Figli della SocietàS


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Donbass: L'OSCE riconosce le violazioni di Kiev

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Alexander Huge (OSCE): "Kiev ha oltrepassato la linea stabilita dal trattato di Minsk". L'incontro dei rappresentanti dell'OSCE con la popolazione locale vessata da due anni di guerra civile a Yasinovataya.
DONETSK - Il vicecomandante della difesa di DNR, Eduard Basurin, e il direttore di Doninews, Janus Putkonen, hanno accompagnato, il 17 marzo, il responsabile della missione OSCE in Donbass, Alexander Huge, che ha condotto la delegazione degli osservatori al checkpoint di Yasinovataya, nella zona teatro di un aspro attacco da parte delle forze ucraine supportate da blindati e carri armati.

Attacco che è fallito nell'obbiettivo principale, che era quello di riprendere il controllo della strada tra Donetsk e Gorlovka ma che ha raggiunto degli obbiettivi secondari e cioè quello di mettere sotto tiro diretto la strada, visto che le posizioni ucraine sono ormai a 300 metri dalla strada, status che consente loro di interdirne l'uso.

Huge con il suo bravo casco blu si è fatto una passeggiata tra le posizioni DNR e quelle ucraine constatando che le forze di Kiev hanno oltrepassato la linea di demarcazione segnata dagli accordi di Minsk II e quindi verificando una chiara violazione da parte Ucraina degli accordi. Inoltre è risultato che l'impianto di purificazione dell'acqua della zona, che sulle carte firmate dalle due parti era proprio in mezzo ai due fronti nella terra di nessuno, adesso è presidiato dai soldati ucraini. Contenendo l'impianto una riserva di sostanze chimiche a base di cloro, presenta dei rischi di inquinamento chimico in caso di bombardamento,questo spiegherebbe anche la riluttanza della DNR a provare a cacciare gli Ucraini dal suddetto impianto. Prenderlo sarebbe a sua volta una violazione degli accordi.


Bomb

2 esplosioni in aeroporto Bruxelles, almeno 13 morti, 35 feriti

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© REUTERS/ Yves Herman

Le due esplosioni all'aeroporto di Bruxelles sono avvenute alle 8 del mattino nella hall delle partenze.


Almeno 13 morti. Subito dopo le esplosioni nell' aeroporto di Bruxelles, lo scalo è stato chiuso. Interrotti anche i collegamenti ferroviari da e per l'aeroporto.

Le autorità belghe hanno lanciato il piano catastrofi per fare fronte alle conseguenze delle due esplosioni che hanno devastato l'area partenze dell'aeroporto Zaventem di Bruxelles.

Alcuni media già parlano di attacco terroristico.


La polizia di Bruxelles ha confermato all'agenzia Sputnik la notizia dell'esplosione all'aeroporto della capitale.
"Ci sono state delle esplosioni. Non possiamo dire altro. In questo momento non possiamo accedere all'aeroporto. L'esplosione si è verificata in un'ampia sala", ha dichiarato un responsabile delle forze dell'ordine all'agenzia Sputnik.
I congegni esplosivi sono stati azionati di fronte alla zona dei controlli dell'aeroporto di Bruxelles. Lo ha reso noto il Wall Street Journal.

Attention

Brasile. Tempesta mediatica contro Lula per sabotare il governo Rousseff

lula
© wikimedia.org

Brasile nel caos dopo la divulgazione di una intercettazione tra la presidentessa Rousseff e l'ex presidente Lula. Mentre i media evidenziano le proteste in corso in tutto il Paese, molti iniziano a parlare apertamente di come il dissenso venga strumentalizzato contro Lula per rovesciare il governo o persino per preparare un vero e proprio golpe.


