Figli della SocietàS


Brick Wall

Agricoltori in piazza ad Atene: scontri con la polizia

Grecia proteste agricoltori pensione
Presto i timori di Grexit si riaffacceranno" ha detto il capo economista del Fondo monetario internazionale, Poul Thomsen. E rispetto allo stesso periodo del 2014, il prodotto interno lordo ha registrato un -1,9%, tra i peggiori dell'Eurozona
Nel centro della capitale greca sono scoppiati violenti scontri tra migliaia di agricoltori, circa duemila provenienti da Creta, che protestano contro l'aumento delle tasse e la riforma delle pensioni e reparti della polizia in assetto anti-sommossa.

Secondo il quotidiano locale To Vima, i contadini si sono riuniti davanti alla sede del ministero dell'Agricoltura lanciando pietre e ortaggi contro le forze dell'ordine, che hanno reagito con gas lacrimogeni e granate assordanti. Sono stati arrestati almeno quattro manifestanti. La polizia ha inoltre istituito posti di blocco per limitare il numero di trattori che potranno entrare ad Atene, dove stasera ci sarà il corteo principale, permettendo solo a pochi mezzi agricoli di sfilare di fronte al parlamento in piazza Syntagma.

E a Est di Atene alcuni agricoltori sono riusciti ad aggirare le postazioni delle forze dell'ordine, bloccando il traffico nella principale autostrada che conduce all'aeroporto di Atene.

Question

Ue e Fmi contro l'Italia: si prepara un nuovo governo tecnico?

WolfgangSchaeuble-con-Merkel-e-La-Garde

di Filippo Burla


- Piazza Affari a picco, l'indice bancario che dall'inizio dell'anno ha perso oltre il 30%, spread in rialzo e sommovimenti attorno a Ue, Bce e Fondo Monetario Internazionale. Ce ne sarebbe abbastanza per far rizzare le antenne sul quadro che va delineandosi attorno all'Italia, stretta da una nuova crisi di natura finanziaria simile - per il momento, in attesa di eventuali mosse future - a quella che nel 2011 portò alla caduta di Berlusconi e all'arrivo di Monti.

Partiamo dalla borsa. Le difficoltà non sono solo italiane ma generalizzate in tutta Europa. Milano e Atene, però, fanno peggio di tutte. Lasciando da parte la Grecia (-8%), l'indice milanese è il peggiore in Europa, dopo che ieri ha chiuso a quasi -5% e oggi apre già in forte ribasso. Una sequela di scivoloni da inizio anno, in un mese hanno fatto evaporare tutti i guadagni del 2015 che aveva visto Borsa Italiana primeggiare sulle piazze del vecchio continente.

A pesare sono soprattutto i titoli bancari, stretti dalla vicenda dei crediti in sofferenza rispetto ai quali le misure scelte dal governo/imposte dalla Ue non sembrano poter offrire una soluzione efficace. E qui scatta il primo campanello d'allarme: perché questa solerzia nei confronti dell'Italia - ritorna sempre la leva arbitraria degli "aiuti di Stato" - quando, a più riprese, agli altri membri dell'Unione è stata spesso data la possibilità di attingere a fondi pubblici per puntellare i bilanci dei loro istituti di credito?

Blackbox

Diecimila rifugiati minorenni scomparsi in Europa - L'allarme lanciato da Europol e Save the Childen

Bambini schiavi scomparsi rifugiati
Sono almeno 10.000 i bambini rifugiati non accompagnati scomparsi durante l'arrivo in Europa. Il capo della Europol, Brian Donald, ha dichiarato che migliaia di minori vulnerabili sono spariti dopo la procedura di identificazione. Solamente in Italia, secondo questa fonte, sono almeno 5.000 i bambini scomparsi, mentre altri 1.000 sono scomparsi in Svezia.

Save the Children parla di 26.000 minori entrati in Europa lo scorso anno, Europol ritiene che il 27% del milione di persone giunte in Europa nel 2015 sia costituito da minori. "Tra identificati e non identificati, si tratta di 270.000 minori", ha dichiarato il capo dell'Europol, "non tutti sono soli, ma abbiamo le prove che moltissimi potrebbero esserlo". La cifra di 10.000 minori scomparsi, pertanto, è una stima prudenziale.

Il capo dell'Europol ha confermato di aver scovato prove del fatto che alcuni minori rifugiati non accompagnati sono stati sfruttati sessualmente. In Germania e in Ungheria, molti criminali sono già stati arrestati per aver sfruttato i migranti.


(video tratto dal canale YouTube PressTV News Videos)
Continua su: L'Indro

Commenta: Europol ritiene che circa il 27 per cento degli oltre 1.000.000 di migranti giunti in Europa nel 2015 siano minori.


