Maestri BurattinaiS


Alarm Clock

Il Meglio del Web: L'Europa e gli spettri del passato che ritornano

rifugiati siriani a budapest
© wikimedia.org

Il filosofo George Santayana aveva detto "Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo". Quanto sta accedendo in Germania e in Europa con attacchi in aumento ai migranti, campi che somigliano sempre di più a dei luoghi d'ombra (vedi quello di Calais in Francia), sembra suggerire che non si sia riflettuto adeguatamente sul passato, e che proprio per questo sembra che siamo condannati a riviverlo.


Siamo esagerati? Probabilmente sì, o comunque almeno lo speriamo. Eh sì perchè a leggere le notizie che provengono dall'Europa in queste ultime settimane si sente qualcosa di simile a un brivido correre lungo la schiena, come se in qualche modo andasse in scena un film che purtroppo gli europei hanno dovuto già mandare giù. Capita infatti di leggere di morti quotidiane di migranti tra le acque del Mediterraneo, di milioni di profughi, di bambini che scompaiono in Europa (sarebbero migliaia solo in Italia) nella più totale indifferenza. "Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo" scriveva il filosofo spagnolo George Santayana, e verrebbe quasi da dargli ragione osservando come la maggioranza dell'opinione pubblica europea sia sostanzialmente indifferente ai drammi umani dei nostri tempi.

Forse perchè imbruttita dalla crisi economica e dalla guerra tra poveri la popolazione europea sembra essere ormai assuefatta alla visione della morte e della sofferenza, ed esattamente come ottanta anni fa si lascia sedurre dalle sirene di chi offre soluzioni semplici a problemi complessi, magari scaricando la frustrazione del popolino contro le minoranze, da sempre una valvola di sfogo utilissima al potere costituito per dividere i propri sudditi. Così episodi di vere e proprie aggressioni a sfondo razzista vengono derubricate quasi a problemi di ordinaria amministrazione, come se venissero considerati come episodi tutto sommato comprensibili anche nella "civilissima" Germania, dove evidentemente la memoria non è stata adeguatamente rielaborata, altrimenti non si spiegherebbe come mai episodi di xenofobia vengano minimizzati come sta accadendo. A Stoccolma un centinaio di neonazisti hanno assaltato la stazione picchiando e minacciando gli stranieri, eppure questa notizia ha avuto il risalto adeguato nei media europei? A nostro giudizio no. E' come se l'Europa si sia dimenticata del passato e ripercorra, simile a un cane di Pavlov, esattamente gli stessi sentieri che ottanta anni fa hanno portato al fascismo e alla guerra.

Poi certo, magari potrebbe anche essere che i nostri timori siano completamente infondati, e non resta che sperarlo, ma intanto di fronte agli spostamenti immani di popoli i governi del cosiddetto "mondo libero" non sanno opporre altro che politiche di piccolo cabotaggio e continuano a utilizzare l'ipocrisia per giustificare una inazione di fondo vergognosa. Chissà come i posteri parleranno di questo periodo buio della storia umana, chissà se saranno indulgenti con quei paesi che vogliono chiudere le frontiere per fingere che i problemi non ci siano mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi. Chissà se assolveranno anche molti semplici cittadini che per via di una vita insoddisfacente si sentono autorizzati a non provare pietà per altri esseri umani in difficoltà. Noi crediamo e speriamo di no.

Dollar Gold

La costituzione calpestata: Il Potere Monetario che stravolge la Democrazia

costituzione italiana
In occasione dell'uscita dei libri dei miei colleghi Marco Mori e Giuseppe Palma, rispettivamente "Il tramonto della Democrazia" e "Figli Destituenti", che vi consiglio caldamente di acquistare, voglio condividere con voi una riflessione sullo stato della nostra Costituzione.

Come ho avuto modo di spiegare più volte nelle schede sugli articoli della Carta dedicati al sistema economico, tutto il corpo definito come "Costituzione economica" è il risultato di una sintesi fra posizioni liberiste, socialiste e dottrina sociale cattolica, un equilibrio anche faticoso raggiunto da "Padri Costituenti" di un livello umano e scientifico superiore anni-luce da quello degli attuali "Figli Destituenti", per usare l'efficace definizione di Palma.

