Maestri BurattinaiS


Vader

L'UE Introduce la "Regola 165" che Autorizza le Censura di Qualsiasi Parlamentare UE che Attacchi la Stessa UE

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di Giuseppe De Santis


LONDRA - L'Unione Europea non è mai stata un esempio di democrazia e trasparenza e quindi non deve sorprendere se nei giorni scorsi, il parlamento europeo, ha approvato in gran segreto un regolamento che di fatto cancella dal suo sito ogni intervento considerato - ovviamente delle euroburocrazie - razzista o xenofobo.

Al momento i video degli interventi di tutti gli europarlamentari sono online così che ogni cittadino può vedere questi dibattiti e ovviamente tale strumento è molto utile a tutti i giornalisti per scrivere i loro articoli.

Ebbene tra poco non sarà più così.

Infatti nei giorni scorsi il parlamento europeo ha approvato un regolamento noto come regola 165 che dà al presidente del parlamento europeo il potere di sospendere la trasmissione in diretta e rimuovere dal sito internet del suddetto parlamento l'intervento di ogni europarlamentare che viene considerato razzista, xenofobo o diffamatorio così che nessuno potrà sapere se e come tali interventi sono avvenuti.

A volere questa censura è stato l'europarlamentare laburista Richard Colbett il quale ha giustificato tale regolamento col fatto che è sbagliato offrire una piattaforma a chi semina odio. O per meglio dire a chi critica le malefatte della UE e le sue folli politiche economiche e finanziarie, senza scordare l'orrore dell'invasione di clandestini in atto da anni.

Come è facile immaginare tale iniziativa è stata fortemente criticata da molti per il fatto che non esiste un criterio oggettivo per definire cosa è xenofobo e di fatto c'è il rischio di censurare tutto ciò che è sgradito ai parassiti di Bruxelles e a opporsi non sono stati soltanto i politici euroscettici.

Top Secret

Rivelazioni WikiLeaks: il bue dava del cornuto all'asino

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© Foto: Jagz Mario

Le ultime rivelazioni di WikiLeaks sulle gigantesche proporzioni dell'intrusione della CIA nella vita privata di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo ha, in un colpo solo, cancellato tutta la invenzioni del mainstream occidentale contro il presunto "hackeraggio russo" sulla campagna elettorale americana.


Tutti coloro che hanno voglia di capire, e di vedere, adesso possono rendersi conto che il bue dava del cornuto all'asino.

In oltre 9000 files (che andranno studiati in tutti i dettagli), emergono numerose novità. Gli hacker di stato americani sono in grado di usare tutti gli apparecchi di comunicazione in vendita al dettaglio nel pianeta, smart phones, tablets, computers, televisori di ultima generazione etc etc, all'insaputa dei loro proprietari. Possono leggere, sentire, vedere, tutto ciò che vi è contenuto. Possono seguire tutte le comunicazioni che ospitano e trasmettono. Vi è una parte di complicità dei produttori di tutti gli aggeggi di cui sopra. In particolare di Microsoft, Apple, Samsung e via elencando. Complicità che si aggrava per i giganti come Google, Yahoo, Facebook che aprono cordialmente le loro banche dati ai ficcanaso dello Stato imperiale, su richiesta e anche senza richiesta, su ordine o ricatto. Non è una novità assoluta, perché è dal tempo delle cosiddette "rivoluzioni colorate", arabe e non arabe, che le massime autorità americane convocano i social networks (tutti americani) per dare indicazioni sul miglior uso della loro potenza comunicativa e suggestiva.

Evil Rays

Cercasi hacker!

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© REUTERS/ Kacper Pempel/Files

Nell'epoca digitale la guerra corre sul web e lo spazio cibernetico è un vero campo di battaglia. L'intelligence, oggi più che mai, è al centro dell'attenzione. Le forze armate italiane sono alla ricerca di hacker e specialisti in sicurezza informatica. Cercasi hacker!


Dal 2018 in Italia funzionerà a pieno regime il Cioc, Comando interforze operazioni cibernetiche, inoltre nei piani della Difesa rientra un reclutamento straordinario di hacker e specialisti in cyber security. Si sente parlare sempre più spesso di guerra informatica, cyber attacchi, web spionaggio e hacker, ma che cosa sappiamo dell'intelligence? Ben poco.