Quenelle

Il Meglio del Web: Marinella Correggia: «Volevo soltanto mostrare i nostri cartelli a Kerry"

Marinella Correggia
© Foto: teleaut - YouTube

Negli ultimi istanti della conferenza stampa alla Farnesina, c'è stata una protesta di una donna che ha cercato di lanciare dei cartelli ma è stata sbrigativamente bloccata e allontanata dai carabinieri e dalla sicurezza. La donna sarebbe una giornalista free-lance italiana Marinella Correggia.
"Avete creato voi Daesh", — ha urlato lei rivolgendosi al ministro Gentiloni e al Segretario di Stato Usa Kerry che stavano terminando la conferenza stampa sui resultati della riunione ministeriale in formato «small group» della coalizione internazionale anti-Daesh.


Giornalista Marinella Correggia ha raccontato a Sputnik Italia cosa le ha spinto a fare questo gesto disperato.



- Perché hai deciso di andare a quella conferenza stampa e dire quello che hai detto?


- Purtroppo non sono riuscita a dire tutto quello volevo dire. L'idea era di mostrare tre cartelli con delle scritte in inglese molto precise che abbiamo fatto per Kerry e a tempo stesso per la stampa internazionale.

Un cartello diceva: "Daesh è figlio delle vostre guerre, del vostro denaro e delle vostri armi" e lì volevamo sintetizzare la guerra della NATO in Libia, l'appoggio ai gruppi terroristi in Siria e la guerra di Bush in Iraq nel 2003. L'atro cartello invece diceva: "Arabia Saudita, Stati Uniti, Turchia, Qatar — stati-sponsor del terrorismo". E l'ultimo cartello era sulle vittime perché giornalismo della pace di cui mi occupo si focalizza sulle vittime. Questo cartello diceva: "Libia, Siria, Iraq e Yemen — le vostre vittime".

Non ho pensato che la polizia sarebbe stata così rapida, più rapida di noi. Nel momento in cui ci hanno bloccati, siamo stati fisicamente circondate e non è stato possibile esporre i cartelli. Sono rimasta stupita e all'ultimo momento disperata, uscendo, trascinata via, ho deciso di sintetizzare il loro contenuto e ho urlato "Daesh, l'avete creato voi!". Io non volevo esprimere un concetto complottista ma volevo soltanto sintetizzare le politiche da Frankenstein che i paesi della NATO e del Golfo portano avanti da molti anni.


— Non avevi paura di pronunciare queste parole?

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Attention

New York, crolla gru tra Manhattan e Wall Street. Una persona è rimasta uccisa ed altre 15 ferite

la gru schiantata a manhattan
© The official New York City Fire Department feed / Twitter
New York - Una gru è crollata nel pieno centro di Manhattan causando diversi feriti e sicuramente una vittima.

A riferirlo sono i Vigili del Fuoco di New York che hanno fatto sapere che il crollo è avvenuto nel quartiere di Tribeca, tra Broadway e Church Street, non distante da Wall Street e da Ground Zero. Il crollo si è verificato intorno alle 8.30, le 14.30 in Italia e stando a quanto è stato diffuso fino ad ora, una persona è rimasta intrappolata nella sua auto, colpita in pieno dalla gru.

Tante le immagini che si sono diffuse sui social e che mostrano questa lunga gru rossa sull'asfalto, per una lunghezza complessiva di due isolati.

Ancora sconosciute le cause dell'incidente, le strade dell'area circostante sono chiuse.

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Heart - Black

Sistema Trieste: assassinio di Stato

trieste area contaminata banner
© youreporter

Per oltre 50 anni il territorio triestino è stato devastato da ogni sorta di rifiuto. È il cosiddetto "Sistema Trieste": fanghi industriali, residuati bellici, scorie radioattive, armi chimiche, gas tossici (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, cloruri, fluoruri), diossine e metalli pesanti provenienti da varie parti d'Italia. Un piccolo lembo di terra utilizzato come punto strategico per il traffico di rifiuti tossico nocivo a livello internazionale.


Nel 1954, con il Memorandum di Londra, il Territorio Libero di Trieste viene dato in amministrazione fiduciaria al Governo italiano. Poco tempo dopo, le amministrazioni pubbliche decidono di realizzare grandi discariche, dal mare (intero arco costiero di Barcola, porto franco nord, fino al confine con la Slovenia) all'altopiano carsico che ben si adattava a far "sparire" rifiuti di ogni tipo. Il "Sistema Trieste" altro non è se non l'intreccio tra politica, economia e criminalità organizzata, come definito dall'ambientalista dell'associazione triestina Greenaction Trasnational Roberto Giurastante (autore di un libro chiave - che non si trova più - e destinatario di pesanti intimidazioni mafiose), che mise in atto quel processo di smaltimento incontrollato di rifiuti.

