Maestri BurattinaiS


Bad Guys

Il Meglio del Web: La Guerra di Aleppo non è solo come ve la raccontano

Aleppo
© ReutersDue fratelli sopravvissuti a un bombardamento nella città di Aleppo.
La battaglia di Aleppo, con le stragi di questi giorni e gli anni terribili che le hanno precedute, ha segnato tra le altre cose il collasso del sistema informativo occidentale, ormai quasi incapace di distinguersi dalla propaganda di parte.

Tutto, nel racconto occidentale su Aleppo, sa di truffa e inganno. Dalla pubblicazione senza filtri né verifiche dei dati forniti dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, fondato e animato da un oppositore di Bashar al-Assad e mantenuto dal governo inglese, alla parola "assedio", usata senza risparmio per Aleppo ma solo negli ultimi mesi, e mai nei più di tre anni in cui la città era attaccata su tre lati da ribelli e jihadisti, arrivati anche a occupare il 60 per cento del territorio urbano.

Ma questi, se vogliamo, sono piccoli particolari. Il problema vero è il rifiuto di confrontarsi con una realtà che possiamo sintetizzare così: quanto è accaduto ad Aleppo in queste settimane non è per nulla eccezionale. Al contrario, è la norma della guerra contemporanea. Non ci credete? Allora cominciamo a guardarci intorno. Prendiamo Mosul, la grande città irachena che da due anni e mezzo è occupata dall'Isis.

A metà ottobre è partita (finalmente) l'offensiva per liberarla dai jihadisti. Grandi fanfare, toni trionfalistici, esultanza per i civili che "venivano liberati" dai quartieri prima sotto il controllo dei miliziani (mentre i civili di Aleppo, che escono dai quartieri dominati da al-Nusra, non sono liberati ma "fuggono"). Adesso, due mesi dopo, tutto è fermo e di liberare Mosul non si parla più. Non solo: l'offensiva di americani, curdi e iracheni è così ferma che l'Isis ha distaccato 4-5 mila combattenti dal fronte iracheno e li ha mandati a riprendere Palmira in Siria. Perché?

Crusader

Il Meglio del Web: Siria: Eva Bartlett smonta le fake news del mainstream su Aleppo

Eva Bartlett

La liberazione di Aleppo dai terroristi ha prodotto una vera e propria invasione di fake news con cui il circuito mainstream vuole intorbidire le acque per capovolgere le parti. I tagliole terroristi diventano i buoni che si difendono dalle atrocità del 'regime' di Damasco spalleggiato da Russia e Iran.


Per fortuna esistono voci libere come quella della giornalista indipendente canadese Eva Bartlett, che in occasione di una conferenza stampa organizzata dalla missione siriana presso le Nazioni Unite, ha avuto modo di smontare le principali menzogne sulla situazione in Siria, dopo che un cronista norvegese del periodico Aftenposten le aveva chiesto come fosse possibile che tutti i giornalisti mentissero.

Eva Bartlett ha precisato che «vi sono giornalisti onesti nei mezzi di comunicazione, ma nella zona est di Aleppo non opera alcuna organizzazione internazionale».


Evil Rays

Siria, la sporca guerra mediatica dell'Occidente

aleppo
© Sputnik. Timur Abdulaev

Aleppo è stata liberata, ma sulla città continuano a piovere come bombe le menzogne dei giornalisti occidentali, ai quali stanno molto più simpatici quegli angioletti dei "ribelli moderati" e terroristi vari piuttosto che Assad e Putin.
Continua così la sporca guerra mediatica dell'Occidente.

I terroristi alla fin fine sono brava gente, purché combattano contro Vladimir Putin e Bashar Assad. È questa l'impressione che si ha stando al mainstream italiano e alle reazioni dell'Occidente dopo la liberazione di Aleppo. La Tour Eiffel viene spenta in segno di lutto, perché evidentemente se una città in Siria viene liberata dai terroristi, allora è una brutta notizia. Il tutto ha raggiunto veramente un livello surreale.

