Maestri BurattinaiS


Cult

La Svezia di George Soros

big georgy
Considerata un modello di civiltà da tutta la sinistra progressista, la Svezia è il paese europeo più vicino alle attività dello speculatore finanziario George Soros. Secondo alcuni documenti trapelati nelle scorse settimane, infatti, una buona fetta dei politici svedesi sarebbero in ottimi rapporti con il magnate ungherese naturalizzato americano, tra i registi delle recenti proteste e manifestazioni organizzate negli Stati Uniti e in Europa contro il neo-presidente Donald Trump.

Come riportato dall'agenzia di stampa russa Sputnik International - che cita a sua volta il quotidiano svedese Fria Tider - l'Open Society Foundations , di cui Soros è il presidente, risulta aver arruolato una società di consulenza al fine di valutare i membri del Parlamento Europeo e il loro sostegno ai valori della stessa fondazione fino al 2019, quando si concluderà il mandato elettorale. Secondo la documentazione resa nota, gli svedesi sono i più affezionati seguaci di George Soros e della sua agenda politica: ben tredici dei venti deputati svedesi al Parlamento Europeo - pari al 65% del totale - sono indicati come degli"alleati fedeli".

Evil Rays

Propaganda russa. Un viaggio nella fantasia dell'Europarlamento

piazza rossa
© Fotolia/ Savvapanf Photo
Per gli europei, i quali non sanno di essere vittime della propaganda militare russa, il Parlamento Europeo sta preparando una "rassegna della disinformazione" dal cosiddetto gruppo di lavoro operativo sulle comunicazioni strategiche dell'UE.

Offriamo alcuni dei spunti del tema politico della settimana: "La Dichiarazione sulla difesa dell'Unione Europea". Il gruppo di lavoro operativo sulle comunicazioni strategiche dell'UE è stato istituito nel mese di settembre 2015 e fa parte del settore delle "comunicazioni strategiche" del servizio europeo delle attività di politica estera. L'ufficio è diretto dal rappresentante per gli affari esteri dell'UE Federica Mogherini. Su Internet questo servizio appare sotto il nome di "East Stratcom Task Force" con sede a Tallinn in Estonia.

Il gruppo, il quale vanta nel proprio quartier generale 400 collaboratori, si occupa, a quanto pare della supervisione della propaganda e settimanalmente invia notizie ai giornalisti e ad esperti di politica e di pubbliche relazioni. Questa "rassegna di disinformazione" viene utilizzata dal Parlamento europeo come prova che la Russia stia conducendo una guerra ibrida contro l'Europa e i valori europei, cercando di inculcare l'idea che sia necessario proteggersi dalla Russia.

Il notiziario della scorsa settimana recitava "Dalle elezioni truccate alle manifestazioni manipolate" facendo passare questo punto di vista sulle elezioni americane per russo. Sul tema delle elezioni manipolate negli Stati Uniti viene fornito un link ad un articolo sul sito ceco ac24.cz, posizionato come portale di informazione anti-mainstream.

Sul tema delle manifestazioni pagate contro Trump negli Stati Uniti l'UE fornisce ai lettori un link al sito conservativedailypost.com, un sito che pubblica apertamente notizie a stampo repubblicano. Lo staff del sito ha sede a Las Vegas in Nevada ed è finalizzato alla eliminazione del "politically correct" che ha a lungo represso la "vera libertà e la democrazia in America".

Bomb

Yemen, le bombe non fanno notizia

Yemen
© La Presse
Dal 2014, Medici senza Frontiere aiuta con forniture mediche, e non solo, otto ospedali nei quartieri Est di Aleppo, quelli tuttora sotto il controllo di ribelli e jihadisti. Sono i quartieri dove da mesi più acuto è lo scontro tra le forze leali a Bashar al-Assad e i miliziani e MsF non si stanca di denunciare i bombardamenti che colpiscono anche le strutture sanitarie. Denunce che sono puntualmente (e giustamente) riprese dalla stampa internazionale.

Immaginiamo quindi quale debba essere la frustrazione dell'organizzazione nel vedere quanto sia a senso unico, e quindi poco credibile, la pietà del giornali e delle televisioni. Gli stessi Medici senza Frontiere, infatti, hanno denunciato l'analogo andamento della guerra condotta nello Yemen dalla coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita con l'assistenza logistica e di intelligence degli Stati Uniti. Ma in quel caso gli appelli, per quanto accorati, sono stati bellamente ignorati e non hanno avuto alcun riflesso sui media.

Blackbox

Litvinenko non è stato avvelenato da Putin - Contrabbandava il polonio che lo ha ucciso

Immagine
Come tutti ben sappiamo Alexander Litvinenko è stato avvelenato con del polonio, una rara sostanza radioattiva. La storia principale riversa tutte le colpe su Vladimir Putin. La logica trova poche altre spiegazioni in quanto Litvinenko era un detrattore dello stesso Putin. Questo era il veloce aggancio proposta dai media, diffuso su tutti i comuni canali di propaganda.