Già era accaduto in occasione dei Mondiali e ora, puntualmente, i media offrono una copertura quasi totale delle proteste in corso in tutto il Paese contro Luiz Inàcio Lula da Silva a seguito della divulgazione del contenuto di una conversazione privata della presidentessa Dilma Rousseff. Secondo Luciana Santos del PCdoB infatti l'intercettazione della conversazione tra Rousseff e Lula sarebbe stata ottenuta mediante una intercettazione illegale e con chiare finalità politiche volte a causare il contesto atto a fomentare rivolte di alcuni settori dell'opposizione contro il governo. Non solo, il Partito Comunista Brasiliano ha anche denunciato il comportamento irresponsabile di alcune proteste che hanno incitato i manifestanti a occupare le strade del paese. In tanti lamentano che dietro questo assalto a Lula in realtà si celi il tentativo di rovesciare la democrazia al punto che molti analisti hanno parlato del tentativo delle classi alte e della magistratura di forzare la mano per far cadere la Rousseff.

Ecco cosa ha detto a riguardo Gennaro Carotenuto, esperto di Sudamerica, sul suo profilo Facebook circa quanto sta succedendo in Brasile:
"In Brasile è partito un piano eversivo che è quasi una guerra civile a bassa intensità. Le classi alte, in accordo con le corporazioni mediatiche, le associazioni delle professioni liberali, parte dell'esercito, e della magistratura, che cerca lo scalpo di Lula e della presidente Dilma, per fare merito nel regime che verrà stanno lavorando a un piano eversivo usando la strategia cilena dei camionisti per bloccare il rifornimento dei mercati nelle grandi città. I 40 parlamentari legati all'agrobusiness chiedono l'impeachement insieme alle Confcommercio dello Stato di San Paolo e la Confindustria Nazionale. Lobbisti e gerarchi militari lavorano nell'ombra. Fascisti e facinorosi sono già nelle strade e si registrano i primi attacchi a sedi di sindacati e del Partito dei lavoratori. Io vi ho avvisato, i media no. Io sto con Lula e Dilma."
Tribuno del Popolo

Commenta: Sembra che qualcuno stia "cucinando" a fuoco lento una rivoluzione colorata in Brasile.


Quenelle

Kiev: anziani antifascisti mettono in fuga i neonazisti della Azov

nazi ucraini

di Fabrizio Poggi per Contropiano


Come recita quel bizzarro adagio britannico: "le cronache riferite dai giornali sono tutte veritiere, tranne quelle che raccontano dei fatti cui hai assistito direttamente". Quantomeno, le cronache non sono sempre complete.

Orbene, lo scorso 17 marzo, a Kiev, nel 25° anniversario del referendum che in Urss aveva visto la schiacciante vittoria del Sì al mantenimento dell'Unione Sovietica, un meeting della coalizione "Opposizione di sinistra" (cui partecipavano in maggioranza persone anziane) a favore di quei risultati poi disattesi dalla dirigenza eltsiniano-gorbacioviana, era stato attaccato alla maniera fascista da "attivisti civili" del battaglione neonazista Azov. Nel corso dell'assalto, che la polizia si era ben guardata dall'ostacolare, un anziano era stato colpito alla testa; ma l'autoambulanza, avvertita dai manifestanti, aveva preso tutto il tempo possibile prima di arrivare sul posto.

E lo stesso 17 marzo, gli "azovisti" si erano affrettati a tessere le lodi di se stessi, per aver "disperso un meeting dei separatisti", come vengono definiti in Ucraina non solo milizie e civili del Donbass, ma tutti coloro che manifestano la pur minima resistenza e opposizione al potere golpista.

Sin qui la cronaca. Oggi l'agenzia Novorosinform pubblica alcuni video dell'accaduto, che testimoniano come, ancora una volta, i fascisti si siano comportati da par loro: vero che i neonazisti di Azov hanno attaccato il meeting; vero che hanno pestato diversi anziani. Ma i baldi giovani di Azov, che nell'occasione non avevano rispettato la regola fascista del 10 contro 1, sono stati respinti a suon di legnate e messi in fuga da anziani pensionati per nulla intimoriti dalla provocazione.