 Sebastiano Caputo
© Foto: fornita da Sebastiano Caputo
Sebastiano Caputo a Palmira
Il problema principale di tutta la faccenda è che una guerra non può essere seguita da una scrivania a colpi di tweet, copia-incollando notizie di Al Jazeera o pubblicando articoli senza disporre di alcuna fonte attendibile. Vedere la realtà sul campo con i propri occhi, questo sarebbe un grosso passo avanti. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Sebastiano Caputo, reporter, tornato recentemente dalla Siria, autore del libro "Alle porte di Damasco".

— Sebastiano, sei stato più volte in Siria, anche recentemente. In quali zone sei stato esattamente?

— Sono stato in Siria come reporter in tre occasioni nel giro dell'ultimo anno. La prima volta fu a settembre 2015, andai principalmente a Damasco, Maaloula, le città limitrofe. La seconda volta andai ad aprile 2016, mi fermai più di 20 giorni, non mi fermai soltanto a Damasco, ma con lo zaino in spalla sono andato a Palmira, che era stata appena liberata, poi sono passato a Homs, a Tartus e soprattutto ad Aleppo. È stato un viaggio interminabile lungo una strada tesissima, dove ci sono postazioni di Al-nusra, di Daesh. È stato un viaggio infernale, ma ancor più infernale è stata la permanenza ad Aleppo, vivevo nel quartiere cristiano della parte Ovest. Ad aprile la città era ancora divisa in due, come Berlino tanti anni fa.

Commenta: Che dire, è semplicemente vergognoso, la campagna di diffamazione contro la Russia e Siria avviata dai media mainstream occidentali assoldati dalle elite dell'occidente ha raggiunto il massimo livello di assurdità.


USA

SOTT Focus: Il Presidente Trump rappresenta un campanello d'allarme, ma non per le ragioni che pensate

poverty
L'impero, ne vale la pena solo all'1%.
Il fatto che Donald Trump sia stato eletto presidente degli Stati Uniti è in gran parte irrilevante. Ciò che è invece importante, sono le condizioni che gli hanno permesso di essere eletto.

Cosa ha spinto gli americani a votare Trump o Hillary alle elezioni presidenziali di questa settimana? Se lo chiedete ai media mainstream o ai sostenitori di Hillary vi diranno che è probabilmente legato a questioni liberali e di giustizia sociale. Vi diranno inoltre che i sostenitori di Trump erano motivati principalmente dal razzismo, dal sessismo e dall'odio. In realtà, coloro che hanno votato per Trump erano altrettanto interessati ai temi dell'ingiustizia sociale. E' proprio questo il problema dietro a molti dei voti popolari di oggigiorno, e ironicamente, i sostenitori di Trump erano discutibilmente più interessati ai temi di giustizia sociale rispetto ai liberali che hanno votato Hillary, siccome la cosiddetta 'giustizia sociale' che ha spinto milioni di persone a votare Trump è ben diversa dalla 'giustizia sociale' che riguarda i sostenitori di Hillary.

Qui dobbiamo evidenziare una chiara distinzione tra la classe operaia americana, ovvero i 'rednecks', ed alcuni di quelli che si trovano in una posizione economica più agiata. La maggior parte dei sostenitori di Trump erano proprio i cosiddetti 'rednecks', e lo hanno votato perché hanno risentito dell'impatto negativo degli ultimi 8 anni di economia liberale e di politica estera del governo Obama che non è cambiata dai tempi 'conservatori' di Bush (vi chiederete come mai sia il caso e come funzioni - il presidente in realtà non ha il vero potere esecutivo). Queste politiche hanno coinciso con il crash finanziario del 2008 e i salvataggi delle banche che videro milioni di americani essere espropriati delle proprie case oltre alle tante perdite di lavoro nell'industria manifatturiera, entrambi i quali hanno avuto un effetto sproporzionatamente a danno dei poveri.

