Brennero Italia Austria scontri guerriglia
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Scontri al Brennero tra la polizia e i manifestanti arrivati per il corteo organizzato dai "No Borders", sotto lo slogan "Distruggiamo le barriere", contro la chiusura del valico per fermare i migranti. I manifestanti hanno bloccato i treni alla stazione di Brennero - si è dovuto fermare anche l'Orient Express - poi l'autostrada e la statale, prima di essere dispersi. Hanno lanciato sassi e fumogeni, mentre le forze dell'ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti.

Il bilancio alla fine conta in totale 14 fermati tra i manifestanti, di cui cinque sono stati poi arrestati. I cinque arrestati sono italiani, tre uomini e due donne. Tra i fermati due donne austriache e un uomo tedesco. I reati di cui sono accusati i 14, a vario titolo, sono resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio, uso e porto di armi improprie.

Tra gli oggetti sequestrati dagli agenti della questura di Bolzano numerose armi improprie, fionde, sassi, bastoni e persino il manico di un'ascia. I feriti sono 17 tra le forze dell'ordine: 14 agenti, di cui 13 del reparto mobile e uno della questura di Bolzano, e tre carabinieri. Feriti anche due manifestanti.

Centinaia di manifestanti erano arrivati intorno alle 14.30 in treno verso il confine del Brennero, ma anche in auto autonomamente, da ogni parte di Europa, e come avevano annunciato, hanno cercato di "abbattere le frontiere". Un migliaio gli agenti schierati li aspettavano tra l'Austria e l'Italia sul confine. Per evitare incidenti, era stato permesso di portarsi di qualche metro oltre il confine di Stato, come atto simbolico. Vienna aveva fatto sapere che la reazione sarebbe stata pesante.

Ma gli scontri sono avvenuti prima, in territorio italiano, con la polizia italiana. Anche se Wolfgang Sobotka, ministro dell'interno di Vienna al congresso Svp di Merano, in provincia di Bolzano aveva appena annunciato: "C'è pieno sostegno dell'Austria per il piano Renzi", aggiungendo che al Brennero non ci sarà nessun muro e "il confine non verrà chiuso. Se l'Italia fa i suoi compiti non ci sarà neanche bisogno dei controlli. Non costruiremo muri, controlleremo, se Italia farà il suo dovere bene, altrimenti dovremo agire".

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