In questo i neonazisti ucraini non si differenziano dallo "stile" fascista classico: "prodi" e baldanzosi quando hanno le spalle protette dalla forza dello stato; pavidi e pronti alla fuga quando gli assaliti non si lasciano intimorire. Come a Scandicci nel marzo o a Sarzana nel luglio 1921, oppure a Parma nell'agosto 1922; così oggi in Ucraina, quando le armi (o i bastoni) sono pari, i fascisti se la danno a gambe.


Gold Bar

La Germania riporta in patria a ritmo record le sue riserve auree

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© AP Photo/ Archiv
A Francoforte sono state consegnate 366 tonnellate di oro per un valore complessivo di circa 11,5 miliardi di euro nell'ambito della nuova concezione adottata dal governo tedesco sulla conservazione delle riserve auree nazionali.

La Banca Centrale tedesca ("Bundesbank") sta riportando a ritmo record le riserve auree della Germania dai depositi stranieri, ha dichiarato oggi il governatore della "Bundesbank" Jens Weidmann.

Secondo il banchiere, tutto questo rientra nel lavoro adottato dal governo tedesco sulla conservazione delle riserve auree nazionali: in particolare entro il 2020 a Francoforte deve essere consegnata la metà del totale dell'oro tedesco.
"Per la nuova concezione di conservazione delle riserve auree, a Francoforte sono state consegnate 366 tonnellate d'oro per un valore complessivo di circa 11,5 miliardi di euro. Pertanto al momento sono conservate 1.400 tonnellate d'oro, ovvero il 41,5% delle nostre riserve auree. Rispettiamo il programma adottato," — "Deutsche Welle" riporta le parole di Weidmann.
Secondo lui, il restante oro tedesco verrà conservato a New York e Londra, mentre verrà rescisso il contratto per la conservazione del metallo prezioso al caveau della Banca Centrale francese a Parigi.

Weidmann ha rilevato che l'oro per la Germania è di fatto una valuta di riserva aggiuntiva. Secondo la Bundesbank, le riserve auree tedesche sono di circa 3.400 tonnellate, seconde al mondo dopo gli Stati Uniti.

In precedenza erastato riferito che Washington si era rifiutata di restituire immediatamente una parte significativa delle riserve auree tedesche limitando la consegna al 10%.

Network

Italiani di e in Crimea, fatevi avanti! un libro racconta la vostra storia

crimea

Nella Crimea che festeggia i due anni dalla riunificazione con la Russia, c'è una comunità, quella italiana, che riscopre i suoi i legami con la madre patria.


La presenza italiana in Crimea risale al XV secolo, quando i genovesi fondarono diverse colonie, tra cui quella della città di Feodosia. Nella seconda metà dell' 800 la comunità italiana in Crimea crebbe rapidamente, grazie soprattutto a migranti proveniente dalla Puglia che lavoravano a bordo delle numerose navi italiane in sosta nel porto di Kerch. Si trattava di migranti che oggi definiremmo "qualificati", impiegati nei settori della progettistica navale e nel commercio dei prodotti agricoli. All'inizio del secolo scorso la popolazione italiana nella zona arrivò a toccare le 5 mila unità, ed a Kerch c'erano una scuola ed un centro culturale italiano, oltre ad una chiesa cattolica, l'unica in un'area dove convivevano ortodossi e musulmani.

Nel gennaio 1942 su ordine di Stalin, gli italiani, come le altre minoranze nazionali presenti in Crimea, vennero prima imbarcati su delle navi e poi in treno deportati in Siberia e in altre terre dell'Asia Centrale. Attualmente nella località di Kerch in Crimea vivono 300 discendenti degli italiani che vennero deportati allora. Qualcuno di loro riuscì miracolosamente a tornare in patria, la sorte di molti altri invece fu più crudele ed essi perirono durante il viaggio. Nel dopoguerra parte di questi italiani è ritornata in Crimea, ma ha dovuto rinunciare a lungo ai cognomi italiani, mentre molti rimasero nei luoghi dove furono deportati.

La famiglia italiana in Crimea Maliscev-Bruzzone
© Sputnik. Associazione Italiana CERKIO La famiglia italiana in Crimea Maliscev-Bruzzone nel 1933.

