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"Se l'Ucraina non affronterà le riforme contemplate dagli accordi di Minsk, per l'Europa sarà molto difficile sostenere all'unanimità le sanzioni antirusse", — la "Reuters" riporta le parole del capo della diplomazia danese.Ha inoltre osservato che Kiev deve necessariamente fare in tempo a realizzare le riforme secondo le tempistiche stabilite dagli accordi di Minsk.
"L'Ucraina ha delle scadenze. Occorre promuovere queste riforme ora, non possono aspettare", — ha rilevato Jensen.Tuttavia le dimissioni del "rammaricato ministro dell'Economia " sottolineano la difficoltà dello svolgimento delle riforme, si legge nell'articolo della "Reuters".
Il portavoce Igor Konashenkov — come raccontato proprio da Sputnik — aveva denunciato in maniera molto dettagliata in una conferenza stampa che questo complesso è un posto di confine turco, che fino a qualche mese fa non aveva postazioni armate e dal quale è avvenuto il lancio di proiettili auto-propellenti.Ad oggi però non si sono avute risposte, alla faccia del rispetto della sovranità nazionale siriana. Un principio, quello della sovranità statale, che per l'Occidente funziona a corrente alternata e solo ed esclusivamente a secondo della convenienza del momento.
"Ora ci sono tutte le prove che ad aprire il fuoco per primi contro i loro stessi sostenitori siano stati i militanti su ordine diretto degli organizzatori del golpe" - scrive l'ex premier.L'ex capo del governo ucraino insiste sul fatto che se Moreira avesse mostrato le immagini della carneficina in corso nel centro di Kiev, i veri organizzatori del colpo di stato sarebbero stati completamente smascherati.
"Ho paura di chiedere, ma nello Yemen hanno già trionfato su tutti?" si domanda nella sua pagina Facebook il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.Riyad ha precedentemente reso nota la sua completa disponibilità a prender parte alle operazioni terrestri in Siria con la Coalizione americana. Il Pentagono ha reagito favorevolmente alla decisione saudita. Al ministero hanno annunciato che l'attivazione della coalizione degli alleati nella zona permetterà agli USA una più energetica lotta contro i terroristi.
"Ovviamente c'è molto dibattito tra gli europei per abolire le sanzioni. Molti paesi (della UE) stanno cercando una via d'uscita", ha detto McCain. "Da mesi, in molti paesi, soprattutto in Germania, si nota una enorme pressione per l'annullamento delle sanzioni", ha aggiunto.Tuttavia, "la decisione finale dei paesi europei su questo tema dipende in qualche misura dal governo degli Stati Uniti", ha detto il senatore repubblicano, aggiungendo che gli Stati membri dell'UE intendono discutere la revoca delle sanzioni contro la Russia alla Conferenza internazionale sulla Sicurezza di Monaco di Baviera che si svolgerà la prossima settimana.
"Questo non è ufficialmente un tema ammesso nelle trattative dichiarate della conferenza, ma ci saranno molte discussioni tra i rappresentanti europei", ha detto McCain.
Secondo l'iniziativa parlamentare, "la Nato è oggi lo strumento diplomatico nonchè il braccio armato degli Stati Uniti, Paese che, con la complicità di stati vassalli, tra i quali Francia, Gran Bretagna, Germania, forte di una dottrina militare che comprende la guerra preventiva e l'uso delle armi nucleari come prima risposta, dotato di più di 700 basi militari sparpagliate in tutto il globo e deciso a combattere la minaccia terrorista senza ricercarne le cause, conduce la Nato e quindi la Francia a partecipare al caos generalizzato, a una guerra permanente contro i nostri interessi e contro la nostra stessa sicurezza. Dalla Jugoslavia all'Iraq, dalla Siria alla Libia, la Francia utilizza il proprio potenziale militare e il proprio credito diplomatico e dimentica i valori del proprio popolo a vantaggio di una politica decisa a Washington".La proposta di legge prosegue spiegando le motivazioni che hanno spinto i tre parlamentari a proporre al parlamento di Parigi l'uscita del Paese dall'Alleanza Atlantica.
"Questa politica apertamente aggressiva si è accompagnata con l'installazione di uno scudo di missili anti missile in prossimità della Russia, eventualmente utile a lanciare un primo colpo nucleare su questo Paese, sterilizzando e limitando in maniera drastica le sue possibilità di replica. È in questo contesto geopolitico che l'Ucraina ha vissuto la Rivoluzione Arancione, teleguidata dagli Stati Uniti e sostenuta dall'Unione Europea, che ha permesso la messa in opera con la forza di un governo ostile alla Russia con la partecipazione di noti neonazisti. È giunto il momento che la Francia si dissoci da questa politica anti-russa provocatrice che rischia di finire in una Terza Guerra Mondiale nucleare".Per i tre deputati del partito comunista francese, "la Francia deve ritrovare la sovranità — oramai perduta — delle proprie decisioni e la libertà di scegliere i propri alleati in conformità con la propria filosofia e gli interessi del popolo francese."
Commenta: Qui sotto, riportiamo il documentario "Maschera della rivoluzione" del giornalista francese Paul Moreira, il documentario è in francese(con sottotitoli in italiano):