Quello che è accaduto dal 1980 ad oggi sposta invece l'asse di questo equilibrio verso un liberismo che gli stessi esponenti di allora di tale dottrina, memori della lezione recente della crisi del 1929, avrebbero trovato vecchio e superato e che si esprime principalmente nel concetto di Banca Centrale indipendente. Ora rendere indipendente dal Tesoro e quindi dal controllo politico la Banca Centrale, ovvero l'ente che emette la moneta e che finanziava la spesa pubblica, sia direttamente con la stampa di moneta, sia indirettamente con l'acquisto dei titoli di Stato rimasti non collocati, significa togliere una delle due leve economiche a disposizione del Governo per perseguire le proprie politiche (l'altra è quella fiscale), ma soprattutto significa dover dipendere da un potere non costituzionalmente previsto e normato in maniera tale da subordinare di fatto tutti gli altri poteri dello Stato ad esso.

E' infatti più che evidente che chi controlla il flusso di denaro, decidendo la quantità di moneta che deve circolare nel sistema in base a proprie valutazioni legate alla stabilità dei prezzi, valutazioni che esulano e divergono molto spesso dai bisogni dell'economia reale e conseguentemente dalle politiche di sviluppo dell'Esecutivo, ha un potere di indirizzo indiretto sul Governo. Il potere Legislativo viene a sua volta limitato ed in qualche modo guidato dalla necessità delle leggi di rispettare un budget di spesa e dall'obbligo di trovare coperture finanziarie, o con nuove tasse ed imposte, o con il ricorso al mercato attraverso emissione di obbligazioni su cui dovranno essere riconosciuti degli interessi. Persino il potere Giudiziario viene influenzato, in quanto nella valutazione di compatibilità costituzionale di una norma che riduca diritti sociali (come è accaduto per le pensioni) entra in gioco il bilanciamento dell'interesse leso con la necessità di "far quadrare i conti", di non pregiudicare la sostenibilità finanziaria del bilancio statale.

Insomma un potere nuovo, definibile come potere Monetario, assurge al ruolo di quarto potere pseudo-costituzionale con il c.d. "divorzio" fra Banca Centrale e Tesoro e trova la sua legittimazione completa con la modifica dell'art. 81 Cost., con l'introduzione del principio del pareggio di bilancio. Questo potere Monetario subordina a sé gli altri poteri costituzionalmente previsti con gli effetti di un vero e proprio colpo di Stato strisciante. Un organo burocratico non eletto come il Governatore della Banca Centrale, non soggetto quindi al controllo democratico ed addirittura escluso da quel sistema di "check and balance" che è il caposaldo di ogni democrazia, governa di fatto il Paese nell'interesse non dei cittadini, ma di una astratta stabilità e sostenibilità finanziaria ed al fine di impedire fenomeni inflattivi, visti di per sé come dannosi.

Phoenix

LIBIA, AYESHA GHEDDAFI, IL NUOVO LEADER DELLA RESISTENZA CONTRO LA NATO E ISIS

aija ghaddafi
© unknown
Maja Orlic (con traduzione di Mario Andrijasevic) su Southfront scrive: "Lei è tornata! La figlia di Muammar Gheddafi torna a guidare la resistenza contro la NATO e gli altri terroristi libici".

Ayesha si sarebbe quindi messa alla guida della resistenza e sarebbe in procinto di creare un nuovo governo segreto.

In un momento cruciale per il Paese e alla vigilia del nuovo intervento della NATO che in Italia i nostri "alleati" hanno deciso oggi a Roma, Aisha Gheddafi ha garantito, prosegue Orlic, che nei prossimi mesi si formerà un "governo segreto" di "libici famosi", fedeli al colonnello Gheddafi e che fungerà da mediatore nel paese e all'estero.

Analizzando la situazione attuale, Aisha ha criticato l'ex esercito per "un mix pazzesco di anarchici" che hanno deciso di fare la guerra sul principio di chi pagava di più. Li ha accusati di usare una bandiera verde di Jamahiriya e reclutare sostenitori, oltre a rafforzare i governi tribali, sotto la cui ombra si sono uniti gli islamisti dei Tuareg e Toubou, che cospirano contro il governo di Tobruk.

Aisha Gheddafi ha invitato poi i soldati delle forze armate libiche a dare il loro giuramento al Comandante Supremo, al fine di ripristinare lo stato. "Il mio nome mi dà un dovere e il diritto di essere in prima linea in questa battaglia", ha detto colei che durante la guerra ha perso il marito e due figli.