Bomb

Nuovo attentato in Turchia: kamikaze provoca 5 morti nel cuore di Istanbul

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© Foto: Twitter/ Richard Engel
Ancora un attentato in Turchia. Un kamikaze si è fatto esplodere in viale Istiklal a Istanbul, a poca distanza da piazza Taksim. Quattro persone - oltre lo stesso attentatore - sono morte e 36 sono rimaste ferite, tra loro 12 cittadini stranieri inclusi 3 israeliani. 7 dei feriti sono ricoverati in condizioni gravi.

La zona - nella parte europea della città sul Bosforo - è stata completamente isolata dalla polizia e numerose ambulanze sono giunte sul posto. Il kamikaze ha colpito un'area pedonale ricca di negozi e locali notturni, solitamente piena di turisti e giovani.

Secondo alcuni testimoni, gli ordigni sono esplosi mentre l'attentatore camminava. L'obiettivo dell'attacco era probabilmente un luogo più affollato.

L'attentato suicida arriva a meno di una settimana dalla strage di Ankara, dove l'esplosione di un'autobomba ha ucciso 37 persone. L'allarme sicurezza in Turchia è ai massimi livelli. Giovedì e venerdì le rappresentanze diplomatiche tedesche nel Paese sono rimaste chiuse per la minaccia di un attacco dell'Isil.

L'autorità radiotelevisiva turca ha imposto una censura sulla trasmissione di immagini dalla zona dell'attentato.

Turkey suicide bomber kills four in Istanbul, injures 20 https://t.co/cKcZKj5KMy pic.twitter.com/vCB6eoGMX7
— The Telegraph (@Telegraph) 19 marzo 2016


#Kamikaze in centro a #Istanbul: 4 morti e almeno 20 feriti /Foto https://t.co/UWlyI4nauY pic.twitter.com/B971aS8VCe
— Adnkronos (@Adnkronos) 19 marzo 2016


Almeno due morti nell'esplosione a #Istanbul Tutti gli aggiornamenti qui https://t.co/Pmj0DY0qOI
— La Stampa (@la_stampa) 19 marzo 2016

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Airplane

Disastro aereo a Rostov-sul-Don. Non ci sono sopravvissuti

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© AP Photo/ vk.com/rostovnadonu group

Il Boeing proveniente da Dubai si è schiantato vicino alla pista dell'aeroporto di Rostov-sul-Don. La causa del disastro potrebbe essere il cattivo tempo.


Il volo della compagnia aerea Fly Dubai, proveniente da Dubai, si è schiantato a sinistra della pista in fase di atterraggio in condizioni di scarsa visibilità alle 3:40 ora locale. Il portavoce del ministero dei trasporti ha informato RIA Novosti che l'aereo è precipitato durante il secondo tentativo di atterraggio. Come affermato dalla commissione d'inchiesta, il velivolo è esploso appena toccato il suolo. Secondo i dati preliminari, il Boeing ha urtato il terreno con la coda, come confermato da una fonte dei servizi di emergenza della regione. Per il ministero delle Emergenze della regione di Rostov, l'aereo in fase di atterraggio ha colpito con l'ala durante la pista e ha preso fuoco. In base al monitoraggio del radar del servizio di volo, il Boeing, prima dell'incidente, ha sorvolato l'aeroporto per più di due ore.

FlyDubai flight #FZ981 crashed while attempting to land in Rostov-on-Don from Dubai. https://t.co/i2bpUtP8nD pic.twitter.com/lwGuM8jwAa
— Flightradar24 (@flightradar24) 19 марта 2016 г.


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Donbass: Caso Savchenko, la cortina di tornasole dell'ipocrisia europea

Nadedzha Savchenko
Il processo dell'ex soldatessa Nadedzha Savchenko è entrato nel vivo. Nonostante le richieste di estradizione da parte di USA e UE il procedimento penale andrà avanti fino alla sentenza definitiva della prossima settimana. Il racconto delle sevizie della soldatessa: "Venderemo i vostri organi", ma ora rischia fino a 25 anni di prigione.

