OF THE
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"Ben prima dell'inizio della crisi siriana - aveva detto il direttore di Amnesty - si possono contare sulle dita di poche mani gli iracheni e gli afghani che sono riusciti ad ottenere lo status di rifugiato in Turchia dopo anni di attesa. Inoltre ci sono centinaia di siriani che sono stati respinti al confine dalla Turchia, rimandati indietro verso le zone di provenienza dove c'é la guerra".Aveva visto giusto John Dalhuisen alla sigla dell'accordo, se ora, all'entrata in vigore dello stesso, Amnesty International in un report di venerdì scorso riferisce che la Turchia da metà gennaio ha espulso con efficacia esecutiva migliaia di rifugiati siriani costretti con la forza a tornare nella loro patria dilaniata dalla guerra. Circa 100 rifugiati siriani, spesso non registrati in Turchia, sono espulsi dalla Turchia ogni giorno.
«Come è possibile continuare a parlare, dopo quanto è successo [in Urss a seguito del 1991, nda], di "Stato operaio degenerato", quando gli agenti della produzione capitalistica, di cui sia Gorbaciov che Eltsin sono stati storicamente i rappresentanti politici selezionati dentro il partito comunista, ammontavano evidentemente a milioni, ed erano a tutti gli effetti i gruppi dirigenti [...]? Come è possibile continuare a sostenere che la "burocrazia", pur se corrotta, aveva un interesse al mantenimento dell'economia pianificata, quando è sotto gli occhi di tutti che tra le sue file è stato reclutato il gruppo sociale che gestisce oggi la privatizzazione, e che la gestisce appunto perché può privatizzare la proprietà di Stato attribuendo a se stessa la prima scelta, essendo già "posizionata" vantaggiosamente proprio sulla base del precedente posizionamento burocratico privilegiato?».
Cosi l'Ambasciatore d'Italia a Mosca Cesare Maria Ragaglini aveva iniziato la presentazione delle possibilita' economiche della regione di Chelyabinsk tenutasi di recente all'ambasciata italiana di Mosca in presenza del Governatore della Regione Boris Dubrovsky che in persona ha preso parte all'evento. Fra gli ospiti c'erano gli imprenditori italiani e i rappresentanti dell'ICE, Confindustria, CCIR.
"Non è un mistero che l'imprenditoria italiana guarda la Russia con lo straordinario interesse. Interesse che non è diminuito a causa della crisi economica che ha colpito la Federazione Russa".
"Nel solco di una tradizione consolidata da parte dell'impenditoria italiana di vedere la Russia come un mercato di paricolare importanza per il nostro paese e al tempo stesso mantenere una visione strategica che prescinde quelle che possono essere le difficoltà del momento, va rilevato che, statisticamente, gran parte degli investimenti italiani in Russia sono stati effettuati proprio durante I periodi di crisi" — ha sottolineato il diplomatico.Chelybinsk è storicamente famosa come città di metallo ma non solo. Piu di 600 sono i giacimenti di materie prime che garantiscono alla regione il monopolio per estrazione di grafite (80%) e magnesite (86%). La superficie totale della regione è di 88 000 km con 3,5 millioni di abitanti. Un terzo del PIL viene dalla produzione industriale.
"Le centrali nucleari in Belgio sono in corso di evacuazione, si tratta di una misura preventiva. Abbiamo due centrali nucleari in Belgio, Doel e Tihange, ed entrambe sono state evacuate", ha detto il portavoce, aggiungendo che le centrali rimarranno comunque in funzione.Solo personale necessario per le operazioni sicure rimarrà sul sito.
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