Ebbene che cos'è l'intelligence e com'è cambiato questo strumento cruciale per la sicurezza nazionale nell'epoca della guerra informatica? Sputnik Italia ne ha parlato con Mario Caligiuri, direttore del Master in Intelligence all'Università della Calabria, il primo in Italia. Autore di svariati libri, fra cui "Intelligence e magistratura" edito da Rubbettino, "Cyber intelligence. Tra libertà e sicurezza" edito da Donzelli e "Intelligence economica e guerra dell'informazione" edito da Rubbettino scritto con Gagliano e Gaiser.

— Professore Caligiuri, come commenterebbe il piano di reclutamento straordinario di hacker nella Difesa italiana, ma anche una sempre maggiore attenzione alla sicurezza informatica?

— È necessario perché la dimensione dei conflitti non solo quelli militari, ma anche economici e culturali, avverrà sempre di più nella rete. È una dimensione che bisogna necessariamente affrontare.

— Qual è il ruolo dell'intelligence di fronte alle sfide di oggi?

Eye 1

Il vostro Samsung e il vostro iPhone vi sorvegliano... e se non vi comportate bene, la vostra auto vi ucciderà

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L'attacco contro la Smart TV Samsung è stato lanciato in collaborazione con i britannici MI5 e BTSS.

Si mette la TV bersaglio in una modalità 'falso-spento', cosicché il proprietario crede che la tv sia spenta quando in realtà è accesa. Nella modalità 'fake-off', la tv opera come un bug, registrando conversazioni in camera ed inviandole, via internet, ad un server segreto della CIA.

Nell'ottobre 2014, la CIA voleva anche infiltrare i sistemi di controllo dei moderni auto e camion. Lo scopo di tale controllo non è chiaro, ma permetterebbe di commettere omicidi praticamente non rilevabili.

Il ramo dispositivi mobili (MDB) della CIA ha fatto numerosi test per controllare smartphone da remoto. Si possono infatti infettare e riprogrammare telefonini, in modo che la CIA riceva geolocalizzazione, audio e sms degli utenti, così come si possono attivare di nascosto fotocamera e microfono.

Nonostante la quota minoritaria di iPhone nel mercato globale degli smartphone nel 2016 (14,5%), un'unità speciale alla MDB produce malware per infestare, controllare e raccogliere dati da iPhone e altri prodotti Apple, come iPad, che hanno iOS. L'arsenale della CIA comprende numerosi virus informatici, locali e remoti, sviluppati internamente, ottenuti da GCHQ (il britannico Quartier generale del governo per le comunicazioni), NSA ed FBI oppure acquistati da contractor di armi informatiche, come Baitshop. La grande attenzione posta su iOS può essere spiegata dalla popolarità di iPhone tra le élite.

Un'unità simile monitora Google Android, usato dalla maggior parte degli smartphone (~85%), tra i quali Samsung, HTC e Sony. 1,15 miliardi di telefoni Android sono stati venduti l'anno scorso. "Year Zero" mostra come dal 2016 la CIA aveva "manomesso" 24 Android.

Queste tecnologie permettono ai servizi segreti americani di aggirare la cifratura di WhatsApp, Signal, Telegram, Wiebo, Confide e Cloackman, hackerando gli smartphone sui quali sono installati e raccogliendo audio e messaggi prima che la crittografia intervenga.

Pepe Escobar

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Fake news, M5S all'attacco: liberticida il ddl per vietarle

Beppe Grillo
Il disegno di legge sulle fake news presentato dalla senatrice Gambaro del Pd al Senato è «liberticida», e anche contrario alla Costituzione: è il messaggio che emerge da un incontro contro il testo presentato a palazzo Madama sulla prevenzione della manipolazione delle notizie organizzato dalla senatrice Paola De Pin del movimento Riscossa Italia, con la collaborazione di Pandora Tv e WAC (Web Activists Community).

«Noi - spiega De Pin - siamo dalla parte opposta rispetto a quel disegno di legge. Noi siamo contro le gabbie imposte da un disegno di legge di maggioranza che è liberticida e che impedisce a tutti di avere diritto di parola. Durissimo il giudizio sul ddl Gambaro di Paolo Maddalena, ex giudice costituzionale: lo definisce »una reazione del neoliberismo nel nome della menzogna, da sempre alla base del potere finanziario«.