Oggi è pronta a diventare un "simbolo della nazione", e accanto ad un ritratto di Gheddafi a diventare un "simbolo della missione per ripristinare l'unità nazionale". E' una lotta per i suoi figli, dichiara. "Siamo pronti per una battaglia mortale, in cui i terroristi si troveranno ad affrontare una nazione". Non è chiaro se per terroristi intendesse i fondamentalisti dell'Isis, chi oggi a Roma ha pianificato nuove bombe (NATO), o, semplicemente, entrambi.

Crusader

Il leader della CSU Bavarese lancia uno scossone al governo Merkel con la sua visita a Putin

german crisis

Il leader bavarese della CSU, Horst Seehofer, ha provocato nuove tensioni in seno al governo federale tedesco con il suo annuncio di aver programmato una visita a Mosca per riunirsi con il presidente russo Vladimir Putin
. Questo avviene proprio mentre i rapporti tra Germania e Russia sono piuttosto tesi per la subordinazione della Merkel alla campagna propagandistica anti russa lanciata dagli USA ed a cui la cancelliera si è totalmente accodata.

Il portavoce del gruppo socialdemocratico Niels Annen ha subito dichiarato ieri, in una dichiarazione rilasciata all'influente giornale "Die Welt", che "la politica estera si decide da Berlino e non da Monaco".

Alri esponenti politici tedeschi come il responsabile del gruppo conservatore, Roderich Kiesewetter, hanno auspicato che Seehofer rinunci a fare tale viaggio, previsto per questa settimana. Lo stesso Kiesewetter ha richiesto ironicamente a Seehofer, nel caso in cui questi non rinunci, di cogliere l'occasione per chiedere chiarimenti a Putin circa i finanziamenti che il presidente russo starebbe passando ad alcune formazioni di estrema destra in Germania ed in altri paesi europei, secondo quanto sostenuto da alcuni organi di stampa tedeschi.

Newspaper

ROMPERE LA GABBIA DELL'UE, FUGGIRE DAL RECINTO ATLANTICO

NATO

di Gianni Petrosillo


Se l'Europa è la nostra gabbia, il patto Atlantico è il recinto circondato dal filo spinato nel quale siamo tenuti prigionieri. Anche rompendo la stia ci ritroveremmo, ugualmente, in ambiente ostile. La fuga dal campo occidentale si dimostra davvero ardua eppure è l'unica possibilità di salvezza per i paesi del Vecchio Continente. Fuori dallo steccato si va incontro all'ignoto ed ai rischi dei nuovi orizzonti ma dentro v'è la certezza della dipendenza e della sottomissione.

Gli americani, tuttavia, hanno vita semplice nel metterci gli uni contro gli altri nel pollaio europeo giocando sulle nostre contraddizioni. Nonostante la presenza del nemico, infiltrato nei nostri apparati e ad ogni altro livello, ci si pizzica tra vicini e consanguinei, ignorando la minaccia principale. E' la morte dell'Europa per autofagia. La competizione tra troppi galli che si equivalgono ed ancor più numerosi cervelli di gallina che si prostrano è l'ecosistema ideale per perpetuare il vincolo di un cowboy esterno.

L'Unione Europea è nata per garantire che questi presupposti non fossero mai messi in discussione. Ed, infatti, non lo sono. Se non bastasse leggete le confidenze di Varoufakis raccolte da Marcello Foa oggi:
"Tre giorni dopo la sua nomina a ministro, il presidente dell'Eurogruppo con fare brusco gli ha intimato: o accetti tutte le nostre condizioni o chiudiamo le banche greche. Come avvenuto due anni prima a Cipro. Varoufakis si è rifiutato ma ben presto si è accorto che i nemici non erano solo a Bruxelles, ma anche in casa, nel suo ministero. Funzionari, che riferivano alla Troika quel che lui faceva. Sì, spie o se, preferite, traditori. Invisibili. Oltre a interi dipartimenti commissariati dagli "esperti" stranieri che di lui - ovvero del ministro eletto dal popolo - semplicemente si infischiavano. Pensate che negli altri Paesi europei sia diverso? Gli Stati si controllano occupando i gangli vitali nei ministeri, nei tribunali, nella Banca centrale, nei grandi enti sovranazionali, laddove l'influenza di alti funzionari, quasi sempre sconosciuti al pubblico, risulta superiore anche a quella di un premier. Non dimenticatelo".
L'obiettivo statunitense è chiaro, lo ha manifestato senza "piume" sulla lingua il capo di Stratfor, agenzia dell'intelligence Usa, George Friedman quando ha detto che il governo degli Stati Uniti considera come proprio obiettivo strategico prioritario la prevenzione di una alleanza tedesco-russa (ancora più fatale per i predominanti attuali sarebbe un asse tedesco-franco-russo, ne abbiamo già parlato). Bloccare questa alleanza è l'unico modo per evitare la formazione una potenza di area mondiale alternativa agli Usa, capace di contendere ad essa un primato ora indiscusso.

