Figli della SocietàS


Sherlock

Con il nuovo lavoro di M.Moore "Where to invade Next", il "Re" è di nuovo nudo

michael moore
© Wikimedia Commons/ Nicolas Genin

Michael Moore è tornato e farà discutere per il suo nuovo lavoro "Where to invade Next" in cui demolisce l' "American Dream" mostrando come gli Usa pensino di vivere nel paradiso e invece abbiano molto, ma molto, da invidiare alla vecchia Europa. Ma la propaganda spesso riesce a essere più efficace della realtà e sono milioni i giovani europei che continuano a "sognare" l'America...


Diciamocelo pure, gli italiani di solito tendono a vedere negli Stati Uniti un modello, e questo avviene a seguito di decenni di propaganda Made in Usa risalenti già alla Guerra Fredda in cui tramite Hollywood e non solo il "modello americano" si è imposto in tutta Europa. Il sogno americano è diventato parte della cultura europea ma è stato largamente indotto, e infatti scavando sotto la coltre di propaganda emerge una verità scomoda che ci mostra come forse noi poveri e vecchi europei siamo molto più fortunati degli americani medi. Michael Moore in questo senso è uno dei registi più attenti alle tematiche sociali e che si propone di sfatare i miti della propaganda mostrando il vero volto degli Stati Uniti, un volto che spesso in molti non vogliono vedere. Del resto avevamo già imparato a conoscere Moore con il suo film da Oscar Bowling a Columbine, ma questa volta ha deciso di stupire tutti con il suo nuovo lavoro: "Where to invade Next", un film che tutti i fan dell' American Way of Life dovrebbero vedere per imparare magari a valorizzare meglio ciò che la "Italietta da Terzo Mondo" offre loro.

Where to invade Next è un film duro con cui Moore si chiede che cosa manchi agli Stati Uniti e che cosa possano prendere da altri paesi per migliorare. Il titolo è ovviamente allusivo e provocatorio e fa riferimento al fatto che i contribuenti americani debbano ogni anno versare circa il 60% di tasse all'esercito, non proprio bruscolini e soprattutto non proprio un esempio virtuoso. Moore nel corso del film compie un viaggio in Europa visitando Italia, Francia, Portogallo, Svezia, Norvegia, Islanda, Finlandia, Slovenia e Germania. Un viaggio nel cuore del'Europa e poi anche in Tunisia per scoprire che evidentemente gli americani hanno molto da apprendere e imparare e non poi così tanto da insegnare. Ad esempio in Italia Moore invidia il diritto al lavoro, con tutta una serie di diritti come le ferie retribuite, la maternità pagata, più vacanze, che noi italiani ormai siamo abituati a dare per scontato ma che in America non lo sono affatto, al punto che Moore arriva persino a invidiare il nostro sistema tanto vituperato. In Francia Moore ad esempio mostra il funzionamento delle mense scolastiche, e persino in Tunisia mostra come gli americani abbiano qualcosa da imparare. Insomma un documentario-film in perfetto stile Moore che mostra ancora una volta come sotto la patina di propaganda a stelle e strisce si nasconda in realtà un paese che ha molto da imparare e che non ha diritti che altrove sono considerati normali. Uno schiaffo fragoroso in pieno volto a quei radical chic che continuano ad atteggiarsi all'americana magari proponendo gli Usa come modello e smantellando quei diritti e quelle tutele che ancora ci permettono, dopotutto, di ritenerci fortunati. Ancora per poco certo, ma allora bisognerebbe chiedersi cosa ha determinato tutte quelle cose positive, siete sicuri che sia stato il capitalismo?

Gold Seal

Palmira: la Russia mostra di essere un faro di civiltà

concerto palmira

Chi ha messo gli scarponi sul campo e bagnato la terra col proprio sangue ha il diritto di ascoltare la musica, ed in ogni caso non è questo il tema. Il tema è che la tanto demonizzata Russia di Putin ha salvato Palmira dalla furia iconoclasta di coloro che volevano farle fare la fine dei Buddha, distrutti dai Talebani, o per evocare un esempio citato recentemente nel blog, la fine delle croci armene in territorio azero. Un concerto di musica classica per onorare gli eroi e la memoria delle vittime della liberazione di Palmira.
Un omaggio alla cultura ed un inno alla vita, da cui noi Italiani, essendo l'Anfiteatro di Palmira un esempio di architettura che un tempo fu nostra, dobbiamo solo prendere esempio e ringraziare.