E' stato precisamente questa marginalizzazione dei più vulnerabili della società che quest'anno ha portato al voto del Brexit nel Regno Unito. La decisione degli inglesi di uscire dall'Unione Europea e il voto del popolo americano per Trump, non erano principalmente voti per il razzismo o la xenofobia, ma voti contro lo status quo neoliberale che ha portato ad un ulteriore abbassamento del tenore di vita dei poveri e ad un aumento di guerre e morte all'estero.

Evidenziando la natura bipartisan di questi voti di protesta, è il partito di sinistra ad essere stato respinto negli Stati Uniti, mentre nel Regno Unito il voto di protesta è avvenuto sotto il partito conservatore di destra. Sta di fatto che il cosiddetto paradigma politico di destra/sinistra delle democrazie occidentali non esiste più. E' stato invece rimpiazzato da un insieme di neoliberalismo e neoconservatorismo, due parole che descrivono ideologie che insieme definiscono il progetto per la globalizzazione transnazionale delle élite, e della dominazione delle risorse del pianeta da parte delle corporazioni e dei loro amici politici tramite la 'proiezione' del potere militare statunitense attraverso il mondo.

Brexit poor voted
Mentre i media mainstream, in gran parte sostenitori di Hillary in quanto candidata della classe dirigente, hanno passato gli ultimi 12 mesi a diffondere il messaggio che i sostenitori di Trump sono deplorevoli e che Trump stesso sia razzista, sessista, xenofobo, bugiardo e narcisista, questa grande bugia ha nascosto la verità sul fatto che la maggior parte dei suoi sostenitori erano spinti da un desiderio disperato di avere un lavoro migliore, un salario migliore, una migliore assistenza sanitaria (o qualsiasi assistenza sanitaria) ecc.; in altre parole, una vera giustizia sociale.

Mentre Trump veniva offerto ai marginalizzati e alle persone stufe delle guerre come l'unica alternativa di Hillary, quest'ultimi hanno preso l'offerta senza molti ripensamenti. In base ai sondaggi sull'elezione, sembra inoltre che non siano stati solo i poveri ad aver respinto Hillary e tutto quello che lei rappresenta, ma anche 54% dei degli uomini bianchi laureati che hanno votato per Trump. Suddividendo ulteriormente in base alla fascia di reddito, mentre il 52% di coloro che guadagnano meno di $50,000 all'anno ha votato per la Clinton e il 41% per Trump, del 64% dei votanti americani che guadagnano più di $50,000 all'anno, il 49% ha scelto Trump e il 47% la Clinton. Quindi, la principale motivazione in queste elezioni più che essere spinta da un "tutto fuorché Trump" è stata probabilmente più vicina ad un "tutto fuorché Hillary".

SOTT Logo S

SOTT Focus: La Versione Moderna dell'Operazione Mockingbird: "Chiunque non fosse d'accordo con me è un propagandista russo"

fake news
SOTT.net recentemente ha avuto l'onore di essere diffamato come veicolo di propaganda russa. Il sito web "PropOrNot", un sito anonimo e di dubbia fama, ha incluso il nostro sito in una lista compresa di circa 200 altri siti web, considerati essere degli idioti consapevoli o inconsapevoli che lavorano per il Cremlino. Per fortuna molti dei siti web elencati sono fonti alternative di notizie oggettive e siamo fieri di far parte della lista. Del resto, che dire, l'intera faccenda sa di buffonata. Il sito dà l'impressione di essere molto probabilmente un sito bufala abbastanza spiritoso, e sarebbe anche divertente se grandi giornali come il Washington Post e altri giornali non li avrebbero presi così sul serio. Voglio dire, andiamo, la prima cosa che si nota sul loro sito web è una intervista fasulla, condotta da un comico, con due attori che fingono di essere propagandisti russi!