Target

Parigi si prepara all'attacco in Libia

libia mappa

"Daesh è a 300 chilometri dall'Europa! Quando comincia il bel tempo nel Mediterraneo, si rischia che jihadisti si mescolino ai rifugiati": se ad adottare titoli da "Libero" è il ministro francese della guerra Juan-Yves Le Drian, vuol dire che la Francia sta preparando un secondo interveto in Libia.
Ufficialmente per combattere l'ISIS, il cui capo è un asset della Cia premiato da McCain. E anche con il vantaggio collaterale, per Hollande col pennacchio di Commandant Suprème, di liquidare come concorrente presidenziale, alle votazioni del 2017, Sarkozy.

I preparativi fervono. Ma dove sono le forze della leggendaria Armée? Una indicazione viene dal capo degli stati maggiori, Pierre De Villiers, che ha (giustamente ) cominciare a lamentare coi politici per avere più mezzi.

E' istruttivo imparare dove sono situati in questo momento i soldati francesi:


  • Una porzione dell'armata si trova in Mali, dal 2013, per sostenere l'armata dal Mali a contrastare i jihadisti.

  • 4000 soldati sono posizionati in Afghanistan.

  • 500 partecipano alla Forza d'Interposizione delle Nazioni Unite in Libano, in attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza alla fine del confitto Israelo-Hezbollah del 2006.

  • 1700 soldati sono in Costa d'Avorio (Operation Licorne)

  • 765 sono tutt'ora sul terreno in Kossovo, sotto l'egida NATO, dove avranno messo radici.

  • Forze francesi operano al largo delle coste somale per contrastare la pirateria, stavolta sotto l'egida UE

  • Un numero non precisato dei reparti d'Aviazione partecipa ai bombardamenti in Siria e Irak, anche lì per salvare (mi correggo: distruggere) Daesh, come ordinano gli americani e i sauditi.

  • La Charles De Gaulle, la unica e sola portaerei francese con la sua squadra d'appoggio, partita per bombardare dal largo della Siria il famigerato Daesh colpevole degli attentati di Parigi, è invece stata comandata nel Golfo Persico per sostituirvi una portaerei americana da mandare in riparazione.

  • Sul suolo nazionale ci sono 10 mila fanti, dispiegati da Hollande per la sorveglianza ai terroristi interni (Operation Sentinelle) dopo la strage a Charlie Hebdo del gennaio 2015 e rinforzata dopo gli attentati di novembre a Parigi.

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    LE 10 COSE CHE DEVI ASSOLUTAMENTE SAPERE SULLA NATO

    OTAN
    1. La NATO - Organizzazione del Trattato dell'Alleanza dell'Atlantico del Nord, detta anche Patto Atlantico - nasce a Washington nel 1949 con l'obiettivo ufficiale della "difesa collettiva" dei dodici Stati membri (art. 5 dello statuto) contro il nemico di allora, l'Unione Sovietica. La NATO, in realtà, verrà utilizzata negli anni per tutt'altri obiettivi.

    2. In risposta alla nascita della NATO, nel 1955, l'Unione sovietica crea il Patto di Varsavia. Nel 1991 il Patto di Varsavia si dissolve, insieme all'URSS. La NATO però non muore. Diventa lo strumento con cui esportare "democrazia e diritti umani".

    3. Nel 1999, a Washington viene siglato, dai governi dei Paesi NATO, il "nuovo concetto strategico" che cambia la natura del trattato, autorizzando interventi militari di aggressione. Il Parlamento italiano non è mai stato consultato in merito.

    4. Il nuovo concetto della NATO e le azioni di guerra alle quali l'Italia partecipa violano l'art 11 della Costituzione e il Trattato di non proliferazione nucleare. Sul territorio italiano, nelle oltre centodieci basi USA/NATO, sono presenti novanta testate nucleari.

    5. Grazie al "Nuovo Concetto Strategico", la NATO inizia interventi militari d'aggressione. Nel 1999 la Nato bombarda quel che rimane della Jugoslavia: è la «guerra in Kosovo».

    6. Nel 2001 gli Usa e altri membri della NATO bombardano l'Afghanistan. Nel 2003 la NATO prende in consegna la guerra, tutt'ora in corso in questo Paese strategico per i flussi di materie prime: è la «guerra in Afghanistan».

