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Ministero della Difesa russo: "Le attività distruttive della NATO provocano un aumento delle tensioni in Siria"

syria

Il portavoce del ministero della Difesa russo ha risposto alle accuse del segretario generale della NATO in merito alle operazioni militari della Russia in Siria.


Il portavoce del ministero della Difesa russo, il generale Igor Konashenkov ha dichiarato, oggi, rispondendo alle accuse di Segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, che le attività irragionevoli della NATO provocano un escalation della crisi in Siria. "Prima dell'inizio delle operazioni russe in Siria, le forze NATO hanno simulato per tre anni la lotta contro il terrorismo", si legge nel comunicato del Ministero.

In precedenza il Segretario generale della NATO aveva sostenuto che "le operazioni russe ostacolano la normalizzazione della situazione in Siria".

Konashenkov ha sottolineato nella sua dichiarazione che "nessuno in Occidente ed a Bruxelles ha pensato ai negoziati per la Siria. Nient'altro avevano solo bisogno di tempo per disintegrare il Paese, ripetendo lo scenario della Libia. sono stati proprio i paesi della NATO che vi stabilirono una 'Democrazia all'occidentale". Il portavoce ha precisatio che "grazie alla operazioni anti-terrorismo russe, in pochi mesi, i siriani hanno avuto maggiore sicurezza che è possibile sconfiggere il terrorismo nel proprio paese e, di conseguenza, stanno pensando al futuro della Siria".

Il portavoce ha definito "insensate" le dichiarazioni di Stoltenberg sulle "tensioni crescenti in Siria" in seguito alle operazioni militari russe. "Se qualcuno è stressato dalle operazioni aeree russe sono terroristi. Lo abbiamo spiegato e chiarito a tutti, a partire dall'inizio delle operazioni. E perché dalla parte dei terroristi stressati ci sono alcuni paesi della NATO, è una domanda che dovrebbe porsi lo stesso Stoltenberg."


Fonte
: RT

Dominoes

Danimarca avverte Kiev: senza riforme difficile mantenere le sanzioni vs Russia

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© East News/ AP Photo/Sergei Chuzavkov
L'Ucraina deve implementare la sua parte degli accordi di Minsk relativa alla realizzazione delle riforme, altrimenti per la UE sarà difficile portare avanti una politica comune sulla questione delle sanzioni contro la Russia, ha dichiarato il ministro degli Esteri danese Kristian Jensen.

L'Europa non riuscirà a prendere una decisione unanime sulla continuazione delle sanzioni contro la Russia se l'Ucraina non risolverà la questione delle riforme nel breve termine, ha affermato il ministro degli Esteri della Danimarca Kristian Jensen. Lo ha segnalato la "Reuters".
"Se l'Ucraina non affronterà le riforme contemplate dagli accordi di Minsk, per l'Europa sarà molto difficile sostenere all'unanimità le sanzioni antirusse", — la "Reuters" riporta le parole del capo della diplomazia danese.
Ha inoltre osservato che Kiev deve necessariamente fare in tempo a realizzare le riforme secondo le tempistiche stabilite dagli accordi di Minsk.
"L'Ucraina ha delle scadenze. Occorre promuovere queste riforme ora, non possono aspettare", — ha rilevato Jensen.
Tuttavia le dimissioni del "rammaricato ministro dell'Economia " sottolineano la difficoltà dello svolgimento delle riforme, si legge nell'articolo della "Reuters".

Alla fine di dicembre i leader del "quartetto della Normandia" avevano concordato di estendere la durata degli accordi di Minsk fino a quest'anno.

I rapporti tra la Russia e l'Occidente sono peggiorati per la situazione in Ucraina. L'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno imposto a metà del 2014 sanzioni settoriali contro l'economia russa. In risposta Mosca ha limitato l'importazione dei prodotti alimentari provenienti dai Paesi che hanno sostenuto le sanzioni.

Cult

Intrighi turchi e ipocrisia della NATO

turkish defense MP and nato secretary
© AP Photo/ Virginia Mayo
È spontaneo domandarsi fino a che punto l'opinione pubblica occidentale potrà sopportare la supponenza dei vertici NATO, che evitano continuamente di esprimere giudizi su quei fatti, ormai troppi e troppo carichi di rischio, che vedono il governo turco agire nel totale disprezzo delle norme basilari del diritto internazionale.