A parte questo, il sito è comunque ricco di scemenze. Praticamente ogni sito web di notizie alternative che esiste su internet è incluso in quella lista. La logica di PropOrNot sembra funzionare più o meno in questo modo:
  1. I governi occidentali e i media dicono A. (A è vero)
  2. Il governo e i media russi dicono B. (B non è vero)
  3. I media alternativi anche loro dicono B.
  4. Perciò, i media alternativi sono degli utili idioti, consapevolmente o meno, che sostengono la propaganda del Cremlino.
In primo luogo, questo presuppone che i governi e i media occidentali dicano sempre la verità. In secondo luogo, si presuppone che il governo russo dica sempre bugie. Così i media alternativi vengono messi in una situazione piuttosto scomoda: ogniqualvolta il governo russo dice la verità, e i media alternativi fanno le stesse affermazioni, quest'ultimi vengono subito accusati di essere dei propagandisti russi. Che è una supposizione totalmente ridicola. Il fatto è che se gli individui che dirigono il sito PropOrNot sono sinceri nelle loro affermazioni, la dice lunga su quello che pensano dei loro lettori: li considerano degli imbecilli totali.

Better Earth

Reportage: 'Aleppo liberata'

Aleppo Liberata

di Sheik Said, Jafar Mhanna, da Aleppo

Con la collaborazione dell'inviato di Pandora tv Talal Khrais


Better Earth

Russia-Giappone: Shinzo Abe è pronto a chiudere la disputa sulle Isole Curili

Putin- Abe

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha espresso la propria volontà di porre fine alla disputa territoriale con la Russia nel corso di una riunione con gli ex residenti delle isole Curili meridionali. Lo ha reso noto il network russo "Vesti".


"Voglio negoziare ai massimi livelli, per porre fine al problema dei territori", ha dichiarato Abe. In precedenza è stata annunciata la visita in Giappone del presidente russo Vladimir Putin, il 15 e 16 dicembre, alla quale la parte giapponese attribuisce grande importanza. All'ordine del giorno l'ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali, la conclusione di un trattato di pace e la risoluzione della questione territoriale.

La conclusione di un trattato di pace tra la Russia e il Giappone è la condizione necessaria per l'avvio dei negoziati sul possesso delle quattro isole del Pacifico (Iturup, Kunashir, Shikotan e Habomai), attualmente sotto il controllo della Federazione russa.

Nel mese di ottobre si è celebrata la ricorrenza dei 60 anni dalla firma della dichiarazione congiunta di cessazione dello stato di guerra tra l'Urss e Giappone, siglata nel 1956. Fra Russia e Giappone va avanti da anni un'alternanza di momenti di tensione e distensione, con l'obiettivo condiviso di raggiungere un compromesso sul possesso delle isole contese.

La Russia si era dimostra disposta alla restituzione di Shikotan e delle Chabomaj, come dichiarato da Putin nel 2001, e nel 1991 aveva abolito i visti d'ingresso per i cittadini giapponesi intenzionati a visitare le quattro isole oggetto della disputa.

Nel 2012 il governo russo propose la risoluzione della disputa tramite un referendum tra gli abitanti delle isole oggetto della questione. Negli anni successivi, però, la Russia ha lanciato messaggi meno confortanti, discutendo l'apertura di nuove basi e il rafforzamento della presenza militare nell'area contesa.

Il valore geopolitico che le isole Curili rivestono nell'ottica del Cremlino è giustificato dalla posizione vantaggiosa dell'arcipelago nell'area del Pacifico settentrionale, punto d'accesso diretto agli spazi oceanici per le navi russe, senza dover transitare vicino alle coste giapponesi.

War Whore

Il Meglio del Web: Samantha Power, ma non ti vergogni?

samantha power

di Alessandro Bianchi


Aleppo è stata liberata. La fine dell'assedio di terroristi, tagliagole, jihadisti è finito. La festa delle persone è esplosa nella città e con essa la rabbia di quelle fake news corporation dell'"informazione" che per anni vi hanno raccontato tante bufale e oggi sono costrette a giustificarle con l'unico metodo che conoscono, altre menzogne.

In questo clima, il rappresentante all'Onu del paese responsabile della principale forma di "terrorismo sperimentato dall'umanità" (parole di Noam Chomsky), Samantha Power, arriva a dichiarare (video di Repubblica se non ci credete. Noi all'inizio, sinceramente, pensavamo in un errore di traduzione): "Siete davvero incapaci di vergogna? Non c'è letteralmente nulla in grado di farvi vergognare?", rivolgendosi a Russia, Iran e Siria.

