri hanno perso i sensi
. Secondo quanto riportato dai media britannici, l'aereo era già all'altezza dell'Islanda quando alcune persone hanno iniziato a stare male e a perdere i sensi proprio nel corridoio, fra i sedili.

Subito sono state formulate diverse ipotesi, da un malfunzionamento dell'aria condizionata alla presenza di un qualche virus. Dopo due ore e mezza dal decollo i piloti hanno deciso, consultandosi con la compagnia, di tornare nella città di partenza. "E' stato pazzesco. Non sapevamo che cosa stesse succedendo," ha dichiarato un passeggero.

All'arrivo a nessuno è stato consentito di scendere o salire sull'aereo (compresi i medici che dovevano soccorrere le persone svenute) finché non sono stati condotti i test necessari in cabina. Le indagini sono in corso.