Secondo l'ex membro della Consulta »il testo contiene errori di grammatica giuridica, ma soprattutto è incostituzionale perchè prevede la censura, vietata dalla nostra Costituzione. Una legge che rende impossibile il giudizio al giudice e uccide il pluralismo culturale«: sarebbero infatti violati gli articoli 21, 2, 3, 97 e 101 della Costituzione.

Document

Il Meglio del Web: Il dispositivo Clinton per screditare Donald Trump

Hillary Clinton George Soros
Clinton & Soros dietro la campagna contro Trump
Questo articolo è un avvertimento: nel novembre 2016, un vasto sistema di agitazione e di propaganda è stato messo in campo al fine di distruggere la reputazione e l'autorità del presidente Donald Trump, non appena sarebbe arrivato alla Casa Bianca. È la prima volta che una tale campagna è scientificamente organizzata contro un Presidente degli Stati Uniti, e con tale dovizia di mezzi. Sì, stiamo davvero entrando in una era di post-verità, ma i ruoli non sono quelli che vi aspettereste.

La campagna condotta contro il nuovo presidente degli Stati Uniti dagli stessi sponsor di Barack Obama, Hillary Clinton e della distruzione del Medio Oriente allargato è in corso. Dopo la marcia delle donne del 22 gennaio, è previsto che si tenga una marcia per la scienza non solo negli Stati Uniti, ma anche in tutto il mondo occidentale, il 22 aprile. L'obiettivo è dimostrare che Donald Trump non è solo un misogino, ma anche un oscurantista.

Il fatto che egli sia l'ex-organizzatore del concorso di Miss Universo, e che sia sposato con una modella al suo terzo matrimonio è sufficiente a quanto pare a dimostrare che disprezza le donne. Il fatto che il Presidente contesti il ruolo svolto da Barack Obama nella creazione della Borsa Climatica di Chicago (ben prima della sua presidenza) e che respinga l'idea che le perturbazioni climatiche siano causate dal rilascio di carbonio nell'atmosfera attestano il fatto che non capisce nulla di scienza.

Per convincere l'opinione pubblica statunitense della follia del Presidente - un uomo che dice di desiderare la pace con i suoi nemici, e di voler collaborare con loro per la prosperità economica universale - uno dei più grandi specialisti di agit-prop (agitazione e propaganda), David Brock, ha messo in campo un dispositivo impressionante già prima dell'investitura di Trump.

Better Earth

Palmira torna ad Assad

Palmyra Syria
A distanza di quasi un anno dalla prima riconquista ed a tre mesi dal nuovo ingresso dell'Isis, l'esercito siriano rivede le colonne romane dell'antica cittadella di Palmyra, perla del deserto sfregiata dalla furia dei miliziani jihadisti i quali però adesso appaiono in grave difficoltà e, dopo l'uscita quasi definitiva in Iraq da Mosul, adesso perde anche il piccolo ma storico e simbolico centro siriano. L'evoluzione della situazione a Palmyra, si è avuta nella giornata di lunedì, quando l'esercito ha sfondato il fronte ad est della base militare di Tyas, lungo la strada che collega Homs con le remote zone del deserto ad est della città e quindi anche verso la stessa Palmyra. Da quel giorno, i mezzi siriani avanzano di diversi chilometri e mercoledì pomeriggio hanno raggiunto il cosiddetto 'triangolo di Palmyra', ossia uno degli snodi principali alle porte della città da cui si snodano tre direttrici viarie verso altrettante zone orientali della Siria.

Isis in fuga dal deserto siriano

Potrebbe anche essere considerata una mossa a sorpresa quella dell'esercito siriano, il quale ha abbandonato Palmyra nello scorso mese di dicembre dopo i ripetuti attacchi dei jihadisti, efficaci perché il territorio governativo di fatto era un vero e proprio corridoio nel deserto circondato dall'Isis e molto difficile da difendere. Ecco perché in tanti, specie tra gli analisti militari, credevano poco plausibile una nuova offensiva su Palmyra nel breve volgere di pochi mesi; è vero pure però che, rispetto a dicembre, vi sono diversi elementi nuovi sul piatto: in primis, l'esercito siriano ha più uomini e mezzi a disposizione, visto che a gennaio ha completato la riconquista di Aleppo e può quindi distribuire le risorse su altri fronti caldi del paese; in secondo luogo, gli uomini di Assad hanno messo al sicuro l'importante base militare di Tyas e della strada che conduce verso sud a Qaryatayn ed hanno, inoltre, attaccato e conquistato non poche alture alle porte di Palmyra e nelle regioni petrolifere ad est di Homs.