Siamo alle barbarie semantiche di un impero che sta perdendo ogni riferimento con la realtà e con la minima dignità. Oltre che rimarcare che per fortuna sono gli ultimi colpi di coda di Samantha Power all'Onu, ci preme qui riproporvi quanto avevamo scritto alcuni mesi fa quando la stessa dichiarò: "Quello che la Russia sta sponsorizzando e facendo non è la lotta al terrorismo. E' la barbarie".

Commenta:



War Whore

Dure accuse della Russia: gli USA hanno favorito la nuova offensiva dell'ISIS in Siria

soldati siriani a Palmira

Il comando USA ha consentito il trasferimento di 9.000 miliziani dell'ISIS da Mosul (Iraq) verso l'Est della Siria per attaccare Palmira e controbilanciare le vittorie delle forze siriane ad Aleppo. La zona di Mosul si trova sotto il controllo delle forze aeree e terrestri della coalizione diretta dagli USA: nessun movimento di truppe dell'ISIS (in zona desertica) avrebbe potuto sfuggire agli aerei USA. Sempre più evidente la complicità di USA con i miliziani dell'ISIS.
Si dimostra quello che sosteniamo da tempo: l'ISIS è l'esercito mercenario degli USA, utile per tutti gli usi.

Lunedì scorso, il ministro degli Esteri russo, Serguei Lavrov, ha dichiarato che l'ultimo attacco dell'ISIS contro Palmira è stata "apparentemente" lanciato da Mosul, in Iraq, dai "territori pattugliati dagli aerei della coalizione diretta dagli USA".

Lo stesso Lavrov ha aggiunto che l'ultimo attacco è stato orchestrato per dare respiro ai terroristi che si trovano attrincerati nell'Est di Aleppo. Questa azione, tuttavia, non ha dato risultato visto che non ha ottenuto di impedire la concreta liberazione della città. Lavrov ha indicato che gli USA hanno mantenuto una "torbida politica" verso i terroristi in Siria, dall'inizio del conflitto fino ad ora, da circa sei anni, nell'attaccare l'ISIS ma nell'evitare un conflitto con gli altri gruppi.

Better Earth

La popolazione di Aleppo scende in strada a festeggiare la liberazione della città dai terroristi appoggiati dall'Occidente

la liberazione dell'est aleppo
© Sputnik

Le forze dell'Esercito siriano hanno recuperato sotto il proprio controllo la totalità della zona orientale della città di Aleppo, come confermano le fonti locali.
"Tutto l'Est di Aleppo si trova sotto il controllo delle forze siriane. L'Esercito siriano sta perseguendo gli ultimi terroristi nascosti dietro le loro ultime postazioni nei quartieri a sud"
, hanno comunicato questo Lunedì i media siriani, citando le fonti militari.

Da parte sua il network in lingua araba Al-Alam ha informato che attualmente le truppe siriane e i miliziani jihadisti sono impegnati in feroci combattimenti negli ultimi tre quartieri dove sono trincerati i ribelli, che sono Al-Ansari, Zabadiye e Al-Mashad.Tutto l'est di Aleppo e l'intera città si trova ormai sotto il controllo delle forze siriane.

"I terroristi appoggiati da USA e Arabia Saudita stanno capitolando e non riescono ad opporre resistenza agli attacchi dell'Esercito siriano. Si aspetta entro le prossime ore che venga dato il colpo finale agli ultimi gruppi armati asseragliati nei palazzi", sono quelli che dal 2012 occupavano l'Est di Aleppo, ha affermato una fonte locale consultata dall'agenzia Al-Alam.

Secondo detta fonte, le forze siriane sono in procinto della vittoria finale nell'est di Aleppo. Poche ore prima, l'Esercito aveva annunciato di avere sotto il proprio controllo il 98% della città dopo aver conquistato gli ultimi quartieri, incluso Al-Sheij Said (al sud).