É davvero incredibile che mentre a casa nostra stiamo facendo di tutto per distruggere la nostra identità, la nostra storia, aggredendo i monumenti ed il paesaggio con il cemento e con un'orrenda architettura, con il piano criminale di sostituzione etnica, siano gli altri a salvare le basi dei nostri valori e le testimonianze della nostra cultura. Le parole del Maestro Valery Gergiev sono uno schiaffo per tutti i pavidi che non hanno il coraggio di esprimersi, quelli che di fronte al nostro sfascio e al martirio di tanti innocenti girano la testa dall'altra parte.

Il minimo che possiamo fare è goderci questo spettacolo, in silenzio, per dare un senso al sacrificio di tutti quelli che sono morti per ridare alla civiltà questo spettacolo di architettura, ma soprattutto il prevalere della Civiltà contro le Forze del Male.

Il Presidente Siriano ha paragonato questa vittoria a quella di Stalingrado, ma io preferisco paragonarlo alla fine dell'assedio di Leningrado, e quindi questo concerto di oggi andrà alla storia come quello di Shostakovich Simfonia nr 7, che dedico a coloro che vogliono vivere nell'area della consapevolezza storica e morale; per gli altri c'è la rassicurante ignoranza, che però non li salverà dal loro destino di carne da macello della Storia.



Originariamente pubblicato sul sito:
Rischio Calcolato

Attention

Germania, uomo accoltella passeggeri in stazione Monaco

metro monaco di baviera
© AP Photo/ Matthias Schrader

Al grido di "Allah Akbar" un uomo ha attaccato i passanti alla periferia di Monaco di Baviera: un morto e tre feriti.


Un uomo, identificato come Paul H., originario della città di Hessen, ha attaccato con un coltello i passeggeri in una stazione ferroviaria nella provincia di Monaco di Baviera: cinque persone, stando a quanto riferito dall'agenzia Reuters, sono rimaste gravemente ferite. Secondo altre fonti, confermate poche ore dopo dal ministero degli Interni di Berlino, uno dei feriti, un 53enne cittadino tedesco, è morto in ospedale. Se venissero confermate le ipotesi di aggressione a sfondo fondamentalista, si tratterebbe della prima vittima tedesca in Germania per attacchi di questo tipo.

La polizia bavarese ha comunicato che l'aggressione si è verificata oggi verso le 5 del mattino dell'orario locale. Stando a quanto riferito da Associated Press, l'aggressore è un 27enne tedesco con disturbi mentali, senza precedenti penali e con un passato di tossicodipendenza, arrestato dalla polizia nel corso dell'attacco alla stazione ferroviaria di Grafing, alla periferia est di Monaco di Baviera.

Una radio locale ha riportato la testimonianza di diversi testimoni, che avrebbero udito l'aggressore gridare "Allah Akbar" (Dio è grande in lingua araba).
"Non sappiamo ancora se si tratta di un estremista religioso — ha detto il rappresentante ufficiale della Procura Generale di Monaco di Baviera — tuttavia in base alle testimonianze e prove raccolte al momento dell'aggressione l'uomo ha effettivamente gridato Allah Akbar".

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Fire

Incendi boschivi, canadesi indignati per l'indifferenza del governo ad offerta di aiuto da parte della Russia

incendi boschivi canada
© REUTERS/ Terry Reith

Nei social network i canadesi si lamentano dell'indifferenza delle autorità che non hanno risposto all'offerta di aiuto della Russia per spegnere gli incendi boschivi che imperversano nella provincia di Alberta.
"La Russia ha proposto aiuti su larga scala per spegnere i roghi di Alberta. Il governo canadese li ha ignorati," — ha scritto su Twitter l'utente Kim.
"La Russia ha offerto ai suoi aerei-cisterna per lottare contro il rogo a Fort McMurray. Il governo non ha risposto. Imperdonabile," — fa eco l'utente Northonsixty.
"La Russia ha offerto assistenza al Canada per spegnere gli incendi. Finora nessuna risposta. E' chiaro che alcuni canadesi preferirebbero bruciare," — twitta oltraggiato Varyagi.
Gli incendi boschivi imperversano già da una settimana nella provincia di Alberta. Ora le fiamme sono estese su una superficie di più di 200mila ettari. Più di 100mila persone sono state evacuate da Fort McMurray. Per combattere il fuoco lavorano 15 elicotteri, 14 aerei e 500 vigili del fuoco. Secondo le prime stime delle autorità, sono già rimaste bruciate circa 1.600 case.