Bad Guys

Guerra del Deep State? I funzionari russi continuano a morire inaspettatamente

Vitaly Churkin
Ambbasciatore russoall'ONU deceduto al'improvviso
Sei diplomatici russi sono morti negli ultimi 60 giorni. Come osserva Axios, tutti tranne uno sono deceduti in terra straniera. Alcuni sono stati uccisi, le altre cause sono sconosciute. Si noti che alcuni decessi sono stati etichettati come "attacchi di cuore" o "malattie fulminee".

1. Probabilmente ricorderete l'ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov - assassinato da un agente di polizia in una mostra fotografica ad Ankara il 19 dicembre.

2. Lo stesso giorno, un altro diplomatico, Peter Polshikov, è stato ucciso nel suo appartamento di Mosca. La pistola è stata trovata sotto il lavandino del bagno, ma le circostanze della morte erano sotto inchiesta. Polshikov era una figura di alto livello nel reparto America Latina del Ministero degli Esteri.

3. L'ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin (nella foto), è morto a New York la scorsa settimana. Churkin è stato portato in ospedale dal suo ufficio della sezione russa alle Nazioni Unite. I primi rapporti hanno detto che ha subito un attacco di cuore e che il medico legale ne sta indagando la morte, secondo la CBS.

4. L'ambasciatore russo in India, Alexander Kadakin, è morto dopo una "improvvisa malattia" il 27 gennaio, della quale The Hindu ha detto che soffriva da qualche settimana.

5. Il console russo ad Atene, Andrei Malanin, è stato trovato morto nel suo appartamento il 9 gennaio. Un funzionario della polizia greca ha detto che non vi era "nessuna prova di effrazione". Inoltre, Malanin viveva in una strada fortemente protetta. La causa della morte doveva essere ulteriormente indagata, secondo un resoconto di AFP. Malanin aveva operato durante il periodo di allentamento delle relazioni tra Grecia e Russia, quando la Grecia è stata sempre più criticata dalla UE e dalla NATO.

6. L'ex capo del KGB Oleg Erovinkin, sospettato di aver aiutato la stesura del dossier Trump, è stato trovato morto nel retro della sua auto il 26 dicembre, secondo il Telegraph. Erovinkin è stato anche un aiutante dell'ex vice primo ministro Igor Sechin, che ora dirige la Rosneft, compagnia petrolifera controllata dallo stato.

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Il Meglio del Web: Le iene a Hebron, Terribilmente falso, eppure sembra vero!

le iene buggiarde

C'è una realtà tra le tante, in Palestina, che può a buon titolo essere definita il quadro esemplare e inequivocabile dell'illegalità israeliana, dell'apartheid verso i palestinesi - per di più in casa loro - della prepotenza, dell'arroganza e della violenza quotidiana esercitata su 200.000 cittadini autoctoni da parte di 700 coloni protetti ? e sostenuti? da circa 2.000 militari ben armati.


Questo posto si chiama Al Khalil, meglio conosciuto in occidente col nome di Hebron.

Chiunque ne conosca la storia - ma purtroppo sono pochi - e chiunque conoscendone la storia si trovi a visitare questa città, non può che chiedersi come sia possibile che una tale situazione, creata dallo stato di Israele, consenta al mondo di definire Israele un paese democratico.

Forse la risposta a questa domanda la si trova nella narrazione manipolatoria e nella scelta dello stile narrativo, cose in cui Israele è realmente maestro, o forse nell'ignoranza - reale o studiata - che copre la vera realtà che vivono i palestinesi di Al Khalil. Tutti, ma in particolare quelli della città vecchia, cioè quelli che hanno visto alcune loro abitazioni prese d'assalto dai coloni che, armati e assistiti dai soldati israeliani, si sono insediati con la violenza in abitazioni palestinesi rivendicando un titolo di proprietà di natura divina che farebbe ridere se fosse recitato a teatro ma che, nel caso specifico, è solo foriero di odio che chiama altro odio e di violenza capillare e quotidiana che chiama altra violenza che periodicamente esplode.