MOSCA - Si è aperto il 9 marzo a Rostov, nel Sud della Russia, il processo a Nadiya Savchenko, soldatessa ucraina accusata di complicità nell'uccisione di due giornalisti russi nel Donbass nel giugno 2014. In questa occasione, l'imputata ha ripetutamente tenuto comportamenti irrispettosi nei confronti della corte ed ha insultato sia la corte stessa che l'intera nazione russa.


Nel giugno del 2014 due giornalisti della televisione di stato russa RTR, Igor Kornelyuk e Anton Voloshin, si trovavano nel Donbass come reporter. In quel periodo, la Savchenko, allora tenente delle forze armate ucraine, aveva fornito le loro coordinate al battaglione Aidar per un attacco con colpi di mortaio che li ha uccisi. Dopo questo episodio, la soldatessa aveva attraversato illegalmente il confine russo come rifugiata. Catturata dalla polizia, è stata dapprima portata a Mosca ed infine nella regione di Rostov, dove si trova tutt'ora in prigione dal luglio 2014. Durante la detenzione, la Savchenko si è dimessa dall'esercito ucraino dopo essere stata eletta deputato del Parlamento di Kiev da parte delle file dell'Unione Pan-Ucraina "Patria", di direzione europeista di centrodestra. Recentemente, da Kiev le è giunta l'offerta di diventare Procuratore Generale dell'Ucraina.

Più volte l'Unione Europea ha incitato la Russia a rilasciare la Savchenko, ritenendola prigioniera di guerra e quindi soggetta all'impunità diplomatica. Il Parlamento Europeo è disposto a credere alla sua versione dei fatti, ovvero che sarebbe stata trasportata in Russia contro la sua volontà, e che i due giornalisti si trovassero inavvertitamente nel territorio in cui era stato aperto il fuoco. Un appello simile sarebbe stato lanciato anche dal Segretario di Stato americano John Kerry, che avrebbe confermato l'illegalità della sua detenzione secondo gli accordi di Minsk. Il fautore dell'appello è stato tuttavia smentito dal governo russo in quanto Kerry, per la natura della sua posizione, non può ignorare che negli accordi di Minsk non è menzionato un caso simile.

Eye 1

Per la vostra Privacy sarebbe meglio coprire le Webcam e disattivare il microfono!!!

spiati dalle webcam
© youtube
Come se non bastasse, dopo che alla Apple è stato concesso l'uso del Brevetto US Patent No. 8.254.902 che permette alle eventuali Autorita' del Luogo di accedere al vostro dispositivo via wireless e di bloccare alcuni o tutte le funzioni, l'azienda rispunta alla ribalta con lo scandalo sulla sicurezza delle loro Webcam. I nuovi dispositivi tecnologici che collegato tutto a internet sono in realta' dei veri e propri cavalli di troia che trasformano un utente mediamente sveglio in un vero e proprio stalker tecnologico.

Abbiamo letto come grandi aziende come Telecom vogliono implementare la scansione facciale automatica per scoprire il vostro stato emotivo durante l'utilizzo dello smartphone, oppure come qualsiasi stupida App possa accedere ad ogni dato e strumento all'interno dello smartphone, o ancora come in generale tutti gli smartphone per loro concezione sono considerati Vulnerabili poichè pieni di Spyware e Cavalli di troia.(backdoor).

Quelli che una volta venivano presentati come programmi con attivita' dannose, come spyware o backdoor, adesso queste stesse attivita' sono considerate normali dalle App e dai nuovi programm del web 2.0 che sfruttano la scusa del "marketing" per violare costantemente la vostra privacy!
I metodi sono parecchi come nel caso di rendere il vostro cellulare "ROOT", ovvero prendere in mano tutte le funzionalita' del vostro smartphone avendo cosi accesso all'uso di altri programmi che vi dovrebbero cautelare dalle attivita' sospette.