Nell'episodio più recente, il regime di Erdoğan ha aperto il fuoco su alcuni villaggi siriani di confine: il Ministero della Difesa russo aveva chiesto riguardo all'incidente spiegazioni alla NATO, al Pentagono e alle Forze armate turche, producendo anche le prove video dell'accaduto.
Il portavoce Igor Konashenkov — come raccontato proprio da Sputnik — aveva denunciato in maniera molto dettagliata in una conferenza stampa che questo complesso è un posto di confine turco, che fino a qualche mese fa non aveva postazioni armate e dal quale è avvenuto il lancio di proiettili auto-propellenti.
Ad oggi però non si sono avute risposte, alla faccia del rispetto della sovranità nazionale siriana. Un principio, quello della sovranità statale, che per l'Occidente funziona a corrente alternata e solo ed esclusivamente a secondo della convenienza del momento.

Ed è proprio il silenzio della NATO e del Pentagono, ogni qualvolta la Russia mostra delle prove sulle palesi violazioni della Turchia dei trattati internazionali, che suona sempre di più come la confessione delle sue connivenze — per noi evidenti — con il governo di Ankara e il suo concetto peculiare di democrazia e di diritti. Torna sempre alla ribalta la domanda, ormai banale, ma che fa sempre soffrire le persone con gli occhi aperti: l'obiettivo di europei e di statunitensi è esclusivamente rovesciare l'Isis o togliere anche di mezzo il presidente siriano Assad per poi dispiegare anche in quell'area i propri interessi economici? Sia ben chiaro, quando si accetta che venga aperto il fuoco su villaggi di civili, che non possono aver nulla a che fare con l'Isis, quel dubbio si alimenta come un fuoco, il fuoco della verità che dovrebbe muovere le coscienze dei popoli occidentali per presentare il conto delle nefandezze a quegli organismi internazionali che per decenni si sono spacciati come esportatori di democrazia, ma che invece hanno lasciato dopo il loro passaggio solo macerie, contratti capestro e malcelata occupazione, silenziosa colonizzazione che produce poco lavoro e molta rabbia.

Crusader

Il Meglio del Web: "Documentario tv francese primo documento veritiero in Occidente su Maidan

maidan
© Sputnik. Andrei Stenin

Se l'autore del film "Ucraina. La maschera della rivoluzione", il giornalista francese Paul Moreira, avesse mostrato le immagini della carneficina in centro a Kiev, gli organizzatori del colpo di stato sarebbero stati completamente smascherati.


Il documentario del giornalista francese Paul Moreira "Maschera della rivoluzione", dedicata agli eventi avvenuti in Ucraina nel 2014, è il primo racconto veritiero sul colpo di stato che è stato mostrato in Occidente, ritiene l'ex primo ministro ucraino Mykola Azarov, a capo del governo durante i fatti di Maidan.

Tuttavia ha sottolineato che a sensazione nel filmato è rimasto qualcosa di non svelato. Azarov è convinto che non tutti i materiali a disposizione dei giornalisti obiettivi siano stati utilizzati.

Quindi non si è riusciti a trasmettere il "quadro completo e convincente di come la gente venisse usata come scudo, dove i militanti neonazisti che hanno effettuato la presa del potere trovavano riparo."
"Ora ci sono tutte le prove che ad aprire il fuoco per primi contro i loro stessi sostenitori siano stati i militanti su ordine diretto degli organizzatori del golpe" - scrive l'ex premier.
L'ex capo del governo ucraino insiste sul fatto che se Moreira avesse mostrato le immagini della carneficina in corso nel centro di Kiev, i veri organizzatori del colpo di stato sarebbero stati completamente smascherati.

Inoltre il giornalista francese non ha parlato del ruolo dei ministri degli Esteri di Francia, Germania e Polonia sull'accordo del 21 febbraio per una soluzione politica della crisi, ha aggiunto il politico.

Questi 2 eventi, è convinto Azarov, sono diventati il catalizzatore del sanguinoso colpo di stato.

Tuttavia osserva che dal documentario si sono autorivelate da sole le personalità criminali, che hanno avuto un ruolo importante verso "l'integrazione europea".

Commenta: Qui sotto, riportiamo il documentario "Maschera della rivoluzione" del giornalista francese Paul Moreira, il documentario è in francese(con sottotitoli in italiano):





MIB

Confermato: Una squadra di US. special forces, al servizio della CIA, sta cercando di assassinare il generale Soleimani

General Soleimani

Abbiamo ricevuto una informazione riservata secondo la quale una equipe militare USA di specialisti in assassinii, al servizio della CIA, inclusi elementi dei Navy Seals, stava operando nella regione di Idlib/Aleppo in Siria, contro obiettivi russi ed iraniani, compreso prioritariamente il Generale Soleimani, comandante supremo delle forze iraniane del Quds, Guardie della Rivoluzione (CGRI) che operano in Siria affiancando sul campo l'Esercito siriano
. Il generale Soleimani che viene considerato il "Rommel" o il "Giap" della guerra del 21° secolo ed è lui che dirige le operazioni congiunte sul campo.