Che Guevara

Società civile italiana dice no al trattato di libero scambio USA-Ue

Stop TTIP
© REUTERS/ Kai Pfaffenbach

Sabato scorso a Roma si è svolta la grande manifestazione contro il Trattato transatlantico per la liberalizzazione degli scambi e gli investimenti fra Usa e Europa.


La manifestazione è stata indetta da Cgil, Fiom, Greenpeace, Movimenti Acqua, Legambiente e altri comitati contrari all'approvazione del trattato. Secondo gli organizzatori, 40 mila persone da tutte le regioni italiane sono scese in piazza a Roma per dire Stop Ttip e per chiedere al governo italiano di aprire un dibattito pubblico sui tutti gli aspetti critici dei negoziati.

Alberto Zoratti, Presidente dell'Ong Fairwatch, uno degli organizzatori della manifestazione ha parlato a Sputnik Italia dei motivi che hanno spinto miglia di persone di esprimersi contro questo accordo contraddittorio.

— Abbiamo deciso di scendere in piazza perché crediamo che sia venuto il momento per la società civile di prendere parola su un trattato di liberalizzazione che è stato troppo tenuto nascosto dai governi e della Commissione Europea e che avrà i pesantissimi impatti dal punto di vista sociale e ambientale.

— La Commissione Europea dice che il TTIP dovrebbe far crescere l'economia europea di 120 miliardi di euro, porterà alla crescita del PIL totale europeo e del reddito pro capitale, all'espansione del mercato del lavoro. Perché voi siete invece cosi scettici e sostenete che gli effetti dell'accordo, che interessa quasi un miliardo di persone nell'Unione Europea e negli USA, saranno esclusivamente negativi?

— Questa è la classica retorica della Commissione Europea. Se andiamo a leggere solo le stesse stime dell'impatto che questa istituzione ha commissionato, in questo momento il PIL sarebbe in realtà del 0,48 per cento dal 2017 e sarebbe anche medio. Il fatto che sia medio vuol dire che questo trattato avrà comunque dei "vincitori" e dei "vinti". Quello che noi cerchiamo di fare è dare voce ai "vinti" o comunque ai quelli che potrebbero subire gli effetti di questo accordo. Per esempio, ci sarebbe perdita per gli scambi commerciali intereuropei a favore di quelli transatlantici. Inoltre le piccole e medie imprese sarebbero le prime vittime sacrificale insieme ai lavoratori.

— L'Italia è un è paese che non produce quantità ma qualità. Questo accordo può danneggiare anche il famoso marchio "Made in Italy"?

Roses

In Italia hanno onorato la memoria dei soldati russi

soldati russi
© Sputnik. Host photo agency / Kirill Kuxmar'
Quest'anno l'iniziativa internazionale "Bessmertny Polk" (il "Reggimento degli Immortali") per la prima volta si è svolta in Italia.

La manifestazione è stata organizzata con l'ausilio del Centro di scienza e cultura russa a Roma. Per onorare la memoria dei soldati caduti nella Grande Guerra Patriotica (1941- 1945) i loro parenti che vivono in Italia hanno portato le fotografie dei loro nonni e padri alla scuola russa "Nikolai Gogol" di Roma.

Natalia Pereslavtseva, Coordinatore di "Bessmertny Polk" a Roma, Presidente del Centro Internazionale Culturale "Sodruzhestvo", Direttore della Scuola Russa "Nikolaj Gogol" di Roma ha parlato a Sputnik Italia dell'importanza di questa iniziativa:
Nella colonna del reggimento, a quell'epoca, sono stati portati quasi 2.000 ritratti di veterani ed alla parata hanno partecipato più di 6.000 cittadini di Tomsk. I promotori di questa manifestazione sono stati i giornalisti del gruppo di mass media di Tomsk con il sostegno degli abitanti della città. Lo scopo principale del "Reggimento Immortale" consiste nel conservare la memoria personale della generazione che ha vissuto la guerra, che per i cittadini della Russia ed anche per i cittadini dell'Unione Sovietica si chiama la Grande Guerra Patriottica e nello stesso modo Seconda Guerra Mondiale.