Ogni tanto capita di leggere o di vedere in Tv qualche servizio di cosiddetto approfondimento della realtà palestinese, normalmente definita "conflitto arabo-israeliano" in modo tale che, in buona o malafede che sia, già il titolo porta vagamente fuoristrada perché il termine conflitto dà idea di qualcosa sostanzialmente alla pari e non mette in luce che, invece, c'è un occupante, aggressore e rapinatore di terre e di diritti ed un aggredito, privato di beni e di diritti e sottoposto a vessazioni quotidiane nell'ambito della più ampia delle vessazioni collettive possibili e cioè l'occupazione militare dell'intera regione, nonché l'assedio di una parte della Palestina: la Striscia di Gaza.

Quindi, leggere o vedere servizi mediatici che impostano su una premessa sbagliata la loro osservazione, talvolta definita pomposamente "analisi", fa capire come mai una situazione come quella di Hebron-Al Khalil non venga conosciuta per quel che è o, addirittura, fornisca ad Israele la possibilità di porsi nel ruolo di vittima pur essendo a tutti gli effetti carnefice.

Un servizio alla Tv italiana del 19 febbraio dal titolo "Come vivono insieme ebrei e musulmani" fornisce un bell'esempio di quanto appena affermato. Il giornalista è Marco Maisano, giovane talento che parla arabo e che sembra voler dare una lettura obiettiva della situazione di Hebron. Ma Maisano salta completamente alcune pietre miliari.

Bad Guys

L'elite di potere negli USA muove per uno scontro con la Russia

vlad vs neovampires
Nonostante gli atteggiamenti distensivi verso Mosca che erano propri della primissima fase della Presidenza Trump, tutti i segnali indicano che il clima è cambiato e che il gruppo di potere di Washington, dominato dai neocons, sta sospingendo la macchina militare statunitense (e della NATO) verso uno scontro con la Russia. I tentativi di trattare una pace in Siria ed in Ucraina hanno cozzato contro il muro dell'intransigenza e questi hanno ceduto il posto alla abituale retorica di guerra pompata dai vari personaggi del nuovo establishment USA.

Il primo sentore si era avuto dalla signora Nikki Haley, nuova rappresentante presso l'ONU, che all'inizio del mese aveva ribadito la condanna per "le aggressive azioni russe in Crimea", ignorando totalmente gli attacchi a sorpresa effettuati dalle forze ucraine pochi giorni prima sulla provincia del Donbass contro le zone residenziali (con 12 morti fra i civili e decine di feriti), come segnalato anche dagli osservatori dell'OCSE.

Il suo discorso di accuse pretestuose si è concluso con la consueta affermazione della "Russia che deve restituire la Crimea all'Ucraina" come se i due milioni di cittadini della Cimea che hanno optato per l'integrazione fossero dei fantasmi senza importanza nel gioco della diplomazia occidentale.

Risulta evidente che Washington ed i suoi alleati (Israele ed Arabia Saudita in testa) hanno fatto di tutto per sabotare gli accordi di pace in Siria e per agevolare la ripresa dei combattimenti in Ucraina contro i separatisti del Donbass e che questo può essere il riflesso della lotta interna e della spaccatura che si è prodotta nell'ambito dell'establishment di Washington dove, secondo tutti gli osservatori, in questo momento stanno avendo la meglio la fazione neo cons che ha ostacolato Trump e che ha messo il presidente sotto ricatto.

La fazione neocons, di cui fanno parte personaggi come i senatori repubblicani McCain e Lindsey Graham, i quali sembrano agire come un Governo ombra, viaggiando nelle aree di crisi (dall'Ucraina alla Siria) prendendo accordi promettendo aiuti e fornendo assicurazioni al governo di Poroshenko e sospingendo verso azioni più risolute contro la Russia ed i suoi alleati.

In questo momento gli esponenti dell'enturage di Trump sembra che abbiano timore persino di farsi fotografare mentre dialogano con i diplomatici russi per non essere accusati di doppio gioco o di " tradimento". Lo stesso Rex Tillerson, il nuovo segretario di Stato, quando ha avuto il suo primo incontro con il ministro degli esteri russo, Seghei Lavrov, ha voluto riunirsi a porte chiuse mettendo fuori i rappresentanti dei media.