Il capo del Personale delle Forze Armate Iraniane, Gran Generale Hassan Firouzabadi, ha avvisato che gli Stati Uniti stanno pianificando di assassinare il capo del corpo militare iraniano delle IRGC Al Quds, Comandante de la Forza Maggiore, General Qassem Soleimani.

"Gli statunitensi stanno disperatamente cercando di colpire il generale Soleimani, quale figura di prestigio, in modo da potersi sentire meglio e sollevare il morale delle truppe speciali degli USA che operano in Siria", ha riferito Firouzabadi a Teheran, in una dichiarazione alla stampa ieri. In ogni caso ha sostenuto che esistono misure di sicurezza per proteggere il comandante iraniano da queste minacce e questi sa come organizzare le sue forze, lanciare offensive contro i terroristi ed ottenere risultati. Lo stesso generale Soleimani aveva detto lo scorso mese di Novembre che si apettava il martirio e si era messo a ridere circa le voci di una sua morte.

Light Sabers

Zakharova commenta le aspirazioni dell'Arabia Saudita di combattere in Siria

Zakharova
© Sputnik. Anton Denisov
Maria Zakharova ha scritto sulla sua pagina Facebook che la decisione dell'Arabia Saudita sulla disponibilità di aderire alle operazioni terrestre in Siria desta stupore.
"Ho paura di chiedere, ma nello Yemen hanno già trionfato su tutti?" si domanda nella sua pagina Facebook il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.
Riyad ha precedentemente reso nota la sua completa disponibilità a prender parte alle operazioni terrestri in Siria con la Coalizione americana. Il Pentagono ha reagito favorevolmente alla decisione saudita. Al ministero hanno annunciato che l'attivazione della coalizione degli alleati nella zona permetterà agli USA una più energetica lotta contro i terroristi.

Arrow Up

Si avvicina la liberazione di Aleppo con l'avanzata dell'Esercito siriano mentre i negoziati a Ginevra vengono interrotti

soldati siriani

Prosegue sul terreno l'offensiva dell'Esercito siriano sia verso Aleppo, sia sul fronte Ovest, mentre i gruppi terroristi, appoggiati dai sauditi, turchi e USA , martellati dall'aviazione russa e dai colpi delle forze siriane, subiscono colossali perdite e devono arretrare in cerca di vie di fuga.


Le forze siriane nelle ultime ore hanno respinto un attacco terrorista dell'ISIS (Daesh in arabo) su Deir al- Zur (este) ed hanno ucciso 40 miliziani componenti del gruppo Yeish al-Fatah ad Hama (ovest). Secondo quanto comunicato dall'agenzia SANA, l'esercito siriano ha distrutto due veicoli caricati con esplosivo che i miliziani jihadisti volevano utilizzare contro le difese dell'aereoporto di Deir al Zur. Vari miliziani sono rimasti uccisi o feriti nell'operazione, ha aggiunto la stessa fonte.

Allo stesso modo la fonte spiega che il gruppo di "Yeish al-Fatah", oltre ai suoi componenti rimasti uccisi, ha perso un magazzino di munizioni individuato e distrutto in una operazione lanciata dai soldati siriani contro le sue posizioni nella provincia di Hama.

I nuovi successi dell'Esercito siriano fanno registrare l'avanzata inarrestabile delle forze siriane in tutto il territorio della Siria, con l'appoggio dell'aviazione russa-siriana che ha continuato a martellare incessantemente le posizioni dei gruppi terroristi.


Fonte
: Hispan Tv

Vader

Il Meglio del Web: Il senatore MCCain senza vergogna: saranno gli USA a decidere se la UE potrà togliere le sanzioni contro la Russia

senatore mccain

Il senatore repubblicano, membro del Congresso, assicura che numerosi paesi europei "stanno cercando in questo momento una via d'uscita", in riferimento alla possibilità di togliere le sanzioni contro Mosca
, che discuteranno nella conferenza di Monaco. Nel corso di una intervista all'agenzia Sputnik, il senatore repubblicano McCain ha assicurato che gli Stati Uniti decideranno il momento in cui l'Unione Europea potrà levare le sanzioni economiche contro la Russia, nonostante che questa misura sia costata perdite miliardarie al blocco comunitario.
"Ovviamente c'è molto dibattito tra gli europei per abolire le sanzioni. Molti paesi (della UE) stanno cercando una via d'uscita", ha detto McCain. "Da mesi, in molti paesi, soprattutto in Germania, si nota una enorme pressione per l'annullamento delle sanzioni", ha aggiunto.
Tuttavia, "la decisione finale dei paesi europei su questo tema dipende in qualche misura dal governo degli Stati Uniti", ha detto il senatore repubblicano, aggiungendo che gli Stati membri dell'UE intendono discutere la revoca delle sanzioni contro la Russia alla Conferenza internazionale sulla Sicurezza di Monaco di Baviera che si svolgerà la prossima settimana.
"Questo non è ufficialmente un tema ammesso nelle trattative dichiarate della conferenza, ma ci saranno molte discussioni tra i rappresentanti europei", ha detto McCain.