Doline e grotte sono state riempite prevalentemente da idrocarburi, acidi, fanghi industriali, esplosivi e materiale radioattivo. I mezzi pesanti che trasportavano i rifiuti "speciali" venivano scortati dalle forze dell'ordine fino alle doline in cui venivano scaricati.

Delle 2695 cavità registrate dal Catasto regionale delle grotte, 128 risultano essere particolarmente inquinate, 247 non sono più accessibili e di 19 si sono perse le tracce. Un esempio sono il Pozzo del Cristo, una cavità a sviluppo orizzontale e verticale profonda 65 metri, dotata di un comodo bocchettone per lo scarico di nafta, idrocarburi, residui lavorazioni industriali e oli esausti; il Pozzo dei Colombi, cavità di 45 metri in cui venne gettato il terreno contaminato dal petrolio, dopo l'attentato del 1972 di "Settembre nero" all'oleodotto di San Dorligo, e immense quantità di fanghi industriali e sostanze chimiche; o la caverna presso la 17 VG, riempita da nafta e residui oleosi.

Commenta: PRIMA PUNTATA - Pollution - Il disastro ambientale nel Territorio Libero di Trieste:


SECONDA PUNTATA - Pollution, il disastro ambientale nel territorio libero di Trieste. Trebiciano:




Che Guevara

Grecia. In scena lo sciopero generale contro la riforma delle pensioni

manifestanti greci
© flickr

Il governo di "sinistra" di Alexis Tsipras non riesce a fermare il malcontento sociale. In queste ore è andato in scena lo sciopero generale dei maggiori sindacati del settore pubblico e privato contro la riforma delle pensioni che prevede nuovi inaccettabili tagli a un popolo, quello, ellenico, già ormai al limite della sopportazione.


Chi pensava che sotto il segno del governo Tsipras la situazione in Grecia si sarebbe in parte normalizzata si sbagliava di grosso. Infatti la situazione nel paese rimane drammatica per molte categorie di persone, di conseguenza l'annuncio della riforma delle pensioni da parte del governo ha scatenato una pesante contestazione e mobilitazione sociale concretizzatasi in queste ore con un grande sciopero generale guidato dai sindacati pubblici e privati. Migliaia di lavoratori, liberi professionisti, pensionati e naturalmente semplici cittadini, militanti e studenti si sono radunati nel centro di Atene per poi convergere in un rumoroso e partecipato corteo verso piazza Syntagma, la sede del Parlamento.

Diverse categorie di lavoratori sono esacerbate per via dell'aumento dei contributi ipotizzato dall'esecutivo Tsipras, lamentando che le tasse potrebbero portare al prelievo di quasi l'80% del loro reddito, già eroso negli ultimi cinque anni a causa dell'austerity. Hanno aderito allo sciopero anche i lavoratori del sindacato Gseeve di Professionisti, artigiani e commercianti, oltre che l'Esee, ovvero la Confederazione del Commercio e dell'Impresa. Larga partecipazione anche tra i lavoratori marittimi che incroceranno le braccia per 48 ore. Protestano tutti per una riforma delle pensioni che prevede tagli per il 15%, ovvero 1,8 miliardi di euro all'anno. Del resto Tsipras è costretto a prendere questa misura in quanto la Troika non sembra avere pietà nei confronti di Atene.

Tutto questo mentre Atene ha anche paura di venire scaricata dall'Ue per la questione migranti, non a caso il Sole 24 Ore ha persino parlato della possibilità che venga aperto un campo profughi da 40.000 persone proprio nei pressi della capitale ellenica. La sensazione è che, ancora una volta, l'Europa a guida anglosassone voglia scaricare sugli anelli più deboli tutto il peso della crisi finanziaria e umana. In questo senso monta comunque la rabbia popolare nel paese, con molti anche da sinistra che contestano a Tsipras di essersi rimangiato le promesse fatte per ottenere il potere.

Megaphone

Roma, brutta sorpresa per Kerry: "Hai creato tu l'Isis"

isis terrorists
© stampalibera.com
Roma, 3 feb - Momenti di tensione, al vertice della coalizione internazionale anti-Isis alla Farnesina, co-presieduta da segretario di Stato Usa, John Kerry, e dal ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni.