La tragedia di questa guerra, purtroppo, si cancella nella memoria delle generazioni, in Europa qualche volta non tutti sanno chi combatteva contro chi e per che cosa combatteva. La nostra vittoria sulla Germania nazista è stata ottenuta pagando un prezzo molto alto. Più di 28 milioni di morti e questa cifra non è nemmeno esatta. In Russia si dice: "finché l'ultimo dei soldati non è stato trovato o sepolto, la guerra non è finita". Ancora oggi le squadre di ricerca conducono un lavoro molto attivo nei campi di battaglia, recuperano dai fondali marini gli aeroplani abbattuti, vengono identificati i nomi dei morti ed alle famiglie viene restituita la giustizia storica ed il diritto di sapere come sono morti i loro cari: padre o nonno.

Questa attività è sempre attiva tutto l'anno, si cercano i nomi dei combattenti che sono ancora dispersi, vengono definiti i particolari della eroica cronaca militare sul territorio dell'Europa nei periodi di liberazione di Polonia, Ungheria, Austria e la presa di Berlino.

Vorrei raccontarvi una storia che è accaduta l'anno scorso nella nostra Scuola Russa "Nikolaj Gogol".

Uno dei miei allievi delle classi superiori è stato assente alla lezione di storia precedente ed alla mia domanda sul perché di questa assenza ha risposto che è andato in gita a Berlino con la scuola italiana. Mi sono rallegrata in quanto l'anno scorso era il 70° anniversario della Vittoria e così ho iniziato a chiedere particolari sul Reichstag, ecc. Il ragazzo non ha capito subito perché ero così interessata in quanto per le strade di Berlino non gli hanno spiegato della gloriosa liberazione della città da parte delle truppe sovietiche, gli parlavano di continuo della missione americana di liberazione. Allora gli ho fatto la seguente domanda: "avete visto bene il Reichstag, cerca di ricordare i particolari, con quali caratteri sono state incise le scritte sulle rovine e sulle colonne? In cirillico?" Meraviglia, il viaggiatore ha aperto gli occhi, ricostruendo nella mente il quadro, in effetti ha detto che ha visto le scritte in cirillico ma nessuno ha fatto caso a questo e perché sono là. E' un paradosso! Hanno iniziato a rettificare, distorcere, manipolare la storia. Ed a noi non rimane altro che dimostrare al mondo i volti dei milioni di nostri concittadini che hanno dato la loro vita per la pace in tutto il mondo.

Brick Wall

Scontri al Brennero, guerriglia al confine: cinque manifestanti arrestati

Brennero Italia Austria scontri guerriglia
© Askanews.it
Scontri al Brennero tra la polizia e i manifestanti arrivati per il corteo organizzato dai "No Borders", sotto lo slogan "Distruggiamo le barriere", contro la chiusura del valico per fermare i migranti. I manifestanti hanno bloccato i treni alla stazione di Brennero - si è dovuto fermare anche l'Orient Express - poi l'autostrada e la statale, prima di essere dispersi. Hanno lanciato sassi e fumogeni, mentre le forze dell'ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti.

Il bilancio alla fine conta in totale 14 fermati tra i manifestanti, di cui cinque sono stati poi arrestati. I cinque arrestati sono italiani, tre uomini e due donne. Tra i fermati due donne austriache e un uomo tedesco. I reati di cui sono accusati i 14, a vario titolo, sono resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, uso e porto di armi improprie.

Tra gli oggetti sequestrati dagli agenti della questura di Bolzano numerose armi improprie, fionde, sassi, bastoni e persino il manico di un'ascia. I feriti sono 17 tra le forze dell'ordine: 14 agenti, di cui 13 del reparto mobile e uno della questura di Bolzano, e tre carabinieri. Feriti anche due manifestanti.

Birthday Cake

Khan conquista Londra: è il primo sindaco musulmano

Sadiq Khan Londra Sindaco
Sadiq Khan
Sadiq Khan è il primo sindaco musulmano nella storia di Londra. Il 45enne, figlio di immigrati pachistani, è in testa con 9 punti di scarto (44,2% a 35) sul rivale conservatore Zac Goldsmith, alla fine dello scrutinio delle cosiddette 'prime preferenze' del voto per scegliere il primo cittadino.

Secondo Sky News, gli ultimi conteggi mettono definitivamente fuori gioco il conservatore Zac Goldsmith, tanto che il Labour ha appena rivendicato il successo con un tweet del leader Jeremy Corbyn che si congratula con Khan: "Non vedo l'ora di collaborare con Sadiq Khan per creare una Londra più giusta per tutti", scrive Corbyn, su Twitter. Ma le congratulazioni al neo sindaco stanno arrivando da tutto il mondo. Fra i primissimi, il primo cittadino italo-americano di New York, il democratico Bill de Blasio, che si augura di lavorare presto col suo nuovo collega laburista.