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Francia, presentata proposta di legge per l'uscita dalla Nato

Hollande
© AFP 2016/ ALAIN JOCARD

Tre deputati del partito comunista francese chiedono che la Francia riacquisti "la propria sovranità in conformità agli interessi del popolo".


Si allarga a geometria variabile in Europa il fronte anti Nato. Presentata in Francia dai deputati Jean-Jacques Candelier, Patrice Carvalho e Gaby Charroux del partito comunista francese,
all'opposizione del governo Valls, una proposta di legge che chiede all'Assemblea Nazionale l'uscita della Francia dalla Nato.
Secondo l'iniziativa parlamentare, "la Nato è oggi lo strumento diplomatico nonchè il braccio armato degli Stati Uniti, Paese che, con la complicità di stati vassalli, tra i quali Francia, Gran Bretagna, Germania, forte di una dottrina militare che comprende la guerra preventiva e l'uso delle armi nucleari come prima risposta, dotato di più di 700 basi militari sparpagliate in tutto il globo e deciso a combattere la minaccia terrorista senza ricercarne le cause, conduce la Nato e quindi la Francia a partecipare al caos generalizzato, a una guerra permanente contro i nostri interessi e contro la nostra stessa sicurezza. Dalla Jugoslavia all'Iraq, dalla Siria alla Libia, la Francia utilizza il proprio potenziale militare e il proprio credito diplomatico e dimentica i valori del proprio popolo a vantaggio di una politica decisa a Washington".
La proposta di legge prosegue spiegando le motivazioni che hanno spinto i tre parlamentari a proporre al parlamento di Parigi l'uscita del Paese dall'Alleanza Atlantica.
"Questa politica apertamente aggressiva si è accompagnata con l'installazione di uno scudo di missili anti missile in prossimità della Russia, eventualmente utile a lanciare un primo colpo nucleare su questo Paese, sterilizzando e limitando in maniera drastica le sue possibilità di replica. È in questo contesto geopolitico che l'Ucraina ha vissuto la Rivoluzione Arancione, teleguidata dagli Stati Uniti e sostenuta dall'Unione Europea, che ha permesso la messa in opera con la forza di un governo ostile alla Russia con la partecipazione di noti neonazisti. È giunto il momento che la Francia si dissoci da questa politica anti-russa provocatrice che rischia di finire in una Terza Guerra Mondiale nucleare".
Per i tre deputati del partito comunista francese, "la Francia deve ritrovare la sovranità — oramai perduta — delle proprie decisioni e la libertà di scegliere i propri alleati in conformità con la propria filosofia e gli interessi del popolo francese."

Attention

Usa. Debito federale supera la cifra record di 19 trilioni di dollari

us national debt

Il debito federale degli Stati Uniti ha superato la quota di
19.000 miliardidi dollari per la prima volta nella storia secondo il Dipartimento del Tesoro. Il debito americano dunque secondo il Washington Times sarebbe pari al 103% del Pil.

Avere i conti in ordine è la nuova "ideologia" del capitalismo, non a caso di fronte all'ordine finanziario persino la vita umana perde di valore. Oggi secondo il Washington Times il debito federale degli Usa ha raggiunto la cifra record di 19.000 miliardi di dollari, una cifra astronomica. Circa 13.700 miliardi di dollari costituisce la parte del debito pubblico in mano a creditori privati e investitori, mentre altri 5300 miliardi sarebbero l'esposizione dell'amministrazione Usa nei riguardi della Fed. Del resto solo nel corso della presidenza Bush i debito pubblico americano era letteralmente raddoppiato, aumentando di quasi 9 trilioni di dollari in meno di 7 anni. Il 2 novembre l'attuale presidente Obama aveva approvato l'aumento ad oltranza del limite di indebitamente per il governo americano e si prevede che nel 2017 il debito pubblico americano potrebbe raggiungere i 20.000 miliardi di dollari.

Dunque non si parla propriamente di una economia "modello", eppure tutti gli analisti e gli economisti continuano a indicare proprio negli Stati Uniti un esempio. Alcuni, come ad esempio Trend Online, evocano persino lo spettro di un possibile default nel giro di un anno per gli Stati Uniti raccontando di un sondaggio condotto da Financial Times che indica come l'incertezza tra gli americani stia aumentando.