Negli ultimi istanti della conferenza stampa al ministero degli Esteri, c'è stata una protesta di una donna che ha cercato di lanciare dei volantini ma è stata prontamente bloccata e allontanata dai carabinieri e dalla sicurezza. La donna sarebbe una giornalista free-lance italiana. "Avete creato voi Daesh", ha urlato rivolgendosi al ministro Gentiloni e al che stavano terminando la conferenza stampa. La sicurezza l'ha bloccata prima che lanciasse i volantini di colore giallo.


Bell

Rischi finanziari peggiori del 2007?

monete
© Fotolia/ Andrey Burmakin
«Il sistema finanziario globale è diventato pericolosamente instabile ed è di fronte ad una valanga di bancarotte che metterà alla prova la stabilità sociale e politica».
Queste sono le autorevoli parole di William White che è presidente dell'Economic Development and Review Committee dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD). Già economista capo della Banca dei Regolamenti Internazionali, egli da tempo sottolinea le sue preoccupazioni in interviste e dichiarazioni pubbliche. Recentemente lo ha fatto in relazione al Forum Economico Mondiale di Davos.

White ha per decenni anche lavorato nelle banche centrali del Canada e della Gran Bretagna, a contatto quindi con i 'decision maker' finanziari della City. Prima del collasso della Lehman è stato uno dei pochi a denunciare l'inevitabile deriva del sistema. Aveva tra l'altro dimostrato come la liberalizzazione dei mercati finanziari, la cosiddetta deregulation, stesse provocando una crescita eccezionale dei prestiti e dei valori finanziari.
Il problema centrale è rappresentato, quindi, dall'aumento esponenziale del debito in ogni parte del mondo nei passati 7 anni, tanto che, per White, «la situazione di oggi è peggiore di quella del 2007».
Per quanto riguarda l'Europa, le banche europee hanno crediti in sofferenza (non-performing loans) per circa 1.000 miliardi di euro! Si tratta di prestiti, concessi sia nel mercato interno sia in quello delle economie emergenti, che finora sono stati tenuti nascosti nei bilanci delle banche come dei 'cadaveri imbalsamati'.

In mancanza di un accordo globale e di una nuova architettura del sistema finanziario da rendere operativa in modo congiunto e celere, la questione di fondo è come gestire le cancellazioni del debito impagabile e il riordino del sistema senza creare sconquassi economici e tempeste politiche.

Si tratta di riprendere la discussione sul 'curatore fallimentare', purtroppo da tempo abbandonata. E' una cosa che non si può lasciare in gestione a livello di singoli Paesi perché necessita di regole globali e condivise, che coniughino giustizia economica e ripresa con assoluta priorità rispetto agli egoismi locali e ai dettami dei più forti.

Question

Canone Rai. Anche gli arretrati in bolletta! E se la Rai diventasse una Pay Tv?

canone rai

Il canone Rai agli italiani non è mai piaciuto e piace ancora meno oggi che a molti appare come un'imposizione del Governo! In molti non riescono proprio a digerire l'inserimento della tassa sulla detenzione di "apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive" all'interno della bolletta dell'energia elettrica, figurarsi cosa succederà se fosse vero quel che ha scritto oggi Il Giornale sulla propria edizione online.



Fonte
: Tempesta di Cervelli

Secondo il quotidiano diretto da Sallusti non sarebbe stata completamente scartata l'ipotesi di inserire in bolletta non solo l'importo relativo all'anno corrente, ma anche quello relativo agli arretrati degli ultimi dieci anni. Un'ipotesi che se messa in atto piegherebbe sulle ginocchia tutti coloro (tanti) che non hanno pagato la tassa.

Difficilmente la proposta anticipata da Il Giornale diventerà realtà, ma fornisce lo spunto per lanciare un'idea che spero possa condurre a una riflessione. Gli italiani non sono allergici a pagare canoni per avere accesso alla televisione, la prova sono i milioni di cittadini che ogni mese pagano un abbonamento a Mediaset Premium o Sky; gli italiani sono allergici al canone RAI. Molto probabilmente perché non riconoscono il valore dell'offerta.

Ma allora perché non osare e buttarsi seriamente sul mercato? Perché non abbinare il pagamento del canone RAI alla visualizzazione di determinati canali? Nel senso: invece di pagare 100 euro l'anno ne pago 150 e in cambio posso vedere canali come RAI News 24, RAI Sport, RAI Storia, RAI Movie e così via. La mia proposta è semplice: oscurare tutti i canali RAI tranne RAI1, RAI2 e RAI3 e permettere la visualizzazione degli altri solo a chi ha pagato il canone RAI.

Io credo che così facendo la RAI incasserebbe molto di più di quel che ha incassato fino a oggi. Voi cosa ne pensate?


Gioele Urso