    7. Nel 2003 Usa e alleati bombardano e invadono, senza mandato ONU, l'Iraq, reo di essersi sottratto al dominio del dollaro. Nel 2004 la NATO si coinvolge direttamente nell'Iraq occupato, su richiesta Usa: è la «guerra in Iraq».

    8. Nel 2011 la NATO con l'operazione «Unified Protector» bombarda la Libia, che per ragioni finanziarie e strategiche era da tempo nel mirino: è la «guerra in Libia».

    9. Dopo il colpo di stato del febbraio 2014 in Ucraina, la NATO, un'alleanza oggi di 28 stati membri, ha ormai nel mirino i confini della Russia. A partire dal 2003, membri e partner Nato iniziano l'opera di accerchiamento della Siria. Sul futuro di Ucraina e Siria si giocano i destini del mondo.

    10. Le guerre della NATO dal 1999 ad oggi hanno prodotto centinaia di migliaia di morti, feriti, mutilati, sfollati, territori devastati, smembrati, economie fallite, destabilizzazioni estese a intere regioni. I popoli dei Paesi membri dovrebbero iniziare a chiedersi: Chi ci difende dalla NATO?

    Bad Guys

    Il Meglio del Web: L'AD intervista Yanis Varoufakis: "Tsipras esegue quello che ordina la Troika"

    varoufakis
    L'AntiDiplomatico torna ad intervistare l'ex ministro delle finanze ellenico: "E' la Troika che legifera e il governo greco esegue. Sono in profondo disaccordo con praticamente quasi tutti gli atti legislativi che hanno attuato"

    Sui giornali e sui media di questo nostro mondo che si crede libero e democratico è calato il sipario dell'informazione sulla Grecia. Non si parla più del dramma umanitario in corso nel paese, topo da laboratorio della Troika per tutta l'Europa del sud. Eppure i dati sono sempre più drammatici e al governo c'è chi ha tradito tutti gli impegni assunti con la popolazione dal 2011 ad oggi.

    L'AntiDiplomatico ha intervistato l'ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis, colui che, nel primo governo Tsipras, divenne il simbolo del duro negoziato contro la Troika e colui che non si piegò mai ad un nuovo Memorandum, fino alla decisione ultima di dimettersi quando Alexis Tsipras, svilendo il senso di un grande referendum popolare, decise per la resa. Syriza, il partito che dal 2011 aveva incarnato la volontà di cambiamento contro l'occupazione di Berlino, Bruxelles e Francoforte, ha dunque fallito ed è ormai un nuovo strumento della Troika ad Atene, come ci ricorda chiaramente anche Varoufakis.



    L'intervista a Yanis Varoufakis per l'AntiDiplomatico


    Sono passati cinque mesi dall'ultima elezione di Syriza. Qual è la sua opinione sulle politiche intraprese dal governo di Tsipras?

    A questo governo non è permesso di avere una sua politica. Il Memorandum firmato con la Troika è stato votato in Parlamento lo scorso aogsto ed è molto esplicito su questo: le autorità greche si sono impegnate a discutere ogni atto legislativo con le "istituzioni" prima di poterle varare dall'organo sovrano del paese. In altre parole, è la Troika che legifera e il governo greco esegue. Mentre non ho alcun dubbio sui miei ex colleghi, che sono ancora al governo, sono in profondo disaccorsdo con praticamente quasi tutti gli atti legislativi che hanno attuato. Ma, ripeto, si sono impegnati a varare queste politiche ad agosto.

    La Grecia ha, ad esempio, approvato un piano per riformare il sistema pensionistico con tagli che vanno dal 15 al 30% per i benefici acquisiti. Non c'è, dunque, alternativa all'austerità in Grecia?

    Naturalmente che c'è. Ma per attuare quest'alternativa, il governo deve scontrarsi con la Troika. Quello che è successo è che la notte del referendum del 5 luglio, il nostro governo ha deciso di capitolare per sempre con le "istituzioni". Prendiamo a riferimento proprio il caso delle pensioni a cui fate riferimento. Una volta che il governo ha concordato con la Troika di ottenere un imediato taglio alla spesa dell'1,5% del Pil, due erano le opzioni possibili.
    La prima opzione era quella di aumentare sostanzialmente i contributi dei datori di lavoro ai lavoratori. Ma data l'impossibilità dei datori di lavoro di pagare i maggiori costi non salariali, senza ridurre ulteriormente l'occupazione, e la retribuzione terribilmente bassa dei dipendenti, questa mossa si sarebbe rivelata disastrosa per il mercato del lavoro, i redditi e l'attività economica.