Ci sono molte cose che non tornano con la storia del "è colpa di Putin". Una su tante, non c'era motivo, anche considerando un Litvinenko critico nei confronti della Russia, visto che non era assolutamente un pericolo per Putin. L'uomo lavorava con i terroristi ceceni e gli oligarchi russo-israeliani. Pure assumendo che ci fossero motivi sufficienti per ucciderlo, pensate a questo: Perché mai la Russia avrebbe utilizzato una sostanza facilmente tracciabile, rarissima e costosissima per ucciderlo invece di un comune veleno o un'arma da fuoco? Perché andare a rischiare con il contrabbando di materiale radioattivo all'interno del Regno Unito, cosa che è anche considerata come un atto di guerra?

Tuttavia è proprio questo che i media USA/UK vogliono farvi credere. Vogliono dire che Putin si era infiltrato nel Regno Unito col polonio per poi avvelenare Litvinenko. E' poco plausibile, e assurdo davvero.

Bomb

Il Meglio del Web: Come vengono realizzati i video dei Caschi Bianchi


l video qui sotto è stato caricato il 18 novembre sul canale Youtube del RFS Media Office (Ufficio Stampa delle Forze Rivoluzionarie di Siria), un'organizzazione propagandistica che sostiene diversi gruppi che combattono contro il governo siriano.

In esso si vede la "ripresa" di una scena dove alcune persone in tenuta da Caschi Bianchi "portano in salvo" un uomo. Per circa 20 secondi i due "soccorritori" e la "vittima" rimangono immobili, aspettando il comando per iniziare una frenetica "operazione di soccorso" e, come inizia l'azione, viene aggiunto il rituale sottofondo sonoro di gente che grida.

Questa è una copia dell'originale che ho caricato sul mio account, per essere sicuri che non venga cancellata.

Better Earth

Gli Stati Uniti implorano "pietà" alla Russia, rinunciano ad Aleppo, e ammettono che i siriani vinceranno

Kirby
Portavoce del Dipartimento di Stato - John Kirby
Le conferenze stampa di John Kerry e Boris Johnson che hanno seguito la riunione dei ministri degli Esteri occidentali a Londra confermano che le opzioni militari per salvare i combattenti jihadisti sono state abbandonate, e che le potenze occidentali hanno accettato che il governo siriano (con il sostegno russo) riconquisti Aleppo est.

Alla fine - come ci si poteva aspettare - l'Occidente ha dovuto pubblicamente accettare la sconfitta nella città di Aleppo: con tranquillità, ma l'ha fatto.

Gli eventi più rilevanti delle ultime settimane possono essere riassunti rapidamente.

In seguito all'abbandono dell'opzione militare da parte degli Stati Uniti agli inizi di ottobre, dopo la dichiarazione russa di essere pronti ad abbattere gli aerei americani che avevano come obiettivo le basi siriane, è stato fatto un ultimo tentativo di mettere in difficoltà i russi in modo da convincere i siriani ad annullare l'offensiva sulla città di Aleppo.

Sherlock

Lo Sherlock Holmes Russo: Il caso di Alexander Litvinenko - indizi che cambiano il gioco

Lugovoy
© The Russian Hour/YouTubeAndrey Lugovoy che riceve i risultati del suo test del poligrafo.
La demonizzazione occidentale di tutto quello che la Russia non ha mai fatto è cominciata un anno o due fa, ed il caso Litvinenko chiarisce il punto. Questo documentario si focalizza su tre aspetti del caso che non sono stati approfonditi dai media occidentali. Cosa conveniente, visto che contraddicono totalmente la versione ufficiale: che Andrey Lugovoy lo avvelenò con una dose di polonio al Millennium Hotel di Londra il primo novembre del 2006. Il documentario ci elucida sui seguenti punti:
  1. Blake C. Burgess, un professionista inglese esperto di poligrafia, riconosciuto internazionalmente, fece un test della verità ad Andrey Lugovoy - che disse la verità quando negava di aver mai avuto a che fare con la morte di Litvinenko.
  2. Il fisico di Princeton William Happer, con una esperienza da forense nucleare per il governo USA, demolisce le dichiarazioni della scrittrice anti-russa Masha Gessen, che la Russia era l'unica fonte possibile per il polonio e che doveva essere Putin quello che aveva ordinato di usare il veleno su Litvinenko. Il polonio è relativamente facile da acquistare da una molteplicità di fonti.
  3. Il proprietario del Ristorante e Bar Abracadabra, di cui Litvinenko era un assiduo frequentatore, dice che Litvinenko era già tornato sul posto una settimana prima del giorno in cui fu presumibilmente avvelenato. Ma le tracce di polonio vennero trovate nel posto dove si sedeva regolarmente Litvinenko, sul corrimano, e alla reception. Secondo la storia ufficiale Litvinenko lasciò l'Hotel Millennium il primo novembre, si recò a casa, si ammalò, restò a letto per tre giorni, e poi andò all'ospedale. Se fosse vero non dovrebbero esserci tracce di polonio nel ristorante. Il proprietario disse inoltre di non aver mai visto Lugovoy (o l'esiliato arci-criminale e oligarca Boris Berezovsky, un associato di Litvinenko con il quale era venuto a contatto nei giorni precedenti al primo novembre) nel suo ristorante.
Ecco il video, per cortesia di Russian Insider e The Russian Hour:


Snakes in Suits

Russia. Mosca abbandona Corte penale internazionale, 'non è più organismo imparziale'

International Criminal Court
Corte Penale Internazionale a L'Aia
Dopo i molti attriti che si sono generati tra la Russia e la Corte penale internazionale (Cpi), il tribunale con sede a l'Aja, in Olanda, che ha la funzione di indagare in particolare su episodi di crimini di guerra o contro l'umanità, il Cremlino ha annunciato oggi di non riconoscere più tale istituzione.

La notizia è stata resa nota tramite un comunicato, pubblicato sul sito del ministero degli Esteri della Federazione Russa, nel quale si legge che viene preso atto che la Cpi "non è più un organo indipendente, imparziale ed autorevole", è quindi stato deciso che Mosca non ratificherà il Trattato di Roma, firmato l'1 luglio 2002, con il quale era stato istituito.

Commenta: Ricordiamo che gli Stati Uniti ed Israele non hanno mai ratificato il trattato per aderire alla Corte penale internazionale.


Eye 1

NSA non docet: il Regno Unito pronto ad adottare la nuova legge sul monitoraggio

Snooper's Charter
© datamanager.it
Si chiama IP Bill la riforma già ribattezza Snoopers Charter 2.0 che presto verrà convertita in legge: perché è un rischio per la privacy dei cittadini.

La Camera dei Lord ha dato il via libera alla IP Bill, meglio conosciuta come Investigatory Bill, legge che intende riformare le modalità con cui le autorità britanniche possono controllare le informazioni dei cittadini. Quella che i detrattori hanno definito Snoopers Charter 2.0, ovvero il prosieguo della "carta degli spioni", è stata fortemente osteggiata da una parte del governo, con in testa il partito dei verdi. Non a caso, dopo la notizia del passaggio alla Camera, su Twitter gli attivisti si sono lasciati andare allo scontento, simile a quello che per anni ha segnato le operazioni dei sostenitori di Snowden. Jenny Jones, membro del Green Party ha scritto: "La IP Bill è diventata realtà e presto verrà convertita in legge. Stiamo concedendo ai servizi di sicurezza il potere di spiarci come mai prima d'ora".

Crusader

Da Mosca il NO dei 5 stelle al referendum e "a chi ci chiama la mano di Putin in Italia"

movimento 5 stelle
© AFP 2016/ Filippo Monteforte
No al referendum costituzionale del 4 dicembre, no alle sanzioni e alla politica estera del governo Renzi e no a chi li accusa di essere "la mano di Putin" in Italia. Questa la posizione espressa dalla delegazione del Movimento 5 Stelle in visita a Mosca.

Prima dell'incontro con la comunità italiana, i deputati del Movimento Cinque Stelle Paola Carinelli, Michele Dell'Orco, Mirella Liuzzi, Giuseppe Brescia ed il senatore Vito Petrocelli hanno tenuto una conferenza stampa nel Centro Multimediale di MIA ROSSIYA SEGODNYA. Oltre alle ragioni del "no" al referendum ha tenuto banco il tema delle relazioni bilaterali con la Russia, con l' "evergreen" del no alle sanzioni e la "new entry" della questione dell'invio dei militari italiani in Lettonia.

Prima della vostra visita a Mosca alcuni media italiani hanno accusato il Movimento 5 Stelle di essere "la mano di Putin" in Italia, voi come reagite a questa accusa?

Risponde il senatore Vito Petrocelli, vice presidente del Comitato per gli Italiani all'Estero

A giorni alterni, a seconda del clima internazionale, ci accusano di essere filofascisti, filocomunisti, amici di Nigel Farage, e cosi via. Adesso ci chiamano amici di Putin, ma noi non interessa il giudizio degli altri su Putin come presidente di un grande paese come la Russia, o sul presidente dell'America. Se ai russi va bene Putin come presidente, noi siamo soddisfatti di questo, ma non ci intromettiamo nella politica di un altro paese e perseguiamo l'idea che nessun paese si intrometta nella vita politica di un altro paese. Noi ci preoccupiamo unicamente di sostenere gli interessi economici, politici e sociali dei cittadini e delle imprese italiane, in Italia e all'estero. Se questi interessi coincidono con gli interessi di un altro paese grande piccolo o medio che sia, questo è trascurabile. Il nostro obiettivo tenere alto il nome dell'Italia che con le azioni degli ultimi governi non eletti dal popolo, ma nominati dal Presidente della repubblica, ha raggiunto il punto più basso.