Secondo il sistema britannico in vigore nella capitale, si passa ora allo spoglio delle seconde preferenze (ogni elettore esprime un primo e un secondo candidato preferito) per ufficializzare il vincitore. Il conteggio terminerà non prima di questa sera.

Light Saber

Donna nera si oppone da sola alla marcia di 300 neonazisti. La foto diventa virale

Tess Asplund Svezia anti nazi
Tess Asplund è appena diventata la nuova eroina della lotta al neonazismo, grazie ad una fotografia che ha fatto il giro del mondo. La ragazza si è opposta, da sola, alla marcia di 300 neonazisti in Svezia.

Tess Asplund è la nuova icona della lotta al neonazismo, grazie al suo indomito coraggio e ad un'opportuna fotografia scattata con encomiabile tempismo, che ha immediatamente fatto il giro del mondo grazie ai social network. I fatti risalgono a domenica scorsa (1 maggio, nda), quando un gruppo di neonazisti aveva organizzato una marcia di protesta a Stoccolma, in Svezia.

Gli estremisti, raggruppati in un contingente di 300 militanti, erano scesi in piazza a Borlange, un quartiere localizzato nella zona a Nord-Ovest della capitale svedese. L'occasione era la giornata internazionale dei lavoratori, ed i neonazisti stavano marciando pressoché indisturbati, tra due ali di folla inerti.

Ma all'improvviso, qualcuno si è frapposto tra loro e la strada: una donna di 42 anni, di chiare origini africane. Ed in silenzio ha iniziato a marciare loro incontro, tenendo ben alto il pugno chiuso in segno di protesta. La donna in questione è Tess Asplund, ed è stata l'unica ad avere il coraggio di contrapporsi - pacificamente - ai trecento uomini del Nordiska motstandsroelsen, il Movimento di resistenza nordica.

Arrow Down

L'Italia fotografata da Reporters sans frontières: 77esimo posto nel mondo per la libertà di stampa

libertà di stampa classifica
C'è poco da festeggiare, l'Italia osservando la classifica di Reporters sans frontières (Rsf), termometro della libertà di stampa nel mondo. Il nostro Paese infatti continua a perdere posizioni per attestarsi al 77esimo posto. Uno scivolone che pesa, considerando che peggio di noi fra i Paesi dell'Unione Europea solo Cipro, Grecia e Bulgaria. Ma come si è arrivati ad un risultato così poco lusinghiero? La Ong con sede a Parigi fa riferimento al fatto che "a maggio 2015 il quotidiano La Repubblica ha riportato che fra 30 e 50 giornalisti sono sotto protezione di polizia perché sono stati minacciati".

L'Rsf fa riferimento anche al Vaticano dove "è il sistema giudiziario che attacca i media". I casi Fittipaldi e Nuzzi non sono passati inosservati e non sorprende, "due giornalisti rischiano otto anni di carcere per la pubblicazione di libri che rilevano il malaffare della Santa Sede", si legge nel rapporto. In posizioni nettamente migliori Paesi come Botswana e il Burkina Faso, rispettivamente 43esimo e 42esimo nella classifica.

Il segretario generale di Rfs Christopher Deloirell commenta così:
"Sfortunatamente è chiaro che molti dei leader mondiali stanno sviluppando una forma di paranoia nel legittimare il giornalismo". "Il livello di violenza contro i giornalisti (comprese intimidazioni verbali e fisiche, e minacce di morte) è allarmante. La graduatoria, sottolinea ancora l'agenzia francese rivela "l'intensità degli attacchi di Stati, ideologie e interessi privati contro l'indipendenza del giornalismo".
Le posizioni più alte sono occupate da Finlandia, che detiene il primo posto dal 2010, seguita da Olanda, Norvegia, Danimarca e Nuova Zelanda. Un notevole passo in avanti è stato compiuto dalla Svizzera che in un solo anno dalla 20esima posizione è passata alla settima. Importanti avanzamenti anche per la Tunisia e per l'Ucraina. Peggiora invece la situazione in Polonia e in Tagikistan dove si registrano derive autoritarie. Gli ultimi posti della classifica, che ha visto 180 Paesi censiti, sono occupati dal Turkmenistan e Corea del Nord, mentre la maglia nera va all'Eritrea.