    La seconda opzione era quella di tagliare le pensioni. (Nb. Il primo grande taglio è dal 2010 e da allora l'hanno tagliata 12 volte). In un paese dove una famiglia su due sopravvive sulla misera pensione di un nonno o una nonna, questo taglio selvaggio ridurrà immediatamente la domanda aggregata, aumenterà la disoccupazione, spingendo in alto la povertà.

    Cult

    Clinton prende sei milioni di dollari da Soros per la corsa alla Casa Bianca

    soros e killary

    Bernie Sanders ama dire che Hillary Clinton è "il candidato dei miliardari ", e ora ha la prova. Un SUPERPAC pro-Hillary ha appena ricevuto sei milioni di dollari nientemeno che da George Soros.


    Soros ha dato sei milioni lo scorso mese a Priorities USA Action, il super-PAC che sostiene Hillary Clinton. Il magnate ha fatto importanti donazioni politiche nel passato, per la corsa presidenziale di John Kerry nel 2004 e la campagna per la rielezione del presidente Obama.

    Priorities USA Action è stato in grado di raccogliere un totale di 41 milioni di dollari a favore della Clinton nel 2015. Nel complesso, la campagna presidenziale della Clinton ha raccolto 112 milioni di dollari nel 2015.

    In precedenza nel mese di dicembre, è stato rivelato che la Clinton ha ricevuto quasi 95.000 dollari dal settore della difesa, secondo i dati della Federal Election Commission (FEC) per la corsa presidenziale compilati dal Center for Responsive Politics.

    Nel frattempo, lo sfidante principale della Clinton, Bernie Sanders, sta beneficiando dell'entusiasmo senza precedenti dei piccoli donatori: i 75 milioni di dollari raccolti nel 2015 provengono da donazioni sotto i 200 dollari, con una media di soli 27 dollari, secondo gli organizzatori della campagna.

    La squadra di Sanders ha annunciato che nell'ultimo trimestre del 2015 sono stati raccolti 33,6 milioni di dollari. Venti milioni di dollari sarebbero stati raccolti nel solo mese di gennaio. Ciò che rende la raccolta fondi di Sanders 'unica è il gran numero di piccoli donatori. Almeno 1,3 milioni di persone hanno donato alla campagna finora, segnando un numero record di donatori in questa fase iniziale della campagna.
    "I numeri che abbiamo visto dal 1 ° gennaio hanno messo la nostra campagna in condizione di battere obiettivo del Segretario Clinton di $ 50 milioni nel primo trimestre del 2016," ha dichiarato Jeff Weaver, responsabile della campagna Sanders ', n un comunicato. "I lavoratori americani che hanno contribuito con pochi dollari ogni mese, non solo hanno sfidato ma hanno battuto la più grande macchina di raccolta fondi mai riunita. "
    La maggior parte delle donazioni ricevute dal team Sanders 'non superano i 200 dollari, secondo i dati ufficiali. Ciò è in netto contrasto con la forma di raccolta fondi adoperata dalla Clinton, che riceve di solito i contributi massimi consentiti dalla legge - di 2.700 dollari.

    Stormtrooper

    L'artigleria turca bombarda il territorio siriano, la Russia mostra le prove

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    "Ci aspettiamo una reazione immediata e spiegazioni delle azioni di militari turchi da parte della NATO
    "
    Il Ministero della Difesa russo ha presentato prove video che mostrano bombardamenti in territorio siriano da parte dell'aviazione turca. Lo scrive RT.

    Lo Stato Maggiore della Siria ha fornito, con riprese video, le prove di dispiegamento di veicoli di artiglieria semoventi alla frontiera turca. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero della Difesa russo, il Maggior Generale Igor Konashenkov in una conferenza stampa. "Questo è ciò che chiamiamo un dato di fatto. Queste sono prova inconfutabili che le forze armate turche abbiano messo insediamenti al confine con i sistemi di artiglieria di grosso calibro ", ha sottolineato Konashenkov.

    "Ci aspettiamo una reazione immediata e spiegazioni delle azioni di militari turchi da parte della NATO e il Pentagono", ha proseguito Konashenkov, ricordando il breve tempo con cui gli Stati Uniti sono intervenuti dopo le accuse di Ankara sulla presunta violazione dello spazio aereo turco da parte di un jet russo poi abbattuto.